






Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Riassunto conciso ma allo stesso tempo pieno di concetti fondamentali per il superamento dell'esame.
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 12
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!







Riassunto Alunni speciali bisogni speciali Dalla legge 104 del 1992 che garantiva tutti pieno sviluppo della persona, partì di un processo che ha portato la scuola italiana a essere tra le migliori al mondo nel trattamento della disabilità e nei percorsi di integrazione, inclusione, grazie alla formazione e all'utilizzazione, i docenti specializzati nel sostegno all'handicap. Di arrivati alla alle norme sui disturbi specifici di apprendimento di DSA, bisogno di una di speciali BES, che prevedono il supporto per gli alunni diagnosticati con particolari necessità educative, pur se la diagnosi non rientra tra quelle che.Consentano la certificazione di disabilità. La legge 8 ottobre 2010 numero 170, Si occupa dei disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico, tutela dunque il diritto allo studio dei ragazzi con il DSA affida alla scuola un ruolo attivo e propositivo. Il successivo d.m del 12 luglio 2011, individua le misure educative e didattiche necessarie per supportare il processo di insegnamento apprendimento, le nuove forme di verifica e valutazione degli alunni con certificazione di DSA, le modalità di formazione di docenti e dei dirigenti scolastici. I Bes sono bisogni educativi speciali, tra questi rientrano i disturbi specifici dell'apprendimento, funzionamento interruttivo, limite o borderline e iperattività. Il piano educativo personalizzato individua strumenti, strategie e modalità per realizzare un ambiente di apprendimento nella definizione del relazione, nella socializzazione della comunicazione, dell'interazione, dell'orientamento e delle autonomie. La legge si riferisce solo ai primi, nonostante nelle premesse citi anche la legge 170 sui DSA (Pure certificati). Le altre categorie che la direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 sui BES ha aggiunto ai disturbi dell'apprendimento certificabili in base alla legge 170 sono:
Tra i BES vanno considerati inoltre quelli che la direttiva del 27 dicembre 2012 definisce “ alunni con difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse ” e che la circolare 6 Marzo 2013 fa rientrare in quell'area di BES che interessa lo svantaggio socioeconomico linguistico, culturale, Alunni di origine straniera, di recente immigrazione e in specie coloro che sono entrati nel nostro sistema scolastico nell'ultimo anno. Per lavorare sui problemi piuttosto che sulle classificazioni, è importante la valutazione delle specifiche funzioni psicologiche sottese alle etichette dei BES, anche per tenere conto delle frequenti comorbilità. Il 42% delle certificazioni di DSA riguarda la dislessia, il 21% la disortografia, il 19% discalculia e il 17% disgrafia. Compensare o sostituire? In base alla legge 170 del 2010, gli studenti con diagnosi di DSA hanno diritto a fruire di appositi provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica, le istituzioni scolastiche garantiscono l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternative e tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere. Per compensativi intendiamo strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell'abilità deficitarie, fra i più noti ci sono : la sintesi vocale, la registrazione, i programmi di videoscrittura con correttore autobiografico, la calcolatrice. Per misure dispensative si intendono invece interventi che consentono all'alunno o allo studente di non svolgere alcuna prestazione che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l'apprendimento, per esempio non è utile far leggere ad un alunno con dislessia, un lungo brano, in quanto esercizio pervenne disturbo non migliora la sua prestazione nella lettura. Conoscere con esattezza e al di là delle etichette segnate all'alunno dalla certificazione di DSA da altra previsione, diagnosi di BES, qual è la carenza specifica da compensare, quindi si richiede una valutazione preliminare e articolata da compiere nella