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Igiene del Paziente, Dispense di Infermieristica

Igiene del paziente per infermieristica, procedura completa delle principali pratiche di igiene

Tipologia: Dispense

2020/2021

In vendita dal 13/05/2022

Vle.01
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IGIENE DEL PAZIENTE
Cura della propria persona è la capacità di una persona di compiere autonomamente le funzioni che
permettono il soddisfacimento dei propri bisogni personali primari.
L’igiene personale: sono tutte quelle misure per la pulizia personale che promuovono il benessere fisico e
psichico.
Gli interventi infermieristici che mirano a soddisfare il bisogno di pulizia e ordine del malato, hanno come
obiettivi:
Valutare quotidianamente lo stato psicofisico
Evitare l’insorgenza di cattivi odori
Favorire la sensazione di benessere
Impedire l’insorgenza di danni all’integrità cutanea e il conseguente rischio di infezioni
Migliorare l’aspetto del malato e mantenere la stima di sé
Favorire l’acquisizione della sicurezza nei rapporti sociali
Favorire il ruolo terapeutico del rilassamento e della circolazione sanguigna attraverso il massaggio
Valutare le condizioni della pelle, del grado di mobilità e di autosufficienza del malato
Verificare lo stato mentale del malato e facilitare la comunicazione
Necessità e funzioni dell’igiene personale
Pelle: Prima barriera di difesa dell’organismo, mantenerla pulita ed integra è importante per la salute
di tutto il corpo
Igiene Personale:
o Accresce la comodità, facilita il riposo, rilassa la tensione muscolare e migliora la circolazione
periferica fa diminuire i rischi di infezione in quanto elimina i microorganismi e le secrezioni
ed escrezioni corporee.
o Aiuta nella prevenzione delle Lesioni da Pressione (LDP).
o Laspetto curato migliora lʼautoimmagine facilita le relazioni sociali
Fattori che influiscono sullʼattività di igiene:
bio-fisici: mobilità, età, dolore (intervento chirurgico), clima, sesso
psico-sociali: stato dʼanimo, condizione socioeconomica, mantenimento della privacy, ambiente di
lavoro, abitudini culturali e spirituali
La malattia, l’ospedalizzazione e l’istituzionalizzazione generalmente inducono modificazioni nelle pratiche
igieniche. L’infermiere assiste il paziente nelle pratiche igieniche: ruolo educativo, ruolo collaborativo, ruolo
sostitutivo
> Processo di nursing applicato al bisogno di igiene
Raccolta dati: condizioni della cute e delle mucose, grado di autonomia, abitudini e conoscenze
Fonti raccolta dati
cartella clinica: patologie limitanti, prescrizioni (riposo), terapie, dieta
Paziente: esame fisico
ESAME FISICO
pelle
annessi cutanei- cavità orale (mucosa, lingua, denti) e nasale
aspetto generale e sistemazione personale
odori sgradevoli
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IGIENE DEL PAZIENTE

Cura della propria persona  è la capacità di una persona di compiere autonomamente le funzioni che permettono il soddisfacimento dei propri bisogni personali primari. L’igiene personale: sono tutte quelle misure per la pulizia personale che promuovono il benessere fisico e psichico. Gli interventi infermieristici che mirano a soddisfare il bisogno di pulizia e ordine del malato, hanno come obiettivi:  Valutare quotidianamente lo stato psicofisico  Evitare l’insorgenza di cattivi odori  Favorire la sensazione di benessere  Impedire l’insorgenza di danni all’integrità cutanea e il conseguente rischio di infezioni  Migliorare l’aspetto del malato e mantenere la stima di sé  Favorire l’acquisizione della sicurezza nei rapporti sociali  Favorire il ruolo terapeutico del rilassamento e della circolazione sanguigna attraverso il massaggio  Valutare le condizioni della pelle, del grado di mobilità e di autosufficienza del malato  Verificare lo stato mentale del malato e facilitare la comunicazione Necessità e funzioni dell’igiene personale  Pelle: Prima barriera di difesa dell’organismo, mantenerla pulita ed integra è importante per la salute di tutto il corpo  Igiene Personale: o Accresce la comodità, facilita il riposo, rilassa la tensione muscolare e migliora la circolazione periferica fa diminuire i rischi di infezione in quanto elimina i microorganismi e le secrezioni ed escrezioni corporee. o Aiuta nella prevenzione delle Lesioni da Pressione (LDP). o L’aspetto curato migliora lʼautoimmagine facilita le relazioni sociali Fattori che influiscono sullʼattività di igiene:  bio-fisici: mobilità, età, dolore (intervento chirurgico), clima, sesso  psico-sociali: stato dʼanimo, condizione socioeconomica, mantenimento della privacy, ambiente di lavoro, abitudini culturali e spirituali La malattia, l’ospedalizzazione e l’istituzionalizzazione generalmente inducono modificazioni nelle pratiche igieniche. L’infermiere assiste il paziente nelle pratiche igieniche: ruolo educativo, ruolo collaborativo, ruolo sostitutivo > Processo di nursing applicato al bisogno di igiene Raccolta dati: condizioni della cute e delle mucose, grado di autonomia, abitudini e conoscenze Fonti raccolta dati  cartella clinica: patologie limitanti, prescrizioni (riposo), terapie, dieta  Paziente: esame fisico ESAME FISICO  pelle  annessi cutanei- cavità orale (mucosa, lingua, denti) e nasale  aspetto generale e sistemazione personale  odori sgradevoli  capacità di movimento  grado di autonomia:

