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Riassunto manuale "storia dell'arte dell'india" vol.1 di Cinzia Pieruccini, integrato con appunti dell'anno 2016/2017
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Capitolo primo CONTESTI E LINEAMENTI Subcontinente indiano: Repubblica dell’India, Pakistan, Bangla Desh, Afghanistan, Nepal, Bhutan, Sri Lanka. 1947: India ottiene l’indipendenza dalla Gran Bretagna + il Pakistan diventa uno stato per volere della lega islamica che chiede agli inglesi di ottenere un territorio solo per i musulmani indiani: euno stato doppio: Pakistan occidentale, Pakistan orientale nel 1971 ottiene l’indipendenza e prende il nome di Bangla Desh. India varieta geografica differente:
geografica produce un’altrettanta varieta cliamatica:prevalentemente agricola. Religione in ordine di quantita:attestata nel subcontinente ha il suo culmine nel 2600-1900 a.C: Civilta della valle dell’Indo, che si era insediata nel bacino del fiume nel territorio dell’attuale Pakistan.indecifrabile: seconda l’ipotesi piu seguita dagli studiosi, si tratta di una lingua dravica, che conferma che il sanscrito e` una lingua dei colonizzatori indo europei che sono arrivati dopourbana molto avanzata e di estensione enorme: le citta maggiori (tra l’altro le prime scoperte e scavate da Marshall nel 1920) sono Mohenjo – Daro e Harappadi commercianti, lo capiamo dalle pietre dei gioielli e dal manufatto che tipico di questa epoca che eappunto il sigillo. Questa civilta decade probabilmente a causa di una catastrofe naturale, porta a un cambiamento climatico enorme che determina il crollo dell’economia aaccreditata questa letteratura e stata porta da invasori che veniva dall’estremo ramo orientale delle genti colonizzatrici anche dall’Europa e che sono calati in India da nordovest sottomettendo gli abitanti dell’India settentrionale e anche gli ultimi eredi della decaduta civiltadell’indo. e stato anche proposta che non ci sia stata nessuna invasione mache la civiltadella valle dell’indo fosse gia indoeuropea perche ` l’archeologia non rileva fratture traumatiche.
antico dei veda e il Rigveda, l’ultimo e` Upanishadi veda parlano solamente di quelli dei brahamani. La suddivisione gerarchica della societa in base alla professione elaborata in questi secoli costitueral’ossatura dell’India fino ad ora. NB: i varna non sono le caste (jati)!!! i jati (nascita in sanscrito) appartengono a una religione meno antica, primo millennio d. C, sono molte di piu e variano di zona a zona, si son originate in base al lavoro svolto o per conversione religiosa si mantengono ancora oggi in india, i varna no. Esistono i fuori casta, ossia gli intoccabili, cosiimpuri da non essere accettati dalla comunita, la loro presenza econsiderata contaminante; esistono anche i fuori varna, gli avarna. Entrambe le gerarchia si basano sul concetto di purita; piuuna professione ti mette a contatto con sporcizia piu e` impuradel nostro Karman. La meta suprema non e rincarnarsi in un forma “migliore’ ma vivere una vita di beatitudine (nirvana) liberati dal samsara.il terzo della dinastia Murya: Ashoka (269-232 a.C.). Ashoka si converte al buddhismo e a lui dobbiamo i primi reperti artistici, egli fa infatti erigere una serie di colonne in tutto il suo regno e sulle quale fa erigere i suoi editti: sono di massimo importanza perche ci fanno vedere estensione del suo regno (gran parte del subcontinente a parte l’estrema punta meridionale), ci rendono nota l’arte di quel periodo e la scrittura: alfabeto Brahmi.Fasi del buddhismo:
antica: santita solo attraverso la dimensione monasticao meno nelle stesse regioni, fondatore storico: Vardhamana Mahavrira, il Jina “il vincitore” vissuto nel VI secolo e preceduto da altri 23 Jina, il primo in epoche remotissime. Non esiste un dio supremo, le divinita sono accessorie al cammino veros la perfezione, anche ai laic e` richiesto il vegetarianesimo e la non-violenza.per ogni hindu c’e un dio principale e altri minori che sono emanazione del dio sommo. Ma il dio principale non eunico ma e differente secondo l’orientamento personale o la differenza di casta o di luogo di nascita e puo` essere:anche questa amera te) : l’amore reciproco fra gli uomini e le divinita. Il processo si afferma con il dominio - shana (I-II sec) e si puo dire compiuto in epoca Gupta (IV-VI sec.) in cui i principali orientamenti iconografici delle diverse regioni si delineano perfettamente. Nella stessa fase avviene la redazione finale dei due grandi poemi epici sanscriti, ciascuno manifesto dell’induismo:lungo del mondo si e andato a formarsi tra il IV sec a.C. e il IV sec d.C. e narra della lotta tra i 5 fratelli Pandava e i cento fratelli Kaurava, campeggiati dal malvagio Duryodhana, che si concluderain una battaglia fara trapassare il mondo nell’era malvagia, il Kaliyuga, in cui siamo tutt’ora. visione ciclica del tempo in India, cicli enormi nell’ordine dei miglioni di anni, il kaliyuga inizia con la morta fisica di Krisha nel 3102 a.C. e andra` avanti per millenni. L’appendice del Mahabharata narra della vita di Krisha, uno degli avatara di Visnu.simile a quella di Vassantara l’ultima incarnazione del Buddha) e lo si puo datare tra il V sec. a.C. e III d.C. in cui il libro pirimo e il settimo sono da considerare un ampliamento ai nuclei piuantichi in cui Rama non e piusolo un uomo ma un avatara di Visnu. Il Rmayana e il primo poema d’arte, la letteratura d’arte (kavya), si afferma nei primi secoli dell’era comuna e si consolida in epoca Gupta, tra il IV e VI secolo in cui vive il massimo esponente di questa letteratura, Kalidasa. Kavya:Meridione indiano: sviluppo cultura autonomo e diverso, che non parla in sanscrito ma bensiin tamil, che non e una lingua indoeuropea. Si sviluppa una letteratura propria, la letteratura Sangam, che parla di amore e di battaglie, poiché la civiltaal sud era strutturata in modo diverso: divisa in clan che erano sempre in lotto fra loro. Qui si sviluppa in maggior parte l’induismo che si amalgama ai culti locali in epoca postGupta, associando le proprie divinita a quelle sanscrite. Il Tamil diventa terra d’elezione de bhakti e insieme a quest, nel corso del primo millennio si sviluppano una serie di scuole e di correnti hindu:
del primo millennio in poi MONUMENTI E EREDITA Condizioni climatiche dell’india e le razzie fatte nei secoli hanno prodotto il quasi totale oblio dell’arte dell’india antica:dell’Indo, l’ottima qualita dei mattoni cotti ha permesso la conservazione dell’impianto delle cittaNell’India storica, si recuperano monumenti solo dal terzo secolo a.C. grazie all’introduzione dell’uso della pietra, che e stata sicuramente preceduta dall’impiego di materiali meno durevoli come il legno. A causa del costo, della difficoltadi impiego e di trasporto della pietra, il materiale e stato impiegato solo per grandi opere commissionate dai potenti, producendo a noi una ricezione falsata dall’arte indiano di questi secoli, conservando solo le grandi opere religiose, poichecome e successo anche nel nostro Medioevo i potenti consolidano il proprio potere attraverso la connotazione del sacro; discorso analogo si puofare con il metallo il quale impiego e stata riservato solo alle immagine di culto. L’architettura indiana non si slega mai dalla scultura che eparte integrande dell’edificio religioso. Quindi l’uso di materiali meno durevoli si affianca all’uso della pietra e dei metalli, in molti edifici religiosi scomparsi, ma anche negli edifici civili del popolo e dei nobili e nelle mura delle citta. Un esempio di raffigurazione di citta` risalenti al I sec sono conservati nei rilievi del sito buddista di Sanchi e nelle pitture di Ajanta del V secolo. Oltre al problema del clima e delle continue guerre interne per quanto riguarda la sopravvivenza dell’arte indiana vanno menzionate anche le calate islamiche (7 tra il 1000 e 1026 e l’insediamento definitivo nell’India del Nord nel 1200) che hanno cancellato gran parte dei templi antichi dell’India settentrionale con il pretesto iconoclasta. In ogni caso con i reperti che abbiamo possiamo dividere l’arte indiana in alcune fasi:di monaci e laici. I siti piu importanti si trovano nel Madhya Padresh, nell’India centrale e sono quello di Sanchi e Bharhut e nell’Andhra Padresh con il sito di Amaravati. Gli stupa erano corredati da santuari e residenze per religiosi, ora non sopravvissute, questo perche, gia nel buddhismo antico, contrariamente all’induismo dove prevale la scelta individuale di contatto con la divinita, e centrale l’idea di comunitamonastica. Nel Deccan occidentale, a partire dal II e I sec. a.C. vengono scavati un gran numero di complessi monastici nel fianco delle colline rocciose (a pietra non e usata per costruire ma scolpita): Il sito piuantico e quello di Bhaja che presenta gia` la doppia categoria di ambienti: Tempio in grotta sull’isola di Elephanta, VI secolo, dinastia locale Kalachuri Templi in grotta di Mahabalipuran, arte Pallava, VII sec. Le grotte di Badami, i primi Chalukya occidentali, secoli VI-VII circa, Karnataka
riccamente decorati dalla scultura. Dal VI sec. in poi entrambe le tipologie diventa piu complesse e cosi` ne emerge una terza:DELLA VALLE DELL’INDO Civilta molto antica che si collocava nell’attuale Pakistan, tra il corso del fiume Indo e quello dell’antica Sarasvati, il culmine di questa efra il 2600 a.C. e il 1900 a.C., scoperta nel 1920 grazie a degli scavi voluti da John Marshall, allora direttore dell’Archaeological Survey of India. Le due citta che vengono scavate per prima rimangono tutt’ora le piuimportanti: Mphenjo Daro e Harappa. Magli archeologi hanno ormai indentificato piu di millecinquecento insediamenti attribuibili a questa civita. Entrambe le citta presentano un impianto urbanistico avanzato. Prediligendo come materiale da costruzione il mattone cotto per le cittapiu importanti e quello crudo per quelle minori. Le abitazioni potevano elevarsi fino a tre piani su una pianta quadrangolare con cortile centrale e stanze che si rivolgono verso l’interno, erano dotate di latrine e stanze da bagno, le cittaquindi erano dotate di sistema fognario con pozzi pubblici e privati che provvedevano all’acqua. Questo pone l’accento sull’importanza che l’acqua ha in India gia da tempi molto antichi: a Mohenjon Daro presenza una struttura che forse era dedicata alle abluzioni religiose che eda mettere in relazione con l’assenza di templi o comunque luoghi per il culto. E anche plausibile che l’attenzione per la disbonibilita, l’uso e lo scarico delle acque possa collegarsi alle forme di purezza castale che caratterizzeranno l’induismo. In ogni caso questo aspetto documenta l’elevata attenzione urbanistica che l’india non avra per secoli e la ricchezza di questa civiltaprobabilmente derivata dai commerci su cui si basa la sua economia riconducibili a i manufatti tipici di quest’epoca, i sigilli, che servivano appunto a stampigliare documenti e merci e dalla pietre rinvenuti sulla gioielleria. Il declino di questa civilita estato in primo luogo attribuito agli invasori indo-arii, che in questa interpretazione sarebbero calati in India da Nordovest nel II millennio a.C. imponendo la propria cultura. Questa ipotesi e stata messa in discussione dall’archeologia che non dimostra una distruzione bellica della civiltae dall’analisi degli scheletri (praticavano l’inumazione) che non presenta un interruzione netta. Piu accreditata e la versione di una catastrofe naturale, probabilmente la deviazione della Sarasvati che andando a confluire nell’Indo provocoalluvioni che determinarono il crollo dell’economia di questa citta. Solo dopo questa catastrofe arrivarono gli Arya che colonizzarono l’India del Nord, portando la loro religione, cultura, lingua e la loro splendida letteratura.I sigilli appunto sono emblematici per capire questa civilita, oltre a fornirci molti aspetti riguardanti le loro iconografie, i loro miti e i lori rituali questi sono spessi corredati da scrittura, attualmente non ancora decifrabile. I sigilli erano di steatite, una pietra tenera, di forma quadrangolare, diversamente da quelli mesopotamici che erano cilindrici, piuttosto piccoli, 2 o 3 cm per lato, il che sottolinea la grande maestria degli artigiani a incidere scene piuttosto complesse su manufatti cosi piccoli. Le incisioni ci forniscono un grande patrimonio di immagini. Tra le piufamose: ➢ Chiamato sigillo del protoShiva dell’interpretazione di John Marshall, che e stato accetta da molti e da altri discussa. In ogni caso la figura centrale del sigillo emaschile, rappresentato seduto con le gambe piegate e i piedi premuti fra loro, le braccia tese e mani appoggiate sulle ginocchia, un posizione che ricorda quello yoga, di cui le posture per altro verranno spesso utilizzate per rappresentare gli dei o i personaggi religiosi perche ela tecnica per eccellenza in tutte le religioni indiane di distacco dal mondo. La figura centrale sembra avere tre volti, anche questo e spesso un attributo di Shiva, e eitifallico, ancora Shiva verra spesso onorata con un simbolo fallico, il linga. Il personaggio ecircondato da 4 animali, ben distinguibili grazie alla grande precisione con cui vengono sempre rappresentati in questa civilta, una tigre, un elefante, un rinoceronte e un bufalo, ora Shiva godraspesso dell’attributo “Signore degli Animali”. Ai piedi del trono una coppia di gazzelle, che diventera attributo del Buddha. Come per altro l’albero di pipal, rappresentato su altri sigilli, albero sotto il quale il Buddha ha ottenuto l’illuminazione. Altri soggetti dei sigilli sono allusioni a miti o scene rituali: figure antropomorfe o ibride, lotte con animali e per eccellenza con la tigre, alberi e foglie di pipal, la ficus religiosa, animali ibridi o compositi ma il soggetto prediletto per cui i Vallindi nutrono un profondo amore sono gli animali, in particolare: ➢ Il maschio dello zebu, bovino tipico dell’India, dotato di gobba e accumulo di pelle sotto il collo. La quale rappresentazione offre materia di discussione perche dalla metadel primo millennio in poi, la femmina dello zebu, come risaputo, diventerasacra in india, quindi ci si chiede se fosse gia sacra al tempo della Civiltadell’Indo, anche se in questo contesto viene rappresentato il maschio. ➢ Una singolare creatura di un unico corno, tipicamente collocata dinanzi a un bracere. Le opinioni su questo animali sono discordi, alcuni affermano sia un unicorno, altri credono che il monocorno sia derivato dalla rappresentazione di profilo, anche se in altri esempi di animali di profilo le due corna vengono entrambe rappresentate. Probabilmente glia animali avevano un ruolo grosso modo totemico. Sempre di steatite venivano create statue come quella celeberrima di Mohenjo Daro: ➢ Ritrovata da Johan Marshall, probabilmente statua di una personaggio seduto di cui si e conservata la testa e il busto. Presenta una fisionomia massiccia, con mascella e guance corpose, bocca carnosa e naso e lunghe palpebre pesanti, che non eindiana. La barba e resa tramite un’incisione regolare, le orecchie stilizzate e un’acconciatura a crocchia sulla sommitadella testa che si e persa, la fronte e cinta da un nastro con gioiello tondo centrale che eripreso sull’avambraccio destro e e annodata sulla nuca facendo ricadere i lembi sulla schiena. La veste edrappeggiata come viene utilizzata in india fino ad ora, ed e decorata con disegni a trifogli e circolari scolpiti che conservano tracce di pigmento rosso, dettaglio che ad alcuni ha suggerito che volesse rappresentare le macchie di una pelliccia di animale. Si tratta di un abito cerimoniale e il personaggio ritratto eprobabilmente un sacerdote o un sovrano. Altri reperti sono le statuette in terracotta di animali e di figure femminili, di fattura popolare data dalla facilita di lavorazione del materiali. Tra queste: ➢ Statuetta femminile di terracotta, la piu` famosa grazie all’elaborata lavorazione, soprattutto dell’acconciatura. Si tratta in genere di statuette alte una quindicina di cm con fianchi larghi e seni a forma di piccola palla, abbondanti gioielli e acconciature elaborate; a volte sono accompagnate da bambini oppure hanno il ventre gonfio che fa pensare alla gravidanza. Questa statuetta, e altre,
di Shiva, che fa riferimento alla potenza soprattutto sessuale del dio, ma nella sua declinazione piusentimentale quanto l’animale e rappresentato adulto ma bensicome un giovane vitello. ELEFANTE: ➢ Ganesha, in riferimento al suo varahana, ci mostra l’elefante come animale che con la sua mole e la sua potenza si fa largo senza problemi fra gli alberi della foresta, come il topolino che si intrufola dappertutto, che ci rimanda alla seconda denominazione del dio, oltre ad essere il protettore degli esordi, colui che aiuta a superare gli ostacoli, e anche visto come Signore degli Impedimenti. ➢ Sui sigilli della valle dell’Indo, viene rappresentato con i finimenti, quindi veniva addomesticato. ➢ La pericolositadell’animale e raffigurata volentieri nel Gandhara, in ambito buddhista, quando il cugino malvagio del Buddha gli manda un elefante per ucciderlo, ma questo lo riesce a rendere mansueto. Un demone elefante esconfitto anche da Shiva. ➢ Ma la caratterista piu diffusa dell’elefante ecome animale reale per eccellenza; l’elefante bianco e veicolo di Indra re degli dei vedici. ➢ connessione con la pioggia e la fecondita, Indra e anche il dio che livera le acque celesti nonchecolui che fa piovere sulla terra ➢ Vessantara Jataka si base proprio sul dono del protagonista che garantisce la pioggia nel regno del padre. ➢ Iconografia della dea Lakshmi, che presiede prosperita e benessere, come Lakshmi degli elefanti. ➢ Un elefante bianco, e anche quello che in sogno appare a Maya, che le annuncia che partorira l’uomo superiore e che le perfora il fianco con le zanne, fianco da cui nasceraSiddhartha. ➢ Elefante a sei zanne: Chaddhanta, il protagonista di un celebre jataka. ➢ Valenza di solidita: sostenuti da elefanti sono i punti cardinali e la funzione ideale di sostegno eriprodotta alle basi dei menumenti. ➢ Una leggenda narra che prima avessero le ali, poi a causa di una maledizione dovettero per sempre camminare per terra: associazione con le nubi della pioggia: per il colore, la grandezza e i barriti simili a tuoni oltre alla loro abitudine di spruzzare acqua della proboscide. COBRA: ➢ Il loro nome sanscrito, naga, e spesso utilizzato per definire anche gli elefanti. Collegati al concetto di maternitae all’acqua, esplicitamente nel grande rilievo di Mahabalipuram. Nell’arte i naga e le loro consorti nagini, sono figurati con i busti da essere umano, spesso in coppia. Entrano nel mito sia buddhista e jaina, ma piu esplicitamente hindu, in cui hanno la forma del grande serpente Shesha, il "Rimanente” o Ananta “Infinto’, su cui riposa Vishnu nei momenti di quiescenza dell’universo. VOLATILI ➢ Hamsa, la bianca oca reale eveicolo di Bhrama, simbolo di trascendenza ➢ Geruda, uccello da buusto umano FELINI ➢ Uomo-leone e veicolo di Visnhu ➢ Noto giaalla Civilta della valle dell’indo, raffigurato sui capitelli Maurya, egia con questi primi grandi imperatori emblema di potenza e sovranita animale araldico. La sua resa e perosempre stata poco realistica, a differenza degli altri animali, anche perche non si emai diffusono nella fauna del Subcontinente. Al sud in particolare non c’e mai stato, qui diventa essere grottesco e spaventoso. ➢ Veicolo della dea suprema, che lo cavalca nella sua impresa di sconfiggere il demone bufalo iconografia moderna, sostituito dalla tigre, animale piutipico apprare nella civilta della valle dell’indo ma meno in epoco classica CAVALLO ➢ Importanza fondamentale mondo vedico, rito sacrificio del cavallo ➢ La civilta` della valle dell’indo non lo conosceva
➢ Compare nel capitello di Ashoka e rappresento nell’arte buddhista, Siddharta. ➢ Vahana del dio della caccia, Raventa, figlio del Sole anche lui nella sua iconografia iranica guideraun carro trainato da questi animali ➢ L’ultimo avatara di Visnu giungera su un cavallo bianco, per salvare il mondo dal presente kayuga ➢ Animale tipico dell’india? Animale su cui arrivano i conquistatori, non viene addomesticato in india per questioni di clima DECLINO CIVILTADELL’INDO: a causa di una catastrofe naturale, si insediano gli Arya, genti parlante una lingua indoeuropea e che porta una letteratura propria, i Veda, dapprima tramandati oralmente, poi messi per iscritto nel primo millenio d.C. Sono stati scritti in sanscrito, letteralmente “lingua raffinata” che si contrappone a pracrito, lingua naturale, differenza che ci da spunto di riflessioni sulle teorie estetiche indiane.Si e ipotizzato che non ci sia stata un invasione ma giala popolazione della