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L'uomo è la grande invenzione dell'età moderna, è l'eroe nuovo della modernità, quindi umanesimo si definisce l'epoca in cui l'uomo viene posto al centro di una nuova meditazione intorno al mondo, all'esistenza, al senso della realtà naturale e soprannaturale. Una forma ecceziionale e significativa di umanesimo è rappresentata da Leonardo Da Vinci, che offre un modello di curiosità e di avventura intellettuale e umana, capace di accostare e fondere insieme scienza e arte, pensiero filosofico e talento di disegnatore e di pittore, curiosità e applicazione tecnica, progressivo avanzare della conoscenza. Il suo disegno dell'uomo al centro del mondo, contenuto in un cerchio che ne dimostra la perfezione e la divinità, è l'emblema dell'età umanistico-rinascimentale. L'umanista è coltissimo, erudito, ironico, consapevole della relatività di qualsiasi valore e giudizio, ponendosi in confronto con se stesso e il passato, aprendo la ricerca verso il futuro, sempre pronto a cogliere le innovazioni e i ritrovamenti. La venuta della stampa a caratteri mobili, che rende veloce la comunicazione scritta che permette una maggior diffusione delle idee e la scoperta dell'America, invitando a meditare sula vicenda della storia umana. IL QUADRO STORICO L'Italia nel Quattrocento Alla fine del ?300 l'Italia era all'avanguardia nello sviluppo artistico-culturale e florida e potente in ambito finanziario, però vi era una cronica frammentazione politica e territoriale. Le Signorie e i Principati, che si consolidano all'inizio del '400, sono impegnati in un conflitto per allargare la propria influenza, Solo verso la metà del '400 questa situazione troverà un equilibrio con la pace di Lodi (1454). In Italia vi era un modello policentrico fondato su Stati a carattere regionale (Ducato di Savoia, di Milano, Repubblica di Venezia, Le Signorie di Mantova, Ferrara, Firenze, lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli). Le persone e le idee circolavano garantendo in letteratura e nelle arti lo sviluppo di linee,tematiche, culturali e artistiche comuni che rappresenteranno l'elemento di unità della civiltà dell'Umanesimo e del Rinascimento. LA NUOVA EUROPA Dopo la pace di Lodi, garantita da Lorenzo De' Medici, che si esaurisce dopo la sua morte (1492), Vi sono vicende che destabilizzano Firenze, rovesciando la Signoria e proclamata la Repubblica, sotto la guida di Girolamo Savonarola (1498). Anche a Milano, dove Ludovico il Moro tenta di consolidare il proprio potere vi è una situazione caotica. La stabilità politica non è aiutata neanche dal nuovo Pontefice Giulio 2° (1503-13) a cui si deve molta attività artistica con i più grandi artisti del tempo (Bramante, Raffaello e Michelangelo(affreschi Cappella Sistina e Mosè). 1506 costruzione Basilica San Pietro. Ad alimentare l'instabilità contribuiva l'ingerenza delle potenze straniere. Alla fine del '400 l'Italia sul piano politico aveva un ruolo marginale, finon a diventare l'anno successivo terreno di scontro fra Francia e Spagna. La conseguenza di questo fu il “sacco di Roma” (1527) ad opera delle truppe di mercenari lanzichenecchi al servizio del re di Spagna Carlo V, contro il Papa Clemente 7°. Fu un saccheggio violentissimo. Sempre all'inizio del '500, la Chiesa dovette fronteggiare un'altro tipo di conflitto, di natura religiosa (1517) (Martin Lutero, riforma Luterana, Concilio ecumenico di Trento). Le posizioni ideologiche diedero effetto al fenomeno della Controriforma cattolica, che procurò una frattura tramondo cattolico e quello protestante, alimentando violenti conflitti. CHE COS'E' L'UMANIESIMO Inizia alla metà del '300 fino a raggiungere il massimo durante il XV secolo, caratterizzato in un innovativo rapporto con i classici, frutto dell'iniziativa di grandi autori come Petrarca e Boccaccio,
protagonisti del “preumanesimo ”, alimentando la coscienza di appartenere a una nuova età della cultura. La riscoperta dei classici con la trasmissione e la rilettura costituisce il perno del del nuovo sapere dell'Umanesimo, che rappresenta come un'età di rinnovamento. Agli umanisti si deve la nozione di “medio evo”, (fine del mondo antico e l'epoca presente di rinascita) che riporta la “ luce”. Con la rinascita l'Umanesimo associa una nuova visione integrale dell'uomo e della sua esistenza, esaltandone la centralità ai diversi livelli dell'esperienza, di modo che ogni progresso nei campi del pensiero e dell'attività umana si percuotesse sugli altri, determinando conquiste in diversi ambiti del sapere, scaturendo: a) un nuovo senso della storia (riscoperta dei classici) b) la nascita della filologia (restituzione dei testi alla loro versione originale) c) valorizzazione della dignità dell'uomo e del ruolo dell'intellettuale nella società d) la nascita della prospettiva e di una nuova idea di spazio. La cultura umanistica restiutiva alla vita umana la pienezza dei propri diritti riportandola ad una dimensione laica svincolandola da una lettura religiosa. Centro di questa cultura furono gli studia humanitatis, che attraverso la riscoperta e lo studio dei testi antichi , fornivano un modello non solo letterario, ma etico, nasce così una nuova idea della formazione umana (humanitatis ), che si fonda sul valore della cultura e sulla centralità dell'uomo nella natura e nel cosmo. La visione antropocentrica ha alla base uno studio delle opere degli antichi, dove gli umanisti li collocano nella giusta prospettiva temporale, restituendoli al loro autentico significato, anche grazie alla pratica dell'indagine filologica, che consentiva di interpretare e comprendere il loro originario significato. Il termine humanista si diffonde alla fine del XV secolo per designare il nuovo intellettuale, a cui era affidato il compito di formare l'individuo secondo i principi della nuova cultura. Il patrimonio dei testi classici costituiva un sapere unitario e integrale. L'humanista dedicò grande attenzione alla promozione degli studi ( rinnovamento degli studi greci (riscoperta di Platone)). Accademie di diversa natura, presenti nei maggiori centri dell'Umanesimo italiano, furono tra i luoghi privilegiati di elaborazione della nuova cultura, così come le biblioteche, presenti nelle maggiori città, con l'intento di attirare gli intellettuali e di dare lustro alla Signoria. Il latino è la lingua degli Umanisti e diventa la lingua letteraria per eccellenza , è la lingua sovrannazionale condivisa dalle elites colte dell'Europa cristiana, questi elementi ne accrescono il prestigio culturale rispetto al volgare, lingua della comunicazione quotidiana. Siccome i testi antichi erano spesso parziali o logorati, con la filologia , gli umanisti cercano di ricostruire il testo in una forma più vicina a quella originale. Tutto questo è la base del classicismo, l'atteggiamento culturale su cui si fonda il sistema umanistico, considerando i classici come modelli per riprodurre la bellezza ideale, intorno a questo però presero forma orientamenti diversi. Angelo Poliziano (1454-94) e Paolo Cortesi (1465-1510) il primo sostenitore di una imitazione libera ed eclettica , il secondo propenso a una scelta imitativa unitaria e omogenea , Il classicismo di Cortesi verrà ripreso da Pietro Bembo. L'individuazione di un modello unico e certo, utile a indirizzare una composizione stilistica unitaria e coerente, rispecchiava il criterio su cui Bembo avrebbe fondato la sua proposta sulla norma dell'italiano letterario. IL MITO DELLE TRE CORONE Dante, Petrarca e Boccaccio , rispetto agli umanisti saranno i modelli dell'Umanesimo volgare, che dagli anni '40 del '400 recupererà terreno. Un contributo per la rivalutazione del volgare venne dal progetto politico di Lorenzo de' Medici per il quale la lingua assumeva una specifica funzione politica, L'ambizione di Firenze di affermare
alle strutture del potere. Quando la pace di Lodi stabilizza la situazione della Penisola emerge il ruolo egemone di alcuni Stati regionali , frutto di politiche militari e diplomatiche di espansione territoriale: ducato di Milano (prima Signoria dei Visconti, poi degli Sforza); Repubblica di Venezia, Firenze (De' Medici), Roma (Papi), influenti e coinvolti nella politica, il Regno di Napoli, sotto il dominio degli Aragonesi. Accanto a questi vi sono centri minori come Ferrara (Estensi), Mantova (Gonzaga) e Urbino (Montefeltro). Per l'egemonia di questi stati furono determinanti le politiche culturali, per promuovere il prestigio dei signori, con la diffusione dei fenomeni del mecenatismo , spesso in concorrenza che alimentò la cultura umanista. Il Signore attirava al proprio servizio artisti e intellettuali che con le loro opere rendevano visibile l'aspirazione della città alla centralità politica. Il dominio del principe si collegava con la magnificenza artistica esibendo lusso e potere. La mobilità degli intellettuali e degli artisti consolidando il modello itinerante del lavoro intellettuale favorì la circolazione delle idee e delle acquisizioni culturali. Alcune caratteristiche permanevano nell'orientamento dei diversi centri, legate alle scelte di politica culturale dei signori, o a particolari condizioni economiche, istituzionali o geografiche. In questo contesto inquadriamo degli eventi decisivi dell'Umanesimo in Italia: