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Riassunto su Quintiliano, Schemi e mappe concettuali di Latino

Breve riassunto della vita e delle opere dell’autore latino Quintiliano

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2022/2023

Caricato il 26/01/2026

maria-teresa-iesari
maria-teresa-iesari 🇮🇹

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Quintiliano
Contesto
Principato -> no dibattito politico (letterato non è più civis) -> no oratoria (ridotta a vuoto
esercizio formale -> retorica).
Vive durante gli imperi di: Caligola (37-41), Claudio (41-54), Nerone (54-68), 68-69 anno dei
quattro imperatori (Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano), Vespasiano (69-79), Tito (79-81),
Domiziano (81-96), dopo sua morte Nerva è il nuovo princeps (96).
Vita
Nasce nel 35 d.C. nella Spagna Tarragonese, padre era un mastro di retorica. Viene educato a
Roma poi torna in Spagna dove fonda la sua scuola di retorica. Nel 68 Galba lo conduce a Roma
con se, dove continua a fare il mastro di retorica. Plinio il giovane e Tacito furono suoi allievi.
Buoni rapporti con la dinastia flavia* -> I professore di retorica a coprire cattedra pubblica
(volontà di Vespasiano). Abbandona l’insegnamento (88), si dedica allo studio e alla stesura delle
sue opere -> trattato di retorica Institutio oratoria”. Muore tra il 93/96 d.C. .
*la sua attivi non è in conflitto con gli imperatori, mira a creare il buon oratore che deve
avere un rapporto di collaborazione con il princeps/potere politico, quindi mira a creare una
classe di funzionari.
Opere
1. De causis corruptae eloquentiae -> cause della decadenza dell’oratoria
2. 2 libri di declamationes, dubbia attribuzione: maiores->ariane->spurie, minores->autentiche?
3. Institutio oratoria (93-96), dedicata all’oratore Marcello Vittorio, si apre con una lettera
all’editore Trifone, 12 libri. Qui sono delineate le tappe della formazione dell’oratore,
seguendone l’educazione dai primi anni di vita, è ben presentata la sua visione sull’utilità e
l’importanza dell’educazione oratoria. Testo = frutto della sua esperienza come retore e
come insegnante. Diversa dalle opere di retorica dell’eta repubblicana (-> attente solo a
aspetti tecnici dell’arte del parlare) sia da quelle di Cicerone (-> forma dialogica).
Libri 1-2 -> educazione bambino
Libri 3-6 -> inizia parte tecnica -> delineano diversi generi e f(x) retorica, si tratta l’inventio
(argomenti x costruire il discorso)
Libro 7 -> tratta la dispositio (ordinata disposizione argomentazioni)
Libri 8-9 -> esposti principi dell’elocutio (stile e figure retoriche)
Libro 10 -> principali autori greci e latini (possibili modelli stile x futuro oratore) + suo giudizio
Libro 11 -> riprende la trattazione tecnica -> memoria (tecniche memorizzazione) e actio
(gestualità)
Libro 12 -> delinea figura perfetto oratore -> focus rapporto collaborazione con il princeps e
potere politico
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Quintiliano

Contesto

Principato -> no dibattito politico (letterato non è più civis) -> no oratoria (ridotta a vuoto esercizio formale -> retorica). Vive durante gli imperi di: Caligola (37-41), Claudio (41-54), Nerone (54-68), 68-69 anno dei quattro imperatori (Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano), Vespasiano (69-79), Tito (79-81), Domiziano (81-96), dopo sua morte Nerva è il nuovo princeps (96).

Vita

Nasce nel 35 d.C. nella Spagna Tarragonese, padre era un mastro di retorica. Viene educato a Roma poi torna in Spagna dove fonda la sua scuola di retorica. Nel 68 Galba lo conduce a Roma con se, dove continua a fare il mastro di retorica. Plinio il giovane e Tacito furono suoi allievi. Buoni rapporti con la dinastia flavia* -> I professore di retorica a coprire cattedra pubblica (volontà di Vespasiano). Abbandona l’insegnamento (88), si dedica allo studio e alla stesura delle sue opere -> trattato di retorica “Institutio oratoria”. Muore tra il 93/96 d.C.. *la sua attività non è in conflitto con gli imperatori, mira a creare il buon oratore che deve avere un rapporto di collaborazione con il princeps/potere politico, quindi mira a creare una classe di funzionari.

Opere

  1. De causis corruptae eloquentiae -> cause della decadenza dell’oratoria
  2. 2 libri di declamationes, dubbia attribuzione: maiores->ariane->spurie, minores->autentiche?
  3. Institutio oratoria (93- 96 ), dedicata all’oratore Marcello Vittorio, si apre con una lettera all’editore Trifone, 12 libri. Qui sono delineate le tappe della formazione dell’oratore, seguendone l’educazione dai primi anni di vita, è ben presentata la sua visione sull’utilità e l’importanza dell’educazione oratoria. Testo = frutto della sua esperienza come retore e come insegnante. Diversa dalle opere di retorica dell’eta repubblicana (-> attente solo a aspetti tecnici dell’arte del parlare) sia da quelle di Cicerone (-> forma dialogica). Libri 1-2 -> educazione bambino Libri 3-6 -> inizia parte tecnica -> delineano diversi generi e f(x) retorica, si tratta l’ inventio (argomenti x costruire il discorso) Libro 7 -> tratta la dispositio (ordinata disposizione argomentazioni) Libri 8-9 -> esposti principi dell’ elocutio (stile e figure retoriche) Libro 10 -> principali autori greci e latini (possibili modelli stile x futuro oratore) + suo giudizio Libro 11 -> riprende la trattazione tecnica -> memoria (tecniche memorizzazione) e actio (gestualità) Libro 12 -> delinea figura perfetto oratore -> focus rapporto collaborazione con il princeps e potere politico

Obbiettivo Tentativo di conferire all’arte della parola una rinnovata dignità. Ripropone il modello ciceroniano di orator, cittadino di integra moralità e guida della collettività civile -> lo adegua al contesto: deve collaborare con il potere del priceps (unico modo per essere un “bonus civis” in questo momento). Ciò che conta è formare un oratore che faccia adesione al proprio compito, che sappia adempire al suo ruolo. Nella formazione del perfetto oratore non può trascurare l’educazione dell’età infantile (I parte dell’opera è un trattato pedagogico).