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Seconda Guerra Mondiale, Appunti di Storia

Appunti sulla Seconda Guerra Mondiale (liceo classico, a. s. 2021/2022)

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 28/06/2023

ludovicaberini
ludovicaberini 🇮🇹

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LA SECONDA GUERRA MONDIALE
1 S ETTEMBRE 1939 2 SETTEMBRE 1945
LA G UE RRA CIVIL E DI SP AG NA (1936-19 39)
Nel 1936 un gruppo di ribelli guidati da Francisco
Franco, generale di tendenze autoritarie, organizzò
un’insurrezione militare contro la Repubblica,
spingendosi verso nord-ovest e proclamando la città
di Burgos capitale. La Repubblica non seppe reagire
adeguatamente a questa guerra civile, in quanto
costituì un esercito coinvolgendo anche civili poco
addestrati e poiché era caratterizzata da
contrapposizioni molto dure tra repubblicani e
socialisti, anarchici e trockijsti. Franco, invece,
prevalse per la superiorità di mezzi e uomini. Nel 1939
l’esercito franchista conquistò Barcellona e Madrid e
Francia e Regno Unito dovettero riconoscere
ufficialmente il regno degli insorti. Al termine della
guerra Franco impose una dittatura (tradizionale, come quella di Salazar in Portogallo; non è un totalitarismo,
perché non vuole “l’uomo nuovo”), assumendo il titolo di Caudillo (il corrispondente di “duce” in spagnolo).
Trovò nel clero, nella burocrazia, nell’esercito e nei proprietari terrieri i pilastri fondamentali per il
proprio regime; l’unico partito riconosciuto fu la Falange Espanola e lo Stato fu soggetto ad un processo di
accentramento. La dittatura di Franco durò fino alla sua morte, nel 1975.
Gli unici Stati ad intervenire a favore di Franco furono la Germania e l’Italia; i tedeschi in particolare usarono
armamenti pesanti e l’aviazione (ripresa durante la Seconda guerra mondiale) e si resero responsabili del
bombardamento di Guernica il 26 aprile 1937. In soccorso della Repubblica, invece, intervennero solo
l’Unione Sovietica e le Brigate Internazionali, costituite da volontari antifascisti (nella battaglia di
Guadalajara del 1937 combatterono italiani antifascisti contro italiani fascisti). Francia e Inghilterra, invece,
non fecero nulla, temendo una vittoria comunista in Spagna.
Nel 1940 Hemingway pubblicò Per chi suona la campana (For Whom the Bell Tolls), che racconta, attraverso
un alter ego dell’autore, Robert Jordan, l'esperienza diretta dello stesso autore, che prese parte alla guerra civile
spagnola come corrispondente di guerra, nelle file dell'esercito popolare repubblicano.
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LA SECONDA GUERRA MONDIALE

1 SETTEMBRE 1939 – 2 SETTEMBRE 1945

LA GUERRA CIVILE DI SPAGNA (1936-1939)

Nel 1936 un gruppo di ribelli guidati da Francisco Franco, generale di tendenze autoritarie, organizzò un’ insurrezione militare contro la Repubblica , spingendosi verso nord-ovest e proclamando la città di Burgos capitale. La Repubblica non seppe reagire adeguatamente a questa guerra civile, in quanto costituì un esercito coinvolgendo anche civili poco addestrati e poiché era caratterizzata da contrapposizioni molto dure tra repubblicani e socialisti, anarchici e trockijsti. Franco, invece, prevalse per la superiorità di mezzi e uomini. Nel 1939 l’esercito franchista conquistò Barcellona e Madrid e Francia e Regno Unito dovettero riconoscere ufficialmente il regno degli insorti. Al termine della guerra Franco impose una dittatura (tradizionale, come quella di Salazar in Portogallo; non è un totalitarismo, perché non vuole “l’uomo nuovo”), assumendo il titolo di Caudillo (il corrispondente di “duce” in spagnolo). Trovò nel clero , nella burocrazia , nell’esercito e nei proprietari terrieri i pilastri fondamentali per il proprio regime; l’unico partito riconosciuto fu la Falange Espanola e lo Stato fu soggetto ad un processo di accentramento. La dittatura di Franco durò fino alla sua morte, nel 1975. Gli unici Stati ad intervenire a favore di Franco furono la Germania e l’ Italia ; i tedeschi in particolare usarono armamenti pesanti e l’aviazione (ripresa durante la Seconda guerra mondiale) e si resero responsabili del bombardamento di Guernica il 26 aprile 1937. In soccorso della Repubblica, invece, intervennero solo l’ Unione Sovietica e le Brigate Internazionali, costituite da volontari antifascisti (nella battaglia di Guadalajara del 1937 combatterono italiani antifascisti contro italiani fascisti). Francia e Inghilterra , invece, non fecero nulla, temendo una vittoria comunista in Spagna. Nel 1940 Hemingway pubblicò Per chi suona la campana ( For Whom the Bell Tolls ), che racconta, attraverso un alter ego dell’autore, Robert Jordan, l'esperienza diretta dello stesso autore, che prese parte alla guerra civile spagnola come corrispondente di guerra, nelle file dell'esercito popolare repubblicano.

