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L'evoluzione del turismo: dalla nascita del turismo di massa al turismo postmoderno, Sintesi del corso di Sociologia

Riassunto del libro Vacanze di pochi, vacanze di tutti

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019

Caricato il 28/11/2019

Silvia511
Silvia511 🇮🇹

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VACANZE DI POCHI, VACANZE DI TUTTI
Capitolo primo: Turismo e sviluppo economico: un problema aperto
Fattori che hanno stimolato la domanda di servizi turistici. Il reddito e la curva di Engel.
La spesa turistica diventa importante solo quando il reddito supera una certa soglia →
industrializzazione e aumento del reddito nazionale hanno ampliato le fasce sociali in grado di
raggiungere tale soglia, permettendo la crescita del settore. Vicende esemplari del turismo inglese.
La comparsa di nuivoi consumatori ha permesso lo sviluppo delle città per le vacanze. Il turismo di
massa è stato reso possibile nel mondo contemporaneo dal fatto che sono aumentate le
remunerazioni.
Curva di Engel: più povera è una famiglia, maggiore sarà la proporzione della sua spesa totale
destinata all'acquisto di generi alimentari, e più ricca è una nazione, minore la proporzione di generi
alimentari nella spesa totale. Domanda di beni legata al reddito dei consumatori.
Declino del settore agricolo favore di quello industriale e aumento dei servizi (turismo) a scapito
dell'industria.
Il turismo moderno, nato come bene di lusso, nel secondo dopoguerra si è trasformato in un bene
normale, quasi di prima necessità. Vasta gamma di elasticità della domanda di consumi turistici
rispetto al reddito: vacanze come bene di lusso con elasticità elevata o bene normale.
La nascita del turismo di massa ha prodotto un aumento dei consumi turistici ed una segmentazione
del mercato, differenziazione dell'offerta turistica.
Il fenomeno dell'urbanizzazione è un generatore del desiderio di andare in vacanza.
Fattore di tipo economico: i prezzi relativi, svalutazioni o rivalutazioni della moneta, hanno
un'importante funzione competitiva → in Italia, la debolezza della lira ha spesso ridotto il costo di
una vacanza per uno straniero, facilitandone l'arrivo.
Nascita e affermarsi del turismo sono collegati al tempo libero, che è una precondizione. Lenta
conquista del diritto al tempo libero da parte del ceto medio prima e della classe operaia poi.
Presso gli antichi romani il tempo libero era dato da una condizione sociale, solo al cittadino nobile
era riconosciuto il diritto all'otium (riposo). Nell'alto medioevo l'ozio viene percepito come causa
dei vizi umani, perdendo dignità: il lavoro conferiva dignità all'uomo → abbandono di gran parte
delle attività sociali ricreative, tra le forme di turismo sopravviveva solo il pellegrinaggio.
Nel basso medioevo venne reintrodotta una dimensione ludica, ritornarono di moda antiche forme
turistiche come soggiorni termali e altre attività ludiche.
Nel Settecento, in piena rivoluzione industriale, solo all'ozio degli aristocratici era riconosciuto un
valore sociale (si contenevano i passatempi dei poveri): battute di caccia, balli, musica, teatro,
attività sportive. Per le classi popolari c'erano fiere e sagre all'insegna di grandi bevute → guardati
con ostilità, considerati immorali, facendo leva su questo gli industriali inglesi cercarono di
contrastare le riduzioni dell'orario di lavoro. La conquista del tempo libero fu per il ceto operaio
anche una lotta per il proprio riconoscimento morale.
Con la rivoluzione industriale le attività sociali hanno smesso di essere regolate da obblighi rituali
imposti dalla comunità, lavoro e tempo libero sono sfuggiti ai riti collettivi. Il lavoro professionale
si è staccato dalle altre attività e la sua durata è stata fissata con un limite arbitrario.
Nella fase iniziale dell'industrializzazione il tempo libero era poco, oggi la vita media ha raggiunto
gli 80 anni e i sistemi pensionistici hanno creato presupposti per non lavorare negli ultimi 10-20
anni di vita → fascia di età liberata dalla necessità di lavorare.
Il monte ore annualmente dedicato al lavoro dipende dalla durata della giornata lavorativa, dalle
giornate di ferie retribuite e dalla presenza di feste nazionali → progressiva riduzione del tempo di
lavoro in tutti i paesi industrializzati, dall'Ottocento a oggi.
Metà Ottocento, riduzione dell'orario giornaliero come risultato della diffusione dei sindacati e
dell'affermarsi del suffragio universale.
Fra le due guerre il processo accelerò: giornata lavorativa di 8 ore; con la crisi del '29 si ridusse la
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Scarica L'evoluzione del turismo: dalla nascita del turismo di massa al turismo postmoderno e più Sintesi del corso in PDF di Sociologia solo su Docsity!

VACANZE DI POCHI, VACANZE DI TUTTI

Capitolo primo : Turismo e sviluppo economico: un problema aperto Fattori che hanno stimolato la domanda di servizi turistici. Il reddito e la curva di Engel. La spesa turistica diventa importante solo quando il reddito supera una certa soglia → industrializzazione e aumento del reddito nazionale hanno ampliato le fasce sociali in grado di raggiungere tale soglia, permettendo la crescita del settore. Vicende esemplari del turismo inglese. La comparsa di nuivoi consumatori ha permesso lo sviluppo delle città per le vacanze. Il turismo di massa è stato reso possibile nel mondo contemporaneo dal fatto che sono aumentate le remunerazioni. Curva di Engel : più povera è una famiglia, maggiore sarà la proporzione della sua spesa totale destinata all'acquisto di generi alimentari, e più ricca è una nazione, minore la proporzione di generi alimentari nella spesa totale. Domanda di beni legata al reddito dei consumatori. Declino del settore agricolo favore di quello industriale e aumento dei servizi (turismo) a scapito dell'industria. Il turismo moderno, nato come bene di lusso, nel secondo dopoguerra si è trasformato in un bene normale, quasi di prima necessità. Vasta gamma di elasticità della domanda di consumi turistici rispetto al reddito: vacanze come bene di lusso con elasticità elevata o bene normale. La nascita del turismo di massa ha prodotto un aumento dei consumi turistici ed una segmentazione del mercato, differenziazione dell'offerta turistica. Il fenomeno dell'urbanizzazione è un generatore del desiderio di andare in vacanza. Fattore di tipo economico: i prezzi relativi, svalutazioni o rivalutazioni della moneta, hanno un'importante funzione competitiva → in Italia, la debolezza della lira ha spesso ridotto il costo di una vacanza per uno straniero, facilitandone l'arrivo. Nascita e affermarsi del turismo sono collegati al tempo libero , che è una precondizione. Lenta conquista del diritto al tempo libero da parte del ceto medio prima e della classe operaia poi. Presso gli antichi romani il tempo libero era dato da una condizione sociale, solo al cittadino nobile era riconosciuto il diritto all'otium (riposo). Nell'alto medioevo l'ozio viene percepito come causa dei vizi umani, perdendo dignità: il lavoro conferiva dignità all'uomo → abbandono di gran parte delle attività sociali ricreative, tra le forme di turismo sopravviveva solo il pellegrinaggio. Nel basso medioevo venne reintrodotta una dimensione ludica, ritornarono di moda antiche forme turistiche come soggiorni termali e altre attività ludiche. Nel Settecento, in piena rivoluzione industriale, solo all'ozio degli aristocratici era riconosciuto un valore sociale (si contenevano i passatempi dei poveri): battute di caccia, balli, musica, teatro, attività sportive. Per le classi popolari c'erano fiere e sagre all'insegna di grandi bevute → guardati con ostilità, considerati immorali, facendo leva su questo gli industriali inglesi cercarono di contrastare le riduzioni dell'orario di lavoro. La conquista del tempo libero fu per il ceto operaio anche una lotta per il proprio riconoscimento morale. Con la rivoluzione industriale le attività sociali hanno smesso di essere regolate da obblighi rituali imposti dalla comunità, lavoro e tempo libero sono sfuggiti ai riti collettivi. Il lavoro professionale si è staccato dalle altre attività e la sua durata è stata fissata con un limite arbitrario. Nella fase iniziale dell'industrializzazione il tempo libero era poco, oggi la vita media ha raggiunto gli 80 anni e i sistemi pensionistici hanno creato presupposti per non lavorare negli ultimi 10- anni di vita → fascia di età liberata dalla necessità di lavorare. Il monte ore annualmente dedicato al lavoro dipende dalla durata della giornata lavorativa, dalle giornate di ferie retribuite e dalla presenza di feste nazionali → progressiva riduzione del tempo di lavoro in tutti i paesi industrializzati, dall'Ottocento a oggi. Metà Ottocento, riduzione dell'orario giornaliero come risultato della diffusione dei sindacati e dell'affermarsi del suffragio universale. Fra le due guerre il processo accelerò: giornata lavorativa di 8 ore; con la crisi del '29 si ridusse la

giornata lavorativa per contenere la disoccupazione. Differenze fra Europa e Stati Uniti per le ferie retribuite: fine '30, due settimane in Europa, solo una negli Stati Uniti. Feste nazionali più numerose in Europa. Dopo la seconda guerra mondiale, lunghezza della giornata lavorativa maggiore negli Stati Uniti, sino ad oggi. Motivi della netta differenza: monte ore elevato negli USA perché bassi salari lavorano per incrementare il reddito complessivo e alti salari perché un'ora di lavoro in meno ha un costo marginale molto alto; l'etica protestante (puritana) pone il lavoro quotidiano al centro dell'agire umano. In Europa, i sindacati hanno stimolato politiche di riduzione dell'orario e radicato lo stato sociale. Novecento, riduzione del tempo di lavoro e comparsa delle ferie retribuite: disporre di tempo libero pur essento remunerati. Condizioni adatte per passare dal turismo d'élite a quello di massa. Fattori che hanno stimolato lo sviluppo dell'offerta di servizi turistici. Il ruolo dell'intervento pubblico. Quando si compra/offre una vacanza, in realtà si acquista/offre un paniere eterogeneo di beni e servizi come mobilità, pernottamento, cibo, attività ricreative. Domanda di servizi turistici soddisfatta da una o più imprese che offrono servizi che consentono al turista di raggiungere una località ed utilizzarne le opportunità di impiego del tempo libero. Tre modelli di percorsi di trasformazione di beni e servizi in prodotto turistico:

  1. Community model , diffuso in Europa l'invenzione del prodotto turistico (assemblaggio delle sue componenti) è il risultato del coordinamento fra gli attori presenti su un territorio, dagli operatori economici alla pubblica amministrazione ai vettori (trasportatori).
  2. Corporate model , nordamericano l'invenzione del prodotto turistico e l'attività di promozione sono dominate da un'unica grande impresa, leadership nella fornitura di almeno uno dei servizi di base e che garantisce la fornitura di tutti quelli inclusi nel prodotto proposto
  3. State and community model , francese operatori del territorio affiancati dallo stato centrale, che si ritaglia compiti di programmazione generale del settore. Community model e state-community model hanno caratterizzato l'esperienza europea: lo stato centrale e gli enti locali hanno un ruolo determinante sia nella fase di invenzione del prodotto sia nella promozione. Il turismo moderno richiese amministrazioni locali interventiste. '600/'700 le autorità locali di Bath realizzarono più volte gli investimenti necessari per ospitare un turismo di alto rango; dalla seconda metà dell'800 in poi, elevata spesa pubblica municipale, investimenti tesi a incrementare le attività turistiche. Località balneari italiane (Sanremo, Lido di Venezia, Viareggio, Rimini) → amministrazioni comunali consapevoli del ruolo del settore turistico sullo sviluppo economico, impegnarono grandi quote del bilancio per promuoverlo e sostenerlo. Collaborazione tra amministrazioni comunali e investimenti privati. L'interesse dello stato verso il settore turistico maturò più lentamente. Nell'800, l'unico impegno dello stato centrale fu la promozione a favore di qualche località dalle famiglie reali. Inizio '900, i principali paesi europei cominciarono a dotarsi di organismi nazionali per la promozione turistica. 1905 in Spagna , Commissione Nazionale incaricata di promuovere il turismo straniero, pubblicizzando itinerari culturali in tutta Europa. Impatto limitato, fra le due guerre venne creato un Patronato nazionale del turismo al quale furono affidati diversi compiti, dallo sviluppo dell'industria alberghiera alla promozione della Spagna all'estero. Realizzazione di una rete europea di agenzie di informazione turistica, ampliamento e miglioramento delle strutture alberghiere. 1938 Franco creò il Servizio Nazionale del turismo. 1909 Austria si dotò di una Sezione sulla circolazione dei forestieri. 1910 Francia creò l'Office national du tourisme, e poi Conseil supérieur du tourisme (organismo

realizzazione delle prime infrastrutture. La pressione dei primi turisti spinge il settore pubblico a migliorare le infrastrutture necessarie per la crescita del settore turistico. Anche il settore privato sposta parte dei suoi capitali dall'agricoltura al turismo. L'offerta diventa protagonista, si elabora un prodotto turistico che si incroci con le esigenze della domanda. [Sanremo, fine '800 → l'amministrazione pubblica approva una lunga serie di interventi per migliorare il soggiorno dei turisti]

  1. SVILUPPO → il n° di turisti aumenta e può superare quello della popolazione residente. Località ormai nel circuito turistico, momento d'oro. Fase ricca di insidie, l'ondata di investimenti può causare il deterioramento delle risorse naturali del luogo e privarlo delle caratteristiche che ne costituivano l'attrattiva.
  2. CONSOLIDAMENTO → terminata la fase espansiva, il tasso di crescita dei visitatori diminuisce, la località è affermata nel settore turistico.
  3. STAGNAZIONE → scenario problematico: vacanza che non è più di moda, difficile attirare nuovi turisti, sorti legate alla clientela abituale. Potrebbero sorgere anche problemi di tipo ambientale. Due possibili soluzioni:
  4. a) DECLINO → destinazione dell'area ad altri usi, cessa di attrarre turisti, gli impianti turistici vengono trasformati e destinati ad altri usi b) RINNOVAMENTO → inventare un secondo ciclo, proponendosi come centro di attrazione di tipo inedito. Forme originali: costruzione di casinò, sport invernali, centri congressuali. [Sanremo: declino della vacanza balneare invernale e proposta della villeggiatura estiva; Rimini: turismo congressuale e culturale] Diversi momenti in cui è importante la collaborazione tra autorità pubbliche e operatori privati: nella fase di coinvolgimento vanno realizzate le infrastrutture per accogliere i primi viaggiatori, nella fase dello sviluppo per conservare le risorse naturali, nella fase di stagnazione per ripensare e riprogettare lo sviluppo turistico della località. Schemi diversi per le località create dal nulla grazie agli investimenti di grandi società o consorzi.
  • Costa Smeralda: processo di crescita indotto dall'esterno con capitale straniero, amministrazioni pubbliche e finanziatori privati sono intervenuti solo nella fase di sviluppo.
  • Paesi del Terzo Mondo: investimenti di tour operator stranieri. Il processo di interazione fra operatori privati, pubbliche amministrazioni e turisti viene spesso a mancare → enclave in cui i contatti con la popolazione sono spesso inesistenti. Fine '900, terziarizzazione dell'economia → nuovo interesse al settore dei servizi e al loro ruolo nel processo di sviluppo dei paesi arretrati. Attenzione al turismo (contributo nel processo economico). Il turismo ha una funzione importante nell'economia di un paese. Pompeo Neri individuò nel turismo uno dei settori attraverso i quali far arrivare valuta straniera in un paese e riequilibrare la bilancia dei pagamenti. Successivamente i governi dei paesi turistici hanno elaborato politiche a favore dello sviluppo del settore. Nel caso italiano e spagnolo, il turismo ha contribuito fortemente al pareggio della bilancia dei pagamenti in anni cruciali per l'industrializzazione. Turismo = importante volano per la crescita economica dei paesi in viadi sviluppo, servizio da esportare in un contesto in cui l'avvio del processo di industrializzazione stimolava l'aumento dell'importazione di macchinari e beni di consumo finali. Speranza a cui si affidarono organizzazioni internazionali e nuovi governi dei giovani stati africani e asiatici. Ruolo importante nel processo di sviluppo economico in Egitto, Kenya, Thailandia; solo negli arcipelaghi e nelle piccole isole la crescita del settore turistico può sostenere da sola l'intera economia (Anguilla, Bahamas, Maldive). Capacità del settore di portare nei paesi poveri valuta pregiata. Però se un paese è costretto a importare tutto, il suo impatto complessivo sull'economia rischia di non essere positivo. Moltiplicatore del reddito → misura l'incremento nel reddito verificato nell'intera economia come risultato di un cambiamento nel livello o nella distribuzione della spesa turistica. In paesi con elevata percentuale di stabilimenti/lavoratori straniera occorre ridurre il reddito prodotto per tenere

