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Riassunto micro e macro, Sintesi del corso di Politica Economica

riassunto di micro e macro economia

Tipologia: Sintesi del corso

2024/2025

Caricato il 07/03/2026

jdhqdtyx49
jdhqdtyx49 🇮🇹

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MICROECONOMIA
I Quattro Concetti Chiave In Economia (Microeconomia 1)
La MICROECONOMIA è lo studio del comportamento economico degli agenti individuali. Il
microeconomista analizza il modo in cui si comportano i singoli agenti: il consumatore, il lavoratore,
l’imprenditore, il risparmiatore e poi ne studia le interazioni all’interno del mercato. Il mercato è il luogo
in cui gli agenti economici interagiscono: il mercato del lavoro, il mercato finanziario.
La MACROECONOMIA è quella branca della teoria economica che studia il funzionamento
dell’economia nel suo complesso.
In entrambi i settori occorre tipicamente porre una distinzione tra:
Breve periodo: in cui si analizza l’economia in un dato momento;
Lungo periodo: in cui si analizza l’economia in uno spazio di tempo più ampio.
Abbiamo quattro concetti chiave in Economia:
1. Individualismo metodologico;
2. Razionalità;
3. Equilibrio;
4. Pareto-efficienza (pg 72 di questi riassunti).
Individualismo metodologico
È una branca della c.d. Epistemologia o c.d. filosofia della scienza (logica della ricerca scientifica). La
c.d. filosofia della scienza si occupa di cosa sia la scienza, come possiamo dire se una determinata teoria
è scientifica o no, come facciamo a separare la scienza dalla non scienza e così via.
L'individualismo metodologico afferma che le leggi che regolano la natura e il comportamento di un
oggetto complesso sono riconducibili senza residui all'interazione dei singoli elementi che costituiscono
l'oggetto complesso stesso. Ciò implica che, al fine di studiare le proprietà di un oggetto complesso,
occorre dapprima individuare le proprietà dei singoli elementi che lo costituiscono e, in seguito, studiare
l'interazione fra tali elementi. Applicato alla teoria economica, l’individualismo metodologico afferma
che ogni teoria economica, riguardante un oggetto complesso (quale ad esempio un dato mercato o
l’intero sistema economico) per essere considerata scientifica deve essere microfondata.
Una teoria è microfondata nel momento in cui è rigorosamente costruita sulla base di una teoria del
comportamento dell’agente economico individuale e su una teoria dell’iterazione fra i vari agenti
economici.
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MICROECONOMIA

I Quattro Concetti Chiave In Economia (Microeconomia 1)

La MICROECONOMIA è lo studio del comportamento economico degli agenti individuali. Il

microeconomista analizza il modo in cui si comportano i singoli agenti: il consumatore, il lavoratore,

l’imprenditore, il risparmiatore e poi ne studia le interazioni all’interno del mercato. Il mercato è il luogo

in cui gli agenti economici interagiscono: il mercato del lavoro, il mercato finanziario.

La MACROECONOMIA è quella branca della teoria economica che studia il funzionamento

dell’economia nel suo complesso.

In entrambi i settori occorre tipicamente porre una distinzione tra:

Breve periodo : in cui si analizza l’economia in un dato momento;

Lungo periodo : in cui si analizza l’economia in uno spazio di tempo più ampio.

Abbiamo quattro concetti chiave in Economia:

  1. Individualismo metodologico;
  2. Razionalità;
  3. Equilibrio;
  4. Pareto-efficienza (pg 72 di questi riassunti).

Individualismo metodologico

È una branca della c.d. Epistemologia o c.d. filosofia della scienza (logica della ricerca scientifica). La

c.d. filosofia della scienza si occupa di cosa sia la scienza, come possiamo dire se una determinata teoria

è scientifica o no, come facciamo a separare la scienza dalla non scienza e così via.

L'individualismo metodologico afferma che le leggi che regolano la natura e il comportamento di un

oggetto complesso sono riconducibili senza residui all'interazione dei singoli elementi che costituiscono

l'oggetto complesso stesso. Ciò implica che, al fine di studiare le proprietà di un oggetto complesso,

occorre dapprima individuare le proprietà dei singoli elementi che lo costituiscono e, in seguito, studiare

l'interazione fra tali elementi. Applicato alla teoria economica, l’individualismo metodologico afferma

che ogni teoria economica, riguardante un oggetto complesso (quale ad esempio un dato mercato o

l’intero sistema economico) per essere considerata scientifica deve essere microfondata.

Una teoria è microfondata nel momento in cui è rigorosamente costruita sulla base di una teoria del

comportamento dell’agente economico individuale e su una teoria dell’iterazione fra i vari agenti

economici.

Per spiegare il funzionamento di un dato mercato occorre suddividere la procedura in quattro fasi:

  1. Individuazione dell’equilibrio del singolo consumatore e della singola impresa;
  2. Determinazione della curva di domanda del singolo consumatore e della curva di offerta della

singola impresa;

  1. Aggregazione tramite somma orizzontale delle singole curve di domanda (o offerta) così da

determinare la curva di domanda (o offerta) di mercato;

  1. Determinazione dell’equilibrio di mercato tramite l’intersezione della curva di domanda di

mercato.

A fini di tale procedura analitica, l'equilibrio di mercato viene spiegato sulla base delle scelte razionali

compiute dagli agenti economici che operano nel mercato in esame. Tali scelte, in equilibrio. risultano

mutuamente compatibili e dunque realizzabili.

Razionalità Economica

La teoria del comportamento economico individuale ha un ruolo fondamentale nell'ambito della teoria

economica contemporanea. Essa, infatti, è basata sull'assunto fondamentale che gli agenti economici

compiono scelte razionali. Ne consegue che necessario, definire in modo non ambiguo il concetto di

razionalità individuale.

Razionalità massimizzante

La teoria della razionalità adottata in economia è la teoria della razionalità massimizzante : Gli agenti

economici risolvono i propri problemi decisionali scegliendo la soluzione ottimale. In termini formali

una scelta si definisce razionale nel momento in cui massimizza la funzione-obiettivo dell’agente

economico entro vincoli dati. Quindi una scelta si definisce razionale nel momento in cui l’agente

economico fa il meglio che può per raggiungere il proprio obiettivo, date le risorse a sua disposizione

e dati i parametri che definiscono la situazione in cui l’agente si ritrova ad agire.

Secondo Lord Lionel Robbins una risorsa, per essere considerata di interesse economico, deve

possedere tre caratteristiche:

Utilità : congruità rispetto a un fine;

Scarsità : disponibilità in quantità limitata rispetto ai bisogni umani;

Fungibilità : suscettibilità di impieghi alternativi.

Costo opportunità

Prima di affrontare il concetto occorre porre una distinzione tra:

Costo visibile: costi palesi che scaturiscono da fuoriuscite di denaro (imprenditore che assume

un lavoratore, manutenzione dei macchinari etc);

Costo invisibile: chiamati anche Costo-opportunità , sono calcoli eventuali (cioè che “non si

vedono”) che dovrebbero rientrare nella valutazione da parte degli agenti. Essi non sono affatto

irrilevanti, perché il non prendere in considerazione i costi invisibili conduce ad un consumo

subottimale delle risorse.

Dove c’è un problema decisionale, c’è un costo-opportunità.

Scelta fra opzioni alternative e il concetto di costo-opportunità

Il costo-opportunità è il valore monetario della migliore alternativa scartata ; quindi, si identifica

come una scelta come beneficio netto della migliore opzione scartata_._

MB = Beneficio marginale

MC = Costo Marginale

X

E

= Punto ottimale

X

1

= Beneficio Marginale maggiore del Costo Marginale

X

2

= Costo Marginale maggiore del Beneficio Marginale

In termini di profitto, il punto X E

rappresenta il Punto Ottimale perché:

 Se ci si ferma prima, si rinuncia a dei profitti aggiuntivi che si potrebbero ricavare

raggiungendo il Punto Ottimale;

 Se ci si ferma dopo, i costi saranno maggiori dei profitti.

Equilibrio Economico

Il concetto di equilibrio adoperato in economia è mutuato dalla fisica:

 Equilibrio: sistema fisico in cui agiscono delle forze uguali e contrapposte che si annullano a

vicenda;

 Disequilibrio: una situazione in cui è presente una tendenza endogena al cambiamento.

(Endogena: che ha origine interna).

In termini formali una situazione di equilibrio può essere definita come una situazione in cui è

assente ogni tendenza endogena al cambiamento.

Da cosa nasce l’equilibrio del mercato? Un sistema o un mercato si definiscono in equilibrio se e solo

se i singoli agenti economici di quel sistema o mercato sono in equilibrio.

Occorre distinguere l’equilibrio individuale dall’equilibrio di mercato:

Equilibrio individuale: Un singolo agente economico è in equilibrio se e solo se il risultato

economico pianificato dall’agente mediante la massimizzazione entro vincoli dati della sua 

funzione-obiettivo coincide con il risultato economico effettivamente conseguito dall’agente

economico.

Quindi si identifica l’equilibrio individuale in quella situazione in cui l’agente riesce a

conseguire gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere. L’agente economico è pienamente

soddisfatto della propria situazione economica e non cercherà di modificarla.

In una situazione di disequilibrio individuale, le grandezze pianificate e le grandezze realizzate

non coincidono

Equilibrio di mercato: è la risultante degli equilibri individuali. La situazione di mercato non

è una situazione di quiete, in quanto le azioni intraprese dagli agenti insoddisfatti hanno delle

ricadute sul prezzo e/o quantità del bene scambiato nel mercato. Grazie a un prezzo di mercato

e alla sua dinamica, gli agenti economici riescono a coordinarsi tra di loro in modo ottimale.

Infatti, la libera iniziativa non genera il caos, ma un equilibrio che ha delle proprietà di efficienza.

Questo fenomeno viene identificato market-clearing price , che sta proprio a indicare ilprezzo

che sgombra il mercato: sia i consumatori che i venditori sono soddisfatti delle transazioni

concluse e si ritirano dal mercato, lasciandolo così sgombro.

Grafico dell’equilibrio di mercato

Q

X

: quantità

P

X

: prezzo

Q

EX

: quantità di equilibrio

P

EX:

prezzo di equilibrio

Q

EX

= P

EX

: equilibrio di mercato

Q

d

(p X

) > Q

S

(p X

): Eccesso di domanda, il prezzo aumenta

Q

d

(p X

) < Q

S

(p x

): Eccesso di offerta, il prezzo diminuisce

La Curva di Domanda è negativa (Maggiore la quantità, meno domanda ci sarà)

La Curva di Offerta è positiva (Quanto più elevato è il prezzo di mercato, tanto più chi produce il bene

X ne produrrà)

Da cosa può scaturire?

 Aumenta il reddito medio pro capite dei consumatori, quindi i consumatori comprano più beni;

 Cambiano le preferenze (da carne a pesce, ovvero un prodotto diventa troppo costoso e si va

verso un altro).

Grafico shock positivo da domanda

 La curva di domanda di mercato si sposta a destra da D0 a D1 ;

 L’equilibrio di mercato si sposta da E0 a E1 ;

 Il prezzo di equilibrio di mercato aumenta da P0 a P1 ;

 La quantità scambiata di equilibrio aumenta da X0 a X1 ;

 La linea tratteggiata rappresenta l’eccesso di domanda che si viene a determinare in

corrispondenza del ‘vecchio’ prezzo di equilibrio P0 allorché la curva di domanda di mercato

si sposta a destra.

Shock di offerta

Lo shock può manifestarsi in positivo o in negativo a seconda se si presenta un eccesso di offerta

(positivo) o un eccesso di domanda (negativo):

Shock positivo di offerta: data la curva di domanda di mercato che resta data e costante, la

curva di offerta di mercato trasla parallelamente a destra nel piano px,X. In corrispondenza del

vecchio prezzo di equilibrio di mercato si registra così un eccesso di offerta. Il prezzo di

equilibrio di mercato si riduce mentre la quantità di equilibrio di mercato aumenta. Il nuovo

equilibrio di mercato si determina nel punto di intersezione fra la ‘nuova’ curva di offerta e la

curva di domanda.

Shock negativo di offerta: data la curva di domanda di mercato che resta data e costante, la

curva di offerta di mercato trasla parallelamente a sinistra nel piano px,X. In corrispondenza del

vecchio prezzo di equilibrio di mercato si registra così un eccesso di domanda. Il prezzo di

equilibrio di mercato aumenta mentre la quantità di equilibrio di mercato si riduce. Il nuovo

equilibrio di mercato si determina nel punto di intersezione fra la ‘nuova’ curva di offerta e la

curva di domanda.

In entrambi i casi di shock da offerta, dato che l’equilibrio di mercato si sposta lungo la curva di

domanda, prezzo e quantità di equilibrio di mercato si muovono in direzioni opposte.

Grafico shock negativo da offerta

 La curva di offerta di mercato si sposta a sinistra da S0 a S1 .

 L’equilibrio di mercato si sposta da E0 a E1 .

 Il prezzo di equilibrio di mercato aumenta da P0 a P1 .

 La quantità scambiata di equilibrio diminuisce da X0 a X1 .

 La linea tratteggiata rappresenta l’eccesso di domanda che si viene a determinare in

corrispondenza del ‘vecchio’ prezzo di equilibrio P0 allorché la curva di offerta di mercato si

sposta a sinistra.

L’inclinazione del vincolo di bilancio rappresenta il saggio a cui il Mercato consente di scambiareun

bene con un altro. È quindi un saggio di scambio “oggettivo”. (Carne costa 2 euro, Verdura 1 euro, se

Paolo toglie mezzo chilo di Carne, potrà permettersi un altro chilo di Verdura)

Possono verificarsi 4 casi:

1. Primo Caso

Se R aumenta e p X

e p Y

rimangono invariati, il vincolo di bilancio trasla a destra e l’area dei

panieri acquistabili aumenta;

2. Secondo Caso

Se entrambi i prezzi diminuiscono nella stessa proporzione e R rimane invariato, il vincolo di

bilancio trasla parallelamente a destra e l’area dei panieri acquistabili aumenta;

3. Terzo Caso

Se R, p X

e p Y

diminuiscono o aumentano nella stessa proporzione, il vincolo di bilancio resta

immutato;

4. Quarto caso

Questo caso si manifesta nel momento in cui un prodotto viene venduto ad un prezzo scontato. R/p X

è la quantità del bene che Paolo poteva comprare al prezzo originale, mentre R/p X

indica la quantità del

bene che potrà permettersi adesso.

L’intercetta su asse verticale non si muove, mentre quella sull’asse orizzontale si sposta.

Il fatto che siano cambiati il prezzo relativo e quindi l’inclinazione della retta ha due effetti:

 Paolo ora può comprare panieri che prima non poteva permettersi; perciò, il suo potere

d’acquisto è aumentato;

 Il saggio di scambio tra le scelte di Paolo è cambiato.

Funzione Indice di Utilità (Microeconomia 30)

Questa funzione N costituisce la parte soggettiva del problema del consumatore, cioè le sue reali

preferenze (preferire il paniere A rispetto a B, viceversa o qualsiasi altro caso). Si tratta quindi di mettere

in ordine di preferenza i panieri in relazione ai gusti e alle necessità del consumatore.

Tale funzione si costruisce a partire da alcuni assiomi sulle preferenze individuali:

o I primi due servono per costruire la funzione Indice;

o Gli altri due servono a dare alla funzione determinate caratteristiche ( Mentre i primi due

assiomi sono abbastanza coerenti, questi sono meno plausibili: nel senso che è facile avanzare

delle critiche e controesempi ).

1. Assioma della Completezza

Per ogni possibile coppia di panieri, il consumatore è sempre in grado di dire quale preferisce. Il

consumatore sa sempre quello che vuole. Questo assioma si applica:

  • A un consumatore che ha conoscenza di tutti i beni (può esprimere preferenza per qualcosa

che già conosce);

  • Quando il consumatore ha anche delle preferenze stabili e consolidate. 2. Assioma di Transitività

Rappresenta la coerenza delle preferenze del consumatore. Sono coinvolti tre panieri. Il consumatore

preferisce A rispetto a B. Se gli si presenta un’ulteriore paniere definito C e tra B e C preferisce il

paniere B o è indifferente per lui scegliere, allora per coerenza deve preferire A rispetto a C. Si presume

che l’ordine di preferenza rimasti immutato secondo i gusti del consumatore.

