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MICRO-MACRO ECONOMIA, Dispense di Scienza delle Finanze

DISPENSA DI MICRO/MACRO ECONOMIA

Tipologia: Dispense

2019/2020

Caricato il 28/08/2020

Giusianni95
Giusianni95 🇮🇹

4.1

(36)

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CORSO INTRODUTTIVO DI ECONOMIA GIUSEPPE SOBBRIO
MICROECONOMIA
1. INTRODUZIONE
Economia Politica = 1776 con “Ricchezza delle Nazioni” Smith la esamina per la prima
volta Dal greco: Economia = leggi della casa, Politica = società
= Il suo studio scientifico nasce nel periodo della rivoluzione industriale sorge la
produzione di massa e si sviluppa il capitale
= Essa studia le leggi economiche che regolano la produzione e la distribuzione del
reddito e della ricchezza.
MACROECONOMIA: studia le grandezze economiche aggregate (es. la crescita
economica, i tassi di interesse, l’inflazione)
MICROECONOMIA: studia il comportamento dei singoli agenti economici
Ogni decisione microeconomica esercita inevitabilmente anche un impatto
macroeconomica
Metodo scientifico dell’economia = le leggi di carattere economico sono soggette ad
integrazioni e modifiche poiché, per la loro natura non dogmatica, richiedono una
continua opera di verifica.
Economia monetaria = la sua nascita ha significato la possibilità di intensificare gli
scambi che prima erano limitati essendo basati sul baratto
Rivoluzione industriale = determina l’introduzione di tecniche che hanno consentito di
produrre sempre di più a parità di lavoro impiegato es. di Smith: mentre 1 operaio da
solo in un solo giorno poteva produrre 20 spilli, con l’introduzione di macchine e la
divisione del lavoro, 10 operai erano in grado di produrre 48mila spilli
Fino al ‘900 = Sovranità del consumatore: unico movente dell’attività economica sono
i bisogni dell’individuo in quanto essere “perfettamente” razionale, che sa sempre cosa
vuole
Dopo il ‘900 = Asimmetrie informative + informazione limitata = razionalità limitata
il meccanismo della “sovranità del consumatore” non è valido perché i consumi sono
determinati anche dallo stesso sistema produttivo che suggerisce mode e stili di vita,
anche dannosi
Bisogni = indicano uno stato di insoddisfazione che viene meno quando è possibile
ottenere i beni di cui abbiamo necessità
Beni: materiali e immateriali (servizi), essenziali e non essenziali, presenti e futuri,
complementari (quando dal loro consumo congiunto si ottiene un’utilità maggiore e
sostituibili (quando possono sostituirsi l’uno con l’altro per ottenere una stessa utilità).
Moneta = bene per eccellenza
Merci = beni scambiati nel mercato (luogo in cui si incontrano compratori e venditori)
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CORSO INTRODUTTIVO DI ECONOMIA – GIUSEPPE SOBBRIO

MICROECONOMIA

1. INTRODUZIONE

Economia Politica = 1776 con “Ricchezza delle Nazioni” Smith la esamina per la prima volta →Dal greco: Economia = leggi della casa , Politica = società = Il suo studio scientifico nasce nel periodo della rivoluzione industriale → sorge la produzione di massa e si sviluppa il capitale = Essa studia le leggi economiche che regolano la produzione e la distribuzione del reddito e della ricchezza.

