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Storia dell'arte dell'India di Cinzia Pieruccini, Sintesi del corso di Storia dell'arte medievale

Riassunto schede del vol. 1 di Storia dell'arte dell'India: dalle origini ai grandi templi medievali di Cinzia Pieruccini

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 11/09/2017

beabonni
beabonni 🇮🇹

4 documenti

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SCHEDA 1
Il sigillo del cosiddetto Proto-Shiva
Civiltà dell’Indo
2600-1900 a.C.
Mohenjo Daro (Pakistan)
di steatite
National Museum, New Delhi
I sigilli sono i manufatti più importanti della Civiltà dell’Indo perché:
1. ampio n°
2. immagini ignote
3. iscrizione = corpus di scritti
Descrizione:
Questo sigillo rappresenta l’immagine di un progenitore del dio Shiva ed è stato interpretato da
John Marshall. In esso sono già in gioco alcuni grandi temi che persisteranno nell’arte indiana.
L’esemplare ritrae un individuo seduto a gambe raccolte, le piante dei piedi premute fra loro, le
braccia tese e le mani poggiate alle ginocchia, le dita puntate verso il basso. Si tratta di una pozione
formale che ricorda l posture dello yoga. Il personaggio ha tre volti ed è itifallico, ma le dimensioni
sono di 3 centimetri e mezzo di lato e dunque i particolari sono davvero minimi.
Vi è una coppia di gazzelle ai piedi del trono sul quale è seduto il personaggio, la quale diventerà
caratteristica delle immagini classiche del Buddha.
Lo circondano 4 animali in senso orario:
1. tigre
2. elefante
3. rinoceronte
4. bufalo
I Vallindi raffigurano gli animali sempre con grande precisione.
Caratteristiche Shiva:
grande asceta e yogin
tre volti
itifallico —> onorato nella forma astratta di un simbolo fallico, il linga
epiteto di Pashupati “Signore degli animali”
Pashu in realtà sarebbero i bovini domestici e non gli animali selvatici. Lo yoga sarà utilizzato
come tecnica di distacco dal mondo e caratterizzato da posture meditative utilizzate nella
raffigurazione di personaggi religiosi e divinità. Su altri sigilli sono riprodotti i pipal, alberi sacri
anche nella tradizione buddhisti poiché sotto uno di questi il Buddha ha raggiunto l’Illuminazione.
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SCHEDA 1

Il sigillo del cosiddetto Proto-Shiva

  • Civiltà dell’Indo
  • 2600-1900 a.C.
  • Mohenjo Daro (Pakistan)
  • (^) di steatite
  • National Museum, New Delhi

I sigilli sono i manufatti più importanti della Civiltà dell’Indo perché:

  1. ampio n°
  2. immagini ignote
  3. iscrizione = corpus di scritti

Descrizione: Questo sigillo rappresenta l’immagine di un progenitore del dio Shiva ed è stato interpretato da John Marshall. In esso sono già in gioco alcuni grandi temi che persisteranno nell’arte indiana. L’esemplare ritrae un individuo seduto a gambe raccolte, le piante dei piedi premute fra loro, le braccia tese e le mani poggiate alle ginocchia, le dita puntate verso il basso. Si tratta di una pozione formale che ricorda l posture dello yoga. Il personaggio ha tre volti ed è itifallico, ma le dimensioni sono di 3 centimetri e mezzo di lato e dunque i particolari sono davvero minimi. Vi è una coppia di gazzelle ai piedi del trono sul quale è seduto il personaggio, la quale diventerà caratteristica delle immagini classiche del Buddha. Lo circondano 4 animali in senso orario:

  1. tigre
  2. elefante
  3. rinoceronte
  4. (^) bufalo I Vallindi raffigurano gli animali sempre con grande precisione.

Caratteristiche Shiva:

  • grande asceta e yogin
  • tre volti
  • itifallico —> onorato nella forma astratta di un simbolo fallico, il linga
  • epiteto di Pashupati “Signore degli animali”

Pashu in realtà sarebbero i bovini domestici e non gli animali selvatici. Lo yoga sarà utilizzato come tecnica di distacco dal mondo e caratterizzato da posture meditative utilizzate nella raffigurazione di personaggi religiosi e divinità. Su altri sigilli sono riprodotti i pipal, alberi sacri anche nella tradizione buddhisti poiché sotto uno di questi il Buddha ha raggiunto l’Illuminazione.

