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TURISMO URBANO- A. Montanari- Riassunto, Sintesi del corso di Geografia Del Turismo

Riassunto libro turismo urbano, tra identità locale e cultura globale, di Armando Montanari. Geografia del turismo

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 01/03/2022

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Introduzione
-Le aree urbane sono i principali poli di attrazione dei flussi turistici: nelle città si concentrano le risorse culturali, di
trasporto usi dei servizi. > il modello di utilizzazione turistica della città d’arte si è trasformato nel corso degli ultimi
decenni in relazione alle politiche di sviluppo regionale.
-La città d’arte è un’attrazione turistica che non può essere ridotta esclusivamente al suo patrimonio monumentale.
> le offerte primarie di carattere durevole legate al struttura della città è quelle relative alla vita nella città sono i
cardini della propria identità e singolarità culturale.
-Il turismo culturale inteso come turismo di qualità e come turismo di pochi viene considerato un antidoto al turismo
massificato di oggi. > ma il turismo culturale, per il modo in cui è applicato, non sempre offre garanzie di poter
svilupparsi come forma di turismo sostenibile.
-I processi di internazionalizzazione stanno trasformando anche le attitudini e gli atteggiamenti culturali dei turisti.
-Turismo nella sua qualificazione urbana: complesso sistema di attività che devono essere prese in considerazione,
non una localizzazione geografica. > Il turismo urbano esamina lo studio delle complesse relazioni tra il turismo e gli
insediamenti urbani. > Difficile perché il turismo si sovrappone e si confonde con le attività economiche nelle aree
urbane. > il turismo urbano rischia di essere identificato solo con le attività, servizi e infrastrutture che svolgono
funzioni esclusivamente turistiche.
-Prima ricerca in Italia: 1973 regione Lazio > indagine preliminare alla programmazione territoriale del settore
turistico, il cui riferimento era lo sviluppo di economico della regione. > Questa ricerca ha costituito un primo
strumento per allargare all’intero territorio regionale la domanda concentrata nel centro storico di Roma.
-1988-92: ricerca CNR sulla riorganizzazione delle aree costiere e l’economia delle città-porto del mediterraneo ha
permesso di verificare i cambiamenti d’uso delle aree costiere del mediterraneo e dei problemi connessi a queste
variazioni. > al fine di identificare le linee di tendenza della loro riorganizzazione funzionale ed economica.
Capitolo 1
1.1
-Il turismo è un insieme di industrie e servizi che risulta essere la maggiore attività economica a livello mondiale. > il
saldo del settore turistico è in crescita in tutti i paesi che non hanno problemi di guerre o disordini civili. >
nonostante ciò le pubbliche amministrazioni sottostimano la rilevanza del turismo sul piano economico e le
statistiche includono solo le attività considerate propriamente turistiche, escludendo servizi pubblici e privati meno
specifici per il turismo. > Qualcosa però si sta muovendo: nel 2000 la commissione statistica delle nazioni unite ha
approvato il TSA (tourism satellite account) per valutare il reale peso economico del turismo.
-Il turismo è un settore fortemente dinamico, poiché influenzato da svariati cambiamenti sociali, politici, economici,
tecnologici e ambientali.
-La geografia americana, in ambito accademico si è accorta con molto ritardo del crescente ruolo del turismo. > Sono
molti i geografi che si sono trasferiti in centri “non di geografia” per la ricerca turistica. > si è lamentata la debolezza
degli studi sul turismo e sulla ricreazione all’interno della disciplina geografica. > c’è un’ipotesi interpretativa
anglosassone che individua la tendenza a una divisione tra la geografia Del Turismo e i geografi che studiano o
lavorano nel settore del turismo. > tra le possibili motivazioni Robert Britton individua il puritanesimo ideologico e
disciplinare in una società concettualmente divisa tra lavoro e tempo libero.
-Meethan ritiene che le basi teoriche del turismo sono spesso prese in prestito da altre discipline, senza opportuni
approfondimenti. > Franklin e Crang evidenziano, invece, attività di ricerca che sono spesso sponsorizzate e quind
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Introduzione -Le aree urbane sono i principali poli di attrazione dei flussi turistici: nelle città si concentrano le risorse culturali, di trasporto usi dei servizi. > il modello di utilizzazione turistica della città d’arte si è trasformato nel corso degli ultimi decenni in relazione alle politiche di sviluppo regionale. -La città d’arte è un’attrazione turistica che non può essere ridotta esclusivamente al suo patrimonio monumentale.

le offerte primarie di carattere durevole legate al struttura della città è quelle relative alla vita nella città sono i cardini della propria identità e singolarità culturale. -Il turismo culturale inteso come turismo di qualità e come turismo di pochi viene considerato un antidoto al turismo massificato di oggi. > ma il turismo culturale, per il modo in cui è applicato, non sempre offre garanzie di poter svilupparsi come forma di turismo sostenibile. -I processi di internazionalizzazione stanno trasformando anche le attitudini e gli atteggiamenti culturali dei turisti. -Turismo nella sua qualificazione urbana: complesso sistema di attività che devono essere prese in considerazione, non una localizzazione geografica. > Il turismo urbano esamina lo studio delle complesse relazioni tra il turismo e gli insediamenti urbani. > Difficile perché il turismo si sovrappone e si confonde con le attività economiche nelle aree urbane. > il turismo urbano rischia di essere identificato solo con le attività, servizi e infrastrutture che svolgono funzioni esclusivamente turistiche. -Prima ricerca in Italia: 1973 regione Lazio > indagine preliminare alla programmazione territoriale del settore turistico, il cui riferimento era lo sviluppo di economico della regione. > Questa ricerca ha costituito un primo strumento per allargare all’intero territorio regionale la domanda concentrata nel centro storico di Roma. -1988-92: ricerca CNR sulla riorganizzazione delle aree costiere e l’economia delle città-porto del mediterraneo ha permesso di verificare i cambiamenti d’uso delle aree costiere del mediterraneo e dei problemi connessi a queste variazioni. > al fine di identificare le linee di tendenza della loro riorganizzazione funzionale ed economica. Capitolo 1