GLI ULTIMI ANNI DI PACE IN EUROPA

L’intervento in Spagna rafforzò il rapporto tra Hitler e Mussolini, che il 25 ottobre 1936 sottoscrissero l’ Asse Roma-Berlino , una dichiarazione di intenti (non un’alleanza) e un’intesa di natura ideologica e politica tra le due dittature. Hitler inoltre si alleò con il Giappone firmando, il 25 novembre 1936 , il Patto anti-Komintern contro l’Unione Sovietica e l’Internazionale comunista; l’Italia aderì al Patto l’anno successivo. Sempre nel 1936 il Giappone iniziò l’offensiva contro la Cina, conquistando la Manciuria , approfittando dell’instabilità politica dovuta allo scontro tra i comunisti di Mao e i nazionalisti di Chiang Kai- shek; il Giappone aveva infatti l’obiettivo di creare un vasto impero asiatico in grado di assicurare materie prime , un mercato interno e territori nei quali insediare una popolazione ormai eccedente. La Società delle Nazioni non seppe prendere alcuna misura efficacie nei confronti dell’aggressore, mettendo in evidenza la sua debolezza e, in generale, quella dell’intero sistema diplomatico internazionale. Francia (Daladier) e Inghilterra (Chamberlain) adottarono la politica dell’ appeasement (“pacificazione”), ben consapevoli che l’opinione pubblica rifiutava una nuova guerra: avrebbero fatto di tutto pur di non avere la guerra. Dopo la Prima guerra mondiale la Germania fu notevolmente ridimensionata e divisa in due (Germania e Prussia Orientale); Hitler perciò rivendicava l’Austria, la regione dei Sudeti, il “corridoio” di Danzica, la Saar (dal 1935 la regione fu affidata alla Germania nazista che nominò ReichsKommissar Bürckel) e la Renania (rimilitarizzata nel 1936).

L’ANNESSIONE DELL’AUSTRIA Ormai sicuro dell’appoggio dell’Italia (mancato nel 1934), Hitler poté procedere, nel 1938 , con l’ Anschluss , l’annessione dell’Austria, senza alcun ostacolo, se non quello dell’Unione Sovietica. Una campagna propagandistica organizzata dal ministro della Propaganda Goebbels sostenne l’operazione, mostrando che tedeschi e austriaci, popoli della stessa razza, avevano il diritto di affratellarsi. Il capo di governo viennese fu costretto a includere i nazisti nel proprio governo e poi a dimettersi, poiché Hitler obbligò il Presidente austriaco ad affidare il governo ad un nazista. Il tentativo di referendum per bloccare l’annessione fallì, ed essa fu confermata con un plebiscito popolare in aprile. L’annessione fu dunque portata a termine senza spargimenti di sangue: i tedeschi entrarono trionfalmente in Austria.

L’ANNESSIONE DEI SUDETI Hitler volse successivamente la sua attenzione alla questione dei Sudeti , minoranza inclusa nei confini della Cecoslovacchia dal Trattato di Versailles. Inizialmente chiese per loro il diritto di autodecisione, poi, nel settembre 1938 , ne chiese la secessione e la loro annessione alla Germania. Le cancellerie occidentali, allarmate, convocarono la Conferenza di Monaco (con Italia, Francia, Inghilterra e Germania), che si svolse il 29-30 settembre 1938 , al termine della quale Chamberlain e Daladier cedettero e concessero il territorio dei Sudeti alla Germania (Hitler si era assicurato la complicità italiano confermando la sovranità dell’Italia sul Trentino Alto-Adige). I quattro capi di governo furono accolti in patria come salvatori della pace.

