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RIASSUNTO IN PREPARAZIONE ALL'ESAME
Tipologia: Sintesi del corso
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Esistono due categorie di domanda turistica:
Il veicolo più usato per i viaggi lunghi era il carro a 4 ruote trainato dai muli (Raeda), mentre per i viaggi brevi venivano utilizzati i cocchi a due ruote trainati da cavallini; chi non disponeva di mezzi propri li poteva noleggiare. Esistevano anche gli "Itineraria", cioè delle guide che aiutavano i viaggiatori, indicando loro per esempio le stazioni di sosta. Quando tutte queste condizioni vennero meno anche il turismo progressivamente scomparve (le ville si trasformano in fortezze). Sarà la religione la nuova causa del turismo europeo in epoca medievale.
2. La passione per le terme ESPERIENZA TERMALE: i Romani appresero dai Greci (che nell'Antica Grecia collegavano le fonti ad una divinità) l'uso delle acque termali e l'interesse dello studio delle loro proprietà. Si ebbe una progressiva diffusione del TERMALISMO MONDANO legato al benessere del corpo piuttosto che alla cura delle malattie, e dissociato dalle componenti religiose. Dal II secolo a.C. si diffonde la moda dei BAGNI PUBBLICI (TERME), che permise al regime imperiale di abituare a una maggiore igiene la maggior parte della popolazione. Le terme erano affiancate da palestre e terminata l'attività sportiva si passava alla sauna e poi al bagno prima in acqua calda e poi in acqua fredda. Erano luoghi di ritrovo e di divertimento, dove non c'era alcuna divisione tra uomini e donne negli spogliatoi e nemmeno nelle vasche. Non a tutti la rumorosa vitalità dei bagni procurava gioia (Seneca). DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO
Il PELLEGRINAGGIO non era solo una pratica religiosa ma una vera e propria istituzione che godeva del riconoscimento sociale: il pellegrino quindi intraprendeva il suo viaggio con l'approvazione della società e la tutela delle leggi. Il pellegrino prima di partire poteva redigere il suo testamento; sceglieva gli eredi e gli amministratori dei suoi beni e indicava la durata della sua assenza superata la quale veniva considerato morto. La chiesa imponeva perciò il rispetto del testamento e in alcune regioni il clero conservava i beni. Il pellegrinaggio era una delle pene che venivano inflitte dai tribunali civili contro chi aveva commesso peccati contro la chiesa. Ci si poteva sottrarre dal pellegrinaggio pagando secondo i prezzi dei tariffari tranne in caso di pene inflitte dall'inquisizione. PELLEGRINAGGIO PENITENZIALE: chi intraprendeva questo tipo di viaggio era motivato dal desiderio di riparare i peccati e riguadagnarsi la salvezza terrena. Il suo successo è strettamente legato sia alla questione delle indulgenze, sia alla definizione del concetto di purgatorio introdotto dalla chiesa dopo l'anno Mille. La combinazione dei due elementi fu alla base della convinzione che con il pellegrinaggio si potesse ottenere una riduzione della pena da espiare nella vita ultraterrena. La sua manifestazione più particolare è stata durante le crociate, che si ponevano in contrasto con la dottrina cristiana che punisce chi uccide un altro uomo. Per superare tale contraddizione Innocenzo II affermò che le spedizioni contro i vili infedeli divenivano fonte di indulgenza. I tribunali dell'inquisizione ricorsero sposo al pellegrinaggio come pena accessoria o come commutazione della pena della croce. Nel 1300 questo non viene più fatto, infatti non vennero più imposti per sentenza e i viaggi unirono ai motivi religiosi le ragioni culturali. Il pellegrinaggio religioso non si conciliava più con:
CULTO DELLE RELIQUIE: Cristiani, II secolo. Durante la persecuzione i fedeli nascondevano le reliquie per poterle venerare in segreto. Dal VII secolo la reliquia diventa direttamente il corpo del santo. La reliquia era quell'oggetto che era stato a contatto con il santo; è un importante risorsa economica che aumentava il prestigio dei santuari e attirava un numero crescente di pellegrini che quindi davano un forte impulso all'economia del luogo. In molti casi le reliquie vennero inventate e falsificate: questo problema venne affrontato nel concilio di Lione del 1274, che subordinò la venerazione di nuove reliquie all'approvazione del papà. ESEMPI:
Nella seconda metà del Seicento accanto al Grand Tour si sviluppa la pratica di un lungo soggiorno nei collegi di educazione riservata ai nobili. Questo fenomeno affonda le radici in una pratica culturale del Medioevo. La cultura cosmopolita dell'Umanesimo ben si sposò con tale tradizione fino a diventare un fenomeno sociale. 1700: la formazione culturale passa in secondo piano e viene sostituita dal viaggio di piacere. Questo porta alla riduzione della durata del viaggio e il cambio della fascia d'età (uomini e non giovani); cambia lo status sociale, infattti agli aristocratici si affiancano scrittori, artisti e i rappresentanti delle classi medie. La diffusione dei viaggi fu facilitata dalla realizzazione di mappe dettagliate, dal miglioramento delle strade e dei mezzi di trasporto. 1800: il Grand Tour venne sostituito da altri itinerari di viaggio, infatti gli aristocratici inglesi visitavano le colonie alla ricerca dell'esotismo; ad esempio si recavano in India. La moda dell'esotico assunse un aspetto culturale. Si diffuse una nuova figura di viaggiatore: "erudito eclettico" (archeologo dilettante). Il Grand Tour europeo sopravvive grazie agli americani che a metà dell'Ottocento iniziano a viaggiare verso i centri europei alla ricerca di testimonianze architettoniche e artistiche. Oggi il Grand Tour è sostituito dal turismo culturale, mentre invece per quanto riguarda lo scopo educativo si soggiorna presso le università straniere.
