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Tratto da L' età moderna Dalla scoperta dell'America alla Restaurazione
Tipologia: Sintesi del corso
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_Lo studio dei classici e la filologia_*
Umanesimo e rinascimento sono due momenti consecutivi di uno stesso processo culturale , nato in Italia tra Tre e Quattrocento e diffuso in Europa nel secolo successivo. Il termine Umanesimo (dal lat_. humanae litterae )_ indica un movimento intellettuale che ha un atteggiamento nuovo nei confronti del mondo antico (cioè della Grecia e di Roma).In questo periodo la civiltà classica divenne un modello a cui ispirarsi per dar vita ad una nuova concezione del mondo. Già Petrarca ,nel Trecento, invitava a dedicarsi allo studio dei testi latini e alla riflessione sui loro contenuti,ma è nel Quattrocento che molti intellettuali riscoprirono codici e opere da secoli dimenticate, cercando di restituire al latino la sua purezza ( poiché il latino usato durante il Medioevo, negli ambienti religiosi e colti , è diverso rispetto a quello utilizzato da Virgilio e da Cicerone ).
Durante l’Umanesimo ci fu ,dunque,una riscoperta del pensiero dell’antichità greca e romana ,conservato in manoscritti di Aristotele, Platone, Cicerone, Tacito, Seneca e tanti altri autori. Ci fu un “ritorno”della cultura della Grecia in Europa,dove durante il Medioevo era scomparsa al punto che in pochi ,ormai, conoscevano il GRECO. A tal proposito fu molto importante il concilio che si tenne a Ferrara nel 1438-42 ( poi spostato a Firenze)^1 ,poiché molti eruditi greci si recarono e stabilirono in Italia portando con loro molti manoscritti di autori classici e contribuendo alla diffusione della conoscenza del greco antico.
Questo forte interesse per queste opere fu fondamentale per lo sviluppo della Filologia , una disciplina grazie alla quale testi tramandati in maniera scorretta ( a causa soprattutto di errori fatti dai copisti) vennero riportati alla loro forma originale. Il contributo più importante all’ elaborazione della filologia come disciplina autonoma dal punto di vista metodologico fu dato dalla Miscellanea di Poliziano in cui spiega i criteri principali dell’esame erudito dei manoscritti.(Per Poliziano la ricostruzione di un testo nella sua forma originale permetta di conoscere perfettamente il contesto storico relativo al periodo in cui l’opera è stata scritta). Uno studioso molto importante fu Lorenzo Valla, il quale analizzo con il metodo filologico l’atto di cessione di Roma e del Lazio fatta da Costantino (tradizionalmente con questo documento si fa iniziare la nascita dello Stato della Chiesa).Valla dopo questo studio pubblicò De falso erudita et ementita Costantini donatione in cui sosteneva che il documento era un falso scritto dopo poiché nel testo c’erano una serie di espressioni linguistiche usate nell’VIII secolo d.C e non nel IV secolo d.C.
Nella cultura umanistica europea un intellettuale rilevante fu Erasmo da Rotterdam , il quale si dedicò all’elaborazione di un’edizione del testo greco del Nuovo Testamento con traduzione latino a fronte perché riteneva che la Vulgata, ossia la traduzione latina della Bibbia fosse piena di errori dei copisti. Questo suo lavoro era legato al desiderio di un ritorno al cristianesimo evangelico delle origini.
_La nascita e la diffusione di un mezzo rivoluzionario: la STAMPA_*
Un ruolo fondamentale nella diffusione delle idee umanistiche rinascimentali, in tutta l’Europa, ebbe l’ invenzione della stampa a caratteri mobili , a metà Quattrocento.(Prima di questa invenzione i libri venivano prodotti a mano dagli amanuensi. A partire dal Trecento l’uso della CARTA ,al posto della pergamena,che arrivò in Europa tramite i mercanti che commerciano con gli arabi, agevolò molto la produzione libraria e la diffusione dei libri poiché abbassò molto il prezzo finale del libro.
In base ad una tradizione leggendaria la stampa a caratteri mobili fu inventata da Johann Gutenberg a Magonza , ma in realtà un nuovo modo di stampare è attestato ancora prima di Gutenberg presso alcuni artigiani olandese. Fra il 1445 e il 1455 , a Magonza ,furono stampati il Messale di Costanza e la Bibbia di Gutenberg.
Il metodo di Gutenberg ,poi, si diffuse in tutta l’EUROPA OCCIDENTALE ,grazie agli artigiani tedeschi che lasciano Magonza e si trasferiscono altrove. In ITALIA le prime tipografie nascono fra gli anni Sessanta e Settanta del Quattrocento a Venezia, Roma Subiaco e Foligno. Questo nuovo metodo di stampa rivoluzionò il mondo del libro e della lettura ,infatti, fu così possibile realizzare in poche ore quello che prima veniva realizzato in tanti mesi e ad un prezzo più basso di conseguenza aumentò la circolazione e la vendita dei libri. Fu un evento che ebbe un riflesso fondamentale sulla diffusione della cultura 2 e ,inoltre ,per la prima volta nella storia europea, fu possibile formare una comunità intellettuale i cui componenti ,anche se lontanissimi nello spazio, potevano dialogare leggendo gli stessi libri. In Europa per quanto riguarda la diffusione dei classici fu fondamentale l’editore ALDO MANUZIO che aveva una bottega a Venezia , frequentata da molti intellettuali(tra cui P.Bembo e Erasmo da Rotterdarm) che formarono l’Accademia Aldina. Grazie al lavoro di questi intellettuali vennero editi
moltissimi classici greci e latini in una versione filologicamente molto curata. (Aldo ,inoltre pubblicò le opere di Bembo, gli Adagia di Erasmo e il Decameron di Boccaccio ). Le su edizioni ,dette aldine , furono molto diffuse sia perché molto curate sul piano filologico , sia perché erano in un formato “tascabile” molto maneggevole , sia per l’uso del corsivo italico ,chiaro ed elegante. (^1) Concilio con cui si tentò di risolvere LO SCISMA FRA LA CHIESA CATTOLICA E QUELLA ORTODOSSA.
(^2) “la fioritura completa della cultura alto-rinascimentale nell’Italia del Cinquecento dovette molto ai primi stampatori”Elizabeth L.Esenstein
_ Tra fortuna ed eccellenza: come cambiano le figure di intellettuali e artisti_*
Leon Battista Alberti,Leonardo da Vinci,Filippo Brunelleschi,Michelangelo Buonarroti
La diffusione dei testi antichi portò ad elaborare una nuova concezione del mondo , diversa da quella da quella medievale. Nel Medioevo, infatti, al centro dell’ universo c’era la figura di Dio, durante il Rinascimento venne rivalutata la figura dell’uomo ,pertanto è l’uomo al centro di tutto. Del resto nel mondo classico l’uomo e le sue azioni nel mondo sono fondamentali per ottenere la gloria,ossia il bene più prezioso. L’uomo rinascimentale è artefice del proprio destino e delle proprie fortune, anche materiali.
Leon Battista Alberti riassume in sé tutte le caratteristiche del modello rinascimentale. Egli era figlio di un mercante , ma piuttosto che proseguire la strada del padre preferì diventare architetto. Fu ,inoltre, autore di opere scientifiche(Ludi matematici),di una commedia, di dialoghi filosofici. Nel dialogo La famiglia ( 1433 circa, tre libri in volgare) Alberti espone una visione del mondo molto particolare ,in quanto attribuisce un valore del tutto nuovo e rivoluzionario ( rispetto a quanto fino a quel momento avevano sostenuto moralisti e filologi) al DENARO. Esso è indispensabile all’uomo per vivere ,ma anche in stretta relazione con l’uso del tempo ,poiché solo chi impiega in modo corretto il proprio tempo può raggiungere i suoi scopi ed ottenere ciò che desidera. Nulla, dunque, nemmeno lo scorrere del tempo può essere precluso all’uomo.
Con l’Umanesimo e il Rinascimento nasce il metodo scientifico di analisi della natura attraverso l ’OSSERVAZIONE DIRETTA e la VERIFICA DELL’ESPERIENZA, che permette all’individuo di affidarsi alla propria capacità d’indagine e alle proprie libere valutazioni ( nel Medioevo gli studiosi ritenevano che la spiegazione dei fenomeni naturali si poteva trovare nella Bibbia o nei testi di Aristotele ).Uno dei maggiori personaggi dell’epoca rinascimentale che pone grande fiducia nelle capacità dell’uomo è LEONARDO DA VINCI. Per lui l’uomo deve conoscere attraverso l’osservazione diretta della natura e non attraverso gli scritti degli antichi.
Nell’epoca rinascimentale si ebbe una nuova concezione dell’artista (pittore,scultore,architetto). L’artista viene rivalutato e per la prima volta acquista rispetto e prestigio all’interno della società. Le arti “meccaniche” hanno una dignità pari alle arti liberali. Questo nuova considerazione dell’artista è legata principalmente al cambiamento dell’educazione dell’apprendista (Lorenzo il Magnifico ad esempio faceva impartire ai giovani insegnamenti dell’arte alla quale i giovani decidevano di dedicarsi ,ma anche un’educazione di tipo umanistico liberale) e alla maggiore qualificazione necessaria per realizzare le opere commissionate dai mecenati. A tal proposito uno degli artisti più importanti è FILIPPO BRUNELLESCHI ,che per le sue opere ricorse alle regole della prospettiva matematica e della proporzionalità (il suo capolavoro è la cupola della Chiesa di Santa Maria del Fiore a Firenze ,nella quale emergono tutte le sue conoscenze matematiche e meccaniche).
A impersonare l’artista rinascimentale ,in tutti i sensi, è MICHELANGELO BUONARROTI , pittore,scultore, architetto ,ingegnere e poeta.Il suo mecenate fu papa Giulio II, il quale pare che assecondasse le asperità caratteriali di Michelangelo sia perché lo voleva al suo servizio, sia perché i mecenati in generale erano disposti ad accettare i capricci e le eccentricità degli artisti. (cappella Sistina , cupola San Pietro – Mosè - )
_ La politica come scienza: MACHIAVELLI E GUICCIARDINI_*
Nel Medioevo cristiano la storia dell’uomo e la politica erano visti secondo la dottrina di Sant’Agostino , in base alla quale la vera città dei Cristiani è quella celeste. IL RINASCIMENTO
mediazioni. Particolarmente influenzato dallo studio della quabbalah fu Giovannni Pico della Mirandola, che viene da lui spiegata come una fonte di sapienza a cui attingere per decifrare il mistero del mondo, e nella quale Dio appare oscuro, in quanto apparentemente irraggiungibile dalla ragione; ma l'uomo può ricavare la massima luce da tale oscurità.
Gli studiosi medievali ritenevano che la spiegazione dei fenomeni naturali si potesse trovare nella Bibbia o nei testi di Aristotele. Tra Quattro e Cinquecento , invece , anche le visioni tradizionali aristoteliche vengono messe in discussione. È il caso di Pietro Pomponazzi che nella sua opera, DE IMMORTALITATE ANIMAE , partendo dalla dottrina di Aristotele sull’ anima dubita che essa possa esistere separata dal corpo. L’anima è mortale.