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ricerca su Monza completa, Dispense di Educazione fisica

descrizione accurata della città

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 12/12/2019

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laura-giombelli 🇮🇹

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L'AUTODROMO DI MONZA.....
L'Autodromo Nazionale di Monza è un circuito automobilistico internazionale situato
all'interno del Parco di Monza. È tra gli autodromi permanenti più antichi al mondo,
insieme a Indianapolis, Spa-Francorchamps, Brooklands e a Montlhéry ed è famoso
oltre i confini nazionali per ospitare il Gran Premio d'Italia di Formula 1 organizzato
dall'Automobile Club di Milano quasi ininterrottamente dal 1922.
Oltre alla Formula 1 e altre categorie automobilistiche sul circuito lombardo si svolge
anche un annuale gran premio del Campionato mondiale Superbike.
Dal 1991, con le modifiche al circuito di Silverstone, il tracciato brianzolo è il più veloce
tra quelli iridati: l'attuale record ufficiale del circuito è stato stabilito nelle prove del Gran
Premio d'Italia 2004 da Rubens Barrichello alla media di 260,395 km/h.
Le origini
La costruzione dell'autodromo fu decisa nel gennaio del 1922 dall'Automobile Club di
Milano per commemorare il venticinquesimo anniversario dalla fondazione. Fu costituita
la società SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport) a capitale privato e
presieduta dal senatore Silvio Crespi. I lavori iniziarono il 15 maggio e in soli 110 giorni
fu completato. Il primo giro completo di pista fu percorso il 28 luglio da Pietro Bordino e
Felice Nazzaro su una Fiat 570.
Si trattava del terzo circuito permanente realizzato al mondo, preceduto solo dalla pista
americana di Indianapolis (1909) e da quella inglese di Brooklands (1907), oggi non più
esistente essendo caduta in disuso nel 1939 alla vigilia della secondo conflitto mondiale
e definitivamente chiusa nel 1945.
Il progetto preliminare prevedeva un tracciato a forma di "otto" della lunghezza di 14 km
ma, a causa dell'impatto sul Parco Reale, si decise invece di approvare un progetto che
utilizzasse in gran parte le preesistenti strade del Parco e limitasse l'abbattimento degli
alberi.
Il Circuito Florio.
Il tracciato dal 1939 al 1954, con "curve del porfido" al posto della "Curva Sud"+Rettifilo
Centrale.
Una di queste è il Circuito Florio, che unisce in modo originale tratti dell'Anello di alta
velocità e dello Stradale, interrotti da varie chicanes.
Nel 1939 fu rifatta gran parte della pista. L'anello di alta velocità fu demolito, e la pista
stradale fu modificata spostando più avanti la "Curva del Vialone" che adesso non
immetteva più le auto sul vialone centrale del parco, ma su un nuovo rettilineo più lungo
e parallelo a quello di cui sopra. Posto più a ridosso dei box questo nuovo rettilineo
(denominato Rettifilo Centrale) conduceva a due nuove curve a gomito che immettevano
sul rettilineo d'arrivo, sostituendo l'originaria curva sud, collocate all'altezza della vecchia
Sopraelevata Sud. La lunghezza del circuito diventò di 6.300 metri.
Dal 1939 al 1954 venne utilizzato, esclusivamente per test automobilistici e di
pneumatici, il Circuito Pirelli, lungo 4600 metri ed 1utilizzato in senso orario. Sfruttava il
Rettifilo delle tribune ed il Rettifilo centrale ed era raccordato dalle due Curve Sud o
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L'AUTODROMO DI MONZA.....

L'Autodromo Nazionale di Monza è un circuito automobilistico internazionale situato all'interno del Parco di Monza. È tra gli autodromi permanenti più antichi al mondo, insieme a Indianapolis, Spa-Francorchamps, Brooklands e a Montlhéry ed è famoso oltre i confini nazionali per ospitare il Gran Premio d'Italia di Formula 1 organizzato dall'Automobile Club di Milano quasi ininterrottamente dal 1922. Oltre alla Formula 1 e altre categorie automobilistiche sul circuito lombardo si svolge anche un annuale gran premio del Campionato mondiale Superbike. Dal 1991, con le modifiche al circuito di Silverstone, il tracciato brianzolo è il più veloce tra quelli iridati: l'attuale record ufficiale del circuito è stato stabilito nelle prove del Gran Premio d'Italia 2004 da Rubens Barrichello alla media di 260,395 km/h.

