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Ripasso argomenti d'esame., Appunti di Diritto Costituzionale

Domande aperte e risposte d'esame scritto Diritto Costituzionale.

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IPOTETICHE DOMANDE ESAME DI DIRITTO COSTITUZIONALE
1. Cos’è la Costituzione?
1. LA COSTITUZIONE È LA CARTA FONDAMENTALE DELLO STATO, CONTENENTE TUTTI I
PRINCIPI PER L’ORDINAMENTO GIURIDICO E PER IL SISTEMA POLITICO. È COMPOSTA DA
139 ARTICOLI PIU’ 18 DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI. LA PRIMA PARTE RIGUARDA I
PRINCIPI FONDAMENTALI, LE SUCCESSIVE DUE PARTI SONO SUDDIVISE IN TITOLI E SEZIONI
(diritti e d. 4°), (ordinam. Rep. 6 °)
LE COSTITUZIONI POSSONO ESSERE: SCRITTE (700’,800’), NON SCRITTE, FLESSIBILI E RIGIDE.
2. Qual è stata la prima Costituzione scritta nel senso moderno?
2. LA PRIMA COSTITUZIONE SCRITTA NEL SENSO MODERNO È LA COSTITUIZIONE DEGLI STATI
UNITI D’AMERICA DEL 1787.
3. Descrivi la prima Costituzione Italiana.
3. LO STATUTO ALBERTINO FU LA PRIMA COSTITUZIONE PROVVISORIA DELLO STATO
ITALIANO. NACQUE IL 4 MARZO 1848 ED È TIPICA DEL PERIODO DELLE MONARCHIE, QUANDO
SI SONO TRASFORMATE DA MONARCHIE ASSOLUTE A COSTITUZIONALI. È UNA DELLE PRIME
ESPERIENZE DI COSTITUZIONE LIBERALE IN BASE AD UN PATTO STIPULATO TRA IL MONARCA E
IL PARLAMENTO. IL CONTENUTO ERA UNA DECISIONE DEL SOVRANO E FU ELABORATA DA 17
MINISTRI INSIEME AL RE. NESSUN PROCEDIMENTO PER LA SUA MODIFICA.
4. Votazione del Referendum istituzionale e dell’Assemblea costituente.
4. Lo statuto albertino era stato utilizzato anche durante il Partito fascista. A partire dal 1943,
però, venivano soppressi gli istituti che avevano caratterizzato il regime. Quindi il problema era
come trasformare lo Stato? Nascita della nuova Carta costituzionale, la cui elaborazione veniva
affidata ad un'assemblea ad hoc. Adozione di nuove regole per il funzionamento dello Stato
elaborato da organi previsti dallo statuto. Il conflitto trovo parziale superamento con il
compromesso istituzionale A seguito del quale il re Vittorio Emanuele III, rinunciò all'esercizio dei
suoi poteri affidando questi al principe ereditario Umberto I, Umberto, che venne nominato
luogotenente generale del Regno. Venne decisa così anche la prima costituzione provvisoria del 25
giugno del 1944, Sul quale si deliberava una convocazione dell’Assemblea costituente che doveva
elaborare la futura Costituzione. Inoltre, si prevedeva l'elezione a suffragio universale e diretto.
Quindi la scelta fra monarchia e Repubblica. Nell'aprile del 45 fu istituita la Consulta nazionale di
304 membri, col compito di fornire pareri al governo relativamente alle elezioni dell'Assemblea
costituente.
Due anni dopo, però, quella scelta fu riveduta e si decise che a scegliere fra un po’ monarchia
Repubblica doveva essere il corpo elettorale. E così si parla della seconda costituzione provvisoria.
Del 16 marzo del 1946.
Il 2 giugno del 1946 i cittadini italiani vennero chiamati a votare il referendum istituzionale, per la
scelta di una forma di Stato tra monarchia e Repubblica e per l'elezione dell’Assemblea
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IPOTETICHE DOMANDE ESAME DI DIRITTO COSTITUZIONALE

