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Riassunto discorsivo del primo e del secondo capitolo, in maniera limpida e chiara.
Tipologia: Sbobinature
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L’oggetto dell’interesse del servizio sociale riguarda il rapporto fra persone e i loro ambienti di vita e che l’ambito di intervento è costituito dallo spazio in cui si realizzano le interazioni fra le persone e sistemi nel contesto sociale. Le situazioni con cui si confronta l’assistente sociale, nei diversi ambiti di intervento, riguardano la sfera esistenziale e, dunque gli ostacoli che si possono incontrare nell’adempiere i compiti posti dall’esistenza e nel far fronte alle difficoltà di varia natura come sociale materiale ed emotiva. Gli ostacoli che rendono problematica la gestione di compiti esistenziali si riferiscono a diversi elementi: contesto sociale non accogliente, inadeguatezza o scarsa accessibilità delle risorse necessarie a soddisfare un bisogno; carenza di informazioni. La specifica forma di intervento, definita processo di aiuto, si pone quali obiettivi il favorire una diversa configurazione della situazione: il promuovere nei contesti sociali e nelle persone la consapevolezza e la responsabilità, le capacità di reazione e di iniziativa. Il processo di aiuto, tende ad aiutare gli utenti a rendersi consapevoli dei propri bisogni, a individuare le risorse. 1.1 La centralità della persona e delle risorse Tra gli elementi costitutivi del processo di aiuto di servizio sociale troviamo la centralità della persona e delle risorse.il primo è un tema sviluppato in Italia da diversi studiosi, in particolare da Elisa Bianchi per la quale il riconoscimento del valore di ogni persona orienta l’azione professionale, dal punto di vista metodologico e deontologico. Ciò significa che non vanno collocati in primo piano i bisogni e le difficoltà, bensì la persona che gli esprime.l’assistente sociale guarda, alla persona nella sua globalità, come soggetto attivo, portatore di diritti da rispettare e potenzialità da sollecitare, e considerato sempre all’interno del suo contesto. L’approccio olistico, fornisce una visione unitaria del soggetto nel suo ambiente. Una posizione altrettanto cruciale è occupata dalle risorse. Secondo questo approccio è possibile focalizzare l’attenzione sugli effettivi tipi di vita che le persone possono scegliere di condurre e che concernono diversi aspetti del funzionamento umano. I funzionamenti rappresentano ciò che una persona è effettivamente in grado di fare e di essere in base alle sue capacità, costituita dalle potenzialità e dalle opportunità che possono o meno derivare da condizioni esterne, le quali possono favorire ad ostacolare la possibilità del soggetto di acquisire i funzionamenti che scelto di perseguire.le risorse sono intesa come strumento per raggiungere un obiettivo, soddisfare un bisogno dunque utili per sostenere le capacità d’azione di fronteggiamento dei problemi. Ma al contempo, anche il bersaglio dell’intervento professionale, Vanno conosciute, adeguate alle trasformazioni di bisogni, connesse fra loro. Le risorse si collocano a diversi livelli:
1- Sistema : agenti di cambiamento: fa riferimento all’organismo in cui opera l’assistente sociale; 2- S. Persona-utente : il soggetto individuale ( singolo, famiglia) che richiede volontariamente l’intervento; 3- S. Bersaglio : È costituito dai soggetti che necessario influenzare per realizzare il cambiamento. 4- S. D’Azione : riferisce al complesso di soggetti che operano con l’assistente sociale, rispetto un caso al fine di promuovere un intervento complesso. 