o richiede lʼutilizzo di ausili o richiede aiuto minimo (compie circa il 75% del lavoro) o richiede aiuto e supervisione (compie circa il 50% del lavoro) o richiede aiuto elevato o supervisione totale (compie circa il 25% del lavoro) o necessità di assistenza totale > TEMPORIZZAZIONE CURE IGIENICHE PRIMO MATTINO: è prestata ai pazienti appena svegli. Assistere il paziente allettato provvedendo:  Bisogno di eliminazione (pappagallo, padella)  Bisogno igiene del viso, mani, bocca MATTUTINA: è solitamente effettuata ai pazienti che hanno fatto colazione. Assistere il paziente allettato provvedendo:  Bisogno di eliminazione (pappagallo, padella)  Cure igieniche totali o parziali  Garantire riposo e confort (rifacimento letto) SERALE: è erogata prima che il paziente si addormenta. Assistere il paziente allettato provvedendo:  Bisogno di eliminazione (pappagallo, padella)  Bisogno di mobilità (cambiare posizione del paziente)  Cure igieniche parziali (igiene delle mani, della bocca)  Garantire riposo e confort (rifacimento letto, biancheria) AL BISOGNO: è erogata su richiesta del paziente:  Stato febbrile (sudorazione profusa)  Garantire riposo e confort (rifacimento letto, cambio della biancheria) Cure igieniche totali o Bagno a letto o Bagno in vasca o Doccia Cure igieniche parziali o Cura e lavaggio dei capelli o Igiene degli occhi, orecchie e naso o Igiene orale (protesi dentaria) o Maniluvio o Cura e taglio delle unghie o Igiene perianale nella donna e nell’uomo allettati o Pediluvio

> ESECUZIONE DEL BAGNO A LETTO

Lavare un paziente è uno dei compiti fondamentali dellʼinfermiere, è un momento cruciale per valutare il paziente. Quando lʼinfermiere effettua le cure igieniche deve assicurarsi che i bisogni igienici del paziente siano completamente soddisfatti, di solito si eseguono di mattina. Il tipo di lavaggio da effettuare dipende dallo scopo dello stesso e dallʼautonomia del paziente. Esistono due tipi di bagno:

Preparazione paziente  accogliere, salutare ed identificare il pz;  informare il pz sulla procedura che si sta per effettuare, indicandogli come può collaborare;  chiede alla persona quali sono le sue preferenze riguardo le cure igieniche: es. preferisce fare il bagno la mattina o la sera? (esaudire le preferenze compatibilmente con le esigenze di reparto) che prodotti utilizza per l’igiene?;  assicurarsi che la persona abbia mangiato almeno 2 ore prima della procedura bagno al letto;  Assicurarsi che la persona si senta a proprio agio e al sicuro:  spiegare come l’infermiere rispetterà la sua privacy durante tutta la durata della procedura (posizionamento paraventi, porte ecc)  in caso di persona di sesso femminile chiedere se preferisce essere assistita nelle cure da sole infermiere donne e viceversa;  spiegare che lo scopo principale della procedura è garantire il benessere;  aiutare la persona ad assumere la posizione dorsale semplice e a cambiare posizione durante la procedura (decubito supino- decubito laterale). FASE DI ESECUZIONE La procedura deve essere effettuata da 2 operatori che lavorano in sincronia in modo da ottimizzare il tempo e ridurre l’esposizione della persona, a meno che il pz possa parzialmente collaborare. Il bagno sarà eseguito iniziando dalle zone più pulite a quelle più sporche: viso, collo, orecchie, torace, braccia, mani, addome, gambe, piedi, genitali [cambio posizione] regione glutea e schiena. La persona va scoperta poco alla volta. Durante il lavaggio è consigliabile eseguire movimenti in direzione del ritorno venoso ispezionando la cute. È buona norma inoltre asciugare tamponando. Dopo aver preparato l’ambiente, il materiale e la persona…

  1. Lavare le mani e indossare i guanti monouso ed il camice;
  2. Fornire la padella per eventuali bisogni e garantire privacy;
  3. Porsi ai lati del letto e abbassare le sponde di protezione;
  4. Togliere i cucini lasciandone uno solo sotto la testa del pz;
  5. Posizionare tele cerate sotto il pz se necessario;
  6. Togliere copriletto e coperte, piegarle e metterle da parte;
  7. Lasciare il malato coperto solo dal lenzuolo scalzato;
  8. Spogliare il malato superiormente ed abbassare il lenzuolo fino all’addome;
  9. Il catino sarà pre-riempito e la temperatura dell’acqua sarà stata rilevata con termometro e adattata alle preferenze della persona;
  10. Bagnare una manopola nel catino ed iniziare a lavare il paziente seguendo l’ordine: viso, collo, orecchie, torace, braccia, mani (tenere le mani nell’acqua calda di una bacinella posta sul letto per almeno 3-5 min).
  11. Particolare attenzione deve essere posta alle regioni ascellare e sotto-mammaria, soprattutto in caso di obesità per la possibilità di irritazioni cutanee pelle-pelle, in tal caso applicare una crema lenitiva;
  12. Sciacquare le zone trattate e asciugarle tamponando;
  13. Mettere deodorante (secondo preferenze) ed aiutare ad indossare il pigiama pulito nella zona già lavata;
  14. Scoprire la parte inferiore del corpo, bagnare una manopola saponosa e lavare addome;
  15. Coprire le parti intime ed esporre una gamba, ponendo sotto ad essa l'asciugamano o le tele cerate. Lavare, sciacquare e asciugare l'arto con movimenti rapidi ma delicati cominciando dalla caviglia verso la coscia.
  16. Lavare il piede, con l’ausilio di una bacinella posta sul letto, lasciandolo a bagno per almeno 3-5 min.
  17. Ripetere la procedura con l'altra gamba.
  18. Scoprire la zona genitale e porre una padella al di sotto o una tela cerata;
  19. Bagnare una manopola e lavare la zona;
  1. Versare l’acqua con il bricco per sciacquare. Asciugare tamponando;
  2. Aiutare la persona ad assumere la posizione di decubito laterale;
  3. Lavare la zona glutea, sciacquare e asciugare.
  4. Se possibile far assumere alla persona la posizione prona per effettuare prima il lavaggio della schiena e poi, dopo l’asciugatura, un utile massaggio che favorisca la circolazione e l’espettorazione;
  5. Completare la vestizione;
  6. Cambiare completamente la biancheria del letto con la biancheria pulita; FASE DI FOLLOW-UP
  7. Ricoprire Il pz e posizionarlo confortevolmente, se necessario alzare le sponde del letto;
  8. Osservare il pz per rilevare eventuali variazioni dello stato di salute.
  9. Chiedere se ha bisogno di qualcosa e porgergli assistenza FASE DI RIORDINO Riordino del materiale :  Disinfezione e sterilizzazione del materiale utilizzato, in questo caso la padella, le bacinelle ecc...  Riordino e pulizia del carrello servitore; recitare: “lo lascio come l’ho trovato !”, se trovato in ordine, Oppure “lo lascio come lo avrei voluto trovare !” Riordino dell’ambiente :  Togliere i paraventi, aprire le finestre per areare il locale (se indicato, magari con la tenda aperta per non far creare correnti d’aria);  Ordinare gli effetti personali della persona  Controllare l’unità paziente (anche il pavimento, se bagnato si scivola), garantendo la sicurezza.  Porgere il sistema di chiamata alla persona (o fargli vedere dov’è), invitandola a chiamare in caso di necessità. Corretto smaltimento dei rifiuti :  Sacco bianco: biancheria sporca;  Sacco nero: materiale sporco (pannolone, garze usate, manopole, cotone..)  ROT: contenitore rifiuti a rischio infettivo: Tutti i rifiuti che provengono da ambienti di isolamento infettivo; Materiali contaminati da sangue o altri liquidi biologici che contengono sangue in quantità tale da renderlo visibile; Feci o urine, solo se provenienti da pz con patologia trasmissibile attraverso tali escreti; Liquido seminale, secrezioni vaginali, liquido cerebro- spinale/pleurico/Peritoneale/pericardico o amniotico infetto. Lavaggio mani FASE DI REGISTRAZIONE DEI DATI Registrare nella cartella clinico-infermieristica:  Tipo di cure igieniche svolte, data e ora;  Tutto ciò che si è rilevato: zone di pelle arrossata, LdP, qualsiasi tipo di irritazione, colorito unghie e cute (prima, durante, dopo), affaticamento, grado di benessere della persona, stato d’animo, eventuali complicanze, ecc..  Diuresi ed eliminazione: quantità, colore, odore, consistenza Documentare  Tipo di igiene praticata e valutazione della cute  Interventi infermieristici effettuati per garantire integrità cutanea  Capacità del paziente di collaborare durante le cure igieniche  Reazione del paziente alle cure igieniche  Documentare anche la necessità di controllo dei parametri vitali, se indicato
  1. Regolare la temperatura
  2. Coprire tutti i cateteri endovenosi e le ferite con protezioni di plastica e spiegare al paziente come evitare di bagnarle
  3. Mettere il tappetino da bagno o un asciugamano per prevenire scivolamenti prima e dopo la doccia
  4. Assistere il paziente nella doccia o nella vasca
  5. Se il paziente necessita di molta assistenza per il bagno in vasca, può essere necessaria una sedia da bagno idraulica. Per ragioni di sicurezza non lasciare il paziente solo che presenta ridotte capacità cognitive o quelli che potrebbero essere a rischio
  6. Spiegare al paziente come deve segnalare la necessità di aiuto
  7. Lasciare il paziente per 2-5 minuti e mettere il cartello occupato sulla porta
  8. Aiutare il paziente ad uscire dalla vasca, aiutarlo ad asciugarsi e vestirsi
  9. Accompagnarlo nel letto Riordino del materiale utilizzato e dell’ambiente Lavaggio mani Documentare (bagno a letto) Sanificazione  Svuotare  Riporre nel lavapadelle  Custodire in zona adeguate  la pratica asettica proibisce la collocazione del dispositivo sul pavimento, sotto il letto o sopra il tavolo

> CURA E LAVAGGIO DEI CAPELLI

Finalità:  Promuove la circolazione sanguigna del cuoio capelluto  Pulire i capelli da polvere, cellule di sfaldamento, residui organici, grasso in eccesso  Eliminare parassiti (usare shampoo specifici e pettine da lendini)  Migliorare l’aspetto della persona  Risolvere o prevenire il prurito  Prevenire la caduta dei capelli I capelli devono essere pettinati giornalmente, evitare l’uso di forcine e mollette  Anamnesi di condizioni e terapie (es chemioterapia, ipotiroidismo, radioterapia)  Prodotti usati dal paziente  Valutare le condizioni dei capelli  L’autonomia nelle cure  L’infermiere può delegare la cura dei capelli al personale di supporto, previa valutazione della loro conoscenza e abilità > PROCEDURA: IGIENE DEL CAPO La cura dei capelli contribuisce notevolmente nel determinare lo stato di benessere perché se ci si sente a posto con i capelli l’autostima migliora e questo, in un contesto ospedaliero, migliora le relazioni con il prossimo e con i parenti. Pertanto l’infermiere deve offrire la possibilità alla persona di prendersi cura dei suoi capelli più volte al giorno, bastano una spazzola e uno specchio! Lo stato di salute influenza molto l’igiene dei capelli (difficoltà respiratorie, coma ecc..) ma nessuna patologia lo controindica.

È responsabilità dell’infermiere garantire la cura dei capelli almeno 1 volta a settimana, ogni quanto necessario e in armonia con le abitudini della persona! FASE DI PREPARAZIONE Preparazione ambiente L’infermiere deve:  lavare le mani e osservare le procedure per il controllo delle infezioni;  garantire un ambiente confortevole (temperatura non inferiore ai 20°C, finestre chiuse per evitare correnti d’aria, illuminazione ed umidità adeguate);  garantire un ambiente tranquillo: usare toni di voce moderati, modi garbati, ridurre i rumori, evitare di parlare con i colleghi di argomenti personali o professionali non inerenti al pz;  garantire la privacy del pz: chiudere la porta, utilizzare tende paravento;  verificare il funzionamento delle apparecchiature necessarie e dei dispositivi di emergenza: letto del pz; luce; carrello delle urgenze con defibrillatore; erogatore O₂; aspiratore a muro e relativi sondini. Preparazione materiale specifico: igiene del capo. Materiale generico più:  Brocca  Catino lavatesta con o senza bacinella per acqua sporca, in alternativa traversa e tela cerata  Asciugamani  Shampoo, balsamo, lozioni, ecc. (preferiti della persona)  Pettine, spazzola  Asciugacapelli.  Cuffia riscaldabile (30 sec microonde) contenente shampoo e balsamo per il lavaggio ad umido dei capelli senza risciacquo  Rimuove: sangue, gel EEG e secrezioni. Preparazione paziente  accogliere, salutare ed identificare il pz;  informare il pz sulla procedura che si sta per effettuare, indicandogli come può collaborare  chiede alla persona quali sono le sue preferenze riguardo la pulizia dei capelli: esaudire le preferenze compatibilmente con le esigenze di reparto;  Assicurarsi che la persona si senta a proprio agio e al sicuro:  spiegare come l’infermiere rispetterà la sua privacy durante tutta la durata della procedura (posizionamento paraventi, porte ecc)  in caso di persona di sesso femminile chiedere se preferisce essere assistita nelle cure da sole infermiere donne e viceversa;  spiegare che lo scopo principale della procedura è garantire il benessere;  aiutare la persona ad assumere la posizione:  dorsale semplice o supina se la procedura andrà effettuata al letto;  seduta su una sedia con la testa iperestesa poggiata sul lavandino e supportata da una traversa arrotolata sotto il collo. FASE DI ESECUZIONE IGIENE DEL CAPO SENZA CATINO LAVATESTA:

  1. Garantire privacy;
  2. Lavare le mani e indossare i guanti monouso ed il camice; Persona supina o decubito laterale il più vicino possibile al bordo del materasso, per ridurre il percorso dell'acqua e di conseguenza il rischio di bagnare il letto. Sistemare la tela cerata sotto il capo e le spalle lasciandolo pendere, per la parte restante dentro la bacinella posta a fianco al letto nella quale finirà l'acqua sporca. Arrotolare un lenzuolo dandogli la forma a C per tracciare il percorso dell’acqua, ponendolo sotto la tela cerata

FASE DI RIORDINO

Riordino del materiale  Disinfezione e sterilizzazione del materiale utilizzato, in questo caso la padella, il catino, le bacinelle ecc...  Riordino e pulizia del carrello servitore e degli oggetti della persona (togliere i capelli dalla spazzola). Riordino dell’ambiente :  Togliere i paraventi, aprire le finestre per areare il locale (se indicato, magari con la tenda chiusa per non far creare correnti d’aria);  Ordinare gli effetti personali della persona;  Controllare l’unità paziente e il bagno (anche il pavimento, se bagnato si scivola), garantendo la sicurezza.  Porgere il campanello alla persona (o fargli vedere dov’è), invitandola a chiamare in caso di necessità. CORRETTO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI LAVAGGIO MANI FASE DI REGISTRAZIONE DEI DATI  Tipo di cure igieniche svolte, data e ora;  Tutto ciò che si è rilevato: arrossamenti cuoio capelluto, presenza di forfora, zone di alopecia, grado di benessere della persona, stato d’animo, eventuali complicanze, pediculosi ecc..