valle dell’indo sia stata un popolazione indoeuropea, ma q\questo non si puo sapere perchela loro scrittura non e stata tradotta e inoltre con gli Arya sono documentati elementi nuovi che prima non c’erano, come la ruota con i raggi e i carri da guerra con i cavalli, sicuramente di importazione straniera. Questi invasori non lasciano reperti archeologici ma una grandissima letteratura, scritta in lingua sanscrito, che letteralmente significa ‘lingua raffinata”. Il primo dei testi vedici eil Rgaveda e poi di duecento anni in duecento anni vengono creati altri testi di commenti. Essi portano la loro religione che si basava su un pantheon di dei, tra i cui i piu importanti sono: Idra (dio guerriero), Varuna (dio tenebroso associato all’acqua), Agni (il fuoco sacrificale) e Soma (la bevanda sacrificale, associato alla luna) che si adoravano tramite il sacrificio ma che non venivano rappresentato. Inoltre portano il loro sistema socio-politico di divisione in caste, i varna: sono 4 ed ad ognuna eassociato un colore, in ordine di importanza: i brahmani, i ksatriya, i vaisya e i sudra. Durante il VI secolo, si sente la necessita di una religione piuascetica e spirituale, cio produce l’ultimo dei testi vedici l’Upanishad e l’apparire delle eresia, movimenti anti ritualistici e che rifiutano il sacrificio vedico: il Jainismo e il Buddhismo, cosisi arriva agli esordi della grande arte indiana. IL BUDDHISMO Con la diffusione del buddhismo, avvengono anche altri grandi cambiamenti e, come l’affermarsi della prima dinastia imperiale dell’India del Nord e con essa i primi reperti artistici dell’India storica. Questa prima dinastia sono i Maurya (3 20 - 185 a.C.) al quale terzo sovrano, Ashoka, dobbiamo i primi reperti artistici. Ashoka: ➢ Si converte al buddhismo ➢ Ha lasciato un ricco patrimonio di iscrizioni, scritte di pracrito e in alfabeto brahmi ➢ Le iscrizioni, sparse fino ai luoghi piu remoti del suo impero, segnata da una parta l’estensione del suo regno e la sua visione del mondo: esaltazione della Dharma, la Legge (concetto che nasce in ambito brahamanico, indicando la legge giusta percheuniversale, mentre in ambito buddhista e declinata nel significato di messaggio del Buddha) come rispetto e patrocinio fi tutte le religioni e il suo personale impegno per il benessere dei sudditi ➢ I suoi editti sono scritti anche su colonne monumentali, undici da ricondurre ad Ashoka. Sono tutte di arenaria e presentano ancora la lucidatura caratteristica. Derivano da un modello iranico e vogliono proclamare la sovranitasul territorio circostante. La colonna piu importante e` quella di cui si conserva perfettamente il capitello: CAPITELLO DI SARNAT
elaborata e tutto il corpo e adorno di gioielli, questo estrettamente legato al concetto di buon auspicio, infatti in India non e veramente bello cioche non e decorato, deve essere rifinito dell’uomo. Lo stesso termine che indica gli ornamenti che si mettono sul corpo, alamkara, significa bastevole, qualcosa che rende sufficiente, adeguata la natura. Il gioiello non esolo un ornamento ma una sorta di amuleto e un simbolo di buon auspicio. Cio si riscontra nella terminologia sanscrita per lingua parlata e lingua letteraria, pracrito (da prakta, naturale) si contrappone a sanscrito (da samskrta, perfetta e artificiale). IMMAGINI DI BUON AUSPICIO E TEORIE ESTETICHE. Al kama, la soddisfazione del piacere fisico, viene dedicata una letteratura educativa, come il Kamasutra, che spiega all’uomo e alla donna i comportamenti i comportamenti che conducono alla felicita amorosa, erotismo compreso ma non esclusivo. Connessione tra sesso e religione evalorizzata nel tantrismo, sorta di corrente salvifica trasversale, fortemente ritualizzata che puo prevedere anche riti erotici. Oltre che nelle dottrine canoniche induiste e brahamane che indicano la kama come strada da perseguire nella vita oltra alla dharma e l’artha, il benessere economico. La prostituzione sacra delle devasi ha origine nel contesto di culti connessi alla fertilita Queste tendenze hanno contribuito a rendere la raffigurazione del sesso accettabile per la religione TEORIE ESTETICHE L’arte di ispirazione religiosa deve essere bella nel senso di corretta perche deve veicolare un messaggio che ha lo scopo di elevazione. La teoria estetica fondamentale per l’india nasce nel contesto de teatro e della letteratura. Uno dei testi fondamentali eil Natyashastra, trattato che inoltre definisce il concetto di rasa: letteralmente succo, cio l’essenza del’opera che il fruitore gusta grazie alla rappresentazione delle emozioni, il bhava, cio` quello che il teatro deve esprimere riflessione posteriore: Abhinavagupta: la rasa come la liberazione. Nello stesso testo viene codificata minuziosamente la danza, la quale viene spesso raffigurata nell’arte indiana fin dalla prime rappresentazioni artistiche: danzano Krisnha e Ganesha, che eseguisce una danza benevola in contrapposizione con la terribile danza cosmica di Shiva. Ma anche quando non sia danzata ilcorpo umano viene rappresentato con delle pose specifiche: un codice di posizioni delle gambe, delle breccia e delle mani (mudra) repertorio attinto dalla dalza e dallo yoga.
