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Riassunto Quintiliano, Sintesi del corso di Latino

Riassunto dell'autore Quintiliano ed analisi delle sue opere

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

In vendita dal 01/07/2026

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gabriele-cantone 🇮🇹

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QUINTILIANO:
VITA:
Quintiliano nacque intorno al 35 d.C. a Calagurris nella Spagna Tarragonese ma si trasferì
presto a Roma dove, a seguito agli studi, divenne maestro di retorica, ottenendo anche per
primo una cattedra pubblica nel 78. Nell’88 abbandonò l’insegnamento ritirandosi a vita
privata, per poi morire nel 96 d.C.
OPERE:
Quintiliano fu autore di un perduto trattato dal titolo “De causis corruptae eloquentiae” nel
quale analizzò le cause della decadenza dell’oratoria. Ci sono giunti inoltre due libri di
declamationes (19 maiores ampie ed elaborate). Ma l’opera più importante giunta a noi è
l’Institutio oratoria” composta tra il 93 ed il 96 d.C. e dedicata all’oratore Vittorio Marcello,
è strutturata in 12 libri preceduti da una lettera all’editore Trifone. Lo scopo di quest’opera
era quello di delineare le tappe della formazione dell’oratore (l’educazione fin dai primi anni
di vita passando poi ai diversi momenti della sua istruzione) il testo si propone dunque come
il frutto della lunga esperienza dell’autore come insegnante.
LA RETORICA ED IL PERFECTUS ORATOR:
La questione del degrado dell’oratorio, ridotta a sfoggio di virtuosismo formale è stata
affrontata da diversi intellettuali nel corso del I secolo, tra cui Seneca, Petronio e Tacito, il
quale individua le cause del degrado nel venir meno della libertas. Quintiliano invece,
ponendosi in una posizione di più stretta collaborazione con i principi della dinastia flavia, si
limita a lamentarsi del degrado dei costumi e dello scadimento della qualità tecnica
delle scuole di retorica, responsabili dell'affermarsi di uno stile oratorio privo di contenuti.
Con l’opera “Institutio oratoria” Quintiliano intende contrastare la decadenza dell’arte
della parola e restituire all’oratore la sua piena statura morale e culturale, riproponendo con
forza la funzione di guida etica della collettività. Viene così ripreso l’ideale (già espresso da
Catone) dell’oratore come “vir bonus dicendi peritus (“uomo onesto esperto nel
parlare”), ossia come cittadino dotato di un profondo senso morale posto al servizio del bene
pubblico. La moralità dell’autore si configura come virtù civile e lo scopo del processo
educativo di Quintiliano è la formazione dell’oratore come “vir vere civilis”. Lo scopo
dell’autore era quindi quello di formare un fedele funzionario statale, il quale non dovrà
porsi in antitesi rispetto al potere imperiale, ma ricercare i margini per una parziale
autonomia nella sua stessa professionalità.
La figura del perfectus orator si pone come il frutto di un progetto di educazione globale
che prevede il raggiungimento di una cultura vasta e varia. Viene attribuita grande
importanza alla cura della dimensione etica, fondamento di un ideale di uomo e cittadino
esemplare; meno accentuato fu il peso della formazione filosofica dell’oratore la quale fu
sostituita con una formazione strettamente legata alla cultura letteraria e retorica.
L’intero libro X è dedicato da un’ampia rassegna di poeti e prosatori greci e latini di cui
l’autore ne descrive pregi e difetti. Quintiliano intende così proporre agli allievi una serie di
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QUINTILIANO:

VITA:

Quintiliano nacque intorno al 35 d.C. a Calagurris nella Spagna Tarragonese ma si trasferì presto a Roma dove, a seguito agli studi, divenne maestro di retorica, ottenendo anche per primo una cattedra pubblica nel 78. Nell’88 abbandonò l’insegnamento ritirandosi a vita privata, per poi morire nel 96 d.C.

OPERE:

Quintiliano fu autore di un perduto trattato dal titolo “ De causis corruptae eloquentiae ” nel quale analizzò le cause della decadenza dell’oratoria. Ci sono giunti inoltre due libri di declamationes (19 maiores ampie ed elaborate). Ma l’opera più importante giunta a noi è “ l’Institutio oratoria ” composta tra il 93 ed il 96 d.C. e dedicata all’oratore Vittorio Marcello, è strutturata in 12 libri preceduti da una lettera all’editore Trifone. Lo scopo di quest’opera era quello di delineare le tappe della formazione dell’oratore (l’educazione fin dai primi anni di vita passando poi ai diversi momenti della sua istruzione) il testo si propone dunque come il frutto della lunga esperienza dell’autore come insegnante.