> PROCEDURA: IGIENE DEGLI OCCHI

L’igiene degli occhi è importante perché può rilevare la presenza di problemi infiammatori a carico delle palpebre, della congiuntiva, dell’apparato lacrimale o alterazioni a carico delle pupille! FASE DI PREPARAZIONE Preparazione ambiente L’infermiere deve:  lavare le mani e osservare le procedure per il controllo delle infezioni;  garantire un ambiente confortevole (temperatura non inferiore ai 20°C, finestre chiuse per evitare correnti d’aria, illuminazione ed umidità adeguate);  garantire un ambiente tranquillo: usare toni di voce moderati, modi garbati, ridurre i rumori, evitare di parlare con i colleghi di argomenti personali o professionali non inerenti al pz;  garantire la privacy del pz: chiudere la porta, utilizzare tende paravento;  verificare il funzionamento delle apparecchiature necessarie e dei dispositivi di emergenza: o letto del pz; o luce o carrello delle urgenze con defibrillatore; o erogatore O₂; o aspiratore a muro e relativi sondini Finalità  Pazienti in stato di coma  In presenza di secrezioni, infezioni  Prima di applicare preparazioni oftalmiche  Nei neonati  Rimuovere le secrezioni  Curare processi infettivi

Preparazione materiale , sul carrello, in un’arcella:  Guanti monouso  Garze sterili/ tamponcini sterili  Acqua distillata tiepida / Soluzione Fisiologica sterile fiale  Collirio o soluzioni medicate su prescrizione medica  Telino di protezione Preparazione paziente  accogliere, salutare ed identificare il pz;  informare il pz sulla procedura che si sta per effettuare, indicandogli come può collaborare;  Assicurarsi che la persona si senta a proprio agio e al sicuro:  spiegare come l’infermiere rispetterà la sua privacy durante tutta la durata della procedura (posizionamento paraventi, porte ecc)  spiegare che lo scopo principale della procedura è garantire il benessere;  aiutare la persona ad assumere la posizione:  supina con la testa supportata da cuscini, se la procedura andrà effettuata al letto;  seduta su una sedia o sul letto. FASE DI ESECUZIONE … Dopo aver preparato l’ambiente, il materiale e la persona…

  1. Lavaggio mani;
  2. Indossare i guanti;
  3. Porre un telo per proteggere il letto e il pz;
  4. Inumidire una garza sterile o un tamponcino sterile con la soluzione fisiologica, precedentemente riscaldata, evitando di sfiorare il flacone;
  5. In caso di incrostazioni applicare delicatamente sugli occhi una garza imbibita di Fisiologica finché l'incrostazione è ammorbidita e può essere rimossa senza provocare dolore e disagio al paziente;
  6. Detergere l'occhio procedendo dall'angolo nasale all'angolo temporale (per evitare di condurre materiale inquinante verso il canale lacrimale);
  7. Dopo la detersione passare all’asciugatura con una garza sterile asciutta, tamponare premendo leggermente;
  8. Instillare collirio e/o sostanze medicamentose su prescrizione medica;
  9. Provvedere all’igiene oculare quotidianamente; se la persona è incosciente ogni 4 ore FASE DI FOLLOW-UP
  10. Ricoprire Il pz e posizionarlo confortevolmente, se necessario alzare le sponde del letto;
  11. Osservare il pz per rilevare eventuali variazioni dello stato di salute.
  12. Chiedere se ha bisogno di qualcosa e porgergli assistenza. FASE DI RIORDINO  Riordino del materiare  riordino dell’ambiente  corretto smaltimento dei rifiuti  lavaggio mani FASE DI REGISTRAZIONE DEI DATI  Tipo di cure igieniche svolte, data e ora;  Tutto ciò che si è rilevato, blefariti, orzaiolo, congiuntiviti (infiammazioni dell’occhio), fastidio/dolore riferito dalla persona, lacrimazione, presenza di incrostazioni, pus (ecc..), grado di benessere della persona, stato d’animo, eventuali complicanze, somministrazione pomate, colliri, ecc... Cambiare le garze dopo ogni passaggio! Non utilizzare le stesse garze per entrambi gli occhi!
  1. Inumidire una garza sterile o un tamponcino sterile con la soluzione fisiologica, precedentemente riscaldata, evitando di sfiorare il flacone; Se la persona non ha posizionato un SNG:
  2. Introdurre delicatamente in una narice la garza pinzata o il tamponcino e ritrarla/o asportando il materiale con movimento rotatorio;
  3. Ammorbidire con la Soluzione Fisiologica eventuali croste;
  4. Se prescritta, applicare pomata nasale sulla mucosa oppure vaselina;
  5. Pulizia delle narici come precedentemente descritto, facendo attenzione al sondino;
  6. Rimuovere le incrostazioni sul SNG ammorbidendole con la Sol. Fisiol.;
  7. Applicare nelle narici la vaselina filante o pomate prescritte;
  8. Delicatamente rimuovere il cerotto che fissa il SNG inumidendolo con la fisiologica o con l’acqua calda; ATTENZIONE: procedere con cautela per non sfilare il sondino. Non perdere il punto di fuoriuscita del sondino dalla narice (dovrebbe essere segnalato con pennarello o scritto in cartella).
  9. Togliere i residui di colla dal naso con Etere;
  10. Passare l'Etere sul cerotto attaccato al sondino per pulirlo;
  11. Fissare nuovamente il sondino cercando di variare la zona di appoggio dello stesso e del cerotto: o Pendere una striscia di cerotto di circa 12 cm; o Dividere la prima metà in 2 tagliandola verticalmente; o Applicare il cerotto al naso del pz; o Arrotolare le parti divise del cerotto sul SNG. FASE DI FOLLOW-UP
  12. Ricoprire Il pz e posizionarlo confortevolmente, se necessario alzare le sponde del letto;
  13. Osservare il pz per rilevare eventuali variazioni dello stato di salute.
  14. Chiedere se ha bisogno di qualcosa e porgergli assistenza. FASE DI RIORDINO  Riordino del materiare  Riordino dell’ambiente  Corretto smaltimento dei rifiuti  Lavaggio mani FASE DI REGISTRAZIONE DEI DATI Tipo di cure igieniche svolte, data e ora; Tutto ciò che si è rilevato presenza di incrostazioni, grado di benessere della persona, stato d’animo, eventuali complicanze, applicazione di vaselina filante, pomate, riportare in cartella che si è effettuato il cambio del cerotto nei portatori di SNG e le valutazioni della pelle..