Le origini

La costruzione dell'autodromo fu decisa nel gennaio del 1922 dall'Automobile Club di Milano per commemorare il venticinquesimo anniversario dalla fondazione. Fu costituita la società SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport) a capitale privato e presieduta dal senatore Silvio Crespi. I lavori iniziarono il 15 maggio e in soli 110 giorni fu completato. Il primo giro completo di pista fu percorso il 28 luglio da Pietro Bordino e Felice Nazzaro su una Fiat 570. Si trattava del terzo circuito permanente realizzato al mondo, preceduto solo dalla pista americana di Indianapolis (1909) e da quella inglese di Brooklands (1907), oggi non più esistente essendo caduta in disuso nel 1939 alla vigilia della secondo conflitto mondiale e definitivamente chiusa nel 1945. Il progetto preliminare prevedeva un tracciato a forma di "otto" della lunghezza di 14 km ma, a causa dell'impatto sul Parco Reale, si decise invece di approvare un progetto che utilizzasse in gran parte le preesistenti strade del Parco e limitasse l'abbattimento degli alberi.

Il Circuito Florio.

Il tracciato dal 1939 al 1954, con "curve del porfido" al posto della "Curva Sud"+Rettifilo Centrale. Una di queste è il Circuito Florio, che unisce in modo originale tratti dell'Anello di alta velocità e dello Stradale, interrotti da varie chicanes. Nel 1939 fu rifatta gran parte della pista. L'anello di alta velocità fu demolito, e la pista stradale fu modificata spostando più avanti la "Curva del Vialone" che adesso non immetteva più le auto sul vialone centrale del parco, ma su un nuovo rettilineo più lungo e parallelo a quello di cui sopra. Posto più a ridosso dei box questo nuovo rettilineo (denominato Rettifilo Centrale) conduceva a due nuove curve a gomito che immettevano sul rettilineo d'arrivo, sostituendo l'originaria curva sud, collocate all'altezza della vecchia Sopraelevata Sud. La lunghezza del circuito diventò di 6.300 metri. Dal 1939 al 1954 venne utilizzato, esclusivamente per test automobilistici e di pneumatici, il Circuito Pirelli, lungo 4600 metri ed 1utilizzato in senso orario. Sfruttava il Rettifilo delle tribune ed il Rettifilo centrale ed era raccordato dalle due Curve Sud o

curve Vedano e dalla Curva Nord-Est, considerata unica come denominazione, ma in realtà tracciata con due raggi differenti all'interno della attuale Curva Grande. Sia le curve Vedano che quella Nord-Est erano pavimentate in porfido data soprattutto la valenza di tracciato test per i materiali. Il dopoguerra A partire dalla fine 1945 e per oltre due anni, il circuito fu destinato allo stoccaggio dei residuati bellici gestiti dall'ARAR. Nella primavera del 1948 furono iniziati i lavori per rimediare ai danni causati dagli eventi bellici. Curiosamente le curve sud furono dotate di una pavimentazione in cubetti di porfido, particolarmente pericolosi e sdrucciolevoli in caso di pioggia. Il 17 ottobre 1948 viene inaugurato il nuovo ingresso pista ed altre strutture dell'autodromo. Il tracciato dal 1955 e nel 1956, nella versione completa. Venne realizzato un nuovo ovale e aggiunta la curva Parabolica. Nel 1955 il sempre più frequente uso dell'autodromo per i tentativi di record della velocità e il raggiungimento di un superiore grado di sicurezza, resero necessaria la riprogettazione dell'Anello di Alta Velocità da costruirsi sulle ceneri del tracciato abbattuto nel 1938. Il progetto fu curato dagli ingegneri: Antonino Berti e Aldo Di Rienzo e seguiva esattamente il vecchio tracciato nella parte Nord, mentre la Curva Sud veniva arretrata di circa 300 metri per consentire il passaggio del pubblico sul nuovo Viale Mirabello conosciuto anche come Viale Vedano. La Sopraelevata Nord fu riedificata nel medesimo luogo, mentre si decise di avvicinare ai box la Sopraelevata Sud, per lasciare il Viale Vedano del Parco Reale alla libera circolazione pubblica. Tale scelta impose una nuova modifica alla pista stradale: in particolare le due curve del porfido (che impegnavano il Viale Vedano) furono finalmente eliminate e sostituite da un'unica curva asfaltata, con sviluppo di 180 gradi, chiamata Parabolica per il suo tracciato a raggio crescente, molto simile ad un arco di parabola. Il circuito completo ritornava ad avere la lunghezza di 10 km: 5.750 metri per la pista stradale e 4.250 metri per l'anello di alta velocità. Lo studio portò alla realizzazione di un "catino" capace di contenere una velocità costante delle auto sia nei rettilinei, sia sulle curve sopraelevate in cemento armato a pendenza crescente verso l'esterno. Il progetto prevedeva un tracciato di 4250 metri di sviluppo, comprendente due rettifili di 875 metri e due curve sopraelevate aventi sviluppi quasi simili intorno ai 1250 metri, con raggi differenti: a Nord con raggio 318 metri, mentre a Sud con raggio 312 metri. L'idea di affrontare i piena velocità le curva portò a dover ricorrere alla scelta obbligata di costruire una curva con un'elevata inclinazione trasversale che arriva alla punta massima dell'80% nel settore centrale (corrispondente ad una inclinazione di 38°40'), calcolato sul piano orizzontale. Vennero realizzate 14 torrette di segnalazione distribuite sul percorso di cui 7 sull'Anello di Alta Velocità. Le piccole costruzioni erano dei punti strategici di osservazione ed accoglievano oltre che i commissari, tecnici Radiotelevisivi, addetti alle segnalazioni, giornalisti e fotografi. Nello stesso anno, durante una sessione di prove private, perse la vita il pilota Alberto Ascari: la dinamica dell'incidente, al quale non assistette alcun testimone, non è mai stata del tutto chiarita. La curva dove avvenne il fatale schianto, in precedenza chiamata curva del Vialone, fu ribattezzata curva Ascari in ricordo del campione scomparso. L'impianto nella nuova conformazione, Circuito classico più Anello di Velocità pari a 10 km al giro, fu inaugurato con il Gran Premio d'Italia del 1955 su una distanza di 500 km. Le sollecitazioni centrifughe e di schiacciamento verticale contro il suolo nei due tratti sopraelevati, evidenziarono problemi di sollecitazioni fisiche ai piloti e guasti meccanici riportati dalle vetture, che indussero i piloti ed i team a disertare l'anello nelle edizioni 1957, 1958 e 1959. L'Automobil Club Italiano nel 1957 e 1958, organizzò la 500 Miglia di Monza abbinato