CITTÀ DEL TEMPO LIBERO (O DI VILLEGGIATURA, O DI LOISIR): sono quelle località in cui le attività economiche dominanti erano fornire alloggio, svago, beni e servizi ai clienti sia temporanei sia residenti. La loro nascita è espressione da un lato di una più generale fioritura urbana, dall'altro di una trasformazione del settore turistico. Nell'epoca di questa trasformazione possiamo collocare la nascita del TURISMO MODERNO ; è figlio della Rivoluzione Industriale e della specializzazione di attività produttive provocate. Avviene in Gran Bretagna e fu un fenomeno parallelo all'industrializzazione.
1. Le città termali inglesi Inghilterra, seconda metà dell'Ottocento: si ebbe una separazione spaziale del tempo libero e del tempo di lavoro che portò all'invenzione della città per le vacanze. I luoghi di incontro diventano i centri urbani delle nuove cittadine turistiche, che diventano famose per la loro capacità di proporsi come sede di soggiorni piacevoli, di creare infrastrutture e di attirare gente di un certo livello sociale. Il primo esempio di turismo moderno che però non era una novità fu il turismo TERMALE che si sviluppò nuovamente in Gran Bretagna alla fine del 1600, ma che ebbe il suo maggior sviluppo tra la metà deo 1700 e l'inizio del 1800. In Svizzera intorno al 1200 i centri termali iniziarono ad essere frequentati per motivi terapeutici. La località più famosa divenne Baden. I bagni godevano di una grande reputazione soprattutto tra le donne che li ritenevano utili contro la sterilità. Inoltre, il contratto di matrimonio garantiva il diritto a una visita con cadenza annuale nei centri termali.
Anche in Francia le cure termali avevano riacquistato prestigio e alcune città erano diventate particolarmente rinomate, come nel caso di Plombières. Karlsbad (oggi Kaarlovy Vary) fu scoperta nel 1347 dall'imperatore Carlo IV che vi costruì un castello attorno al quale si sviluppò un primo insediamento. Alla fine del Quattrocento divenne meta di nobili e prelati francesi, russi, polacchi e tedeschi. Nel 1500 in Belgio, Spa , acquista una notevole fama perché attira molti stranieri. Nel Regno Unito, dal Duecento in poi, alcune sorgenti divennero famose per le proprietà curative: poiché l'efficacia delle acque era attribuita al valore divino (pozzi = luoghi di culto). Con la riforma anglicana di Enrico VIII, tutte le fonti caddero in disgrazia e il loro utilizzo venne vietato in quanto espressione di culto cattolico. Gli inglesi, quindi, si recano a Spa per le cure d'acqua. Alla fine del Cinquecento il divieto venne cancellato e si svilupparono i centri termali di: Buxton, Bristol Hotwell e Bath. La storia di quest'ultima come centro di villeggiatura può esser fatta iniziare nel 1569, quando il dottor William Turner, scrisse il primo trattato medico sulle proprietà terapeutiche delle sue acque; in quel periodo, però, mancavano ancora nella località i servizi ricreativi e le strutture igienico-sanitarie (fognature). Erano anche scarse le strutture ricettive e i viaggiatori si lamentavano della mancanza di camere libere; questo cambia dagli inizia del 1600 quando si intensificarono gli investimenti dei privati e gli interventi della pubblica amministrazione. Colpita dalla peste e dalla guerra civile, Bath, continua ad attirare numerosi turisti grazie alle attrazioni presenti. Nel frattempo la città si arricchì di viali alberati e passeggiate, avviandosi verso quello considerato come il periodo d'oro (1700). L'innovazione degli inglesi fu quella di trasformare questi centri di cura in città del loisir, cioè i luoghi specializzati nel ricevere e far divertire i turisti. In particolare tre strutture segnarono la trasformazione da luogo di cura a centro di villeggiatura.
