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Intelligenza emotiva: che cos'è e perché può renderci felici, Appunti di Antropologia

Un'analisi del libro 'intelligenza emotiva' di daniel goleman, che esplora l'importanza delle emozioni e la loro connessione con la parola e il pensiero. L'autore mette in evidenza come l'intelligenza emotiva, a differenza dell'intelligenza misurata dal qi, possa essere appresa, perfezionata ed insegnata, offrendo una prospettiva dinamica con possibilità di trasformazioni e riflessioni. Vengono inoltre descritti i centri emozionali del cervello, come l'amigdala, e il loro ruolo nella memoria emozionale e nelle reazioni emotive.

Tipologia: Appunti

2022/2023

Caricato il 31/03/2024

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ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE “A. PIERALLI”
PERUGIA
Via A.Vecchi, 129 – Tel.075/5847853 – Fax: 075/5840511 – Perugia
Che cos’è
Perché può renderci felici
ANALISI DEL TESTO
Lavoro di:
Chiara Pannacci
Classe IV B
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ISTITUTO D’ISTRUZIONE SUPERIORE “A. PIERALLI”

PERUGIA

Via A.Vecchi, 129 – Tel.075/5847853 – Fax: 075/5840511 – Perugia

Che cos’è

Perché può renderci felici

ANALISI DEL TESTO

Lavoro di:

Chiara Pannacci

Classe IV B

Titolo: Intelligenza emotiva

Sottotitolo: “Che cos’è, perché può renderci felici”

Titolo originale: Emotional Intelligence

Traduzione: Isabella Blum (parti I-IV) e Brunello Lotti (parte V e appendici)

Autore: Daniel Goleman

Casa editrice: BUR (Biblioteca Universale Rizzoli)

Prima edizione: maggio 1996

Prima edizione BUR Saggi: aprile 1999

Quattordicesima edizione BUR Psicologia e Società: gennaio 2005

Prezzo: 9,00 €

Daniel Goleman , psicologo cognitivista è professore di psicologia all’università di Harvard, scrittore ed autore di numerosi libri. Attraverso la pubblicazione di uno di questi, “Intelligenza emotiva” (1996), egli ha aperto un orizzonte quasi sconosciuto fino a qualche decennio prima. Questo autore si è impegnato al fine di sviluppare un atteggiamento culturale volto a comprendere le emozioni sotto un aspetto diverso ed innovativo. Goleman ha infatti affermato che non solo occorre impegnarsi a collegare l’intelligenza alle emozioni, ma occorre cominciare a considerare le emozioni stesse come intelligenti, capaci di registrare informazioni di grande importanza, informazioni di cui è indispensabile tener conto, che è indispensabile registrare ed elaborare. Goleman con il suo libro “Intelligenza emotiva” ha permesso di divulgare, non solo nell’ambiente accademico, l’importanza delle emozioni e la necessità di collegare le emozioni con la parola e con il pensiero. Le emozioni sono componenti fondamentali dell’esistenza individuale e collettiva, risorse da conoscere ed utilizzare per un miglior rendimento nella vita sociale, relazionale, affettiva e scolastica. Prima di autori come Goleman, la psicologia scientifica concentrava i suoi studi su un tipo d’intelligenza limitata, quella rappresentata dal quoziente d’intelligenza tradizionale (Q.I.). Questo tipo di intelligenza si limitava a classificare gli individui in modo statico. L’intelligenza emotiva al contrario dell’intelligenza misurata con il Q.I. si può apprendere, perfezionare ed insegnare ed inoltre apre una prospettiva dinamica, con possibilità di trasformazioni e riflessioni.

Le emozioni hanno

relazioni con

l’apparato cognitivo

perché si

lasciano modificare

dalla persuasione.