seguita da un'altrettanto stretta curva a gomito a sinistra. Dal rettilineo dei box si arriva lanciati ad oltre 330 km/h, con una lunghissima frenata si decelera a soli 70–80 km/h per affrontare questa "esse". curva Biassono (già curva Grande o Curvone): una lunga curva a destra dal raggio molto ampio (circa 300 metri). Vi si arriva in piena accelerazione dalla variante Goodyear e si percorre "in pieno" senza alcuna difficoltà. variante della Roggia: anch'essa è posta in fondo a un lungo rettilineo (oltre 1 km con l'acceleratore a fondo comprendendo anche la curva Biassono) sul quale si toccano i 335 km/h. Con un'altra lunghissima frenata si decelera a 110–120 km/h per affrontare una esse sinistra-destra molto stretta, meno stretta tuttavia della prima variante. prima curva di Lesmo: a soli 200 metri dall'uscita della Roggia vi si arriva a velocità non troppo elevate, è una curva a destra di 75 metri di raggio che si percorre a circa 180 km/h. seconda curva di Lesmo: segue di 200 metri la prima. In passato era uno dei punti "mitici" del circuito: vi si arrivava in piena accelerazione e si entrava in curva a quasi 300 km/h, solo i migliori piloti riuscivano a percorrerla "in pieno". Con le modifiche del 1994- 95 è stata molto rallentata, oggi ha solo 35 metri di raggio e si percorre a circa 160 km/h. curva del Serraglio: è una lievissima piega a sinistra dal raggio estremamente ampio (oltre 600 metri). Il rettilineo successivo incrocia, con un sottopassaggio, la curva Sopraelevata Nord dell'anello di alta velocità. variante Ascari: vi si arriva tenendo premuto l'acceleratore fin dalla seconda di Lesmo, anche qui si toccano i 330 km/h. Dopo la frenata si affrontano in rapida successione tre curve a sinistra-destra-sinistra che immettono sul rettilineo opposto ai box. Sono curve a raggio abbastanza ampio che si percorrono a velocità intorno ai 200 km/h. curva Parabolica: nel rettilineo che conduce a questa curva si toccano nuovamente i 330 km/h, quindi si frena per entrare in curva a circa 180 km/h. La curva è molto lunga e a raggio via via crescente: dopo aver superato la parte più stretta si può percorrere il tratto finale in piena accelerazione, scorrendo verso l'esterno e imboccando il rettilineo d'arrivo a velocità già molto elevate. Per le corse delle categorie minori viene usata la cosiddetta "pista Junior": si tratta di un circuito più breve, che utilizza un tratto del rettilineo d'arrivo, il rettilineo opposto e la Parabolica. L'anello è chiuso da un raccordo che, staccandosi dal rettilineo d'arrivo circa 200 metri dopo i box, si immette sul rettilineo opposto subito dopo la variante Ascari. Il raccordo presenta tre curve, la prima a destra, la seconda a sinistra, la terza ancora a destra. La lunghezza della pista Junior è di 2405 metri.

