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Riassunto 1 e 2 capitolo, Sbobinature di Metodi E Tecniche Del Servizio Sociale

Riassunto discorsivo del primo e del secondo capitolo, in maniera limpida e chiara.

Tipologia: Sbobinature

2025/2026

Caricato il 05/03/2026

alessandra-corvino-2
alessandra-corvino-2 🇮🇹

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Metodi
Capitolo 1
L’oggetto dell’interesse del servizio sociale riguarda il rapporto fra persone e i loro
ambienti di vita e che l’ambito di intervento è costituito dallo spazio in cui si realizzano le
interazioni fra le persone e sistemi nel contesto sociale.!
Le situazioni con cui si confronta l’assistente sociale, nei diversi ambiti di intervento,
riguardano la sfera esistenziale e, dunque gli ostacoli che si possono incontrare
nell’adempiere i compiti posti dall’esistenza e nel far fronte alle dicoltà di varia natura
come sociale materiale ed emotiva.!
Gli ostacoli che rendono problematica la gestione di compiti esistenziali si riferiscono a
diversi elementi: contesto sociale non accogliente, inadeguatezza o scarsa accessibilità
delle risorse necessarie a soddisfare un bisogno; carenza di informazioni.!
La specifica forma di intervento, definita processo di aiuto, si pone quali obiettivi il
favorire una diversa configurazione della situazione: il promuovere nei contesti sociali e
nelle persone la consapevolezza e la responsabilità, le capacità di reazione e di iniziativa.
Il processo di aiuto, tende ad aiutare gli utenti a rendersi consapevoli dei propri bisogni,
a individuare le risorse.!
1.1 La centralità della persona e delle risorse
Tra gli elementi costitutivi del processo di aiuto di servizio sociale troviamo la centralità
della persona e delle risorse.il primo è un tema sviluppato in Italia da diversi studiosi, in
particolare da Elisa Bianchi per la quale il riconoscimento del valore di ogni persona
orienta l’azione professionale, dal punto di vista metodologico e deontologico. Ciò
significa che non vanno collocati in primo piano i bisogni e le dicoltà, bensì la persona
che gli esprime.l’assistente sociale guarda, alla persona nella sua globalità, come
soggetto attivo, portatore di diritti da rispettare e potenzialità da sollecitare, e
considerato sempre all’interno del suo contesto.!
L’approccio olistico, fornisce una visione unitaria del soggetto nel suo ambiente. Una
posizione altrettanto cruciale è occupata dalle risorse. Secondo questo approccio è
possibile focalizzare l’attenzione sugli eettivi tipi di vita che le persone possono
scegliere di condurre e che concernono diversi aspetti del funzionamento umano. I
funzionamenti rappresentano ciò che una persona è eettivamente in grado di fare e di
essere in base alle sue capacità, costituita dalle potenzialità e dalle opportunità che
possono o meno derivare da condizioni esterne, le quali possono favorire ad ostacolare
la possibilità del soggetto di acquisire i funzionamenti che scelto di perseguire.le risorse
sono intesa come strumento per raggiungere un obiettivo, soddisfare un bisogno dunque
utili per sostenere le capacità d’azione di fronteggiamento dei problemi. Ma al
contempo, anche il bersaglio dell’intervento professionale, Vanno conosciute, adeguate
alle trasformazioni di bisogni, connesse fra loro.!
Le risorse si collocano a diversi livelli:!
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Metodi