  1. Cos’è la Costituzione?
  2. LA COSTITUZIONE È LA CARTA FONDAMENTALE DELLO STATO, CONTENENTE TUTTI I PRINCIPI PER L’ORDINAMENTO GIURIDICO E PER IL SISTEMA POLITICO. È COMPOSTA DA 139 ARTICOLI PIU’ 18 DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI. LA PRIMA PARTE RIGUARDA I PRINCIPI FONDAMENTALI, LE SUCCESSIVE DUE PARTI SONO SUDDIVISE IN TITOLI E SEZIONI (diritti e d. 4°), (ordinam. Rep. 6 °) LE COSTITUZIONI POSSONO ESSERE: SCRITTE (700’,800’), NON SCRITTE, FLESSIBILI E RIGIDE.
  3. Qual è stata la prima Costituzione scritta nel senso moderno?
  4. LA PRIMA COSTITUZIONE SCRITTA NEL SENSO MODERNO È LA COSTITUIZIONE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA DEL 1787.
  5. Descrivi la prima Costituzione Italiana.
  6. LO STATUTO ALBERTINO FU LA PRIMA COSTITUZIONE PROVVISORIA DELLO STATO ITALIANO. NACQUE IL 4 MARZO 1848 ED È TIPICA DEL PERIODO DELLE MONARCHIE, QUANDO SI SONO TRASFORMATE DA MONARCHIE ASSOLUTE A COSTITUZIONALI. È UNA DELLE PRIME ESPERIENZE DI COSTITUZIONE LIBERALE IN BASE AD UN PATTO STIPULATO TRA IL MONARCA E IL PARLAMENTO. IL CONTENUTO ERA UNA DECISIONE DEL SOVRANO E FU ELABORATA DA 17 MINISTRI INSIEME AL RE. NESSUN PROCEDIMENTO PER LA SUA MODIFICA.
  7. Votazione del Referendum istituzionale e dell’Assemblea costituente.
  8. Lo statuto albertino era stato utilizzato anche durante il Partito fascista. A partire dal 1943, però, venivano soppressi gli istituti che avevano caratterizzato il regime. Quindi il problema era come trasformare lo Stato? Nascita della nuova Carta costituzionale, la cui elaborazione veniva affidata ad un'assemblea ad hoc. Adozione di nuove regole per il funzionamento dello Stato elaborato da organi previsti dallo statuto. Il conflitto trovo parziale superamento con il compromesso istituzionale A seguito del quale il re Vittorio Emanuele III, rinunciò all'esercizio dei suoi poteri affidando questi al principe ereditario Umberto I, Umberto, che venne nominato luogotenente generale del Regno. Venne decisa così anche la prima costituzione provvisoria del 25 giugno del 1944, Sul quale si deliberava una convocazione dell’Assemblea costituente che doveva elaborare la futura Costituzione. Inoltre, si prevedeva l'elezione a suffragio universale e diretto. Quindi la scelta fra monarchia e Repubblica. Nell'aprile del 45 fu istituita la Consulta nazionale di 304 membri, col compito di fornire pareri al governo relativamente alle elezioni dell'Assemblea costituente. Due anni dopo, però, quella scelta fu riveduta e si decise che a scegliere fra un po’ monarchia Repubblica doveva essere il corpo elettorale. E così si parla della seconda costituzione provvisoria. Del 16 marzo del 1946. Il 2 giugno del 1946 i cittadini italiani vennero chiamati a votare il referendum istituzionale, per la scelta di una forma di Stato tra monarchia e Repubblica e per l'elezione dell’Assemblea

costituente, in base a una legge elettorale proporzionale. Il diritto di voto fu esteso alle donne per la prima volta nella storia costituzionale italiana, il suffragio divenne realmente universale. Vinse la Repubblica con più di 12 milioni di voti.