L’INVASIONE DELLA CECOSLOVACCHIA I documenti recuperati dalla cancelleria di Berlino nel 1945 hanno rivelato che già nel 1937 Hitler era intenzionato a preparare la Germania alla guerra: il problema del Lebensraum (“spazio vitale”) poteva essere risolto dolo con le armi. Questa era la dottrina, già formulata nel Mein Kampf , della “marcia verso est”. Ancora una volta le cancellerie europee cedettero, rimanendo fedeli alla politica dell’ appeasement , alle pretese di Hitler , che invase la Cecoslovacchia nel marzo 1939 , smembrando il Paese in Boemia e Moravia (protettorati tedeschi) e Slovacchia (Stato vassallo della Germania, formalmente indipendente). Churchill

23/8/1939 Patto Molotov-Ribbentrop

1/9/

La Germania invade la Polonia Mussolini dichiara la non belligeranza dell'Italia 3/9/1939 Francia e Inghilterra dichiarano guerra alla Germania

LA PRIMA FASE DELLA GUERRA (1939-1942)

L’INVASIONE DELLA POLONIA

Dopo l’invasione tedesca la Polonia fu ridotta in condizioni disastrose nel giro di tre settimane. I polacchi si ritrovarono tra due fuochi: i russi , con il pretesto di “proteggere l’Ucraina”, avanzarono da est , secondo gli accordi del Patto Molotov-Ribbentrop (23 agosto 1939). Entro il 18 settembre la guerra tedesco-polacca era di fatto terminata, senza che Francia o Inghilterra potessero agire concretamente. I russi furono responsabili, nel 1940 , del massacro di Katyn , dove furono fucilati 22.000 polacchi, mentre le SS naziste e le truppe speciali dedite alle fucilazioni trucidarono 50.000 civili polacchi che ricoprivano cariche politiche, economiche e militari. Se prima del 1939 i campi di concentramento non erano affollati per determinate dinamiche, con l’invasione della Polonia essi iniziarono a riempirsi , perché c’erano grandi numeri da contenere (slavi, ebrei, oppositori politici…). Decisiva, tra il 1939-1940 , si rivelò la tattica di Hitler, la blitzkrieg (guerra lampo), fatta di attacchi veloci per cogliere impreparati gli eserciti (come accadde) e ottenere un rapido controllo dei territori.

L’INVASIONE DI DANIMARCA E NORVEGIA Tra l’aprile e il giugno 1940 i tedeschi riuscirono ad annettere la Danimarca e la Norvegia , instaurando qui il primo regime collaborazionista europeo. Il controllo di questi due Stati garantiva ai tedeschi il controllo del Mar Baltico, delle riserve di minerali ferrosi e importanti basi navali e aeree.

L’ESPANSIONE RUSSA A OVEST L’Urss impose il proprio protettorato in Lettonia, Lituania ed Estonia. Nel 1939 attaccò la Finlandia , che si arrese l’anno successivo.

IL CROLLO DELLA FRANCIA Nel 1939-1940 sul fronte occidentale non accadde nulla di rilevante (si parlò di drole de guerre , “strana guerra”, che sembrava rimanere in sospeso). Il 10 maggio 1940 , però, i tedeschi attaccarono il Belgio , i Paesi Bassi e la Francia , il cui esercito pensava di essere al sicuro con le fortificazioni lungo la Linea Maginot (confine franco- tedesco), ma che fu travolto in poche settimane. L’ armistizio fu firmato a Rethondes , nello stesso vagone ferroviario in cui i delegati tedeschi si erano arresi nel 1918, il 22 giugno 1940. La Francia fu divisa in due : la parte nord rimase sotto l’amministrazione tedesca, mentre quella a sud , con capitale Vichy , poté conservare un’autonomia formale; il capo di Stato era Pétain e il Primo Ministro Laval : la loro politica fu fortemente autoritaria e collaborò attivamente con il nazismo. Tra coloro che si opposero al nazismo ricordiamo Charles De Gaulle , generale che si rifugiò in Inghilterra ed invitò i connazionali a continuare la guerra a fianco degli alleati inglesi.