SCHEDA 2

Il sacerdote da Mohenjo Daro

  • Civiltà dell’Indo
  • (^) 2600-1900 a.C.
  • Mohenjo Daro (Pakistan)
  • di steatite
  • 1931 John Marshall
  • National Museum, Karachi

Descrizione: Raffigura un uomo probabilmente seduto, del quale si sono conservati testa e busto. Il viso è reso espressivo dall’uso di forme massicce in tutti i lineamenti. La mascella e le guance sono curve corpose, la bocca ha il labbro superiore rasato ed è carnosa e liscia, il naso e le lunghe palpebre sono pesanti, l’incisione della barba è regolare e le orecchie altamente stilizzate contribuiscono a dilatare i volumi. Gli occhi sono socchiusi e forse un tempo intarsiati, la fronte è cinta da un nastro con gioiello rotondo centrale e lo stesso disegno è ripreso dall’ornamento sull’avambraccio destro; il nastro è annodato sulla nuca e i due lembi ricadono sulla schiena. I capelli lasciano libero il collo e sono pettinati secondo lo stesso disegno della barba, la testa dietro la sommità è piatta e si pensa che in origine ci fosse una crocchia a completare l’acconciatura. La veste è drappeggiata come si usa ancora oggi in India, cioè coprendo la spalla sinistra e lasciando libero il braccio destro. E’ decorata da un disegno a trifogli, cerchi e doppi cerchi con il bordo scolpito e con tracce dell’originario pigmenti rosso all’interno; ipotesi che evochi le macchie di una pelliccia animale, di un felino. Si trattava di un abito cerimoniale e la statua dà sensazione di autorità e potere.

SCHEDA 3

Statuette femminili della Civiltà dell'Indo

  • 2600-1900 a.C.
  • (^) vari siti
  1. Statuette femminili di terracotta:
  2. filone popolare
  3. esecuzione sommaria
  4. h 15 cm ca.
  5. fianchi larghi non eccessivamente accentuati
  6. seni forma di piccola palla
  7. abbondanti gioielli: orecchini, collane, cinture
  8. acconciatura alta ed elaborata
  9. a volte: 12.0. bambino al seno o appeso ai fianchi 12.1. ventre prominente gravidanza
  10. interpretazioni:

Dinanzi all’uomo vi è una figura di cane, i due zebù (bovini con gobba caratteristici dell’India) appaiati sotto un elaborato giogo collegato al carro da una lunga asta e poggiano su placchette di metallo. 2, 3, 4 - Il bufalo e il rinoceronte sono entrambi montati su 4 ruote solide che mancano alla statuetta dell’elefante, la più rovinata. I tre animali coincidono con quelli che circondano il personaggio del sigillo del Proto-Shiva, ma il legame è tenue.

SCHEDA 5

Il capitello di Sarnath

  • Arte Maurya
  • (^) III a.C.
  • arenaria
  • Archaelogical Museum, Sarnath, Uttar Pradesh

Colonna:

  1. Podio
  2. Tamburo
  3. Capitello

Caratteristiche colonna:

  1. opere singole e non strutturali
  2. messaggio di sovranità
  3. Ashoka (269-232 a.C.)
  4. iscrizione fusto = altri due siti: 12.4. Sanchi 12.5. Allahabad 12.6. invocare repressione tentativi monache e monaci di provocare scismi nella comunità buddhista

3- Caratteristiche capitello:

    • elaborato e fattura + elegante
  • 4 leoni addossati
  • Sarnath = luogo primo sermone Buddha
  • colonna iscritta poco distante in situ
  • emblema moderna Repubblica dell’India
  • sopra vi era una grande ruota raggiata oggi perduta
  • conservata lucidatura arenaria = tecnica peculiare epoca

Descrizione capitello: Quattro leoni addossato dei quali è raffigurata solo la parte anteriore del corpo e sono rivolti ai quattro punti cardinali. Il leone è connesso on la regalità e la disposizione quadruplice è emblema del dominio del monarca su tutto lo spazio circostante.