conto dei salari e dei profitti che vanno verso l'estero. Il reddito non rimpatriato deve essere riutilizzato nell'analisi per tenere conto dell'effetto prodotto dal suo impiego per acquistare beni e servizi finali. Per calcolare il valore finale del moltiplicatore si prendono in considerazione tre livelli di spesa:

  • diretta: riguarda alberghi, ristoranti, trasporto e servizi turistici
  • indiretta: spesa generata dal settore di alberghi, ristoranti... per fornire i servizi turistici
  • indotta: aumenta il reddito prodotto in un'economia, una parte di esso verrà speso in beni e servizi finali prodotti in quell'economia. Due modelli di moltiplicatore: modelli ad hoc (numero contenuto di dati statistici) e moltiplicatori ottenuti dall'analisi input-output (risultati più ricchi ma necessità di una grande mole di informaioni). Più un'economia è in grado di offrire beni e servizi richiesti dai turisti, maggiore sarà la proporzione di spesa iniziale che si trasforma in reddito di quel paese; le regioni che dipendono molto dalle importazioni, invece, avranno coefficienti più bassi e una maggiore fuoriuscita di reddito. Valore alto del moltiplicatore turistico = struttura economica più solida e diversificata. Una volta ottenuti i risultati, è opportuno integrarli con uno studio complessivo del sistema economico e confrontare paesi di dimensioni equiparabili → le analisi dell'impatto economico basate sul confronto non hanno fornito indicazioni soddisfacenti: modelli diversi e non sempre confrontabili. È interessante il confronto tra moltiplicatori dei diversi settori dello stesso stato. Considerazioni:
  • l'impatto del turismo nelle piccole isole è minore rispetto a quello negli stati di media/grande dimensione perché l'economia delle prime dipende maggiormente dalle importazioni
  • tutte le attività collegabili ai servizi turistici rivelano rapporti a monte o a valle con il resto dell'economia (il turismo ha forti legami con il resto dell'economia). Perplessità:
  • Sviluppo turistico nei paesi in via di sviluppo, forte ricorso all'importazione di beni intermedi o di fattori della produzione. Debolezza generale, dipendono fortemente dalle importazioni per tutte le attività produttive.
  • Ruolo svolto dagli investimenti stranieri nello sviluppo delle attività turistiche dei paesi arretrati. I turisti stranieri si rivolgono ad agenzie e tour operator del paese d'origine, intermediari che a volte investono direttamente in strutture ricettive nei paesi di destinazione, altre volte si assicurano i servizi firmando contratti con imprese locali → costi e benefici ottenuti dal turismo internazionale nei paesi in via di sviluppo dipendono da tali contratti. Investimenti rivolti al soddisfacimento della domanda internazionale sono veicoli per la diffusione di comportamenti di stile “occidentale”, a volte lontani dalle consuetudini locali. Nuova colonizzazione culturale. Il turismo interviene a modificare il paesaggio e l'ambiente naturale, producendo gravi danni ambientali → programma di ricerca su investimenti stranieri e turismo avviato da un'agenzia delle Nazioni Unite, puntualizza su tre elementi importanti:
  1. presenza di investimenti stranieri nel settore turistico meno estesa di quanto si pensi e la maggiro parte delle attività ricettive e ricreative è detenuta da investitori nazionali piuttosto che stranieri
  2. potenzialità connesse alla presenza di imprese straniere nel settore turistico: introduzione di pratiche manageriali e metodi di lavoro più efficienti, inserimento di tali località nella mappa del turismo internazionale, diffusione di abilità e competenze spendibili anche in altri comparti
  3. l'impatto del turismo non dipende tanto dalla forma proprietaria (investimenti locali o stranieri) quanto dalle caratteristiche di quell'industria. Il turismo può essere un engine of growth e avviare da solo il processo di sviluppo in un paese arretrato? Può essere un protagonista del processo di modernizzazione delle istituzioni economiche e sociali, ma da solo non può traghettare un paese da una condizione di arretratezza verso lo sviluppo. La monocultura (anche del turismo) rallenta la crescita.

miglioramento della rete viaria e un boom degli investimenti contribuirono all'accelerazione del suo sviluppo trasformandola in un moderno centro turistico. Innovazione degli inglesi: trasformare centri di cura in città del loisir, luoghi specializzati nel ricevere e far divertire i turisti. Settecento = nascita del turismo moderno. Tre strutture segnarono la trasformazione da luogo di cura a centro di villeggiatura:

  1. parco termale, stabilimento termale all'interno di grandi giardini
  2. strutture ricettive come teatri, teatrini, caffè concerto, ristoranti e punti di ristoro
  3. alberghi di grande dimensione. L'esistenza di una fonte termale, caratteristica naturale, è necessaria, ma solo l'invenzione e gli investimenti privati e pubblici ne possono decretare il successo. Bath fu la città modello che nel '700 guidò la transizione dalla cura allo svago per gli aristocratici. Ragioni del suo successo: offerta di molti momenti e luoghi per lo svago, negozi esclusivi e presenza dell'alta società. Proprietari terrieri disposti a realizzare investimenti immobiliari e un attivo settore commerciale che ha inserito la città nel circuito internazionale della moda e delle attività ricreative. Il fervore verso gli investimenti turistici è stato alimentato da un ambiente propizio in termini di strutture ricettive, ricreative e di beni di lusso. Felice posizione geografica, nella regione di influenza di Londra, con alta concentrazione di borghesi e aristocratici. La sua parabola si consumò nel giro di un secolo. Nell'800 ritornò ad essere una semplice città di cura, luogo di ritiro per invalidi e anziani, cambiamento della clientela. Declino inevitabile perché legato al passaggio delle mode: città termali soppiantate dal nuovo imperativo della villeggiatura al mare. Verso la fine del '700 la moda della vacanza nelle città termali fu esportata nell'Europa continentale. Spa → centro più famoso, già nel '500, nel '600 tentò una prima valorizzazione della sua fonte, nel '700 si dotò di numerose strutture per i divertimenti, importanti edifici, sale da gioco, teatro e giardini. 1862 costruzione di un monumentale stabilimento dei Bagni e realizzazione di numerosi interventi di abbellimento urbano finanziati dalla pubblica amministrazione. Divenne il luogo di ritrovo delle famiglie reali e il centro mondano più famoso d'Europa. Spesso le città termali continentali superarono lo splendore di Bath e si proposero per un turismo ancora più esclusivo, come nel caso di Spa. Tragitto comune dei centri termali mitteleuropei: fase iniziale caratterizzata dall'impegno dei medici nella pubblicità delle proprietà curative delle acque e dal patrocinio di nobili di alto rango che portavano prestigio; poi gli operatori economici locali realizzavano le prime infrastrutture e avviavano il decollo della nuova città del loisir; l'apporto di capitali regionali o nazionali fu spesso decisivo. Nell'Europa centrale il decollo o il declino delle località termali avvenne in ritardo di quasi un secolo rispetto ai centri inglesi: fino alla vigilia della prima guerra mondiale mantennero la capacità di attrazione su aristocrazia europea e ceto borghese. Il fascino dei mari freddi: nuova moda inglese. Rapido sviluppo del turismo balneare, nato in Gran Bretagna, segue completamente il modello di Bath. Nelle città balneari l'attrazione principale era il Kursaal, costruzione concepita con gli stessi criteri dello stabilimento termale ma sulla spiaggia, e a volte si prolungava fino al mare mediante un molo sorretto da piloni. Il mare, caratteristica dell'ambiente naturale, fu all'origine dell'attività turistica, ma sviluppo e successo dei centri balneari dipesero dalla loro capacità di gestire il tempo libero dei villeggianti e dagli investimenti realizzati. Trapasso ai bagni marini a Scarborough → fonte minerale d'acqua salata, ai bagni furono riconosciute ulteriori qualità terapeutiche. Si genera la moda del bagno di mare come variante delle cure termali. Città senza rivali per tutto il '700 perché Brighton (città balneare inglese di maggior successo) raggiunse il suo massimo sviluppo nell'800. Brighton → a fine '700 era un piccolo comune con una breve stagione dei bagni. Verso il 1820

