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Riassunto dei capitoli richiesti all’esame orale
Tipologia: Dispense
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Regioni e regionalizzazione capitolo 1 Concetto di "regione". .A partire dai primi paradigmi geografici scientifici (il Determinismo e il Possibilismo dei secoli XIX e XX) si è invece iniziato a studiare la geografia regionale a diverse scale, con modalità prevalentemente descrittive di grande successo, tanto che la regione e i casi regionali hanno originato impianti teorici e definizioni fondamentali per la geografia dell'epoca. Dopo la seconda guerra mondiale le finalità e i concetti della geografia regionale si sono evoluti. Nella seconda metà del 20º secolo e inizio 21, L’approccio regionale è cambiato. Nasce la prima concezione regionale moderna che riprende le concezioni geografiche del determinismo per concepire un idea più ampia e profonda di regione. Essa passa alla storia con diversi termini come " possibilismo" -" storicismo" - " ecologismo umanista"
1.3 Concetto^ di^ regione a^ partire^ dal^900
. Per loro a regione era uno spazio naturale e fisico identificabile tramite discriminanti geomorfologiche, climatiche e dinamicovegetazionali
Diverse sono le accezioni regionali che si sono delineate nel tempo:
Regionalizzare significa suddividere la superficie terrestre in parti. Come si è diviso un territorio per la prima volta? Quali criteri sono stati seguiti per creare le regioni? Esistono parametri scientifici? …
Teorie e metodi Quando pensiono alle teorie e hai metodi della regionalizzazione, dobbiamo tenere conto la distinzione tra due Termini: uniformità e omogeneità. CAPITOLO 2 Metodi^ e^ strumenti Nelmondo^ Contemporaneo Parentesi storica:
La regione bonafide per eccellenza prende il nome di regione naturale : essa è l’effetto di una suddivisione della terra basata su elementi propri della configurazione stessa della sua superficie, come a dire che “in quanto date dalla natura le regioni precedono l’azione e l’intenzione umana”. Philippe Buache attraverso un suo scritto nel 1752 ci spiega la geografia fisica cioe la conoscenza delle condizioni del suolo, essa ci mostra che nell’ordine del mondo sono già presenti delle separazioni e divisioni date dalla presenza di montagne, mari, isole ecc. questa scienza si rende molto utile per suddividere e descrivere la superficie terrestre, perché ci fornisce un criterio che è dato proprio dalla geomorfologia, ossia dal suolo e dalle forme in rilievo. Per il metodo seguito da Buache il ricorso alla carta geografica diventa essenziale, in quanto sia impregnato di linguaggio cartografico. L’obiettivo di buache è quello di individuare in una veduta complessiva tutte le regioni naturali della terra, e per questo lui propone la costruzione di un globo in rilievi con proporzioni di mare e terra ferma che su possano staccare e riunire quando si vuole. Quando tutte le parti di cui si compone la regione hanno la stessa forma diremo che essa è uniforme. Ciò che ci interessa è la frequenza con la quale certi elementi sono distribuiti sul territorio L'idea di base, qui, è che le regioni fiat debbano ricalcare le regioni bona fide: «Una bioregione è un'area geografica definita dalle caratteristiche naturali, tra queste i bacini idrografici, la morfologia del terreno, i suoli, le qualità geologiche, le piante e gli animali nativi, il clima e il tempo meteorologico. Quando tutte le parti di cui si compone la regione rispondono alle stesse funzioni, sono interdipendenti tra loro, qui ci interessa il legame organico che abbraccia gli elementi costruttivi del territorio. ( il legame deve essere coeso e continuo)
Queste appaiono come centri che coordinano il territorio e lo organizzano, plasmando in funzione delle proprie attività economiche. La regione funzionale è concepita come uno spazio gerarchizzato, omogeneo e misurabile, in quanto sole può essere descritta come area al cui interno si sviluppano funzioni di varia natura Ci sono diversi più centri abitati notevolmente diversificati grazie a queste differenze possiamo stabilire una gerarchia. Un modo efficace per capire qual è il rango e, quindi, la funzione di una località all'interno della struttura regionale sta nel guardare alla varietà e rarità dei beni e servizi che produce. Schematizzando, possiamo suddividerli in due grandi categorie: i beni e servizi diffusi, di uso comune, dai costi accessibili e largo consumo, necessari per la sopravvivenza quotidiana e presenti in tutte le località,e i beni e servizi rari e specializzati, con bassa frequenza di acquisto e co- sti più elevati. Regionalizzare consiste quindi nell'astrarre e classificare, mediante procedure logiccostatistiche, le strutture, le funzioni, le interdipendenze, le gerarchie e le aree di gravitazione presenti in un dato territorio. località centrale^ nodo