Queste due funzioni ci consentono di costruire già una funzione indice di utilità:

Ammettiamo che i panieri siano tre. Il consumatore afferma che tra i tre preferisce A e scarta B e C.

3. Assioma di Monotonia

Più ce n’è, meglio è. Maggiore è la quantità del bene che il consumatore potrà prendere, meglio è.

Impone al consumatore di scegliere tra due panieri quello più ricco. Se il paniere A e B hanno la stessa

quantità di X, ma il secondo paniere presenta un numero più alto di Y, si sceglierà il paniere B. Si

impone questo assioma della monotonia perché le curve di indifferenza devono essere inclinate

negativamente, quindi per essere inclinata negativamente occorre assumere tale assioma di Monotonia.

Una proprietà delle curve di indifferenza è che sia inclinata negativamente, perché grazie ad essa

possiamo determinare il paniere ottimale.

Saggio marginale di sostituzione psicologica tra i beni X e Y

Esiste anche un saggio di scambio soggettivo, detto in termini tecnici saggio marginale di sostituzione

psicologica (SMSPXY).

Con questo termine si identifica il saggio a cui il consumatore è disposto a scambiare X o Y per

movimenti lungo la curva di indifferenza. Mantenendo costante l’utilità, qual è il saggio a cui il

consumatore è disposto a scambiare X per Y lungo la curva di indifferenza tenendo costante il livello

di utilità?

Esempio del ristorante : Paolo è al ristorante con Antonio ed entrambi mangiano carne e verdura. Se

Paolo prende dal piatto di Antonio un po’ di carne e verdura, prende un piatto più ricco. Visto che paolo

è monotono, chiaramente preferisce acquisire piuttosto che cedere.

Il problema è che Antonio avrebbe una minore quantità dei beni; quindi, la sua curva di indifferenza

sarebbe minore. È chiaro che Antonio rifiuterebbe la cessione dei beni a paolo. Se paolo vuole avere

più carne o più verdura, deve proporre uno scambio ad Antonio (Un po’ della tua carne per la mia

verdura).

La scelta dal Paniere Ottimale (Microeconomia 39)

Alla luce dell’analisi di elementi soggettivi ed oggettivi, è possibile adesso risolvere il problema

decisionale del consumatore, il cui consiste nel selezionare il paniere di beni di consumo X e Y che

massimizza la propria funzione indice di utilità nel rispetto del proprio vincolo di bilancio.

L’obiettivo del consumatore è quello di selezionare il paniere di beni di consumo a cui è associato il

livello di utilità più elevato fra i panieri economicamente accessibili; pertanto, cercherà di spostarsi su

curve di indifferenza sempre più in alto a destra fino a che non incontra il limite costituito dal proprio

vincolo di bilancio.

Il paniere ottimale si situa nel punto di tangenza fra il vincolo di bilancio e la curva di indifferenza più

alta fra quelle che rientrano nel vincolo di bilancio.

 A: acquistabile, ma rimangono soldi in taca;

 B: acquistabile, ma rimangono soldi in tasca;

 C: è preferito a E, ma non è acquistabile;

 E: acquistabile e in linea col suo vincolo di bilancio → paniere ottimale.

Nel punto B, se traccio la tangente non ha la stessa inclinazione. Succede che in E (punto di tangenza)

punto di indifferenza e vincolo di bilancio hanno la stessa inclinazione.

Secondo esercizio di statica comparata: La Curva Prezzo-Consumo e la Curva di Domanda

Individuale

Tenendo costanti R e p Y,

facciamo variare parametricamente p X

. Identifichiamo tutti i punti di

tangenza fra curve di indifferenza e vincoli di bilancio: congiungendo i vari panieri ottimali così

ottenuti si costruisce la Curva Prezzo-Consumo dell’agente.

Dalla Curva Prezzo-Consumo discende la Curva di Domanda Individuale del bene X, ossia la

relazione fra la quantità consumata del bene X da parte dell’agente e il relativo prezzo monetario. La

curva è inclinata negativamente.

