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Saggio libro "Outsiders" Becker, Sintesi del corso di Sociologia della Devianza e della Criminalità

Saggio di un capitolo (3°) a scelta, assegnato dal professor Longo per il laboratorio sui classici della devianza

Tipologia: Sintesi del corso

2022/2023

In vendita dal 10/05/2023

gio167
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Capitolo 3º: come si diventa consumatori di
marijuana
La ricerca riportata in questo capitolo consiste nella carriera del
consumatore di marijuana: si va ad osservare lesperienza fisica
dellindividuo, psicologica e le sequenze di modificazioni di atteggiamento
e di esperienze che conducono allutilizzo di marijuana con lo scopo di
ottenere piacere da tali esperienze.
Per sviluppare e dimostrare le ipotesi sulluso della marijuana sono state
condotte 50 interviste con dei consumatori, abituali o alle prime armi, i
quali erano musicisti o persone con professioni diverse: operai, tecnici,
professionisti.
Le interviste erano localizzate sulla storia dellesperienza personale,
cercando di individuare i principali mutamenti di atteggiamento nei
confronti della sostanza e nel modo di usarla, comprendendo
successivamente le ragioni di tali mutamenti.
Il fenomeno del consumo di marijuana ha ricevuto grande attenzione in
modo particolare da psichiatri e rappresentanti della legge e le ricerche fatte
centrano il loro interesse sulla domanda: Perché lo fanno? e i tentativi
per fornire una risposta a questo quesito si basano ampiamente su questa
premessa: la presenza di un tipo di comportamento in un individuo può
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Capitolo 3º: “come si diventa consumatori di

marijuana”

La ricerca riportata in questo capitolo consiste nella “carriera” del consumatore di marijuana: si va ad osservare l’esperienza fisica dell’individuo, psicologica e le sequenze di modificazioni di atteggiamento e di esperienze che conducono all’utilizzo di marijuana con lo scopo di ottenere piacere da tali esperienze. Per sviluppare e dimostrare le ipotesi sull’uso della marijuana sono state condotte 50 interviste con dei consumatori, abituali o alle prime armi, i quali erano musicisti o persone con professioni diverse: operai, tecnici, professionisti. Le interviste erano localizzate sulla storia dell’esperienza personale, cercando di individuare i principali mutamenti di atteggiamento nei confronti della sostanza e nel modo di usarla, comprendendo successivamente le ragioni di tali mutamenti. Il fenomeno del consumo di marijuana ha ricevuto grande attenzione in modo particolare da psichiatri e rappresentanti della legge e le ricerche fatte c’entrano il loro interesse sulla domanda: “Perché lo fanno?” e i tentativi per fornire una risposta a questo quesito si basano ampiamente su questa premessa: la presenza di un tipo di comportamento in un individuo può

essere spiegata meglio come il risultato di determinate caratteristiche che lo predispongono o lo morivano ad assumere quel comportamento; nel caso specifico della marijuana, generalmente si tratta di caratteristiche psicologiche: un bisogno di fantasia e di fuga, dai problemi psicologici che il soggetto in questione non è in grado di affrontare. L’uso di marijuana è funzione della concezione che la persona ha della marijuana, e questa concezione di sviluppa al crescere dell’esperienza dell’individuo con la droga. Il modo di formulare il problema, esponendolo come - utilizzo di una droga “per piacere”- richiede una spiegazione che consiste nella precisazione che la marijuana a differenza di altre droghe, alcool o oppiacei, non produce assuefazione; il consumatore non è soggetto a crisi d’astinenza in caso di sospensione né dimostra un bisogno incontrollabile di droga. La modalità d’uso più frequente potrebbe essere definita “ricreativa”: un tipo di modalità d’uso relativamente casuale se rapportato a quello dei consumatori di droghe che danno dipendenza. Un individuo può essere un fumatore per un lungo periodo e rinunciare poi volontariamente alla droga senza provare un desiderio insaziabile o sintomi di astinenza; il fumatore in caso di non assunzione della droga non mostra apparentemente alcun segno di frustrazione e viene considerato molto significativo questo punto perché si oppone completamente all’esperienza di consumatori di cocaina, eroina o altre droghe.

La tecnica dalle varie interviste consiste nell’ inspirare, mandare giù il fumo in profondità e trattenerlo più possibile: finché non si sente la necessità di espellerlo. Se non succede nulla, è chiaro che chi ne fa uso non potrà convincersi che la droga possa produrre piacere e non ne continuerà l’uso. Tale cambiamento, in genere, è il risultato della partecipazione della persona a gruppi nei quali si fa uso di marijuana e in questi gruppi l’individuo apprende il sistema corretto per fumare droga e ciò può avvenire in maniera diretta o indiretta (attraverso l’osservazione e l’imitazione). Nonostante l’apprendimento della tecnica corretta per fumare però il principiante può non “sballare” e per questa ragione è fondamentale la spiegazione della fase successiva per diventare un consumatore di marijuana: non è sufficiente la presenza degli effetti causati dalla droga, essi devono anche essere necessariamente riconosciuti e collegati all’uso della sostanza; in caso contrario egli riterrà la droga incapace di produrgli effetti è di conseguenza non ne continuano l’uso. Tuttavia è tipico che il principiante sia convinto che la droga alla fine gli produrrà qualche nuova esperienza e di conseguenza persevererà nei suoi tentativi fino a che non li otterrà. Di essenziale rilevanza in questo passaggio è l’interazione con altri fumatori che rendono possibile questa consapevolezza, trasformando i

consumatori più abituali in “conoscitori” che come gli esperti di vini pregiati, essi sanno riconoscere dove sia stata coltivata una pianta e in quale periodo dell’anno è stata raccolta, nonostante sia generalmente impossibile verificare la veridicità di tali affermazioni. Un altro passo è necessario affinché il fumatore che ha imparato a “sballare” continui a usare la droga: deve imparare a trarre piacere da quegli effetti che ha appena imparato a percepire, concependoli come positivi: il consumatore prova un senso di vertigine, sete smisurata, fame incontrollata, perdita di senso del tempo e delle distanze, e in aggiunta l’ingenua interpretazione che il principiante può dare di ciò che gli sta accadendo, può ulteriormente confonderlo e spaventarlo, particolarmente se crede, come a molti capita, di stare per impazzire… sono piacevoli tali sensazioni? Per continuare a fare uso di marijuana l’individuo deve decidere che lo sono, nonostante queste prime tipiche esperienze di paura e incertezza, il principiante deve imparare a ridefinire le situazioni come piacevoli, in caso contrario tenderà a evitare lo sballo. Tale ridefinizione avviene in genere nell’interazione con consumatori più esperti che, in modi diversi, insegnano al principiante a trarre piacere da questa esperienza che all’inizio era stata così orribile. Essi possono rassicurarlo minimizzando l’importanza delle sensazioni sgradevoli e spiegandone il carattere temporaneo, richiamando allo stesso tempo la sua attenzione sugli aspetti più piacevoli.