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Descrizione bacillus anthracis e bacillus cereus.
Tipologia: Sintesi del corso
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con forte infiammazione con conseguente produzione di feci muco-sanguinolente ed abbondanti. Altri sintomi sono forti dolori addominali e vomito. Nei casi più gravi la tossina diffonde a livello sistemico e si può avere shock. Questi casi sono rari, ma in assenza di trattamento antibiotico, presentano una letalità superiore al 90%. DIAGNOSI. La diagnosi batteriologica prevede l’esame batteriologico con identificazione nel materiale clinico di bacilli Gram positivi, che hanno una tipica disposizione a canna di bambù. Sembrano dei filamenti e, a causa di inclusioni citoplasmatiche, si distinguono allineati dei filamenti di zone chiare e zone scure. Questi bacilli crescono sui normali terreni di batteriologia formando delle colonie che hanno margini frastagliati in quanto si formano delle lunghe catenelle di bacilli che si dispongono in modo serpentini-forme. TERAPIA. Per B. anthracis non sono importanti i fenomeni di farmaco resistenza e si utilizzano penicillina e chinoloni. Poiché la sintomatologia è legata non tanto alla virulenza del batterio, ma alla produzione della tossina, la terapia prevede anche l’utilizzo di sieri anti-carbonchiosi, cioè di sieri umani o di cavallo contenenti anticorpi contro il bacillo preformati in modo da bloccare subito il batterio. Esiste un vaccino che è somministrato agli animali da pascolo, ma anche agli individui a rischio, nelle zone in cui il bacillo è endemico. Gli individui a rischio sono le persone che per lavoro hanno contatti con gli animali o con le carni e le pelli degli animali, quindi allevatori, pastori, veterinari ed anche i conciatori di pelle, i macellai. BACILLUS CEREUS La sua spora è ubiquitaria nel suolo, nella polvere ed è, anche, un frequente contaminante degli alimenti a base di riso. Il batterio, infatti, è responsabile di tossininfezioni alimentari spesso dovute all’ingestione di riso fritto, cotto al vapore, contaminato da spore. Il bacillo cereus è in grado di produrre due diverse enterotossine: sono tossine che agiscono a livello gastrointestinale producendo una forma clinica diarroica, in cui il sintomo prevalente è la diarrea, ed una forma emetica, in cui il sintomo principale è il vomito. Il bacillo è anche responsabile di infezioni oculari, molto gravi. che portano alla cecità nel giro di 24-48 ore e di infezioni sistemiche. come conseguenza di contaminazioni di ferite chirurgiche. La forma emetica della tossininfezione è causata da una enterotossina stabile al calore. che è in grado di stimolare. a livello intestinale. le terminazioni nervose del centro del vomito. Il meccanismo di azione di questa enterotossina è sovrapponibile a quello delle enterotossine prodotte da S. Aureus. La forma diarroica della malattia è causata da una enterotossina labile al calore che ha attività simile alla tossina di vibrio-cholerae: agisce, quindi attivando l’adenilato-ciclasi della cellula e causando un aumento di AMPc, che causa fuoriuscita di elettroliti e quindi di acqua che si accumulano nel lume intestinale (acqua che porta alla diarrea). Le infezioni oculari del batterio, che portano rapidamente cecità, sono causate da una potente emolisina, che viene chiamata cereo-lisina (è un fenomeno raro). Generalmente la forma emetica dell’intossicazione ha un brevissimo periodo di incubazione. Dopo un paio di ore dall’ingestione dell’alimento contaminato, insorgono vomito, nausea e crampi addominali. La forma diarroica, invece, ha un tempo di incubazione più lungo (6-9 ore dall’ingestione degli alimenti contaminati, che sono in questo caso verdure e carne). Oltre alla diarrea profusa, si può avere nausea e crampi addominali. DIAGNOSI****. La diagnosi si effettua mediante identificazione dei bacilli negli alimenti presunti contaminati o nei campioni biologici umani non di tipo fecale (nelle feci i bacilli sono presenti). Il terreno che si utilizza normalmente per l’identificazione è un terreno arricchito con tuorlo d’uovo, perché questi batteri sono particolarmente esigenti dal punto di vista nutrizionale. TERAPIA. La terapia prevede l’utilizzo di antibiotici come la vancomicina ed i chinoloni. Per le intossicazione rimane fondamentale la prevenzione, che si effettua con le normali norme igienica, con una idonea cottura dei cibi e soprattutto con la refrigerazione corretta degli alimenti. (congelo- scongelo non va bene).