divenne la più importante città di villeggiatura dell'Inghilterra. Lungo patrocinio reale, caso unico fra le città inglesi. Mare nordico, basse temperature e acque fredde. Si faceva il bagno con prudenza, la spiaggia era un luogo per camminare e conversare ma non era un punto di ritrovo. Al sole non era riconosciuta una funzione terapeutica, si usavano ombrellini. Il cuore della vita turistica era nel centro urbano: il tempo trascorreva fra passeggiate lungo il corso, spettacoli, chiacchiere e giochi nelle sale d'incontro. Dopo il 1840 con la diffusione della ferrovia si formarono nuovi centri balneari, località minori. Con la ferrovia i centri balneari inglesi si aprirono verso un turismo meno d'élite e le città che si ingrandirono di più furono quelle attrezzate a ricevere famiglie del ceto medio (sud-est). 1880-1910 nuove stazioni balneari nelle province inglesi e del Galles settentrionale: la domanda turistica delle classi lavoratrici divenne importante. Città o villaggi balneari attorno alle regioni cotoniere della prima rivoluzione industriale. Blackpool → prima nel mondo ad avere una clientela popolare. In Gran Bretagna l'origine del turismo di massa risale a fine '800. Apporto dei proprietari terrieri e investimenti del ceto medio locale. La crescita delle città balneari inglesi fu lenta e avvenne mediante l'accumularsi di piccoli investimenti. Dopo arrivò capitale dall'esterno, ma lo sviluppo di tali centri restò sempre locale. La prima guerra mondiale interruppe lo sviluppo delle località balneari inglesi e limità la loro animazione estiva. Quando negli anni '20/'30 il turismo riprese a crescere, non tornarono agli splendori dell'800. Nel secondo dopoguerra iniziò un lento declino per tutte le città balneari inglesi, le cui ragioni sono legate alle nuove caratteristiche della domanda turistica: sole. Aerei, pullman e treni permettevano di raggiungere le località di villeggiatura del Mediterraneo, spostando il centro di gravità del turismo altrove. Primato inglese nella creazione del turismo moderno → l'upper class inglese inventò il Grand Tour come modalità di formazione dei propri giovani. Attrazione esercitata sugli aristocratici inglesi dal primato culturale dell'Europa continentale, l'umiltà di voler apprendere ciò che era stati elaborato negli altri paesi. La logica dell'induzione di Bacone poneva l'osservazione dei fenomeni della natura al primo posto nel percorso verso il sapere, il viaggio era un modo per avvicinarsi alla conoscenza del mondo. Funzione educativa dei viaggi, il Grand Tour era una proposta culturale, si viaggiava per imparare, poi il desiderio di conoscere lasciò il posto al piacere o alla scoperta dell'arte. Nel primo '700 il mondo culturale inglese spostò il baricentro sul proprio paese. Cambiamento nelle abitudini sociali: invenzione delle città delle vacanze. La villeggiatura (tempo dedicato all'ozio) era anche un investimento economico perché conferiva il rango necessario per lo svolgimento dei propri affari. Spiegazioni: precoce sviluppo industriale ed economico del paese, trasformazioni culturali e sociali. Trasformazioni determinanti: urbanizzazione dei luoghi del tempo libero e formazione di un ceto borghese numeroso e ricco. Gli inglesi iniziarono prima di altri a consumare servizi turistici perché adottarono uno stile di vita che separava nettamente tempo di lavoro e tempo dell'ozio, luoghi di lavoro e luoghi di tempo libero. Solo la Gran Bretagna poteva vantare già una classe media → diffusione del turismo borghese. Lo sviluppo delle città delle vacanze fu una manifestazione del processo di industrializzazione. Un'altra trasformazione fu la conquista dell'acqua e dei monti → la villeggiatura doveva trovare una giustificazione morale che venne fornita dalla scienza medica sia per il turismo termale che balneare. La scienza medica guida progressivamente la conquista dell'acqua attribuendole una funzione terapeutica che permise nel '600 la diffusione del bagno nelle stazioni termali e il superamento dei vecchi pregiudizi. Se l'acqua oltre che fredda era anche salata diventava curativa. Il dottor Russel aprì uno studio medico a Brighton. All'inizio dell'800 dall'acqua si passò all'aria di mare, che contribuiva alla guarigione dalle malattie respiratorie e dalla tubercolosi. L'invenzione del turismo balneare richiese l'abbandono di una visione della natura spaventosa e nemica a favore di una sua immagine illuminista, salutista e sportiva, e la diffusione del desiderio di

Il turismo balneare invernale rappresentò una svolta significativa per le modalità di investimento e per le caratteristiche socioeconomiche: si sviluppò in aree arretrate la cui economia si fondava su pesca e agricoltura e prive dei capitali necessari (che arrivavano da parigini o stranieri). Distanza fra comunità locale e turisti invernali che si palesava nell'organizzazione dello spazio urbano: quartieri turistici separati dal nucleo originario, preclusi agli abitanti. Nizza → espansione fine '800, basata sulla realizzazione di grandi alberghi e strutture ricreative di lusso (casinò) grazie al capitale straniero. In tali località il turismo non diventò un corpo estraneo ma si integrò nelle altre attività economiche facendo prosperare settori commerciali e artigianali. La prima guerra mondiale arrestò il ricco turismo dell'alta società europea. Anni '20/'30 realtà sociale mutata che si rispecchiò sui flussi turistici → declino del turismo balneare invernale, scoperta della “montagna bianca”, sport invernali. La moda del soggiorno balneare invernale avvicinò i turisti europei alle coste del Mediterraneo. Pittori a scrittori romantici da fine '700 crearono una nuova immagine del Mediterraneo diffondendola in tutta Europa. Diverso rapporto tra classi popolari mediterranee e acqua di mare: la gente del sud si immergeva nelle acque calde senza ricercare effetti benefici ma solo sollievo dalla calura e divertimento. Diverso modello di bagno. Le coste meridionali non sempre erano accoglienti: malaria, pirati, banditi. L'eliminazione di questi problemi giovò all'immagine dei mari del sud → diffondersi della cultura del sole. Funzioni benefiche dell'aria di mare e del sole, dettami medici guidarono la trasformazione culturale e resero “il colore della miseria uno status symbol”. Cambiò anche il rapporto con la spiaggia: diffusione delle sabbiature, bagni di sabbia calda. Comparvero le prime strutture permanenti per creare zone di ombra. Ma nel primo '900 in molti stabilimenti dell'Italia meridionale lo stile della vacanza era ancora ottocentesco, la spiaggia era priva di strutture. Svolta negli anni '20/'30: nacque ilmito dell'abbronzatura e la spiaggia assunse un ruolo centrale nella vita balneare. Diversa modalità di rapportarsi all'acqua: bagno come momento di svago, presso tutti i ceti sociali. La scoperta del sole rivoluzionò la mappa del turismo balneare e delle stagioni, le coste del Mediterraneo ospitarono un numero crescente di villeggianti anche nei mesi più caldi dell'anno. Cambiavano le mete e il modello di vacanza e di svago. '900 → nascita del turismo della classe media, il ceto impiegatizio, che sceglieva soluzioni meno costose come pensioni e alberghetti. La seconda guerra mondiale bloccò tutto per oltre un decennio. L' invenzione della montagna → lo sviluppo del turismo montano fu preceduto da una ricostruzione dell'immagine della montagna e dei suoi abitanti. Un primo tentativo di modificare l'immaginario collettivo si ebbe solo con umanesimo e rinascimento, i cui esponenti cercarono di visitare gli aspri paesaggi. Ma i canoni estetici continuarono a trasmetterne un'immagine negativa. Nel '700 la frattura con il passato si espresse su tre diversi piani:

  1. entrò in crisi l'estetica del classicismo: amore per il caotico e l'informe, la montagna diventò per la prima volta bella e suggestiva
  2. la rivoluzione scientifica permise di emancipare lo studio della natura dalla teologia: montagna come luogo da studiare, fascino vero e proprio
  3. mito del buon selvaggio (Rousseau), i montanari acquisirono l'immagine positiva di una popolazione semplice, sana, non corrotta. Queste trasformazioni portarono in montagna i primi cittadini: poeti, letterati, scienziati. L'amore per le vette anticipò l'interesse per la montagna e l'alpinismo fu il precursore del turismo. Sfida contro il tempo, contro di sé e contro gli altri. Prima meta: conquista del Monte Bianco (1786), poi del Cervino. Per gli inglesi l'alpinismo divenne una mania nel corso dell'800, poi associazioni nacquero in tutta Europa con questo scopo (prima nel 1857, Alpine club inglese) e diedero vita a sezioni regionali o provinciali, impegnandosi nella promozione della montagna in tutta Europa.

L'alpinismo cambiò l'immagine della montagna rendendola una meta attraente e affascinante, ma era una pratica troppo elitaria. Per ospitare gli scalatori nacquero le prime strutture ricettive nei piccolissimi villaggi alpini. Si cominciò a Chamonix (Savoia), seguirono i villaggi ai piedi delle Alpi svizzere. Ma dettò il successo di questo nuovo turismo una clientela meno sportiva e più varia: quiete, relax, contesto rurale e aria pura furono le parole guida della vacanza in montagna dell'800. I medici inglesi suggerirono la montagna per il clima fresco d'estate. Furono albergatori svizzeri a predisporre strutture ricettive per accogliere clientela ricca ed esigente. Le stazioni climatiche montane ripercorsero le tappe del turismo termale e balneare offrendo stabilimenti termali e idrominerali come ritrovi mondani, simili a quelli costieri, dotati di un grand hotel, caffè e passeggiate urbane. Svizzera → primo paese in cui si affermò il turismo montano. Quella del pastore protestante o del parroco furono le prime abitazioni ad aprirsi ai turisti, poi anche le famiglie, senza impiegare capitali e offrendo sistemazioni umili. L'apertura di piccole locande a gestione famigliare venne seguita dalla costruzione di lussuosi alberghi adatti ad accogliere una clientela internazionale di prestigio e capaci di attirare l'attenzione dei tour operator. Mentre i villaggi svizzeri si attrezzavano per ospitare i villeggianti, si fece sentire la concorrenza. Crisi, riduzioni di prezzo. Per migliorare la qualità si attrezzarono i villagi con “divertimenti artificiali” → la costituzione vietava il gioco d'azzardo, si cercarono divertimenti più sobri come biblioteche, gallerie, giardini, musica, sport. Svolta sportiva → con la scoperta della montagna in inverno lo sport divenne il nuovo imperativo dei soggiorni in quota. Rapido percorso del turismo montano invernale, successo degli sport sulla neve. Gli inglesi avevano trovato nelle montagne svizzere una delle prime mete, grazie all'intraprendenza di alcuni albergatori, insistendo sulla salubrità del clima asciutto e sulla piacevolezza delle passeggiate in slitta. Per organizzare il tempo dei villeggianti, il desiderio di evitare la noia legò sport e neve (pattinaggio, corse con le slitte). Lo sci fu assente fino al '900, entrò nell'Europa continentale esclusivamente a scopo di divertimento e senza un grande successo iniziale. Vennero chiamati istruttori dalla Norvegia. La villeggiatura invernale si diffuse molto lentamente e dall'ultimo decennio dell'800. Allo sviluppo del turismo invernale contribuirono anche i primi tour operator inglesi. Saint-Moritz → esemplare del percorso di nascita delle vacanze in montagna. Movimento turistico sia come meta di pellegrinaggio sia come centro termale. Fine '600 meta di numerosi nobili lombardi per le sue acque curative. I villeggianti venivano ospitati in case private e nessun tipo di struttura era mai stata realizzata nella zona delle sorgenti a causa dell'opposizione degli anziani del villaggio. 1832 primo stabilimento termale. 1856 primo albergo. Capitali da ingluenti famiglie zurighesi, terreno concesso gratuitamente dalla comunità locale. Lancio definitivo della località legato a Johannes Badrutt : prese in affitto una locanda nel centro cittadino, il Kulm Hotel, che ottenne subito grande successo. Poi costruì un grande albergo di 250 camere. Valorizzazione continua della zona dei bagni e sviluppo di strutture ricreative e sportive. L'amministrazione comunale iniziò a svolgere un ruolo molto più attivo, Saint-Moritz si stava trasformando in un vivace e raffinato centro turistico → sviluppo della stagione invernale. Fu necessario adeguare le strutture ricreative e sportive. Inizio '900: pubblicazione di due giornali da inviare gratuitamente a tutti gli alberghi europei di prima categoria e alle compagnie di navigazione. La cittadina venne collegata alla rete ferroviaria svizzera, tedesca e francese e si migliorarono le comunicazioni con la pianura padana. Creazione di nuovi hotel di lusso tra i quali il Grand Hotel. Nuovo prodotto montano: il trionfo dello sci. Tra '800 e '900 fece la sua prima comparsa sulle montagne europee, tra anni '50 e '60 si costruirono le prime grandi stazioni sciistiche in vallate disabitate. Sestrière → inventato dal nulla negli anni '20. Nel 1930 la famiglia Agnelli propose un progetto di

tale azione pionieristica. Anni '20/'30 dell'800 vennero formulate richieste per la conservazione di questi templi della natura per il piacere degli occhi delle generazioni future. Hot Springs Reservation: area di 12 km² di sorgenti calde. 1864 Yosemite Valley fu l prima area di grandi dimensioni a diventare oggetto di tutela. Yellowstone → primo parco nazionale vero e proprio, istituito nel 1872, al quale seguì la riserva delle cascate del Niagara. I grandi parchi americani nacquero prima che si affermasse la cultura della protezione dell'ambiente con l'intento di salvaguardare la bellezza della natura perché tutti potessero goderne. Mille contraddizioni. Per sconfiggere il bracconaggio e gli atti di vandalismo si decise di affidare all'esercito il controllo del territorio. Ci furono lunghe battaglie tra i difensori del concetto di parco e i portatori di interessi privati. Lotta contro i cacciatori di frodo: ai bracconieri poteva solo essere sequestrato il bottino, senza sanzioni. Si decise di mettere i bisonti (che erano rimasti in 25) in zone protette per garantirne la riproduzione. L'esercito cominciò ad avvelenare gli animali “cattivi”, leoni, lupi e coyote, con l'estinzione di alcuni. Legge del 1916 sui parchi nazionali con la quale si istituì il National Park Service. A nuove figure professionali (architetti ambientali e ingegneri) fu affidata la pianificazione di lungo periodo. Theodore Roosevelt rilevò i pericoli di uno sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali e emanò misure per la protezioni di fauna, flora e foreste, istituendo 6 parchi nazionali nonché la prima riserva federale. Salto dimensionale nei flussi turistici e nelle politiche di protezione dei parchi negli anni '20/'30. Il decennio successivo rappresentò un periodo di ulteriore espansione per i parchi. Il New Deal aveva messo a disposizione fondi per vari tipi di lavori pubblici a scopo anticiclico. Anche lo Yellowstone trasse beneficio dalla maggiore disponibilità di finanziamenti, vennero creati sistema stradale interno al parco, centri visita e campeggi. Il periodo fra le due guerre radicò i parchi nella cultura americana e fece della loro frequentazione un diffuso modello di vacanza. L'interesse dei turisti americani per i parchi naturali raggiunse livelli inaspettati. Convinzione che il turismo potesse essere il principale veicolo per finanziare i progetti di conservazione naturalistica → supremazia del turismo sulla conservazione. Il NPS cercò di intensificare i rapporti con la comunità scientifica e gettò le basi per un rinnovamento delle politiche di gestione delle risorse. La maggiore attenzione agli aspetti naturalistici e alla tutela dell'ambiente naturale non produsse conseguenze negative sul flusso dei turisti, che anzi continuò a crescere. Solo negli anni '90 la crescita rallentò o cessò. In Europa l'amore per il paesaggio assunse forme diverse e non portò alla costituzione di aree protette. Il parco resta un prodotto americano. I primi parchi nazionali europei vennero istituiti in Svezia nel 1909-10, e in Svizzera nel 1914. Poi in Spagna, ex Unione Sovietica, Germania, Italia, Norvegia, Polonia. Fu un fenomeno piuttosto esteso. Ai parchi europei va riconosciuto il concetto di protezione dell'equilibrio naturale e delle diverse forme di vita presenti al loro interno. Molti parchi erano ex riserve di caccia dei sovrani, come i primi due parchi italiani, quello del Gran Paradiso e d'Abruzzo. I rapporti fra turisti e parchi non sono sempre stati buoni: i fini di protezione e di tutela degli aspetti naturalistici spesso non si sposano con l'accoglimento di un numero crescente di turisti. Però la presenza di parchi ha permesso la valorizzazione della natura ed ha contribuito a creare una diversa sensibilità ecologica. Zonizzazione = divisione dell'intero territorio del parco in zone, alcune di riserva vera e propria, altre più antropizzate → sfruttamento a fini turistici dei parchi. Esercitano un fascino notevole sui turisti, ma sono tuttora aperti i problemi legati alla compatibilità fra le esigenze di tutela naturalistica e quelle di uno sfruttamento turistico delle aree interessate.

Capitolo quarto : Il secondo dopoguerra: dal turismo di massa al turismo postmoderno La seconda metà del '900 è stata una delle epoche più feconde per il settore turistico, il turismo di massa dispiega tutte le sue potenzialità ed effetti negli anni dopo la seconda guerra. Il turismo è un prodotto complesso i cui cambiamenti si associano a nuovi approcci culturali ma anche a innovazioni tecnologiche e organizzative. La conquista del tempo libero delle classi lavoratrici, l'ingresso delle vacanze nella struttura delle preferenze, la nuova moda dell'abbronzatura sono consuetudini sociali che stimoleranno la crescita del settore nel secondo dopoguerra. Lo sviluppo del turismo tra le due guerre è stato contenuto, in un clima politico ed economico internazionale poco favorevole; nel secondo dopoguerra ci fu uno sviluppo senza precedenti dei flussi turistici → stabilità internazionale, guerre solo locali, periodo d'oro della crescita economica dei maggiori paesi industrializzati, Europa, Usa e Giappone. Fortissima crescita del turismo nazionale e internazionale. Leadership dell'Europa ma nuovi competitori, continenti emergenti (Estremo Oriente). Processo di catching up : i paesi che si sono industrializzati in ritardo sono in grado di innovare più velocemente perché l'apprendimento e l'imitazione sono più agevoli e meno costosi che produrre nuove scoperte. Importanza di una crescita del settore turistico parallela a quella del resto dell'economia. Il grande aumento dei flussi turistici è alla base del turismo di massa che ha portato profonde trasformazioni qualitative. I sociologi, interessati ai fenomeni collettivi, hanno indicato come epoca del turismo di massa quella in cui andare in vacanza diventa un elemento importante di integrazione sociale: si appartiene a una società se si è in grado di condividerne i riti. Il turismo venne studiato come una delle tante espressioni della modernità, espressione del desiderio di fuga dalla civiltà che caratterizzava l'uomo moderno, tuttavia ricreando un territorio del tutto simile a quello in cui viveva. “La meta dev'essere accessibile e inaccessibile, lontana dalla civiltà e munita di tutti i comfort”. Convinzione che turismo e viaggio fossero un'esperienza che doveva allontanare dalle consuetudini della vita quotidiana. Nelle città vigeva una chiara organizzazione del tempo, nelle località turistiche si produceva un ribaltamento dei tempi. Il protagonista di questa fuga era il ceto medio che assimilava le ambizioni dell'aristocrazia con un'operazione di riduzione per renderli adeguari al proprio livello culturale e alla propria capacità di spesa → cercavano esperienze banali e superficiali. Visione negativa del turismo di massa: i produttori di servizi turistici attivarono processi di riduzione dei costi, standardizzando e producendo in serie i servizi offerti; consumo di risorse naturali, impatto negativo sul paesaggio, problematiche relative all'impatto sociale ed economico degli investimenti stranieri nei paesi arretrati. MacCannell individuava nel turismo di massa una componente di ricerca di autenticità che la riabilitava. Attenzione al processo produttivo: il turismo assumeva la connotazione di un fenomeno di massa quando l'offerta dei servizi diventava standardizzata, un numero limitato di grandi imprese assumeva il controllo del mercato e lo sviluppo di nuove attrazioni/destinazioni si configurava come una conseguenza delle strategie dei produttori → fordismo applicato al settore dei servizi. Prodotti uguali per tutti. Turismo di massa è una nozione quantitativa basata sulla proporzione di popolazione che fa turismo o sulla dimensione dell'attività turistica. Il turismo di massa si è sviluppato seguendo modelli differenziati nei diversi paesi e non sempre ha prodotto un'omogeneizzazione delle vacanze e dei servizi. Ricostruzione storica:

  • approccio sociologico della società di massa: inizio fra le due guerre in Usa e Europa
  • approccio economico: origine negli anni ' Fase di maggiore crescita del fenomeno nel secondo dopoguerra.