fondamentale, la tala “palmo della mano”, formata dalla larghezza di 12 dita, angula: il volto e un nono del corpo, ed elungo un tala. I testi assegnano un numero di tala superiore alle divinita maschili piuimportanti e decrescendo per le dee, i personaggi minori, gli uomini e i demoni: cio conferisce aspetto maestoso alle divinitafino a quello grottesco e deforme dei gana. Questi trattati sono scritta dai letterati, i brahmani, non direttamente dagli scultori. Mayamata: trattato sugli edifici, redatto in ambito Chola, che descrive gli elementi caratteristici degli edifici templari, ma anche qui il dato tecnico si colora di una buona idealizzazione: pratica tipica indiana che vuole rendere la scienza enunciata perfetta e onnicomprensiva. Alla dinastia Maurya si riconduce il fiorire di un’arte splendida ma poco studiata: la terracotta. Le terrecotte di Chandraketugarh: nome moderno di un villaggi in cui sono state ritrovate parecchie terrecotte Maurya che si trova in Bengala, dove si trova il delta del Gange, luogo in cui terra e acqua si confondono e molto argilloso. Questi manufatti sono databili, immediatamente successivi a Ashoka, II sec a.C. fino al III sec d.C. ossia quando luogo era controllato dalla dinastia Shunga. Sono reperti molto discussi per se ne mette in discussione l’autenticita:non si e sicuri dell’autenticita. Spesso rappresentano una divinita femminile con una veste che le copre solo la parte inferiore, ingioiellata e con la caratteristica pettinatura a spilloni: sicuramente era connessa con la prosperita(spesso gesto del dono o elementi della simbologia dell’abbondanza). Viene rappresentata la coppia o scene di villaggio. LO STUPA Tradizione: Il Buddha visse 80 anni, non sappiamo esattamente cosa fece ma sicuramente per 4 anni fu sempre in viaggio nell’india nord-est a predicare la sua dottrina, quando mori disse ai suoi discepoli come doveva essere onorato il suo corpo: rovescia una ciotola di riso e dice “mettetemi in un tumolo fatto cosi!”. Il Buddha viene cremato. Gli 8 re delle regioni circostanti lottano per il possesso del sue ceneri e per avere l’onore di fare il tumolo al Buddha. (Al tempo del Buddha, l’India Settentrionale era dominata da vari clan). Alla fine se spartiscono. Successivamente, nel III secolo, Ashoka fa riaprire i tumuli fatti all’epoca e ne fa costruire 84 mila nuovi, di forme monumentali, gli stupa. Gli stupa spesso sorgono vicino ad edifici monastici, questo perche fin dal Buddhismo delle origini le comunitamonastiche (comprendenti anche le donne) ruotavano intorno alla figura del Buddha. Queste prima erano itineranti, vivevano di elemosina e giravano intorno ai centri abitati, mangiavano una volta al giorno prima di mezzogiorno e non viaggiavano durante il periodo delle piogge. Mano a mano iniziano a fermarsi, cosi nascono i primi complessi monastici che comprendevano anche gli edifici sacri, tra cui gli stupa. Lo stupa e` un tumolo chiuso, con corpo solido e murato che conservava all’interno reliquie, quali ceneri, pezzi di manoscritto o di tonaca ma anche monete o pietre preziose. Segue il concetto di emanazione:astrologi che ribadiscono il destino del figlio. In basso a destra, Maya mentre andava dalla madre per essere assistita nel parto, si deve fermare per strada per partorire e o fa in piede attaccata a un albero percheSiddhartha uscira dal fianco che le trafisse l’elefante in sogno, ritratta nell’iconografia della shalabhanjka e affiancata da i guardina del mondo che le porgano un panno per accogliere l’Illuminato. In basso a sinistra il neonato che riceve in omaggio uno yaksha, divinitadi un albero che e spirito tutelare del clan degli Shakya. STILE: aniconico.
eterna che si legano al concetto di fertilita perchevivono vino alle acque, di solo rappresentati con busto antropomorfo e corpo da cobra e testa a cappuccio. ➢ Sanchi La collina di Sanchi fu scoperta nel 1818 da un certo capitano Johson che apri la calotta del grande Stupa in cerca di tesori materiale causandone il crollo. Il ripristino del sita si ha all’inizio del Novecento ad opera di John Marshall. All’epoca degli stupa la zona doveva ospitare una comunita` monastica. Tre stupa conservati in basso sulla collina. La cancellata eornata da decorazioni arcaiche formata da disegni poco interpretabili con elementi vegetali (comparare un makara) ed e` privo di torana.nelle vicinanze si ritrova una colonna con un suo editto. Il nucleo centrale e stato ampliato con la cancellata in epoca Shunga e da ultimi i 4 torana nel 1 sec d.C. Lo stupa eimponente, in mattoni e si erge sopra un podio circolare sopra il quale corre un corridoio per la pradakschina, e un secondo per lo stesso scopo lo circonda ed e delimitato dalla cancellata e vi si accede dai 4 torana questi si presentano come elementi formati da 2 pilastri e tre architravi finemente decorati e sorretti da colonne con capitelli decorati da animali scolpiti (leoni o elefanti che tanto ricordano le colonne Maurya (uno solo da yaksha). Pilastri e architravi sono ricoperti di rilievi: accanto a quelli narrativi spiccano figure di buon auspicio: shalabhanjika, coppie di cavallieeri, animali ibridi,loti e la dea Lakshami in un iconografia che poi diventerafamosa: gajalakshimi “ lakshmi tra gli elefanti”: seduta su una corella di loto e affiancata tra due elefanti anch’essi poggianti su corelle di loto che rovesciano acqua da un vaso sulla dea: immagine che vuole evocare prosperità, ricchezza e fertilita. ➢ L’arte narrativa sui torana serviva probabilmente a istruire i devoti. ➢ In questa il buddha non emai rappresentato, ma evocato per mezzo di simboli (trono, albero parasole). Perche il buddha esparito nel nirvana quindi non e rappresentabile come uomo. Susan Hustington ha proposto un’interpretazione diversa di questa fase anionica lei sostiene che le scene rappresentate in questa fase sono ambientate posteriormente alla vita