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Nascita del termine Eutanasia, Articolo 32, Testimonianza di Piergiorgio Welby, vari argomenti: Suicidio assistito vs eutanasia Sedazione palliativa vs eutanasia La scelta Spese economiche Qualità della vita
Tipologia: Appunti
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Nascita del termine “eutanasia”
Il filosofo inglese Francis Bacon introdusse il termine “eutanasia” nelle lingue moderne occidentali nel saggio Progresso della conoscenza. In questo testo, Bacon invitava i medici a non abbandonare i malati inguaribili, e ad aiutarli a soffrire il meno possibile. Non vi era però, nell’idea di Bacon, il concetto esplicito di dare la morte. Allo stesso termine “eutanasia” Bacon attribuiva solo il significato etimologico di “buona morte” ( morte non dolorosa ); lo scopo del medico doveva essere quello di far sì che la morte (comunque sopraggiunta in modo “naturale”) fosse non dolorosa. Il termine iniziò ad avere corso comune a partire dalla fine del XIX secolo , a indicare un intervento medico tendente a porre fine alle sofferenze di una persona malata.
Articolo 32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
Testimonianza Il 22 settembre 2006 Piergiorgio Welby (copresidente dell’Associazione Luca Coscioni, che si batte per il diritto dei malati a decidere della propria sorte, nonché per la libertà di ricerca scientifica), affetto da distrofia muscolare , in una lettera aperta al presidente della Repubblica ha chiesto il riconoscimento del diritto all’eutanasia. Napolitano ha risposto auspicando un confronto politico sull’argomento. Più in generale si poterono individuare in seno al Parlamento tre aree , trasversali agli schieramenti politici, aventi tre posizioni differenti sull’argomento-eutanasia: ● un’area contraria , i quali affrontano la questione dell’eutanasia secondo i principi morali (spesso di base religiosa) sui quali si fondano gli stessi partiti arrivando ad assumere una posizione fermamente contraria riguardo al problema; ● un’area “possibilista” la posizione di quest’area è quella di procedere per gradi e affrontare temi meno controversi come il testamento biologico, pur non escludendo a priori il dibattito sull’eutanasia, rimandato a un momento di minore conflittualità ideologica sulla materia. ● un’area favorevole che caldeggia un dibattito sull’eutanasia e l’allineamento dell’Italia alle legislazioni europee più favorevoli all’eutanasia.
La battaglia delle associazioni che si battono per una regolamentazione dell’eutanasia in senso non restrittivo si rivolge, oltre che – ovviamente – sulla richiesta della sua legalizzazione, anche sulla liceità e sul valore legale della sottoscrizione.
DEFINIZIONI Scegliere di porre fine alla propria esistenza anticipatamente e consapevolmente , a causa di una malattia, menomazioni o condizioni psichiche che hanno permanentemente minato la qualità e la dignità della propria vita , divenuta per la persona intollerabile: questo è il significato profondo dell’eutanasia. Un concetto ben diverso da sedazione palliativa e sospensione dei trattamenti. Eutanasia significa letteralmente “ buona morte ” (dal greco eu-thanatos ) e indica l’atto di procurare intenzionalmente e nel suo interesse la morte di una persona che ne faccia esplicita richiesta.
La Federazione Cure Palliative ne fornisce una spiegazione ancora più esplicita definendola come “ l’uccisione di un soggetto consenziente in grado di esprimere la volontà di morire ”. La richiesta di eutanasia, nei paesi dove questa pratica è lecita, viene soddisfatta dopo un percorso che permette alla persona di effettuare una scelta consapevole e libera.
Argomenti ● Suicidio assistito vs eutanasia ● Sedazione palliativa vs eutanasia ● La scelta ● Spese economiche ● Qualità della vita
ARGOMENTO 1 Il suicidio assistito è l’atto del porre fine alla propria esistenza in modo consapevole mediante l’autosomministrazione di dosi letali di farmaci da parte di un soggetto che viene appunto “assistito” da un medico ; avviene in luoghi protetti dove soggetti terzi si occupano di assistere la persona per tutti gli aspetti correlati all’evento morte. Ci sono una sostanziale differenza tra eutanasia e suicidio assistito : l’eutanasia richiede un’azione diretta di un medico , che somministra un farmaco di regola per via endovenosa , mentre il suicidio assistito prevede che il ruolo del sanitario si limiti alla preparazione del farmaco che poi il paziente assumerà per conto proprio. In entrambi i casi, queste richieste vengono sottoposte alla valutazione di commissioni di esperti e al parere di più medici, diversi da quelli che hanno in cura il paziente. Solo dopo
per aver perso la loro indipendenza. La società non dovrebbe forzarli a sopportare queste difficoltà.
DATI -Il 44% degli infermieri ha avuto esperienze in cui i loro pazienti hanno chiesto loro di voler morire per poter porre fine alle loro sofferenze data la loro situazione senza speranza di miglioramento -Il 74% degli infermieri è favorevole all’eutanasia
-L’8% degli infermieri sarebbe disposto nel praticare illegalmente l’eutanasia, ovvero, senza la richiesta esplicita del paziente sofferente e morente
«Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa».