



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Una guida dettagliata sulle procedure di igiene e cura del paziente, con particolare attenzione alle tecniche di lavaggio e alla gestione del materasso. Vengono illustrate le diverse fasi di preparazione, esecuzione e riordino delle procedure, con esempi pratici e consigli utili per garantire la sicurezza e il benessere del paziente.
Tipologia: Dispense
1 / 6
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Le indicazioni delle cure igieniche sono pratiche quotidiani per ogni malato non esistono controindicazioni ma la cosa importante è che possiamo distinguere le cure igieniche imparziali o totali. Che cosa vuol dire? Parziali andiamo a lavare soltanto porzioni del corpo umano alcune porzioni del corpo e vedremo quali e come, totali invece andiamo a fare un bagno in vasca un bagno a letto o doccia, bagno a letto nel vero senso della parola perché il bagno che noi andremo a fare al paziente allettato nel letto prevede l'utilizzo di acqua vera non di acqua finta (salviette umide) - che possono essere utili e vantaggiose in viaggio quando abbiamo un bambino neonato e quindi dobbiamo pulire il sederino e allora va bene ma non per lavare il paziente un corpo umano no, allora la cosa importante che deve essere ben chiara per tutti quanti voi non soltanto per le procedure che andremo a vedere o che vedrete con me ma anche per tutte le procedure che vedrete con altri miei colleghi nell'arco di questi tre lunghi anni perché ogni qualvolta andrete a fare una procedura è necessario e obbligatorio preparare, eseguire e riordinare, adesso vediamo che cosa vuol dire quindi questa diapositiva va bene per tutte le procedure che andremo a vedere, che cosa significa preparare il paziente? significa metterlo nella posizione giusta e quindi a seconda della procedura che dovrò fare saprò qual è la posizione che dovrò fare assumere al paziente, lo informo che abbiamo detto prima perché è importante informarlo, è un diritto del paziente collabora di più, e quindi vado a porlo nelle condizioni di poter eseguire al meglio quella procedura che sto per fare, preparare il materiale vuol dire andare a preparare tutto l'occorrente che mi servirà per poter fare quella procedura evitando così dimenticanze e quindi viaggi inutili tra la medicheria e il letto del paziente, tutti i percorsi e chilometri inutili che voi andrete a fare nell'arco delle della giornata saranno veri e propri chilometri, avreste potuto risparmiarveli e quindi andare a preparare tutto quello che mi servirà, preparare l'ambiente vuol dire allontanare parenti se sono presenti nella stanza per garantire la privacy eccetera, chiudere le finestre sono aperte e stiamo in inverno anche perché dobbiamo scoprire il paziente e quindi potrebbe risentire dei correnti d'aria eccetera eccetera, illuminare l'ambiente se appunto la procedura che sto per eseguire necessita di una luce intensa per permettermi di eseguirla correttamente nel modo più giusto e garantire la privacy se stiamo in una stanza di due o quattro posti letto e non ho la possibilità di far uscire gli altri tre pazienti verrò delle tende se ci sono oppure dei paraventi per poter eseguire la procedura su quel paziente, eseguo e quindi andremo a vedere le varie procedure che andremo a fare, al termine della dell'esecuzione vado a riordinare, che cosa? il paziente; lo rimetto nella posizione o in una posizione che lui preferisce che appunto aveva prima o un'altra più comoda di quella che abbiamo utilizzato per eseguire la procedura e lo rivesto se l'abbiamo spogliato insomma ripongo il paziente nel modo più comodo per lui. Riordinare il materiale vuol dire andare a disinfettare sterilizzare il materiale per poi riporlo all'interno dei contenitori, armadi, cassettiere che noi abbiamo all'interno del reparto in cui stiamo lavorando e qui vorrei aprire una parentesi perché se siete fortunati perché avrete modo di lavorare con materiale monouso e quindi non sarà necessario per molti dei materiali che utilizzerete disinfettarlo o sterilizzarli affinché possano essere riutilizzati successivamente, vanno buttati gettati via per cui non abbiamo più bisogno di lavorare su quel materiale, però esistono dei materiali che invece possono essere o devono essere utilizzati per cui vedremo in maniera più approfondita come si disinfettano o come si sterilizzano a seconda dell’uso che si deve fare di quel materiale ma, quello su cui vorrei attirare la vostra attenzione è anche la conservazione del materiale per cui il materiale deve essere riposto sempre nello stesso posto dopo che ci siamo accordati qual è il posto migliore di quel materiale perché se stiamo parlando di una padella o di un oggetto particolare di rilevanza, cambiarli posto non comporta grossi disagi e pericoli, ma se stiamo parlando di un laringoscopio, il laringoscopio è quello strumento che è composto da un manico e dalla lama che si apre e si illumina che l'anestesista usa per intubare il paziente, far mettere in evidenza la laringe e quindi la trachea e inserire il tubo endotracheale per poter ventilare e quindi far respirare il paziente (processo che faà