  1. L’Assemblea costituente.
  2. L’Assemblea costituente si insediò quindi il 25 giugno del 1946 con Presidente provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. I suoi compiti erano:
  • elaborare da adottare una nuova Costituzione.
  • avere competenza per le leggi in materia costituzionale, elettorale e di trattati internazionali.
  • eleggere il capo provvisorio dello Stato.
  • accordare e revocare la fiducia ai governi. A seguito dell’elezione venne nominata la Commissione dei 75 che aveva il compito di redazione del progetto della nuova Carta costituzionale. Questa era composta da 75 membri, con Presidente Meuccio Ruini. L'Assemblea costituente ebbe come presidente Giuseppe Saragat e poi Umberto Terracini. Per quanto riguarda la commissione per la Costituzione era suddivisa in tre sottocommissioni, riguardanti i diritti e doveri dei cittadini, l'ordinamento costituzionale della Repubblica e i diritti e doveri economico-sociali. Nel gennaio del 1947 il testo di base viene presentato in Assemblea costituente. Ci furono 9 mesi di discussione durante 170 sedute e furono presentati 1600 emendamenti. Il 22 dicembre del 47 l'Assemblea costituente presenta il progetto di Costituzione alle Camere. Il 27 dicembre, la Costituzione viene adottata con 453 voti a favore e 62 voti contro. Il 1° gennaio del 1948 la Costituzione entra in vigore.
  1. Il Parlamento.
  2. Il più antico Parlamento del mondo è stato quello dell'Islanda, Dove il popolo si adulava per ascoltare il sacerdote che, ispirato dagli antenati, proclamava la voce delle leggi. Il primo Parlamento europeo moderno e sovrano nasce quando il Parlamento inglese conquista il potere di stabilire l'ordine di successione al trono. Act of Settlement del 1701. Il Parlamento nello statuto albertino era composto da una camera di rappresentanza nazionale e una camera di nomina Reggio. Aveva un bicameralismo differenziato, cioè che i rami del Parlamento avevano funzioni diversificate ed erano formate in modo diverso. Un bicameralismo paritario, nessuna camera prevaleva sull'altra. Le Camere condividevano la funzione legislativa. La Camera aveva potere di
  1. Le circoscrizioni estero.
  2. Eletti 12 deputati e senatori, cittadini che non risiedono in Italia. Solo chi risiede e vota all'estero può essere candidato.
  3. Il Parlamento in seduta comune.
  4. Il Parlamento in seduta comune è formato dai membri delle due camere e si riunisce sempre nell'Aula della Camera dei deputati. È presieduta dal presidente della Camera e si applica il regolamento della Camera dei deputati. tra le funzioni abbiamo:  Elegge il Presidente della Repubblica.  Assiste al giuramento del Presidente.  Può mettere in stato d'accusa il Presidente della Repubblica?  Elegge 1/3 dei componenti della Corte costituzionale.  Elegge 45 cittadini fra i quali estrarre i giudici aggregati ai fini del giudizio d'accusa contro il Presidente. Il diritto parlamentare comprende le materie sull'organizzazione e sul funzionamento di ciascuna Camera e sono oggetto di riserva parlamentare.
  5. Il quorum.
  6. I quorum possono dividersi in funzionali e strutturali. In quello funzionale le decisioni sono assunte con il voto favorevole della maggioranza dei presenti (maggioranza semplice, metà più uno; maggioranza qualificata, maggioranza assoluta.) Nel quorum strutturale, Le decisioni sono prese purché sia presente la maggioranza dei componenti di ciascuna Camera, metà più uno.
  7. Status giuridico del parlamentare.
  8. Il parlamentare non può appartenere ad entrambe le Camere. Le camere verificano i poteri dei parlamentari, ciascuno per i propri membri. Esclusione di vincoli di mandato. L'indennità stabilita per legge. Le immunità, insindacabilità e inviolabilità. Eccezioni, arresto in flagranza obbligatorio e il caso in cui abbia subito una condanna passata, ingiudicata.
  9. Gli organi delle camere.
  10. Il Presidente.

L'Ufficio di Presidenza. La Conferenza dei presidenti dei gruppi. Le giunte. Le commissioni permanenti. Le commissioni speciali. Le commissioni bicamerali. I gruppi parlamentari. La conferenza dei capigruppo.

  1. La funzione legislativa art.70.
  2. Il procedimento consta di diverse fasi:
  • fase dell’iniziativa (GOVERNO, CIASCUN MEMBRO DELLE CAMERE, CNEL, CIASCUN CONSIGLIO REGIONALE, 50.000 ELETTORI);
  • fase istruttoria (È richiamata espressamente in Costituzione e non può essere evitata. Ogni proposta di legge viene affidata dal presidente a ciascuna delle commissioni, a seconda delle materie di competenza. Viene esaminata dalla Commissione e poi dalla Camera stessa. Il controllo dipende dal procedimento prescelto);
  • fase deliberativa (3 procedimenti – ORDINARIO, MISTO O DELIBERANTE);
  • fase della promulgazione;
  • fase della pubblicazione.  PROCEDIMENTO ORDINARIO OVVERO IN SEDE REFERENTE: La commissione ha ruolo esclusivamente istruttorio. Il procedimento viene eseguito in Aula. Il Presidente o il relatore riferisce sul progetto. Il progetto viene discusso in via generale. Viene fatto l'esame articolo per articolo. Invio del testo definitivo all'Assemblea. DISCUSSIONE: (generale, articolo per articolo e votazione vinale del 50% + 1).  PROCEDIMENTO MISTO O IN SEDE REDIGENTE: Previa discussione generale in Aula o su richiesta dei 4/5 dell'Assemblea conferimento all'Assemblea del compito di formulare il testo semi definitivo. In seguito, l'Aula lo voterà articolo per articolo, senza possibilità di apporre modifica.  PROCEDIMENTO IN SEDE LEGISLATIVA O DELIBERANTE: Art 72 comma 3 della costituzione. I progetti di legge che non riguardino questioni di speciale rilevanza generale, possono

16. PROCEDURE DI CONTROLLO E DI INFORMAZIONE:

  1. INTERROGAZIONI ; Domanda rivolta per iscritto al governo per chiedere informazioni o conferme di informazioni già note. Il governo risponde in forma scritta orale. Interrogante deve limitarsi a dire, se soddisfatto della risposta o no, non si apre alcun dibattito. Interrogazioni a risposta immediata.
  • INTERPELLANZE ; Domande al governo per sapere perché si è comportato in un certo modo e cosa intende fare in ordine a questo o quell'aspetto della sua politica. L'interpellante può replicare e presentare una mozione per innescare un dibattito vero e proprio.
  • COMMISSIONI D’INCHIESTA (ART.82 ): Riguarda materie di pubblico interesse. Ehi, sono composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi. Dispongono degli stessi poteri e sono sottoposte alle stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. FUNZIONI GIURISDIZIONALI DELLE CAMERE:  Contestazioni relative al procedimento elettorale;  Autodchia, giurisdizione domestica sui ricorsi contro i provvedimenti in materia di personale e tutti gli atti di amministrazione interna riguardanti i dipendenti delle Camere e anche soggetti estranei.
  1. IL GOVERNO Il governo è titolare del potere esecutivo, ovvero l'esecuzione della legge nei suoi limiti. Deve rispettare la riserva di legge in materia dell'organizzazione della pubblica amministrazione. E titolare di una buona parte delle attribuzioni relative alla funzione di indirizzo politico. L'Istituto più importante per determinare l'indirizzo politico è quello che riguarda il rapporto fiduciario fra governo e Parlamento, che riguarda:  VOTO DI FIDUCIA (MOZIONE DI FIDUCIA) SU NUOVO GOVERNO;  QUESTIONE DI FIDUCIA POSTE DAL GOVERNO;  MOZIONE DI SFIDUCIA POSTE DAL PARLAMENTO E DALL’OPPOSIZIONE.
  2. LA MOZIONE DI FIDUCIA: regolata dall'articolo 94, comma 1, della Costituzione. La mozione di fiducia viene votata quando il nuovo governo si presenta in Parlamento entro dieci giorni dal giuramento, davanti al Presidente della Repubblica. Il Presidente del Consiglio presenta il programma politico dal governo e si apre un dibattito in Aula a cui segue la votazione in aula con voto palese e appello nominale. Ogni Camera libera la mozione di fiducia non motivata. il governo ottiene la fiducia, se ottiene la maggioranza dei voti in Aula. E deve avere la fiducia di entrambe le camere (sistema bicamerale).
  1. LA QUESTIONE DI FIDUCIA: Annuncio formale del Governo nell’imminenza di una votazione parlamentare che si dimetterà nel caso in cui l’assemblea si pronunci in modo difforme rispetto alle proprie indicazioni. Viene posta su temi particolarmente rilevanti per la politica del governo. Non è sancita dalla Costituzione. Alcuni elementi sono disciplinati nei regolamenti parlamentari.
  2. MOZIONE DI SFIDUCIA; Il Parlamento, una volta votata la fiducia al governo, non è vincolato a mantenere questa fiducia per tutta la legislatura alla facoltà di rievocare la fiducia al governo attraverso la mozione di sfiducia. Questa deve essere motivata. Presentata da almeno 1/10 dei componenti discussa non prima di tre giorni dalla presentazione. Votata a maggioranza semplice per appello nominale e, nel caso di approvazione, il governo è costretto a dimettersi. Il governo è un organo costituzionale ed è previsto dagli articoli 92-96 della Costituzione. Nella costituzione al governo è dedicato il titolo terzo della parte seconda, più una serie di leggi a partire dal 1988, che hanno dato attuazione alle disposizioni costituzionali. Articolo 92 Il Governo della Repubblica è composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i Ministri. Articolo 93 Il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento nelle mani del Presidente della Repubblica. Articolo 95 Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei Ministri. I Ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei Ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri [ cfr. art. 89 ]. La legge provvede all'ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l'organizzazione dei Ministeri [ cfr. art. 97 c.1 ].
  3. DEL GOVERNO (ART. 95)
  4. Gli organi necessari del governo sono i ministri, il Consiglio dei ministri, il Presidente del Consiglio dei ministri. Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale, assicura l'unità e l'omogeneità del governo, promuove e coordina l'attività dei ministri, propone i ministri. Può proporre la questione di fiducia al Consiglio dei ministri, controfirma agli atti del Consiglio dei ministri, ha l'Alta direzione dei servizi di sicurezza, promuove e coordina l'azione del governo in materia di rapporti con il

Il diffondersi delle autorità amministrative indipendenti. L’amministrazione è diventata pluralistica, i centri amministrativi hanno diverse esigenze da soddisfare. Ai ministeri si affiancano altre figure come enti pubblici di vario tipo, agenzie etc. All’interno dei ministeri sono previsti numerosi organi consultivi. Inoltre, le amministrazioni pubbliche diverse da quelle stati hanno riconosciuti poteri di autoorganizzazione (legge cost. 3/2001). Il ministro è componente dell’organo collegiale governo e siede nel Consiglio dei ministri; è capo di un dicastero, chiamato a realizzare l’indirizzo politico del governo.

  1. LE AUTORITA’ INDIPENDENTI.
  2. Figure recenti hanno contribuito a rompere il modello monolitico, come l’INDIPENDENT REGULATORY COMMISSIONS:  Sono dedicate a settori Attinenti alle libertà economiche e alle libertà dell'informazione;  hanno compiti di regolazione di amministrazione e di controllo di interi settori prima affidati alle direzioni generali dei ministeri.  Posizione autonoma rispetto al governo e dal suo indirizzo politico.  Sono formate da personalità scelte con criteri che dovrebbero garantire autonomia e indipendenza di giudizio rispetto al potere politico.  Devono assicurare nei settori da esse curati, la necessaria imparzialità, nella ponderazione di tutti gli interessi coinvolti.  Non sono esplicitamente previsti dalla Costituzione. L'Indipendent Regulatory Commissions concilia la globalizzazione dei mercati e dello sviluppo tecnologico. Le autorità indipendenti sono terze rispetto agli operatori economici del settore. La nomina delle persone che formano le autorità indipendenti si basa sulla formula di intesa tra i due Presidenti delle camere. La legittimazione è basata sulla competenza tecnica. Hanno compiti di controllo ma non di decisione politica vera e propria. E spesso finiscono per seguire modelli operativi simili a quelli giurisdizionali. ESEMPIO PIU’ IMPORTANTE: AUTORITA’ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO – ANTITRUST Sanziona il potere economico abusivo, che è in grado di condizionare la vita dei singoli cittadini senza il loro consenso. Organo collegiale, costituito dal Presidente e da quattro membri nominati con intesa dai due Presidenti delle camere, tra persone di notoria indipendenza e competenza. Ha il compito di garantire il diritto di iniziativa economica, contro quei comportamenti delle imprese che producono una limitazione della concorrenza (tutela del mercato).

Può attivare un sistema di controllo previsto dalla legge e fare indagini su comportamenti delle imprese che operano sul mercato e hanno l'obbligo di presentare gli atti dalle autorità indipendenti, adottare delle diffide per sanzionare il comportamento. I comportamenti vietati dalla legge:  Intese restrittive della libertà di concorrenza;  Abuso di posizione dominante nel mercato;  Operazioni di concentrazione restrittiva della libertà di concorrenza. Come altre autorità abbiamo la commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB), che ha compiti di controllo e regolamentazione del mercato finanziario. L'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP).

  1. PRINCIPI COMUNI A TUTTE LE AMMINISTRAZIONI (PUBBLICHE E PRIVATE).
  2.  Il primo principio è il principio di legalità della pubblica amministrazione e la riserva di legge in materia di organizzazione. Non è espresso direttamente in Costituzione, ma può definirsi come la sottoposizione dell'amministrazione alla legge, nel senso che l'amministrazione può fare solo ciò che è prevista dalla legge e nel modo da esso indicato. L'attività del soggetto privato deve agire nell'ambito della legge, cioè deve rispettare i limiti posti della legge, ma nell'ambito di questi ultimi è libero di agire come crede. Per l'amministrazione, invece è la stessa legge che predetermina il modo in cui l'amministrazione deve agire. Per quanto concerne l'organizzazione degli uffici pubblici dell'articolo 97, la legge fissa pochi principi organizzativi e rinvia alle scelte più puntuali a regolamenti di organizzazione, in modo da assicurare la flessibilità delle strutture e l'adeguamento delle diverse esigenze che vanno di volta in volta emergendo.  Il secondo principio è il principio dell'imparzialità della pubblica amministrazione. È previsto esplicitamente dall'articolo 97 e vieta di effettuare discriminazioni tra soggetti non sorrette da alcun fondamento razionale perciò arbitrarie. L'imparzialità e la traduzione del principio di uguaglianza. L'amministrazione opera per il perseguimento degli obiettivi fissati dagli organi di governo e impone che nel perseguire tali obiettivi, l'amministrazione osservi la legge, operi una valutazione dei diversi interessi coinvolti nelle sue decisioni.  Il terzo principio è il principio del buon andamento della pubblica amministrazione. Si basa su tre punti, l'efficienza (la capacità di realizzare miglior rapporto tra mezzi impiegati e risultati conseguiti), l’efficacia (La capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati) e l'economicità (La capacità di ottenere il risultato con minime risorse).

attribuite ai comuni e che i comuni, le province e le città metropolitane sono titolari di funzioni proprie, oltre a quelle conferite loro con leggi statali o regionali.

