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Riassunto Latino programma, Schemi e mappe concettuali di Latino

Riassunto del programma di quinta di latino, autori: Orazio, Seneca, Tacito, Petronio, Quintiliano, Lucano, Persio, Giovenale, Marziale, Plinio il Vecchio e il Giovane - DATE E TEMI PRINCIPALI

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

In vendita dal 11/05/2023

aliceesoldini
aliceesoldini 🇮🇹

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LATINO !
Orazio (65 a.c. - 8 2a.c.):
formazione epicurea.!
la Satira di Orazio è moderata e sarà un modello per tutti gli autori successivi, si distingue da
Lucilio del quale critica lo stile “fangoso”, rifiuta la quantità per puntare sulla qualità (Come
Callimaco).!
Rapporto con il pubblico: intimo, si rivolge ad una ristretta cerchia di persone.!
Tema del tempo: carpe diem, vivere ogni istante come fosse l’ultimo, dare senso al presente,
vivere nell’unica dimensione che appartiene all’uomo, ovvero il presente, il futuro è incerto ed è
inutile proiettarvisi.!
Concetto di angulus nel quale rifugiarsi (luogo mentale o fisico) e nel quale distaccarsi dalla
realtà per ritrovare la propria dimensione.!
Concezione di aurea mediocritas, la via di mezzo che vale come l’oro.!
Seneca (4 d.c. - 65 d.c.):
formazione stoica!
esame di coscienza tipico della scuola dei Sestii!
temi esistenziali, come la noia (taedium vitae), il senso di insoddisfazione!
il tempo deve essere usato in maniera intelligente (diverso dalla concezione di Orazio), secondo
la prospettiva stoica, visione moralistica del tempo!
iperrealismo, soprattutto nelle tragedie descrizione macabre (tipico anche della satira!
Confronto Orazio e Seneca:
entrambi eredi della diatriba cinico stoica!
entrambi arontano tematiche filosofiche ed esistenziali!
Secondo Seneca l’intellettuale deve essere impegnato politicamente - secondo Orazio no!
Sviluppano una riflessione sul tempo ma molto diversa: !
entrambi partono dalla consapevolezza della temporalità dell’uomo come tratto essenziale e
distintivo: l’essere umano è un individuo nel tempo!
entrambi hanno due imperativi, ma profondamente diversi: il Carpe diem è un imperativo
epicureo, ma circondato da negazioni (non pensare al futuro, non pensare al passato…) significa
tentare di abitare unicamente la dimensione del momento presente, mentre Protinus vive
significa ‘vivi subito’, presuppone un progetto, una proiezione nel futuro che in Orazio manca!
Carpe diem implica qualcosa che viene da fuori, che deve essere carpito dall’esterno - ha una
matrice profondamente drammatica: dialogo tra l’istinto inevitabile di guardare al futuro e la
razionalità che spinge a vivere nel presente, unica dimensione controllabile - il carpe diem
dovrebbe pacificare l’anima, ma è soltanto un’aspirazione per l’uomo, rappresenta la possibilità
di un tentativo!
Protinus vive implica qualcosa che viene da dentro, al quale il sapiens deve attingere - in questo
caso esiste un orizzonte di futuro, una promessa altisonante di porsi al di fuori del tempo, una
volta raggiunta la consapevolezza (passaggio da concezione di tempo a concezione di vita,
dall’existere al vivere): il tempo dà il senso dell’azione da svolgere, ogni momento adempie e
realizza se stesso.!
In Seneca il tempo ha una norma, un’etica che proietta!
In Orazio ha una dimensione etica, ma che appunto è fatta di negazioni!
Tacito:
veridicità e imparzialità, ma spesso interpretazione orientata dei fatti.!
impostazione storiografica che ha al centro la componente politica e morale (moralismo).!
presentazione del principato come remedium alla decadenza morale, politica e intellettuale della
società romana e della sua classe dirigente.!
centralità dei personaggi nella narrazione, delle cui azioni si indagano i moventi psicologici!
condanna al regime di Domiziano e alla soppressione della libertà; si torna a respirare solo sotto
il principato di Nerva con il principato d’adozione.!
stile originale pieno di tensione, adeguato al genere storiografico, brevitas, arcaismi, gusto per la
sententia in chiusura di periodi. !
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LATINO

Orazio (65 a.c. - 8 2a.c.):

  • formazione epicurea.
  • la Satira di Orazio è moderata e sarà un modello per tutti gli autori successivi, si distingue da Lucilio del quale critica lo stile “fangoso”, rifiuta la quantità per puntare sulla qualità (Come Callimaco).
  • Rapporto con il pubblico: intimo, si rivolge ad una ristretta cerchia di persone.
  • Tema del tempo: carpe diem, vivere ogni istante come fosse l’ultimo, dare senso al presente, vivere nell’unica dimensione che appartiene all’uomo, ovvero il presente, il futuro è incerto ed è inutile proiettarvisi.
  • Concetto di angulus nel quale rifugiarsi (luogo mentale o fisico) e nel quale distaccarsi dalla realtà per ritrovare la propria dimensione.
  • Concezione di aurea mediocritas, la via di mezzo che vale come l’oro.