-Il turismo è un insieme di industrie e servizi che risulta essere la maggiore attività economica a livello mondiale. > il saldo del settore turistico è in crescita in tutti i paesi che non hanno problemi di guerre o disordini civili. > nonostante ciò le pubbliche amministrazioni sottostimano la rilevanza del turismo sul piano economico e le statistiche includono solo le attività considerate propriamente turistiche, escludendo servizi pubblici e privati meno specifici per il turismo. > Qualcosa però si sta muovendo: nel 2000 la commissione statistica delle nazioni unite ha approvato il TSA (tourism satellite account) per valutare il reale peso economico del turismo. -Il turismo è un settore fortemente dinamico, poiché influenzato da svariati cambiamenti sociali, politici, economici, tecnologici e ambientali. -La geografia americana, in ambito accademico si è accorta con molto ritardo del crescente ruolo del turismo. > Sono molti i geografi che si sono trasferiti in centri “non di geografia” per la ricerca turistica. > si è lamentata la debolezza degli studi sul turismo e sulla ricreazione all’interno della disciplina geografica. > c’è un’ipotesi interpretativa anglosassone che individua la tendenza a una divisione tra la geografia Del Turismo e i geografi che studiano o lavorano nel settore del turismo. > tra le possibili motivazioni Robert Britton individua il puritanesimo ideologico e disciplinare in una società concettualmente divisa tra lavoro e tempo libero. -Meethan ritiene che le basi teoriche del turismo sono spesso prese in prestito da altre discipline, senza opportuni approfondimenti. > Franklin e Crang evidenziano, invece, attività di ricerca che sono spesso sponsorizzate e quind

dominate dagli interessi del settore produttivo. > si può affermare che contribuiscono agli studi turistici tutte le scienze sociali e non solo. -A partire dagli anni 90 i risultati delle ricerche di geografia Del Turismo hanno cominciato a fornire un nucleo di riferimento. > la letteratura a cui si fa riferimento è stata organizzata secondo sue prospettive: il dibattito fino agli anni 90 e quello che viene dopo. 1.2 il dibattito teorico sul turismo urbano dagli anni 50 a 90 -Aurousseau, pioniere dello studio delle funzioni urbane nel contesto delle discipline geografiche, indica 4 funzioni: amministrazione, cultura, comunicazione e ricreazione, che possono essere di riferimento per le attività che oggi si definirebbero turistiche. -Pearce afferma che il turismo urbano è un’attività di ricerca relativamente recente che ha prodotto un numero scarso di lavori. > Ashworth denuncia la negligenza sia degli studiosi del turismo che di quelli di geografia urbana. 1.2. -Muscarà afferma che la maggior parte delle scienze sociali ha sottovalutato il tempo libero e il turismo > nuove manifestazioni della civiltà industriale e urbana. > Alla denuncia della scarsità di materiale però non c’è una scusa plausibile > es. Divisione ambienti di lavoro e di svago, visione marxista stalinista dell’improduttività. -Murphy afferma che il turismo è un settore dell’economia che evita le località centrali e le agglomerazioni industriali. > Natura periferica degli spazi turistici di Christaller (in seguito corretta). > Individua 5 periodi di sviluppo storico del turismo:  1790 > Rivoluzione francese e creazione di un ceto borghese che aspira al viaggio e innovazioni sui trasporti di massa.  1840 > Settore industriale e creazione del periodo di vacanze.  1870 > Creazione di alberghi e alloggi in funzione turistica.  1900 > Turismo diventa fenomeno di massa, attività sportive e maggiore libertà di spostamento.  1930 > Si sviluppano i viaggi di gruppo con le formule del “tutto compreso”, creazione strutture urbane. -La mobilità urbana è essenziale per lo sviluppo del turismo culturale che crea a sua volta flussi economici. > La mobilità ha prodotto quel multiculturalismo tipico delle città globali. > Le città d’arte cercano di organizzare ogni tipo di evento per essere più competitive sul mercato. > Rischio di non riconoscere più l’effimero dal permanente e l’autenticità dall’invenzione. > Le ricerche indicano che i turisti ricercano varie esperienze, basate sia su beni culturali autentici che effimeri e forme di intrattenimento commerciale. > è il consumo che guida la produzione culturale. -La qualità, in termini di armonia tra passato, presente, futuro, tra cultura e turismo e tra visitatori e residenti, è fondamentale per progredire in un mercato competitivo globale. > Questo processo richiede, però, un quadro di riferimento internazionale. 1.3 Il turismo urbano tra teorie, politiche e pratiche negli ultimi 2 decenni -Definizione turismo urbano: Urbani possono essere considerati tutti i turismi che si esplicano in ambienti non rurali.

3 caratteristiche:

  1. Natura multifunzionale delle città
  2. Carattere multidimensionale dovuto alla molteplicità di attrazioni
  3. Motivazioni multiscopo dei viaggi verso le città Nel contesto italiano 3 tipologie:
  4. Città d’arte > problema della gestione dei flussi
  5. Città di tradizione industriale > rigenerazione urbana per attrarre turismo
  6. Centri storici minori > Turismo per sviluppo -Attività del turista urbano secondo Law:
  • 6 elementi positivi dello sviluppo turistico:
    1. Sviluppo di infrastrutture utilizzabili anche dai residenti
    2. Attrazione di imprese industriali e commerciali
    3. Nuovi residenti con reddito medio-alto
    4. Numero maggiori di spettacoli ed eventi
    5. Aumento del civil pride
    6. Partnership tra pubblico e privato Le città in declino industriale devono lavorare sia sulla loro immagine che sulla dotazione di infrastrutture. -Un rischio del turismo urbano usato come strategia di sviluppo e rigenerazione è l’appiattimento a livello globale. > Può essere superato attraverso un forte intervento dal basso sull’identità dei luoghi. -Un’area marginale dal punto di vista turistico ha queste caratteristiche:  Scarsi visitatori o turisti  Immagine non positiva e fattori socioeconomici negativi  Necessita di un miglioramento infrastrutturale Bisogna adottare politiche di sviluppo urbano diverse nelle grandi città e nei piccoli borghi. 1.4 Risorse e attrazioni urbane: patrimonio culturale e industriale -Uno studio del 1992 trova le principali attrazioni culturali in 36 città europee, 9 di queste italiane. > Turisti culturali, ancorati ai principali centri urbani. > Il ruolo di questo consumatore è così forte da determinare le modalità di produzione dei beni culturali. > Meethan afferma che nelle economie postmoderne le attività primarie e industriali si sono spostate verso le periferie, per lasciare posto nei centri a quelle terziarie. -Nella società postmoderna esiste un tipo di turismo culturale: il turismo del patrimonio industriale. > Ha diversi aspetti positivi:  Diversifica il prodotto turistico e l’offerta di un luogo  Sviluppo economico e occupazionale  Rende turisticamente attrattive aree che non lo sarebbero  Fa percepire in modo diverso l’estetica del paesaggio Perché i turisti sono attratti da questi luoghi? Perché vi è un’estetica della deindustrializzazione > testimonianza di un passato vitale. > Senso di nostalgia L’aumento del turismo industriale viene attribuito a:  Crescente processo di deindustrializzazione  Legami sempre più deboli con i metodi produttivi tradizionali  Aumento di automatizzazione e computerizzazione 6 caratteristiche per un progetto di sviluppo del turismo industriale:
    7. Potenzialità del luogo: reali, legate al passato ma significative nel presente
    8. Gli stakeholder: coesione di tutti gli attori della comunità
    9. Un riuso adattivo
    10. Rilevanza economica
    11. Autenticità
    12. Stessa percezione tra la comunità locale e i turisti 1.5 Pianificazione, promozione, marketing e processi di partnership -Pianificazione: esistono piani di sviluppo ma spesso si riducono a piani di marketing territoriale. -Le città europee necessitano buone strategie di marketing per la competizione globale > Le ragioni della competizione vanno cercate nella:  Globalizzazione dell’economia  Diffusione delle nuove tecnologie dell’informazione  Crescente tendenza a spostarsi a distanze maggiori

Tutte le città per fare marketing definiscono una propria immagine > Appealing per i turisti e per gli investitori esterni. > Questa immagine non sempre coincide con quella percepita dai turisti > Rischio che i turisti non percepiscano l’autenticità di un luogo > Gli esperti di marketing suggeriscono azioni di city-branding: rafforzare la propria unicità attraverso la creazione di un brand fino al punto di creare uno status symbol che attragga i turisti. > Riesce a far sentire i turisti persone esclusive. 1.6 Impatti del turismo urbano -Gilbert e Clark trovano 4 tipi di impatto: economico, sociale, culturale e fisico-ecologico -Secondo Fotsch l’impatto è relativo allo spazio urbano e ci sono 4 impatti principali:

  1. Standardizzazione > Tutte le città diventano simili
  2. Mercificazione > Città diventano centri commerciali all’aperto
  3. Distorsione della storia locale > Trovata per operazioni di marketing
  4. Gentrificazione > Trasformazione di uno spazio urbano popolare in uno residenziale, di lusso. -Alcuni impatti del turismo nelle città culturali:  Impatto positivo sull’economia e occupazione  Impatto negativo sull’ambiente  Aumento della criminalità  Congestione urbana  Sostituzione di attività commerciali tradizionali con quelle turistiche  Diminuzione della qualità della vita dei residenti  Patrimonio culturale in pericolo -Ogni località turistica vive 4 fasi: Incremento di turisti, boom, stagnazione e declino. -Sostenibilità: capacità di carico di una città > Le strategie per uno sviluppo sostenibile si dividono in:  Orientate all’offerta > Espandere gli usi della città  Orientate alla domanda > Limitare l’uso della città Si dividono inoltre in:  Misure hard > Incidono sulla quantità  Misure soft > Modificare i comportamenti dei turisti Capitolo 2 2.1 Il turista, un soggetto poco conosciuto -La definizione che ha maggiore diffusione è “Attività consistente nel fare gite, escursioni, viaggi per svago o a scopo istruttivo” > Il termine turismo deriva dalla cultura moderna ed è figlio dell’industrializzazione. -Si è turisti quando:  si parte ma poi si torna.  Se il periodo di soggiorno è compreso tra 24 ore e un anno (sforato un anno è migrante) -Chadwick introduce il concetto di attività primarie e secondarie secondo le tipologie di motivazioni che si dividono in 4 categorie: affari, visita amici e parenti, altre attività personali, il diporto. > es. Riunione, attività primaria; cena fuori casa dopo la riunione, attività secondaria. 2.2 Turismo, migrazioni e nuovi nomadismi -Il concetto di “Push-pull” si basa sulle evidenze empiriche delle migrazioni interne e internazionali nelle società industriali e rurali e afferma che gli individui migrano in quanto attratti da aree che offrono maggiori possibilità di lavoro. > Approccio superato -La mobilità è lo specchio dei cambiamenti della società postindustriale in cui le differenze tra le diverse attività sono
  1. Situazioni di consolidamento, stagnazione o declino della località turistica secondo i cicli di vita (tourist area life cycle) e quindi si sovrappone a quelli precedenti un possibile flusso migratorio di ritorno.