solo l’anestesista, il medico), quindi se laringoscopio decido oggi di metterlo in un altro armadio perché lì dove stava non mi piaceva, la volta successiva si verifica di nuovo un evento servente l'utilizzo della laringoscopio, arriva la collega che sapeva essere in un determinato armadio non lo trova, dice oddio adesso dove sta c'è n'è uno dello laringoscopio in reparto e non 3000, per cui dice adesso che faccio? vado alla ricerca dello laringoscopio perduto e il paziente non respira eh quindi il paziente viene trasferito a villa celeste e noi ancora stiamo cercando laringoscopio, quindi questo per dirvi, adesso per scherzare un pochino, ma per dirvi che gli oggetti soprattutto quelli importanti che appunto possono provocare seri problemi devono essere riposti sempre nello stesso posto oppure vogliamo cambiarlo il posto? lo decidiamo tutti insieme. Riordinare l'ambiente vuol dire appunto aprire le finestre se necessario far rientrare i parenti se sono nell’orario di visita, richiudere le tapparelle se necessario eccetera eccetera, riportare l'ambiente com'era prima. ma andiamo a vedere un attimo cosa fare, ma anche qui ripeto vedremo soltanto le parti più specifiche perché primo tutte queste procedure che stiamo per vedere le trovate in qualunque testo di infermieristica quindi con tutto il materiale che serve eccetera eccetera, noi andremo a vedere soltanto alcuni aspetti a mio parere importanti: Lavare il capo di un paziente , cosa che è molto difficile da vedere perché in genere un paziente che è ricoverato insomma non è che stiamo a badare a guardare se ha la messa in piega o no, se è una donna o se ha la tinta oppure no, ma se stiamo parlando di un paziente che ha subito un incidente stradale politraumatizzato, arrivato in pronto soccorso con la testa fracassata per cui ha avuto la necessità di suture sul cuoio capelluto, sangue che è sta dappertutto, i capelli imbrattati di sangue, a quel paziente una volta che le condizioni si sono stabilizzate magari quel sangue glielo vogliamo togliere oppure no? per cui fare un lavaggio del capo non vedo che ci siano tutte queste difficoltà, allora come si fa per poter eseguire uno shampoo per intenderci? Bene, il letto che abbiamo visto l'altra volta la testiera e la peghiera si tolgono, si estraggono eh quindi lascia la possibilità all'operatore di lavorare dietro al letto spostando il paziente un po dal muro e quindi qui c’è la testa del paziente, o si spinge la testa al corpo del paziente facendo in modo che la testa non porgi sul letto togliendo il cuscino, ovviamente ma qui c'è la necessità di avere un'altra persona che sostiene la testa, oppure si può mantenere anche sul letto del paziente senza cuscino, dice ma l'acqua che uso come facciamo a lavare la testa? quindi dobbiamo avere una struttura che ci permette di utilizzarla. Allora vi racconto questo aneddoto che forse vi fa capire cosa si può fare anche senza avere strumenti, io insegno in Albania da 25 anni e vi posso garantire che 25 anni fa la situazione era drammatica in Albania, non c'era acqua, non c'era luce, non c'erano condizioni simili a quelle che noi siamo abituati a vedere nostre realtà ospedaliere, un giorno la sede della scuola, la prima sede della scuola era in cittadina al centro dell'albania dove c'era una casa gestita da suore dove c'era la scuola e il convitto, le ragazze dormivano lì quindi studiavano e dormivano lì, un pomeriggio vedo un gruppo di studentesse che parlavano con la suora in maniera piuttosto animata quindi mi sono avvicinato e ho detto che succede? allora le ragazze mi dicono ieri in reparto abbiamo una donna che ha tentato il suicidio si è buttata su binari, il treno l’ha presa e gli hanno dovuto amputare le gambe e abbiamo fatto il bagno al letto alla signora però non siamo riusciti a lavargli la testa, allora ho detto vengo io così ti do una mano io, andiamo in ospedale, dice la ragazza bisogna prendere l'acqua calda perché in ospedale non c'era l'acqua calda per cui abbiamo caricato le taniche, due grosse taniche con l'acqua calda le ho caricate sulla jeep e siamo andati in ospedale, arrivati in ospedale però munito dico non c'è l'acqua figuriamoci come possiamo trovare la situazione, ho preso una traversa una cerata che voi sapete ora che cos'è la cerata, ho preso la cerata, ho preso del cotone molto cotone poi arrivati sul luogo in reparto ho disposto la cerata sul letto, ho fatto dei rotoli di cotone e ho arrotolato i quattro lati della traversa comprendendo anche gli angoli tranne uno lasciandolo libero quindi l'ho girata e quindi questi