- PARCO TERMALE, cioè la costruzione di uno stabilimento termale all'interno di grandi giardini; - Diffusione di strutture ricreative: TEATRI, CAFFÈ CONCERTO, RISTORANTI ecc.; - Realizzazione di GRANDI ALBERGHI. Bath, diventò un modello per tutti, ma quali furono le ragioni del suo successo? - Offerta di momenti e luoghi per lo svago; - Presenza di negozi esclusivi che proponevano tutte le novità; - Senso dell'invenzione turistica; - Proprietari terrieri disposti a realizzare investimenti; - Posizione geografica: collocata nella regione di influenza di Londra. All'inizio dell'Ottocento iniziò il declino legato al passaggio delle mode. Ritorna ad essere una città di cure che si presenta come luogo di ritiro per gli anziani e gli invalidi. Declino segnato non dalla fine dell'attività turistica, ma dal cambio di clientela. Già alla fine del Settecento però, la moda della vacanza nelle città termali si spostò nel continente e il centro più famoso divenne Spa, che si dotò di numerose strutture per i divertimenti (2 edifici destinati ad ospitare sale da gioco, teatro e giardini). Divenne il luogo di ritrovo delle famiglie reali e il centro mondano più famoso d'Europa.
Ben presto il desiderio di conoscere passò in secondo piano, sostituito da altre motivazioni; il viaggio assunse i connotati di viaggio di piacere o alla scoperta dell'arte. L'abitudine del viaggio si era ormai consolidata e, quando le motivazioni di tipo culturale e formativo si esaurirono, rapidamente furono sostituite da nuovi desideri e obiettivi: tempo dedicato all'ozio. In questo periodo si ebbe anche un importante cambiamento nelle abitudini sociali: l'invenzione delle città delle vacanze. Anche questo fenomeno nacque in Gran Bretagna e le spiegazioni sono più complesse e vengono catalogate in due gruppi distinti: uno che fa perno sul precoce sviluppo industriale ed economico del paese, l'altro incentrato sulle trasformazioni di tipo culturale e sociale. Fra le cause legate alla più rapida crescita economica abbiamo l'urbanizzazione dei luoghi del tempo libero e la formazione di un ceto borghese numeroso e ricco. Una conseguenza del precoce sviluppo economico fu la formazione di un ceto borghese sufficientemente ricco e numeroso da generare e sostenere un livello di domanda turistica che rendesse conveniente l'investimento in tale settore. Lo sviluppo delle città delle vacanze non fu che un'altra manifestazione del processo di industrializzazione. L'invenzione del turismo balneare richiese sia l'abbandono di una visione della natura spaventosa e nemica a favore di un'immagine illuminista, salutista e sportiva sia la diffusione del desiderio di impiegare il tempo libero in un contesto urbano. La Gran Bretagna fu anche il paese in cui la domanda dei servizi turistici si incontrò con l'offerta, favorendo la nascita e lo sviluppo dei primi grandi centri turistici. In Gran Bretagna, quindi, si crearono tutte le condizioni per lo sviluppo precoce delle città delle vacanze, ma si deve sottolineare che tali opportunità vennero colte grazie gli investimenti realizzati. Importantissima fu la costruzione delle ferrovie le quali fornirono uno stimolo immediato alla crescita delle stazioni balneari sia nei centri già esistenti sia in quelli di nuova formazione.
