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riassunto di micro e macro economia
Tipologia: Sintesi del corso
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La MICROECONOMIA è lo studio del comportamento economico degli agenti individuali. Il
microeconomista analizza il modo in cui si comportano i singoli agenti: il consumatore, il lavoratore,
l’imprenditore, il risparmiatore e poi ne studia le interazioni all’interno del mercato. Il mercato è il luogo
in cui gli agenti economici interagiscono: il mercato del lavoro, il mercato finanziario.
La MACROECONOMIA è quella branca della teoria economica che studia il funzionamento
dell’economia nel suo complesso.
In entrambi i settori occorre tipicamente porre una distinzione tra:
Breve periodo : in cui si analizza l’economia in un dato momento;
Lungo periodo : in cui si analizza l’economia in uno spazio di tempo più ampio.
Abbiamo quattro concetti chiave in Economia:
È una branca della c.d. Epistemologia o c.d. filosofia della scienza (logica della ricerca scientifica). La
c.d. filosofia della scienza si occupa di cosa sia la scienza, come possiamo dire se una determinata teoria
è scientifica o no, come facciamo a separare la scienza dalla non scienza e così via.
L'individualismo metodologico afferma che le leggi che regolano la natura e il comportamento di un
oggetto complesso sono riconducibili senza residui all'interazione dei singoli elementi che costituiscono
l'oggetto complesso stesso. Ciò implica che, al fine di studiare le proprietà di un oggetto complesso,
occorre dapprima individuare le proprietà dei singoli elementi che lo costituiscono e, in seguito, studiare
l'interazione fra tali elementi. Applicato alla teoria economica, l’individualismo metodologico afferma
che ogni teoria economica, riguardante un oggetto complesso (quale ad esempio un dato mercato o
l’intero sistema economico) per essere considerata scientifica deve essere microfondata.
Una teoria è microfondata nel momento in cui è rigorosamente costruita sulla base di una teoria del
comportamento dell’agente economico individuale e su una teoria dell’iterazione fra i vari agenti
economici.
Per spiegare il funzionamento di un dato mercato occorre suddividere la procedura in quattro fasi:
singola impresa;
determinare la curva di domanda (o offerta) di mercato;
mercato.
A fini di tale procedura analitica, l'equilibrio di mercato viene spiegato sulla base delle scelte razionali
compiute dagli agenti economici che operano nel mercato in esame. Tali scelte, in equilibrio. risultano
mutuamente compatibili e dunque realizzabili.
La teoria del comportamento economico individuale ha un ruolo fondamentale nell'ambito della teoria
economica contemporanea. Essa, infatti, è basata sull'assunto fondamentale che gli agenti economici
compiono scelte razionali. Ne consegue che necessario, definire in modo non ambiguo il concetto di
razionalità individuale.
Razionalità massimizzante
La teoria della razionalità adottata in economia è la teoria della razionalità massimizzante : Gli agenti
economici risolvono i propri problemi decisionali scegliendo la soluzione ottimale. In termini formali
una scelta si definisce razionale nel momento in cui massimizza la funzione-obiettivo dell’agente
economico entro vincoli dati. Quindi una scelta si definisce razionale nel momento in cui l’agente
economico fa il meglio che può per raggiungere il proprio obiettivo, date le risorse a sua disposizione
e dati i parametri che definiscono la situazione in cui l’agente si ritrova ad agire.
Secondo Lord Lionel Robbins una risorsa, per essere considerata di interesse economico, deve
possedere tre caratteristiche:
Utilità : congruità rispetto a un fine;
Scarsità : disponibilità in quantità limitata rispetto ai bisogni umani;
Fungibilità : suscettibilità di impieghi alternativi.
Costo opportunità
Prima di affrontare il concetto occorre porre una distinzione tra:
Costo visibile: costi palesi che scaturiscono da fuoriuscite di denaro (imprenditore che assume
un lavoratore, manutenzione dei macchinari etc);
Costo invisibile: chiamati anche Costo-opportunità , sono calcoli eventuali (cioè che “non si
vedono”) che dovrebbero rientrare nella valutazione da parte degli agenti. Essi non sono affatto
irrilevanti, perché il non prendere in considerazione i costi invisibili conduce ad un consumo
subottimale delle risorse.
Dove c’è un problema decisionale, c’è un costo-opportunità.
Scelta fra opzioni alternative e il concetto di costo-opportunità
Il costo-opportunità è il valore monetario della migliore alternativa scartata ; quindi, si identifica
come una scelta come beneficio netto della migliore opzione scartata_._
MB = Beneficio marginale
MC = Costo Marginale
E
= Punto ottimale
1
= Beneficio Marginale maggiore del Costo Marginale
2
= Costo Marginale maggiore del Beneficio Marginale
In termini di profitto, il punto X E
rappresenta il Punto Ottimale perché:
Se ci si ferma prima, si rinuncia a dei profitti aggiuntivi che si potrebbero ricavare
raggiungendo il Punto Ottimale;
Se ci si ferma dopo, i costi saranno maggiori dei profitti.
Il concetto di equilibrio adoperato in economia è mutuato dalla fisica:
Equilibrio: sistema fisico in cui agiscono delle forze uguali e contrapposte che si annullano a
vicenda;
Disequilibrio: una situazione in cui è presente una tendenza endogena al cambiamento.
(Endogena: che ha origine interna).
In termini formali una situazione di equilibrio può essere definita come una situazione in cui è
assente ogni tendenza endogena al cambiamento.
Da cosa nasce l’equilibrio del mercato? Un sistema o un mercato si definiscono in equilibrio se e solo
se i singoli agenti economici di quel sistema o mercato sono in equilibrio.
Occorre distinguere l’equilibrio individuale dall’equilibrio di mercato:
Equilibrio individuale: Un singolo agente economico è in equilibrio se e solo se il risultato
funzione-obiettivo coincide con il risultato economico effettivamente conseguito dall’agente
economico.
Quindi si identifica l’equilibrio individuale in quella situazione in cui l’agente riesce a
conseguire gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere. L’agente economico è pienamente
soddisfatto della propria situazione economica e non cercherà di modificarla.
In una situazione di disequilibrio individuale, le grandezze pianificate e le grandezze realizzate
non coincidono
Equilibrio di mercato: è la risultante degli equilibri individuali. La situazione di mercato non
è una situazione di quiete, in quanto le azioni intraprese dagli agenti insoddisfatti hanno delle
ricadute sul prezzo e/o quantità del bene scambiato nel mercato. Grazie a un prezzo di mercato
e alla sua dinamica, gli agenti economici riescono a coordinarsi tra di loro in modo ottimale.
Infatti, la libera iniziativa non genera il caos, ma un equilibrio che ha delle proprietà di efficienza.
Questo fenomeno viene identificato market-clearing price , che sta proprio a indicare ilprezzo
che sgombra il mercato: sia i consumatori che i venditori sono soddisfatti delle transazioni
concluse e si ritirano dal mercato, lasciandolo così sgombro.
Grafico dell’equilibrio di mercato
X
: quantità
X
: prezzo
EX
: quantità di equilibrio
EX:
prezzo di equilibrio
EX
EX
: equilibrio di mercato
d
(p X
S
(p X
): Eccesso di domanda, il prezzo aumenta
d
(p X
S
(p x
): Eccesso di offerta, il prezzo diminuisce
La Curva di Domanda è negativa (Maggiore la quantità, meno domanda ci sarà)
La Curva di Offerta è positiva (Quanto più elevato è il prezzo di mercato, tanto più chi produce il bene
X ne produrrà)
Da cosa può scaturire?
Aumenta il reddito medio pro capite dei consumatori, quindi i consumatori comprano più beni;
Cambiano le preferenze (da carne a pesce, ovvero un prodotto diventa troppo costoso e si va
verso un altro).
Grafico shock positivo da domanda
La curva di domanda di mercato si sposta a destra da D0 a D1 ;
L’equilibrio di mercato si sposta da E0 a E1 ;
Il prezzo di equilibrio di mercato aumenta da P0 a P1 ;
La quantità scambiata di equilibrio aumenta da X0 a X1 ;
La linea tratteggiata rappresenta l’eccesso di domanda che si viene a determinare in
corrispondenza del ‘vecchio’ prezzo di equilibrio P0 allorché la curva di domanda di mercato
si sposta a destra.