Le competizioni più importanti che si disputano annualmente sulla

pista dell'Autodromo:

il Gran Premio d'Italia, gara inserita nel calendario del Campionato mondiale di Formula 1. La pista monzese ha ospitato tutte le sue edizioni tranne quelle del 1921, 1937, 1947, 1948 e 1980. Normalmente si disputa la seconda domenica di settembre. la tappa italiana del Campionato mondiale Superbike. Si disputa la seconda domenica del mese di maggio di ogni anno. il WTCC (campionato mondiale turismo) si correva nel mese di ottobre fino al 2008, mentre non è in calendario per il 2009. il Monza Rally Show si corre nel mese di novembre.

Importanti competizioni del passato:

il Gran Premio delle Nazioni era una classica di motociclismo che si disputò fino al 1989 quando fu cancellato per ragioni di sicurezza. la 1000 km di Monza era un'importante gara per vetture di categoria sport prototipi e Gran Turismo; tornata di nuovo in programma nel mese di aprile, come da tradizione, per il calendario 2008, non è più in programma per il 2009. Business center Il Circuito, oltre all'attività sportiva, completa la propria stagione con giornate di incentive, prova prodotto, corsi di guida sicura disponibili per privati o aziende. Le palazzine, recentemente ristrutturate, sono utilizzate, oltre per l'accoglienza di ospiti VIP in occasione delle principali gare, anche per meeting, convention, presentazioni prodotto e fiere di ogni genere. Per il fatto di trovarsi all'interno di un parco, l'Autodromo presenta particolari problemi di impatto ambientale. Già al tempo della sua costruzione, per intervento delle autorità competenti, il progetto originale, che prevedeva un circuito lungo circa 14 km, dovette essere scartato e sostituito da uno di minore impatto, lungo 10 km e che sfruttava alcune strade già esistenti. In seguito si sono presentati gli stessi problemi in varie occasioni, quando è stato necessario apportare modifiche al tracciato. Ad esempio negli anni settanta, quando fu realizzata la variante Ascari, per l'opposizione di alcuni gruppi ambientalisti si dovette lasciare a bordo pista, in un punto molto pericoloso (all'esterno della prima curva della variante), una grossa quercia che solo dopo alcuni anni si poté finalmente abbattere. Un'altra situazione simile si è verificata nel 1994 quando, a seguito degli incidenti mortali di Roland Ratzenberger e Ayrton Senna nel Gran Premio di Imola, la FIA e i piloti imposero un adeguamento delle misure di sicurezza in tutti i circuiti del mondiale di Formula 1. A Monza fu richiesto l'allestimento di ampi spazi di fuga all'esterno del Curvone (oggi curva Biassono) e delle due curve di Lesmo: i lavori, che comportavano l'abbattimento di oltre 500 alberi, furono però vietati dalla Sovrintendenza ai beni ambientali. Si rischiò seriamente la cancellazione del Gran Premio d'Italia, che avrebbe comportato in pratica la chiusura dell'Autodromo (gli incassi del Gran Premio infatti ne sono la principale fonte di finanziamento). La situazione venne sbloccata dall'intervento del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni: si realizzò un progetto di minore impatto, che a prezzo di alcune modifiche al tracciato (in particolare il restringimento della seconda curva di Lesmo è stato molto rimpianto dagli appassionati) riduceva il numero di alberi da tagliare a circa 100. A compensazione furono piantati nuovi alberi in altre zone del parco. Un altro problema è quello del rumore, lamentato da alcuni residenti dei vicini paesi di Vedano al Lambro e Biassono: negli ultimi anni vi sono stati diversi ricorsi alla magistratura, con l'intento di imporre un limite alle emissioni sonore. Nel 2006 il magistrato, giudicando su uno di questi ricorsi, ha vietato la circolazione in pista a tutte le vetture a scarichi aperti: di nuovo, poiché questo comprende le auto di Formula 1 e di diverse altre categorie, questo provvedimento metteva a rischio l'esistenza dell'Autodromo. Anche in questo caso è intervenuta la Regione Lombardia, che ha approvato una legge regionale che deroga al divieto per un certo numero di giorni all'anno, sufficiente perché l'Autodromo continui a svolgere la sua normale attività