-Esiste un modello qualitativo che spiega come le forme di mobilità umana si muovono nelle diverse fasi di sviluppo economico delle aree urbane. > Variabili prese in considerazione:  Mobilità umana e pendolarismo > Il pernottamento è fortemente legato al territorio (disponibilità di alloggio) e il pendolarismo ai mezzi di trasporto  Mobilità temporanea o permanente > Temporanea indica che nei piani di chi si sposta è previsto un ritorno al luogo di usual residence.  Flussi locali e regionali, nazionali e internazionali > Si fa riferimento allo sviluppo locale posizionato in un sistema a rete. > Bisogna considerare il flusso internazionale come espressione di un superamento di confine sia nella mobilità per produzione, sia nella mobilità per consumo.

  1. Mobilità per produzione > Attività prevalenti (manager, tecnici, operai) ma anche migranti non facilmente identificabili; flussi migratori dei pensionati (IRM) perche spesso diventano gestori di agenzie immobiliari, ristoranti ecc.; pendolarismo che indica carenza di manodopera nell’insediamento urbano o mancanza di strutture abitative.
  2. Mobilità per consumo > Flussi turistici, escursionisti e visitatori locali (no turisti perché non pernottano); visitatori di amici e parenti (VFR), turisti non considerati tali perché non pernottano in strutture ricettive; IRM, pendolarismo. Nel modello sono indicati, sia per i flussi di entrata che di uscita, 3 livelli di analisi qualitativa:  Fenomeno inesistente  Intensità del flusso bassa  Intensità del flusso alta Il turismo urbano è il risultato di una stretta interconnessione tra stimoli di produzione e fenomeni di consumo a questi collegati. Nel modello si sviluppano 6 fasi di sviluppo di un insediamento urbano:  FASE 0 > L’insediamento si riproduce in uno stato di equilibrio autosufficiente  FASE1 > Attivazione del processo: preparazione, progettazione e verifica della fattibilità del progetto attraverso forme di sviluppo esogeno di un ente internazionale. Per la realizzazione delle prime fasi giungono sul territorio per brevi periodi, manager internazionali e per lunghi periodi manager per l’esecuzione del progetto e tecnici. > Non vi è ancora un mercato delle abitazioni

Flusso pendolare in entrata (manodopera) e Flusso pendolare in uscita (insediamento poco attrezzato per il tempo libero)  FASE 2 > Avvia l’attuazione del programma: richiesta di manodopera > creazione di posti di lavoro > rientro dei lavoratori emigrati. Sono occupati operai stagionali, comincia un flusso di quadri e manager provenienti da altre sedi > Realizzazione di strutture alberghiere > Reddito più elevato, nuove abitudini e nuovi stili di vita > uso ludico del tempo libero e per periodi di ferie > Flussi turistici in uscita (Area non ancora sufficientemente attrezzata)  FASE 3 > Sviluppo del progetto > Nuove fasi produttive; le comunità locali decidono per l’impatto sul territorio; Forti richieste di assunzione di manodopera locale; adeguamento dei servizi e infrastrutture > sempre minore il bisogno delle aree limitrofe  FASE 4 > Rafforzamento del progetto > potenziamento del settore produttivo; avvio di una politica di mediazione con le amministrazioni locali; adeguamento alle esigenze dello sviluppo locale > sviluppo sociale, culturale ed economico; Ricorso a personale specializzato sia nazionale che internazionale > Arrivano anche flussi di lavoratore dei paesi in via di sviluppo > Ulteriore mobilità tramite una rete di connessione con altre aree o paesi; Evoluzione della zona a livello di qualità; Si comincia ad invertire il pendolarismo che prima era in uscita; l’area diventa attrazione turistica.  FASE 5 > Ristrutturazione e rilancio del progetto > Presuppone Il superamento di un periodo di stagnazione e di crisi dovuta sia a fattori locali sia a una fase recessiva internazionale. > Obbiettivi ricorrenti:

  1. Politica di partnershipi
  2. decentramento produttivo
  1. pianificazione creativa
  2. processi e politiche innovative
  3. riduzione dell'impatto ambientale
  4. miglioramento della qualità della vita
  5. politiche di sviluppo per piccole e medie imprese per raggiungere questi obiettivi vengono messe in atto politiche innovative per la ristrutturazione della produzione. È probabile che vi sia una perdita di posti di lavoro nel settore della manodopera poco specializzata. > Espulsi verso le aree limitrofe; Si affermano flussi turistici sia internazionali che nazionali legati attività lavorative; FASE 6 > Innovazione tecnologica > domina l'alta tecnologia > La qualità totale non è esclusivamente applicata alle imprese ma anche al territorio. > In termini di mobilità ci sono molti flussi i temporanei Per apprendere e scambiare informazioni. > In questa fase i flussi assumono l'aspetto di un magma > la loro direzione non è facilmente prevedibile e giustificabile. > Dei supporti per la globalizzazione della società.

-Nella tradizione delle scienze sociali è la vacanza, cioè il periodo di interruzione delle attività lavorative, che permette di avere tempo libero. Però perché si viaggia? 14 studiosi Nel corso del tempo hanno identificato diverse necessità:  Maslow identifica una gerarchia di necessità “La piramide di Maslow”: Ci sono vari stadi, la cui progressiva soddisfazione permette di realizzarsi. > Alla base ci sono i bisogni primari e quelli della sicurezza. Successivamente ci sono i bisogni dell’appartenenza (amore , affetto e amicizia). In seguito quelli riferiti al proprio io (prestigio autostima) infine ci sono le necessità della realizzazione e della soddisfazione di se stessi. Secondo Maslow L'esperienza del viaggio è legata al bisogno di trovare le sensazioni ed esperienze tipiche dell’immaterialità. > anche se il viaggio il turismo non sono bisogni primari, essi assumono maggiore importanza se si parla di autorealizzazione. > Queste riflessioni possono essere applicate a tutte le forme di mobilità umana, sia quelle del consumo che quelle per produzione.  Mitchell Ha sviluppato nuove tipologie e gerarchiche strutturate secondo 3 categorie:

  1. Individui spinti dalla necessità di base esprimono necessità di base (needs driven)
  2. quelli finti dalle esteriorità ti pagano alla stima e alla condizione sociale (outer directed)
  3. quelli attratti dalle sensazioni intime ricercano esperienze stimolanti (inner directed) Nei paesi economicamente sviluppati la maggioranza tende a stare nelle ultime 2 categorie. -Negli anni 60 il gruppo di ricerca coordinato da Plog e lavoro alcune raccomandazioni per incrementare la domanda di viaggiare in aereo:
  4. Introduzione di sconti nei periodi di bassa stagione per incoraggiare chi non viaggiava per affari
  5. Introduzione dei programmi fly and drive
  6. diffusione di viaggi organizzati
  7. realizzazione di pacchetti vacanze
  8. redazione di un programma educativo e promozionale per informare dei benefici dei viaggi di piacere Dopo queste raccomandazioni ti ha avuto un incredibile incremento nell'utilizzo degli aerei. -Plog ha classificato la personalità del turista in relazione alle mete prescelte sulla base di un'indagine condotta tra gli abitanti di New York:  Turisti psicocentrici > tradizionalisti che preferiscono tornare nei luoghi familiari e stare con le persone che conoscono  turisti allocentrici > innovatori che cercano nuove località e nuove esperienze , disposti ad affrontare viaggi lunghi e Poco confortevoli. Questi concetti sono stati usati da Plog per riorganizzare l'offerta e il marketing > A questo fine e stato rivisto il diagramma di distribuzione dei segmenti psicografici:  Dependables > Chi dipende, Insicuro che segue quello che fanno gli altri, frequenta luoghi ormai affermati, ha una mentalità limitata ed è cauto e conservatore; cerca di spendere poco e preferisce prodotti popolari ha un atteggiamento passivo e non è in grado di affrontare problemi e difficoltà. Segue routine collaudate.

 elementi aggiuntivi > Accessibilità dei luoghi, possibilità di parcheggio e organizzazione dell'informazione turistica -Sulla base della ricchezza dell'offerta e della complessità della domanda sono identificati alcune aree funzionali della città turistica:  Città storica  città della cultura  città degli internamenti notturni  Città commerciale -I meccanismi che regolano il turismo urbano sono fondamentali sia per definire politiche di sviluppo, sia per regolare i flussi del turismo i luoghi dove ce ne sono troppi a danno dell'ambiente. > La OECD Propone di individuare il tipo di stress, le risposte ambientali primarie e le reazioni sociali secondarie. > Il turismo urbano causa:  danneggiamento dell'ambiente naturale  danneggiamento dell'ambiente culturale  congestione > può divenire causa della distruzione della struttura urbana Ne Derivano conflitti di interesse tra turisti e residenti , tra gruppi sociali e tra settori economici. > I turisti e i residenti entrano in competizione per l'uso di servizi e di infrastrutture Che per il deterioramento della qualità della vita nelle aree residenziali. > Può anche succedere che l'ambiente urbano sia cosi danneggiato da non risultare più attraente sia per i turisti che per i residenti. -Anche senza situazioni di degrado totale e la città rischia di adattarsi troppo alla funzione turistica e di entrare in conflitto con le caratteristiche originali. > Ma i conflitti possono nascere anche tra diverse tipologie di flussi turistici: es. richieste di visitatori giornalieri contro interessi di turisti che pernottano. Merenda per tutti

-Nel turismo il sistema a rete non è basato su imprese locali ma su una collaborazione tra competitori di livello globale (Grandi operatori turistici) che, a seconda della convenienza, integrano o escludono le singole località. > Le materie prime del turismo devono essere differenziate e tra prodotti che possono essere definiti commerciabili (a strutture ricettive e Trasporti) e non commerciabili (paesaggio natura ecc.). > I tour operator (TO) possono essere considerati come imprese di produzione. le agenzie di viaggio (AV) sono imprese di distribuzione e i consumatori sono i clienti turisti. Per il funzionamento della filiera sono essenziali mezzi di trasporto, l'accessibilità ai luoghi, l'informazione (TRA) e gli esercizi ricettivi (HOT)  Un tour operator generalista che non intraprende la strada dell'integrazione nella filiera ha poche possibilità di sopravvivenza > In questo caso la sola possibilità di sopravvivenza è legata alla specializzazione (Per paesi, per temi, prodotti o clienti).  il tour operator Si integra a valle per ridurre i costi di commercializzazione del prodotto, per evitare carta visibilità, per gestire politiche di fidelizzazione e per spiegare al meglio ai clienti le caratteristiche del prodotto.  Il tour operator si integra a Monte con il settore Degli esercizi ricettivi (HOT) per esercitare il controllo diretto sulla qualità del prodotto e per assicurarsene l'esclusività.  Il tour operator si integra totalmente nella filiera Turistica per controllare e ridurre i costi e assicurarsi buoni livelli di competitività.  Le agenzie di viaggi cercano nuove possibilità nei servizi di consulenza di viaggio e nel confezionamento dei pacchetti a misura di singolo cliente.  I TRA si integrano a valle per assicurarti il controllo della filiera turistica  Gli HOT si integrano a balle per assicurare una migliore professionalità e promozione della propria offerta.  Le pubbliche amministrazioni sono le maggiori responsabili della gestione della qualità dell'offerta oh devi bene con naturali e culturali. In prospettiva l'integrazione diverrà un fenomeno totale. -Altro fenomeno che interessa direttamente le città d'arte l integrazione nella filiera dell offerta di beni culturali attraverso la possibilità di accedere ai monumenti, riservata ai gruppi organizzati. > Ci si è resi conto che la

competitività tra tour operator si sarebbe giocata sulla facilità di accesso ai musei > Si è cominciato a diffondere l'abitudine di permettere durante le ore di chiusura la visita a gruppi di almeno 50 persone, Ad un prezzo circa 7 volte superiore al normale prezzo di ingresso. -Vi è la possibilità che le attrazioni naturali e culturali vengano sostituite da attrazioni artificiali in grado di riprodurre l'offerta turistica in un ambiente simulato (Disneyland).

-Le esigenze della domanda ci sono evolute in modo più rapido rispetto all'offerta. > Il turista post moderno tende all'individualismo e richiede forme di vacanza sempre più adeguate alle proprie necessità. > Ciò ha permesso la formazione di nicchie: turismi altamente qualitativi favoriti dall unicità dell'offerta. -Informazione turistica e sistemi di comunicazione: la quantità di materiale stampato è limitata dal bilancio disponibile degli enti pubblici o dal budget delle imprese private. > Chi per queste ultime esiste un rapporto tra prodotti venduti e cataloghi distribuiti, in rapporto alla qualità del prodotto. > Per un pacchetto turistico di fascia medio basta il rapporto tra prodotti acquistati i cataloghi distribuiti e di uno a 3 , mentre per i prodotti di qualità cioè di nicchia, e di uno a 20 > in questo caso il tour operator investe in comunicazione informazione. Le agenzie di viaggio, i tour operator e le località turistiche devono tener conto dell'impatto sull'ambiente della carta e degli inchiostri dato che puntano sulla qualità dell'ambiente. In questo caso l'unico strumento di ricerca e l'indice, il flusso è unidirezionale cioè dal produttore al consumatore e gli aggiornamenti non sono possibili. La quantità dell'informazione è limitata dal numero di pagine stampabili e temporanea. -L'informazione su supporto magnetico disponibile nei chioschi informatici presenta un limite geografico dovuto alla accessibilità del luogo e all'orario di apertura. -Le informazioni online può essere raggiunta dell'utente nei luoghi, nei tempi e con le modalità più comode. Una limitazione può essere la disponibilità o meno di uno strumento che si collega a internet (ma si stanno diffondendo).

In questo caso il ruolo dell'informazione è per definizione interattivo. > Informatica prevede criteri di ricerca anche personalizzati. -Un'analisi sommaria del materiale informativo mette in evidenza come l'attenzione sia trasferita dei singoli edifici di valore storico al complesso della struttura urbana. > “Sindrome di stendhal” mancamento di fronte alla bellezza dei capolavori cittadini; “sindrome di Hesse” L'idea che in molti visitatori si determina di vivere e di capire più profondamente la città > Paolucci Considera la sindrome di stendhal imperante nel campo dei viaggi e delle emozioni precostituite, mentre la sindrome di Hesse indica un viaggiatore che padroneggia già il suo viaggio uscendo dagli schemi. “Sindrome dello zoo al contrario” il visitatore rimane chiuso nella sua gabbia dorata da cui osserva la vita della città.

-La presenza dei GDS e l'uso crescente della tecnologia dell'informazione , specialmente internet, ha contribuito alla trasformazione della gerarchia delle relazioni all interno della fiera il funzione della distribuzione globale delle informazioni. > I GDS gestiscono più di un CRS e li rendono disponibili Alle agenzie. Le relazioni all interno della fiera vengono gestire sia tramite la tecnologia dell'informazione sia con l’uso di contatti interpersonali tramite l'uso del telefono , del fax o l’incontro personale. > C'è ancora equilibrio tra le informazioni gestite in modo automatico, che interessano soprattutto le prime fasi della filiera e quelle che richiedono ancora la presenza fisica di un essere umano. > Questo periodo si può considerare di transizione: si tende a ridurre il passaggio tramite agenzie di viaggio per ridurre i costi. > Quando il consumatore desidera di accedere direttamente servizi turistici tramite internet il GDS diventerà il collegamento esclusivo tra l'offerta e la domanda. > Processo di disintermediation: indica un processo che riduce il ruolo degli intermediari nel turismo per un ruolo sempre più aggressivo dei GDS e per l'affermazione di internet. -Il sistema sperimentale Tourinfo permetteva di interagire con il sistema tramite la costruzione di itinerari ottimale in funzione di elementi di valutazione scelti dal turista stesso.

-Sulla base della ricchezza dell'offerta e della complessità della domanda vengono identificate 3 tipologie di utenti:

  1. visitatori residenti
  2. visitatori
  3. turisti E evidente che non è possibile distinguere nelle aree urbane la domanda turistica da quella dei flussi ricreative e del tempo libero, A parte ovviamente la necessità per i primi di utilizzare gli esercizi ricettivi. > La localizzazione di questa offerta articolata sul territorio urbano contribuisce alla identificazione della città turistica e del suo modello evolutivo.

-La qualità della vita urbana costituisce l'elemento di riferimento fondamentali per ciascuna componente dell'offerta turistica. >La qualità della vita il rapporto all'offerta turistica, alla ricreazione e al tempo libero e funzione dei seguenti parametri:  risorse naturali  beni culturali  beni e servizi  livello di sviluppo della comunità  livello di sviluppo dei singoli residenti  igiene salute  sicurezza

-La sostenibilità urbana presuppone il soddisfacimento di condizioni economiche , ma anche di condizioni sociali e ambientali. > L'analisi delle risorse permette di identificare aree urbane omogenee, Tra loro variamente sovrapposte. Le risorse di cui si è fatto riferimento possono essere ulteriormente differenziate in base alla rilevanza prevalentemente locale, regionale, nazionale e internazionale del loro uso. Il valore Di sostenibilità viene riferito alle 3 principali aree omogenee della Reg. turistica urbana:  Il centro storico  Urban core  urban ring È stata proposta una matrice in grado di mettere in relazione gli obiettivi dello sviluppo sostenibile con le 3 principali aree omogenee della Reg. turistica urbana. > Alla efficienza economica, all'equità sociale e alla riduzione del consumo delle risorse naturali è stata aggiunta anche l'intensità di presenza di turisti ed i visitatori nello spazio e nel tempo, che risulta essere la caratteristica peculiare del turismo urbano. > La valutazione dovrebbe essere ripetuta per i flussi dei turisti dei visitatori turisti e dei visitatori giornalieri. Capitolo 4 -I grandi eventi di recente hanno assunto nuove valenze e nuovi significati per l'economia urbana. > La globalizzazione ha favorito la competitività tra le città nel loro tentativo di attrarre nuovi flussi turistici e di attivare nuovi posti di lavoro. > La città si identifica, per un tempo limitato, con il grande evento. > I grandi eventi hanno bisogno di grandi investimenti ed i grandi flussi di persone. > La domanda turistica è estremamente variabile e dipende dalla capacità mi sapere offrire prodotti sempre nuovi e aggiornati. > Le politiche locali per lo sviluppo del turismo nelle aree urbane sono efficaci solo in una programmazione con obiettivi di medio e lungo termine. > Quando è la dimensione locale entra in contatto con quella globale c'è il rischio che emergano le arretratezze accumulare da amministrazioni pubbliche e private che operano in una dimensione circoscritta. > la problematica dei grandi eventi è, quindi, nell'ambito della collaborazione, dello scontro però a livello locale e quello globale.

-Il termine “città globale” deriva dalla capacità della città di influenzare la cultura mondiale.

-Le città mondiali sono caratterizzate dalla presenza di infrastrutture fisiche , buone comunicazioni , aeroporti internazionali , stazione per treni ad alta velocità e una vasta gamma di altre strutture sociali e culturali. -Secondo Peter Hall le forze che hanno maggiore impatto sulla geografia urbana sono:  La globalizzazione e la formazione di aree economiche continentale di libero scambio  le trasformazioni nei paesi dell'ex blocco sovietico  il passaggio all'economia dell'informazione  l'impatto delle tecnologie dei trasporti e dell informazione  la promozione e il rilancio delle aree urbane  l'impatto dei cambiamenti demografici sociali -La competitività hai saltato i sintomi di crisi delle città europee dovuti alla crescita dei costi di produzione, all impatto delle nuove tecnologie e quindi ha una diversa organizzazione e gerarchizzazione del territorio, alla rigidità dei mercati e alla vischiosità espressa dalle pubbliche amministrazioni. > Kotler, Haider e Rein Affermano che alcune città sono più in difficoltà di altre secondo la seguente gerarchia:  livello 1 > città in fase Di declino cronico che hanno poca speranza di uscire dalla crisi  livello 2 > città che sono depresse in modo acuto che potranno uscire dalla crisi solo con una politica e una leadership forte  livello 3 > città che passano rapidamente da fasi di crescita a fasi in declino perché molto sensibili ai cicli del settore produttivo  livello 4 > città dove vengono positive trasformazioni e intensi investimenti per migliorare la propria capacità di attrazione  livello 5 > Poche città favorire che continuano ad attrarre flussi di persone. -Parla esistita di uscire dalla crisi ha spinto le città a liberarsi dagli ingombri produttivi del passato e a creare nuove funzioni meno legate alle tradizionali caratteristiche del territorio. > Vieni virgola in questo modo, che una città industriale ritenuta poco attraenti, decide di investire sul patrimonio culturale. -Per cambiare l'immagine negativa di una città, Un evento di media dimensione non riesci a cambiare molto per una città di grande peso culturale sociale: c'è un rapporto tra l'importanza intrinseche e velocità e la dimensione dell evento. > E città cominciano quindi a usare strumenti di marketing sempre più simili e quelli per la promozione di automobili per esempio. > Il marketing urbano presenta profonde analogie con le politiche di marketing attuale dalle imprese private > essi si basano sui seguenti principi:  gratificazione dei produttori  interazione tra fornitori, clienti e amministratori  organizzazione della società in associazioni e singoli cittadini  sovranità del consumatore nel caso del marketing urbano le relazioni sono vincolate da restrizioni e standard normativi. A partire da questo periodo lo incontro tra l'offerta e la varietà della domanda espressa varianti urbani deve essere modulato sulla base di specifici obiettivi. > Questi possono essere di carattere:  il metodologico  di acquisizione dell'informazione  di strategia  di segmentazione della domanda  di pianificazione e coordinamento gli strumenti di marketing urbano possono essere ordinati secondo 2 tipologie:

  1. una politica del prodotto città > differenziazione del prodotto sulla localizzazione, benefici e servizi in natura
  2. Una politica della comunicazione > per rendere utilizzabile all'interno e all'esterno il prodotto Alberto -Quando nella città insidiano nuove attività produttive, quando sono numerose le possibilità di lavoro ed e buona la qualità della vita, allora la città diventa attrattiva e quindi luoghi di polarizzazione dei nuovi investimenti prodotti ni virgola di nuovi immigrati virgola di visitatori e turisti. > T avvia il ciclo virtuoso dello sviluppo urbano.

mondo. > Watt Pubblica una lista di oltre 40 tipi di eventi avvertendo che la lista è incompleta e che non potrà mai esserlo Perché è l’innovazione insito nell evento che richiede di essere innovativi anche nella sua tipologia. > Il problema è quello di distinguere il grande evento da un evento comune:  Alcuni considerano discriminante la variabile dell'impatto economico  Hall Conferma interesse per la valenza economica ma aggiunge un ulteriore elemento discriminante: l'unicità. -Gli eventi vengono percepiti come occasioni per rilanciare o e ricollocare sul Merc. un bene naturale e culturale. > Un evento può essere definito un mega non tanto per le sue dimensioni o per la quantità di visitatori, quanto per la sua ampia diffusione internazionale tramite i mass media > per soddisfare questo tipo di domanda gli eventi devono avere caratteristiche di dinamicità, irripetibilità e unicità. -Janiskee ha qualificato l'offerta di beni culturali che migliorano l'esperienza ricreativa secondo 6 criteri:

  1. capacità di attrazione dell'edificio
  2. interazione tra gli edifici
  3. storia degli stili di vita
  4. diversificazione dei programmi
  5. durata dell evento
  6. calendario storico e quello stagionale

-Le 2 tipologie di eventi a localizzazione variabile che si sono svolti con maggiore continuità storica nei tempi moderni sono i giochi olimpici estivi e le esposizioni universali. > Complessivamente fino all'anno 2000 ci sono organizzati 31 esposizioni universali, 22 giochi olimpici estivi i 16 campionati mondiali di calcio > un totale di 69 eventi in 16 paesi, Tutti industrializzati ed economicamente sviluppati con solo qualche eccezione. -Il grande evento è spesso collegato a una situazione particolare, a un edificio o a un'invenzione che talvolta hanno superato gli aspetti effimeri dell evento e sono divenuti simboli della città in cui questo è organizzato. -Clark Identifica 3 fasi dell’evoluzione delle grandi esposizioni mondiali:

  1. Periodo dalla metà del 19º secolo fino alla fine della seconda guerra mondiale > dominato dal processo di industrializzazione I temi principali sono l'innovazione e la tecnologia.
  2. dalla seconda guerra mondiale fino all'ultimo decennio del 20º secolo > dominato dagli scambi culturali i temi prevalenti sono quelli che si riferiscono a valori culturali, al dialogo tra le culture e quindi al genere umano e il suo futuro.
  3. Dall'ultimo decennio per il 20º secolo ad oggi > concetto di marchio nazionale, competizione per accaparrarsi gli eventi migliori -Mules Ha messo in evidenza alcuni aspetti che dovrebbero essere considerati nelle valutazioni economiche:  non tutti i visitatori che si recano in una località che ospita un evento devono per forza essere stati attratti da quest'ultimo  Aumento dei visitatori , a motivo dell evento, avvia neanche a scapito dei visitatori che ci sarebbero recati in altri luoghi nella stessa Regione e paese  bisognerebbe prendere in esame anche l'andamento del resto dei flussi economici  le spese che i residenti effettuano per visitare il grande evento potrebbero andare a scapito gli altri consumi -Hall Considera gli impatti del grande evento anche dopo il suo periodo di svolgimento > Il grande evento per suppone grandi investimenti per lo sviluppo che sono concentrati nei centri urbani a detrimento delle spese sociali e di quelle per il miglioramento della qualità della vita. > Le conseguenze del dopo evento possono essere collegate al risanamento dei debiti per la realizzazione dei progetti, finanziamento delle tasse, l'aumento del turismo e l’aumento dei prezzi delle abitazioni.

-La valorizzazione degli interventi trova elemento di contraddizione nei servizi ricettivi > L'impossibilità di aumentare l'offerta di posti letto, per il rischio di rimanere poi con strutture non utilizzate, spingi le amministrazioni responsabili a ricercare un gran numero di posti letto nelle strutture ricettive nelle zone circostanti.

-I mega eventi sono un fenomeno antichissimo. -Il 1984 introdusse sulla scena dei grandi eventi la figura dello sponsor privato, uno strumento di marketing per promuovere non soltanto i prodotti ormai consolidati ma per lanciarne di nuovi. -Getz Attribuisce il deficit economico e sociale, che spesso i grandi eventi lasciano dietro di loro, alla mancanza o all’ineguatezza degli strumenti di pianificazione.

-Un grande evento viene programmato come sequenza di fase tra loro propedeutiche. > per quanto riguarda l'organizzazione del programma di lavoro viene con altri può identificare una fase di ideazione e di fattibilità che si conclude con l'approvazione dell evento. La fase successiva di progettazione ed esecuzione comprende il piano operativo, la definizione delle risorse e il piano esecutivo. Nella fase di svolgimento e in quella immediatamente successiva dovrebbe essere attivato un piano di valutazione per l'analisi e la verifica dell'efficienza del progetto e quindi avere una sua eventuale revisione. > Questi elementi devono essere supportati da un opportuna strategia imprenditoriale e da l'identificazione degli obiettivi operativi. -Catherwood e Kirk Elencano 10 quesiti che, sia le imprese sia le amministrazioni pubbliche, dovrebbero porsi prima di decidere di organizzare un grande evento:

  1. L'organizzazione dell'evento è una buona idea?
  2. Si dispone delle migliori capacità di pianificazione e di marketing?
  3. Si opera nella comunità giusta?
  4. Si conoscono tutte le infrastrutture a disposizione della comunità?
  5. Si è in grado di disporre di quelle più convenienti ha un prezzo che compatibile con il bilancio previsto?
  6. Qual è l'elemento forte per attrarre l'attenzione dell'opinione pubblica?
  7. Sei in grado di guadagnare il supporto dei mass media?
  8. Qual è la disponibilità di investimenti nella pubblicità?
  9. È possibile provare un forte sponsor?
  10. I criteri di valutazione del successo sono pasti correttamente? -Getz propone un sistema concettuale per pianificare e valutare gli eventi basato sulle interdipendenze tra il luogo, le persone E i sistemi di gestione. -Clark Individua 10 fasi per la gestione di un grande evento:
  11. selezione della tipologia di evento, sua localizzazione e concepimento
  12. preparazione dell'offerta
  13. condivisione dell'offerta a livello interno
  14. verifica dell'offerta a livello internazionale
  15. risultato della proposta e sua gestione
  16. realizzazione del progetto
  17. gestione dell evento
  18. smontaggio delle strutture e riuso dei servizi
  19. piano di sviluppo di lungo termine
  20. verifica dei risultati e loro valutazione -Un grande evento dovrebbe essere inserito nei piani generali di sviluppo, la ricerca e la valutazione delle misure di pianificazione devono essere realizzati sia prima sia dopo la realizzazione dell evento. > L'evento dovrebbe essere