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Eutanasia: origine del termine, differenza tra eutanasia e suicidio assistito, storia dell’eutanasia, eutanasia attiva e passiva, come si pratica?, dove è legale?, argomentazioni a favore e contro.
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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L'eutanasia è l'atto di porre deliberatamente fine alla vita di una persona in gravi condizioni di salute, allo scopo di alleviarne dolore e sofferenze. ORIGINE DEL TERMINE EUTANASIA Il termine eutanasia deriva dall'unione delle parole greche "eu" (εὔ) e "thanatos" (θάνατος), che in italiano vogliono dire, rispettivamente, "bene" e "morte". Pertanto, il significato letterale di eutanasia è "buona morte" o "morte a fin di bene".
Il suicidio assistito è l’atto del porre fine alla propria esistenza in modo consapevole mediante l’auto somministrazione di dosi letali di farmaci da parte di un soggetto che viene appunto “assistito” da un medico. Per quanto le due pratiche possano sembrare uguali, ci sono almeno due sostanziali differenze:
Ai tempi dell'Antica Grecia e dell'Antica Roma, l'eutanasia - e più in generale il fatto di esaudire le richieste di una persona intenzionata a morire - erano particolarmente diffusi: secondo le idee di allora, ciascun umano poteva disporre della propria vita come meglio riteneva opportuno. La visione in merito all'eutanasia e a qualsiasi atto di suicidio assistito subì un deciso cambiamento con l'avvento del Cristianesimo. Nei secoli a seguire, numerosi filosofi – da Francis Bacon a Karl Marx – e diversi medici autori di famosi trattati si espressero a favore o a sfavore dell'eutanasia. Dal punto di vista storico-culturale, merita una segnalazione la nascita, agli inizi del Novecento, di numerose piccole associazioni pro-eutanasia, le quali, oggi, sono riunite in un'unica grande associazione: la World Federation of Right to Die Societies (o Federazione Mondiale delle Società per il Diritto di Morire).
L'attività di base della World Federation of Right to Die Societies è sensibilizzare l'opinione pubblica, i governi e i parlamenti in merito ai diritti dei malati terminali e al riconoscimento di tali diritti.
Esistono vari modi per classificare l'eutanasia. Una possibile modalità di classificazione distingue l'eutanasia in: EUTANASIA ATTIVA: è quando una persona, affidandosi per esempio a un'iniezione di sedativi, causa la morte di un soggetto gravemente malato. L'eutanasia attiva è un agire in maniera diretta e con specifiche finalità. EUTANASIA PASSIVA: è quando una persona causa la morte di un soggetto in gravi condizioni di salute, non somministrando a quest'ultimo alcun tipo di trattamento necessario al mantenimento in vita. L'eutanasia passiva è un agire in maniera indiretta, omettendo volontariamente il ricorso a cure indispensabili alla sopravvivenza. Esempi tipici di eutanasia passiva sono: lo spegnimento della macchina che supporta nella respirazione un malato terminale incapace di respirare autonomamente, oppure il mancato ricorso a un intervento chirurgico che potrebbe allungare la durata della vita del paziente.
Un'altra possibile classificazione dell'eutanasia, invece, riconosce l'esistenza di: EUTANASIA VOLONTARIA: è quando una persona causa la morte di un individuo su espressa richiesta di quest'ultimo. In genere, l'individuo che fa tale richiesta è un soggetto gravemente malato. EUTANASIA NON-VOLONTARIA: è quando una persona decide per la morte di un individuo in gravissime condizioni di salute, favorevole all'eutanasia, ma incapace in quel momento di esprimersi a favore di quest'ultima. È il caso, per esempio, delle persone in coma o con un grave danno cerebrale, le quali, in precedenza, avevano dichiarato a più riprese che, in siffatte circostanze, avrebbero optato per l'eutanasia. EUTANASIA INVOLONTARIA: è quando una persona decide per la morte di un individuo dal destino ormai segnato, andando contro la volontà o i desideri di quest'ultimo. Non è propriamente omicidio, ma un modo per ridurre la durata delle sofferenze. Per capire, si pensi al caso di un soldato colpito allo stomaco da un colpo d'arma da fuoco. La ferita è mortale e la sua sorte decisa, tuttavia la morte non è immediata, ma potrebbe sopraggiungere anche nel giro di diverse ore. Il medico che si occupa
La legge italiana condanna sia chi mette in pratica l'eutanasia attiva (è omicidio, secondo l'articolo 575 del codice penale) sia chi mette in atto l'eutanasia volontaria (è omicidio del consenziente, secondo l'articolo 579 del codice penale). In realtà, prevede una pena anche per chi attua l'eutanasia passiva, ma occorre precisare che questa forma di eutanasia è difficilmente dimostrabile. Curiosità: secondo la legislazione del Nostro Paese, precisamente in base all'articolo 580 del codice penale, anche il suicidio assistito è reato, in modo del tutto simile all'eutanasia. Attualmente in Italia l’eutanasia costituisce reato e rientra nelle ipotesi previste e punite dall’articolo 579 (Omicidio del consenziente) o dall’articolo 580 (Istigazione o aiuto al suicidio) del Codice Penale. Al contrario, il suicidio medicalmente assistito in determinati casi e la sospensione delle cure – intesa come eutanasia passiva – costituisce un diritto inviolabile in base all’articolo 32 della Costituzione e alla legge 219/2017.
Nel Mondo, ci sono Paesi in cui l'eutanasia e il suicidio assistito sono illegali, Paesi in cui è illegale soltanto una di queste due pratiche e, infine, Paesi dove non sono reati penali ma solo reati amministrativi. Ecco qual è nello specifico la presa di posizione di alcuni Stati del Mondo: Regno Unito : la legge considera illegali sia l'eutanasia sia il suicidio assistito. Diversi politici hanno provato a legalizzare queste due pratiche, ma senza successo. Paesi Bassi : ha approvato la legalizzazione dell'eutanasia e del suicidio assistito nel 2000 (dopo la loro depenalizzazione del 1994), risultando il primo Paese nel Mondo a prendere una posizione legale nei confronti di tali pratiche. Secondo il Ministero della Salute Pubblica, del Benessere e dello Sport, l'eutanasia "permette a una persona di porre fine alla propria esistenza con dignità, dopo aver ricevuto ogni tipo disponibile di cure palliative". Belgio : ha legalizzato l'eutanasia nel settembre 2002. L'approvazione di tale pratica in Parlamento arrivò con 86 voti favorevoli, 51 voti contrari e 10 astensioni. È stato, di fatto, il secondo Paese europeo, dopo l'Olanda, a dichiararsi legalmente favorevole all'eutanasia. Lussemburgo: ha legalizzato l'eutanasia nel 2008, ma l'entrata in vigore della legge che consente tale pratica risale all'anno successivo, 2009. Temporalmente parlando, è stato il terzo Paese europeo a legalizzare l'eutanasia, dopo Olanda e Belgio.
Francia: nel marzo 2015 il Parlamento francese ha approvato una legge che consente, solo su espressa richiesta del paziente, l'utilizzo di farmaci per una "profonda e continua sedazione". Germania: considera reato l'eutanasia, ma non il suicidio assistito, per il quale occorre che il paziente sia cosciente delle proprie azioni. Danimarca: c'è poca chiarezza in merito. Condanna l'eutanasia, anche se chi ha ucciso il paziente dimostra di aver agito su esplicita richiesta dello stesso paziente. Allo stesso tempo, però, considera legale limitare le terapie mediche troppo aggressive. Svezia : ha depenalizzato sia l'eutanasia attiva che il suicidio assistito. Ungheria: consente l'eutanasia passiva soltanto su espressa richiesta del paziente. Spagna: ha depenalizzato l'eutanasia e il suicidio assistito nel 1995. Norvegia: condanna l'eutanasia, ma assegna una pena ridotta a coloro che dimostrano di aver agito su espressa richiesta della vittima o su un individuo con una malattia incurabile. Cina: esiste una legge che autorizza gli ospedali a praticare l'eutanasia ai malati terminali. Stati Uniti: l'eutanasia è illegale in quasi ogni Stato degli USA. Tuttavia, è bene precisare che i pazienti possono rifiutarsi, in un qualsiasi momento, di continuare a ricevere cure o supporti di tipo medico, anche se questo può determinarne il decesso anticipato. Il suicidio assistito è legale in 5 Stati: Oregon, Vermont, Washington, Montana e California. Canada: sono in corso numerose discussioni in merito a eutanasia e suicidio assistito. Al momento attuale, merita una citazione lo Stato del Quebec, che ha autorizzato il suicidio assistito. Colombia: ha legalizzato l'eutanasia nel 2015. Israele: le leggi israeliane proibiscono esplicitamente l'eutanasia. In questo caso, l'influenza della religione è molto importante
In terzo luogo, giustificherebbe una riduzione delle spese finalizzate alla ricerca di trattamenti efficaci contro determinate malattie (nella fattispecie, quelle per le quali è prevista l'eutanasia). Infine, potrebbe rappresentare la fine della vita per quelle persone a cui i medici hanno diagnosticato, erroneamente, una malattia terminale e che, per tale motivo, hanno optato per l'eutanasia. Il termine "pendio scivoloso" è un richiamo alle suddette conseguenze e alla pericolosità che si cela dietro una possibile legalizzazione dell'eutanasia. Argomentazione familiare: è un'argomentazione a tutela dei familiari di un malato terminale, i quali molto spesso desiderano passare del tempo con il proprio caro, prima della morte. “Proprio come sceglierò la mia nave quando mi accingerò ad un viaggio, o la mia casa quando intenderò prendere una residenza, così sceglierò la mia morte quando mi accingerò ad abbandonare la vita.”