Lo shock può manifestarsi in positivo o in negativo a seconda se si presenta un eccesso di offerta
(positivo) o un eccesso di domanda (negativo):
Shock positivo di offerta: data la curva di domanda di mercato che resta data e costante, la
curva di offerta di mercato trasla parallelamente a destra nel piano px,X. In corrispondenza del
vecchio prezzo di equilibrio di mercato si registra così un eccesso di offerta. Il prezzo di
equilibrio di mercato si riduce mentre la quantità di equilibrio di mercato aumenta. Il nuovo
equilibrio di mercato si determina nel punto di intersezione fra la ‘nuova’ curva di offerta e la
curva di domanda.
Shock negativo di offerta: data la curva di domanda di mercato che resta data e costante, la
curva di offerta di mercato trasla parallelamente a sinistra nel piano px,X. In corrispondenza del
vecchio prezzo di equilibrio di mercato si registra così un eccesso di domanda. Il prezzo di
equilibrio di mercato aumenta mentre la quantità di equilibrio di mercato si riduce. Il nuovo
equilibrio di mercato si determina nel punto di intersezione fra la ‘nuova’ curva di offerta e la
curva di domanda.
In entrambi i casi di shock da offerta, dato che l’equilibrio di mercato si sposta lungo la curva di
domanda, prezzo e quantità di equilibrio di mercato si muovono in direzioni opposte.
Grafico shock negativo da offerta
La curva di offerta di mercato si sposta a sinistra da S0 a S1 .
L’equilibrio di mercato si sposta da E0 a E1 .
Il prezzo di equilibrio di mercato aumenta da P0 a P1 .
La quantità scambiata di equilibrio diminuisce da X0 a X1 .
La linea tratteggiata rappresenta l’eccesso di domanda che si viene a determinare in
corrispondenza del ‘vecchio’ prezzo di equilibrio P0 allorché la curva di offerta di mercato si
sposta a sinistra.
L’inclinazione del vincolo di bilancio rappresenta il saggio a cui il Mercato consente di scambiareun
bene con un altro. È quindi un saggio di scambio “oggettivo”. (Carne costa 2 euro, Verdura 1 euro, se
Paolo toglie mezzo chilo di Carne, potrà permettersi un altro chilo di Verdura)
Possono verificarsi 4 casi:
1. Primo Caso
Se R aumenta e p X
e p Y
rimangono invariati, il vincolo di bilancio trasla a destra e l’area dei
panieri acquistabili aumenta;
2. Secondo Caso
Se entrambi i prezzi diminuiscono nella stessa proporzione e R rimane invariato, il vincolo di
bilancio trasla parallelamente a destra e l’area dei panieri acquistabili aumenta;
3. Terzo Caso
Se R, p X
e p Y
diminuiscono o aumentano nella stessa proporzione, il vincolo di bilancio resta
immutato;
4. Quarto caso
Questo caso si manifesta nel momento in cui un prodotto viene venduto ad un prezzo scontato. R/p X
è la quantità del bene che Paolo poteva comprare al prezzo originale, mentre R/p X
indica la quantità del
bene che potrà permettersi adesso.
L’intercetta su asse verticale non si muove, mentre quella sull’asse orizzontale si sposta.
Il fatto che siano cambiati il prezzo relativo e quindi l’inclinazione della retta ha due effetti:
Paolo ora può comprare panieri che prima non poteva permettersi; perciò, il suo potere
d’acquisto è aumentato;
Il saggio di scambio tra le scelte di Paolo è cambiato.
Questa funzione N costituisce la parte soggettiva del problema del consumatore, cioè le sue reali
preferenze (preferire il paniere A rispetto a B, viceversa o qualsiasi altro caso). Si tratta quindi di mettere
in ordine di preferenza i panieri in relazione ai gusti e alle necessità del consumatore.
Tale funzione si costruisce a partire da alcuni assiomi sulle preferenze individuali:
o I primi due servono per costruire la funzione Indice;
o Gli altri due servono a dare alla funzione determinate caratteristiche ( Mentre i primi due
assiomi sono abbastanza coerenti, questi sono meno plausibili: nel senso che è facile avanzare
delle critiche e controesempi ).
1. Assioma della Completezza
Per ogni possibile coppia di panieri, il consumatore è sempre in grado di dire quale preferisce. Il
consumatore sa sempre quello che vuole. Questo assioma si applica:
che già conosce);
Rappresenta la coerenza delle preferenze del consumatore. Sono coinvolti tre panieri. Il consumatore
preferisce A rispetto a B. Se gli si presenta un’ulteriore paniere definito C e tra B e C preferisce il
paniere B o è indifferente per lui scegliere, allora per coerenza deve preferire A rispetto a C. Si presume
che l’ordine di preferenza rimasti immutato secondo i gusti del consumatore.
Queste due funzioni ci consentono di costruire già una funzione indice di utilità:
Ammettiamo che i panieri siano tre. Il consumatore afferma che tra i tre preferisce A e scarta B e C.
3. Assioma di Monotonia
Più ce n’è, meglio è. Maggiore è la quantità del bene che il consumatore potrà prendere, meglio è.
Impone al consumatore di scegliere tra due panieri quello più ricco. Se il paniere A e B hanno la stessa
quantità di X, ma il secondo paniere presenta un numero più alto di Y, si sceglierà il paniere B. Si
impone questo assioma della monotonia perché le curve di indifferenza devono essere inclinate
negativamente, quindi per essere inclinata negativamente occorre assumere tale assioma di Monotonia.
Una proprietà delle curve di indifferenza è che sia inclinata negativamente, perché grazie ad essa
possiamo determinare il paniere ottimale.
Esiste anche un saggio di scambio soggettivo, detto in termini tecnici saggio marginale di sostituzione
psicologica (SMSPXY).
Con questo termine si identifica il saggio a cui il consumatore è disposto a scambiare X o Y per
movimenti lungo la curva di indifferenza. Mantenendo costante l’utilità, qual è il saggio a cui il
consumatore è disposto a scambiare X per Y lungo la curva di indifferenza tenendo costante il livello
di utilità?
Esempio del ristorante : Paolo è al ristorante con Antonio ed entrambi mangiano carne e verdura. Se
Paolo prende dal piatto di Antonio un po’ di carne e verdura, prende un piatto più ricco. Visto che paolo
è monotono, chiaramente preferisce acquisire piuttosto che cedere.
Il problema è che Antonio avrebbe una minore quantità dei beni; quindi, la sua curva di indifferenza
sarebbe minore. È chiaro che Antonio rifiuterebbe la cessione dei beni a paolo. Se paolo vuole avere
più carne o più verdura, deve proporre uno scambio ad Antonio (Un po’ della tua carne per la mia
verdura).
Alla luce dell’analisi di elementi soggettivi ed oggettivi, è possibile adesso risolvere il problema
decisionale del consumatore, il cui consiste nel selezionare il paniere di beni di consumo X e Y che
massimizza la propria funzione indice di utilità nel rispetto del proprio vincolo di bilancio.
L’obiettivo del consumatore è quello di selezionare il paniere di beni di consumo a cui è associato il
livello di utilità più elevato fra i panieri economicamente accessibili; pertanto, cercherà di spostarsi su
curve di indifferenza sempre più in alto a destra fino a che non incontra il limite costituito dal proprio
vincolo di bilancio.
Il paniere ottimale si situa nel punto di tangenza fra il vincolo di bilancio e la curva di indifferenza più
alta fra quelle che rientrano nel vincolo di bilancio.
A: acquistabile, ma rimangono soldi in taca;
B: acquistabile, ma rimangono soldi in tasca;
C: è preferito a E, ma non è acquistabile;
E: acquistabile e in linea col suo vincolo di bilancio → paniere ottimale.
Nel punto B, se traccio la tangente non ha la stessa inclinazione. Succede che in E (punto di tangenza)
punto di indifferenza e vincolo di bilancio hanno la stessa inclinazione.
Secondo esercizio di statica comparata: La Curva Prezzo-Consumo e la Curva di Domanda
Individuale
Tenendo costanti R e p Y,
facciamo variare parametricamente p X
. Identifichiamo tutti i punti di
tangenza fra curve di indifferenza e vincoli di bilancio: congiungendo i vari panieri ottimali così
ottenuti si costruisce la Curva Prezzo-Consumo dell’agente.
Dalla Curva Prezzo-Consumo discende la Curva di Domanda Individuale del bene X, ossia la
relazione fra la quantità consumata del bene X da parte dell’agente e il relativo prezzo monetario. La
curva è inclinata negativamente.
Lo stesso esercizio può essere applicato facendo variare parametricamente p Y
e tenendo costanti R e
p Y
Differenza tra Bene Normale e Bene Inferiore
Bene Normale: Se la quantità consumata del bene X aumenta al crescere del reddito monetario R,
il bene X si definisce normale → ΔX/ΔR > 0
Bene Inferiore: Se la quantità consumata del bene X diminuisce al crescere del reddito monetario
R, il bene X si definisce inferiore → ΔX/ΔR < 0
Effetto Complessivo di Prezzo come somma di Effetto Sostituzione ed Effetto Reddito
Quando il prezzo di un bene X diminuisce e R e Y rimangono costanti, si verificano due conseguenze:
Il saggio di scambio dei due beni X e Y muta;
Il potere d’acquisto in termini reali del consumatore aumenta.
Metodo di scomposizione di Hicks
La diminuzione di px comporta un aumento del potere di acquisto in termini reali del consumatore. Se
le preferenze sono monotone, ciò implica che il consumatore reagisce alla diminuzione del prezzo
portandosi su una curva di indifferenza più alta rispetto a quella iniziale.
E1: il consumatore desidera acquistare una quantità di beni specifica e rappresenta il paniere
ottimale iniziale;
E2: diminuisce il prezzo del bene X e il paniere ottimale si sposta in E2 che prima non era
acquistabile e ora sì.
E3: Se diminuiamo R al consumatore, il vincolo di bilancio diminuisce fino a che il paniere
ottimale diventa E3.
Ne consegue che:
Il segno dell’effetto di sostituzione è univoco , nel senso che l’effetto implica invariabilmente
un aumento della quantità consumata del bene X da parte del consumatore al diminuire del suo
prezzo e viceversa;
Per contro, il segno dell’effetto reddito è ambiguo , nel senso che l’effetto reddito ha segno
positivo per i beni normali e negativo per i beni inferiori.
Questo metodo si distingue da quello di Hicks perché in esso è possibile raggiungere il risultato senza
fare riferimento a grandezze inosservabili come la curva di indifferenza.
Esso infatti ci consente di:
Accantonare grandezze mentalisti e dunque inosservabili es. (le curve di indifferenza) e di
lavorare unicamente con grandezze osservabili (es. prezzi monetari e i panieri di beni);
Mettere in luce come, in date circostanze, le preferenze inosservabili del consumatore vengano
rilevate dalle sue scelte osservabili.
In questo caso si verifica tutto come prima (pg. 17), ma si valuta anche E4. Tutti i panieri a sinistra di
E1 erano già stati scartati ex ante dal consumatore; quindi, sicuramente non saranno presi in
considerazione nemmeno al variare del vincolo di bilancio, qualora si trovino al di sotto di esso come
nel caso di E4.
Per Elasticità della Domanda si intende la variazione percentuale della quantità domandata in
relazione alla variazione percentuale del prezzo o del reddito.
Tipi di elasticità
L'elasticità della domanda del bene X è una misura della reattività della quantità domandata del bene
X in risposta a una variazione di uno di questi tre parametri:
Elasticità-reddito → Variazione percentuale della quantità domandata del bene X in risposta a
una variazione percentuale del reddito monetario dei consumatori;
Elasticità-prezzo → Variazione percentuale della quantità domandata del bene X in risposta a
una variazione percentuale del prezzo del bene X;
Elasticità incrociata → Variazione percentuale della quantità domandata del bene X in risposta
a una variazione percentuale del prezzo del bene Y.
Esempio : siamo monopolisti legali e possiamo scegliere il prezzo del bene. Dopo aver scelto il prezzo,
potremmo chiederci se quel prezzo massimizza il profitto e quindi se aumentando il prezzo il nostro
guadagno aumenta. Allora si va a stimare la curva di domanda e il suo valore di elasticità. Quindi magari
può succedere che aumentando calano le vendite notevolmente, ma può succedere che la riduzione delle
vendite è così basso che conviene aumentare il prezzo del punto percentuale programmato.