LA RESISTENZA DEL REGNO UNITO Con l’attacco tedesco in Francia gli inglesi dovettero ritirarsi verso il Canale della Manica, imbarcandosi a Dunkerque tra il 29 maggio e il 4 giugno 1940 , perdendo tutto l’armamentario ma salvandosi anche grazie all’aiuto dei civili. Entro l’estate del 1940 la vittoria tedesca sul continente europeo appariva completata. Solo l’Inghilterra si opponeva ancora al nazismo; dal 10 maggio 1940 si trovava alla guida dello Stato il conservatore Winston Churchill , in un governo di unità nazionale con laburisti e conservatori. Quando iniziarono trattative per giungere ad un compromesso con Hitler, Churchill rifiutò tutto, nonostante questo significasse avere “ lacrime e sangue ” per gli inglesi, perché il nazismo, “ mostruosa tirannia ”, non si sarebbe potuto sconfiggere “ senza vittoria ”, senza la quale non vi sarebbe stata “ sopravvivenza per la civiltà umana ”. Londra divenne così la capitale morale del mondo libero , di uno Stato che combatté una guerra ideologica, per la libertà. La resistenza inglese emerse quando la Royal Air Force (Raf) resistette all’invasione tedesca nelle isole britanniche, la cosiddetta Operazione Leone Marino. Gli inglesi usarono un nuovo metodo molto innovativo per il tempo, il radar, che permise loro di individuare i velivoli nemici ancor prima di iniziare la battaglia. I

Diventando la situazione in Africa difficile, Mussolini si propose di “ spezzare le remi ” alla Grecia , assaltandola il 28 ottobre 1940. L’attacco fu un insuccesso, perché i greci risposero arrivando in Albania. Anche in questo caso dovette intervenire la Germania (aprile 1941). I Balcani furono così spartiti tra Italia e Germania. Mussolini e l’intera Italia si resero conto che il Paese non era in grado di condurre una guerra parallela, e la conferma si ebbe nel 1940-1941 , quando gli inglesi, sostenuti dai dominions , conquistarono la Somalia , l’ Eritrea e l’ Etiopia (dove tornò al potere il negus Selassiè), facendo perdere così all’Italia il titolo di Impero. Mentre i tedeschi, nel 1942 , procedevano in Russia, gli italiani e l’ Afrikankorps penetrarono in Egitto, arrivando ad El-Alamein , a soli 80 km da Alessandria; tuttavia, la mancanza di uomini e rifornimenti bloccò l’avanzata degli italiani e di Rommel. Il 23-24 ottobre 1942 , il generale Montgomery , a capo dell’ VIII Armata inglese , lanciò la controffensiva a El-Alamein: nel 1943 italiani e tedeschi dovettero abbandonare l’Africa, ormai in mano all’Inghilterra, mentre gli Stati Uniti arrivavano in Marocco e Algeria. Le potenze dell’Asse avevano così perso per il sempre il controllo del Mediterraneo.

LA CARTA ATLANTICA Alla fine della Prima guerra mondiale e dopo il crollo di Wall Street gli Stati Uniti mantennero una politica isolazionista. Un primo segnale di rottura si ebbe con la promulgazione, da parte degli Stati Uniti, nel marzo 1941 , della legge “affitti e prestiti”, estesa anche all’Urss in agosto. Nello stesso mese, Churchill e Roosevelt si incontrarono preso l’ Isola di Terranova , firmando una dichiarazione comune, la Carta Atlantica : essa illustrava i principi di democrazia, libertà e cooperazione tra Stati che avrebbero regolato il mondo dopo la conclusione del conflitto. Essa riprendeva i Quattordici punti di Wilson e rappresentava la fine della politica isolazionista degli Stati Uniti, anche se il governo rimaneva sostanzialmente fuori dal conflitto. La firma della Carta aveva posto le basi per la conferenza che si svolse a Washington nell’ inverno 1941-1942 , che si concluse con la firma della dichiarazione delle Nazioni Unite , un’alleanza antifascista e antinazista composta da 26 Stati in guerra contro l’Asse. Gli alleati della Conferenza di Washington si impegnarono a battersi contro “ le forze selvagge e brutali che tentano di soggiogare il mondo ”.

L’ENTRATA IN GUERRA DEGLI STATI UNITI E IL GIAPPONE Il Giappone, dopo aver aderito al Patto anti-Komintern (25 novembre 1936), prese parte, nel settembre 1940 , anche al Patto d’acciaio, diventato così Patto tripartito. Nello stesso mese aveva iniziato l’occupazione dell’ Indocina e della Tailandia. La politica espansionista giapponese peggiorò i rapporti con gli Stati Uniti, tanto che il governo americano sospese le forniture di materie prime indispensabili alle industrie giapponesi. All’alba del 7 dicembre 1941 , centinaia di aerei decollati dal Giappone bombardarono la flotta americana a Pearl Harbour , nelle Isole Hawaii: furono distrutte 8 corrazzate e morirono circa 2.400 persone. La stessa operazione fu compita subito dopo, con risultati analoghi, contro la flotta britannica nel Golfo del Siam. Lo stesso giorno gli Stati Uniti dichiararono guerra al Giappone ; quattro giorni dopo, l’Italia e la Germania dichiararono guerra agli Stati Uniti. La guerra diventava così mondiale, anche se l’Urss, vincolata dal patto di neutralità dell’aprile 1941, avrebbe attaccato il Giappone solo quattro anni più tardi. Nei mesi seguenti si assisté all’espansione nipponica nel Pacifico (furono occupate la Malesia, le Filippine, l’Indonesia, la Birmania e la Nuova Guinea): i giapponesi volevano infatti creare la cosiddetta sfera di co- prosperità della Grande Asia Orientale , secondo lo slogan “ l’Asia agli asiatici ”. I giapponesi sfruttarono i lavoratori e le risorse locali, secondo la logica imperialistica. In primavera, gli Stati Uniti ebbero successo nelle battaglie aero-navali del Mar dei Coralli e delle Isole Midway, e sbarcarono a Guadalcanal, base essenziale per le future operazioni militari. In Cina, intanto, i nazionalisti del Kuomintang e i comunisti di Mao, aiutati dagli americani, attaccarono le forze di Tokyo.

LA PRIMA FASE DELLA GUERRA ( 1939 - 1942 )

1940 Massacro di Katyn 4-6/1940 La Germania annette la Norvegia e la Danimarca

1939 L’Urss attacca la Finlandia e impone il protettorato su Lettonia, Lituania ed Estonia

10/5/1940 La Germania attacca il Belgio, la Francia e i Paesi Bassi

22/6/1940 Armistizio di Rethondes (Francia) 29/5-4/6/1940 Battaglia e reimbarco di Dunkerque 10/5/1940 Churchill Primo Ministro inglese 1941 La Germania sottomette la Grecia e la Jugoslavia

22/6/1941 Inizio dell’Operazione tedesca Barbarossa l’Urss^ contro

1942 - 1943 Battaglia di Stalingrado 1942 La Germania procede in Ucraina

1943 la^ VI Armata del generale Friedrich von Paulus si ritira dalla Russia

10/6/1940 L’Italia dichiara guerra alla Francia e all’Inghilterra 28/10/1940 Assalto italiano in Grecia 1940 - 1941 L’Inghilterra conquista la Somalia, l’Eritrea e l’Etiopia 1942 L’Italia e l’ Afrikankorps arrivano ad El-Alamein

23 - 24/10/1942 Il generale Montgomery dell’VIII Armata inglese attacca l’Italia e l’Afrikankorps ad El-Alamein

1943 L’Asse abbandona l’Africa

Legge americana “affitti e prestiti” Churchill e Roosevelt si incontrano a Terranova e firmano la Carta Atlantica

Inverno 1941- 1942 Conferenza di Washington e nascita delle Nazioni Unite 9/1940 Patto tripartito

Attacco giapponese a Pearl Harbour e nel Golfo del Siam Gli Stati Uniti dichiarano guerra al Giappone

11/12/1941 L’Italia e la Germania dichiarano guerra agli Stati Uniti

12 settembre 1943 liberarono Mussolini dal Gran Sasso e lo posero a capo della Repubblica sociale italiana a Salò , sul Lago di Garda, una formazione politico-militare ostaggio di Hitler. Il sud era nelle mani degli Alleati e sotto la giurisdizione del Regno del Sud, di Vittorio Emanuele III. Il primo fronte degli Alleati correva lungo la Linea Gustav , da Montecassino (la cui abbazia fu completamente rasa al suolo) a Termoli. Il secondo fronte degli Alleati correva lungo la Linea Gotica , da Pisa a Pesaro.

L’INIZIO DELLA RESISTENZA E LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA La Resistenza italiana ebbe il suo preludio nella difesa di Roma da parte dell’esercito e dei civili e nelle Quattro giornate di Napoli (27-30 settembre 1943), dove i napoletani riuscirono a cacciare i tedeschi. Il 9 settembre 1943 si formò a Roma il Comitato di liberazione nazionale (Cln), che chiamava gli italiani a resistere ai tedeschi. Ebbe così inizio la Resistenza , una guerra di liberazione nazionale e di rinnovamento politico e sociale, ma anche una guerra civile tra italiani con ideali opposti. Il 13 ottobre 1943 il governo Badoglio dichiarò guerra alla Germania , come co-belligerante degli Alleati (“co-belligeranza di comodo”); così facendo gli Alleati, che non si fidavano del governo provvisorio, legittimarono il governo Badoglio, perché avevano bisogno di un interlocutore politico. Si formò anche il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai), espressione della Resistenza che ottenne il riconoscimento formale anche da parte degli Alleati. Nel nord, la Repubblica di Salò raccolse il consenso non solo dei fascisti più anziani, ma anche di molti giovani , che d’altronde non avevano molta scelta (quelli che si rifiutavano entravano nella Resistenza). Questo “nuovo” fascismo, che riprese i punti del programma di San Sepolcro , ebbe due caratteri : quello repubblicano , che voleva vendicare il tradimento della monarchia, e quello socialista , nel tentativo di un recupero di credibilità nei confronti della classe operaia. Continuò però la violenza contro la Resistenza e gli ebrei. Il fanatismo antiebraico fu sancito nella Carta costituente , approvata a Verona il 14 novembre 1943; nel punto 7 si affermava che “ gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri […] e nazionalità nemica ”. Fu revocata la cittadinanza agli ebrei e il 30 novembre 1943 fu emesso l’ordine di polizia n. 5, che disponeva che gli ebrei dovessero “ essere inviati in appositi campi di concentramento ”. In Italia, tra i campi di concentramento e di sterminio i più attivi furono quello di Fossoli (Modena) e Tarsia (Calabria), che indirizzavano i prigionieri verso Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau… A Triste si trovava il Lager della Risiera di San Sabba , dotato di forno crematorio e stanze adibite allo sterminio, nelle quali veniva scaricato il gas dei camion. Intanto incessanti erano i rastrellamenti , come quello nel ghetto di Roma del 16 ottobre 1943 , dove 1.000 ebrei furono deportati nei campi di sterminio tedeschi. 6.000 ebrei italiani sui 35.000 presenti in Italia rimasero vittime delle politiche di sterminio nazi- fasciste; l’88% di quelle vittime ebbe come destinazione Auschwitz.

I FRONTI ORIENTALE E OCCIDENTALI Già alla fine del 1941 e soprattutto dopo la Battaglia di Stalingrado nel 1943 i tedeschi compresero che le loro possibilità di vittoria erano assai ridotte: avrebbe infatti vinto solamente con un blitzkrieg. I russi intanto erano giunti in Polonia e Prussia orientale (1944). Un aiuto fondamentale per i russi fu l’azione sul fronte italiano. In Italia, gli anglo-americani liberarono Roma nel giugno 1944 , fermandosi prima dell’inverno sulla Linea Gotica (Pisa-Pesaro), affiancati da un piccolo nucleo di truppe regolari italiane. Questo fu un fatto irrilevante dal punto di vista militare, ma importantissimo da quello politico, perché consentì all’Italia di instaurare nuovi rapporti di fiducia per le future trattative di pace (perché non ci crede nessuno a questa rapida conversione). La politica italiana affrontò un periodo difficile. Innanzitutto quattro erano i centri di potere :

governo di Brindisi (Badoglio); re Vittorio Emanuele III; Repubblica di Salò (Mussolini); partigiani (Cln).