terrena del buddha e quindi rappresentano uomini che rendono omaggio a un luogo sacro. Ma questa ipotesi va scartata perchein nessun ambito esiste la raffigurazione del Buddha. ➢ Altri particolari: elementi come palmette, animali ibridi e capitelli con animali, sono di ispirazione iranica (impero persiano) ➢ Iscrizione: committenti, meta donne. Uniformitatipo di pietra: esecuzione centralizzata. Torana Nord Mostra ancora parte del simbolo della ruota della legge che lo sormontava, affiancato da altri simboli pregnanti a rappresentare il triratna (tra gemme del credo buddhista legge, buddha e comunita). Decorazione:un elefante a sei zanne che verra uccisa da una delle sue spose che si era sentita offesa da lui, che rinascendo nella regina di Benares manda un cacciatore a ucciderlo. L’artista qui non ha rappresentato la successione degli eventi, ma solo il momento cruciale, quello pacifico inziale, secondo una rappresentazione che e` stata catalogata da Vidya Denejia, come raffigurazione monoscenica.simbolo di generosita. Vassantara eun principe che viene esiliato dal regno paterno perche aveva regalato l’elefante sacro che garantiva la pioggia regno di fianco. Mano a mano nel suo viaggio si spoglia di tutti i suoi averi percheli donava a chi li chiedeva, da ultimo gli chiedono in dono la moglie al quale gli dei si oppongono e alla fine la vicenda si conclude in gloria perche Vassantara recuera i suoi averi e torna al suo regno. Modo continuo: le scene sono rappresentate una dopo l’altra senza divisione da scena a scena ma con la semplice ripetizione dei personaggi. L’artista di Sanchi sembra che abbia fatto un errore nella direzione dei rilievi, perchequesti devono sempre andare nel verso della pradakshina, i rilievi interno non tengono conto che il devoto facendo la pradakshina all’interno della cancellata vede i rilievi al contrario. IL GANDHARA Il Grande Gandhara e una zona che si trova, tra l’attuale Pakistan settentrionale e l’Afghanistan orientale. Si trova in luogo di passaggi dal quale sono passati diversi popoli e presenta un’arte ibrida, con forme che derivano da quelle mediterranea, motivo per cui i suoi reperti sono subito piaciuti agli occidentale causando saccheggi per mezzo di scavi non sistematici. Una tappa importante verso metodo piuaccurati fu lo scavo condotto da John Marshall a Taxila ma divento piu` proficua agli inizi del Novecento per mano anche di italiani, in Pakistan grazie a Giuseppe Tucci e in Afghanista da Maurizio Taddei. Vaste aree dell’anntico Gandhara sono state distrutte anche in tempi recentissimi, come la distruzione nel 2001 da pare dei Talebani di due Buddha giganti risalenti al VI secolo. Nel territorio del Gandhara arrivano:, la piu importante Taxila, riportano un inconfondibile gusto greco, che gli studiosi non attestano peroa una manifattura greca, anche perche la cronologia tra i reperti e la presenza greca nella regione non corrisponde. Si parla bensidi un sostrato greco determinato dai traffici con Roma e l’Oriente. Il Gandhara infatti si trova al crocevia delle maggiori rotte commerciali fra l’Occidente, India e Cina, la Via della Seta, che comprendeva anche delle rotte marine, almeno dal primo secolo a.C. che dai porti del Mar Rosso dell’Egitto romano si collegava alla coste Nord occidentali dell’India. Queste posizione strategica giustifica la ricchezza della regione e l’enorme produzione architettonica e artistica. I complessi monastici erano composti da un stupa maggiore, tanti stupa piu piccoli, cappelle accessorie dove venivanonella ultima casella a destar, il corpo stremato dall’ascesi prima di intraprendere la retta via oppure i 49 giorni di digiuno immobile prima dall’Illuminazione QUESTI RIILIEVI PRESENTANO UNA MESCOLANZA INDIANA OCCIDENTALE, DI CUI INDIANI SONO I VESTITI E GIOELLI E OCCIDENTALE SONO LA GESTUALITA, COMPOSIZIONE E IL PANNEGGIO COPRENTE. UN’ALTRA IPOTEZI VUOLE CHE NON SI TRATTI DI UNO MESCOLENZA MA DI UN LINGUAGGIO NUOVO: IL GANDHARA AMA IL FOGLIAME GENERICO (FOGLIE MOLTO AMPIE E ALBERI IDEALIZZATI) MENTRE L’INDIA E MOLTO ATTENTA ALLA RAPPRESENTAZIONE DEGLI ALBERI. fig 15 Statue Buddha e Bodhisattva, II sec, Gandhara, pietra. Da ricondurre alla prima fase del Gandhara per l’uso del materiale. Il Buddha, cosiddetto apollineo per la fisionomia del viso che rimanda ai volti della classicitaoccidentale (pur nella concentrazione e distacco interiore che sono imprescindibili nella condizione di buddhita), veste la tipica tunica e pieghe ampie e pesanti del Gandhara che comunque aderiscono a parti del corpo facendo vedere il ventre leggermente gonfio, il petto, i ginocchio. La resa del corpo etrattata con piani morbidi e curve sottili per costituire forme naturalistiche. Si noti la resa gandharica dell’ ushnisha come una crocchia di capelli sul capo (resa piu indiana andraverso una forma a chiocciola). Il bodhisttava, e il futuro Buddha, tipico del Gandhara e unico la cui venerazione eaccettata in tutte le scuole. Invece ha delle fattezze centro-asiatiche. Tratto distintivo di questo bodhisttva e un fiaschetta (in questa statua persa) nella mano sinistra e una sorta di noto sulla sommitadel capo. Capelli lunghi, baffi, gioielli e veste (composta da due parti) vanno a rappresentare i suoi legami con il mondo terreno. Basamento adorazione del Buddha. Fig 18 Dimostrazione della ricchezza e dei commerci del Gandhara e il tesoro di Begram. In due camere sigillate sono stati trovati oggetti preziosi da tutto il mondo conosciuto. Queste era probabilmente depositi per le tasse (una specie di dogana che ognuna pagava con gli oggetti preziosi del proprio paese). Di fattezze sicuramente indiane sono alcuni avori, prevalentemente di soggetto profano rappresentati in uno stile vario (identificabile con quello di Mathura dei Kushana o quello di Amaravati), probabilmente decorazione di cofanetti o mobili, datati dei primi secoli d.C.
