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Riassunto capitolo 4 del manuale di letteratura comparata
Tipologia: Appunti
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I generi letterari Premessa etimologia e storica Il GENERE è definito come una categoria di oggetti specifici aventi in comune degli elementi essenziali, pur distinguendosi l'un l'altro per la presenza di tratti peculiari. Il termine “genere” deriva dal latino genus, -nĕris, a sua volta derivante dal greco εἶδος , entrambi significanti “stirpe”. Nell'italiano è attestato nel XII secolo e conserva nel significato la radice verbale indoeuropea di gignere, cioè “generare”, da cui il suo utilizzo nel senso di “sesso”, rimandando all’equivalente greco di “terra” quale “generatrice di ogni cosa” (Isidoro da Siviglia). Aristotele nella Logica lo definisce come CATEGORIA UNIVERSALE , sotto la quale sono collocate le diverse specie. Fa riferimento al massimo grado di genericità, accezione ripresa dalle scienze umane. In campo poetico invece delineò i generi fondamentali quali:
Dalla seconda metà del Novecento, nel clima di un rovesciamento generale della storia letteraria, ad una storia per autori, si inizia a contrapporre una storia della letteratura in quanto STORIA DELLE STRUTTURE DI LUNGA DURATA. Opere e autori sono radicati ad un’epoca mentre generi, forme, poetiche, istituzioni letterarie trascendono dai loro creatori. Todorov identifica il genere come la forma più stabile della tradizione letteraria,
all’interno delle sue strutture tematiche e narrative. “ Iper” allude ad un campo “metadiscorsivo”, che racconta allo stesso tempo più storie e può riflettere sui modi dell’atto stesso del raccontare, sul rapporto tra realtà e finzione, autore e lettore. Due grandi esempi di iper-romanzo sono “ Se una notte d’inverno un viaggiatore ” di Italo Calvino e “ Rayuela ” di Julio Cortázar. In entrambi non c’è una conseguenzialità, non si puoi ricostruire una trama. L’antenato dell’iper-romanzo è il romanzo enciclopedico di Ottocento e Novecento , che cerca di rappresentare il caos della realtà, attraverso diversi linguaggi, stili e temi, nutrendo l’utopia che la letteratura possa rappresentare e dare un sapere generale sul mondo. Il “mondo ordinato” crolla e all’autore non resta che cercare di descrivere la complessità della realtà attraverso un soggetto deformato e una pratica descrittiva portata agli estremi (MIMESI OMNICOMPRESNIVA E FALLIMENTARE). Il postmoderno partirà invece dal presupposto che la realtà è inconoscibile e l’unica utopia minimale che può seguire e rappresentare questa natura “pulviscolare”, attraverso la costruzione di una narrazione a rizoma. “ Se una notte d’inverno un viaggiatore ” ha 10 incipit, è un romanzo aperto che permette diverse possibilità di lettura. “Rayuela” invece è definita un’ “opera-puzzle”, metafora che Perec usa per parlare dell’iper- romanzo che diventa il collegamento tra autore e lettore: l’autore dà vita a dei tasselli e da questi è legato a colui/colei che ricostruirà il puzzle attraverso di loro. In “Rayuela”, Cortázar non propone una regola del gioco, ma è il lettore a doversela costruire. Romanzo modernista:
È importante sottolineare anche una grande forma di denaturalizzazione del genere come quella attuata dalla letteratura prodotta dalle scrittrici. A proposito della relazione tra gender e genere è interessante come la critica femminista operi una revisione delle teorie del romanzo più accreditate, delle quali mette in evidenza, la mancanza di tenuta nel caso della letteratura prodotta dalle donne.