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sbobinature della seconda parte delle lezioni di refilao del 2019
Tipologia: Sbobinature
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consideriamo che la cultura non è un qualcosa che è stato dato così è poi rimane sempre uguale a se se stesso ma è qualcosa che entra nel gioco della politica, delle relazioni internazionali, della propaganda. Quindi consideriamo anche queste cose quando abbiamo a che fare con dei film o cose del genere. In molti Paesi dell’ Asia orientale, per quanto siano in contatto con la cultura europea al momento, c’è una partita aperta riguardo all’ idea dell’individualismo. Nel film c'è un simbolsmo legato ai colori, l'abnegazione verso il proprio Paese, i paesaggi caratteristici, il messaggio finale dove si mette il bene del paese avanti al bene pesonale e i sentimenti. Quest'ultimo è un punto importante perchè è una delle cose che a più pensare rispetto all'individuaismo. In molti Paesi dell'Asia Orientale c'è una partita aperta rispetto all'individualismo. L'indiviualismo è visto comunque come qualcosa che non va bene, va limitato. Tema del rapporto fra queste aree culturali/politiche e il grande tema dell’individuo nella società e nei rapporti con il mondo generale. Messaggio rivolto agli uomini moderni, anche se ambientato in una Cina antica. Jet Lee dal presidente degli Stati Uniti, egli chiede al Jet Lee bambino se una volta cresciuto voglia fargli da guardia del corpo personale, lui risponde che avrebbe preferito contnuare a servire il suo Paese. questo episodio mostra una costante in alcuni film di arti marziali in Cina e Hong Kong in particolare. Tutti i film che fanno riferimento alla cultura di Yip Man , uno dei più importanti maestri di arti marziali del 900 e maesto anche di Bruce Lee, che fa uno stile chiamato Wing Chun (caratterizzato da movimenti molto rapidi, si pensa sia stato creato da una donna per combattere contro gli uomini, si tratta di uno stile che fa i movemnti essenziali) Bruce Lee l’ha reso più simile a quello che lui era a livello di tipologia fisica perchè l’ha reso più vicino alla box occidentale. Yip Man è stato per molti anni un esperto di arti marziali prima a Foshan e poi a Hong Kong. Ci sono dei film fortemente celebrativi sulla figura di Yip Man interpretati da Donnie Yen. I film legati alla sua figura tendono a mostrare in modo molto diverso da quella che era la vera figura del personaggio, visto come il saggio della cultura antica della Cina, persona che protegge la popolazione, i cinesi. Impronta di questi film nazionalistica. Mostrano il popolo cinese che viene martoriato dai giapponesi cattivi. Yip Man l’eroe che protegge la popolazione. Da Foshan lui si sposta a Hong Kong e questo film è ambientato durante Seconda Guerra Mondiale, dove come cattivi ci sono gli inglesi. Propagine del colonialismo britannico che così si trova caratterizzato dalle sfide. Sfida finale è combattere contro un pugile cazzutissimo inglese che uccide un suo amico della scuola della tigre. In realtà questi combattimnti non sono mai esistiti, nella vita reale era molto più tranquillo. Le arti marziali cinesi sono spesso legate a una componente culturale molto importante in Cina. In alcune zone le scuole di arti marziali hanno sempre rappresentato delle forme di aggregazione molto forti. Questi film sono spesso stati ideati su un idea di forte connotazione locale, le scuole sono fortemente legate al territorio specifico in cui si trovano. La cosa interessante è il passaggio visibile nei 2 film in cui da una connotazione locale diventa una rivendicazione di tipo nazionale. Questi film sono interessanti dal punto di vista culturale, rende questi oggetti interessanti per leggere e studiare cosa sta accadendo nella Cina contemporanea rispetto al resto del mondo. Quello che si cerca di capire è la modalità con cui si deve parlare in termini sociologici della cultura cinese moderna. Questi film servono per farci capire da una prospettiva più immediata delle cose che io posso fare attraverso una prospettiva tradizionale, di tipo trasmissivo. Cosa molto importante da capire è che non esistono parlando di cultura, cinese, moderna, questi termini hanno una storia estremamente complicata. Quindi non possiamo parlare di cultura cinese, cultura in Cina e della Cina come se si trattasse di entità fuori dal tempo. Non è così, la Cina cambia