2- Caratteristiche tamburo:

  • Scorrono in senso orario 4 animali: •.0. leone = potere

•.1. elefante = forza

•.2. toro = pazienza •.3. cavallo = vigore •.4. forse controllo punti cardinali •.5. animali importanti e simbolici religiosità brahmanica e buddhista •.6. propagandistici emblemi qualità fondamentali

  • animali separati l’uno dall’altro da Ruota: •.7. simbolo solare e di regalità •.8. (^) ruota del chakravartin = imperatore universale “colui che spinga la ruota (del carro da guerra)” •.9. (^) immagine grafica del dharma (legge buddhista)

1- Podio:

  • elemento a forma di campana su cui poggia tamburo
  • riproduce fiore di loto rovesciato

SCHEDA 6

La donna con flabello da Didarganj

  • III secolo a.C.?
  • Patna Museum, Patna
  • 1917

Ipotesi datazione:

  1. III a.C. Pataliputra capitale Maurya per lucidatura pietra
  2. I-II d.C.

Ipotesi identità:

  1. Yakshi:
  • divinità arcaiche connesse con vegetazione
  • nessuna caratteristica simile
  • flabello (scaccino per mosche) esclude che sia dea —> spesso affianca divinità con attributi regali
  • Parte di un gruppo di statue: •.10. donna grandezza naturale •.11. dimensioni cospicue gruppo
  • Cortigiana: •.12. a corte esercitavano ruolo portatrici flabello

Descrizione: Esemplifica un ideale di bellezza femminile destinato a rimanere costante nell’arte indiana classica. La figura è scolpita a tutto tondo, le forme sono prosperose e piene. Canonici indicatori di avvenenza:

  • seni tondi
  • vita sottilissima
  • fianchi massicci
  • gambe dritte e arrotondate come fusti vegetali
  • pieghe sottili collo e addome

12.12. Jataka 12.13. Panchatantra

Vasi:

  • (^) molte forme ≠
  • fittamente decorati da figure a rilievo
  • (^) fattura preziosa
  • no uso prosaico e quotidiano
  • (^) evocano momenti di festa

SCHEDA 8

La cancellata di Bharhut

  • (^) Epoca Shunga
  • 100 a.C.
  • Bharhut, Madhya Pradesh
  • in parte ricostruita + un torana nell’”Indian Museum di Kolkata”
  • h 3 m
  • ricchezza programma iconografico e decorativo + antichità

Scultura:

  1. medaglioni distribuiti su elementi verticali e orizzontali
  2. corolle di loto
  3. petali che racchiudono busti umani
  4. animali spesso fantastici
  5. composizioni evocanti fertilità
  6. numerose scene di jataka o biografia Buddha (aniconico, simboli)
  7. “sogno della regina Maya”: concepimento Buddha con elefante bianco che entra nel fianco
  8. “gesto Anathapindada”: generoso mecenate che nella città di Shravasti acquista il luogo dove sorgerà il monastero del Jetavana per donarlo alla comunità (grosse monete sparse a terra, uno accanto all’altro momenti + importanti episodio)
  • riquadri istoriati su pilastri
  • narrativi
  • affollati
  • visite al Buddha del re Ajatashastru del Magadhi e del re Prasenajit del Kosala
  • scene di adorazione al Buddha
  • grandi figure su pilastri ingressi
  • programma regolare
  • personaggi in processione
  • serie di grandi figure maschili e femminili: •.0. = divinità popolari legate a sfera fertilità •.1. = guardiane della fede buddhista •.2. iscrizioni con nome e qualifica divina: •.0. yaksha, yakshi, devata = divinità •.1. naga = divinità serpentine •.3. figure femminili nell’atto di abbracciare un albero: •.2. massicce

•.3. sensuali •.4. ricche di ornamenti riprodotti con cura minuziosa •.5. fascino arcaico •.4. 2 figure divine destinate a lunga popolarità: •.6. Kubera = signore delle ricchezze

•.7. Shri-Lakshmi = dea della buona fortuna

  1. rilievi su pietra di cimasa che corona struttura
  • (^) lungo meandro vegetale ricco di foglie, fiori, frutti
  • volute con piccole scene spesso tratte da jataka (più di 30 a Bharhut)
  • motivi + elaborati x facciata interna riservata ai devoti
  • abbondanza iscrizioni ha permesso identificazione SCHEDA 9

Il Grande Stupa di Sanchi

  • III a.C. - inizio I d.C.
  • Sanchi, Madhya Pradesh

Caratteristiche:

  1. reliquie del Buddha
  2. fondatore Ashoka —> frammenti colonna con editto
  3. ingrandimento Epoca Shunga —> cancellata
  4. inizio I d.C. dinastia Satavahana (sovrani Deccan) —> grandi torana (portali monumentali)
  5. statue Buddha alla base dello Stupa dinanzi entrate —> V secolo
  6. 631 iscrizioni per ogni singola lastra scolpita = dono individuale singolo membro comunità buddhista (religiosi, laici e metà donne)
  7. esecuzione singoli pezzi centralizzata —> uniformità tipi di pietra

Costituzione:

  1. podio circolare
  2. corridoio per circumambulazione rituale (pradakshina) delimitato da
  3. cancellata con 4 torana posti ai punti cardinali
  4. raccordati al corridoio con brevi passaggi angolari
  5. sopra podio altro percorso per circumambulazione rituale cinto da
  6. cancellata minore accessibile attraverso scala
  7. culmine harmika quadrangolare coronata da 3 parasoli

Portali:

  • decorati
  • 2 pilastri + 3 architravi lievemente ricurvi + volute
  • in cima al centro vi erano: •.0. dharmachakra = Ruota della Legge

•.1. a ciascun fianco un simbolo di triratna = tre gemme credo buddhista: •.0. Buddha •.1. Legge •.2. Comunità

  • capitelli che raccordano pilastri e architravi:
  • scena rappresentata: estrema sx Sudata porta un piatto di cibo a Shakyamuni prima della meditazione, metà dx eserciti mostruosi di Mara che cercano di distoglierlo, demone Mara su trono più o meno al centro del rilievo. Buddha meditante aniconico (albero ornato di ghirlande e corredato di un seggio, parasole e flabelli), Mara nuovamente accanto all’albero con un figlio e una figlia ma tentativo fallito.
  • Architrave inferiore “Vessantara Jataka”:
  • continua: eventi si succedono cronologicamente ma senza elementi di separazione fra le scene e i personaggi sono ripetuti
  • argomento: penultima incarnazione del Buddha nel principe Vessantara, simbolo perfetta generosità. Esiliato per aver donato ad un sovrano vicino l’elefante bianco che donava al regno pioggia e prosperità offre via via il carro, i cavalli, i figli e la moglie a bramani che glieli richiedono. Interviene Indra che restituisce tutto al principe che ritorna al palazzo.
  • due facciate architrave —> inizia sull’esterna
  • da dx a sx su entrambe le facciate
  • errore artista —> con pradakshina eventi in ordine rovesciato

SCHEDA 11

Sanchi: immagini di città

  • Torana del Grande Stupa
  • inizio I d.C.
  • Dinastia Satavahana
  • Sanchi, Madhya Pradesh

11 raffigurazioni di città:

  1. su pannelli dei pilastri o architravi dei torana del Grande Stupa
  2. nome in base alle storie narrate (jataka, buddhacharita)
  3. Jetuttara (Vessantara Jataka)
  4. Kapilavastu (patria di Shakyamuni)
  5. Kushinagara (Buddha muore)
  6. Shravasti (capitale reale)
  7. Rajagriha (capitale reale)
  • serie di convenzioni
  • amore per il dettaglio
  • forme architettoniche ricorrenti abitati coevi
  • viste dall’esterno, fuori le mura bordate da fossati
  • mura di mattoni o pietre squadrate (o palizzate di legno)
  • cinte interrotte da imponenti porte monumentali —> corpo rettangolare con 2 ali che proiettano in avanti ai lati dell’ingresso vero e proprio
  • ingresso porte molto ampio (in alcuni casi attraversato da elefanti)
  • proporzione edifici e abitanti arbitraria
  • porte di città elevate per più piani —> balconate, attico con copertura a volta di botte ed estremità in finestre ad arco: •.10. chandrashala = sala di luna •.11. gavaksha = occhio di bovino •.12. prototipo per futuro:

•.14. chaityagriha = sale di culto buddhiste in grotta •.15. shikhara = decorazioni dei pinnacoli dei templi medievali •.16.

