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sanità tratta dal libro paolo bosi corso di scienza delle finanze 2015
Tipologia: Dispense
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La spesa per il welfare state - Sanità
Le ragioni dell’intervento pubblico
a) Aspetti legati ai fallimenti di mercato (efficienza)
a.1 Ai servizi alla salute sono associabili forti esternalità positive
a.2 Gli individui hanno una informazione imperfetta sul loro stato di salute e rischierebbero di commettere errori
a.3 "experience goods?. La regolamentazione pubblica può offrire un aiuto nella valutazione, attraverso l’introduzione di varie regole (es. garanzie sul livello professionale di chi cura, attraverso l’esame di stato, l’iscrizione all’albo, ecc.)
a.4 Molti degli eventi previsti dalla sanità pubblica sarebbero erogabili attraverso una assicurazione privata. Ma problemi di "razionalità"; vincoli finanziari Inoltre ci sono problemi di moral hazard (medico e paziente tenderanno al sovra consumo) e di adverse selection.
a.5 Una efficace offerta di servizi sanitari richiede una distribuzione molto diffusa su tutto il territorio nazionale di presidi sanitari. Ma se questo fosse lasciato ai privati, ci sarebbero forti probabilità di assenza di mercato
Le ragioni dell’intervento pubblico
b)Motivazioni che si richiamano all’equità
In particolare si richiamano ai principi dell’egualitarismo specifico (il diritto all’assicurazione contro la malattia appartiene alla sfera dei diritti primari, il cui soddisfacimento non può per ragioni etiche essere sottoposto ai criteri che regolano lo scambio del mercato privato).
La tutela pubblica deve perciò essere universale
Modelli di organizzazione dei servizi sanitari - modello MISTO
gli "attori" sono:
Modelli di organizzazione dei servizi sanitari - modello MISTO
Quando si valuta un modello misto è importante considerare:
I quasi mercati: più concorrenza nello Stato
Fino alla fine degli anni ’80, fra i modelli organizzativi europei prevaleva quello contrattuale, con una certa accentuazione di un’offerta realizzata da strutture pubbliche integrate
Nel corso degli anni ’90, sulla base dell’esperienza olandese (1989) e del governo conservatore inglese (1991), sono stati introdotti nuovi modelli organizzativi della sanità denominati ”quasi mercati” o ”mercati interni”
Obiettivi:
I quasi mercati: più concorrenza nello Stato
Il modello dei ”quasi mercati” può essere applicato in modo più o meno avanzato.
Italia: è stato prudentemente ancorato al modello pubblico e non prevede il meccanismo dei vouchers. I cittadini restano iscritti ad un sistema sanitario pubblico, ma lo Stato (o organismi ad esso collegati, come le ASL), svolge la funzione di contrattazione nei confronti delle istituzioni pubbliche e private, che offrono servizi in un contesto competitivo
Aspetti negativi dell’esperienza dei "quasi mercati": a) Ci sono forti pericoli di cream-skimming, cioè che le strutture si accaparrino i servizi più profittevoli b) Risulta complesso offrire una pluralità di strutture su tutto il territorio c) Lo stato deve comunque svolgere compiti complessi di regolamentazione d) I risparmi di spesa realizzati con questo modello non sono sensibili. In alcuni casi la spesa sembra aumentata, soprattutto per l’aumento dei costi amministrativi.
Il sistema sanitario italiano, storia
Il FSN è allocato alle Regioni in base a vari parametri (non solo la popolazione)
Le Regioni allocano le risorse del Fondo alle ASL
Il sistema sanitario italiano, storia
Rafforzato il modello "integrato": le strutture per poter operare nel SSN devono ottenere dalla Regione: l’autorizzazione, l’accreditamento, il contratto
Importanza del contratto: varie clausole tra cui i corrispettivi: sono fissati in base a tariffe, sono pagati dopo verifiche a consuntivo sui risultati raggiunti e sulle attività effettivamente svolte.
Il sistema sanitario italiano, storia
d.lgs n. 56/2000...
Per i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) è assicurato un finanziamento pubblico, costituito da entrate che si realizzano a livello regionale (IRAP, addizionale IRPEF, compartecipazione all’IVA, accise sulla benzina, altre entrate proprie) (LEA: diritti esigibili all’assistenza sanitaria degli individui (non solo italiani) che devono essere assicurati in ciascuna regione)
Altre spese (che derivano da accordi internazionali, o per finanziare alcuni enti particolari del SSN) sono coperte da risorse statali che stanno in un residuo FSN
Fondo perequativo nazionale: per evitare che alcune regioni si trovino nell’impossibilità di finanziare il fabbisogno sanitario. Alimentato con: parte del gettito della compartecipazione all’IVA, utilizzata per realizzare gli obiettivi di solidarietà interregionale (problemi)
Il sistema sanitario italiano, storia
d.lgs n. 56/2000...
Regioni a Statuto speciale: a) Con la riforma del 2000, è stato stabilito che le regioni a statuto speciale: Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, provincia di Bolzano, Provincia di Trento, provvedono al finanziamento dell’assistenza sanitaria senza alcun apporto a carico dello Stato, autonomia tributaria (legge 449/1997)
b) la Sardegna ha continuato a fruire del concorso statale al finanziamento di una quota della spesa regionale per la sanità, ma con la legge n. 296/2006 si è assunta il trasferimento integrale della spesa sanitaria regionale a carico del bilancio regionale
c) la Sicilia invece ha continuato a dipendere dai finanziamenti statali e anche dopo la legge 296/2006 dipende ancora per il finanziamento di oltre la metà della spesa sanitaria, dal finanziamento dello Stato, che proviene dal residuo Fondo Sanitario Nazionale.
Spesa sanitaria/pil (tutti i finanziamenti, fornitori, servizi)
Spesa sanitaria/pro capite (tutti i finanziamenti, fornitori, servizi, constant prices and PPP)