Aristotele

strutture semi-indipendenti e coordinate. Per meglio comprendere le loro funzioni occorre comprendere come il cervello si sia evoluto. La parte più primitiva del cervello è il tronco cerebrale = regola le funzioni vegetative fondamentali (respiro, metabolismo), controlla le reazioni e i movimenti stereotipati Circonda l’estremità cefalica del midollo spinale Da esso derivano i centri emozionali Da essi si sono evolute aree del cervello pensante = la neocorteccia Essa è sede del pensiero e portatrice di enormi vantaggi nell’ambito della sopravvivenza umana Ha la capacità di ideare programmi a lungo termine ed elaborare strategie mentali Quando ci spostiamo nella scala filogenetica la massa della neocorteccia aumenta Le radici più profonde della nostra vita emotiva affondano nel lobo olfattivo Antichi centri emozionali Esso delimita e circonda il tronco cerebrale perciò venne detto sistema libico (dal latino limbus “anello”) Apprendimento Memoria Le aree emozionali sono strettamente collegate a tutte le zone della neocorteccia! NODI CONCETTUALI Le esplosioni emozionali sono una sorta “sequestro” neurale. Le persone che ne restano vittime non sanno cosa sia capitato loro. Questi sequestri hanno origine nell’ amigdala , un centro del sistema limbico del cervello. Mentre l’amigdala funziona come una sorta di grilletto emozionale, altre aree del cervello si adoperano per produrre una risposta correttiva. Le emozioni hanno un ruolo importante ai fini della razionalità.

NOTE ESPLICATIVE Nel momento in cui avvengono le esplosioni emozionali un centro del sistema limbico, l’ amigdala , “sequestra” il resto del cervello imponendo il suo bisogno. Caratteristiche dell’amigdala (termine che deriva da un parola greca che significa “mandorla”):

  • È un gruppo di strutture interconnesse posto sopra il tronco cerebrale;
  • Ci sono due amigdale, una su ciascun lato del cervello;
  • L’amigdala funziona come un archivio della memoria emozionale, poiché tutte le passioni dipendono da essa;
  • Essa è una sentinella psicologica, un grilletto neurale che scatta nel momento in cui l’uomo si trova davanti qualcosa che odia o che lo ferisce;
  • Joseph LeDoux ha scoperto l’esistenza di vie neurali emozionali che aggirano la neocorteccia e che vanno direttamente all’amigdala; Ciò significa che l’amigdala ci spinge all’azione inviando input di emergenza a tutte le parti principali del cervello, mentre la neocorteccia (più lenta) in possesso di informazioni più complete, elabora un piano di reazione più raffinato. Altrettanto importante è l’ ippocampo il quale svolge la funzione di garantire un ricordo dettagliato del contesto. Ma mentre esso mantiene un ricordo “ordinario”, l’amigdala ne ricorda la valenza emozionale.
  • L’amigdala lavora mediante metodo associativo : ciò significa che essa dichiara lo stato di emergenza nel momento in cui un input chiave viene associato con elementi di una passata circostanza pericolosa;
  • Ciò che viene registrato nell’amigdala è solo un segnale approssimativo e molto rapido. Altre aree del cervello si adoperano per produrre una risposta correttiva. I lobi prefrontali , un importante circuito diretto alla neocorteccia, lavorano per smorzare gli impulsi dell’amigdala. In particolare questa funzione è svolta dal lobo prefrontale sinistro. La risposta neocorticale è più lenta rispetto al “sequestro emozionale” perché esige il passaggio dell’input attraverso un maggior numero di circuiti, ma essa è più giudiziosa e ponderata. Damasio infine ha dimostrato come le emozioni hanno un ruolo importante ai fini della razionalità, poiché il nostro modo di comportarci nella vita è determinato da entrambe. Se non ci fossero reazioni emotive che influenzano la nostra razionalità tutto assumerebbe i toni di una grigia neutralità e la stessa sopravvivenza, come abbiamo visto, sarebbe messa a rischio.

NODI CONCETTUALI Metacognizione, metaemozione, autoconsapevolezza. Mayer ha stilato una classificazione delle persone in categorie, a seconda di come esse percepiscono e gestiscono le proprie emozioni. Gli psichiatri definiscono con alessitimia quell’incapacità di esprimere a parole le emozioni. L’auotoconsapevolezza è un’abilità essenziale. Di solito un’emozione sorge, fisiologicamente, prima che l’individuo ne sia conscio. NOTE ESPLICATIVE In psicologia si utilizza il termine metacognizione per indicare la consapevolezza dei processi di pensiero ed il termine metaemozione per indicare la consapevolezza delle proprie emozioni. Goleman preferisce parlare di autoconsapevolezza , la continua attenzione ai propri stati interiori. Ma essere consapevoli di sé significa essere consapevoli anche dei propri pensieri sul proprio stato d’animo. John Mayer, psicologo della New Hampshire University, sostiene che le persone siano classificabili in categorie a seconda di come esse percepiscono e gestiscono le proprie emozioni:

  • Gli autoconsapevoli = consapevoli dei propri stati d’animo nel momento in cui essi si presentano;
  • I sopraffatti = essi sono sommersi dalle proprie emozioni e sono incapaci di sfuggire loro;
  • I rassegnati = essi accettano i propri sentimenti senza cercare di modificarli. Un caso particolare è quello che gli psichiatri definiscono alessitimia , dal greco a “mancanza”, lexis “parola”, thymos “emozione”. In questa situazione le persone non riescono ad esprimere a parole i loro sentimenti; essi mancano di quell’abilità fondamentale per l’intelligenza emotiva: l’autoconsapevolezza. Essa è la facoltà che la psicoterapia cerca di rafforzare poiché, come aveva affermato Freud, la maggior parte della nostra vita emotiva è inconscia. NODI CONCETTUALI Saper controllare le proprie emozioni e passioni ha sempre rappresentato, a partire dall’antichità classica, la chiave del benessere psicologico. Nel caso di emozioni forti possiamo cercare strategie che ci permettano di lenire l’intensità dell’emozione stessa. NOTE ESPLICATIVE La struttura delle nostre connessioni cerebrali non ci permette di controllare né in quale momento né quale emozione ci coglierà, ma possiamo controllare la durata dell’emozione. Nel caso di emozioni forti come la collera, afferma Dolf Zillman, uno psicologo della Alabama University, una strategia efficace è quella dello stare soli mentre l’emozione va estinguendosi. Oppure vengono proposte anche tecniche di rilassamento basate sull’autoconsapevolezza. Per quanto riguarda sentimenti invece come la malinconia occorre liberare la mente dell’individuo dalla tristezza e adottare strategie efficaci come la socializzazione e la messa in discussione dei pensieri che causano la malinconia.

NODI CONCETTUALI La memoria di lavoro ha sede nella corteccia prefrontale. I turbamenti emotivi interferiscono con la vita mentale dell’individuo. Resistere agli impulsi è forse la capacità psicologica più importante che un individuo possa avere. Dal punto di vista dell’intelligenza emotiva l’essere ottimisti e l’avere la capacità di sperare offrono possibilità in più e permettono di raggiungere obiettivi più ambiziosi. Alla base dell’ottimismo della speranza vi è il self-efficacy. Riuscire ad entrare nel flusso è la massima espressione dell’intelligenza emotiva. NOTE ESPLICATIVE Gli scienziati cognitivi chiamano memoria di lavoro quella capacità di tenere a mente tutte le informazioni rilevanti per portare a termine ciò a cui ci stiamo dedicando. Quando un individuo ha turbamenti emotivi forti, essi influenzano la vita mentale, abbassando la soglia di concentrazione o facendo diminuire l’attenzione. Turbamenti come l’ansia è stato dimostrato insidiano l’intelletto. L’ ipomania , cioè uno stato di buon umore e la speranza sono una marcia in più perché consentono di aumentare la flessibilità di pensiero e consentono di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi. Come dimostra uno studio di Martin Seligman, psicologo della Pennsylvania University, l’ottimismo è quell’atteggiamento che impedisce all’individuo di affondare nell’apatia o nella depressione di fronte a situazioni difficili. Sia la speranza che l’ottimismo sono molto importanti anche nel successo scolastico. Alla base di essi vi è ciò che gli psicologi chiamano self-efficacy , ossia la convinzione di esercitare un controllo sugli eventi della propria vita. Ci può essere comunque una base innata di propensione all’ottimismo o al pessimismo. Il flusso rappresenta il massimo livello di controllo sulle proprie emozioni, che vengono poste al servizio della prestazione e dell’apprendimento. Esso è una sensazione di gioia spontanea in cui l’individuo si disinteressa delle sue preoccupazioni. Ci sono vari modi per entrare nel flusso:

  • Stato di profonda concentrazione;
  • Impegno in un’attività nella quale si è abili e che richiede un leggero sforzo. Il flusso è uno stato privo di interferenze emotive in cui anche la prestazione più difficile sembra naturale. NODI CONCETTUALI L’empatia è la capacità di mettersi nei panni degli altri e leggere i loro sentimenti. L’empatia si basa sulla capacità di cogliere ed interpretare la comunicazione non verbale. La sintonizzazione del bambino è essenziale. Secondo una ricerca di Brothers la via nervosa che connette l’amigdala alla corteccia ha un ruolo chiave nell’interpretazione delle emozioni. L’empatia entra in gioco anche quando si esprimono giudizi morali. La mancanza di empatia provoca nei casi più gravi una condotta psicologicamente disturbata
  • Capacità di organizzare i gruppi = coordinare gli sforzi (leader);
  • Capacità di negoziare soluzioni = prevenire o risolvere i conflitti (mediatore);
  • Capacità di stabilire legami personali = saper entrare in connessione con gli altri (empatia);
  • Capacità d’analisi della situazione sociale = capacità di riconoscere e comprendere i sentimenti e le preoccupazioni altrui. Queste capacità interpersonali si basano su altre intelligenze emotive. NODI CONCETTUALI In una coppia esistono due realtà emozionali: quella di lui e quella di lei. L’origine di questa differenza emozionale risale al periodo dell’infanzia e dello sviluppo. Questa differenza nell’educazione finisce per alimentare capacità molto diverse. In un momento di crisi è più probabile che si verifichino dei “sequestri” emozionali. Gli uomini a questo proposito sono il sesso debole. Occorre adottare strategie che coltivino un’intelligenza emotiva di coppia, ad esempio trasformare lo scontro in un momento “positivo”. NOTE ESPLICATIVE In una coppia esistono due realtà emozionali che affondano le loro radici nell’infanzia e nel periodo dello sviluppo. I bambini e le bambine infatti ricevono insegnamenti molto diversi sul come affrontare le emozioni. All’età di dieci anni in entrambi i sessi c’è la stessa percentuale di soggetti aggressivi, ma a tredici anni le femmine diventano più inclini a comportamenti come il pettegolezzo e le vendette. Questa differenza nell’educazione finisce per alimentare capacità molto diverse:
  • Le bambine diventano abili nel leggere segnali emozionali verbali e non verbali e nell’esprimere i propri sentimenti;
  • I bambini imparano minimizzare le emozioni che esprimono un sentimento di vulnerabilità. Questo in parte riflette il fatto che le donne sono più emotive. Gli uomini, ad esempio, sono incapaci di leggere le emozioni dalle espressioni facciali. Secondo Gottman un atteggiamento molto critico da parte dei partner costituisce un segnale di avvertimento precoce del fatto che il matrimonio è in pericolo. Ma l’esibizione occasionale di disprezzo non compromette un matrimonio. Nel momento in cui ci si trova in uno stato di crisi è più probabile che si verifichino dei “sequestri” emozionali: Gottman usa il termine inondazione per indicare questa sensibilità al frequente turbamento emotivo. A questo proposito gli uomini rappresentano il sesso debole poiché essi vengono travolti dalle “inondazioni” emozionali in un clima caratterizzato da una negatività meno intensa rispetto a quella necessaria per “inondare” le donne. Per la salvaguardia del matrimonio occorre perciò adottare strategie che coltivino un’intelligenza emotiva di coppia, ad esempio trasformare lo scontro in un momento “positivo”. Attraverso un po’ di esercizio, al momento dello scontro, occorre calmarsi, detossificare il discorso interiore (tecniche di rilassamento), ascoltare e parlare senza stare sulla difensiva.