Tradizionalmente la geografia fisica tratta tutte le caratteristiche del nostri pianeta che non sono legate alla presenza e attività dell’uomo : queste includono sia le componenti bioetiche , declinate in regno animale e vegetale, sia quelle abiotiche , quest’ultime comprendono complessivamente tute open componenti del sistema terrestre raggruppate nei tre grandi insiemi denominati:
La presenza del termine "region" nei titoli e tra le parole chiave è dunque sporadica, mentre nei testi è frequente. Inoltre, è un termine legato a un'accezione non Capitolo Regione^ fisica^ ambientale (^) e (^) naturale
prolungata interazione tra fenomeni endogeni ed esogeni, i primi hanno prevalso nella funzione di imprimere un carattere unitario al rilievo. Le grandi morfostrutture pertanto possono essere definite come porzioni della crosta terrestre che hanno avuto una comune storia geologica che si riflette in alcune caratteristiche del loro aspetto esteriore. La regione fisica come categoria funzionale delle politiche ambientali La tutela ambientale mira alla conservazione delle risorse naturali affinché l’impatto delle attività dell’uomo sul pianeta sia sostenibile. Ci sono una serie di politiche ambientali volte da un lato a limitare il più possibile l'impatto. delle attività umane sulla composizione dell'atmosfera terrestre, dell' altro a contenere gli effetti sul territorio della variabilità climatica. in climatologia si definiscono “elementi climatici” quelle grandezze fisiche dell’atmosfera che ne caratterizzano lo stato, e la cui combinazione determina il tempo metereologico. Tali grandezze sono in primis temperatura e precipitazioni. Il clima è dunque una descrizione statistica dello stato dell’atmosfera: per determinarlo infatti si utilizzano misure strumentali di grandezze fisiche elaborate con strumenti matematici. Per la classificazione dei climi terrestri è ormai radicato il sistema proposto nella prima metà del secondo XX da Wladimir Koppen, la sua classificazione utilizza una combinazione basata su semplici algoritmi degli elementi climatici. Possono essere individuate delle regioni climatiche e dei fattori climatici che sono i caratteri fisiografici ( come altitudine, latitudine, esposizione solare , venti ecc)
Applicazione della categoria di regione fisica ai territori nazionali possiamo dire che nei criteri di delimitazione del territorio nozionale, oltre ai fattori culturali e storici hanno influito anche una componente fisiologica. In conclusione, la regione fisica rappresenta un elemento territoriale difficile che circoscrivere im modo oggettivo, se non utilizzando paradigmi legati a quelli più persistenti tra i suoi caratteri naturali. gli spazi noturoli sono i continuo mutamente e bisogna imparare a riconoscerne la sua dinamicità. L’idea di regione come spazio omogeneo presuppone la presenza di caratteristiche che la distinguono dall’aree limitrofe, indipendentemente dalle ripartizioni d natura politico- amministrativa. I criteri alla base del processo di regionalizzazione possono essere diversi a seconda della funzione o della dimensione considerata. La regione culturale può essere intesa come un ambito territoriale omogeneo ed una o più caratteristiche culturali. Tale nozione può essere applicata alle diverse scale geografiche (dalle are più estese a quelle meno estese, dalle globali alle sub nazionali). La ragione culturale è un ambito territoriale connotato culturalmente. Capitolo (^5) Regione culturale^ e linguistica
