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riassunto rapporto sulla popolazione
Tipologia: Sintesi del corso
Caricato il 30/05/2022
4.5
(17)14 documenti
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Capitolo primo La fecondità La trappola demografica in cui è bloccata l'Italia è frutto delle dinamiche di fecondità osservate dal secondo dopoguerra. Le varie fasi del baby boom e del baby bust, la ripresa delle nascite e il nuovo declino iniziato con la grande recessione hanno delineato un andamento altalenante della fecondità italiana. Negli ultimi 20 anni notiamo due fasi: quella della ripresina e quella del secondo decennio. La prima fase rappresenta il recupero della fecondità rimandata durante gli anni 70 e 80 e i primi anni 90, sostenuto dal contributo alla maternità da parte delle donne straniere. Inizialmente, la crisi economica ha spinto verso un rinvio dei comportamenti riproduttivi ma alla successiva ripresa dell'economia non si è affiancata una ripresa delle tendenze di fecondità. Infine, l'arrivo della pandemia ha imposto trasformazioni all'organizzazione sociale familiare e ulteriori difficoltà materiali, con un forte senso di incertezza lavorativa ed economica. L'aumento dell'età media al parto è un altro aspetto peculiare della fecondità italiana e non accenna ad arrestarsi. 1.2 i meccanismi del recente calo della fecondità I tassi specifici di fecondità per anno di nascita ed età della madre mostrano il cambiamento nei comportamenti riproduttivi e nelle differenti fasi di fecondità per diverse generazioni di donne. Le curve di fecondità sono sempre più spostate verso destra a testimonianza del rinvio della maternità oltre i trent'anni. L'altezza delle curve invece mostra i differenti livelli di fecondità raggiunti dalle varie generazioni. La generazione delle nate nel 1961 ha dato alla luce più figli delle successive. In particolare, colpisce il distacco tra le nascite di secondogeniti e terzogeniti, alla nascita di questi ultimi le madri hanno più di 33 anni. Lo slittamento in avanti dell'età media al parto è legato all'incertezza lavorativa, uno studio basato sui dati dell'indagine famiglia e soggetti sociali ha fatto emergere come l'incertezza lavorativa abbia un effetto netto non trascurabile sul posticipo della nascita del primo figlio. Effetto che aumenta tra le donne più istruite e tra gli uomini con istruzione media e bassa. Il contributo della componente straniera alla fecondità è stato considerevole ma anche il numero medio di figli delle donne straniere è in calo. 1.3 l’Italia in Europa È fondamentale il confronto con gli altri paesi europei, la fecondità in Europa mostra due dinamiche differenti: nei primi anni 80 si riduce ovunque, successivamente nel Nord Europa la contrazione si arresta mentre nel sud il declino continua. In questi anni è stata coniata l'espressione lowest-low quella con cui ci si riferisce alla fecondità bassissima, paesi con TFT al di sotto di 1,3. A ridosso degli anni 2000 si è verificata la ripresina della fecondità in molti paesi ed è continuata fino al 2008 ma a partire da quell’anno abbiamo assistito a un nuovo declino che ha coinvolto quasi tutti i paesi.
In Italia poco più del 6% e in condizione di povertà assoluta. quali sono le famiglie maggiormente colpite dalla povertà? nel 2019 il 10% delle famiglie formate da quattro persone versa in condizioni di povertà assoluta. importanti differenze emergono anche considerando l'età della persona di riferimento della famiglia, nel 2019 la povertà assoluta riguarda in maniera più ampia le famiglie con PR più giovane, la quota si riduce quando si considerano le famiglie con PR in età adulta. le meno esposte al rischio di povertà sono quelle con più R oltre i 64 anni. 2.2 I fattori di rischio della deprivazione economica Tra i diversi tipi di famiglia esistono differenze nei livelli di deprivazione economica che le misure oggettive non sono in grado di cogliere. Il reddito da lavoro non è l'unica entrata economica a disposizione delle famiglie. Ci sono delle famiglie non povere che possono manifestare livelli di insoddisfazione rispetto alle risorse a loro disposizione a causa di particolari esigenze. Per comprendere meglio i fattori connessi ai livelli di difficoltà economica dobbiamo considerare una misura soggettiva cioè la valutazione delle risorse economiche a disposizione della famiglia. Dobbiamo limitare l'analisi alle famiglie in cui la PR è in età 25 - 54 anni, famiglie maggiormente colpite dalla grande recessione. Per l'analisi dobbiamo distinguere i diversi tipi di famiglia: persona che vive sola, coppia con figli, coppia senza figli conviventi, famiglia allargata e famiglia monogenitore. Nella prima decade degli anni 2000 si nota un peggioramento per tutti tipi di famiglia, nel 2009 il 56% delle famiglie monogenitore e delle famiglie allargate dichiara risorse scarse o insufficienti. Nel 2018 la situazione migliora, sono le famiglie meno tradizionali si trovano in condizioni più critica. Quindi l'istruzione e i livelli occupazionali dei membri della famiglia rappresentano delle variabili chiave nel determinare la vulnerabilità economica delle famiglie. Le coppie monoreddito registrano una alta probabilità di dichiarare risorse scarse o insufficienti. 2.3 prospettive e sfide future La minore vulnerabilità economica delle famiglie a doppio reddito indica quanto sia fondamentale la continuità lavorativa di entrambi i partner e il ruolo delle politiche di conciliazione famiglia- lavoro nella protezione della capacità economiche delle famiglie. La situazione del nostro paese si è aggravata a partire dagli anni della grande recessione, quando tra le coppie con figli solo 1 su 2 era a raddoppio reddito. Di fronte a una domanda di lavoro scarsa è la donna a rinunciare al lavoro retribuito. Inoltre, l'aumento del numero di famiglie a doppio reddito è ostacolato dal modello del male breadwinner. Nel nostro paese è ancora insufficiente il supporto al lavoro femminile e alla conciliazione famiglia lavoro, dal punto di vista istituzionale e culturale. Da questo punto di vista un possibile fattore di cambiamento è rappresentato dall'espansione dell'istruzione femminile. Come abbiamo visto le famiglie monoreddito hanno un rischio di povertà e deprivazione superiore. Gli ultimi anni hanno visto un deciso aumento delle separazioni coniugali. Dopo la pandemia l'incidenza delle famiglie monoreddito rischia di salire a livelli ancora più alti di quelli toccati durante la
grande recessione. A farne le spese saranno soprattutto le famiglie più deboli cioè quello meno istruite e di classe sociale più bassa.
Le differenze tra uomini e donne si attenuano quando si analizza la speranza di vita a 65 anni con differenze tra chi ha un livello di istruzione basso e chi ha un livello di istruzione alto. Inoltre, le politiche sanitarie e non sanitarie, riducono o ampliano lo svantaggio dei gruppi sociali più fragili e quindi più esposti al rischio di mortalità per condizioni di vita stressogene.