4. Il mare d'inverno e la scoperta del Mediterraneo Processo di meridionalizzazione dei luoghi di villeggiatura: la prima fase vide la nascita dei centri balneari sul mare del Nord o sul Mar Baltico: dall'Inghilterra ci si spostò verso un mare altrettanto freddo e su coste considerate sicure dal punto di vista igienico. Anche nei territori tedeschi la creazione delle località balneari venne proceduta dalla diffusione dei dettami medici sul ruolo dell'acqua fredda e dell'aria di mare per la cura di numerose malattie. Si trattava di città turistiche che riproducevano il modello di Brighton. Nel complesso le località balneari dell'Europa continentale non raggiunsero mai la dimensione e la capacità di attrazione di quelle inglesi. Le coste settentrionali francesi vennero interessate dal movimento turistico solo all'inizio dell'Ottocento. Sino alla metà dell'Ottocento tutti i centri balneari più esclusivi e più frequentati si trovavano sul Mare del Nord, sul Baltico e lungo le coste dell'Atlantico: si andava al mare in estate, ma si cercava un mare freddo e molto urbanizzato. Anche il modello turistico adottato dalle prime località del Mediterraneo (Costa Azzurra) riproduceva quello di Brighton e la prima grande stazione balneare del Mediterraneo fu Sète, che si offrì per il turismo invernale da ottobre ad aprile. Nel frattempo il bagno freddo stava passando di moda anche nelle località balneari settentrionali, dove si cominciava a rimarcare non tanto l'effetto dell'acqua quanto quello dell'aria di mare. Nel giro di pochi decenni le località della Costa Azzurra e di una parte della riviera italiana (Nizza, Montecarlo, Mentone, Sanremo) si trasformarono da piccoli villaggi agricoli nelle mete invernali più famose e alla moda degli aristocratici europei.
Sulla Riviera francese furono costruiti alberghi impotenti, decorati con cortili pieni di palmizi e ampie scalinate sulle quali mettere in mostra gli abiti parigini. Pur offrendo un mare invernale i centri del Mediterraneo si distaccarono dai modelli dell'Europa centro-settentrionale, proprio per la clientela cosmopolita che furono in grado di attrarre. Il turismo balneare rappresentò una svolta significativa anche per le modalità di investimento e per le caratteristiche socioeconomiche delle località coinvolte. La I guerra mondiale rappresentò un momento di arresto per il ricco turismo dell'alta società europea. Al declino del turismo balneare invernale contribuì anche la scoperta della "montagna bianca" o meglio degli sport invernali.
5. Verso il sole La moda del soggiorno balneare invernale, oltre a cercare un nuovo segmento di mercato, ebbe anche il pregio di avvicinare ulteriormente i turisti europei alle coste del Mediterraneo. La progressiva eliminazione del rischio di malaria e delle incursioni di pirati e banditi, giovò molto al miglioramento dell'immagine dei mari del sud, ma la svolta decisiva che segnò l'inizio della loro grande popolarità fu il diffondersi della cultura del sole. L'attribuzione di una funzione benefica al sole modificò lentamente anche il rapporto con la spiaggia, che era stata quasi completamente trascurata dai villeggianti nel corso dell'Ottocento, quando al massimo si ricorreva ai bagni di luce, cioè si stava all'aperto, ma rigorosamente protetti da ombrellini e abiti lunghi. Questo cambiamento non avvenne contemporaneamente in tutte le località balneari. Questa svolta si completò negli anni Venti e Trenta, quando nacque il mito dell'abbronzatura e la spiaggia assunse un ruolo centrale nella vita balneare. L'epoca del sole segnò anche l'affermarsi di una diversa modalità di rapportarsi all'acqua. La scoperta del sole rivoluzionò la mappa del turismo balneare e delle stagioni, facendo sì che le coste del Mediterraneo iniziassero a ospitare un numero crescente di villeggianti anche nei mesi più caldi dell'anno. Le nascenti località turistiche del Mediterraneo si prepararono ad accogliere ospiti profondamente diversi da quelli del passato perché il turismo d'élite, pur conservando un certo prestigio, non rappresentava più il fulcro economico di questa industria. Il principale flusso turistico non passava più dai grandi alberghi ma si sceglievano soluzioni meno costose. 6. L'invenzione della montagna Con il declino dell'impero romano e la contrazione degli scambi commerciali le montagne smisero di essere frequentate anche come vie di passaggio. Un primo tentativo di modificare l'immaginario collettivo della montagna si ebbe solamente con l'umanesimo e il Rinascimento i cui esponenti cercarono di visitare i paesaggi montani. Ma i canoni estetici del tempo, legati alla perfezione delle forme classiche, continuarono a trasmettere un'immagine negativa dei monti. Il riscatto della montagna aspettava una trasformazione profonda della cultura europea che iniziò nel Settecento, secolo in cui la frattura con il passato si espresse su tre diversi piani. In primo luogo entrò in crisi l'estetica del classicismo; secondariamente il procedere della rivoluzione scientifica permise di emancipare lo studio della natura dalla teologia. Infine con la nascita del mito del buon selvaggio i montanari acquisirono l'immagine positiva di una popolazione sana, semplice, non corrotta dalle abitudini della vita cittadina. Furono queste trasformazioni culturali a portare in montagna i primi cittadini. Osservare significava attraversare le montagne, scalarle: per questo motivo l'amore per le vette anticipò l'interesse per la montagna e l'alpinismo fu il precursore del turismo. Furono gli inglesi a decretare il successo