MANILUVIO E PEDILUVIO Finalità:  Permettere una pulizia più accurata delle unghie, rinfrescare le estremità  Rimuovere le cellule morte ed i cattivi odori  prevenire la macerazione della cute  immorbidire le callosità, mantenere la pelle idratata ed elastica  Prevenire e rimuovere l’accumulo di sporco  Prevenire i traumi causati dalle unghie troppo lunghe Materiale:  Catino

 Brocca con acqua  Telo di protezione  Sapone e spazzolino per unghie  Garze o spugnette  Guanti  Salviette  Tagliaunghie o forbicine, limetta L’igiene di mani e piedi è molto spesso trascurata, soprattutto in ospedale. L’infermiere ne riconosce l’importanza sapendo che le mani sono veicolo d’eccellenza per la trasmissione di infezioni e, se non lavate, costituiscono un vero pericolo di contaminazione dell’ambiente. I piedi invece possono essere un campanello d’allarme per il sospetto di alcune malattie. > PROCEDURA: IGIENE MANI, PIEDI E UNGHIE FASE DI PREPARAZIONE Preparazione ambiente. L’infermiere deve:  lavare le mani e osservare le procedure per il controllo delle infezioni;  garantire un ambiente confortevole (temperatura non inferiore ai 20°C, finestre chiuse per evitare correnti d’aria, illuminazione ed umidità adeguate);  garantire un ambiente tranquillo: usare toni di voce moderati, modi garbati, ridurre i rumori, evitare di parlare con i colleghi di argomenti personali o professionali non inerenti al pz;  garantire la privacy del pz: chiudere la porta, utilizzare tende paravento;  verificare il funzionamento delle apparecchiature necessarie e dei dispositivi di emergenza: o letto del pz; o luce; o carrello delle urgenze con defibrillatore; o erogatore O₂; o aspiratore a muro e relativi sondini. Preparazione materiale specifico: igiene mani, piedi e unghie  Guanti monouso  Bacinelle con acqua calda  Reniforme con acqua calda  Bricco  Sapone liquido o saponetta personale  Bicarbonato di sodio  Teli monouso  Tagliaunghie e/o tronchesine personale del paziente  Spazzolino per unghie personale del paziente o confezione sterile  Lima unghie personale  2 asciugamani  Crema emolliente (pomata salicilica, lanolina)  Materiale per la medicazione, se necessario Preparazione paziente  accogliere, salutare ed identificare il pz;  informare il pz sulla procedura che si sta per effettuare, indicandogli come può collaborare;  Assicurarsi che la persona si senta a proprio agio e al sicuro:  spiegare come l’infermiere rispetterà la sua privacy durante tutta la durata della procedura (posizionamento paraventi, porte ecc);  spiegare che lo scopo principale della procedura è garantire il benessere;

> PROCEDURA: IGIENE DELLE ORECCHIE

L’igiene dell’orecchio ha lo scopo di eliminare il cerume in eccesso e prevenire la comparsa di lezioni e infezioni. Di fondamentale importanza, come per l’igiene dell’occhio e del naso è cambiare le garze o il tampone ad ogni passaggio! FASE DI PREPARAZIONE Preparazione ambiente. L’infermiere deve:  lavare le mani e osservare le procedure per il controllo delle infezioni;  garantire un ambiente confortevole (temperatura non inferiore ai 20°C, finestre chiuse per evitare correnti d’aria, illuminazione ed umidità adeguate);  garantire un ambiente tranquillo: usare toni di voce moderati, modi garbati, ridurre i rumori, evitare di parlare con i colleghi di argomenti personali o professionali non inerenti al pz;  garantire la privacy del pz: chiudere la porta, utilizzare tende paravento;  verificare il funzionamento delle apparecchiature necessarie e dei dispositivi di emergenza: letto del pz; luce; carrello delle urgenze con defibrillatore; erogatore O₂; aspiratore a muro e relativi sondini. Preparazione materiale specifico: igiene del viso. Sul carrello, in un’arcella:  Guanti monouso  Garze  Tamponcini tipo cotton-fioc (in mancanza usare una Pinza di Pean)  Soluzione Fisiologica sterile in fiale/ acqua tiepida  Olio di vaselina/ gocce auricolari se prescritte  Telino di protezione Preparazione paziente  accogliere, salutare ed identificare il pz;  informare il pz sulla procedura che si sta per effettuare, indicandogli come può collaborare;  Assicurarsi che la persona si senta a proprio agio e al sicuro:  spiegare come l’infermiere rispetterà la sua privacy durante tutta la durata della procedura (posizionamento paravanti, porte ecc)  spiegare che lo scopo principale della procedura è garantire il benessere;  aiutare la persona ad assumere la posizione:  supina sul letto;  seduta su una sedia o sul letto. FASE DI ESECUZIONE