Prima c'era una dicotomia fra città residenziale e città di villeggiatura, però poi negli anni '60/' cambiamenti nell'economia e nella cultura cominciarono ad alterare tali specializzazioni: riqualificazione delle città industriali, processo di deindustrializzazione che generò problemi di riconversione delle attività economiche e di ridefinizione dell'identità urbana. [ Trade off è una situazione che implica una scelta tra due o più possibilità, in cui la perdita di valore di una costituisce un aumento di valore in un'altra.] Trade off tra attrazione (qualità caratteristica delle città turistiche) e efficienza (parametro di riferimento delle città industriali) precedente non aveva più ragione di esistere. Necessità delle città di risultare attraenti per uomini e capitali. Le amministrazioni locali assunsero una connotazione quasi imprenditoriale di creatrici di nuove immagini e prodotti. Intervento pubblico proactive (dinamico, intraprendente), investendo nel place marketing. Anni '70 in Italia → cambiamento nel modo di vivere l'estate in città e nuova attenzione al valore culturale e artistico dei centri storici. Recupero urbanistico delle aree centrali, sfruttamento turistico di piccoli borghi e zone di pregio dei grandi agglomerati urbani. Invenzione delle stagioni culturali estive (trionfo dell'effimero): spettacoli, mostre, appuntamenti culturali. Ripercussioni sul fronte del turismo:

  • ogni città poteva elaborare una propria vocazione turistica e proporla attraverso strategie di marketing
  • molte attività tradizionalmente collegate al turismo divennero disponibili nel contesto quotidiano (cura del corpo, acqua, piscine, bagni turchi, centri benessere...). Abitudine al rapporto con l'acqua e ai trattamenti benessere, diffusione degli interventi culturali presso le strutture museali cittadine... consuetudine all'uso del patrimonio culturale. Diffusione dei parchi tematici. Periferizzazione del turismo = emersione di località tradizionalmente periferiche nella mappa del turista. Aumento del reddito disponibile delle famiglie e maggiore capacità di spesa delle amministrazioni comunali. L'aumento del Pil nella seconda metà del '900 ha gettato le basi per l'espansione della domanda di servizi ricreativi durante le vacanze ma anche nella vita quotidiana. Emergere di una diversa sensibilità da parte degli studiosi e dei consumatori di servizi → riscoperta della soggettività. Le persone desiderano fare esperienze turistiche diverse. Ogni individuo de-costruisce e rielabora la vacanza attraverso la propria soggettività, generando un'esperienza propria e unica. Negli anni '80/'90 il settore turistico si confronta con percezioni e sensazioni. Due approcci alla costruzione del prodotto turistico in grado di intercettare esigenze e desideri:
  1. ricerca della differenziazione del prodotto spinta al limite estremo della personalizzazione. Percorsi letterari, strade del vino, pacchetti benessere, sentieri della natura, la cui clientela era la tribù verticale = gruppi di persone di estrazione economica, culturale e relazionale diverse ma accomunate dall'interesse verso un certo tipo di esperienza. Legame che si instaura con il territorio → il passaggio dal turismo di massa al turismo postmoderno è segnato dalla riscoperta del territorio , che si propone per una molteplicità di esperienze turistiche. Realtà naturale e ambiente socioculturale si integrano, i turisti agiscono rimodellando il territorio a loro uso e consumo. Cultura e storia diventano possibili linee di distintività dei prodotti turistici e dei luoghi. Il territorio viene proposto al turista. Es. della riscoperta dei territori = strade dei vini, itinerari enogastronomici. Vino per promuovere il territorio, ambasciatore, consentiva di ampliare la gamma esperienziale del turista (Napa Valley). La via del vino crea il marchio di riferimento attorno al quale si raggruppano altre proposte ricreative. Parco tematico, realtà e simulazione si intrecciano per ampliare le emozioni che i turisti possono sperimentare.
  2. Proposta di itinerari urbani basati sulla valorizzazione del patrimonio culturale delle città o sulla ricostruzione del loro passato. Feste medievali, ricostruzioni di eventi storici, sagre. Nuovi percorsi e itinerari hanno ampliato la gamma delle località turistiche.

Dai voli charter ai low cost → charter simbolo del turismo di massa, low cost del turismo postmoderno. Resero possibile il short-track, viaggi brevi anche verso destinazioni lontane, crearono i presupposti economici perché le opportunità del turismo postmoderno venissero colte anche dalle fasce di reddito medio-basse. Basi per la nascita delle compagnie aeree low cost gettate dalla politica di liberalizzazione e di deregolamentazione avviata negli Stati Uniti dagli anni '70. In Europa, dopo il 1987 il sistema della regolamentazione del traffico aereo venne rivisto. Concessione di licenze di volo, definizione di accordi standard a livello europeo. Si liberalizzarono i servizi di handling (complesso di operazioni relative al carico, lo scarico, il controllo tecnico, la pulizia e il rifornimento di un velivolo e all'assistenza a terra dei passeggeri). 1992 l'irlandese Ryanair adotta la formula low cost (poi anche Easyjet e Air Berlin). Segreto del successo nel prezzo che propongono, ma molteplici ragioni hanno consentito una compressione così consistente, legate a innovazioni di tipo organizzativo: biglietti acquistabili sollo via internet, aeroporti di livello secondario, velivoli non sostano mai più di 20 min negli aeroporti (per contrarre i tempi morti del personale di bordo), utilizzo dei mezzi per almeno 11h al giorno, occupazione di posti +80%, posti non numerati e tutti allo stesso costo, nessun servizio integrativo a bordo, pulizia spetta all'equipaggio, solo voli diretti su distanze inferiori agli 800km, un solo tipo di aereo per ridurre i costi di formazione dei piloti. Lo sviluppo del low cost ha rivoluzionato il settore del trasporto aereo e la mappa delle destinazioni turistiche: successo di nuove destinazioni o riposizionamento di mete tradizionali (es. Barcelona). Le tendenze del settore turistico sembrano il risultato dell' interazione di fattori di tipo culturale con fattori economici. Capitolo quinto : Il turismo nel mondo Caratteristiche delle diverse aree del mondo e ruolo svolto dal turismo nel loro processo di sviluppo economico. Centralità del Mediterraneo nel turismo novecentesco → il turismo moderno fu un'invenzione europea poi imitata negli altri continenti. '800/'900 l'Europa conservò un suo primato sia nell'invenzione dei prodotti sia nelle quote di mercato internazionali. Nell'800 il paese di riferimento fu il Regno Unito, nel '900 il Mediterraneo, per la capacità di attrarre turisti e per l'impatto che l'attività turistica ebbe sullo sviluppo economico di questi paesi. Spagna, Italia e Francia ruolo di primo piano nella storia del settore turistico. Francia → storicamente leader nel settore turistico, principale meta del turismo culturale all'epoca dei Grand Tour e nell'800, con l'invenzione della Costa Azzurra, diede avvio alla riscoperta del Mediterraneo e lanciò la moda del mare d'inverno nei paesi caldi. Ma negli anni '60 fu il primo paese del Mediterraneo a risentire della concorrenza delle nuove destinazioni. Italia → la destinazione più competitiva, lanciò un piano di riqualificazione delle località balneari a turismo maturo e di invenzione di nuove destinazioni. Costruzione del successo turistico della montagna, grandi stazioni sciistiche nell'Alta Savoia. Negli anni '80 la Francia fu tra i primi paesi a scoprire la dimensione territoriale dei prodotti turistici e ad avviare un processo di valorizzazione dell'intero patrimonio culturale, storico ed economico delle località. Spagna → Paese nel quale il turismo è stato un engine of growth, dagli anni '60 le entrate turistiche hanno rappresentato una quota elevatissima dell'attivo della bilancia commerciale ed hanno finanziato la crescente importazione di beni strumentali. Turismo = ruolo di sostegno al processo di industrializzazione che un'agricoltura povera e arretrata non avrebbe potuto ricoprire. Si è sviluppato anche il settore industriale che ha fornito input per fornire i servizi turistici. L'industria turistica non vantava un'antica tradizione, solo alla fine del '600, quando la sensibilità romantica guidò la rivalutazione del sud, anche la Spagna (con Italia