scuola stessa, mediante periodi di osservazione e verifiche non superficiali nè affrettate, per stabilire le linee base delle diverse funzioni, abilità del singolo caso in esame. E si rende necessario valutare se si tratta di abilità in ritardo, ma attivabile in tempi brevi con interventi didattici sui prerequisiti carenti oppure del tutto quasi assente e che dunque richiede nella fase transitoria strumenti compensativi o addirittura dispensativi. Senza accurata valutazione preliminare di <> può succedere che un ragazzo abituato al correttore del computer, possa non sapere scrivere manualmente una lettera senza errori. Dovremmo chiederci, se ciò che si compensa o da cui si dispensa a scuola avrà poi bisogno di essere compensato o dispensato per sempre, oppure è solo uno strumento transitorio per consentire a tutti gli alunni di arrivare alla meta, cioè usare gli apprendimenti per condurre una vita normale. Come strumento compensativo per i bisogni educativi speciali, vengono citate spesso le mappe concettuali. La mappa concettuale uno strumento essenziale per rappresentare la conoscenza in evoluzione e per scoprire i significati dei nuovi materiali da apprendere. In pratica si tratta di connettere le vecchie conoscenze con le nuove, utilizzare la memoria visiva, focalizzare i concetti chiave,favorire la metacognizione (cioè la riflessione sulla conoscenza),pianificare le azioni in
didattico e motivazionale, oppure di un vero e proprio disturbo che richiede specifici interventi in grado di abilitare funzioni prerequisite fortemente carenti. Va discriminato quando una transitoria difficoltà di apprendimento può diventare disturbo specifico permanente, diagnosticato e trattato come DSA con apposita certificazione. O ancora, distinguere la difficoltà di comunicazione, la chiusura emotiva e star simpatia, la tendenza al ripiegamento affettivo, dall'autismo ad alto funzionamento. Oltre a questa discriminazione, per individuare la diagnosi più adatta al caso in esame bisogna tener conto della comorbilità con altre diagnosi, per esempio dislessia e iperattività; discalculia e fib; Iperattività e autismo. La più comune comorbilità e quella fra dislessia e operatività, che si verifica in percentuali stimate a seconda dei diversi studi, fra il 25% e il 40%. Le singole diagnosi possono coesistere con disturbi anche rilevanti della sfera emotiva e motivazionale. Elevati livelli di ansia soprattutto nelle relazioni interpersonali e scarsa autostima sono frequenti in tutte le sindromi, anche la ridotta motivazione. Ricordiamo che l'ansia facilita l'apprendimento nella misura in cui lo attiva interferisce negativamente con esso, nella misura in cui distrae, spostando l' attenzione dal focus che il compito richiede. Produce carenze nel processo di elaborazione delle informazioni in diverse fasi: dall’organizzazione e codifica dei dati da apprendere, al recupero in memoria di essi, all'espressione linguistica delle risposte consone al contesto che le richiede. Nell'ansia da prestazione, la situazione è percepita come sfida, minaccia per l'autostima. La valutazione cognitiva della situazione-stimolo può determinare percezione di carenza di adeguata preparazione, incertezza sul modo di comportarsi in situazioni difficili, aggravate dall'eventuale presenza di un pubblico che assiste alla prestazione, tutte condizioni che riducono l'autoefficacia, cioè la percezione di potercela fare a rendere, come richiesto nella prestazione. Il risultato dimostrato dalla ricerca empirica e che, studenti con ansia da prestazione rendono meno in prove di letture, scritture e matematica, hanno minori capacità metacognitive, sono i più impulsivi e suscettibili alla distrazione da parte di materiale irrilevante per il compito, hanno peggiori prestazioni in compiti complessi, in definitiva ottengono risultati più negativi nelle prestazioni scolastiche a prescindere dall'effettiva preparazione. Lateralizzazione, attenzione, percezione, memoria verbale e/o visuo-spaziale, linguaggio verbale e non verbale nelle sue diverse componenti, capacità immaginative, elaborazione del tempo, sono funzioni che si ritrovano alterate in diverse sindromi.