3.1 Funzionie e contesti dell’azione professionale dell’assistente sociale L’intervento dell’assistente sociale non si sostituisce alla persona né le offre modelli precostituiti per gestire i compiti e affrontare i problemi, ma fornisce chiarimenti, sostegno in modo che i, soggetto possa capire come ristrutturare la propria vita, riconoscendo e affrontando i problemi che l’hanno portato a contattare il servizio. Le Funzioni Le funzioni dell’assistente sociale corrispondono a insiemi organici di attività e compiti propri finalizzati al raggiungimento di specifici scopi. Dal Pra Ponticelli individua quattro aree funzionali: 1-Rapporto con le persone; 2-Promozione, organizzazione di servizi, prestazioni, strutture, risorse; 3- Rilevazione e studio dei problemi e delle risorse, 4- Sviluppo e trasmissione della cultura professionale; Al loro interno, sono individuabili specifici compiti: 1-comprensione e valutazione complessiva e condivisa delle diverse situazioni che affronta 2-individuare obiettivi e strategie, sempre insieme alle persone coinvolte 3-attivare gli interventi orientati al raggiungimento degli obiettivi L’assistente sociale si muove in tre direzioni : 1- aiutare le persone a sviluppare, valorizzare e utilizzare le risorse personali e della rete prossima; 2- stabilire legami iniziali fra persone e risorse in quelle situazioni in cui queste ultime sono scarsamente conosciute e conoscibili; 3-favorire costruttivi rapporti fra persone e risorse. I compiti dell’assistente sociale si realizzano integrando diversi piani d’azione: 1_Relazionale : volto a sostenere un cambiamento che riguarda l’accrescimento nella persona della consapevolezza di sé, del proprio spazio vitale, del problema, delle opportunità, rafforzandone un’immagine di sé positiva; 2_ Amministrativo : include la
conoscenza e competenza nel far uso di tutte le potenzialità nelle procedure necessarie per attivare una prestazione; 3_ Reticolare: si riferisce alle attività di connessione, coordinamento, promozione di risorse delle reti sociali (siano esse naturali, sociali o istituzionali). 3.2 I contesti relazionali delle prestazioni famigliari. Per con te sto sentendo lo sfondo della situazione che lo scambio relazionale che assegna significati contenuti delle comunicazione. Campanini individua quattro tipi di contesto: 1_ Informativo: Riguarda l’ambito dell’informazione per l’accesso le risorse o per la definizione di un percorso. 2_Assistenziale: È associato a richiesta limitata interventi assistenziali, riferite ai bisogni circoscritti che possono essere soddisfatti dalla sola prestazione oppure a situazioni che non consentono alternative. Le richieste sono le più frequenti. 3_Autoritativo (anche denominato di controllo o coatto): riguarda la richiesta che si origina a seguito dell’iniziativa dell’autorità giudiziaria che attribuisce un compito al servizio, attraverso un decreto di incarico a intervenire, oppure su impulso del professionista e del servizio in cui questi operai, attraverso la segnalazione alle stesse autorità giudiziaria. Indipendentemente dalla sua volontà.è questo l’unico caso in cui l’assistente sociale può intervenire in assenza del consenso del soggetto. La richiesta contenuta nel mandato giudiziario può riguardare a sua volta, due livelli: 3_a Conoscitivo-Valutativo: riguarda le richieste di compiere analisi della situazione personale socio ambientale dei soggetti interessati. 3_b Esecutivo: relativa alle richieste dell’autorità giudiziaria di eseguire provvedimenti e vigilare sull’andamento della situazione, riferendo periodicamente attraverso la relazione sociale. 4_Consulenziale: si riferisce al campo della consulenza Psico sociale nella quale rientrano le attività più prettamente fondate sulla relazione di aiuto, Volta a accompagnare, Sostenere la persona nel raggiungere consapevolezza, rispetto al problema e alle risorse, e capacità di fronteggiamento per perseguire gli obiettivi individuati. Dobbiamo tener presente che la determinazione del contesto inizia con l’analisi del tipo di richiesta che giunge all’assistente sociale e prosegue con una ridefinizione.ciò che è importante è che il cambiamento di contesto sia frutto di una scelta consapevole da parte di entrambi gli attori, quindi esplicitato e concordato. A dover essere evitati sono quelli slittamenti che confondono i significati e provocano equivoci. Lo slittamento è problematico per il fatto che impedisce al soggetto interessato di partecipare consapevolmente all’interazione, esponendolo così a rischio di essere manipolato.costituirebbe una violazione di deontologica , una distorsione dell’azione professionale.