compreso i guanti che uso tra un occhio e l'altro perché uno dei due occhi è infetto e poi vado a lavare l'altro occhio infetto perché se facessi il contrario rischiare di portare l'infezione da un occhio all'altro. Il naso quali situazioni specifiche nei confronti di un naso? Soprattutto in quello in cui passa un sondino nasogastrico che è un tubo, una sonda viene introdotto in una delle due radici fino ad arrivare l'esofago e quindi nello stomaco che studierete il prossimo anno. Cosa fa? È un corpo estraneo e quindi il naso non lo vede come proprio e allora incomincia a secernere delle secrezioni, già il naso lo fa per sua natura, stiamo sempre parlando di quel paziente che non riusciva ad abbassare l'occhio quindi immaginate anche nel naso cosa può succedere io sono autonomo mi soffio il naso e sento qualcosa che non va quello non lo può fare e allora cosa devo fare sempre con il solito codon fioc questa volta un po' più piccolo, vado ad immergerlo nella soluzione fisiologica lo inserisco nella radice movimenti rotatori e cerco di far fuori tutte le secrezioni, se non ho il coton fioc usiamo sempre quelle famose pinze, la galzina arrotolata senza fare in modo che diventi di dimensioni enormi. Sul sondino che cosa faccio? Il sondino nasogastrico a differenza del catetere vescicale che ha un sistema di ancoraggio, che poi vedrete nel secondo semestre, il sondino non c'è l'ha e quindi facilmente può essere tirato fuori, quindi per ovviare a questo inconveniente che cosa si fa? Si prende un cerotto semplice si fa molto sottile si fa girare intorno al sondino e poi un'ala del cerotto viene messa sulla narice, l'altra ala viene messa sull'altra narice come a formare una sorta di farfalla poi, per avere ancora maggior certezza che non venga portata via il sordino viene fatto passare sull’ orecchio, fissato con un altro cerotto in modo tale che è più stabile possibile ma comunque non ci assicura che il paziente non riesca a portarlo via. Tornando all'igiene del naso che cosa devo fare? Devo togliere il cerotto devo estrarre leggermente 2 cm il sondino non di più altrimenti usciamo dallo stomaco e in pratica vado a pulire non solo l'interno della radice ma anche l'esterno del sondino perché su quel sondino vedrete che abbiamo una sorta di pellicola, secrezioni, che si sono attaccate sulla parete esterna del sondino stesso quindi vado a pulire anche il sondino, fatto questo, lo rintroduciamo per quei 2 cm che lo avevamo estratto e le mettiamo un cerotto nuovo col sistema che abbiamo visto prima. Del materiale vedete anche la benzina che non serve per dar fuoco al paziente ma servirà per poter andare a togliere quei depositi di colla che sono presenti sulla narice del paziente sull'ala del naso perché il cerotto è fatto di colla ed è per cui una volta tolto potremmo avere dei depositi di colla. Uno degli altri problemi che potremmo andare incontro o che potrebbe andare incontro il paziente portatore di sondino nasogastrico è l'ulcera da degubito sulla narice perché il sondino spinge sempre sullo stesso punto, non lo laviamo, il soldino spinge su quel punto della narice provocando una vera e propria lesione per cui nel momento in cui vado a lavare il naso e vado a lavare il sondino quando vado a rifissare devo fare in modo che la posizione cambi non sia la stessa di prima per evitare che il punto di appoggio sia sempre lo stesso. DOMANDA: anche per i pazienti con l'ossigeno? No, quelli con l'ossigeno sono molto sottili che in pratica sono corti non entrano completamente nel naso ma si limitano all'entrata della narice quindi questo non è un problema. DOMANDA: ogni quanto si fa una cosa del genere? Si fa quotidianamente, sul paziente in coma si fa tutti i giorni. Il cavo orale quindi le arcate dentali anche qui anatomia il dente è composto da tre parti parte esterna che vediamo corona, la parte interna che non vediamo radice, colletto tra la corona e la radice, colletto gengivale. Se noi andiamo a lavare i denti in questo modo portiamo la placca e tutti i batteri presenti sulla superficie esterna ed interna dentro al colletto e quindi in caso di paziente con la leucemia questo comporterebbe grosse problematiche. Dunque, il movimento corretto per
lavare bene i denti e il movimento circolare oppure dall'alto verso il basso dell'arcata superiore e dal basso verso l'alto per l'arcata inferiore sia per quello che riguarda la parte esterna sia la parte interna. Nel caso in cui non abbiamo uno spazzolino il paziente è stato portato in ospedale a seguito di un incidente non abbiamo un familiare che è avvenuto perché non ha nessuno, cosa si fa non gli laviamo i denti? Prendiamo la bassa lingua quella spatolina di legno sopra la spatolina mettiamo la solita galzina e andiamo a fare quel movimento che abbiamo detto prima. Attenzione se stiamo di fronte a quel paziente in coma vi suggerirei di non mettere le dita nella bocca del paziente perché rischiate che da 10 dita ve ne ritroviate 9 perché l'istinto del paziente porta a serrare le due arcate quindi mettete sempre un qualcosa che faccia spessore se vi è la necessità oppure utilizzate sempre la bassi lingua o esistono degli apribocca. Sempre nel caso di paziente in coma e quindi di un paziente che si trova in una posizione supina e se io entro nella bocca con l'acqua quel paziente potrebbe inalarla Perché va nella trachea anziché andare nell'esofago se mai dovesse scendere e dunque la posizione importante se ho la possibilità di metterlo in una posizione seduta lo metto altrimenti se non la ho cerco di metterla in una posizione laterale e se non ho nemmeno quella cerco di mettere in una posizione supina con testa girata oppure se abbiamo la fortuna di lavorare in un reparto tipo la rianimazione abbiamo l'aspiratore per cui entra l'acqua ma contemporaneamente la aspiro come del resto accade dal dentista. Igiene personale (zona pene anale) organo genitale esterno: questo deve essere fatto tutti i giorni in caso di urina nelle donne con ciclo mestruale ancor di più eccetera eccetera, qual è il materiale che noi utilizziamo? Lo trovate in un qualunque testo che voi sceglierete userete ma quello su cui voglio prestare attenzione è il carrello a due piani quale andiamo a mettere tutto ciò che serve per eseguire le cure igieniche e poi per cambiare anche il letto se c'è la necessità, perché il carrello a due piani? Ve lo dico dopo. Cosa devo fare? Esistono anche qui le regole ben precise che cambiano a seconda del sesso della persona che stiamo assistendo allora il principio generale è quello di evitare contaminazione della vescica e dell'uretra. L'uretra è quel tubicino che porta l'urina dalla vescica verso l'esterno. Parliamo di una donna dell'organo genitale femminile abbiamo l'uretra e poi sotto c'è la vagina e poi sotto ancora c'è l'ano, allora qual è il movimento che io devo fare nel momento in cui vado ad eseguire le cure igieniche dell'organo genitale esterno di una donna? fare dei movimenti che vanno dalla zona più pulita verso la zona più sporca, la zona più pulita è la zona vicina all'uretra per poi scendere vagina destra e sinistra e poi scendere nell'ano e buttare vie quel tampone, prendere un altro e fare lo stesso movimento dall'alto verso il basso perché se io facessi il contrario iniziassi dall’ano per arrivare all'uretra, trasporterei tutti i microrganismi provenienti dal retto e dall'intestino gli enterococchi verso l'uretra gli enterococchi sono dei microorganismi stanno buoni buoni se rimangono nell'intestino ma impazziscono se vanno a finire nella vescica e quindi io devo evitare di mandarceli e soprattutto in una donna perché l'uretra di una donna è più corta rispetto ad un uomo e perché la donna non ha la prostata cosa che invece hanno gli uomini e questo da una parte è un bene perché produce delle secrezioni che vanno ad uccidere micro organismi nel momento in cui potrebbero entrare da una parte ho un male perché passati cinquant'anni in genere la prostata si ingrandisce può andare incontro ad anomalie oncologiche per cui in quel caso non è vantaggioso. La posizione che faccio assumere alla donna e la posizione ginecologica mettendo sotto la padella facendo in modo che con acqua andiamo ad eseguire queste procedure, dell'uomo invece la posizione supina ma anche qui iniziamo dall'uretra quindi all'apice del glande facendo dei movimenti rotatori si scende sullo scroto fino ad arrivare all'ano buttare il tampone e ripetere la procedura dall'alto verso il basso, facendo in questo modo noi andiamo a ridurre quanto più possibile la contaminazione dell'apparato urinario e quindi dell'uretra, vescica, ureteria, i reni.