  • dentro alle mura —> palazzi a 2, 3 o 4 piani con piani terra colonnati, terrazze e attici a volta di botte; tetto di paglia e larghissimo uso del legno (incastri, travi, travetti)
  • prospettiva a volo d’uccello —> più in alto ciò che è considerato più lontano

SCHEDA 12

Scultura di Amaravati

  • I-III d.C.
  • Amaravati, Andhra Pradesh

Descrizione: Il Grande Stupa nel basamento rotondo era decorato da lastre scolpite sormontate da un fregio che nella fase più recente riproducevano lo stupa stesso.

Lastra n°1:

  1. in origine rilievo ≠
  2. rovesciata e scolpita nuovamente con lo stupa
  3. Soggetto: Stupa di Amaravati
  4. tendenza marcata ad omogeneità
  5. base cupola: 19.4. rivestita di lastre scolpite su 3 registri 19.5. h 3.5 m ca.
  6. altre decorazioni verso harmika
  7. cancellata elaborata —> ricostruzione parziale al British Museum con reperti conservati
  8. pilastri: 19.6. fitti 19.7. h 3 m ca.
  9. facciata esterna: 19.8. medaglioni con ricchissime corolle di loto: 19.2. una intera al centro 19.3. una mezza corolla in alto e in basso
  10. facciata interna: 19.9. medaglione centrale e scanalature circostanti con complessi rilievi narrativi
  11. soggetti canonici antichi stupa: 19.10. jataka 19.11. Buddhacharita 19.12. scene di devozione
  12. Stile: 19.13. connotazioni distintive ed eleganti 19.14. composizioni serrate 19.15. personaggi corpi allungati e appaiono costantemente nell’atto di un movimento fluido 19.16. intaglio molto profondo 19.17. vivacità estrema

Lastra tonda n°2:

padiglione con tetto a volta di botte con 2 uccelli e ingressi marcati da da colonne e lunette a grata. 19.19. Siddhartha esce a cavallo dalla reggia e si trova dinanzi il demone tentatore Mara con le sue figlie.

Rilievo 2:

  1. (^) provenienza incerta
  2. poco + tardo dell’
  3. Soggetto: grande figura di Bodhisattva con gioielli riceve omaggio da un personaggio che sta prendendo offerte dalla ciotola sorretta da un attendente
  4. abbigliamento iranico-centroasiatico dell’offerente e del suo corteggio
  5. raffigurazione idealizzata di un principe Kushana

SCHEDA 14

Scultura del Gandhara: Buddha pensoso

  • II d.C.
  • Afghanistan
  • Museo di Arte Orientale, Torino

Caratteristiche:

  1. rilievo di scisto
  2. ornamentazione esterna stupa
  3. estrema eleganza
  4. stimoli mondi ≠ —> linguaggio proprio
  5. finta nicchia sotto arco cuspidato caratteristico India antica (deriva da prototipi architettonici in legno)
  6. estremità travetti trasformata in decorazione
  7. spazio principale —> Buddha: 19.20. seduto in posizione di rajalilasana = regalmente rilassata 19.21. tipica tunica monastica Gandhara con pieghe marcate trattate con leggerezza e che scivola da spalle come x accentuare postura di agio 19.22. poggiava mano dx ora mancante a lato del viso 19.23. mano sx regge lembo veste 19.24. piega capo ed espressione volto = serena concentrazione e grande benevolenza
  8. dinanzi a Buddha —> albero: 19.25. cinto da nastri svolazzanti = segno onorifico 19.26. affollato di figure semidivine: 19.4. yaksha = spiriti legati a fertilità 19.5. kinnara = miti esseri dal busto umano e dal corpo d’uccello
  9. sx sopra spalla Buddha —> Vajrapani: 19.27. piccolo 19.28. “colui che in mano un vajra”, fulmine 19.29. tipica del Gandhara 19.30. Bodhisattva regolare attendente del Buddha nelle sue vicende biografiche a cominciare dalla partenza dalla casa paterna 19.31. tratti che rimandano a iconografie greco-romane
  1. estremi arco —> animali fantastici che poggiano su capitelli di ispirazione corinzia
  2. lesene con 2 scene di devozione: 19.32. a dx “Dipankara Jataka”: scena in cui Sumedha, che un giorno si reincarnerà come Shakyamuni scioglie i suoi capelli ascetici a terra cosicché il Buddha del passato Dipankara possa evitare dio infangarsi
  3. fregio parte inferiore —> episodi biografia Shakyamuni: 19.33. dx immagine emaciata, iconografia nota che si rifà agli anni in cui prima di trovare la retta via estenua inutilmente il suo corpo con l’ascesi o x altra interpretazione al periodo di 49 giorni di immobile digiuno in seguito a illuminazione 19.34. sx forse visita che egli riceve da Indra mentre medita in una grotta