grandi; si passa dalla pietra allo stucco, di questa statue sono rimaste solo le teste perche i corpi erano fatti in modo piurozzo: imbottiti di paglia e poi rivestiti Fig 16 A partire dal III secolo, si afferma la seconda fase dell’arte gandharica da indentificare con il cambio del materiale dei manufatti, infatti dalla pietra si passa allo stucco e in misura minore alla terracotta, materiale piu facili da modellare e e piuveloci che vengo incontra alla tendenza al gigantismo di questo periodo e alla produzione di massa di reperti (che in alcuni casi faceva ricorso anche a stampi). Queste immagini enormi di Buddha, Bodhisattva ma anche devoti, donatori, brahmani ecc. venivano collocate all’interno di stupa o cappelle accessorie in regola alla volonta di arricchimento figurativo di queste periodo. Di queste statue si conservano solo le teste, perchei corpi erano fatti di materiali piu poveri come l’argilla, sono andati distrutti. Interessanti sono le figura diverse dai Buddha e dai Bodhistava che non dovendo rispettare le forme canoniche di quest’ultimi, dimostrano la fantasia e le capacitastraordinarie degli artisti gandharici. Questi presentano fisionomie che spaziano da forme mediterranee fino a quelle dell’asia centrale, e si caricano di una violenta espressivita con lineamenti che si corrugano a causa di sentimenti potenti. Fig 17 Ultima fase dell’arte gandharica ela terracotta, due grandi statue del museo di arte orientale di torino presentano una tipologia inusuale e rara. Si tratta di un dio e una dua buddhista, si ricordi che il buddhismo non rifiuta l’esistenza della divinita ma la considera una delle possibili rincarnazioni, e incorpora subito personaggi divini di religioni antichi quali prototipi di devoti. Le due statue dovevano essere collocate in un edificio sacro in posizione rialzata, perche` entrambe guardano verso il basso, verso il fedele e tra l’altro da questaangolazione gli occhi bulbosi, le sopracciglia delineate e il naso marcato acquisiscono piena armonia, l’espressione che ne risulta ebenevola ma anche un po’inquietante. Queste statue sono del tutto singolari anche per la nudita, che di solito accompagna solo alcuni personaggi femminili, resa con grande attenzione per l’anatomia. Entrambi hanno un’elaboratissima acconciatura, lei intessuta di gioielli e fiori e su cui poggia la figura spezzata di un uomo barbuto dal significato misterioso; lui invece ha le chiome lunghe rese come quelle dal Buddha della tradizione indiana (a chioccioline). Le mani sono allungate ed eleganti ma dal disegno innaturale (vedi donna mano che regge mazzolino di fiori di loto). Entrambe pur avendo le gambe spezzate, sono in uno stato di conservazione ottimo che rende anche l’elaborato disegno dei gioielli e il colore. BUDDHA E JINA ➢ Prima arte buddhista preferisce la narrazione e privilegiata ela raffigurazione dei jataka. Il suo scopo e didattico. Vidya Dehejia, diversi modi narrativi:
inaccessibile perche esparito nel nirvana. Dissidenza della Huntington. Mahayana (grande veicolo) moltiplicazione dei buddha che possono manifestarsi in forma umana per manifestarsi al mondo degli uomini per compassione nei loro confronti. Veicolo del diamnati: ogni Buddha dotato di tre corpi (trikaya) uno della legge, uno del godimento e quello della trasformazione quello con cui si cala nel dolore umano. ➢ Trasformazione del Buddismo: popolarita dei Bodhisattva salvezza resa di portata universale ( millennio d.C.) nello stesso periodo prime immagini degli dei dell’induismo. ➢ Prime raffigurazioni del Buddha in forma antropomorfa, dominio Shaka e definitivamente con l’impero Kushana, in due zone distinte: il Gandhara e Mathura. Mathura tutte forme indiane e Gandhara forme ellenistiche. ➢ Anche in forma antropomorfa il corpo del Buddha e` carico di aspetti simbolici:quando era principe portava pesanti orecchini Capelli corti perche quando ha rinunciato al mondo si ereciso le chiome Indossa una veste ascetica ed e volentieri raffigurato seduto, meditante Le sue mani sono atteggiati secondo diverse mudra: abhayanamudra, con palmo alzato della mano destra: mudra del non temere; mudra della meditazione, con entrambe la mani appoggiate in grembo con il palmi in su “dhyanamudra”; dharmachkramudra, la mudra della messa in moto della ruota della legge, con le mani intrecciate.