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Breve riassunto della vita e delle opere dell’autore latino Quintiliano
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Principato -> no dibattito politico (letterato non è più civis) -> no oratoria (ridotta a vuoto esercizio formale -> retorica). Vive durante gli imperi di: Caligola (37-41), Claudio (41-54), Nerone (54-68), 68-69 anno dei quattro imperatori (Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano), Vespasiano (69-79), Tito (79-81), Domiziano (81-96), dopo sua morte Nerva è il nuovo princeps (96).
Nasce nel 35 d.C. nella Spagna Tarragonese, padre era un mastro di retorica. Viene educato a Roma poi torna in Spagna dove fonda la sua scuola di retorica. Nel 68 Galba lo conduce a Roma con se, dove continua a fare il mastro di retorica. Plinio il giovane e Tacito furono suoi allievi. Buoni rapporti con la dinastia flavia* -> I professore di retorica a coprire cattedra pubblica (volontà di Vespasiano). Abbandona l’insegnamento (88), si dedica allo studio e alla stesura delle sue opere -> trattato di retorica “Institutio oratoria”. Muore tra il 93/96 d.C.. *la sua attività non è in conflitto con gli imperatori, mira a creare il buon oratore che deve avere un rapporto di collaborazione con il princeps/potere politico, quindi mira a creare una classe di funzionari.
Obbiettivo Tentativo di conferire all’arte della parola una rinnovata dignità. Ripropone il modello ciceroniano di orator, cittadino di integra moralità e guida della collettività civile -> lo adegua al contesto: deve collaborare con il potere del priceps (unico modo per essere un “bonus civis” in questo momento). Ciò che conta è formare un oratore che faccia adesione al proprio compito, che sappia adempire al suo ruolo. Nella formazione del perfetto oratore non può trascurare l’educazione dell’età infantile (I parte dell’opera è un trattato pedagogico).