culturale. Stati Uniti → nel '700 e prima metà '800 lo sviluppo turistico americano fu guidato dai modelli europei, schema temporale: località termali, balneari, vacanza a contatto con la natura, American Outdoor, e parchi naturali. Le città termali si svilupparono lentamente (per i costumi puritani). Seconda metà del '700: gruppo di stazioni termali urbane. Spesso le stazioni termali nacquero dal nulla, furono gli investimenti a permetterne il decollo. Il turismo balneare ebbe inizio nella regione nordorientale, dove si svilupparono centri costieri che fecero del fresco clima la loro attrazione. Determinante la vicinanza con città manufatturiere e commerciali (successo di Atlantic City grazie al collegamento ferroviario con Filadelfia, Long Island vicino a NY). Fine '800 anche in Florida e California comparvero centri balneari. Fu la vicinanza ai maggiori centri urbani degli affari a facilitare il decollo di stazioni balneari. Nella seconda metà dell'800 una connotazione più democratica, aspetto più popolare, contraddistinse il turismo americano da quello europeo. Accoglienza di tutte le classi sociali. Primi segnali dell'imminente avvento del turismo di massa, che nacque proprio negli USA. La vera differenza con l'Europa fu la velocità con la quale gli americani introdussero nell' divertimenti meccanizzati di grande dimensione (luna park). Caratteristiche comuni dello sviluppo delle località turistiche americane: ruolo delle grandi società private nel promuovere attività turistiche e immagine complessiva delle singole località, forte impatto dei mezzi di trasporto. Nelle regioni occidentali, il turismo si sviluppò dopo la guerra civile (1865), poi la qualità dei viaggi in treno migliorò e ricchi americani si lasciarono affascinare dall'idea di visitare il lontano west e raggiunsero il Grand Canyon o Santa Fe. Non esisteva una località o società dominante ma la competizione fra le piccole imprese familiari era forte. Fine '800 il Grand Canyon conquistò un ruolo importante nell'immaginario collettivo delle élite americane, facendo parte del patrimonio naturalistico attorno al quale si andavano definendo i contorni dei nuovi valori e dell'identità americana. Svolta grazie all'arrivo della ferrovia e dei capitali di una grande società ferroviaria, la AT&SF, e della sua filiale, la Fred Harvey company, che costruì nel 1905 anche un lussuoso albergo. 1908 area sottoposta a protezione, ed era il primo parco nazionale a contare una stazione e un grande albergo all'interno del proprio territorio. La presenza delle due grandi società cambiò radicalmente anche il tessuto economico dell'area. Per Santa Fe , capitale del New Mexico a inizio '900, l'apporto dall'esterno fu ancora più importante. Problemi di un'agricoltura povera e di una crescente emigrazione. La comunità economica, di origine spagnola, nella seconda metà dell'800 aveva cercato di attirare i turisti puntando su paesaggio, clima secco per i tubercolotici, caccia e altre opportunità ricreative rurali, però senza successo per la difficile accessibilità e per la cattiva reputazione in termini di ordine pubblico. Trasformazione in meta turistica grazie alla fondazione della Scuola di archeologia americana nel 1907, punto di partenza per creare un centro di ricerca sulla cultura dell'America occidentale. Inaugurazione del Museum of New Mexico e Museum of fine arts, rivitalizzazione dell'Indian Market e creazione della Santa Fe Fiesta. Miscela fra cultura e spettacolo che trasformò la località in uno dei luoghi più amati da artisti e intellettuali americani. 1909 apertura di un lussuoso albergo. Santa Fe si rivelò alle élite americane e negli anni precedenti la prima guerra mondiale una comunità di scrittori e artisti si insediò in città accrescendone la fame. L'afflusso di capitali e persone dall'esterno modificò le caratteristiche sociali della città. Negli anni '20 grazie a turismo e cultura aveva superato la crisi economica di fine secolo, ma tutti gli alberghi appartenevano a società o imprenditori trapiantati. Alla fine degli anni '20 si passò dal turismo elitario a quello di massa, con un forte individualismo e il passaggio dal treno all'automobile → gli automobilisti potevano scegliere i posti in cui fermarsi.

Si formò una rete diffusa di alberghi, ristoranti e meccanici. Alle mete dal gusto intellettuale delle élite si affiancò un turismo orientato al divertimento che non cercava giustificazioni culturali. Nuovi sport, nuove attività, nuovi posti, nuove cose da fare. Santa Fe e il Grand Canyon erano diventate mete turistiche di dimensione nazionale in virtù del valore simbolico e culturale che avevano conquistato. L'automobile rese i parchi naturali, i tanti luoghi dell'American outdoor e i parchi storici o archeologici una meta del turismo di massa perché facili itinerari dei tour automobilistici. Il turismo d'élite prese altre forme, come i soggiorni nelle località sciistiche (località delle Montagne Rocciose). La neve isolava dal resto del mondo per lunghi periodi. All'inizio del ' diverse località cominciarono a organizzare feste sulla neve, cominciò a diffondersi la moda dello sci e ben presto furono fondati i primi sci club. Nei primi trent'anni del '900 lo sci divenne uno sport alla moda fra i ceti medio alti di diversi stati americani. La svolta nella storia delle località sciistiche delle Montagne Rocciose arrivò negli anni Trenta guidata da una grande società (Union Pacific Railroad) che inventò dal nulla la Sun Valley e la trasformò in una delle mete più prestigiose degli USA, turismo d'élite. Lo sci divenne uno sport di massa nell'ovest degli USA solo nel secondo dopoguerra. Las Vegas → località nata per il turismo di massa, costruì la sua fortuna sul gioco d'azzardo. Negli anni Trenta la costruzione della diga Boulder (attrazione turistica) portò lavoro e soldi, consentendo la crescita demografica. La consapevolezza della povertà di risorse guidò il disegno strategico dello stato del Nevada che, dopo il gioco d'azzardo, emanò leggi che legalizzavano la prostituzione e rendevano facili e rapidi matrimoni e divorzi: con queste attività si cercava un'alternativa ai finanziamenti federali. 1941 primo albergo casinò con piscina, ristorante e giardino. Solo nel secondo dopoguerra le potenzialità di Las Vegas si manifestarono pienamente. Ma la scarsità di capitali locali e le grandi prospettive di profitti finirono col far confluire in città il denaro sporco della mafia di Chicago, contribuendo a rendere Las Vegas la città del divertimento creando però un clima e una gestione degli affari basata sull'illegalità. Nella seconda metà degli anni '60 Las Vegas iniziò la sua trasformazione da città dominata dalla malavita a moderna città turistica di proprietà di grandi società. Gli uomini mafiosi progressivamente vennero sostituiti dalle grandi catene alberghiere. Las Vegas era nata e cresciuta come meta del turismo di massa. Lento affermarsi del turismo nei paesi in via di sviluppo: continente africano, asiatico e America Latina. Il queste aree il turismo è cresciuto meno di quello che ci si attendeva e solo il poche occasioni è stato stimolo per lo sviluppo economico. Performance peggiore del turismo in Africa (eccezioni: Egitto, Seychelles...), quadro generale negativo. Il turismo non è l'unica occaione mancata dell'africa: lento sviluppo e resistenze all'industrializzazione, avvio di un minimio processo di cooperazione fra le numerose nazioni ancora irrisolto, arretratezza sul piano economico e istituzionale. A parte gli stati settentrionali e l'Etiopia, il resto del continente non aveva conosciuto alcun processo di unificazione delle varie tribù o potentati. Il colonialismo non fu un processo razionale o pianificato ma un insieme di circostanze unico, nel tardo '800, che portò alla spartizione tecnico-giuridica di gran parte del mondo tra le grandi potenze. Lo sviluppo economico dei territori dominati non fu fra gli obiettivii perseguiti dalle potenze coloniali, e nella storia coloniale africana non si evidenziò nessun gruppo sociale disposto a sposare una tale causa. Nei paesi africani mancò un'elaborazione del grave stato di arretratezza e la formazione di gruppi sociali che legassero al processo di industrializzazione la loro affermazione sociale, e non ci fu nessuna politica di incentivazione dell'industria. Il colonialismo non fu la causa del sottosviluppo di paesi già arretrati prima di diventare colonie, ma non fu in grado di fornire un contributo significativo alla loro modernizzazione. La vicenda coloniale iniziò la sua parabola discendente con la seconda guerra mondiale. La