  1. Lavaggio mani;
  2. Indossare i guanti;
  3. Porre il telino di protezione;
  4. Afferrare delicatamente, con la mano non dominante, il margine superiore esterno del padiglione auricolare e tirarlo leggermente verso l’alto:
  5. Prendere il tamponcino tipo cotton-fioc/ o le garze pinzate, inumidire con Sol. Fisiol. preriscaldata;
  6. Passare delicatamente partendo dal condotto uditivo verso l’esterno, nel padiglione auricolare con movimento rotatorio;
  7. Ripetere cambiando tamponcino/garza fin quando l’orecchio non sarà pulito; Se viene usato un tamponcino tipo cotton-fioc usare la massima cautela evitando movimenti bruschi che possono provocare la perforazione della membrana timpanica, costituendo un grave danno per la persona!
  8. Prendere una garza asciutta e asciugare l’orecchio;
  9. Istillare gocce otologiche se prescritto o olio di vasellina, prima in un orecchio, aspettare qualche minuto l’assorbimento del farmaco facendo rimanere il pz con l’orecchio rivolto verso il soffitto e poi se prescritto passare all’altro orecchio.
  1. Ricoprire Il pz e posizionarlo confortevolmente, se necessario alzare le sponde del letto;
  2. Osservare il pz per rilevare eventuali variazioni dello stato di salute.
  3. Chiedere se ha bisogno di qualcosa e porgergli assistenza. FASE DI RIORDINO  Riordino del materiare  Riordino dell’ambiente  Corretto smaltimento dei rifiuti  Lavaggio mani FASE DI REGISTRAZIONE DEI DATI Tipo di cure igieniche svolte, data e ora; Tutto ciò che si è rilevato presenza di incrostazioni, grado di benessere della persona, stato d’animo, eventuali complicanze, applicazione di olio di vasellina o gocce otologiche su prescrizione, (vertigini, otorragia ecc..) La cura e pulizia del cavo orale sono attività che, svolte con modalità e frequenza corrette, migliorano l’alimentazione, la digestione, i rapporti con gli altri, la comunicazione, la stima di se e quindi il benessere generale!

> IGIENE DEL CAVO ORALE

Pazienti impossibilitati a lavarsi i denti in altro modo (pazienti comatosi). Finalità:  Prevenire e ridurre l’alitosi  Eliminare secrezioni patologiche e non patologiche  Prevenire la carie  Procurare benessere > PROCEDURA: IGIENE DEL CAVO ORALE È responsabilità infermieristica la corretta gestione del cavo orale, soprattutto nei pz a rischio. Ispezione del cavo orale, valutare:  Saliva (quantità, consistenza);  Mucose (colore, edema, secchezza, ulcere aftose);  Labbra (screpolature, herpes simplex...);  Denti (carie, aumentata sensibilità caldo/freddo, n°denti, presenza protesi mobili..);  Gengive (emorragie, arrossamenti);  Lingua (secchezza, lesione). Va effettuata almeno prima di tutti i pasti e ad intervalli regolari! Fattori di rischio per le lesioni della mucosa del cavo orale  Respirazione con la bocca;  Erogazione continua di O₂;  Aumento ammoniaca e tossine uremiche;  Farmaci chemioterapici, steroidei, antibiotici, atropina;  Disequilibrio nutrizionale (carenza vitaminica, disidratazione) FASE DI PREPARAZIONE Preparazione ambiente. L’infermiere deve:  lavare le mani e osservare le procedure per il controllo delle infezioni;

  1. Se la persona è anche solo parzialmente collaborante disporre tutto il materiale necessario per la procedura sul tavolo servitore e invitarla a collaborare. Altrimenti procedere con la pulizia dei denti: Mettere poco dentifricio sullo spazzolino e cominciare a spazzolare i denti con movimento circolare e verticale partendo dalla base della corona dei denti. Tenere lo spazzolino a 45° rispetto alla parte interna delle arcate anteriori dei denti. Eseguire la pulizia spazzolando con movimenti che vanno dal bordo gengivale verso l’avanti. Lo spazzolino è orizzontale rispetto alla superficie interna dei denti. Spazzolare dal basso verso l’alto per l’arcata inferiore e dall’alto verso il basso per l’arcata superiore. Per la pulizia della superficie masticatoria lo spazzolino dovrà compiere movimenti dall’avanti all’indietro.
  2. Procedere alla pulizia della lingua;
  3. Riempire il bicchiere con il colluttorio diluito con acqua e assistere il pz nel risciacquo, porgendo l’arcella al termine.
  4. Passare alla pulizia con il filo interdentale, solo dopo aver effettuato accurata ispezione del cavo orale; In presenza di lesioni, infezioni, perdite di sangue l’uso del filo è sconsigliat! Il filo interdentale viene tenuto con il dito medio di entrambe le mani per operare sull’arcata superiore. Muovere il filo in su e in giù tra gli spazi interdentali facendo attenzione a non provocare sanguinamento. Per operare sull’arcata inferiore tenere il filo con il dito indice di entrambe le mani.
  5. Al termine applicare burro di cacao o olio di vaselina. FASE DI ESECUZIONE – persona incosciente
  6. Lavaggio mani;
  7. Indossare i guanti;
  8. Porre il telino di protezione sotto il viso (girato di lato) della persona;
  9. Imbottire un abbassalingua con delle garze nella metà superiore, fissandole con del cerotto;
  10. Aiutarsi con l’abbassalingua per tenere aperta la bocca e procedere allo spazzolamento dei denti e della lingua;
  11. Riempire la siringa a cono con il colluttorio diluito con acqua e procedere al lavaggio della bocca ponendo, al di sotto di questa l’arcella.
  12. Aspirare, evitando il rischio di inalazione nelle vie aeree;
  13. Imbibire un batuffolo di garza nella soluzione acqua/colluttorio, pinzarlo con la klemmer e terminare la pulizia del cavo orale passandolo sulla lingua, sottolingua, palato e tasche delle guance;
  14. Togliere l’arcella ma lasciare il telo impermeabile;
  15. Asciugare le labbra del pz e mettere burro di cacao o olio di vaselina. PROTESI DENTALE
  16. Rimuovere la dentiera impugnandola con delle garze con movimento di trazione dall’alto verso il basso (protesi superiore) e dal basso verso l’alto (protesi inferiore).
  17. Se il distacco è difficoltoso invitare il pz a gonfiare le guance per facilitarlo; L’igiene della protesi dentale viene effettuata in concomitanza dell’igiene del cavo orale.
  18. Spazzolare le superfici esterne della protesi con movimenti avanti e indietro;
  19. Pulire la superficie esterna della dentiera tenendo lo spazzolino verticale (perpen-dicolarmente ad essa) muovendolo ripetutamente verso l’alto. Effettuare la procedura tenendo la protesi sopra un lavandino riempito di acqua con un asciugamano sul fondo!
  20. Se la persona non deve rimettere la protesi, riporla nella sua custodia usando tavolette effervescenti di proprietà della persona da diluire in acqua, oppure colluttorio ecc.. Come da abitudine. FASE DI FOLLOW-UP – persona cosciente
  21. Ricoprire il pz e posizionarlo confortevolmente, se necessario alzare le sponde del letto;
  22. Osservare il pz per rilevare eventuali variazioni dello stato di salute.
  23. Chiedere se ha bisogno di qualcosa e porgergli assistenza.

FASE DI FOLLOW-UP – persona incosciente

  1. Ricontrollare la persona, lasciata in posizione, dopo circa 30- 60 min;
  2. Aspirare nuovamente limitando il rischio di aspirazione;
  3. Ricoprire il pz e posizionarlo confortevolmente;
  4. Osservare periodicamente il pz per rilevare eventuali variazioni dello stato di salute. FASE DI RIORDINO  Riordino del materiare  Riordino dell’ambiente  Corretto smaltimento dei rifiuti  Lavaggio mani FASE DI REGISTRAZIONE DEI DATI Tipo di cure igieniche svolte, data e ora Tutto ciò che si è rilevato presenza durante l’ispezione, grado di benessere della persona, stato d’animo, eventuali complicanze, applicazione di olio di vasellina o burro di cacao ecc.. Esecuzione igiene perineale e genitali Il perineo è la struttura esterna del pavimento pelvico. Eʼ lʼarea tra lo scroto e lʼano per lʼuomo e tra la vulva e lʼano per le donne. Le aree genitali sono una parte del corpo culturalmente ed emotivamente difficili da trattare. In generale, un approccio professionale, e non indagatorio, metterà il paziente a suo agio. Prima di effettuare le cure igieniche:  Valutare le condizioni della cute (irritazioni, escoriazioni, infiammazioni ecc)  Presenza di secrezioni  Incontinenza di feci o urine  Presenza di catetere la presenza di dolore e la necessità di terapie farmacologiche (es analgesico)  Valutare il grado di autosufficienza per eseguire l’igiene DELEGA. L’infermiere può delegare le cure igieniche al personale di supporto, previa valutazione della loro conoscenza e abilità e del grado di complessità assistenziale, ma rimane comunque responsabile della valutazione e dell’assistenza al paziente La pulizia della regione pubica, dei genitali e della regione anale viene effettuata al mattino e ripetuta durante il giorno in caso di:  Defecazione  Incontinenza urinaria  Operati nella regione genito-rettale  Partorienti La pulizia della zona perineale è molto importante, non deve mancare ma non deve essere eccessivamente praticata per evitare alterazioni delle mucose. Va eseguita due volte al giorno e al bisogno, utilizzando detergenti a pH acido tra 3,5 e 5,5.

> PROCEDURA: IGIENE PERINEALE

Scopo:  Prevenire infiammazioni ed infezioni della zona (caldo-umidorischio)  Evidenziare allergie ed irritazioni  Garantire il benessere e il bisogno di igiene Indicazioni:  Pz allettati