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Riassunto dei bacilli., Sintesi del corso di Microbiologia

Descrizione bacillus anthracis e bacillus cereus.

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 27/04/2021

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valentina-kule 🇮🇹

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BACILLI!
Sono batteri caratterizzati da una forma cilindrica allungata, Gram positivi e sporigeni: in
condizioni ambientali avverse per temperatura, per pH, per assenza dei nutrienti principali,
il microrganismo, dalla forma vegetativa, sporula, formando l’elemento di resistenza che è
l’endospora.
La forma vegetativa presenta flagelli di tipo peritrico, distribuiti su tutta la superficie
cellulare.
I bacilli sono degli aerobi obbligati oppure aerobi facoltativi e sono batteri ubiquitari. Li
troviamo nel suolo, nella polvere, nelle acque e sono spesso coinvolti nei cicli biologici del
carbonio e dell’azoto.
Il genere bacilli include batteri commensali nell’uomo e negli animali, li troviamo sia nella
flora intestinale, ma anche a livello cutaneo. Alcuni, però, sono patogeni ed i principali
bacilli patogeni per l’uomo sono Bacillus anthracis, responsabile dell’antrace o carbonchio
ed Bacillus cereus, responsabile di intossicazioni alimentari. !
BACILLUS ANTHRACIS
E' l’agente eziologico del carbonchio.
Questo batterio è diffuso in natura come saprofita ed è spesso un contaminante del suolo sotto
forma di spora. L’infezione interessa di norma gli animali erbivori, in cui la trasmissione è di tipo
oro-fecale: negli animali, le spore presenti nel terreno vengono ingerite insieme all’erba; le spore a
livello dell’intestino germinano, formando l’elemento vegetativo che elabora la tossina, che viene,
poi, liberata nell’intestino e si diffonde a livello sistemico attraverso sangue e linfa dando edema e
necrosi dei tessuti. A livello dell’intestino crasso si ha la conversione della forma vegetativa in
spora, che viene eliminata nel terreno per un ciclo successivo. L'infezione negli animali è, ad oggi,
relativamente contenuta grazie all’utilizzo della vaccinazione. L’uomo è un ospite accidentale del
batterio e, perciò, parliamo di zoonosi (infezione nell’uomo trasmessa da batteri che comunemente
sono presenti negli animali). L’uomo può entrare in contatto con il microrganismo attraverso tre
principali vie: la via cutanea, la via respiratoria e per ingestione. La più frequente è quella cutanea.
La via respiratoria non è frequente, ma porta alla sintomatologia più grave. La via alimentare è la
più rara.
FATTORI DI VIRULENZA. I principali fattori di virulenza del batterio sono la capsula e la
produzione della tossina carbonchiosa. La capsula oltre ad avere attività anti-fagocitaria (come
tutte le capsule batteriche), possiede come componente peculiare l’acido glutammico, che è una
molecola presente nel nostro organismo. Quindi il batterio è in grado di mimetizzarsi con le nostre
cellule venendo difficilmente riconosciuto dal sistema immunitario. Il secondo elemento è la tossina
carbonchiosa: tossina multifattoriale,elaborata dal batterio sotto forma di tre distinte componenti,
ciascuna delle quali non è attiva singolarmente, ma, una volta combinate sulle cellule eucariotiche,
diventano letali. I principali effetti di queste tossine sono edema, con accumulo di liquidi nei tessuti
ed effetto citolitico con necrosi.
Entrambi questi fattori sono codificati da geni plasmidici, non presenti sul cromosoma batterico, ma
sui plasmidi.!
MANIFESTAZIONI CLINICHE. Le principali manifestazioni clinichesono correlate alla via di
ingresso del microrganismo nell'organismo umano.!
Carbonchio cutaneo: si ha quando le spore presenti nell’ambiente esterno riescono a penetrare
la cute attraverso piccole soluzioni di continuità (micro ferite presenti sulla cute). La spora arriva
sulla cute e, nelle lesioni, essa germina, trasformandosi, poi, nel batterio, che produce e secerne la
tossina a livello della sede di ingresso (cute). La tossina causa un’ulcera, che, dapprima, è di
colore giallastro, poi diventa nera. Il tessuto diventa necrotico, ma può guarire spontaneamente in
un 80% dei casi. In assenza di terapia antibiotica, la tossina dalla cute può disseminare, andando
in circolo, causando, quindi, uno shock tossico generalizzato, mortale in un 20% dei casi. Si ha
un’alterazione funzionale multi-organo. !
Carbonchio respiratorio: si ha attraverso inalazione delle spore che raggiungono gli alveoli
polmonari. A livello polmonare, le spore germinano e si ha la produzione della tossina, che causa
difficoltà respiratorie a causa dell’accumulo di liquidi nei polmoni. Si hanno tosse, febbre, cefalea e,
se la tossina diffonde attraverso i linfonodi, si ha shock. In questo caso, la gravità della
sintomatologia è maggiore e, in assenza di terapia antibiotic,a si può avere morte fino al 95% dei
casi. !
Carbonchio intestinale: è causato dall'ingestione delle carni di animali infetti oppure da alimenti
contaminati da spore batteriche. La tossina, a livello intestinale, determina la necrosi della mucosa,
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BACILLI