Lo stesso esercizio può essere applicato facendo variare parametricamente p Y

e tenendo costanti R e

p Y

Differenza tra Bene Normale e Bene Inferiore

 Bene Normale: Se la quantità consumata del bene X aumenta al crescere del reddito monetario R,

il bene X si definisce normale → ΔX/ΔR > 0

 Bene Inferiore: Se la quantità consumata del bene X diminuisce al crescere del reddito monetario

R, il bene X si definisce inferiore → ΔX/ΔR < 0

Effetto Complessivo di Prezzo come somma di Effetto Sostituzione ed Effetto Reddito

Quando il prezzo di un bene X diminuisce e R e Y rimangono costanti, si verificano due conseguenze:

 Il saggio di scambio dei due beni X e Y muta;

 Il potere d’acquisto in termini reali del consumatore aumenta.

Metodo di scomposizione di Hicks

La diminuzione di px comporta un aumento del potere di acquisto in termini reali del consumatore. Se

le preferenze sono monotone, ciò implica che il consumatore reagisce alla diminuzione del prezzo

portandosi su una curva di indifferenza più alta rispetto a quella iniziale.

 E1: il consumatore desidera acquistare una quantità di beni specifica e rappresenta il paniere

ottimale iniziale;

 E2: diminuisce il prezzo del bene X e il paniere ottimale si sposta in E2 che prima non era

acquistabile e ora sì.

 E3: Se diminuiamo R al consumatore, il vincolo di bilancio diminuisce fino a che il paniere

ottimale diventa E3.

Ne consegue che:

Il segno dell’effetto di sostituzione è univoco , nel senso che l’effetto implica invariabilmente

un aumento della quantità consumata del bene X da parte del consumatore al diminuire del suo

prezzo e viceversa;

 Per contro, il segno dell’effetto reddito è ambiguo , nel senso che l’effetto reddito ha segno

positivo per i beni normali e negativo per i beni inferiori.

Metodo di scomposizione di Slutsky

Questo metodo si distingue da quello di Hicks perché in esso è possibile raggiungere il risultato senza

fare riferimento a grandezze inosservabili come la curva di indifferenza.

Esso infatti ci consente di:

 Accantonare grandezze mentalisti e dunque inosservabili es. (le curve di indifferenza) e di

lavorare unicamente con grandezze osservabili (es. prezzi monetari e i panieri di beni);

 Mettere in luce come, in date circostanze, le preferenze inosservabili del consumatore vengano

rilevate dalle sue scelte osservabili.

In questo caso si verifica tutto come prima (pg. 17), ma si valuta anche E4. Tutti i panieri a sinistra di

E1 erano già stati scartati ex ante dal consumatore; quindi, sicuramente non saranno presi in

considerazione nemmeno al variare del vincolo di bilancio, qualora si trovino al di sotto di esso come

nel caso di E4.

Elasticità della Domanda (Microeconomia 58)

Per Elasticità della Domanda si intende la variazione percentuale della quantità domandata in

relazione alla variazione percentuale del prezzo o del reddito.

Tipi di elasticità

L'elasticità della domanda del bene X è una misura della reattività della quantità domandata del bene

X in risposta a una variazione di uno di questi tre parametri:

 Elasticità-reddito → Variazione percentuale della quantità domandata del bene X in risposta a

una variazione percentuale del reddito monetario dei consumatori;

 Elasticità-prezzo → Variazione percentuale della quantità domandata del bene X in risposta a

una variazione percentuale del prezzo del bene X;

 Elasticità incrociata → Variazione percentuale della quantità domandata del bene X in risposta

a una variazione percentuale del prezzo del bene Y.

Esempio : siamo monopolisti legali e possiamo scegliere il prezzo del bene. Dopo aver scelto il prezzo,

potremmo chiederci se quel prezzo massimizza il profitto e quindi se aumentando il prezzo il nostro

guadagno aumenta. Allora si va a stimare la curva di domanda e il suo valore di elasticità. Quindi magari

può succedere che aumentando calano le vendite notevolmente, ma può succedere che la riduzione delle

vendite è così basso che conviene aumentare il prezzo del punto percentuale programmato.