sempre, l’idea di cultura in Cina cambia sempre, così come cambia l’idea di moderno. Cosa vuol dire Cina attuale, moderna? Si parla di quella successiva alle guerre dell’oppio, di quella successiva al movimento del 4 maggio 1919, quella dopo la presa al potere del partito comunista o della Cina durante l’epoca della rivoluzione culturale o la Cina di Deng Xiaoping, o di Xi Jinping? Sono delle Cine differenti. Storia moderna della Cina è divisa in tronconi. Il primo troncone è il “jindai” (kindai in giapponese) quello che dalle guerre dell’Oppio arriva fino al 1919 Poi il periodo che va dal 1919 a 1949, periodo della repubblica popolare cinese “xiandai” (gendai)
Dal 1949 ad oggi, “dangdai” generazione attuale.Si preved eunadivisione in periodi con un primo periodo che è quello di contatto con le idee e le potenze occidentali. Un secondo che va con l’instaurarsi della repubblica popolare cinese e quello con la repubblica popolare formata. Periodi storici tutti importanti per la formazione dela Cina moderna ma incentrati su un’impronta politica più che culturale. Se vogliamo vedere come a livello ideologico come certe idee si sono sviluppate in Cina, questa distinzione non va più bene. Secondo Karl Ove, l'inizio della modernità in Cina, della cultura moderna cinese dovrebbe porsi attorno al 1900. Con l’entrare della Cina nel nuovo secolo le idee e movimenti legati alla modernità acquisiscono un’importanza fondamentale. È vero che la cina delle guerre dell’oppio era una Cina che si era confrontata con il mondo moderno delle potenze occidentali, però dal punto di vista culturale non era per niente moderna. Si discuteva di questioni sempre legate a una mentalità che non aveva niente a che vedere con la modernità. C’erano cambiamenti dal punto di vista commerciale perchè alla Cina erano stati imposti dai governi occidentali dei trattati orribili, ma nulla più. La storiografia ufficiale vede il 4 maggio 1919 come il momento in cui si iniziano a vedere le idee dell’occidente, ma in realtà queste idee avevano iniziato a diffondersi già prima, perchè queste idee si stavano diffondendo tanto tra i lealisti quanto tra i comunisti, perchè gli studiosi, intellettuali di riferimento erano Kang Youwei e Liang Qichao. Questi 2 pensatori erano riformatori che avranno un influsso grandissimo su tutti gli intellettuali successivi compreso Mao Zedong. Allo stesso modo parlare del 1949 come di un terzo periodo non considera il fatto che quando il partito comunista prende il potere in Cina, la situazione è già da tempo cambiata ed è a causa del cambiamento del cambiamento generale nella società cinese che il partito prende il potere, e non l'opposto. Ci sono alcune cose che la striografia ufficiale - che tende a dividere la storia moderna cinese - non tiene in conto. Moderno e modernità viene spesso collegata cn cambiamento, rottura della traadizione, che in Cina è sempre stato ambivalente. Con il parito comunista ci sono avute delle rotture ma ci sono dgli element non moderni, tradizionali, che continuano ancora oggi. Se definiamo come moderno l’atteggiamento di chi si apre al mondo dbbiamo aspettare addirittura l’80. definizione di Cina moderna quindi molto complicata. In giappone non ci sono 3 periodi ma 2. Quello che in Giappone viene chiamato “kinsei” parte addirittura con l’unificazione del Giappone, ossia dall' epoca Tokugawa dal 1600/1602 fino al 1868 siamo già in quella che gli storici giapponesi chiamano kinseei, che viene tradotta con "early modern". Early modern è una categoria un po' strana perchè presuppone che sia già mo9derna, e qui entra in campo la questione4 di capire se il giapp anche prim a di un integrazione a tutto tondo con l'occidente, europa, fosse gia suolla strada dell oderniszzazi9one. L’idea della modernizzazione presuppone l’idea che tutte le società debbano confluire in un unico modello di modernità, ossia quello dell’occidente. E in giappone già iniziava ad esserci una borghesia, accumulazione del capitale ecc. Il punto importanteè che noi stiamo già mettendo in campo un modo particolare di intendere la modernità come una modernità confluente. Questa teoria della modernizzazione presuppone ce le altre culture debbano diventare come l’UE o gli USA. Parare di kinsei come di early modern significa adottare questo nuovo modello. “kinsei” periodo che va dalla fine del periodo Tokugawa, ossia bakumatsu, qunsdo il bakufu comincia a essere messo sotto pressione sia dall’esterno (commodoro m.c. perry) (1854) fino al 1868 qundo s ha invece l’estaurazione del dominio dell’imperatore in un oligarchia composta da clan che volevano soppiantare la vecchia guardia che stava aproteggere il gov del bakufu. Kindai fa riferimento a questo periodo fino alla fine della 2 guerra mondiale. In questo periodo trasformazone del Giappone in uno stato moderno. Questo significa che hanno esercito, marina, apparato produttivo, struttura dello stato che si allinano a quelo delle potenze occidentali. Anni in cui il giappo si trasforma in un paese avanzato sulla base di quest’idea. All’inizio per non far la fine della cina volevano creare una flott, impossibile perchè serviva un apparao diverso. Così allargano il campo facendo una serie di trasformazioni dello stato che porta alla formazione dello stato giapponese moderno. Nella formazione del giappo moderno il giappo si accorda su un’orientamento. Period kindai è modernità anche se però è la modernità di un paese che è per certi versi legato ad una struttura fortemente nazionalistica. Solo al 1945 in poi si entra nel gendai, contemporaneo, che inizia con l’ occupazione politico-militare dagli USA che avevano vnto la guerra e piazzato un po’ di basi in giappo (es. Okinawa) e che hanno proposto una revisione della costituzione giapponese. Idea dell’imperatore discendente di amaterasu la troviamo
sumeri noi lo facciamo attraverso le lenti, gli strumenti messi a disposizione dalla moderna filologia. Quindi noi in realtà stiamo lavorando su un doppio piano. Stiamo cercando di capire qualcosa del passato ma attraverso degli schemi che sono moderni. Alcuni schemi riescono a rendere trasparente ciò che vediamo nel passato, altri no. Non va tutto bene quello che noi utilizziamo per affrontare un certo studio, dobbiamo cercare di capire che cosa può essere importante, cosa è utile e cosa no, perchè questi schemi, queste strutture, questi modi di pensare si sono sviluppati all’interno di una cultura, quella occidentale che si è imposta su tutte le altre culture del mondo come la cultura di riferimetno, modernizzazione. Qusta modernizzione non è solo delle strutture politiche economiche sociali, ma anche del modo di pensare. Anche il modo di pensare è da modernizzare. Infatti non a caso in Giappone noi abbiamo una miriade di studiosi che dal Giappone vanno in altri paesi Europei a imparare la filosofia, il diritto, tutto quello che c'è da imparare, e il contrario studiosi europei che vanno in Giappone a insegnare queste cose. Si ha una serio di cambi radicali da questo punto di vista, e i giapponesi hanno imparato benissimo, perchè si ricordi quando si diceva che in una certa epoca della storia religiosa giapponese è stata interpretata a partire da un modo di pensare che era legato alla riforma protestante europea. Questo è un caso tipico, si è apllicato un modo di pensare europeo ad una situazione che non aveva niente a che vedere con quello, perchè si doveva dimostrare che il Giappone aveva già da tempo il suo orientamento che convergeva con la cultura occidentale. Noi abbiamo alcuni di qusti modi di penare che sono parte integrante del nostro bagaglio culturale, che sono utilizzati da politici ecc. Che ragionano in un modo di convergere. Come se tutta l’umanità dovesse convergere nel modello europeo e americano. Bisogna prendere coscienza del fatto che questi modelli, mentalità,percorsi sono limitati, alle volte controproducenti, ci portano in una direzione che ci impedisce di vedere quello che avveniva. é molto importante quindi rendersi conto di quanto sia problematico questo discorso. Questo discorso presuppone che noi non ci fidiamo al 100% dei libri ad esempio. Quello che c'è scritto nel libro non è per forza giusto. Anche il libro è storico, anche chi ha scritto il libro nasce, vive, scrive, muore, in un determinato contesto. Non è Heinstein. Non esistono verità assolute. Questo modo di pensare è alla base di quella che si chiama ricerca. Alle superiori spesso dovrebbero insegnare ad essere indipendenti nel modo di studiare, ma in realtà chiedono la lezioncina, all'università no, o almeno non tutti i corsi. Bisogna far attenzione all'uso delle parole. Una parola può essere usata per cose diverse. La libertà per un personaggio politico italiano significava evadere le tasse. In America se evadi le tasse ti