SCHEDA 15

Statue di Buddha e Bodhisattva del Gandhara

  • II d.C.
  • vari siti

Introduzione: Accanto agli stupa vi erano una serie di cappelle in cui erano collocate statue di Buddha o Bodhisattva. nella prima fase di questa statuaria il materiale era la pietra di scisto grigio o grigio- verde diffuso nella regione.

Statua 1: Buddha

  1. manca parte aureola ed estremità inferiore
  2. regione di Peshawar
  3. II d.C.
  4. tipico samghati = pesante mantello monastico con spesse pieghe trattate con naturalistica morbidezza e ondulazione
  5. abito lascia comunque intravedere anatomia (ginocchio sx flesso in avanti)
  6. fisionomia volto apollinea = affinità volti classicità occidentale
  7. ≠ coevi visi massicci Buddha di Mathura
  8. sensibilità che cerca piani e curve sottili per costruire forme di tipo naturalistico
  9. propenso a lieve asimmetria
  10. piena rappresentazione distacco e concentrazione imprescindibili dalla condizione di buddhità
  11. caratteristica resa gandharica ushnisha (= crocchia alta sul capo) raccordata dal movimento delle ciocche

Statua 2: Bodhisattva

  1. II d.C.
  2. provenienza incerta
  3. Maitreya = Buddha del futuro
  4. volto fattezza vagamente centro-asiatiche
  5. tratto distintivo Maitreya mancante = piccola fiasca mano sx
  6. tipica acconciatura Maitreya = sorta di nodo su sommità capo
  7. modello principesco ≠ Illuminato —> non ancora staccarti del tutto da contesto terreno
  8. capelli lunghi, baffi, vesti e ornamenti rimandano a presenza attiva nel mondo
  • Hund (Pakistan)
  • Museo di Arte Orientale (Torino)

Introduzione:

  1. buddhismo non rifiuta esistenza divinità ma sottoposte a trasmigrazione e scala di vita più lunga
  2. buddhismo incorpora vari personaggio divini (Indra, Brahma, yaksha e yakshi, naga) quali prototipi di devoti
  3. ne elabora di propri come custodi della fede e ausili nel percorso religioso (buddhismo Vajrayana)

Caratteristiche statue:

  1. dio e dea buddhista
  2. edificio sacro in posizione elevata —> rivolgono il viso verso il basso, il fedele
  3. analogie > con successiva statuaria kashmira
  4. gambe spezzate
  5. perfetti dettagli e ottimo stato conservazione colori (rosa, ocra, azzurro)
  6. visi sorridenti
  7. occhi bulbosi
  8. sopracciglia delineate fermamente
  9. lungo naso marcato
  10. concepiti x essere visti dal basso —> lineamenti acquistano piena armonia
  11. espressione benevola ma inquietante
  12. statua femminile —> sensuale fissità
  13. nudità = grande attenzione per anatomia —> tratto singolare attribuito a divinità femminili di carattere magico: 12.14. yogini = medievali divinità induismo 12.15. dakini = divinità bidoniste
  14. elaboratissima acconciatura figura femminile: 12.16. gioielli 12.17. fiori 12.18. figura spezzata uomo barbuto con espressione demoniaca e significato misterioso
  15. chiome figura maschile: 12.19. dilagano dietro le spalle 12.20. massa di riccioli = Buddha tradizione indiana
  16. gioielli fattura squisita
  17. splendide mani con lunghe dita atteggiate in posizioni elegantissime ma di disegno innaturale: 12.21. sx femminile con mazzolino fiori di loto in torsione con pollice che figura su parte esterna