I problemi relativi all'intelligenza non riguardano solo aspetti strutturali e funzionali e relativi substrati neurobiologici che li attivano, si riferiscono anche all'uso che ogni persona fa delle sue capacità intellettive, in relazione alle specifiche richieste del contesto. Quando ci si deve sottoporre a un test su abilità specifiche come l'attenzione, la memoria, il linguaggio e ragionamento. Queste abilità devono essere manifestate nel maggiore grado possibile. Il modello triadico che steinberg nel 1988 a proposto per le funzioni intellettive, prevede che le componenti analitiche, creative, pratiche assicurino tutte insieme la funzione di adattarsi all'ambiente, ma anche di modellarlo in base ai propri bisogni. L'integrazione delle abilità cognitive
ed emotive è indispensabile per riuscire nella vita, relazionandosi in un modo migliore con il contesto socio culturale di riferimento. L'intelligenza, secondo stenberg, può essere valutata in modo adeguato solo tenendo conto di questi fattori motivazionali e contestuali, cosa che test cognitivi comunemente usati difficilmente possono cogliere, diventando così poco predittivi dell'adattamento quotidiano.Specialmente quando interferiscono variabili quali l'ansia da prestazione, la scarsa fiducia in sé e la paura del fallimento, la mancanza di motivazione o lo scarso controllo dell'impulsività. L'esame delle cosiddette abilità trasversali all'apprendimento di tipo MOTIVAZIONALE ed emotivo è indispensabile per programmare un intervento in grado di trattare contemporaneamente i requisiti cognitivi, la motivazione è la consapevolezza dei propri punti di forza e dei propri limiti, le abilità sociali e relazionali. Motivazione : Il primo è importante fattore che influisce su tutte le prestazioni umane, incluse quelle scolastiche e la motivazione, ciò che spinge una persona a impegnarsi in attività la cui esecuzione non avviene automaticamente, ma richiede un coinvolgimento diretto e continuativo. La valutazione della motivazione in ambito scolastico può includere diversi aspetti:
giusto alle domande, dire le battute durante una recita, partecipare e tenere ritmi necessari per un gioco. Altre attività di elaborazione temporale complesse che richiedono tempi più lunghi, interessano certamente altre abilità cognitive come la memoria e le funzioni esecutive. I diversi livelli di elaborazione del tempo coinvolgono aree cerebrali differenti: il meccanismo di percezione temporale puro dipende dal cervelletto, dai gangli della base e dalla corteccia prefrontale, mentre x i tempi più lunghi, elaborazione avviene a livello corticale. Difficoltà nelle capacità di percepire, elaborare stimoli temporali e di gestire adeguatamente gli intervalli si riscontrano in alunni con diversi tipi di BES. Le attività proposte, che agiscono su abilità trasversali delle diverse categorie di BES, possono essere svolte in piccoli gruppi di alunni con e senza difficoltà:
La ricerca sperimentale ha dimostrato i possibili benefici dell'istruzione basata su tecnologie informatiche e ambienti virtuali, queste tecnologie, dai software ai giochi educativi informatizzati, alla virtuale, fino alla robotica, sono facilmente accessibili, trasportabili, ben integrate nel contesto educativo e possono promuovere specifiche funzioni non solo di gioco, ma anche di apprendimento, di comunicazione e di socializzazione. Gli alunni possono apprendere in base ai propri bisogni e ai propri ritmi, ripetere più volte i passaggi critici, sviluppare il controllo sui propri processi di apprendimento, migliorando le capacità di imparare a imparare. I vantaggi dell'apprendimento mediante la tecnologia avanzate consistono nella disponibilità di stimoli, testi, immagini e suoni inseriti all'interno di una gamma di esercizi personalizzabili, con la possibilità di monitorare continuamente i progressi dell'alunno mediante il database prodotto automaticamente. Realtà virtuale, sistemi di teleassistenza e robot hanno applicazioni specifiche per DSA e per la diagnosi ed intervento con soggetti con autismo, essi sono utili specialmente per stimolare competenze di comunicazione e di interazione e anche per l'apprendimento sociale e le abilità imitative.