NODI CONCETTUALI Il termine inglese feedback è un termine che rientra nell’ambito della teoria dei sistemi. È naturale che nel momento in cui un individuo espone delle accuse, l’interlocutore assume un atteggiamento difensivo. La critica però può essere anche costruttiva, poiché espone un messaggio utile. Harry Levinson propone dei consigli per chi espone una critica e per chi riceve la critica. Il pregiudizio è un tipo di insegnamento emozionale. Le capacità dell’intelligenza emotiva sono essenziali per combattere il pregiudizio. NOTE ESPLICATIVE Nella sua accezione originale, nella teoria dei sistemi, la parola inglese feedback indicava lo scambio di dati relativo al funzionamento di una parte del sistema, nella consapevolezza che il funzionamento di una parte influenza quello di tutte le altre e nella convinzione che la deviazione di ognuna di esse dal funzionamento ottimale debba essere corretta in modo da assicurare le prestazioni migliori. Sul posto di lavoro, come abbiamo visto nell’ambito del matrimonio, le critiche spesso assumono la forma di attacchi personali o di accuse ad hominem fatte con disgusto e sarcasmo. Entrambi questi approcci inducono l’altro ad assumere atteggiamenti difensivi. L’arte della critica è un’abilità che permette di trasformare la critica stessa in qualcosa di costruttivo. Harry Levinson, uno psicoanalista, dà i seguenti consigli:

  • Essere specifici = non confondere il messaggio reale;
  • Offrire una soluzione = la critica dovrebbe indicare un modo per risolvere il problema;
  • Essere presenti = le critiche sono più efficaci se comunicate faccia a faccia;
  • Essere sensibili = (empatia), occorre essere in sintonia con l’altro al fine di comprendere l’entità dell’impatto di ciò che si dice e di come lo si dice sulla persona che riceve la critica. Levinson offre consigli anche a chi riceve le critiche:
  • Esse non vanno considerate un attacco personale, ma un’istruzione per migliorare;
  • Non è adeguato mettersi sulla difensiva a priori;
  • Occorre pensare alle critiche non come a una situazione di conflitto, ma come un’opportunità per cooperare al fine di risolvere il problema. Il pregiudizio è un tipo di insegnamento emozionale. Le emozioni legate ad esso si formano durante l’infanzia. Se è vero che i pregiudizi di antica data non possono essere sradicati tanto facilmente, quel che invece può essere modificato è ciò che la gente fa per combatterli. Le capacità dell’intelligenza emotiva rappresentano un vantaggio poiché insegnano come parlare proficuamente contro il pregiudizio. NODI CONCETTUALI Il rapporto tra la medicina e la sfera emotiva del paziente è ancora poco curato dall’assistenza sanitaria moderna. Il sistema immunitario è stato definito “cervello del corpo”. I sentimenti negativi e quelli positivi influenzano l’organismo rendendolo più suscettibile alle malattie o mantenendolo in buona salute. Si stanno movendo i primi passi verso una medicina più umana.

cooperare. L’infanzia è una fase della vita molto delicata poiché in questo periodo a seconda degli insegnamenti impartiti dai genitori un bambino assumerà nella vita certe caratteristiche: il maltrattamento ad esempio distorce la naturale inclinazione all’empatia tipica del bambino. Questa mancanza di empatia a volte si ripresenta da una generazione all’altra. NODI CONCETTUALI I neuroscienziati affermano che i momenti intensi di manifestazione del disturbo da stress posttraumatico (Ptsd) diventano ricordi incastonati nei circuiti del cervello emozionale. Il Ptsd provoca disturbi a livello fisiologico. Occorre rieducare i circuiti emozionali per arrivare a non essere più tormentati da sintomi di Ptsd. NOTE ESPLICATIVE I neuroscienziati affermano che i momenti intensi di manifestazione del disturbo da stress posttraumatico (Ptsd) diventano ricordi incastonati nei circuiti del cervello emozionale. Ogni evento traumatizzante può imprimere nell’amigdala questi ricordi innescanti. Uno studio condotto sui sopravvissuti all’Olocausto ha evidenziato che i segni lasciati dall’orrore di quell’esperienza possono durare una vita intera. Il cervello della vittima di un trauma comincia ad alterarsi proprio nel momento in cui essa ha la sensazione che la sua vita sia in pericolo e sa che non può far nulla per salvarsi. Il Ptsd provoca disturbi a livello fisiologico:

  • Alterazioni ai circuiti del sistema limbico amigdala;
  • Alcune delle alterazioni più importanti hanno luogo nel locus ceruleus , una struttura che regola la secrezione cerebrale delle catecolamine, ossia dell’adrenalina e della noradrenalina;
  • Altre modificazioni hanno luogo nel circuito che collega il sistema limbico alla ghiandola pituitaria, una struttura che regola la liberazione del principale ormone secreto dall’organismo per innescare la risposta di fuga o combattimento;
  • Un’altra serie di alterazioni avviene nel sistema degli oppiacei, cioè nelle strutture che secernono le endorfine per attutire la sensazione di dolore (iperreazione). Le alterazioni neurali sembrano rendere l’individuo più suscettibile ad ulteriori traumi. Occorre rieducare i circuiti emozionali per arrivare a non essere più tormentati da sintomi di Ptsd:
  1. Riacquisire il senso di sicurezza = trovare il modo di calmare i circuiti neurali troppo inclini alla paura al fine di consentire loro di ri-apprendere reazioni normali;
  2. Ri-raccontare e ri-costruire la storia del trauma = permettere ai circuiti neurali delle emozioni di comprendere il ricordo del trauma e di reagire ad esso in modo nuovo;
  3. Il paziente deve esprimere il proprio dolore per la perdita che il trauma ha comportato. Quest’ultima fase è molto importante poiché è porta ad acquisire la capacità di lasciar fuoriuscire il trauma e superarlo.