  • Sono batteri caratterizzati da una forma cilindrica allungata, Gram positivi e sporigeni: in condizioni ambientali avverse per temperatura, per pH, per assenza dei nutrienti principali, il microrganismo, dalla forma vegetativa, sporula, formando l’elemento di resistenza che è l’endospora.
  • La forma vegetativa presenta flagelli di tipo peritrico, distribuiti su tutta la superficie cellulare.
  • I bacilli sono degli aerobi obbligati oppure aerobi facoltativi e sono batteri ubiquitari. Li troviamo nel suolo, nella polvere, nelle acque e sono spesso coinvolti nei cicli biologici del carbonio e dell’azoto.
  • Il genere bacilli include batteri commensali nell’uomo e negli animali, li troviamo sia nella flora intestinale, ma anche a livello cutaneo. Alcuni, però, sono patogeni ed i principali bacilli patogeni per l’uomo sono Bacillus anthracis, responsabile dell’antrace o carbonchio ed Bacillus cereus, responsabile di intossicazioni alimentari. BACILLUS ANTHRACIS E' l’agente eziologico del carbonchio. Questo batterio è diffuso in natura come saprofita ed è spesso un contaminante del suolo sotto forma di spora. L’infezione interessa di norma gli animali erbivori, in cui la trasmissione è di tipo oro-fecale: negli animali, le spore presenti nel terreno vengono ingerite insieme all’erba; le spore a livello dell’intestino germinano, formando l’elemento vegetativo che elabora la tossina, che viene, poi, liberata nell’intestino e si diffonde a livello sistemico attraverso sangue e linfa dando edema e necrosi dei tessuti. A livello dell’intestino crasso si ha la conversione della forma vegetativa in spora, che viene eliminata nel terreno per un ciclo successivo. L'infezione negli animali è, ad oggi, relativamente contenuta grazie all’utilizzo della vaccinazione. L’uomo è un ospite accidentale del batterio e, perciò, parliamo di zoonosi (infezione nell’uomo trasmessa da batteri che comunemente sono presenti negli animali). L’uomo può entrare in contatto con il microrganismo attraverso tre principali vie: la via cutanea, la via respiratoria e per ingestione. La più frequente è quella cutanea. La via respiratoria non è frequente, ma porta alla sintomatologia più grave. La via alimentare è la più rara. FATTORI DI VIRULENZA. I principali fattori di virulenza del batterio sono la capsula e la produzione della tossina carbonchiosa. La capsula oltre ad avere attività anti-fagocitaria (come tutte le capsule batteriche), possiede come componente peculiare l’ acido glutammico , che è una molecola presente nel nostro organismo. Quindi il batterio è in grado di mimetizzarsi con le nostre cellule venendo difficilmente riconosciuto dal sistema immunitario. Il secondo elemento è la tossina carbonchiosa: tossina multifattoriale,elaborata dal batterio sotto forma di tre distinte componenti, ciascuna delle quali non è attiva singolarmente, ma, una volta combinate sulle cellule eucariotiche, diventano letali. I principali effetti di queste tossine sono edema, con accumulo di liquidi nei tessuti ed effetto citolitico con necrosi. Entrambi questi fattori sono codificati da geni plasmidici, non presenti sul cromosoma batterico, ma sui plasmidi. MANIFESTAZIONI CLINICHE. Le principali manifestazioni clinichesono correlate alla via di ingresso del microrganismo nell'organismo umano. Carbonchio cutaneo : si ha quando le spore presenti nell’ambiente esterno riescono a penetrare la cute attraverso piccole soluzioni di continuità (micro ferite presenti sulla cute). La spora arriva sulla cute e, nelle lesioni, essa germina, trasformandosi, poi, nel batterio, che produce e secerne la tossina a livello della sede di ingresso (cute). La tossina causa un’ulcera, che, dapprima, è di colore giallastro, poi diventa nera. Il tessuto diventa necrotico, ma può guarire spontaneamente in un 80% dei casi. In assenza di terapia antibiotica, la tossina dalla cute può disseminare, andando in circolo, causando, quindi, uno shock tossico generalizzato, mortale in un 20% dei casi. Si ha un’alterazione funzionale multi-organo. Carbonchio respiratorio: si ha attraverso inalazione delle spore che raggiungono gli alveoli polmonari. A livello polmonare, le spore germinano e si ha la produzione della tossina, che causa difficoltà respiratorie a causa dell’accumulo di liquidi nei polmoni. Si hanno tosse, febbre, cefalea e, se la tossina diffonde attraverso i linfonodi, si ha shock. In questo caso, la gravità della sintomatologia è maggiore e, in assenza di terapia antibiotic,a si può avere morte fino al 95% dei casi. Carbonchio intestinale : è causato dall'ingestione delle carni di animali infetti oppure da alimenti contaminati da spore batteriche. La tossina, a livello intestinale, determina la necrosi della mucosa,

con forte infiammazione con conseguente produzione di feci muco-sanguinolente ed abbondanti. Altri sintomi sono forti dolori addominali e vomito. Nei casi più gravi la tossina diffonde a livello sistemico e si può avere shock. Questi casi sono rari, ma in assenza di trattamento antibiotico, presentano una letalità superiore al 90%. DIAGNOSI. La diagnosi batteriologica prevede l’esame batteriologico con identificazione nel materiale clinico di bacilli Gram positivi, che hanno una tipica disposizione a canna di bambù. Sembrano dei filamenti e, a causa di inclusioni citoplasmatiche, si distinguono allineati dei filamenti di zone chiare e zone scure. Questi bacilli crescono sui normali terreni di batteriologia formando delle colonie che hanno margini frastagliati in quanto si formano delle lunghe catenelle di bacilli che si dispongono in modo serpentini-forme. TERAPIA. Per B. anthracis non sono importanti i fenomeni di farmaco resistenza e si utilizzano penicillina e chinoloni. Poiché la sintomatologia è legata non tanto alla virulenza del batterio, ma alla produzione della tossina, la terapia prevede anche l’utilizzo di sieri anti-carbonchiosi, cioè di sieri umani o di cavallo contenenti anticorpi contro il bacillo preformati in modo da bloccare subito il batterio. Esiste un vaccino che è somministrato agli animali da pascolo, ma anche agli individui a rischio, nelle zone in cui il bacillo è endemico. Gli individui a rischio sono le persone che per lavoro hanno contatti con gli animali o con le carni e le pelli degli animali, quindi allevatori, pastori, veterinari ed anche i conciatori di pelle, i macellai. BACILLUS CEREUS La sua spora è ubiquitaria nel suolo, nella polvere ed è, anche, un frequente contaminante degli alimenti a base di riso. Il batterio, infatti, è responsabile di tossininfezioni alimentari spesso dovute all’ingestione di riso fritto, cotto al vapore, contaminato da spore. Il bacillo cereus è in grado di produrre due diverse enterotossine: sono tossine che agiscono a livello gastrointestinale producendo una forma clinica diarroica, in cui il sintomo prevalente è la diarrea, ed una forma emetica, in cui il sintomo principale è il vomito. Il bacillo è anche responsabile di infezioni oculari, molto gravi. che portano alla cecità nel giro di 24-48 ore e di infezioni sistemiche. come conseguenza di contaminazioni di ferite chirurgiche. La forma emetica della tossininfezione è causata da una enterotossina stabile al calore. che è in grado di stimolare. a livello intestinale. le terminazioni nervose del centro del vomito. Il meccanismo di azione di questa enterotossina è sovrapponibile a quello delle enterotossine prodotte da S. Aureus. La forma diarroica della malattia è causata da una enterotossina labile al calore che ha attività simile alla tossina di vibrio-cholerae: agisce, quindi attivando l’adenilato-ciclasi della cellula e causando un aumento di AMPc, che causa fuoriuscita di elettroliti e quindi di acqua che si accumulano nel lume intestinale (acqua che porta alla diarrea). Le infezioni oculari del batterio, che portano rapidamente cecità, sono causate da una potente emolisina, che viene chiamata cereo-lisina (è un fenomeno raro). Generalmente la forma emetica dell’intossicazione ha un brevissimo periodo di incubazione. Dopo un paio di ore dall’ingestione dell’alimento contaminato, insorgono vomito, nausea e crampi addominali. La forma diarroica, invece, ha un tempo di incubazione più lungo (6-9 ore dall’ingestione degli alimenti contaminati, che sono in questo caso verdure e carne). Oltre alla diarrea profusa, si può avere nausea e crampi addominali. DIAGNOSI****. La diagnosi si effettua mediante identificazione dei bacilli negli alimenti presunti contaminati o nei campioni biologici umani non di tipo fecale (nelle feci i bacilli sono presenti). Il terreno che si utilizza normalmente per l’identificazione è un terreno arricchito con tuorlo d’uovo, perché questi batteri sono particolarmente esigenti dal punto di vista nutrizionale. TERAPIA. La terapia prevede l’utilizzo di antibiotici come la vancomicina ed i chinoloni. Per le intossicazione rimane fondamentale la prevenzione, che si effettua con le normali norme igienica, con una idonea cottura dei cibi e soprattutto con la refrigerazione corretta degli alimenti. (congelo- scongelo non va bene).