LA RETORICA ED IL PERFECTUS ORATOR:

La questione del degrado dell’oratorio , ridotta a sfoggio di virtuosismo formale è stata affrontata da diversi intellettuali nel corso del I secolo, tra cui Seneca, Petronio e Tacito, il quale individua le cause del degrado nel venir meno della libertas. Quintiliano invece, ponendosi in una posizione di più stretta collaborazione con i principi della dinastia flavia, si limita a lamentarsi del degrado dei costumi e dello scadimento della qualità tecnica delle scuole di retorica , responsabili dell'affermarsi di uno stile oratorio privo di contenuti. Con l’opera “ Institutio oratoria ” Quintiliano intende contrastare la decadenza dell’arte della parola e restituire all’oratore la sua piena statura morale e culturale, riproponendo con forza la funzione di guida etica della collettività. Viene così ripreso l’ideale (già espresso da Catone) dell’ oratore come “ vir bonus dicendi peritus (“uomo onesto esperto nel parlare”), ossia come cittadino dotato di un profondo senso morale posto al servizio del bene pubblico. La moralità dell’autore si configura come virtù civile e lo scopo del processo educativo di Quintiliano è la formazione dell’oratore come “vir vere civilis ”. Lo scopo dell’autore era quindi quello di f ormare un fedele funzionario statale , il quale non dovrà porsi in antitesi rispetto al potere imperiale, ma ricercare i margini per una parziale autonomia nella sua stessa professionalità. La figura del perfectus orator si pone come il frutto di un progetto di educazione globale che prevede il raggiungimento di una cultura vasta e varia. Viene attribuita grande importanza alla cura della dimensione etica , fondamento di un ideale di uomo e cittadino esemplare; meno accentuato fu il peso della formazione filosofica dell’oratore la quale fu sostituita con una formazione strettamente legata alla cultura letteraria e retorica. L’intero libro X è dedicato da un’ampia rassegna di poeti e prosatori greci e latini di cui l’autore ne descrive pregi e difetti. Quintiliano intende così proporre agli allievi una serie di

autori che possano fungere da exempla dal punto di vista formale ed espressivo. Predilige autori di età cesariana ed augustea, utili per formare un gusto oratorio armonioso, improntato ad una controllata gravitas espressiva; il modello prediletto è quello di Cicerone.

PRINCIPI E METODI EDUCATIVI:

Nei primi due libri dell’opera " Institutio oratoria ” l’autore si sofferma sull’ educazione del bambino , sostenendo l’importanza di essa, basata sullo sviluppo delle capacità comunicative fin dall’infanzia. Per Quintiliano tutti gli individui possono ottenere risultati positivi nello studio , poiché caratterizzati di un’intrinseca curiosità intellettuale. Il “successo formativo” è subordinato all’attenta cura che è necessaria svolgere al bambino fin dalla culla. Moderna è l’attenzione che l’autore rivolge all’ indole dell’alunno , i cui interessi vengono posti al centro del processo educativo. Quintiliano prende esplicitamente le distanze dalla prassi pedagogica corrente, proponendo metodi educativi innovativi , come la raccomandazione rivolta al docente di evitare l’ abuso della propria autorità ma di favorire una sorta di “ affetto paterno ” e di profondo rispetto. Invita a sviluppare la componente ludica dello studio, valorizzando il momento del gioco. Restò però legato ad una concezione tradizionale dell’insegnamento : Per esempio alla scuola del litterator , egli consiglia l’apprendimento inizialmente delle lettere dell’alfabeto, a cui seguirà lo studio delle sillabe e successivamente di intere parole. Non mancano spunti innovativi come l’invito di memorizzazione del suono e della forma delle lettere in contemporanea. Accostando lo studio al gioco, sarà possibile abbassare l’età di inizio degli studi letterari. L’autore attribuisce inoltre un ruolo fondamentale all’ imitazione sia della figura del maestro, sia a quella dei grandi autori greci e latini, evitando così la passiva riproduzione dei modelli, sostituita con un’ emulazione costruttiva e personale.

TEORIA E PRASSI PEDAGOGICA:

Con “l’ institutio oratoria ” Quintiliano si propone di delineare le tappe dell’ educazione dell’oratore , destinato a porsi come modello d’intellettuale nella nuova età del Principato. Egli delinea un itinerario formativo progressivo e graduale al cui interno la preparazione tecnica si accompagna alla formazione morale ed umana, secondo un progetto di educazione globale che prende avvio sin dall’infanzia. Nei primi due libri dell’opera sono contenuti gli spunti pedagogici più interessanti per il lettore moderno , alle riflessioni teoriche si accompagnano osservazioni concrete che comprendono consigli pratici relativi all’insegnamento dei primi fondamenti della lettura e della scrittura. L’autore sostiene posizioni educative moderne, unisce infatti l’attenzione ai bisogni formativi ed un atteggiamento di rispetto verso l’alunno che evita ogni forma di imposizione, comprese le punizioni corporali. Il processo educativo appare come il frutto di un affettuoso dialogo tra maestro ed alunno. Notevole è il riconoscimento del valore formativo del gioco.

STILE: