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mappa concettuale sul Risorgimento italiano: vicende storiche e progetti politici di Mazzini, Gioberti, Balbo e d'Azeglio, Cattaneo e Ferrari.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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alcuni intellettuali elaborano progetti per l’Italia unita:
presenta un programma fondato su ● principi democratici ● principi repubblicani ● Ispirazione mistico-religiosa
è una religiosità laica: una “fede” nella libertà, nel progresso e nel principio di associazione
il programma prevedeva l’ indipendenza nazionale attraverso un’ insurrezione popolare che avrebbe dato vita a una REPUBBLICA
riteneva fosse l’unica forma di governo in grado di garantire gli ideali della Rivoluzione Francese: libertà, uguaglianza, fraternità
nel 1831 a Marsiglia fonda la “ GIOVINE ITALIA” , associazione politica insurrezionale il cui programma veniva pubblicato nell’omonimo periodico
Mazzini abbandonò i metodi della Carboneria, coinvolgendo quindi tutti gli italiani attraverso programmi chiari e noti a tutti
attuò interventi concreti ma furono fallimentari
aderì Giuseppe Garibaldi
dal 1848 i moti insurrezionali europei si estendono anche all’Italia
a gennaio a Palermo scoppia la rivoluzione siciliana contro il potere borbonico quindi Ferdinando II delle Due Sicilie promulga una COSTITUZIONE
viene seguito da Leopoldo II di Toscana, Carlo Alberto re di Sardegna e Papa pio IX
da marzo le rivolte scoppiano nell’Impero Austriaco contro il potere degli Asburgo : ● 5 GIORNATE DI MILANO ● proclamazione della Repubblica di San Marco
il maresciallo austriaco Radetzky è costretto ad abbandonare la città
dopo la conclusione di queste insurrezioni Carlo Alberto dichiara guerra all’Impero austriaco: si ha la PRIMA GUERRA D’INDIPENDENZA
● pressione dei liberali e democratici: vedono nella crisi dell’Impero asburgico l’occasione per liberare l’Italia dagli austriaci ● aspirazione ad estendere i confini della monarchia sabauda ● timore che il Lombardo-Veneto diventi un centro di agitazione repubblicana
cause
Ferdinando II, Leopoldo II e Pio IX, che vedono nella diffusione di ideali patriottici e democratici una minaccia per la stabilità dei loro troni, si uniscono alla guerra antiaustriaca e inviano truppe
i monarchi aderiscono per accontentare le rispettive popolazioni ma non condividono realmente questo spirito rivoluzionario. dopo una prima illusione di guerra di indipendenza nazionale, i monarchi ritirano gli eserciti
dopo la vittoria a Goito e la resa della fortezza di Peschiera , le truppe di Carlo Alberto sono nettamente sconfitte a CUSTOZA e il 9 agosto viene firmato l’ armistizio di Salasco
ormai spirito indipendentista si era diffuso: ● a Roma un moto insurrezionale mise in fuga il papa e dette vita alla REPUBBLICA ROMANA ● in Toscana fu cacciato il Granduca e creato un governo provvisorio ● l’iniziativa si riprende anche in Piemonte, quindi carlo Alberto infrange l’armistizio
le truppe di Radetzky affrontano l’esercito sabaudo il 22 e 23 marzo 1849 nei pressi di Novara e gli infliggono una gravissima sconfitta
Carlo Alberto per non mettere in pericolo le sorti della dinastia, abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele II. Il giorno dopo, il nuovo re firma un nuovo armistizio con gli austriaci a Vignale
L’Austria, il Regno delle Due Sicilie e la Francia repubblicana aiutarono il papa a rientrare a Roma c
nel Luglio 1849 la Repubblica romana si arrese e i francesi entrarono in città ristabilendo il potere pontificio
il 22 agosto anche Venezia si arrese e tornò sotto il dominio asburgico
il programma prevedeva l’ indipendenza nazionale raggiunta attraverso un’ azione pacifica
presenta un programma fondato sull’ ideale di fede religiosa come elemento di coesione e quindi artefice dell’unità nazionale; proposta definita NEOGUELFA
prospettava la costituzione di una confederazione dei principi italiani, tutti cattolici, sotto la presidenza del pontefice
aderirono Alessandro Manzoni, Antonio Rosmini e Niccolò Tommaseo
era una proposta fondata sulla fiducia di una Chiesa che volgesse verso principi liberali e nazionali, speranza che intellettuali e patrioti escludevano
criticarono il programma di Gioberti poiché non chiariva il ruolo dell’Austria nella confederazione: ritenevano l’ unificazione della penisola non era possibile senza l’indipendenza Lombardo-Veneta dall’Austria
convincere gli austriaci attraverso un esercito forte, guardando quindi al Regno di Sardegna , e offrendo loro il “ compenso balcanico ”
proponeva l’idea di una repubblica federale costituita da tanti stati quanti erano i regni e i ducati allora esistenti nella Penisola
riteneva fosse una soluzione capace di tutelare le tradizioni di autonomia locale e di promuoverne lo sviluppo in senso democratico