8. I parchi naturali e la vacanza naturalistica: un'invenzione americana Gli americani furono gli inventori di un altro tipo di vacanza: quella nei parchi naturali. Essa va inserita nel cambiamento delle preferenze paesaggistiche compiutosi in Europa all'inizio dell'Ottocento, quando all'amore dei paesaggi urbanizzati si sostituì il desiderio di scoprire luoghi selvaggi, non contaminati dalla presenza dell'uomo. L'invenzione del parco fu il risultato di una molteplicità di elementi. In primo luogo in un paese giovane, privo di testimonianze artistiche di alto valore attorno alle quali rivendicare un'identità culturale e storica, l'ambiente naturale e soprattutto la sua codificazione all'interno di un parco assunsero lo stesso significato che per un europeo aveva l'arte rinascimentale o l'impressionismo. La prima area di grandi dimensioni a diventare oggetto di tutela fu la Yosemite Valley nel 1864 allo scopo di creare un luogo in cui entrare in contatto con la natura selvaggia del continente americano e allargare i propri orizzonti conoscitivi. Qualche anno dopo venne creato il primo parco vero e proprio lo Yellowstone (1872), alla quale seguì la riserva delle cascate del Niagara nel 1885. In Europa l'amore per il paesaggio assunse forme diverse e non portò alla costituzione di aree protette. I primi parchi nazionali europei vennero istituiti in Svezia nel 1909 e nel 1910 e in Svizzera, in Spagna nel 1918, nell'ex Unione Sovietica nel 1919. Nei primi anni Venti altri parchi vennero realizzati in Germania, Italia, Norvegia e Polonia. Anche se i parchi europei nacquero dopo quelli americani, a loro va riconosciuto di aver introdotto il concetto di protezione dell'equilibrio naturale e delle diverse forme di vita presenti al loro interno. Un tentativo di trovare una mediazione fra la finalità ricreativa ed educativa da una parte e quella conservativa dall'altra è rappresentato dalla zonizzazione, cioè dalla divisione dell'intero territorio del parco in zone; alcune di riserva alle quali i turisti non possono accedere, perché finalizzate alla tutela e alla conservazione di flora e fauna, e altre più antropizzate.
La seconda metà del Novecento è stata una delle epoche più feconde per il settore turistico, caratterizzata dalla diffusione delle vacanze e dei viaggi presso strati sempre più ampi della popolazione.
1. La nascita del turismo di massa Alla vigilia della I guerra mondiale tutte le principali forme del turismo attuale erano state introdotte e si erano inoltre già radicate gran parte delle consuetudini sociali che stimoleranno la crescita del settore nel secondo dopoguerra. Il grande aumento dei flussi turistici è alla base di quel fenomeno che è stato chiamato turismo di massa e che ha portato con sé anche profonde trasformazioni qualitative. I sociologi hanno indicato come epoca del turismo di massa quella in cui andare in vacanza diventa un elemento importante di integrazione sociale. Alcuni fattori come il consumo delle risorse naturali, il negativo impatto paesaggistico e le problematiche relative all'impatto sociale ed economico degli investimenti stranieri nei paesi arretrati, spinsero verso una visione estremamente negativa del turismo di massa.
2. L'epoca dell'automobile e dei voli charter Alla diffusione del turismo di massa ha sicuramente contribuito la trasformazione del settore dei trasporti. In particolare l'automobile è stata la protagonista della diffusione del turismo nazionale sia nei paesi europei sia negli USA; successivamente la diffusione del trasporto aereo e dei voli charter ha reso possibile la scoperta delle coste dell'Africa settentrionale e delle isole tropicali da parte del turismo di massa. Sulla progressiva riduzione dei costi dei viaggi aerei influirono sia il progresso tecnologico con l'introduzione dei motori a reazione e degli aerei di grandi dimensioni sia l'affermarsi di una nuova modalità organizzativa, vale a dire il trasporto a domanda. Quello charter è un volo organizzato da una società che noleggia un aereo cercando di farlo partire pieno, cioè con quasi tutti i posti occupati. In questo modo può realizzare profitti pur vendendo biglietti a un prezzo inferiore a quello praticato dagli aerei di linea. La comparsa dei charter nel Mediterraneo iniziò nell'immediato dopoguerra, quando in Gran Bretagna e nei paesi scandinavi alcune società avviarono l'attività utilizzando velivoli di origine militare. La principale linea direttrice dei voli charter divenne quella nord-sud, cioè dalla Gran Bretagna e dall'Europa continentale verso i paesi del Mediterraneo. All'interno dei singoli paesi del Mediterraneo la diffusione dei voli charter rappresentò un'opportunità di sviluppo per le aree che, a causa della loro difficile accessibilità, erano fino ad allora rimaste tagliate fuori dai tradizionali percorsi via terra e per le isole. 