  • MACROECONOMIA: studia le grandezze economiche aggregate (es. la crescita economica, i tassi di interesse, l’inflazione)
  • MICROECONOMIA: studia il comportamento dei singoli agenti economici → Ogni decisione microeconomica esercita inevitabilmente anche un impatto macroeconomica Metodo scientifico dell’economia = le leggi di carattere economico sono soggette ad integrazioni e modifiche poiché, per la loro natura non dogmatica, richiedono una continua opera di verifica. Economia monetaria = la sua nascita ha significato la possibilità di intensificare gli scambi che prima erano limitati essendo basati sul baratto Rivoluzione industriale = determina l’introduzione di tecniche che hanno consentito di produrre sempre di più a parità di lavoro impiegato → es. di Smith: mentre 1 operaio da solo in un solo giorno poteva produrre 20 spilli, con l’introduzione di macchine e la divisione del lavoro, 10 operai erano in grado di produrre 48mila spilli →Fino al ‘900 = Sovranità del consumatore : unico movente dell’attività economica sono i bisogni dell’individuo in quanto essere “perfettamente” razionale, che sa sempre cosa vuole →Dopo il ‘900 = Asimmetrie informative + informazione limitata = razionalità limitata → il meccanismo della “sovranità del consumatore” non è valido perché i consumi sono determinati anche dallo stesso sistema produttivo che suggerisce mode e stili di vita, anche dannosi Bisogni = indicano uno stato di insoddisfazione che viene meno quando è possibile ottenere i beni di cui abbiamo necessità Beni : materiali e immateriali (servizi), essenziali e non essenziali, presenti e futuri, complementari (quando dal loro consumo congiunto si ottiene un’utilità maggiore e sostituibili (quando possono sostituirsi l’uno con l’altro per ottenere una stessa utilità). Moneta = bene per eccellenza Merci = beni scambiati nel mercato (luogo in cui si incontrano compratori e venditori)

2. LA TEORIA DELLA DOMANDA

Definiamo utilità, la misura della felicità o soddisfazione individuale. Un bene è dunque utile se considerato idoneo a soddisfare una determinata domanda. Utilità cardinale = all’utilità si può attribuire un valore, cioè si può quantificare il livello di utilità. Utilità cardinale (grazie anche agli studi di Pareto, si introdusse questo concetto) = ogni individuo possiede dei propri gusti e preferenze (utilità soggettiva), tali da rendere impossibile una misurazione oggettiva dell'utilità, valida per tutti. È possibile soltanto affermare che, dal punto di vista di una persona, un bene è utile come un altro bene, oppure è più utile o meno utile di un altro bene= affermare con precisione se un bene è preferito ad un altro → parliamo di qualità Utilità marginale = fenomeno economico legato all’utilità e al valore dei beni economici. È uno dei principali fattori che determinano il prezzo di mercato di un bene o servizio. Essa è molto alta quando si consuma la prima unità del bene economico. Poi decresce man mano che si consuma la seconda, la terza unità del bene e così via (esempio bicchiere acqua), fino ad avere disutilità Teoria della domanda = spiega la curva di domanda che ha pendenza negativa (quando il prezzo di un bene aumenta la domanda diminuisce) e riguarda la relazione tra quantità domandata e prezzo di un determinato bene (a parità di altre condizioni: prezzi, reddito, preferenze). → Tra quantità domandata di un bene e reddito del soggetto richiedente esiste invece una relazione positiva: quando aumenta il reddito (o la ricchezza) aumenta anche la domanda dei beni. Effetto sostituzione/reddito = quando il prezzo di un bene varia si hanno:

  1. effetto sostituzione (→ sostituisco il bene più caro con quello meno caro);
  2. effetto reddito = variazione delle quantità domandate dei beni per effetto della variazione del potere di acquisto (reddito) del consumatore (→ più ho, meno costa il bene e più spendo). Elasticità della domanda = misura la variazione della quantità domandata al variare del prezzo. → La domanda di un bene è elastica se la quantità domandata reagisce più che proporzionalmente al variare del prezzo (beni che hanno buoni sostituti tendono ad avere una domanda più elastica, perché per il consumatore è più facile sostituirli con altri beni che soddisfino il loro bisogno). →La domanda di un bene è anelastica se la quantità domandata reagisce meno che proporzionalmente al variare del prezzo. (beni necessari tipo pane, pasta).