strettamente legata al piano sociale , simbolico e identitario. Ha ancora senso parlare di regione culturale? Per molti studiosi la regionalizzazione degli spazi terrestri è solo un esercizio disciplinare fine a se stesso, per altri è una pratica funzionale al controllo e alla gestione politica degli spazi ; per altri ancora essa serve a organizzare la complessità del mondo e renderlo più intelligibile. Inoltre, se parlare di regioni culturali può da una parte favorire usi strumentali del termine cultura, creando contrapposizioni, divisioni e conflitti, dall'altra può contribuire a mantenere accesa l'attenzione sul valore della specificità e della diversità culturale Differenze e similitudini negli spazi terrestri: la modernità porta spesso alla conformità. Baudrillard (1976) chiamava “allucinazione estetica della realtà", un complesso di segni di origine e significato diverso che convivono negli stessi spazi, sui corpi delle persone, sui display di smartphone e tablet, sui cartelloni pubblicitari o sulle tv satellitari, con relativa banalizzazione e mercificazione dei patrimoni culturali. La regione si associa in modo esplicito alla nozione di identità regionale. La regione culturale può essere studiata dunque non solo come entità spaziale che ha attinenza con determinati percorsi storici, ma anche come universo simbolico che sottende sensi di appartenenza e che alimenta rappresentazioni e comportamenti degli attori sociali. La regione linguistica regione linguistica, che possiamo considerare una componente della prima. Per il geografo la lingua è un oggetto di studio quale fenomeno psicologico, sociale, culturale e politico, La
geografia delle lingue, pertanto, si occupa dello studio della distribuzione dei fenomeni linguistici sul globo, degli usi sociali delle lingue e delle modalità attraverso le quali lingue e discorsi veicolano espressioni di potere e autorità. I geografi si concentravano sullo studio della distribuzione dei fatti linguistici nello spazio al fine di ricostruire le vicende economiche, sociali e politiche dei relativi gruppi umani, nella convinzione che la lingua contribuisce a delineare la forma mentis di un popolo, la quale incide sull'organizzazione e sulla percezione del territorio. la regione linguistica poteva essere definita un'area caratterizzata dall'uniforme estensione di una parlata, per lo più standardizzata in una forma ufficiale, le regioni linguistiche possono essere rappresentate attraverso carte linguistiche che, evidenziano i confini tra le parlate. Questa supposta uniformità , secondo il quale difficilmente una lingua può sopravvivere in assenza di un proprio territorio, idea tuttavia fortemente messa in discussione dal contesto globale attuale; come già ricordato per la regione culturale, è legittimo chiedersi se abbia ancora senso utilizzare una definizione che risale a all’epoca della formazione degli Stati- nazione per un concetto completamente mutato dai dai processi globali. Questo perché ad esempio in una Francia rivoluzionaria l’uguaglianza della legge poteva essere garantita solo quando tutti i soggetti su cui si esercitava il potere dello Stato nazionale fossero stati in grado di comprendere e parlare una unica lingua. La nascita delle lingue nazionale portó inoltre all’emergere di un gruppo di lingue del potere, che disegnarono nuove mappe nelle quali i confini politici degli Stati nazione vennero associati alle regioni linguistiche Le lingue nello scenario globale Con l'infittirsi delle relazioni globali, alcune lingue hanno acquisito un ruolo sempre più
basato sulla condivisione di obiettivi economici e sociali, indipendentemente dalle tradizionali regioni amministrative basate su relazioni di potere gerarchiche. In tale prospettiva, è dunque nell'ambito degli studi sul regionalismo, inteso come progetto o insieme di istanze per il riconoscimento, che la regione culturale può essere efficacemente studiata. Le corso degli anni 2000 si è anche osservata una crescente attenzione politica e scientifica verso le cosiddette “cultural and creative industries” , laddove per cultura si intende un opera artistica individuale o di gruppo, in svariati ambiti di interesse. La regione istituzionale (anche nella variante trasfrontaliera) costituisce una delle casistiche di maggior rilievo nell’ambito della geografia regionale. La territorialità è un elemento fondamentale per la formazione materiale e ideologica dello stato moderno mutando nello spazio e nel tempo, è ben lungi dall'essere un soggetto statico e tra le sue trasformazioni vi sono anche quelle legate alla maglia amministrativa, che rappresenta uno strumento di mediazione tra potere centrale e periferie, nonché una pratica di controllo e infrastrutturazione. In altri termini, il "ritaglio amministrativo" è uno strumento di negoziazione territoriale dei meccanismi di solidarietà e del patto sociale tra le forme del dare (tasse e tributi) e dell'avere (servizi e politiche di welfare). Capitolo (^7) regione istituzionale (^) e (^) trosfrontaliera europea