NODI CONCETTUALI Jerome Kagan ha ipotizzato che alcuni soggetti nascono con una neurochimica che li rende particolarmente inclini alla timidezza e alla paura. Il temperamento emerge nel primo anno di vita. Le nostre capacità emotive innate non sono definitive, ma possono essere migliorate con l’apprendimento. La psicoterapia mostra come l’esperienza possa modificare le inclinazioni emotive innate e forgiare il cervello. Esiste un periodo critico per ognuna delle abilità fondamentali dell’intelligenza emotiva. NOTE ESPLICATIVE Lo studioso di psicologia infantile della Harvard University Jerome Kagan ha ipotizzato che le persone molto soggette alla paura siano nate con una neurochimica che rende facilmente attivabile il circuito corrispondente che ha come centro l’amigdala. Esse quindi si ritraggono intimidite. Il silenzio può essere una dimostrazione di timidezza. Il temperamento che ci spinge a rispondere alla vita manifestando un registro emozionale negativo o positivo emerge nel primo anno di vita. Questo dato rende convincente la possibilità che esso sia determinato geneticamente. Ma ciò non significa che esso sia destino poiché, alla conclusione dei suoi studi, Kagan ha notato che non tutti i bambini pieni di paure si ritraevano di fronte alla vita. L’inclinazione ad un particolare tipo di temperamento è frutto di una base innata della nostra vita emotiva, nonostante ciò noi non dobbiamo per forza attenerci ad un repertorio emozionale impostoci dai nostri tratti ereditari. Come spiegano i genetisti, all’interno dei vincoli genetici esiste una gamma di possibilità. Le nostre capacità emotive innate non sono definitive, ma possono essere migliorate con l’apprendimento. Quest’ultimo infatti implica una modificazione a livello cerebrale. Il cervello umano alla nascita non è ancora completamente formato: infatti sebbene l’infanzia sia la fase nella quale avviene lo sviluppo più intenso, il cervello continua a modificarsi per tutta la vita. La psicoterapia mostra come l’esperienza possa modificare le inclinazioni emotive innate e forgiare il cervello. Esso nel corso della sua evoluzione, in particolare con l’inizio della pubertà, da’ luogo ad un processo noto come “pruning” (potatura) mediante il quale si perdono le connessioni neuronali meno usate, consolidando invece quei circuiti sinaptici più usati. Mentre le aree sensoriali si sviluppano nella prima infanzia e il sistema limbico entro la pubertà, i lobi frontali continuano a svilupparsi fino alla fine dell’adolescenza. Esiste un periodo critico per ognuna delle abilità fondamentali dell’intelligenza emotiva. Ognuno di questi periodi è un’opportunità perché il bambino possa prendere abitudini emozionali positive.

  • Alessitimia = Dal greco a “mancanza”, lexis “parola”, thymos “emozione”. Mancanza della capacità di esprimere a parole i propri sentimenti.
  • Amigdala = In anatomia, nucleo della base cranica, posto nella profondità del lobo temporale; appartenente al sistema libico, è connessa alle sensazioni olfattive.
  • Autocontrollo = Dominio, padronanza delle proprie azioni e reazioni.
  • Catecolamine = Sostanze che hanno affinità per i recettori adrenergici, stimolando i quali determinano effetti fisiologici e farmacologici.
  • Empatia = In psicologia, capacità di immedesimazione nelle emozioni e nei pensieri di un’altra persona. Nella psicoterapia di C. Rogers l’empatia è alla base dell’interazione tra analista e paziente.
  • Ippocampo = In anatomia, struttura, posta nella superficie mediale dell’emisfero cerebrale, derivata da strati di corteccia cerebrale arrotolati l’uno sull’altro in modo da rassomigliare, in sezione, al profilo di un cavalluccio marino.
  • Sistema limbico = Insieme di nuclei, di vie associative e di zone cerebrali, che presiede alle espressioni di tipo emotivo-affettivo, controllando quindi i molteplici aspetti del comportamento. Fanno parte del sistema libico la fascia di tessuto corticale disposto attorno all’ilo (regione rientrante della superficie di un organo in cui in genere penetrano vasi sanguigni) degli emisferi e un gruppo di strutture profonde ad esso associate (amigdala, ippocampo).
  • Somatizzazione = Processo psicopatologico che trasforma i disturbi psichici in disturbi organici con manifestazioni dolorose o disfunzionali indotte dalla psiche.

Mente razionale Mente Tutte le emozioni sono “Sequestro” Amigdala Abbiamo due menti emozionale impulsi ad agire neurale L’intelligenza emotiva L’intelligenza, come è una meta-abilità sostenuto da Gardner, Le emozioni intense è multipla e poliedrica I turbamenti emotivi hanno un riscontro anche interferiscono con la fisiologico (aumento frequenza vita mentale dell’indi- cardiaca, adrenalina…) viduo Il Qi e l’intelligenza emotiva L’autoconsapevolezza sono competenze separate La psicoterapia mostra come un’abilità essenziale Esiste un periodo critico è possibile che l’esperienza per ogni abilità modifichi le inclinazioni emotive dell’intelligenza emotiva innate Intelligenza Ognuno di questi periodi è un’opportunità perché il bambino L’empatia interpersonale possa prendere abitudini emozionali positive