3. L'emergere del turismo postmoderno Gli ultimi venti anni del Novecento sono stati segnati da profondi cambiamenti nella composizione del prodotto turistico e nel rapporto fra turista e destinazione. Nella storia della cultura con il termine postmoderno si intende l'affermazione di approcci che rifiutano sia razionalismo dell'epoca precedente sia le grandi costruzioni teoriche da esso derivati e offrendo visioni basate sulla ricchezza e sulle tante diversità della vita. Le parole chiave del postmodernismo sono: decostruzione, relativismo, soggettività, scetticismo. Due grandi trasformazioni costituirono il background per il passaggio dal turismo di massa a quello post moderno: il superamento del concetto di vacanza come va gente agli abitudini e dalla regolarità della vita quotidiana a favore di una visione che fa dell'esperienza turistica un approfondimento del mondo esperienziale abituale delle persone; l'affermarsi di una visione poliedrica del turista che ne mette in luce la diversità culturale, sociale e relazionale e di conseguenza la molteplicità delle esperienze e da esso richieste nell'ambito della vacanza. 4. Dai voli carter ai low-cost Voli charter simbolo del turismo di massa, mentre voli low-cost simbolo del turismo postmoderno. Essi resero possibile il cosidetto short-track, i viaggi brevi anche verso destinazioni lontane e crearono i presupposti economici perché le mille opportunità del turismo postmoderno venissero colte anche dalle fasce di reddito medio-basse. Le basi per la nascita delle compagnie aeree low- cost vennero gettate dalla politica di liberalizzazione e di deregolamentazione avviata negli Stati Uniti a partire dagli anni Settanta. In Europa i presupposti per lo sviluppo di questo tipo di vettori si crearono dopo il 1987, quando il sistema della regolamentazione del traffico aereo venne rivisto. Una delle prima compagnie ad adottare la formula low-cost in Europa fu Ryanair nel 1992.
Con la costituzione del governo dittatoriale nel 1967 la promozione del turismo acquisì una maggiore importanza. Una Volta caduta la dittatura vengono lanciati i piani quinquennali allo sviluppo turistico, incentrati sull'incentivazione degli investimenti locali e delle strutture ricettive di piccola dimensione, mentre si scoraggiava l'investimento straniero. Al turismo culturale è sempre stata prestata scarsa attenzione, in parte perché lo si riteneva in grado di attirare i flussi anche senza una mirata politica turistica, in parte perché la sua valorizzazione implicava fortissimi investimenti per la qualità urbana e per la realizzazione di infrastrutture almeno della città di Atene. Il quadro ha conosciuto un importante cambiamento solamente dopo i giochi olimpici del 2004, che hanno rappresentato l'opportunità per un rilancio complessivo della capitale greca in termini sia di dotazione di infrastrutture sia di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale.
2. Gli Stati Uniti Nel corso del Settecento e della prima metà dell'Ottocento lo sviluppo turistico americano fu guidato dai modelli europei. Nell'America coloniale le città termali si svilupparono piuttosto lentamente per via della moderatezza dei costumi puritani che con difficoltà si adattarono all'idea di città nate per il tempo libero. Molto spesso le stazioni termali nacquero dal nulla, in virtù del nuovo insediamento prodotto dalla presenza di una sorgente e quindi furono gli investimenti a permetterne il decollo. Il turismo balneare ebbe inizio nella regione nord orientale, dove si svilupparono diversi centri costieri grazie anche alla vicinanza con le principali città manifatturiere e commerciali. Vi era una certa distinzione di censo fra le diverse spiagge e diversamente dall'Europa era piuttosto forte la segregazione razziale (spazi per bianchi e per neri erano chiaramente delimitati). La vere grande differenza con l'Europa fu la velocità con la quale gli americani introdussero, già nell'Ottocento, divertimenti meccanizzati di grande dimensione. Ci sono alcune caratteristiche comuni che hanno accompagnato lo sviluppo delle località turistiche americane: il ruolo giocato dalle grandi società private per promuovere le attività turistiche e l'immagine complessiva delle varie località., e il forte impatto dei mezzi di trasporto nel passaggio dal turismo di élite al turismo di massa. Nelle regioni occidentali il turismo si sviluppò solo dopo la guerra civile. Alla fine degli anni Venti si passò al turismo di massa e questo negli USA fu il periodo delle divisioni, dell'emergere delle differenze; all'importazione degli obiettivi sociali si sostituì un forte individualismo. Si passò dal treno all'automobile. La comparsa del turismo di massa e dell'automobile non cancellarono il turismo d'élite che prese altre forme, come i soggiorni nelle località sciistiche. Lo sci divenne uno sport di massa nell'ovest degli USA solamente nel secondo dopoguerra, quando la possibilità di raggiungere in macchina numerose località rese meno costoso questo tipo di vacanza. Las Vegas invece è l'esempio di città nata e crescita come meta del turismo di massa e non fu mai il treno a portarvi i visitatori, ma l'auto e l'aereo. 3. Il lento affermarsi del turismo nei paesi in via di sviluppo: l'Africa, un continente senza pace Nei paesi in via di sviluppo il turismo è cresciuto meno di quello che sarebbe stato lecito attendersi e soprattutto essere a svolgere una funzione di stimolo per lo sviluppo economico. Ripercorriamo le fasi della crescita del turismo in Africa allo scopo di individuare i principali limiti che il settore ha riscontrato in questo continente, che si è caratterizzato per la performance peggiore. Ci sono state alcune eccezioni come nel caso dell'Egitto e delle Seychelles. Il turismo non è l'unica occasione mancata dall'Africa.