  1. IL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO
  2. L'attività delle pubbliche amministrazioni è normalmente articolata in una serie di atti da loro connessi attraverso l’adozione di un provvedimento finale. Si articola in quattro fasi:  LA FASE DELL’INIZIATIVA ; si apre con l’istanza del soggetto interessato ad ottenere il provvedimento finale oppure dall’iniziativa della stessa amministrazione;  LA FASE ISTRUTTORIA O PREPARATORIA ; l’amministrazione procedente raccoglie tutti i dati e le informazioni necessarie in vista dell’adozione dell’atto finale;  LA FASE COSTITUTITVA O DELIBERATIVA ; consiste nell’adozione del provvedimento finale, secondo le modalità e le procedure previste per legge.  LA FASE INTEGRATIVA DELL’EFFICACIA ; il provvedimento per diventare produttivo di effetti giuridici deve essere seguito da qualche adempimento ulteriore. Una volta adottato l’atto finale si compiono tutti gli adempimenti previsti per consentirgli di dispiegare i propri effetti giuridici (determinati controlli o specifiche forme di pubblicità). Il provvedimento è perfetto dopo la sua adozione, ma diventa efficace solamente dopo il compimento di questi adempimenti previsti dalla legge. ITALIALEGGE GENERALE SU PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO N.241/ Stabilisce una serie di principi:
    1. Principio di legalità, ed opera sulla base dei criteri di economicità, efficacia e pubblicità.
    2. Il procedimento deve concludersi in tempi certi; l’amministrazione ha l’obbligo di stabilire il termine per l’emanazione dei provvedimenti. Se il termine non è stabilito, si applica il termine di legge di 90 giorni.
    3. Il provvedimento amministrativo deve essere motivato; deve contenere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisone dell’amministrazione.
    4. L’amministrazione ha il dovere di provvedere e quindi concludersi con un provvedimento espresso.
    5. Ogni procedimento deve avere un funzionario responsabile, dall’inizio alla fine.
    6. La partecipazione dei soggetti privati interessati, quindi comunicare l’avvio del procedimento ai destinatari del provvedimento finale.
    7. La semplificazione amministrativa comporta la ricerca della massima snellezza operativa della conclusione, in tempi certi e rapidi e della riduzione degli oneri imposte privati.

Tra le previsioni dirette a realizzare la semplificazione si possono citare le seguenti:  Quando la legge chiede che l'autorità procedente prima di adottare un provvedimento richiede un parere, la stessa autoritaria ha la facoltà di provvedere anche in mancanza di esso, qualora siano trascorsi 45 giorni dalla sua richiesta.  In tutti i casi in cui l'esercizio di un'attività sia subordinata ad autorizzazione, l'atto di consenso si intende sostituito da una denuncia di inizio attività da parte dell'interessato. L’amministrazione si limita a verificare la ricorrenza dei presupposti. Il privato denuncia l’inizio dell’attività e può dopo 30 giorni effettivamente avviarla.  Infine, abbiamo il silenzio-assenso, che opera quando sia trascorso un certo periodo di tempo dalla presentazione dell’istanza senza che l’amministrazione abbia adottato un provvedimento espresso. L’amministrazione potrà annullare l’atto di assenso illegittimamente formato.

  1. Ampia garanzia del diritto di accesso ai documenti amministrativi. Questo diritto viene riconosciuto a chiunque abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti. Per l’accesso agli atti c’è bisogno di una domanda motivata all’amministrazione che lo detiene.
  2. GLI ATTI AMMINISTRATIVI
  3. Le pubbliche amministrazioni producono atti amministrativi tipici assistiti cioè da un regime particolare.
  • MERI ATTI AMMINISTRATIVI: Non hanno rilevanza esterna, spesso atti di contestazione (certificati);
  • PROVVEDIMENTI: Atti amministrativi che producono effetti esterni e quindi influiscono sulle situazioni giuridiche dei soggetti cui sono destinati, creando nuovi diritti o doveri. Gli atti amministrativi sono emanati seguendo determinate procedure amministrative, quindi sono perfetti se emanati. A conclusione di un procedimento e diventano efficaci se non sono sottoposti a termini o a condizioni.
  1. ATTI INVALIDI: Atti perfetti ed efficaci possono tuttavia essere invalidi, vale a dire nulli o illegittimi.
  2. ATTI NULLI (INESISTENTI): L'atto è nullo per mancanza di un elemento essenziale. Atto privo di qualsiasi legittimazione a provvedere. Oggetto Inesistente o impossibile.
  3. ATTI ILLEGGITTIMI (ANNULLABILI): L'atto illegittimo si emanato in violazione dei principi e delle regole che disciplinano l'attività delle pubbliche amministrazioni. Gli atti amministrativi sono suddivisi in tre categorie.

 Il ricorso giurisdizionale; Strumento con il quale il privato impugna il provvedimento illegittimo di fronte al giudice, rivolgendosi quindi ad un organo terzo.  Tribunale amministrativi regionali, (TAR) ed in appello Consiglio di Stato.

  1. FORMA DI STATO E FORMA DI GOVERNO

26. Con l'espressione forma di Stato si intende il modo in cui si atteggia il rapporto fra

cittadini e il potere politico. Il rapporto fra governanti e governati, quindi I fini ultimi che si pone l'ordinamento. È quindi il rapporto che corre tra il potere politico e la società civile, nonché l’insieme dei principi e dei valori a cui lo Stato aspira la sua azione.

Con l'espressione forma di Governo si intendono i modi in cui il potere è distribuito tra

gli organi principali di uno Stato apparato, è l'insieme dei rapporti che intercorrono tra essi. Le due nozioni sono strettamente collegate, l'organizzazione del potere politico nell'ambito dello Stato è lo strumento tecnico predisposto per realizzare la finalità politica caratterizzante lo Stato. Tra le forme di Governo abbiamo:  PARLAMENTARE  NEOPARLAMENTARE  PRESIDENZIALE  DIRETTORIALE  SEMIPRESIDENZIALE Tra le forme di Stato abbiamo:  STATO ASSOLUTO (Forma di Stato moderno sviluppatasi verso la fine del Medioevo. Nasce in Europa tra il 400 e il 500. Tutto il potere pubblico era accentrato in capo al sovrano, ai suoi delegati (RE tutto il potere sovrano. Si considerava che la legittimazione del sovrano derivava da Dio e che la volontà del re era la fonte primaria, aveva efficacia di legge e non incontrava limiti legali. Rigida divisione in classi sociali, no uguaglianza.  ES. ASSOLUTISMO ILLUMINATO DI AUSTRIA E PRUSSIA).  STATO LIBERALE (Dalla crisi dello Stato assoluto, nasce lo Stato liberale tra la fine del 600 e la prima metà dell'Ottocento. Questa crisi fu dovuta soprattutto a ragioni finanziarie, a costi crescenti del suo funzionamento e un indebolimento della sua legittimazione politica, l’incapacità di far coesistere la sfera di decisione sovrana dello Stato con il riconoscimento di una sfera di libertà alle varie componenti di società.  ES. GLORIOSA RIVOLUZIONE DEL 1689 IN INGHILTERRA, RIVOLUZIONE FRANCEDE DEL 1789 IN FRANCCIA, DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA DEL 1776 DELL’AMERICA. POI GERMANIA ED ITALIA.

Le principali caratteristiche dello Stato liberale sono:

  1. il principio di libertà , garantita a tutte le persone, in quanto si riconoscevano a tutti i cittadini diritti di proprietà e di libertà (principio di eguaglianza) LIBERTÀ NEGATIVE: divieto per il potere politico di intervenire nella sfera privata.
  2. Lo stato di diritto, la tutela dei diritti è affidata alla legge. I diritti vengono garantiti da regole di diritto generali e astratte, ogni limitazione della sfera di libertà deve avvenire per mezzo della legge. Il principio di legalità e quindi uno dei tratti strutturali dello Stato liberale. L'attività dei pubblici poteri deve essere fondata su una breve autorizzazione legislativa.
  3. Il principio rappresentativo; la legge può svolgere la sua funzione garantistica solamente se viene formata dai rappresentanti della nazione o del popolo ai cui membri essa si applica e che provenga da soggetti che condividono la finalità di tutela delle libertà. Le assemblee legislative dello Stato liberale rappresentano l'intera nazione o l'intero popolo come entità complessiva, i rappresentanti vengono comunque eletti da un corpo elettorale assai ristretto (borghesia).
  4. Lo stato monoclasse ; la base sociale era ristretta ad una sola classe, il diritto di voto era riservato a coloro i quali possiedono un determinato censo, determinate capacità. La legislazione elettorale attribuisce il diritto di voto solamente cittadini ritenuti capaci e affidabili. In tutti gli Stati liberali vengono esclusi dall'elettorato attivo tutti coloro che hanno un livello di cultura e di reddito inferiore ad una certa soglia.  ES. LEGGE ELETTORARE DEL REGNO DI SARDEGNA, ETA’ MINIMA 25 ANNI, CENSO MINIMO 40 LIRE DI IMPOSTA ANNUA, NO ANALFABETI. I limiti di censo non si applicavano ad alcune categorie di persone, come impiegati, civili, funzionari e militari. STATO MONOCLASSE CON UNA BASE SOCIALE RISTRESSA E CIRCOSCRITTA ALLA BORGHESIA.)  STATO LIBERALDEMOCRATICO O DI DEMOCRAZIA PLURALISTA (Stato pluriclasse. Si comincia a delineare agli inizi del 900 e si afferma con l'estensione del suffragio universale maschile. Si fonda sul riconoscimento e la garanzia della pluralità dei gruppi, degli interessi, delle idee che possono confrontarsi nella società ed esprimere la loro voce nei parlamenti. Favorisce l'organizzazione dei cittadini in partiti politici ed in sindacati, al fine di meglio rappresentare e tutelare i ceti più deboli. L'elemento storico determinante di questo tipo di forma di Stato è culminato nel suffragio universale. Tre trasformazioni principali.
  5. Affermazione dei partiti di massa.
  6. Configurazione degli organi elettivi.
  7. Riconoscimento di diritti sociali nello Stato.)
  1. Si può parlare di Stato di fine Medioevo e inizio dell'era moderna, quando una popolazione sottomettendosi a un potere politico dà vita ad un ordinamento in grado di soddisfare i suoi interessi generali (sicurezza interna, giustizia etc.) In questo modo una popolazione diviene popolo, ovvero insieme di persone legate dal fatto di condividere tutte un'uguale cittadinanza e uguaglianza di diritti e doveri di fronte al governo sovrano. Gli elementi dello Stato sono:  Un popolo con un unico ordinamento costituzionale;  Un territorio non necessariamente contiguo;  Un governo sovrano.
  2. FORMA DI GOVERNO.
  3. Con l'espressione forma di governo si intendono i modi come, in un determinato ordinamento, viene distribuito, organizzato ed esercitato tra gli organi principali di uno Stato, il potere, nonché l'insieme dei rapporti che intercorrono tra essi. È il modo come, il potere di indirizzo politico è stato ripartito fra gli organi costituzionali. Il giurista si interessa dell'assetto strutturale formale della forma di governo, al regime giuridico della funzione di indirizzo politico, quindi alla disciplina giuridica della legittimazione degli organi e della modalità di esercizio del potere. Politico il contesto in cui opera tale assetto e il sistema politico. Nello Stato liberale, la separazione dei poteri è sancita dalla Costituzione.  Il potere legislativo consiste nel porre le leggi.  Il potere esecutivo consiste nell'applicare le leggi all'interno dello Stato.  Il potere giudiziario consiste nell'applicare la legge per risolvere una lite. Nello Stato liberale, appunto. Si voleva evitare la concentrazione del potere. Le prime teorizzazioni le abbiamo da Montesquieu nell’opera “Lo spirito delle leggi” e Locke.
  4. LE FORME DI GOVERNO NEL PASSATO.
  5. Il primo modello di forma di governo si ha con la monarchia inglese del 600’, 700’, a seguito della rivoluzione gloriosa. Si passa dalla monarchia assoluta alla monarchia costituzionale. Questa si afferma più tardi nell'Europa continentale dopo la Rivoluzione francese del 1789. Le prime monarchie costituzionali sono state:  le costituzioni francesi  lo statuto albertino  la Costituzione prussiana  la costituzione dell'impero tedesco.