I partiti di Cln (PCI, PSI d’unità proletaria, DC, Partito liberale, Partito d’azione, Democrazia del lavoro) si riunirono in congresso a Bari nel gennaio del 1944 e ribadirono la decisione di non collaborare con il sovrano e chiesero che fosse messa in discussione la stessa forma dello Stato: il sovrano avrebbe dovuto abdicare e il popolo avrebbe scelto l’ordine costituzionale della nuova Italia. Questa decisione non eliminava però le differenze fra i partiti; ai dissidi interni si univano quelli internazionali : gli Alleati erano convinti che la monarchia avrebbe potuto rappresentare l’architrave sul quale innestare la ricostruzione dello Stato italiano, l’Urss era accusata di fomentare istanze innovatrici rivoluzionarie. L’esito era la mancanza di un forte fronte unitario anti-tedesco e antifascista. La situazione fu più chiara per tutti con la svolta di Salerno : nel marzo 1944 , dopo 18 anni di esilio, tornò in Italia Palmiro Togliatti , segretario del PC e membro del Pcus, che in un celebre discorso a Brindisi (sbarco degli Alleati) nell’ aprile 1944 dichiarò che l’obiettivo principale era collaborare con il governo e con il sovrano finché l’Italia non fosse stata liberata, rinviando la questione istituzionale. Il 22 aprile nacque un nuovo governo ancora presieduto da Badoglio, al quale parteciparono tutte le forze antifasciste , che diventano così interlocutori politici. Nel giungo 1944, secondo gli accordi presi nella Conferenza inter-alleata di Teheran nel novembre- dicembre 1943 , le forze anglo-americane intrapresero l’apertura di un nuovo fronte europeo sulle coste francesi. Il 6 giugno 1944 si svolse sulle coste della Normandia il più grande sbarco della storia , con l’ Operazione Overload. Si riversarono sulle coste 10 divisioni inglesi, americane e canadesi, guidate dal generale americano Dwight Eisenhower. L’idea era che i russi liberassero ad est e gli Alleati a ovest; Churchill non era d’accordo con la scelta della Normandia, memore del fallimento a Gallipoli nel 1915, ma alla fine viene scelto quel luogo perché, se i russi fossero arrivati a Berlino, si sarebbero potuti spingere oltre (questo è il preludio della Guerra Fredda): è una gara contro il tempi a chi arriva prima *****. La riuscita dello sbarco minacciò la Germania. Il 5 agosto uno sbarco in Provenza portò alla liberazione della maggior parte del territorio francese, mentre Parigi insorgeva contro i tedeschi. La capitale fu liberata il 25 agosto 1944 e De Gaulle fu riconosciuto come unico legittimo rappresentante della Francia libera.

LA CONCLUSIONE DELLA GUERRA gli ultimi mesi di guerra per la Germania furono strazianti, ma il regime non si disgregò e Hitler mantenne un tenore di vita abbastanza alti, grazie al lavoro coatto dei prigionieri e a una riuscita politica di razionamento. Ci fu un fallito colpo di Stato contro il Fuhrer il 20 luglio 1944; 5.000 furono le persone, coinvolte o meno, uccise. Il futuro assetto europeo fu deciso alla Conferenza di Teheran (adesione ai principi della Carta Atlantica ) del novembre-dicembre 1943 e le zone furono stabilite nell’ incontro a Mosca fra Churchill e Stalin nell’ottobre 1944 :

l’Urss avrebbe ottenuto la Romani e la Bulgaria; l’Inghilterra avrebbe ottenuto la Grecia; Jugoslavia e Ungheria sarebbero state sotto l’influenza comune.

Durante la Conferenza di Jalta del 4-11 febbraio 1945 vene organizzata la struttura dell’ONU, fu deciso l’attacco dell’Urss contro il Giappone e furono stabilite le quattro zone (e non due, per la questione sovietica ***** ) in cui sarebbe stata divisa la Germania, oltre che la smilitarizzazione e denazificazione del Paese. Nella primavera 1945 gli anglo-americani fondarono il fronte a Ovest, mentre i russi penetravano in Germania da est. Il 30 aprile 1945 Hitler e i suoi funzionari (insieme alle famiglie) si suicidarono in un bunker, e il 7 maggio la guerra finì in Europa. Il 9 aprile gli Alleati avevano rotto il fronte nella Pianura padana, mentre il 25 aprile 1945 il Clnai aveva dato vita ad un’ insurrezione nazionale ; i tedeschi si arresero il 28 aprile 1945 , il giorno in cui Mussolini fu ucciso , dopo aver tentato la fuga trasvestito, insieme a Claretta Petacci e i suoi alleati in Piazzale Loreto. Molte città si liberarono da sole. Intanto la guerra nel Pacifico continuava. Su questo fronte gli Stati Uniti avevano scelto la strategia del “salto della rana”: le truppe avrebbero dovuto conquistare solo le posizioni strategiche, al fine di interrompere i