I nuovi governi che si insediarono dopo l'indipendenza si trovarono a gestire una realtà molto difficile, caratterizzata da una grande arretratezza sia sul piano economico sia su quello istituzionale. Il colonialismo fu la causa del sottosviluppo di paesi che erano arretrati già prima di diventare colonie, ma essi non fu comunque in grado di fornire un contributo significativo alla loro modernizzazione. La decolonizzazione portò grandi speranze e soprattutto l'idea che con essa sarebbero state eliminate le cause dell'arretratezza, ma la realtà si presentava molto meno rosea. Nell'immediato la nascita di nuovi Stati spezzò anche quel mercato unitario che si era creato in vaste zone dell'Africa. Essendo paesi che nascevano poveri, subito si trovarono ad affrontare gravi problemi di bilancia commerciale, fenomeno quest'ultimo destinato ad acutizzarsi con l'avvio del processo di industrializzazione e la nascita di importare macchinari. È in questo contesto che in molti di essi si creò un interesse particolare per il turismo, proprio per la sua capacità di attirare valuta pregiata, infatti dopo l'indipendenza tutti nuovi Stati africani avviare lo piani per lo sviluppo del turismo. Il turismo in Africa fu inventato dei bianchi e quando sull'onda delle spedizioni con la moda dei viaggi esotici contagiò l'aristocrazia europea, tanto che molte agenzie di viaggio cominciarono a organizzare battute di caccia e vacanze a contenuto culturale nell'Africa settentrionale oltre che in Asia. Mentre una parte dell'aristocrazia europea si lasciava guidare dal fascino della caccia, un'altra sposava l'impegno ambientalista individuava nella wilderness africana uno dei grandi patrimoni dell'umanità da salvare. Accanto a questo turismo internazionale si era poi sviluppato anche un turismo regionale africano, sempre legato ai bianchi, i quali in alcune aree del continente avevano raggiunto una certa concentrazione. L'esperienza dei paesi africani ci permette di individuare almeno tre fattori che hanno frenato l'espansione del turismo. Il primo è sicuramente la povertà generalizzata, non tanto dei paesi singoli, quanto dell'intera area geografica in cui essi fanno parte. La maggior parte dei turisti che visitano tali Paesi proviene dall'Europa e dall'America e deve sostenere elevati costi di trasporto, il che riduce di molto il bacino della domanda e alza notevolmente il costo di una vacanza. Quindi sin dal suo nascere il turismo di queste località è stato costretto a confrontarsi con una forte competizione internazionale e a offrire servizi di alta qualità adatti a una clientela di reddito medio-alto. Vi sono poi limiti legati all'instabilità politica e sociale che ha impedito ai paesi africani di trarre un maggior profitto dalle trasformazioni avvenute negli ultimi quarant'anni nel settore a livello internazionale. In terzo luogo non vanno sottovalutati i problemi igienico-sanitari. In generale il turismo ha spesso incontrato delle forti difficoltà a essere accettato dalla popolazione locale. Il motivo è che esso non solo mette a confronto le popolazioni indigene con culture e stili di vita diversi dai loro, ma vende qualcosa che per la maggior parte degli africani non esiste sottraendo risorse alle attività tradizionali.
