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Riassunto del manuale Turismo Urbano per l'esame di Geografia del Turismo
Tipologia: Sintesi del corso
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Nel 2000 la Commissione statistica delle Nazioni Unite ha approvato il TSA (conto satellite o conto consolidato del turismo) per valutare il peso economico del comparto e il suo contributo alle economie nazionali in termini di PIL turistico, occupazione prodotta e investimenti attivati. Aurousseau indica 4 funzioni: amministrazione, cultura, comunicazione e ricreazione, su un totale di 6 che identificano le città. Ashworth denuncia la negligenza sia degli studiosi del turismo (poco inclini ad approfondire il turismo urbano) sia quelli di geografia urbana. Una conferma sull’inadeguatezza dell’impegno dei ricercatori in questo campo risulta anche in una bibliografia per il turismo urbano realizzata dalla Società Geografia e dall’Università di Trier. Valussi rileva che il terismo è ormai divenuto una funzione urbana capace di esercitare un’attrazione centripeta e ricorda che il modello christalleriano delle località centrali aveva favorito lo studio della attività turistiche nelle aree periferiche e che quindi la promozione della ricerca applicata alle problematiche del turismo urbano sarebbe stata un controsenso. Murphy prende in considerazione la crescita del turismo a partire dagli anni ’50 e cita Turner e Ash, i quali paragonano i flussi turistici alle invasioni barbariche che, in questo caso, avverrebbero dalle aree urbane sviluppate verso periferie non ancora civilizzate, distruggendo i valori sociali e quelli culturali. I flussi economici che si attivano dal centro verso la periferia sono tipici della fase di industrializzazione ed urbanizzazione. La natura periferica degli spazi turistici christalleriani viene corretta da Claval il quale, invece, afferma che per Christaller anche le località centrali ricevevano visitatori, ma non erano significative in quanto prima le forze dominanti erano di tipo centrifugo. Christaller suddivide la disciplina in base ai fattori di localizzazione dell’offerta (tra cui le città d’arte) e individua 5 periodi di sviluppo: 1790, 1840, 1870, 1900 e 1930. E analizza le interrelazioni spaziali attivate dalla “tendenza verso la periferia” in tre casi di studio, tre regioni periferiche: Vallese, Jylland e Sicilia.
Turismo urbano: nelle città capitali e nelle capitali culturali, nei centri metropolitani e nelle città storiche fortificate, nelle grandi città storiche, nelle inner city areas, nei waterfront rigenerati, nelle città con un passato industriali, nelle località balneari, nelle città culturali e d’arte. Quella urbana è una delle forme più antiche e diffuse di turismo. Caratteristiche turismo nelle aree urbane: natura multifunzionale delle città e carattere multidisciplinare. Nel contesto italiano troviamo tre tipologie fondamentali:
turismo ha avuto popolarità: 1) crescente deindustrializzazione della città, 2) legami deboli con i metodi tradizionali e saperi produttivi, 3) aumento delle tecniche di produzione computerizzate. Si comincia a parlare di turismo in un documento di pianificazione che è lo Schema d’Amenagement et d’Urbanisme de la ville del paris del 1977. Il piano fissa i 5 obiettivi prioritari:
Modello Montanari 2008 fasi 0- Altra distinzione: tra flussi in entrata e flussi in uscita. Nella mobilità per CONSUMO: 1) flussi turistici, gli escursionisti e i visitatori. 2) VFR (visite amici e parenti),
Modello 1 turismo, ricreazione e tempo libero nelle aree urbane: risorse primaerie Turisti scopo primario: affari, VFR, conferenze, sightseeing Risorse primarie: beni durevoli: monumenti, quartieri storici, musei, paesaggi, lungomare (hard), mostra, concerti, manifestazioni artistiche, manifestazioni sportive (soft). Modello 2: risorse secondarie Turisti scopo secondario Risorse secondarie: hotel, ristoranti, night club, negozi, mercati, malls Modello 2: risorse terziarie Turisti scopo terziario Risorse terziarie: strade, ferrovie, ponti, aeroporti, trasporti urbani, aree di parcheggio, informazione, accessibilità. Modello degli effetti sulla qualità della vita delle attività del turismo, della ricreazione e del tempo libero Attività: uso delle risorse naturali-effetti: inquinamento atmosferico, idrico, da rumore, da odore, produzione di rifiuti. Attività: uso delle risorse culturali-effetti: deterioramento monumenti, quartieri, paesaggi, banalizzazione offerta Attività: uso dei servizi e delle infrastrutture-effetti: ridotta mobilità, ridotta qualità della vita, segregazione, gentrificazione Attività: investimenti nelle risorse turistiche-effetti: ristrutturazione economica, internazionalizzazione dell’economia locale, nuove possibilità di occupazione. Attività: competizione con i residenti per l’uso degli spazi e dei servizi-effetti: cambiamento delle destinazioni d’uso residenziali, aumento prezzi, cambiamenti demografici, mancanza di equità, ristrutturazione edifici e spazi urbani. Effetto pulsar: espressione presa in prestito dalla fisica astronomica, è una metafora della dinamica urbana.