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Appunti completi corso prof. Sinopoli, Dispense di Critica Letteraria

Il documento contiene le lezioni complete del corso di critica letteraria della professoressa Sinopoli svolto durante l’anno accademico 2024-2025 su memoria e post-memoria.

Tipologia: Dispense

2024/2025

In vendita dal 05/11/2025

FrancescaNero_._
FrancescaNero_._ 🇮🇹

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Le grandi tendenze metodologiche del Novecento
Durante il Novecento il dibattito si è molto incentrato sui metodi e sulle varie tendenze adottati per
la spiegazione dei fatti letterari.
⬇️Queste tendenze
Possono essere divise in tre filoni:
1. La critica formal-strutturalista > ha alla base le idee di Saussure sulla lingua
2. La critica marxista —> prende le mosse dall’impostazione socioeconomica del pensiero di
Marx ed Engels
3. La critica psicoanalitica > muove da Freud
⬇️Queste tre tendenze
Sono ovviamente tutte preannunciate, ma il loro sviluppo segna di fatto un punto di rottura nel
percorso della critica letteraria novecentesca.
L’adozione di idee “esterne” porta la critica ad aprirsi anche verso nuovi problemi,
scalzando contemporaneamente il modus operandi precedente.
Nessuna corrente prevalse sulle altre, ma tutte ebbero momenti di supremazia alterni,
segnati comunque dalle critiche e dallo scetticismo delle altre correnti.
Ogni teoria era e rimane imperfetta, e ha avuto bisogno di molte rifondazioni
⬇️finché
Addirittura ai tre filoni metodologici se n’è aggiunto un quarto, anti metodologico,
ermeneutico, che reinstaura il rapporto a due fra il critico e l’opera d’arte e non avalla
l’oggettività dei risultati.
⬇️Tuttavia
Non sembra possibile abbandonare definitivamente il metodo, in quanto questo sembra
apparire ed operare anche dove è dichiaratamente negato.
Naturalmente, non tutti i critici possono essere inscritti in una determinata tendenza
metodologica.
3. L’analisi del linguaggio
3.1. L’apporto della linguistica
La linguistica scientificamente si sviluppa all’inizio del Novecento a partire dalle idee di Ferdinand
de Saussure, esposte nell’opera postuma pubblicata dai suoi allievi nel 1916 col titolo “Corso di
linguistica generale
⬇️
Saussure individua tre distinzioni fondamentali:
- significato/significante (semantica e fonologia)
- langue/parole (il sistema linguistico e l’esecuzione individuale, fra cui Saussure avrebbe
preferito il primo)
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Le grandi tendenze metodologiche del Novecento

Durante il Novecento il dibattito si è molto incentrato sui metodi e sulle varie tendenze adottati per la spiegazione dei fatti letterari. ⬇️ Queste tendenze Possono essere divise in tre filoni:

  1. La critica formal-strutturalista —> ha alla base le idee di Saussure sulla lingua
  2. La critica marxista —> prende le mosse dall’impostazione socioeconomica del pensiero di Marx ed Engels
  3. La critica psicoanalitica —> muove da Freud

⬇️ Queste tre tendenze Sono ovviamente tutte preannunciate, ma il loro sviluppo segna di fatto un punto di rottura nel percorso della critica letteraria novecentesca.

● L’adozione di idee “esterne” porta la critica ad aprirsi anche verso nuovi problemi, scalzando contemporaneamente il modus operandi precedente.

● Nessuna corrente prevalse sulle altre, ma tutte ebbero momenti di supremazia alterni, segnati comunque dalle critiche e dallo scetticismo delle altre correnti.

● Ogni teoria era e rimane imperfetta, e ha avuto bisogno di molte rifondazioni ⬇️ finché Addirittura ai tre filoni metodologici se n’è aggiunto un quarto, anti metodologico, ermeneutico , che reinstaura il rapporto a due fra il critico e l’opera d’arte e non avalla l’oggettività dei risultati. ⬇️ Tuttavia Non sembra possibile abbandonare definitivamente il metodo, in quanto questo sembra apparire ed operare anche dove è dichiaratamente negato.

● Naturalmente, non tutti i critici possono essere inscritti in una determinata tendenza metodologica.

3. L’analisi del linguaggio

3.1. L’apporto della linguistica

La linguistica scientificamente si sviluppa all’inizio del Novecento a partire dalle idee di Ferdinand de Saussure, esposte nell’opera postuma pubblicata dai suoi allievi nel 1916 col titolo “ Corso di linguistica generale ” ⬇️ Saussure individua tre distinzioni fondamentali:

  • significato/significante (semantica e fonologia)
  • langue/parole (il sistema linguistico e l’esecuzione individuale, fra cui Saussure avrebbe preferito il primo)
  • sincronia/diacronia (stato della lingua in un dato momento/evoluzione della lingua nel corso del tempo, con preferenza per il primo aspetto). ⬇️ Alle prime scoperte saussuriane si aggiungono quelle glosseologiche del danese Louis Hjelmslev ⬇️ che articola:
  • significante —> forma e sostanza dell’espressione
  • significato —> forma e sostanza del contenuto. ⬇️ Con la linguistica si inizia a diffondere un certo atteggiamento scientifico ed analitico, teso a rintracciare gli elementi costitutivi e le loro oggettive connessioni.

● Le applicazioni della linguistica potevano essere due:

  1. O come strumento all’interno dell’i nterpretazione delle opere letterarie
  2. oppure come tentativo di ricostruire il sistema di regole proprie del linguaggio letterario , accedendo ad una sorta di “scienza della letterarietà” ma uscendo dall’ambito critico. ↪️ Levi Strauss o prop

3.2. Il metodo formale

Sulla linea dell’indagine e del linguaggio letterario si mossero i formalisti russi, operanti fin dagli anni Dieci. ⬇️ Il formalismo è una tendenza critica organizzata in gruppi costituitisi a Mosca o a Pietroburgo. ⬇️ Tra i principali animatori della tendenza vi furono:

  • Jakobson
  • Sklovskij
  • Propp
  • Tynjanov.

Secondo Sklovskij il nostro modo di vedere le cose è reso ottuso dall abitudine e per svegliare la capacità di vedere lo spettataore devo porsi in una prospettiva nuova ed inedita ⬇️ che corrisponde Allo straniamento

Il formalismo considera l’innovazione linguistica come costitutiva del testo letterario: la letteratura, mediante il linguaggio “nuovo”, restituisce vitalità al mondo circostante che ormai riconosciamo ma non “vediamo più (Sklovskij). ⬇️ I formalisti cercano dunque di evidenziare lo scarto della letterarietà, comune a tutti i testi letterari, indagando:

  • in cosa consista la specificità della letteratura
  • che cosa renda un testo un esempio di letteratura. ⬇️ Lo scarto più evidente è quello fra
  • Linguaggio poetico —> fine a sé stesso
  • Linguaggio pratico —> volto ad ottenere degli scopi

Le teorie linguistiche portano raffinati risultati quando vanno a coadiuvare la critica tradizionale ⬇️ quando non escludendo la valutazione estetica e la connotazione psicologica. ⬇️ In questo senso Ad essere oggetto di studio è quel tratto linguistico che più contraddistingue l’autore e fa del suo stile qualcosa di riconoscibile.

Lo stile —> in termini moderni, è l’aspetto individuale della lingua. La critica stilistica—> è dunque quella che mira a designare le peculiarità di un singolo autore o di una singola opera.

Il metodo della stilistica fu messo a punto negli anni Venti da Leo Spitzer ⬇️ Egli parte dal presupposto che esista sempre un rapporto reciproco fra stato interiore e fatti di linguaggio ↪️ Il critico dunque parte da qualche tratto verbale per giungere ai “centri emotivi”. ⬇️ questi centri emotivi Si riconoscono quando c’è uno scarto della norma e del parlare comune ⬇️ Le emersioni espressive che permettono queste operazioni sono definite “ spie ”, le quali possono essere identificate con la pazienza della rilettura e che devono essere poi confermate e verificate.

● La stilistica presenta tuttavia diversi problemi: ⬇️ Innanzitutto il problema di cadere di nuovo, giunti al centro dell’opera, nell’impressione estetica , allontanandosi dall’analisi formalista ⬇️ ciò determina

  • Che stilcritica e critica letteraria siano considerate due cose diverse
    • Che la stilistica venga considerata una scienza ausiliaria e non risolutiva. ⬇️ In Spitzer, sebbene il metodo debba condurre alla sostanza mentale dell’autore, non sono estranee anche le circostanze extratestuali che influiscono sul linguaggio determinandone le forme ed i mutamenti. (Storia) ⬇️ L’allargamento alle coordinate storiche venne portato avanti in maniera più decisa da Erich Auerbach ⬇️ La sua opera principale, Mimesis , studia l’evolversi del realismo nel corso della letteratura occidentale, facendo della campionatura estesa il nuovo campo d’indagine della stilistica. ⬇️ Non è più il piccolo indizio linguistico l’oggetto dell’analisi, ma un brano esemplare che si configura come un percorso storico delle forme del realismo, e in esso si passa, attraverso la pagina di un singolo autore, al modo di vedere la realtà di diverse culture. ↪️ Il testo è dunque interpretabile solo alla luce del suo tempo: la stilistica di Auerbach è una stilistica storicizzante.