La scuola non può essere l'unica fonte di interventi sugli alunni con bisogni educativi speciali, proprio perché la specialità dei bisogni comprende anche aspetti che esulano dei processi di insegnamento apprendimento e coinvolgono nella sua complessità il processo educativo che non è limitato all'apprendimento scolastico. A livello teorico, il modello che oggi prevalente per l'approccio dei disturbi dell'adattamento, incluso quello scolastico, è quello già più volte citato della International classification of Functioning ICF, messo a punto dall'Organizzazione mondiale della sanità nel 2001. Il presupposto teorico e che i bisogni speciali siano caratterizzati in modo differenziato da eventuali menomazioni, nelle strutture e nelle funzioni corporee, incluse quelle psichiche, limitazioni nelle attività personali e restrizioni nella partecipazione sociale. Una volta individuate con precisioni le funzioni carenti, esse potranno essere migliorate e compensate mediante interventi mirati a supportare lo sviluppo delle capacità cognitive e motivazionali, a ridurre le barriere temporanee o stabili che ostacolano lo sviluppo tipico e a incrementare i fattori personali e ambientali. Coinvolgere le famiglie Il coinvolgimento delle famiglie degli alunni con bisogni speciali sempre auspicato, è considerato essenziale per completare e rendere più efficace il lavoro nella scuola, specie se le difficoltà implicano anche componenti motivazionali e relazionali, si scontra spesso con obiettive Resistenze da parte delle famiglie stesse.Va ricordato.Che spesso il sistema familiare subisce una perturbazione, quando un figlio manifesta una disabilità o un bisogno speciale. È dunque essenziale, prima di avanzare qualunque proposta alla famiglia, accertare:
L'efficacia complessiva della risposta ai bisogni speciali degli alunni nella scuola non può prescindere dalla validazione che includa la collaborazione della famiglia, superando atteggiamenti conflittuali o puramente rivendicativi. A scuola il collegio dei docenti connette tra loro i progetti che possono richiedere interventi comuni, prevede pianifica interventi supportati da personale specializzato esterno, programma e coordina la formazione degli insegnanti su tematiche specifiche, organizza i contatti con i genitori l'orientamento come aspetto di continuità educativa. Il Consiglio d'istituto , che include i rappresentanti delle famiglie, è istituzionalmente deputato ad affrontare non solo i problemi generali interni alla scuola, ma anche i rapporti con il territorio e con gli enti locali, con cui è necessario relazionarsi per affrontare in modo compiuto questi problemi. Servizi sociali e sanitari del territorio sono i naturali interlocutori per programmare in modo integrato ed efficace i bisogni educativi speciali che la scuola rileva al suo interno. Abbiamo visto come la presenza di alunni con difficoltà di linguaggio, di casi frequenti di iperattività o di casi specifici di patologie gravi e conclamate non possono essere risolti solo all'interno della scuola, ma richiedono il supporto di psicologi, educatori, logopedisti, specialisti accessibili in strutture ed enti esterni o da contrattualizzare mediante appositi progetti che il Consiglio d'Istituto formulerà destinando le opportune risorse interne ed esterne. Promuovere il benessere della scuola e nella scuola vuol dire anche instaurare buoni rapporti tra insegnanti, tra insegnanti e alunni, tra insegnanti e famiglie e tra sistema scolastico e il contesto esterno e tutto questo deve tradursi in un sistema organizzativo che non lascia spazio all'improvvisazione, alla buona volontà dei singoli ma programma costruisce e verifiche in modo sistematico il benessere del funzionamento dell'organizzazione complessiva. Bisogni della scuola La formazione in una scuola attenta ai bisogni speciali degli alunni, riguarda diversi livelli, anzitutto occorre un'adeguata formazione di base, è ampiamente riconosciuto anche dalle norme ministeriali che ogni docente, qualunque sia la sua disciplina specifica o il grado di scuola a cui aspira, deve essere preparato non solo sui contenuti da insegnare ma sugli aspetti didattici ed educativi, sia generali che speciali. Riguardo agli insegnanti specializzati nel sostegno alla disabilità o destinata al supporto DSA e BES con specifici funzioni, dovrebbero essere messi in grado, mediante master, perfezionamenti di saper progettare e coordinare adeguatamente il lavoro educativo e di verificare l'efficacia e la qualità degli interventi attuati. L'esperienza di ricerca azione sono indispensabile a tal fine per apprendere le competenze necessarie a mettere in atto percorsi di ipotesi di valutazione e intervento ciclici. Tutti i docenti in servizio dovrebbero aggiornarsi costantemente sulla formazione di progetti da applicare nella pratica didattica ed educativa, che tengano conto delle recenti acquisizioni teoriche e delle tecniche più avanzate valide scientificamente, soprattutto nel campo delle nuove tecnologie. Capire e regolare le emozioni proprie degli alunni costituisce uno strumento essenziale per l'insegnante, specie in presenza di BES.Questi suscitano spesso emozioni difficili da gestire, al pari della didattica speciale, l'insegnante può avere ottime competenze nel rilevare le specifiche difficoltà dell'allievo problematico e programmare strategie didattiche appropriate al suo caso. Ma se l'alunno manifesta aggressività incontrollata o ansia paralizzante, o è oppositivo e non collabora, diventa difficile gestire le emozioni che si attivano in chi deve educarlo. Insegnante, può