arrestano. Allora può il paese della libertà punire per la libertà? Assurdo. Non si può far dire a una parola l’esatto oposto di quello che vuol dire. Questa è una cosa dei sofisti. Anche in Cina c’erano, all’epoca di Confucio. I sofisti erano quelli che riuscivano a utilizzare una parola e a piegarla in funzione di chi li pagava di più, per cui c'era una persona che diceva che non può esistere un cavallo bianco perchè o è cavallo o è bianco. Rettificazione dei nomi significa riportare una parola al suo senso originale, e questa è una cos che faceva confucio contro i sofisti. Questo per dire che le parole sono molto importanti. Bisogna avere consapevolezza delle parole che si usano. 29/10/ Portale vicino la città di Hiroshima, sull’isola di isukushima. Il portale si chiama Torii. Questo portale delimita un’area sacra, ed è legato a quelli che oggi sono templi Shinto. Due scogli legati da una corda sacra, con un torii. Vestiti dei monaci shinto: “miko” per la donna e “kannushi” per l’uomo. Fushimi inari taisha, uno dei torii più importanti. Tutte queste cose legate allo sinto magari non sono state inventate recentemente ma sono stati reinterpretati durante la modernità. Le Pagode sono più legate al buddhismo. Difficoltà di cosa vuol dire moderno in Cina e Giappone. Anche per quanto riguarda la parola Cina o cinese ci sono problemi a definire cosa intendiamo perchè parliamo di Cina dal 3 sec a.C come e fosse una continuità temporale e geografica. Abbiamo la Cina, il Taiwan ma anche altri importanti gruppi di cinesi fuori dalla Cina stessa. Zhong Guo: paese di mezzo. È stato per una identità che è cambaita molt nel corso degli anni e che ha rappresentato un riferimento per molti paesi dell’area compreso il Giappone. Il fatto è che noi tendiamo a intendere la cina, a sovrapporre questa immaine di cina anche al passato. Oggi la Cina popolare è uno stato-nazione con una tendenza accntratrice molto forte.
Però in passato ha avuto diverse configrazioni. Differenza anche nel modo di intendere la Cina. Prima intesa come un continente. Oggi parlare di cina significa parlare di tutta la popolazione che la abita, anche le minoranze. Il fatto che la Cina abbia ricominciato a rivedere la cultura confuciana serve per rafforzare un discorso identitario incentrato sulla cultura. C’è una cultura comune a tutte le popolazioni che fanno parte della Cina che vengono indirizzate incanalate verso la comune origine confuciana. Non esiste una etnia an unica, ci sono molte popolazioni diverse che si rifanno a questa idea. Sono diversi per lingua, per cultura e tradizioni. Rapporto con l’Europa ha reso le cose ancora più complicate. Abbiamo la Cina continentale che è una cosa, Hong Kong un’altra, Taiwan pure, Singapore e le varie China town per il mondo. Ci sono però molti studiosi che hanno cercato di condensare una idea, immagine, concezione di cosa significa cultura cinese, intorno all’inizio del 900. Anche il partito comunista cinese ha cercato di definire la cultura cinese ed indirizzarla verso una cultura precisa. Questo modo di governare la complessità culturale della Cina è già un intervento verso il mondo cinese. È un qualcosa che si pone già in un modo che si discosta dalla situazine delle varie popolazioni che si trovano in Cina. .é un po' come dire "io mi trovo davanti a diverse realtà e voglio riunificare queste realtà in un unica direzione. Questo però, se io voglio unificare la Cina in questo modo, vuol dire che è più complessa, altrimenti non vorrei riunificarla. Ci sono molti dibattiti anche a riguardo di coas significhi l'eredità confuciana oggi, perchè ci sono quelli che ritengono che il confucianesimo significhi una struttura improntata al familismo e alla trasmissione da padre a figlio, e in questo modo il Confucianesimo diventa cosi una struttura molto chiusa e incentrata sulla relazione familiare. Confucianesimo bostoniano che vede il confucianesimo a partire da un dialogo piu o meno produttivo con il pragmatismo americano e sviluppa delle idee che riprendono certe tematiche di Confucio aprendolo di fatto all'intera umanità, trasformando le idee confucane in un qualcosa che non è a uso esclusivo ai cinesi, ma serve per tutto il mondo. Tu Weiming , dice che la vera cultura confuciana, la vera cultura cinese, non c'è più in Cina, ormai si trova all’esterno della Cina, all’estero. Tra anni 50, 60 c’era in Cina la rivoluzione culturale