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RIASSUNTO DI SCIENZE UMANE, Sbobinature di Scienze Umane

Riassunti dettagliati di scienze umane, quinto anno liceo delle scienze umane.

Tipologia: Sbobinature

2019/2020

Caricato il 07/10/2020

gaia-corti
gaia-corti 🇮🇹

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Cos’è il Welfare
Il welfare è un insieme di politiche pubbliche, dirette al miglioramento delle condizioni di vita garantendo
assistenza e benessere ai cittadini. Queste politiche sono messe in atto dallo Stato che interviene
nell’economia di mercato. Lo Stato fornisce servizi fondamentali a tutta la comunità, anche a coloro che
non possiedono un reddito sufficiente per provvedere alla propria famiglia.
GOUGH- studioso britannico afferma che il Welfare è l’uso di potere da parte dello Stato per favorire la
forza lavoro per i cambiamenti del mercato e per mantenere cittadini disoccupati in una società
capitalistica.
BRIGGS- storico britannico individua i 3 obiettivi del Welfare: 1. Assicurare il tenore di vita minimo ad ogni
cittadino, 2. Dare sicurezza in caso di disastri naturali ed economici, 3. Consentire a tutti i cittadini l’utilizzo
di alcuni servizi fondamentali come l’istruzione e la sanità.
Lo stato sociale utilizza vari mezzi per garantire questi obiettivi: cede denaro, offre servizi, concede benefici
fiscali e modifica aspetti economici in base alle necessità dei cittadini.
Le origini del Welfare
Fin dalle origini c’è sempre stato un sostegno per la società, per esempio con le Istituzioni Religiose o, per
l’Italia, la nascita delle Società operaie dette OMS, ovvero di mutuo soccorso nato dopo i moti del 1948. Si
tratta di un’assistenza privata.
Anche lo Stato adotta in alcuni Paesi forme di intervento: in Inghilterra nel 1536 vengono emanate le POOR
LAWS rimaste in vigore fino al 1948. Tali leggi prevedono un centralizzazione dell’assistenza statale che
coordina le attività della chiesa e delle comunità locali a favore dei poveri, mendicanti e vagabondi.
Inghilterra e Germania
Per parlare di Welfare dobbiamo aspettare che lo stato si assuma le proprie responsabilità e che attivi le
risorse per tutti i cittadini, tutto ciò prevede il riconoscimento dei diritti sociali.
Il Welfare State è dunque un aspetto pubblico; per esempio il sistema sanitario nazionale italiano riguarda i
cittadini italiani ma anche coloro che si trovano su, suolo italiano, perciò stranieri, lavoratori immigrati o
turisti.
Lo stato sociale discende dunque dallo stato di diritto: STEIN- economista tedesco, attribuisce allo STATO DI
DIRITTO (lo stato si basa su un sistema di leggi, facendosi garante dei diritti e della libertà di ogni cittadino,
e della loro protezione attraverso lo STATO SOCIALE) il compito di salvaguardare la completa uguaglianza di
diritti e, allo STATO SOCIALE di promuovere il progresso economico e sociale di tutti i suoi appartenenti.
In Germania tra il 1883 e il 1889 vengono emanate le OTTO VON BISMARK ovvero le prime leggi sulla
previdenza e assistenza pubblica a favore dei lavoratori dell’industria e dei loro familiari.
Il rapporto Beveridge
Il RAPPORTO BEVERIDGE del 1942 è considerato l’atto di nascita del Welfare State.
Esso è la relazione finale di un’inchiesta commissionata dal governo britannico a William H. Beveridge per
esaminare la situazione economica e sociale del Regno Unito. Il Rapporto presenta un progetto per
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Cos’è il Welfare Il welfare è un insieme di politiche pubbliche, dirette al miglioramento delle condizioni di vita garantendo assistenza e benessere ai cittadini. Queste politiche sono messe in atto dallo Stato che interviene nell’economia di mercato. Lo Stato fornisce servizi fondamentali a tutta la comunità, anche a coloro che non possiedono un reddito sufficiente per provvedere alla propria famiglia. GOUGH- studioso britannico afferma che il Welfare è l’uso di potere da parte dello Stato per favorire la forza lavoro per i cambiamenti del mercato e per mantenere cittadini disoccupati in una società capitalistica. BRIGGS- storico britannico individua i 3 obiettivi del Welfare: 1. Assicurare il tenore di vita minimo ad ogni cittadino, 2. Dare sicurezza in caso di disastri naturali ed economici, 3. Consentire a tutti i cittadini l’utilizzo di alcuni servizi fondamentali come l’istruzione e la sanità. Lo stato sociale utilizza vari mezzi per garantire questi obiettivi: cede denaro, offre servizi, concede benefici fiscali e modifica aspetti economici in base alle necessità dei cittadini. Le origini del Welfare Fin dalle origini c’è sempre stato un sostegno per la società, per esempio con le Istituzioni Religiose o, per l’Italia, la nascita delle Società operaie dette OMS, ovvero di mutuo soccorso nato dopo i moti del 1948. Si tratta di un’assistenza privata. Anche lo Stato adotta in alcuni Paesi forme di intervento: in Inghilterra nel 1536 vengono emanate le POOR LAWS rimaste in vigore fino al 1948. Tali leggi prevedono un centralizzazione dell’assistenza statale che coordina le attività della chiesa e delle comunità locali a favore dei poveri, mendicanti e vagabondi. Inghilterra e Germania Per parlare di Welfare dobbiamo aspettare che lo stato si assuma le proprie responsabilità e che attivi le risorse per tutti i cittadini, tutto ciò prevede il riconoscimento dei diritti sociali. Il Welfare State è dunque un aspetto pubblico; per esempio il sistema sanitario nazionale italiano riguarda i cittadini italiani ma anche coloro che si trovano su, suolo italiano, perciò stranieri, lavoratori immigrati o turisti. Lo stato sociale discende dunque dallo stato di diritto: STEIN- economista tedesco, attribuisce allo STATO DI DIRITTO (lo stato si basa su un sistema di leggi, facendosi garante dei diritti e della libertà di ogni cittadino, e della loro protezione attraverso lo STATO SOCIALE) il compito di salvaguardare la completa uguaglianza di diritti e, allo STATO SOCIALE di promuovere il progresso economico e sociale di tutti i suoi appartenenti. In Germania tra il 1883 e il 1889 vengono emanate le OTTO VON BISMARK ovvero le prime leggi sulla previdenza e assistenza pubblica a favore dei lavoratori dell’industria e dei loro familiari. Il rapporto Beveridge Il RAPPORTO BEVERIDGE del 1942 è considerato l’atto di nascita del Welfare State. Esso è la relazione finale di un’inchiesta commissionata dal governo britannico a William H. Beveridge per esaminare la situazione economica e sociale del Regno Unito. Il Rapporto presenta un progetto per

garantire protezione ai cittadini in relazione ai rischi economici, di mercato, aiutando in caso di malattia, invalidità, maternità o vecchiaia, in generale tutti i cittadini che rischiano condizioni di povertà. Il Rapporto Beveridge si traduce nel NATIONAL ASSISTANCE ACT che prevede: 1.servizio medico nazionale garantito a tutti i cittadini, 2. Indennità di disoccupazione, 3. Aumento delle pensioni, 4. Rafforzamento dell’insegnamento pubblico, 5. Intensificazione dell’edilizia popolare, 6. Controllo dello stato su prezzi e salari. Tale sistema viene finanziato con il prelievo fiscale progressivo: maggiore paga = tasse più alte Welfare nel secondo dopo guerra Nel secondo dopo guerra il welfare si sviluppa. Il suo periodo d’oro è tra il 1950 e il 1973 quando si raggiunge il livello più alto del PIL in particolare nei paesi scandinavi. In Danimarca per esempio è decisa l’erogazione delle pensioni popolari per gli anziani più indigenti. Nella Germania viene realizzata LA GERMANIA ORIENTALE e OCCIDENTALE. Nella seconda vi è una riforma delle pensioni e vengono delineati una serie di diritti sociali tra i quali quelli alla formazione e a lavoro, alla salute, al sussidio e al sostegno in casi di invalidità. Anche negli Stati Uniti lo stato sociale ebbe un notevole sviluppo. Lo stato sociale in Italia Si parla di stato sociale in Italia nel 1898 quando alcune leggi prevedono l’ assicurazione che copre infortuni, invalidità e vecchiaia. In questo periodo nasce la cassa di Previdenza per la vecchiaia e l’invalidità degli operai. Durante il fascismo nascono INFPS e l’ INFAIL, dopo la caduta di tale regime le stesse sigle perdono la “F”, diventando INPS (istituto nazionale per la previdenza sociale) e INAIL (istituto nazionale per gli infortuni sul lavoro). La politica fascista porta la creazione di altri istituti come l’ ONMI (opera nazionale per la maternità e l’infanzia) la quale è al favore della maternità, predispone cliniche ostetriche sussidi alimentari e altro; inoltre per l’ infanzia nasce l’ OPERA NAZIONALE BALILLA e LA GIOVENTU ITALIANA DEL LETTORIO Si dovrà però aspettare il 1978 con il servizio sanitario nazionale che prevede la costruzione di ospedali e l’introduzione di pensioni retributive e sociali. Forme di WELFARE Distinzione alla finalità: RICHARD M. TITMUSS individua tre tipi di welfare: 1. Welfare assistenziale che prevede assistenza ai più bisognosi , 2. Welfare aziendale in cui lo stato fornisce indennità di disoccupazioni e pensioni, 3. Welfare istituzionale-retributivo in cui lo stato imponendo delle tasse fornisce servizi alla collettività. Titmuss predilige l’ultimo degli welfare poiché rivolto a tutti. Welfare e idee politiche Gosta Esping-Andersen (sociologo danese) propone una classifica del welfare basata sui diversi regimi politici:

L’ISTRUZIONE

Un buon sistema scolastico dipende da un buon sistema di un paese e le sue possibilità di sviluppo, infatti una buona educazione influisce sulla possibilità del singolo di trovare un buon lavoro. L’istruzione è anche uno strumento di democrazia poiché consente alle persone di conoscere i propri diritti e quale sia il modo migliore per farli valere. In molti casi, lo stesso livello istruttivo nella scuola primaria e secondaria è permesso dalla gratuità o dalla presenza di tasse scolastiche molto basse. In Italia oggi giorno fino ai 16 anni l’istruzione è obbligatoria, ma ciò è stato possibile dopo la RIFORMA GENTILE del 1923, la quale prevedeva la differenziazione dei sistemi scolatici in base al tipo di scuola. In Germania il sistema scolastico è ancora molto rigido, infatti le scelte decisive avvengono al quarto anno. Un altro aspetto molto importante sono I SERVIZI PRE SCOLASTICI che corrispondo alle scuole dell’infanzia, le quali riducono le disuguaglianze sociali; tali servizi però vi sono in Italia, Francia e Germania mentre negli Stati Uniti e in Olanda, la stessa scuola primaria è divisa in classi prescolastiche. Alcuni Paesi però prevedono anche un’ EDUCAZIONE COMPENSATIVA rivolta alle famiglie più svantaggiate e che prevede per esempio imparare a suonare uno strumento, andare a teatro, leggere materiale non scolastico e altro. Si tratta di attività utili a compensare carenze di bambini con qualche difficoltà. Ma non in tutte le regioni italiane per esempio l’intervento dello stato è così evidente, infatti vi sono persone che intervengono come MAESTRI DI STRADA e che si occupano di dare piccole lezioni a bambini che non possono permettersi di andare a scuola. Per il recupero alla scolarizzazione nascono anche i MESTRI DI SOSTEGNO per alunni con disabilità psicomotorie. Il rpoblema maggiore riguardo l’istruzione si trova tra l’UNIVERSALITA’ e la SELETTIVITA’ ma la soluzione resta comunque l’UNIVERSALISMO SELETTIVO ovvero un’università aperta a tutti con tasse di iscrizione proporzionali al reddito. Nell’ottica del WELFARE tutti hanno il diritto all’istruzione, compresi gli adulti e soprattutto oggi giorno gli immigrati attraverso scuole serali.