4. Seychelles e Maldive: le isole del successo fra integrazione e isolamento Le piccole isole hanno spesso ottenuto successo in quello in cui gli stati di grandi dimensioni avevano fallito: alcuni arcipelaghi sono riusciti a fare del turismo un vero e proprio "engine of growth", a dispetto dell'instabilità politica e della diversità esistente sul piano sia culturale sia economico fra residenti e turisti, come nel caso delle Seychelles (Africa) e delle Maldive (Asia). Si tratta di realtà che non avevano nessuna tradizione turistica e nelle quali l'attività economica è arrivata sia per opera di tour operator intraprendenti, che avevano individuato due nuove mete destinate a un grande successo, sia grazie ad un'attenta politica di sviluppo perseguita dai rispettivi governi. Il modello adottato dalle due mete è estremamente diverso: mentre nelle Seychelles l'integrazione fra visitatori e abitanti originari è stata la chiave del successo turistico dell'arcipelago, nelle Maldive il governo ha preferito la realizzazione di enclave in modo da limitare i contatti fra residenti e turisti. Quest'ultima scelta ha ridotto l'impatto
Ci sono tre caratteristiche che ci possono aiutare a capire le ragioni della forte crescita del settore in Asia a fronte dell'insuccesso africano.
Lo sviluppo del turismo in Italia si presta a due tipi di considerazioni. La prima è relativa al primato che il nostro paese ha saputo conquistare nella vendita di servizi turistici, prima industrializzazione del paese. Il turismo non ha solamente preceduto l'industrializzazione, ma contribuito al riequilibrio della bilancia dei pagamenti durante il decollo economico, consentendo così di importare quelle materie prime e semilavorati necessari per la crescita dell'industria. La seconda considerazione riguarda il rapporto fra l'Italia e la modernizzazione del settore turistico. Nel turismo l'Italia, che fino al Cinquecento aveva anticipato mode e tradizioni economiche, divenne prima un paese arretrato e poi un paese inseguitore.
1. L'Italia dal Grand Tour al turismo culturale L'Italia è sempre stata una tradizionale meta turistica. Il Grand Tour non sarebbe stato concepibile senza un lungo soggiorno nel nostro paese, anche se quella di cui i grandturisti vanno alla ricerca è un'Italia che per lungo tempo ha in Napoli il suo confine meridionale. Il viaggio in Italia iniziava infatti a Genova o a Torino, per poi toccare Firenze e Siena; le festività natalizie e il primo dell'anno si trascorrevano a Roma, poi si partiva per Napoli e da qui si risaliva verso le città dell'Emilia e del Veneto. Solo nella seconda metà del Settecento che iniziano la rivalutazione e l'inserimento dell'Italia meridionale negli itinerari abituali del Grand Tour. La scoperta del sud è guidata dall'emergere di tra nuove motivazioni di viaggio che si diffondono nel periodo romantico: l'amore per il paesaggio, l'interesse antropologico per un popolo considerato primitivo e infine la passione per l'archeologia e le città morte. Con la passione per le città perdute il viaggio in Italia cominciò a spingersi fino alla Sicilia dei templi greci. 2. L'invenzione delle città d'acqua: la falsa partenza del Trecento Tra il 1300 e il 1400 si verificò una generale rifioritura del rito termale, tanto da spingere alcuni storici del medioevo a parlare di vera e propria moda. La rinascita è ben documentata per l'Italia centrale, grazie alle numerose detrazioni tramandateci da medici e uomini di lettere dell'epoca. Molti cambiamenti sociali e culturali contribuirono alla rinascita di un'abitudine che non era mai scomparsa del tutto, ma si era trasformata da divertimento urbano alla moda a consuetudine rurale dei soli ceti popolari: si trattava quindi non tanto di una pratica da riscoprire, quanto da valorizzare e soprattutto da conciliare con i canoni morali degli strati sociali più elevati. Questa seconda giovinezza delle località termali riconfermò la caratteristica urbana del soggiorno termale, poiché la nuova moda si diffuse parallelamente a rifiorire dei comuni e delle città e vide fra i protagonisti proprio le amministrazioni comunali che si impegnarono sia nella regolamentazione dei canoni di affitto dei singoli alberghi sia nella ricerca di nuovi viene sia nell'ampliamento degli stabilimenti dei bagni. Anche se le motivazioni di tipo terapeutico predominavano, il divertimento divenne presto importante. Possiamo allora parlare di una fioritura anticipata di quelle città del loisir che poi verranno rese famose dagli inglesi proprio partire dal Seicento? In realtà almeno una grossa differenza si poteva notare fra i centri termali delle due diverse epoche. Queste cittadine medievali si proposero soprattutto come centri di cura dove i tempi della giornata risultavano scanditi dai dettami i medici. Molto spesso poi i frequentatori delle terme portavano con sé anche uno o due schiavi per garantirsi un soggiorno più confortevole. Quindi in