● Un’altra questione è quella rappresentata dal concetto di “scarto” dalla norma ⬇️ In quanto

La stessa norma della lingua d’uso è difficile da stabilire e rimane piuttosto un’ipotesi, tanto più che in molti autori le deviazioni sono volontari moti di rottura con la tradizione. ⬇️ Per questo Si è sviluppato il concetto di “ scelta ”, che permette di stabilire le scelte che l’autore ha compiuto in quei punti della norma linguistica che risultano più elastici e che permettono più sfumature ⬇️ anche se Non si potrà mai stabilire con certezza per quale motivo un autore abbia fatto una scelta rispetto ad un’altra. ⬇️ L’intuizione di Gianfranco Contini è stata quella di attribuire certezza solo alle scelte “reali”, ovvero documentate, dando spazio alla “critica delle varianti”, che permette di riconoscere la posizione dell’autore rispetto a delle scelte linguistiche che egli stesso ha sondato e riconosciuto. ⬇️ Parallelamente alla stilistica, fra gli anni Venti e Trenta si sviluppa nel mondo anglosassone un’altra corrente attenta all’analisi del linguaggio , che trova i suoi esponenti di punta in:

  • William Empson —> inglese, attento alle “ambiguità” della lingua e alla polivalenza semantica,
  • gli statunitensi Allen Tate e Cleanth Brooks —> non promotori di un metodo ma comunque vicini al close reading. ↪️ fanno parte del new criticism

3.4. Sistema e funzione: verso lo strutturalismo

Le nozioni di “ sistema ” e di “ funzione ” avranno ulteriore sviluppo intorno agli anni Trenta, nel cosiddetto Circolo di Praga , animato, tra gli altri, da Jakobson. ⬇️ Nello scritto collettivo dei praghesi, appare già il termine “struttura” in riferimento all’opera letteraria, e lo stesso termine sarà poi ripreso da Jan Mukarovsky ⬇️ Per lui, inoltre La “funzione” esprime essenzialmente la relazione dell’arte con il contesto sociale e storico. ⬇️ Dunque La funzione dell’arte varia nel tempo, ma i suoi caratteri non vanno a dissolversi, e la sua specificità (ovvero l’accento che il segno pone su sé stesso) rimane. ⬇️ Questo assunto È vicino alle teorie autonomiste dei formalisti, ma si aggiunge a questo anche la sfera comunicativa ⬇️ ovvero Si tiene in considerazione il significato, cosa che i formalisti non facevano ⬇️ Un opera d’arte è formata da un contrasto di forze interne che sono legate alla realtà extratestuale. La questione estetica (il suo apprezzamento) passa dalla comprensione del principio costruttivo di queste forze, da come o da cosa queste forze sono legate ⬇️ L’opera non comunica singole realtà ma si rivolge alla coscienza del fruitore come un tutto solidale

La grande fortuna del termine “struttura” si avrà una decina d’anni più tardi, con la nascita dello strutturalismo in ambiente francese. ⬇️ Un grande apporto

La distinzione fra il linguaggio poetico e quello comune venne svolta in maniera estremamente articolata da Roman Jakobson nel saggio “ Linguistica e poetica” ⬇️ Jakobson individua sei fattori propri del processo linguistico

  1. mittente
  2. destinatario
  3. messaggio
  4. contesto
  5. codice
  6. contatto. ⬇️ A questi fattori Sono associate delle funzioni , a seconda che l’accento dell’atto linguistico sia posto su un fattore o su un altro:
  7. Mittente —>possiede la funzione espressiva
  8. Destinatario —>quella conativa
  9. Contesto—> ha funzione referenziale
  10. Contatto funzione —> fatica
  11. Codice —> ha funzione metalinguistica. ⬇️ Quando l’enfasi è posta sul messaggio per sé stesso abbiamo la funzione poetica. ⬇️ Tuttavia Il porre l’accento su un fattore non determina l’annullamento di tutti gli altri, che comunque continuano ad esistere e verificarsi.

Parlando della funzione poetica, Jakobson sostiene che per riconoscerla sia necessario riscontrare il principio di equivalenza sia:

  • sull’asse della selezione —> la selezione di un lemma
  • Che su quello della combinazione —> la compatibilità di questo lemma col contesto

⬇️ Dunque Costitutivi del testo poetico sono i fenomeni di:

  1. Ripetizione
  2. Ricorrenza
  3. Simmetria
  4. Parallelismo ↪️ Evidenziano come il sistema dei significanti collabori a quello grammaticale e semantico per acquisire maggiore rilevanza, cosa che nel linguaggio quotidiano non accade

● Con Jurij Lotman , erede del formalismo, il privilegio del significante riceve ulteriori messe a punto. ⬇️ Per Lotman La letteratura è un sistema di simulazione secondario ⬇️

  • secondario—> in quanto rielabora termini propri della lingua naturale e non letteraria
  • simulazione—> in quanto mira a restituire la realtà.

Per definire l’opera d’arte letteraria, Lotman propone il termine di segno integrale ⬇️ In quanto Ogni segno al suo interno non ha valore di per sé, come nella lingua naturale, ma assume un significato solo se calato nell’integrità del testo. ⬇️ Dunque

Il testo stesso diventa segno, e i segni che lo compongono diventano i suoi elementi costitutivi, perdendo i loro confini netti nei loro reciproci rapporti. ⬇️ Ad un’apparente privilegiamento delle equivalenze sul piano dei significanti, si aggiunge tuttavia un’attenzione speciale al livello semantico-lessicale, il vero strato-base non eludibile, su cui si innestano tutti gli altri contributi.

3.6. La scienza del racconto

Il tipo di analisi già proposto dai formalisti nello studio di alcuni sottogeneri narrativi viene esteso a tutto l’universo narrativo dalla narratologia. ⬇️ Questa scienza protende:

  • verso la costruzione di un codice dei codici
  • verso la definizione di una grammatica universale. ⬇️ Trovare queste cose avrebbe comportato la previsione di ogni situazione narrativa, ma anche il disconoscimento della carica innovativa di qualsiasi forma di romanzo moderno.

L’approfondimento degli spunti formalisti procede in due direzioni

  1. L’approfondimento degli sviluppi dell’azione —> modi di combinare le funzioni narrative ⬇️ costituisce nello studio dell’intreccio, talvolta risolto addirittura in formule algebriche (come Todorov col Decameron ).
  2. L’approfondimento degli sviluppi della situazione —> rapporti fra i personaggi

La Logica del Racconto di Claude Bremond espone l’idea dell’impossibilità della previsione

della successione delle funzioni, in quanto nel romanzo (diversamente dalla fiaba di Propp) non ci sono necessariamente degli ordini di precedenza ovvi. ⬇️ Sostiene che Non si debbano quindi analizzare le funzioni isolate, ma le sequenze di funzioni, che aprono opzioni narrative che poi possono essere sfruttate o meno. ⬇️ L’intreccio è così costituito da una serie di “ opzioni dicotomiche ”, di biforcazioni disgiuntive, che si articolano, spesso, in sequenze elementari.

⬇️ Queste sequenze elementari Si montano tra loro in tre modi caratteristici:

  • testa a coda —> fine di una nuova sequenza = inizio di una nuova
  • sacca —> da una sequenza si passa ad una sotto-sequenza in essa contenuta
  • legatura —> sviluppo simultaneo di due sequenze

I temi-simboli dell’analisi semiotica vengono organizzati in strutture, e l’approccio ai significati perviene dunque a entità molto generali ed astratte che:

  • Pare che siano alla base di ogni testo
  • E che il critico non considera in base alla posizione che il testo stesso assume nei loro confronti. ⬇️ Questi problemi sono In Greimas, quantomeno considerati, portando allo sviluppo del “quadrato semiotico”, dove i termini-chiave si sviluppano in una dialettica più aperta e complessa.

3.8. La cultura come universo di segni

La scienza dei segni ha avuto anche sviluppi fuori dal territorio francese. ⬇️ In Italia I lavori di Maria Corti e Cesare Segre andavano verso una minore importanza dei modelli astratti e della ricerca dei codici universali.

  • Corti —> Considerava la comunicazione letteraria come un campo di tensioni tra codificazione e riforma
  • Segre —> introduceva nel dibattito la componente storica.

Di particolare rilievo è la scuola russa di Mosca e Tartu , raccolta intorno al Lotman e a Boris Uspenskij. ⬇️ sostenevano Che se l’opera può essere compresa solo in relazione al sistema-cultura in cui è immersa ⬇️ allora L’analisi critica deve giungere proprio alla comprensione di quel sistema a cui ogni testo partecipa e che ogni testo informa. ↪️ Queste sono le basi della culturologia. ⬇️ La convinzione di riuscire a giungere al modello fondante di ogni cultura porta poi ad una suddivisione in tipologie culturali, la cui successione o alternanza rappresenterebbe lo sviluppo della storia.

● La cultorologia fa sempre parte del filone formalista-strutturalista-decostruzionista che vede il testo come una struttura e ne analizza il funzionamento. ⬇️ Questo impianto critico da loro prodotto Si chiama semiosfera in cui tutti i sistemi (lingua,scienze) si muovono e possono generare delle loro derivazioni

4. La critica dell’ideologia

4.1. La concezione materialistica della storia

La comprensione della letteratura in una prospettiva storica deve moltissimo alla concezione del materialismo scientifico di Marx ed Engels. ⬇️ La loro teoria mirava a individuare le radici del processo storico ⬇️ ovvero

  • La lotta fra le classi —> motivazione storica
  • Il conflitto fra rapporti di produzione e forze produttive —> motivazione economica

Di conseguenza, la critica marxista parte dal presupposto che le istituzioni e le pratiche culturali debbano essere comprese nel loro intreccio con la base materiale socioeconomica di cui sono espressione ⬇️ ovvero Il rapporto fra la

  • Struttura —> l’insieme delle forze produttive, ovvero l’insieme dei mezzi della produzione, i capitali e la forza lavoro
  • Sovrastruttura —> l’insieme degli ordinamenti giuridici, politici e delle forme della coscienza sociale (religione, filosofia) che accompagnano e rispecchiano la natura economica

● Le elaborazioni della cultura non hanno più autonomia rispetto alla produzione materiale della vita, e non conservano alcuna traccia di “ideologia”, ovvero mistificazione della realtà. ⬇️ Sgomberare il campo dalle immagini mistificate è il prodromo di una presa di coscienza che porti alla lotta politica e all’emancipazione delle classi oppresse.

● Il termine ideologia non è tuttavia riferito alla sovrastruttura per intero, ma solo alla sua parte mistificatrice ed illusoria.

● Il problema estetico diventa per i critici marxisti un argomento marginale, ma non mancano le indagini (di Marx stesso ad esempio) sul perché del fascino dell’arte passata, che è ormai svincolata dalle dinamiche socioeconomiche e culturali contemporanee e dunque, in una visione ortodossa, non dovrebbe dare nulla all’essere umano, che dovrebbe percepirla come distante. ⬇️ La maggior critica mossa ai marxisti è che se un’opera d’arte è tale perché calata nel contesto socio economico non si capisce come essa possa essere apprezzata anche una volta sradicata da esso (l’Iliade di omero)

4.2. Letteratura e politica

La considerazione storico-sociale del fatto letterario comporta che siano presi in esame prevalentemente dei dati extratestuali (estrazione sociale dell’autore, tipo di pubblico ideale, situazione editoriale e funzionamento delle istituzioni culturali). ⬇️ Questo implica Che i risultati di quest’analisi rientrino più nel campo sociologico che non in quello della critica testuale.

● Il fatto letterario è incluso quindi nel quadro più generale del “senso” della storia, e deve essere elaborato in chiave “politica”. ⬇️ All’alternativa Bello/Brutto ⬇️ Si sostituisce La dicotomia fra progressismo/conservatorismo e tra rivoluzionario/reazionario.

⬇️ Tuttavia Il rapporto fra l’opera e l’epoca storica non è sufficiente, in quanto ogni epoca storica ha in sé aspetti distanti e contraddittori, e dunque un’opera potrebbe non rappresentarli tutti ⬇️ ma anche perché Questo comporterebbe come abbiamo visto la completa esclusione del giudizio estetico, fondamentale nell’analisi di un’opera. ⬇️ Il livello estetico secondo Gramsci non può prescindere dagli altri livelli interconnessi, specialmente dalla cultura. ⬇️ Da ciò Deriva il rifiuto dell’idea crociana della distinzione fra “poesia” e “non poesia”, alla quale Gramsci contrappone una critica comprendente anche le opere minori, rappresentative delle varie tendenze culturali.

● Il rapporto fra il livello culturale e quello letterario è espresso secondo la formula del rapporto tra forma e contenuto. ⬇️ Gramsci ipotizza che ad un cambiamento del contenuto corrisponda un cambiamento della forma, ipotizzando una priorità relativa del contenuto e dei suoi valori culturali.

● In contemporanea con le idee gramsciane, si sviluppava nel nostro paese un altro filone anti-crociano, quello dello “storicismo critico”, di cui erano esponenti Luigi Russo, Natalino Sarpegno e Walter Binni.

4.4. Rispecchiamento e prospettiva in Lukàcs

In corrispondenza dell’affermazione della prospettiva marxista, fra gli anni Trenta e cinquanta, prevarrà la teoria del rispecchiamento dell’ungherese Gyorgy Lukacs. ⬇️ Egli fu autore:

  • Sul piano critico —> di una Teoria sul romanzo in cui considera la crisi del romanzo moderno
  • Su quello politico-ideologico —> di Storia e coscienza di classe , influenzato dalla partecipazione alla rivoluzione ungherese del 1919 ma condannato dall’Internazionale comunista.