Capitolo 1

L’oggetto dell’interesse del servizio sociale riguarda il rapporto fra persone e i loro ambienti di vita e che l’ambito di intervento è costituito dallo spazio in cui si realizzano le interazioni fra le persone e sistemi nel contesto sociale. Le situazioni con cui si confronta l’assistente sociale, nei diversi ambiti di intervento, riguardano la sfera esistenziale e, dunque gli ostacoli che si possono incontrare nell’adempiere i compiti posti dall’esistenza e nel far fronte alle difficoltà di varia natura come sociale materiale ed emotiva. Gli ostacoli che rendono problematica la gestione di compiti esistenziali si riferiscono a diversi elementi: contesto sociale non accogliente, inadeguatezza o scarsa accessibilità delle risorse necessarie a soddisfare un bisogno; carenza di informazioni. La specifica forma di intervento, definita processo di aiuto, si pone quali obiettivi il favorire una diversa configurazione della situazione: il promuovere nei contesti sociali e nelle persone la consapevolezza e la responsabilità, le capacità di reazione e di iniziativa. Il processo di aiuto, tende ad aiutare gli utenti a rendersi consapevoli dei propri bisogni, a individuare le risorse. 1.1 La centralità della persona e delle risorse Tra gli elementi costitutivi del processo di aiuto di servizio sociale troviamo la centralità della persona e delle risorse.il primo è un tema sviluppato in Italia da diversi studiosi, in particolare da Elisa Bianchi per la quale il riconoscimento del valore di ogni persona orienta l’azione professionale, dal punto di vista metodologico e deontologico. Ciò significa che non vanno collocati in primo piano i bisogni e le difficoltà, bensì la persona che gli esprime.l’assistente sociale guarda, alla persona nella sua globalità, come soggetto attivo, portatore di diritti da rispettare e potenzialità da sollecitare, e considerato sempre all’interno del suo contesto. L’approccio olistico, fornisce una visione unitaria del soggetto nel suo ambiente. Una posizione altrettanto cruciale è occupata dalle risorse. Secondo questo approccio è possibile focalizzare l’attenzione sugli effettivi tipi di vita che le persone possono scegliere di condurre e che concernono diversi aspetti del funzionamento umano. I funzionamenti rappresentano ciò che una persona è effettivamente in grado di fare e di essere in base alle sue capacità, costituita dalle potenzialità e dalle opportunità che possono o meno derivare da condizioni esterne, le quali possono favorire ad ostacolare la possibilità del soggetto di acquisire i funzionamenti che scelto di perseguire.le risorse sono intesa come strumento per raggiungere un obiettivo, soddisfare un bisogno dunque utili per sostenere le capacità d’azione di fronteggiamento dei problemi. Ma al contempo, anche il bersaglio dell’intervento professionale, Vanno conosciute, adeguate alle trasformazioni di bisogni, connesse fra loro. Le risorse si collocano a diversi livelli:

  • personale e familiare : riguardano il capitale umano e sociale quindi le conoscenze, le competenze sociali, le capacità operativa come la motivazione o l’autostima. 2- sociale : si riferiscono alle opportunità offerte dal contesto socio ambientale. 3- istituzionale e del complessivo sistema di servizi e prestazioni dell’ambito sociale, sanitario, educativo eccetera. Il tema delle risorse si pone come cruciale perché l’intervento professionale si propone di promuovere l’autonomia dei soggetti, nel realizzare le loro aspirazioni.quando il professionista assume l’abitudine di porre l’accento sulle difficoltà, sulle carenze, sulle fragilità e sull’inadeguatezza, evidenziando così gli elementi negativi di una situazione, incorre nel rischio della “demolizione delle risorse”. A questo proposito, si richiama la metafora “ metallurgica ”proposta da Marzotto che rappresenta il compito professionale come l’estrazione di metalli preziosi da materiale solo apparentemente di scarso valore. Centralità della persona e centralità delle risorse si propongono entrambe per la loro funzione orientativa sul versante Metodologico. La centralità della persona è concepita da Gui come “L’essenza di quello che egli definisce il nucleo fondante del servizio sociale, costituito dal sistema di valori e principi che riconosce la persona come valore in sé”. Il valore della dignità della persona è coniugato da Borowski E con quello della giustizia sociale, con un impegno professionale che non si limita al rispetto di ogni individuo, ma si estende alla promozione del riconoscimento dei diritti: tutti gli elementi valorizzata dal global social work statement of etchical Principals. 2.1 cambiamento impostazione promozionale nelle finalità del servizio sociale Affinché sistema di valori principi del servizio sociale sia reso effettivamente realizzabile, e necessario che le indicazioni valoriali siano tradotte in mete o obiettivi generali da perseguire. I fini della professione sono soggetti a variazioni influenzate dal rapporto che intercorre, nei diversi contesti e periodi, fra i tre mandati e dalle contingenze storiche, politiche sociali ed economiche. Le finalità del servizio sociale si qualificano come orientate al cambiamento alla promozione. Si asserisce che la professione è tesa a promuovere il cambiamento, lo sviluppo, l’inclusione, l’empowerment e la liberazione delle persone dalle diverse forme di oppressione e vulnerabilità. L’’impegno è volto a contrastare qualsiasi forma di esclusione, emarginazione, oppressione. Lo scopo generale del servizio sociale e promuovere il pieno sviluppo delle persone nel proprio contesto sociale e contribuire al più ampio benessere. 2.1 il cambiamento Il concetto di cambiamento e centrale, rispetto alle finalità del servizio sociale. Affinché diventi significativo, è necessario definirne l’oggetto, la natura, la direzione: che cosa si vuole cambiare, perché è chi intende introdurre cambiamento, quali caratteristiche si vuole attribuire alla situazione nuova che ci si prefigura. Per BBilodeau la professione è orientata a promuovere un cambiamento nella direzione della tutela dei diritti umani e sociali e di un miglioramento della qualità della vita, a diversi livelli: dalle condizioni di vita, dei contesti sociali. Dal Pra Ponticelli ha sviluppato in più occasioni il tema del

1- Sistema : agenti di cambiamento: fa riferimento all’organismo in cui opera l’assistente sociale; 2- S. Persona-utente : il soggetto individuale ( singolo, famiglia) che richiede volontariamente l’intervento; 3- S. Bersaglio : È costituito dai soggetti che necessario influenzare per realizzare il cambiamento. 4- S. D’Azione : riferisce al complesso di soggetti che operano con l’assistente sociale, rispetto un caso al fine di promuovere un intervento complesso. 3.1 Funzionie e contesti dell’azione professionale dell’assistente sociale L’intervento dell’assistente sociale non si sostituisce alla persona né le offre modelli precostituiti per gestire i compiti e affrontare i problemi, ma fornisce chiarimenti, sostegno in modo che i, soggetto possa capire come ristrutturare la propria vita, riconoscendo e affrontando i problemi che l’hanno portato a contattare il servizio. Le Funzioni Le funzioni dell’assistente sociale corrispondono a insiemi organici di attività e compiti propri finalizzati al raggiungimento di specifici scopi. Dal Pra Ponticelli individua quattro aree funzionali: 1-Rapporto con le persone; 2-Promozione, organizzazione di servizi, prestazioni, strutture, risorse; 3- Rilevazione e studio dei problemi e delle risorse, 4- Sviluppo e trasmissione della cultura professionale; Al loro interno, sono individuabili specifici compiti: 1-comprensione e valutazione complessiva e condivisa delle diverse situazioni che affronta 2-individuare obiettivi e strategie, sempre insieme alle persone coinvolte 3-attivare gli interventi orientati al raggiungimento degli obiettivi L’assistente sociale si muove in tre direzioni : 1- aiutare le persone a sviluppare, valorizzare e utilizzare le risorse personali e della rete prossima; 2- stabilire legami iniziali fra persone e risorse in quelle situazioni in cui queste ultime sono scarsamente conosciute e conoscibili; 3-favorire costruttivi rapporti fra persone e risorse. I compiti dell’assistente sociale si realizzano integrando diversi piani d’azione: 1_Relazionale : volto a sostenere un cambiamento che riguarda l’accrescimento nella persona della consapevolezza di sé, del proprio spazio vitale, del problema, delle opportunità, rafforzandone un’immagine di sé positiva; 2_ Amministrativo : include la

conoscenza e competenza nel far uso di tutte le potenzialità nelle procedure necessarie per attivare una prestazione; 3_ Reticolare: si riferisce alle attività di connessione, coordinamento, promozione di risorse delle reti sociali (siano esse naturali, sociali o istituzionali). 3.2 I contesti relazionali delle prestazioni famigliari. Per con te sto sentendo lo sfondo della situazione che lo scambio relazionale che assegna significati contenuti delle comunicazione. Campanini individua quattro tipi di contesto: 1_ Informativo: Riguarda l’ambito dell’informazione per l’accesso le risorse o per la definizione di un percorso. 2_Assistenziale: È associato a richiesta limitata interventi assistenziali, riferite ai bisogni circoscritti che possono essere soddisfatti dalla sola prestazione oppure a situazioni che non consentono alternative. Le richieste sono le più frequenti. 3_Autoritativo (anche denominato di controllo o coatto): riguarda la richiesta che si origina a seguito dell’iniziativa dell’autorità giudiziaria che attribuisce un compito al servizio, attraverso un decreto di incarico a intervenire, oppure su impulso del professionista e del servizio in cui questi operai, attraverso la segnalazione alle stesse autorità giudiziaria. Indipendentemente dalla sua volontà.è questo l’unico caso in cui l’assistente sociale può intervenire in assenza del consenso del soggetto. La richiesta contenuta nel mandato giudiziario può riguardare a sua volta, due livelli: 3_a Conoscitivo-Valutativo: riguarda le richieste di compiere analisi della situazione personale socio ambientale dei soggetti interessati. 3_b Esecutivo: relativa alle richieste dell’autorità giudiziaria di eseguire provvedimenti e vigilare sull’andamento della situazione, riferendo periodicamente attraverso la relazione sociale. 4_Consulenziale: si riferisce al campo della consulenza Psico sociale nella quale rientrano le attività più prettamente fondate sulla relazione di aiuto, Volta a accompagnare, Sostenere la persona nel raggiungere consapevolezza, rispetto al problema e alle risorse, e capacità di fronteggiamento per perseguire gli obiettivi individuati. Dobbiamo tener presente che la determinazione del contesto inizia con l’analisi del tipo di richiesta che giunge all’assistente sociale e prosegue con una ridefinizione.ciò che è importante è che il cambiamento di contesto sia frutto di una scelta consapevole da parte di entrambi gli attori, quindi esplicitato e concordato. A dover essere evitati sono quelli slittamenti che confondono i significati e provocano equivoci. Lo slittamento è problematico per il fatto che impedisce al soggetto interessato di partecipare consapevolmente all’interazione, esponendolo così a rischio di essere manipolato.costituirebbe una violazione di deontologica , una distorsione dell’azione professionale.