LA MONARCHIA COSTITUZIONALE si caratterizzava per la netta separazione dei poteri tra re e il Parlamento (equilibrio), titolari rispettivamente dei poteri esecutivo e legislativo. Non esisteva alcun tipo di accordo fra i due centri del potere, anche se il re restava titolare di prerogative scaturite dalla sua collocazione al vertice dello Stato, come ad esempio sanzionare le leggi approvate dal Parlamento. GOVERNO PARLAMENTARE seconda metà del 700’, 800’ La monarchia costituzionale si è gradualmente trasformata verso un governo parlamentare. Questa si è affermato perché tra Re e Parlamento si è introdotto un terzo organo, cioè il governo o il gabinetto, legato da un rapporto di fiducia con il Parlamento che poteva costringerlo alle dimissioni votando la sfiducia. Emerge la figura del Primo Ministro all'interno del governo, di sua onestà emergono basi per l'Istituto del rapporto fiduciario, la Camera dei Comuni si organizza in due parti contrapposte, frazione prima, partiti poi. Sostenitori ed avversari del governo di Sua Maestà. Il vero detentore del potere politico diventa il Primo Ministro, col potere di Sciogliere la Camera dei comuni e di indire nuove elezioni. PARLAMENTARISMO DUALISTA. Si sviluppa nel continente europeo. Origini francesi nella Costituzione del 1830 con Luigi Filippo d'Orléans. Caratterizzata da un dualismo mercato, il governo risponde sia al re e sia al Parlamento, si afferma anche in Italia. GOVERNO PRESIDENZIALE. Nasce in America, governo delineato dalla costituzione di Filadelfia del 1781 e ispirato al modello inglese. Al posto del re si pensava di fare eleggere un presidente. Attuazione del principio della separazione dei rapporti fra il Presidente e il Congresso, il Presidente non può mandare a casa Congresso il Congresso non può votare la sfiducia tranne in caso di impeachment.

  1. FORME DI GOVERNO NEL MONDO MODERNO
  2. Le forme di governo sono condizionate dal sistema politico e dalla cultura politica di ciascuna comunità. Le tipologie di forme di governo sono:  FORMA DI GOV. PRESIDENZIALE (titolare del potere esecutivo in prima persona, il Presidente, insieme capo dello Stato e capo del governo. Il modello di riferimento è quello degli Stati Uniti d'America del 1787, sia una direzione monocratica. Il Presidente è scelto direttamente dal corpo elettorale. Il corpo elettorale legge anche il Parlamento (Congresso). Vige il regime della separazione dei poteri il Parlamento non può sfiduciare il Presidente, il Presidente non può sciogliere le assemblee. Due organi convivono fino alla conclusione del proprio mandato. Unico modo di liberazione e l'impeachment o la messa in stato d'accusa. Il Presidente ha potere di veto sulle leggi del Congresso, può esercitare potere di nomina solamente con parere favorevole del Senato. Possibilità di governo diviso, non conosce governo di partito, i singoli parlamentari godono di un'autonomia notevole.).