⬇️ Il periodo di massimo allineamento col regime è quello della permanenza a Mosca, ma l’allineamento non fu mai completo, tanto che venne arrestato e deportato nel 1956, quando in Ungheria è ministro della Pubblica istruzione e deve fronteggiare la repressione sovietica.

La concezione estetica di Lukacs tuttavia segue un arco costante, ed è legata alla concezione classica dell’arte di rappresentazione della realtà ma la integra con le teorie marxiste, affermando che non si debbano più tradurre in immagini verbali determinati oggetti o situazioni reali, ⬇️ ma che piuttosto La letteratura debba rappresentare le proprietà del momento storico della società, della lotta di classe e dei processi rivoluzionari.

La modalità del rispecchiamento è quella per la quale ogni elemento venga rappresentato in maniera tale da rappresentare la totalità dei rapporti in cui è inserito:

  • non solo quelli già formati
  • ma anche quelli potenzialmente in divenire ↪️ questo è quello che Lukacs chiama “prospettiva”

⬇️ Qualora un autore raggiunga questo livello di rispecchiamento, allora può essere definito realista. ⬇️ Il realismo é per Lukacs due cose:

  1. una proposta normativa che stabilisca il “dover essere” della letteratura futura
  2. un criterio metodologico per il giudizio della letteratura del passato.

● Il processo conoscitivo lukacsiano parte dal “particolare”, che non è ancora il singolo fenomeno ma nemmeno l’universale, e rappresenta un punto intermedio fra i due estremi della conoscenza ⬇️ infatti La letteratura assolve al compito di universalizzare e rendere esemplari le situazioni individuali che racconta.

⬇️ In letteratura, al “particolare” corrisponde il “ tipico ” ⬇️ ovvero L’accadere individuale orientato, nel “giusto rispecchiamento”, rispetto alla totalità storico-sociale, che dia conto della viva dialettica del reale. ⬇️ Nel tipico Convivono e si intrecciano tutti i tratti salienti dell’unità dinamica di cui la letteratura rispecchia la vita (dunque il mondo). ⬇️ Questa tipicità Esige la presenza di più personaggi che si facciano latori di tendenze storiche, che abbiano una certa visione del mondo e una certa fisionomia intellettuale, e che in base a questi si interfaccino, nell’intreccio, col mondo circostante. ⬇️ È evidente Il privilegiamento del genere narrativo da parte di Lukacs, per quanto egli affermi di non voler escludere a priori la poesia, e in particolare, ovviamente, del “romanzo storico”, che ha alla sua base il quadro esplicito di una situazione storica e che permette dunque immediatamente l’analisi della sua rispondenza alla realtà.

● Affinché il realismo sia autentico, occorre che i fatti raccontati rinviino alla rappresentazione delle forze sociali portanti dell’epoca, discostandosi dalla letteratura irrealista (anche se è ammesso il fantastico, inteso forse come fuga) e da quella fotografica di matrice naturalista. ⬇️ I naturalisti non “narrano” ma “descrivono”, risultando dunque distaccati e non partecipi delle forze interne alla società che viene rappresentata. ⬇️ Da ciò L’ammirazione per Scott, Balzac e Tolstoj, contrapposti ai “decadenti” Flaubert, Zola e naturalisti in genere.

⬇️ Di fatto

Anche la letteratura è considerata un apparato produttivo, con i suoi propri rapporti di produzione.

● Un ruolo fondamentale hanno le innovazioni tecniche, che pongono di fronte ad un bivio; possono essere sfruttate in

  • in senso produttivo
  • in senso distruttivo. ↪️ È determinante dunque la scelta politica.

● Mezzo tecnico incide anche sullo sviluppo dell’arte: basti pensare alla fotografia o al cinema e al loro impatto sull’arte, soprattutto in termini di unicità dell’opera e di conseguente fruizione del pubblico. ⬇️ La possibilità della serialità dell’opera d’arte determina per Benjamin la possibilità di un’esperienza più diffusa, libera e disinibita dei prodotti artistici. Viene superato l’atteggiamento individuale verso l‘arte e la sua produzione soggettiva ⬇️ mentre si dà Largo spazio alla dimensione collettiva della creatività che porta alla creazione di movimenti e alle tendenze artistiche. ⬇️ Tuttavia La scelta delle giusta tendenza politica deve essere comunque accompagnata dalla qualità dell’opera, e questo binomio deve essere di volta in volta verificato e dimostrato. ⬇️ Il punto decisivo del giudizio critico è quindi la “ tendenza letteraria dell’opera ” (somma di movimento artistico/culturale + qualità).

● Benjamin sostiene che la tecnica stilistica sia il punto di compenetrazione di forma e contenuto, e riprende il termine di allegoria , caduto in disgrazia, ampliandolo all’intera opera e alla sua struttura complessiva. ⬇️ a differenza Di quanto proposto da Lucack e dal suo estremo realismo ⬇️ L’allegoria Trasforma i personaggi e gli eventi in segni di una scrittura che irrimediabilmente li estrae dal mondo naturale, ma che facendo questo, quasi paradossalmente, continua a parlare della realtà.

● Per Benjamin l’opera d’arte serve a risvegliar le forze assopite e a renderle pronte per l’azione collettiva. ⬇️ Da qui Il lavoro del critico verso le opere del passato deve essere quello di astrarle dal loro presente per sprigionare da loro quel che ancora interessa il mondo contemporaneo e che forse in passato non era stato visto o non era importante (immagine della bomba ad orologeria, innescata ma destinata ad esplodere più tardi). ⬇️ Questa visione della storia É molto vicina alle idee di Ernst Bloch , con il quale Benjamin fu in contatto. ⬇️ Bloch sostiene

Che l’attimo vissuto sfugga alla conoscenza e perciò abbia qualcosa di non ancora conscio, che permane sotterraneamente come spinta al rinnovamento presente, in una visione utopica del futuro. ⬇️ Dunque Il critico deve “leggere tra le righe”, accorgersi dei particolari non immediatamente visibili, ma per questo estremamente significativi e vitali.

● L’acutezza interpretativa di Benjamin è stata esercitata principalmente su Baudelaire, autore a lui molto caro, muovendosi sulle connessioni di forma e contenuto, scendendo nelle minuzie del testo e ricollegandole col mondo reale (ricerca sul cambiamento urbano della Parigi del sec. XIX).

4.6. Gli “studi sociali” di Francoforte

Lo studio sociale viene affrontato da un’altra angolatura dalla cosiddetta Scuola di Francoforte. ⬇️ L’istituto, fondato nel 1924, cambiò sede per andare prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti a seguito dell’avvento del nazismo. ⬇️ I membri principali furono Max Horkheimer, Herbert Marcuse e Theodor W. Adorno.

● Anche per i francofortesi l’arte e la letteratura vanno considerate nell’ambito della società che le produce, senza però raccogliere l’istanza marxista di sospetto verso la sovrastruttura. ⬇️ Avendo sperimentato l’ascesa dei totalitarismi in Europa e l’avvento del neocapitalismo negli Stati Uniti, i francofortesi si resero conto che l’ideologia non era slegata dalla prassi, come si era detto fino a quel momento, ma anzi che era addirittura dipendente dall’ottica utilitaria dei mercati. ⬇️

  1. L’ideologia era divenuta strumento di alienazione, di appiattimento delle coscienze, nelle dittatura mezzo di propaganda, nel neocapitalismo serva del profitto.
  2. La cultura rientrava nei divertissement del tempo libero e dunque era svilita, uniformata e neutralizzata nelle sue parti più sovversive
  3. L’allargamento del pubblico aveva fatto cadere la barriera fra élite borghese e mondo proletario. ⬇️ I francofortesi, nella loro analisi, si rendono conto di questa caduta di prestigio dell’arte, contestuale all’assurgere dei mass media, produttori di nuovi bisogni e propulsori per il consumismo. ⬇️ Ma proprio questo svilimento rende l’arte l’ultimo rifugio delle istanze dell’utopia. L’arte raccoglie la promessa di felicità sistematicamente disattesa dai nuovi sistemi sociali.

Marcuse sosteneva che la felicità della società moderna, imperniata sul guadagno, fosse da identificare col dopolavoro, col riposo prima che lo sfruttamento ricominci. ⬇️ Una felicità quasi controllata, artificiale e preordinata.

● L’arte si configura dunque:

  • come punto di contatto con le necessità umane represse dal sistema sociale
  • La diminuzione dell’importanza dell’individuo determina l’avvento di un protagonista antieroe
  • Mentre l’avvento del consumismo comporta il predominio degli oggetti sui personaggi nelle opere di avanguardia.

Goldmann definisce il suo metodo uno strutturalismo genetico, basato sulla comprensione e sulla spiegazione.

⬇️ Questi due procedimenti vanno insieme, solo con coordinate differenti.

  • La comprensione consiste nell’identificare la struttura significativa dell’oggetto studiato
  • La spiegazione consiste nell’inglobare questa struttura in una più vasta che ne illumini la genesi. ⬇️ Ricondurre l’opera alle coordinate storiche significa darne un giudizio di valore, e in questo consiste il tentativo di Goldmann di conciliare marxismo e strutturalismo ⬇️ coniugando
  • La comprensione —> analisi strutturalista
  • Con la spiegazione —> analisi marxista ↪️ E ovviando ai limiti delle due correnti. ⬇️ Senonché Da una parte l’analisi strutturalista rimane molto generale, mentre quella marxista lega troppo l’opera alla storia, eliminandone le componenti conflittuali.