che ha significato la distruzione piu o meno sistematica di tutte le tradizioni che facevano capo alla cultura del passato. Trasformazione radicale di tutto cio che veniva pensato fatto praticato in Cin. Per es banda dei 4 del 74 cercava di soppiantare il confucianesimo a favore del legismo. Pensiero che punta al valore della legge ad ogni costo. Film Hero, i consiglieri dell’imeratore che dicono che l’assassino deve essere ucciso, sono figure di legisti. I legisti sono il bastone dove il confucianesimo è la carota. È la versione piu cattiva dello stato cinese rispetto alla versione piu umanistica e comprensiva del confucianesimo. In tempi abbastanza recenti il confucianesimo era visto come una realtà da superare, e solo in tempi più recenti o con Shi Jin Ping che si ha avuto un cambiamento radicale di idee rispetto a questo lascito culturale del confucianesimo, e con Shi Jin Ping si è partiti dall'idea che il puro sviluppo materiale non è sufficiente a garantire l'armonia e la forza morale di una nazione, ossia che la popolazione sta peggio se pensa soltanto a produrre e consumare, e quindi c’è bisogno di riempire lo spazio dello stato anche con contenuti di tipo ideologico, perchè solo con un ruolo attivo da questa prospettiva si può pensare che la Cina possa riuscire a superare i problemi che si trova davanti. Modo per rinsaldare la Cina, per renderla piu coesa. Usare una cosa come il confucianesimo(asse portante dello stato imperiae cinese), tutte le dinastie hanno fatto riferimento a una struttura dello stato che era quella dei funzionari. La struttura dei funzionari, legata a confucianesimo e varianti, è stata una costante fin quando sembrava è arrivato Mao che ha definito il confucainesimo come una cosa del passato che va abbattuta, distrutta. Quando possiamo devinire qualcosa cinese? Quando un prodotto culturale è cinese? I film cinesi ad esempio sono ormai delle produzoni globalizzate. Es Matrix, scene di combattimento fatti da uno dei piu importanti coreografi cinesi, lo stesso che tra l’altro ha lavorato in hero. È difficile per altro, parlando dei film dire che cosa fa capo a un solo Stato. Anche Hollywood si aggancia a una serie di rapporti che va al di la dei soli Stati Uniti. In Cina la musica classica europea è seguitissima tanto quanto da noi. Questo vuol dre che troviamo dei meccanismi di queso genere anche in Cina. Ci sono molti cinesi che vivono e lavorano in Giappone, altri in Italia. Magari il papà, la mamma o il nonno di queste persone sono molto più legati alla madrepatria ma i figli e i nipoti non lo sono più, solo più legati alla cultura e al modo di fare di essere italiano. È difficile anche capire cosa voglia dire cultura nella Cina attuale o nella Cina in generale, wenhua o bunka in giappponese. Questi due caratteri stanno ad indicare delle cose precise. Testi scritti e
stress e trovarci in mutande nel giro di un decennio, ci conviene capire come funzionano questi meccanismi, perchè in questo modo riusciamo a posizionarci rispetto al mercato e alle scelte politiche che condizionano sempre di più il mercato rispetto anche alle situazioni di cultura che apparentemente sembrano astratte ma che in realtà poi influiscono anche sul nostro lavoro e sulla vita quotidiana di tutti i giorni. Se noi quindi abbiamo gli strumenti per capire siamo più in grado di rispondere in modo pronto ed efficace a un cambiamento di situazione. Se con la Cina si sa che si tratta di uno stato molto grande che contiene tantissime minoranze etniche, ci sono molte differenze anche a livello di lingua, zona ecc. per quanto riguarda il Giappone di solito si tende a pensare che il Giappone sia un blocco monolitico, forgiato nell'acciaio, che i giapponesi siano tutti uguali e facciano tutto in modo uguale ecc. cioè pensiamo che il Giappone sia una società monoculturale, cioè una nazione omogenea, compatta. Questa idea però è storicamente determinata, non è sempre stata così, oggi si tratta di un idea che ha ancora molta forza in Giappone però non è coerente con molti fattori e situazioni che noi troviamo nel Giappone contemporaneo. Ad esempio, quando il prof era in Giappone capitava spesso che le persone con cui parlava facevano un piccolo preambolo quando dovevano dire la loro idea, che funzionava così: "la maggior parte dei giapponesi pensa che.. però io la penso così..", questo discorso cosa vuol dire? Che loro non fanno parte della maggior parte dei giapponesi? Ma cosa vuol dire 'la maggior parte dei giapponesi' se cis ono tutte ste persone che la pensano in modo diverso? Questo vuol dre che c'è un discorso dominante molto forte ma questo discorso dominante si presenta in forma compatta. In realtà però non può escludere che ci siano posizioni anche molto diverse, è quello che accade un po' in tutte le società avanzate. L'idea che il Giappone sia una società compatta, monoculturale, è stato sempre più criticato dai sociologi, anche giapponesi, perchè non tiene conto a sufficenza delle diversità che invece sono presenti all'interno della società giapponese. Possiamo dire che l'opinione pubblica giapponese tende a definirsi come omogenea, ma in realtà questa percezione non corrisponde con le opinioni reali della gente su varie situazioni. Il che vuol dire che c'è anche un numero esistente di persone che pensa come pensano tutti i giapponesi, però c'è anche un numero maggioritario che non la pensa così. Per esempio il tema dei trapianti, tema abbastanza scottante in Giappone, perchè il Giappone è un paese in cui la percentuale di trapianti è tra i più bassi del mondo dei paesi industrializzati. Per altro anche la diagnosi di morte celebrale, strettamente collegata con il tema dei trapianti, è una delle cose che in Giappone viene fatta molto di rado, questo crea dei problemi per le persone che vogliono farlo e molti devono andare addirittura all'estero, perchè in Giappone non c'è un' offerta sufficente. Molti sociologi o antropologi ritengono che questa cosa sia legata a questioni culturali. "dato che nella cultura giapponese il corpo è visto in un certo modo, non come una macchina da cui si possono togliere dei pezzi e poi aggiungere, ma è visto come un tutto unitario che non deve essere toccato" allora i giapponesi non sono molto d'accordo con l'idea dei trapianti e tendono a non vedere di buon occhio questa cosa, così come la morte cerebrale perchè il cervello come sede dell' "anima" è una cosa occidentale, in Giappone non è il cervello la sede dell'anima ma altre parti ecc. Queste considerazioni hanno un sacco di gente che pensa così. Se però si va a fare delle ricerche a livello sociologico si scopre che le cose non stanno esattamente così, c'è all'incirca 1/3 della popolazione giapponese che pensa così, gli altri sono generalmente tendenzialmente piuttosto pragmatici. Questo vuol dire che solo 1/3 della popolazione giapponese è giapponese mentre il resto no? Non diciamo cazzate, questo vuol dire che attraverso l'idea, la questione dei trapianti e della morte cerebrale c'è un gruppo di pressione di tipo culturale, c'è un gruppo di persone che punta a mantenere coeso il giappone su determinate posizioni. In Giappone non c'è una chiesa cattolica, questo vuol dire che non c'è una istituzione precisa che cerca di mantenere una specie di posizione ufficiale su questo tema, perchè anche il governo in realtà è un po' fra l'incudine e il martello, perchè da una parte ci sono i tradizionalisti, la comunità internazionale, l'organizzazione mondiale della sanità, i trattati internazionale, e il governo giapponese è molto sensibile a questo tema, perchè il Giappone è un paese in cui l'opinione pubblica mondiale ha sempre avuto un importanza determinante fin da quando è nato lo stato-nazione, e quindi deve mantenersi al passo con la legislazione, i disegni di legge che sono stati suggeriti dall'organizzazione mondiale della sanità ecc. Questo vuol dire che il governo ha una posizione tendenzialmente un po' ambivaga, alle volte da un colpo al cerchio a favore dell'OMS altre a favore dei tradizionalisti, non c'è mai una posizione netta da parte del governo. Questa cosa viene lasciata a un gruppo più o meno influente di persone che si preoccupano di dire cosa è il giapponese e cosa no, che possiamo far rientrare in quello che viene chiamato nihonjinron. Non tutti questi interpreti sono esponenti di questa corrente. Nihonjinron con 'ron' di discorso. Discorso sui giapponesi. Discorso su cosa significa essere giapponese. Questa non è una corrente di qualche tipo, non è una lobby specifica, ma una serie di pubblicazioni che in Giappone sono molto importanti. Nelle librerie giapponesi si trovano spesso libri con la
scritta 'nihonjinwa nanika?'. Scrittori che hanno costruito la propria fortuna letteraria su questo discorso, con una serie variopinta di posizioni.