4. LA PRODUZIONE NEL MERCATO

La produzione di mercato è costituita dall’offerta delle industrie che producono beni e servizi, dove per “industria” si intende il complesso delle imprese che producono lo stesso identico prodotto. Distinguiamo le forme di mercato in base al grado di concorrenza che determinano fra le imprese: → Concorrenza perfetta , caratterizzata da: numero molto elevato di imprese, prodotti omogenei, perfetta informazione e libertà di entrata e di uscita. Il prezzo del bene è determinato dall’interazione della domanda e dell’offerta di mercato. → In generale, è possibile sostenere che i mercati di concorrenza perfetta permettono di raggiungere l’ efficienza economica a livello sociale = essa è raggiunta quando ogni bene è prodotto al costo minimo e quando il consumatore ottiene il massimo beneficio dagli acquisti. Equilibrio: quando la quantità domandata eguaglia la quantità offerta.Monopolio ( μόνος «solo» e πωλεῖν «vendere»), in cui tutta l’offerta di un bene o servizio è concentrata nelle mani di un’unica impresa, la quale può influenzare unilateralmente il prezzo di vendita modificando a proprio piacimento la quantità offerta. All’offerta del monopolista si contrappone una domanda frazionata tra numerosi acquirenti. Affinché un’impresa riesca a mantenere una posizione monopolistica, ci devono essere barriere all’entrata elevate. Equilibro: incontro tra costi marginali e ricavi marginaliConcorrenza monopolistica/imperfetta , si verifica quando vi è libertà di entrare nell’industria (no barriere) ed esiste un elevato numero di imprese che operano indipendentemente l’una dall’altra, ma con un certo potere di mercato dovuto al fatto di realizzare prodotti differenziati. → Oligopolio ( ὀλίγοι «poco» e πωλεῖν vendere), caratterizzato da: numero ridotto di imprese che producono beni omogenei o differenziati, interazione strategica tra le imprese e barriere all’entrata (variano da industria ad industria). Le imprese oligopolistiche non sono price-maker , e quindi non possono stabilire il prezzo di mercato, ma sono in grado di influenzarlo con i loro comportamenti. Il duopolio è un oligopolio con soli due offerenti. Gli oligopolisti possono essere mossi da 2 esigenze contrastanti:

  1. Concorrenza : competere con i rivali per conquistare maggiori quote di mercato e, quindi, conseguire profitti più elevati.
  2. Collusione : eliminare interazione strategica con i rivali colludendo con questi ultimi al fine di massimizzare il profitto congiunto, comportandosi, quindi, come monopolisti →Un accordo formale di collusione viene definito cartello. Se comprende tutte le imprese dell’industria, dà luogo ad un comportamento monopolista. → La collusione può essere tacita o esplicita : è tacita quando, ad esempio, esiste una leadership di prezzo. Ciò avviene quando le imprese seguono i prezzi stabiliti da un’impresa dominante. La collusione tacita può anche comportare il seguire semplici regole predeterminate da parte di tutte le imprese. **È possibile studiare l’interazione strategica tra imprese, utilizzando la teoria dei giochi (teoria matematica che serve per descrivere le scelte razionali che i giocatori fanno quando si trovano in una situazione in cui devono interagire strategicamente, e cioè quando un giocatore può influenzare il comportamento/risultato di un altro giocatore).

5. LA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO

→ nel caso opposto di offerta elastica, invece, la rendita è nulla. → La rendita è stata studiata soprattutto in connessione con l’uso della terra e costituisce un tema classico della teoria della distribuzione → era il reddito tipico dei proprietari terrieri, per Smith compenso per sfruttamento della terra Interesse = compenso che spetta a coloro che forniscono il capitale monetario per un certo periodo di tempo (solitamente 1 anno). Teorie sull’interesse : neoclassici = espressione del grado id preferenza dei beni presenti rispetto a quelli futuri; Keynes = ricompensa per la rinuncia alla liquidità, variabile monetaria. Tasso di interesse (Keynes) = fenomeno monetario in quanto è determinato dall’incontro della domanda e dell’offerta di moneta → determinato dal settore monetario.

