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Schema sullo storiografo Erodoto e le Storie
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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BIOGRAFIA Nacque tra il 490 e il 484 a.C. ad Alicarnasso. Viaggiò molto e parlò dei suoi viaggi nella sua opera; soggiornò ad Atene , dove conobbe Pericle e Sofocle e infine si stabilì nella colonia panellenica di Turii (Magna Grecia), alla cui fondazione collaborò nel 443 a.C. ottenendone la cittadinanza. Morì poco dopo il 430 a.C. STORIE (Ἱστορίαι) opera divisa in 9 libri dai grammatici alessandrini che parla delle guerre persiane : primi 4 libri e metà del 5 ––> usi e costumi dei popoli non greci abitanti parte del mondo allora conosciuto e il cui baricentro politico era l’Asia Minore dalla seconda metà del 5 in poi ––> dalla rivolta delle città greche d’Asia c ontro la sudditanza all’impero persiano e repressione + due spedizioni contro la Grecia da Dario e dal figlio Serse, i cui eventi principali furono le battaglie di Maratona (490 a.C.) e di Salamina (480 a.C.) PUNTI DI CONTATTO CON L’EPICA finalità di ammaestramento , conservazione della memoria , celebrazione degli eventi, narrazione non lineare , inserimento di episodi secondari , prevalenza delle scene individuali sulle scene di massa, ciclicità nella narrazione degli avvenimenti NUCLEI TEMATICI obiettivo ––> conservazione non solo della memoria delle imprese ma anche della “ fama ” (κλέος) logografo ––> fa conoscere agli Ateniese usi e costumi di vari popoli , anche se “stranezze” metodologia d’indagine ––> instaura un rapporto di fiducia con il pubblico, a cui garantisce in prima persona la verità di ciò che afferma; talvolta riferisce informazioni anche se le ritiene meno sensate, sta al pubblico decidere quale accogliere autopsia e ascolto ––> la visione diretta è la prova regina della verità, in assenza di questa si ascoltano i testimoni è consapevole della stranezza di alcune notizie e giustifica le perplessità ma ne garantisce la correttezza , sarà il buon senso a fare da guida rivisitazione del mito mutevolezza delle sorti umane e caducità della felicità ––> comprese a seguito dell’esperienza del mondo difficile rapporto uomo-dio ––> la pena più odiosa degli uomini è capire molto ma non potere nulla casualità e ineluttabilità del destino relativismo ––> il contatto con altri popoli comporta la conoscenza di religioni, usi e costumi diversi ma non meno validi dei propri UNA VISIONE PERSIANOCENTRICA Erodoto, nativo di Alicarnasso, aveva una visione persianocentrica del mondo, poiché gli interessi politici e militari del regno persiano condizionavano quelli delle nazioni nell’area asiatica. L’ assoggettamento delle città greche d’Asia ai persiani terminò poi grazie all’espugnazione della fortezza di Sesto sull’Ellesponto (478 a.C.). GRECI E BARBARI i Greci vengono presentati come padroni del proprio futuro , i Persiani sottomessi alle volontà del monarca. I barbari vengono descritti mentre “scoprono” i Greci che dovrebbero rendere schiavi e Erodoto fa esprimere dal campo avverso apprezzamenti lusinghieri sugli Elleni. Ad esempio esprimono stupore per certi usi come la corona d’olivo data in premio ai vincitori a Olimpia (gareggiano per la gloria e non per il denaro). Inoltre, il re spartano Demarato predice la guerra del Peloponneso , dicendo che non rinuncerebbe a combattere contro di lui in nessun caso, poiché il suo popolo si difende dalla povertà e dalla schiavitù grazie alla virtù eroica. METODOLOGIA ERODOTEA vista ( ὄψις ) ––> la visione diretta ( αὐτοψία ) è lo strumento informativo migliore e più fedele ma sarebbe un limite, poiché in questo modo potrebbe raccontare solo eventi a cui ha assistito o cristallizzati nel tempo ascolto ( ἀκοή ) ––> di eventuali testimoni diretti all’evento raziocinio ( γνώμη ) ––> nel caso in cui ci siano più testimonianze gli fa scegliere quella più verosimile se le testimonianze sono incredibili, le riferisce ma dice che si meraviglierebbe se tale notizia fosse vera VERITÀ E VEROSIMIGLIANZA le inesattezze sono meno rilevanti se si considera che la verità non è particolare ma deriva da una visione complessiva della dinamica degli eventi e delle sue leggi (con motivazioni religiose). Erodoto viene definito pater historiae “ padre della storiografia ” perché ha creato l’idea stessa di storia e non per i risultati della sua ricerca, dato che sono mescolati a fatti mitologici. LA CONCEZIONE ETICO-RELIGIOSA nei suoi viaggi ha conosciuto popoli che adoravano diversi dèi e la differenza sta solo nel nome , perché il sentimento di venerazione è uguale. Accetta e rispetta tutte le religioni. Non fa riferimento
ad un dio dal nome preciso ma ad un “ principio divino ” generico e indeterminato (ὀ θεός oppure τὸ θεῖον). Per quanto riguarda il rapporto uomo-dio oscilla tra: arcaica concezione della vendetta punitrice di chi insuperbisce troppo per eccesso di felicità visione solonico-eschilea del dio che punisce non la felicità ma la ὕβρις Questo tema comunque non è sviluppato in modo lineare e non è facile distinguere il confine tra l’eccesso di fortuna e la tracotanza: Serse (esempio di ὕβρις punita), Creso e Policrate (hanno considerato durevole uno stato di benessere soggetto al gioco del destino). Vengono sovrapposti influenza del fato e libera scelta dell’individuo perché nonostante l’uomo sia libero deve adeguarsi al suo destino. Per conoscere il destino spesso l’uomo ricorre agli oracoli , che però predicono il futuro usando un linguaggio ambiguo senza fornire una chiave per decodificarlo (risulta inutile o letale). Però, è ancora più crudele riuscire a conoscere il proprio destino (comprendendo l’oracolo) e non poter fare nulla per cambiarlo. LINGUA dialetto ionico