● Nel pensiero di Althusser invece, la realtà è una totalità complessa, e la struttura è una rete di rapporti che attraversa tutti gli ambiti della realtà. ⬇️ Ogni settore possiede una propria struttura regionale compresa in una struttura globale e dominante, che caratterizza il modo di produzione. ⬇️ Questo Consente di attribuire autonomia ai vari ambiti e in virtù di questo considerarne le contraddizioni col sistema principale. ⬇️ Althusser libera l’azione rivoluzionaria da tutti i suoi valori rassicuranti (libera lo Stalinismo da un suo eccessivo umanasimo) che impediscono di fare i conti con la realtà della lotta di classe.

⬇️ La “teoria”, intesa come sapere scientifico, viene contrapposta all’ideologia (immaginario), e dunque questo si configurerebbe come un rifiuto della letteratura in toto (perché impregnata di ideologia), se solo questa non conservasse una certa carica critica, non tanto a livello contenutistico quanto più a livello strutturale. ⬇️ L’opera d’arte Lacera il velo dell’ideologia non dal punto di vista contenutistico ma grazie ad una struttura di tipo dinamico, mediante ad esempio l’eliminazione di un personaggio latore dell’ideologia oppure una struttura dissimmetrica e dissociata. ⬇️ La struttura di Althusser Si configura quindi come un sistema di rapporti di forza fra elementi, più che come una schematica divisione in categorie statiche. ⬇️ Esistono poi delle opere che, pur facendo parte dell’ideologia, in qualche modo alludono alla totalità complessa di cui fanno parte , secondo il processo denominato “decentramento”. ⬇️ Da questo punto

Si è sviluppata una scuola critica volta a leggere l’opera per il “non-detto”, ovvero per le allusioni tacite alle contraddizioni che le sono esterne.

4.8. Il problema dello specifico letterario in Della Volpe

Come abbiamo visto, la questione dello specifico rappresenta un limite che la critica marxista deve superare. ⬇️

In Italia, la teoria più convincente è venuta da Galvano della Volpe , nella sua Critica del

gusto. ⬇️ Egli Anti-crociano, sostiene che la conoscenza non possa essere divisa in un livello intuitivo e uno razionale, ma che sia piuttosto un intreccio di logica e sentimento. ⬇️ Perciò Viene meno il ruolo della letteratura come espressione esclusiva dell’intuizione e del puro sentimento, e il discorso poetico si intreccia con quello filosofico e teorico. ⬇️ La specificità risiede quindi nell’aspetto tecnico, nell’organizzazione del linguaggio poetico. Rispetto alla contrapposizione formalistica fra

  • linguaggio poetico
  • lingua d’uso ⬇️ Volpe elabora uno schema molto più articolato, che prevede una tripartizione in cui il linguaggio comune si rapporta non solo con quello dell’arte, ma anche con quello scientifico/filosofico. ⬇️ Identifica così Tre tipi di linguaggio, in base alla loro tecnica semantica
  1. Equivoco —> Il linguaggio equivoco è quello comune, in cui il significato delle parole emerge solo dalla loro relazione con gli altri enunciati e dal contesto in cui vengono pronunciate.
  2. Univoco —> Il linguaggio scientifico e filosofico, in quanto in esso ogni parola deve esprimere sempre lo stesso concetto, a cui è legato motivatamente secondo una convenzione fra gli interlocutori.
  3. Plurivoco —> il linguaggio poetico è plurivoco, perché lo stesso termine può valere per diversi concetti, tutti però determinati dalle relazioni interne al testo. ⬇️ Il testo poetico ha dunque significato nel suo insieme, secondo il concetto di “contestualità organica”, che carica appunto le parole della loro pluralità aggiunta di significati, che vale però solo in quel contesto specifico, rimanendo comunque ovviamente legata al senso comune delle parole (e dunque alla storia e alla società).

● Di fatto, per Volpe non esiste contrapposizione fra discorso e poesia, ma entrambi fanno parte della discorsività umana, e di conseguenza l’aspetto razionale non è fuori dall’ambito poetico. ⬇️ Inoltre Egli ribalta i classici ruoli di forma e contenuto, assegnando alle idee il livello formale e al materiale linguistico quello contenutistico. ⬇️ Le idee non vanno cercate in quello che viene direttamente espresso, ma nel pensiero-stile che dà l’impronta all’insieme. Proprio questa attenzione alla lingua permette alla razionalità