2. PROPENSIONE MAGINALE AL CONSUMO E TEORIA DEL

MOLTIPLICATORE DI KEYNES

Funzione del consumo = consente di misurare come cambiano i consumi al variare del reddito. È una delle principali componenti del modello reddito-spesa → C = cY La variabile c (minuscola) è la propensione marginale al consumo : è una variabile compresa tra 0 e 1, misura la variazione della quantità di consumo al variare del reddito (Y). → Più alto è il reddito, più bassa sarà la propensione marginale al consumo (e aumenta il risparmio) → Y = C + S (Consumo + Saving ( risparmio ) Moltiplicatore : Keynes è un sostenitore della politica fiscale espansiva, al contrario dei liberisti che non accettano questa politica→ mirava ad accrescere l’intervento dello stato al fine di correggere gli squilibri dell’economia di mercato e garantire la stabilità del sistema. → Il moltiplicatore funziona, infatti, quando l’economia non è in piena funzione → aumentando la spesa pubblica, aumenta il reddito →Keynes affermava che il livello del reddito nazionale e dell’occupazione erano determinati dalla domanda globale. Essa è data dai consumi privati (C), dagli investimenti (I) e dalla spesa pubblica (G). Da qui la formula: Y = C + I + G (dove Y rappresenta la domanda aggregata/PIL). All’aumentare della propensione marginale al consumo dei cittadini, aumenterà anche la domanda aggregata totale (Y cioè il PIL). Y = cY + I + G Y – cY = I + G Y (1 - c) = I + G Y = 𝟏 𝟏− 𝒄

(I +G)

Moltiplicatore Keynesiano Ovviamente la propensione marginale al consumo, andandosi a moltiplicare con I+G, è molto influente su Y.

9. LA MONETA

Cosa deve essere considerato moneta? Il circolante/moneta legale (banconote e moneta metallica) + i tipi di conto/moneta bancaria in cui la moneta può essere conservata. → 3 funzioni:

  1. riserva di valore (consente di risparmiare parte del reddito conseguito al tempo presente e utilizzarlo per acquisti futuri);
  2. unità di conto (serve per la misura del valore di mercato di beni e servizi);
  3. mezzo di scambio (utilizzata per gli acquisti di beni e servizi, per remunerare un fattore produttivo come il lavoro). MONETA A COSTO FORZOSO = MONETA SENZA VALORE INTRINSECO Lo Stato da valore alla moneta Rimane un pezzo di carta, non è come le monete d’oro Identità di Fisher (Teoria quantitativa della moneta): i prezzi generali dei beni sono direttamente proporzionali alla quantità di moneta in circolazione nel dato momento M x V = P x Q M = massa monetaria , ovvero tutta la moneta che c’è in circolazione (può aumentare, anche a causa di vincoli istituzionali); V = velocità di circolazione della moneta , ovvero il numero di scambi che si fa con la stessa moneta in una determinata unità di tempo (ha velocità costante); P = livello dei prezzi (aumenta se aumenta la massa monetaria); Q = quantità prodotta. Ruolo delle banche: banche commerciali = si rivolgono a tutti senza alcun limite minimo elle operazioni svolte e operano attraverso le filiali; banche di affari = agiscono come procuratori di affari e assistono le imprese nelle op. finanziarie (la più importante in Italia è la Mediobanca). Entrambi operano nel campo dei depositi e prestiti e hanno nei loro conti attività (sono determinate dai crediti che le banche hanno nei confronti di terzi, es: prestiti e investimenti) e passività (sono i depositi che i clienti fanno e che hanno diritto di riavere ogni volta che lo desiderano). Redditività = i profitti ottenuti prestando moneta ad un tasso di interesse maggiore rispetto al tasso pagato e raccogliendo commissioni per i servizi finanziari forniti →obiettivo principale delle banche Liquidità = il grado di liquidità di un’attività viene misurato con la facilità con cui essa può essere convertita in moneta senza sostenere costi. Il rapporto tra attività liquide e attività totali si chiama tasso di liquidità: se è troppo alto i profitti saranno scarsi, se è troppo basso aumenta il rischio di non essere in grado di soddisfare la domanda dei clienti. Banca Centrale = emette banconote, vigila sul sistema bancario, fornisce la liquidità necessaria alle banche e conduce la politica monetaria. Essa è indipendente dal governo. Banca Centrale Europea (BCE) = stabilisce la politica monetaria per gli stati eurozona e determina il tasso di interesse comune per questi paesi.

10. LA POLITICA ECONOMICA

Politica fiscale = decisa dal Governo, è un intervento dello Stato sull'economia tramite le spese pubbliche e i tributi → Espansiva = + spesa pubblica – imposte; → Restrittiva = - spesa pubblica + imposte Strumenti della politica fiscale :

  • spesa pubblica = il governo interviene sull’economia tramite la spesa pubblica (es. realizzazione scuole, ospedali);
  • imposizione fiscale = riduzione o incremento di tributi, tasse e imposte;
  • trasferimenti diretti ai sogg. privati = es. sussidi alle imprese, sussidio disoccupazione. → La spesa pubblica (G) è finanziata da: prelievo fiscale, aumento del debito pubblico, emissione di carta moneta Limiti della polita fiscale : spiazzamento = incremento della spesa pubblica “spiazza” (sostituisce) parzialmente o totalmente gli investimenti privati a causa dei un incremento del tasso di interesse; shock casuali (es. Torri gemelle); timing = effetti ritardati nel tempo che destabilizzano la politica fiscale Effetti collaterali della politica fiscale : inflazione da costi = aumento della tassazione sul reddito; tagli nella spesa pubblica per ridurre inflazione = si ripercuote sui sogg. più deboli; disincentivazione dell’impegno individuale = perché lavorare di più se il mio stipendio se ne va in tasse? Politica monetaria = decisa dalla Banca Centrale, è un intervento sull’economia tramite l'offerta di moneta e i tassi di interesse. → Manovre politica monetaria: diminuire il tasso di interesse e aumentare la riserva obbligatoria Strumenti di controllo dell’offerta di moneta : comportano una variazione della liquidità del sistema bancario → si modifica l’offerta di moneta agendo sull’ammontare di credito concesso alle banche. Sono:
  1. operazioni di mercato aperto = vendite o acquisti di titoli del debito pubblico da parte della BC sul mercato;
  2. taglio dei prestiti alle banche da parte della banca centrale ;
  3. aumento della scadenza dei titoli del debito pubblico ;
  4. riserva obbligatoria = determinata somma che le banche sono costrette a depositare in un conto vincolato presso la BC e che non può essere utilizzata senza il suo consenso. Moltiplicatore della moneta = lo stesso “pezzo” di carta moneta viene percepito come strumento di pagamento da più operatori contemporaneamente: da chi ha in mano la banconota circolante e da tutti quelli che l’hanno depositata, in precedenza, presso qualche banca. Ovviamente le banche concedono in prestito solo una parte dei depositi che ricevono, altrimenti il processo di moltiplicazione della moneta non avrebbe mai fine. Inflazione = eccesso di moneta = l’incremento generale e continuato nel tempo dei prezzi dei beni e dei servizi di un dato sistema economico. Tasso di inflazione = misura precisamente la variazione nell’indice dei prezzi rilevata in un dato periodo di tempo (solitamente l’anno). Recessione = diminuzione del livello generale dei consumi

Base monetaria (o moneta ad alto potenziale) = somma della moneta legale (circolante) e delle attività finanziarie (es. le azioni) convertibili in moneta legale rapidamente e senza costi. Tasso di sconto (TUS) = tasso al quale la banca centrale finanzia le banche ed è un riferimento fondamentale per tutto il sistema bancario. Dal 2004 viene fissato dalla BCE e recepito dalle BCN con provvedimenti dei singoli Governatori. Dumping (dall’inglese, “scaricare”) = tecnica del monopolista, definisce la procedura di vendita di un bene o servizio su di un mercato estero a un prezzo inferiore rispetto a quello di vendita o produzione del medesimo prodotto sul mercato di origine al fine di conquistare un nuovo mercato. Patto di stabilità: Vincoli del trattato di Maastricht (Trattato sull’Unione Europea - 1992 )

1. Rapporto deficit pubblico /PIL non deve superare il 3% differenza tra entrate (IVA, IRPEF, ACCISE) e spese (rimborso interesse titoli del debito pubblico) dello Stato 2. Debito pubblico non deve superare il 60% del PIL.