Seneca (4 d.c. - 65 d.c.):

  • formazione stoica
  • esame di coscienza tipico della scuola dei Sestii
  • temi esistenziali, come la noia ( taedium vitae ), il senso di insoddisfazione
  • il tempo deve essere usato in maniera intelligente (diverso dalla concezione di Orazio), secondo la prospettiva stoica, visione moralistica del tempo
  • (^) iperrealismo, soprattutto nelle tragedie → descrizione macabre (tipico anche della satira

Confronto Orazio e Seneca:

  • entrambi eredi della diatriba cinico stoica
  • entrambi affrontano tematiche filosofiche ed esistenziali
  • Secondo Seneca l’intellettuale deve essere impegnato politicamente - secondo Orazio no
  • Sviluppano una riflessione sul tempo ma molto diversa:
  • entrambi partono dalla consapevolezza della temporalità dell’uomo come tratto essenziale e distintivo: l’essere umano è un individuo nel tempo
  • (^) entrambi hanno due imperativi, ma profondamente diversi: il Carpe diem è un imperativo epicureo, ma circondato da negazioni ( non pensare al futuro, non pensare al passato… ) significa tentare di abitare unicamente la dimensione del momento presente, mentre Protinus vive significa ‘vivi subito’, presuppone un progetto, una proiezione nel futuro che in Orazio manca
  • (^) Carpe diem implica qualcosa che viene da fuori, che deve essere carpito dall’esterno - ha una matrice profondamente drammatica: dialogo tra l’istinto inevitabile di guardare al futuro e la razionalità che spinge a vivere nel presente, unica dimensione controllabile - il carpe diem dovrebbe pacificare l’anima, ma è soltanto un’aspirazione per l’uomo, rappresenta la possibilità di un tentativo
  • (^) Protinus vive implica qualcosa che viene da dentro, al quale il sapiens deve attingere - in questo caso esiste un orizzonte di futuro, una promessa altisonante di porsi al di fuori del tempo, una volta raggiunta la consapevolezza (passaggio da concezione di tempo a concezione di vita, dall’ existere al vivere ): il tempo dà il senso dell’azione da svolgere, ogni momento adempie e realizza se stesso.
  • In Seneca il tempo ha una norma, un’etica che proietta
  • In Orazio ha una dimensione etica, ma che appunto è fatta di negazioni

Tacito:

  • veridicità e imparzialità, ma spesso interpretazione orientata dei fatti.
  • impostazione storiografica che ha al centro la componente politica e morale (moralismo).
  • (^) presentazione del principato come remedium alla decadenza morale, politica e intellettuale della società romana e della sua classe dirigente.
  • centralità dei personaggi nella narrazione, delle cui azioni si indagano i moventi psicologici
  • condanna al regime di Domiziano e alla soppressione della libertà; si torna a respirare solo sotto il principato di Nerva con il principato d’adozione.
  • (^) stile originale pieno di tensione, adeguato al genere storiografico, brevitas , arcaismi, gusto per la sententia in chiusura di periodi.

Petronio:

  • elegantiae arbiter: Nerone si affidava totalmente a lui.
  • intrattenimento senza fini morali per un pubblico colto; assenza di giudizi morali nonostante l’intento satirico della sua opera.
  • realismo descrittivo: vuole dare una visione complessiva del reale, della sua molteplicità.
  • stile vario, duttile, anche in questo c’è realismo, lo adatta al contesto al quale si sta riferendo (presenza di grecismi).
  • la sua ironia ricade nel satirikon sia sui liberti arricchiti, sia sugli scolastici che fanno vanto di una cultura che non ha alcuna attinenza con la realtà.
  • superiorità e distacco verso i personaggi e visione multiforme della vita dominata dalla fortuna
  • riflessione sulla decadenza dell’oratoria.

Quintiliano (30/40 d.c. - 96 d.c.):

- formazione dell’oratore. - influenza di Cicerone nella concezione della retorica. - summa della teoria retorica antica: decadenza dell’eloquenza. - oratore come vir bonus dicendi peritus , aspetto etico ripreso da Catone. - rifiuto dello stile moderno che esagera nell’ ornatus. - polemica contro seneca per la corrupta elocutio e minutissime sententiae.

Lucano (39 d.c. - 65 d.c.):

- impostazione soggettiva e contrapposizione al modello virgiliano. - assenza di eroe positivo, personaggi con atteggiamenti estremi. - gusto per le sententiae e per lo stile patetico. - narrazione selettiva con digressioni erudite. - atteggiamento pessimistico e di ribellione al dominio del fato sul mondo.

Persio (34 d.c. - 62 d.c.):

- polemica verso la letteratura contemporanea. - modelli Lucilio e Orazio. - oggetto delle satire: realtà, verum: descrizione dei comportamenti umani corrotti ( mores pallantes ) e temi quotidiani. - valore morale e didascalico dell’opera. - iunctura acris con accostamento di immagini inconsuete e nessi logici sottointesi.

Giovenale:

- indignatio e ira: netta condanna verso i costumi della società contemporanea. - modelli Lucilio e Orazio. - oggetto della satira è la realtà deformata in modo espressionistico. - linguaggio colloquiale, ma innalzamento del tono a supporto dell’ indignatio.

Marziale:

- poesia della quotidianità- - rifiuto del mito. - mores oggetto di poesia per intrattenere il lettore senza intenti correttivi. - influsso di Catullo nella vivace aggressività e nella varietà metrica. - filone tematico principale: comico-realistico. - comicità ed effetti di sorpresa nella chiusura dei carmi. - varietà di forme e livelli linguistici. - dialogo con interlocutore.

Plinio il Vecchio:

- opera tecnico-scientifica di grande valore documentario. - metodo dell’enumerazione di notizie e interesse per i diversi aspetti della natura ( mirabilia ). - stile vario e discontinuo dovuto alla diversità delle fonti usate.

Plinio il Giovane: