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Una panoramica completa del diritto tributario italiano, analizzando le fasi di accertamento, riscossione e sanzioni. Esplora i diversi tipi di reddito, le modalità di accertamento sintetico, le procedure di riscossione e le diverse tipologie di sanzioni amministrative e penali. Particolarmente utile per comprendere il sistema tributario italiano e le sue implicazioni per i contribuenti.
Tipologia: Dispense
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Lezione 14 I metodi di accertamento L’avviso di accertamento assume denominazioni diverse a seconda del metodo con cui viene determinato l’imponibile. Il primo tipo di accertamento, disciplinato dall’art. 38, del DPR n.600/1973, è l’ Accertamento Analitico del reddito delle persone fisiche (Irpef). In questo caso, all’Amministrazione finanziaria, le fonti di reddito sono tutte note e si perviene alla determinazione del reddito complessivo della persona fsommando i redditi appartenenti a 6 categorie:
tipologie di redditi di persone benestanti) e, dal 2011, dello “spesometro”, consente di valutare la spesa sostenuta dal contribuente per l’acquisizione di beni e servizi. Le spese da prendere in considerazione sono indicate in apposite tabelle adottate tramite decreti ministeriali: es, spese per abitazione, ma anche spese mediche, trasporti, istruzione, tempo libero, ecc. Possibili difese del contribuente : redditi esenti; redditi già tassati alla fonte; redditi prodotti in anni precedenti e già tassati; beni ricevuti per successione e donazione; liquidità derivante dal disinvestimento di strumenti finanziari; o dalla vendita di beni patrimoniali. ATTENZIONE: È un tipo di accertamento tipicamente presuntivo, che ha sempre richiesto l’obbligo del contraddittorio, cioè.è sempre stato necessario instaurare un contraddittorio nel quale il contribuente potesse dare informazioni rispetto al proprio tenore di vita. le presunzioni sono sempre relative, perché devono sempre fornire prove contrarie. L’ Accertamento Analitico-Contabile dei redditi d’impresa si fonda sull’esame della contabilità, su ogni atto o documento inerente l’attività di impresa, sui dati bancari (conti correnti, investimenti, ecc.) Una variante importante, adottata per molto tempo dall’Amministrazione finanziaria, è stata l’accertamento analitico-induttivo fondato sugli Studi di Settore, applicati alle piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi, tutti contesti nei quali l’apparato contabile è poco dettagliato e approfondito. Dagli studi di settore si sta passando agli indici di Affidabilità fiscale, che consentono un approccio pluriennale alla situazione fiscale del contribuente. L’ Accertamento Extra-Contabile del reddito di impresa è possibile se il reddito non è stato dichiarato, o se la contabilità rinvenuta durante i controlli è del tutto inattendibile. Si fonda sui dati comunque raccolti, anche presso terzi (clienti, fornitori, banche, soci, ecc.). Tra le altre tipologie di accertamento, ha rilievo l’ Accertamento Catastale , che riguarda i dati catastali e la rendita catastale, necessari per la determinazione del reddito dei terreni e dei fabbricati.
base imponibile e l’imposta correlata. L’Amministrazione finanziaria può valutare questi elementi e considerarli ai fini dell’accertamento. La natura giuridica dell’accertamento con adesione è piuttosto controversa. La ricostruzione più accreditata vede nell’accertamento con adesione un’ipotesi di accordo transattivo tra le parti del rapporto di imposta, che si scambiano informazioni e si fanno reciproche concessioni. Decorsi i 90 giorni, se questa fase transattiva non produce effetti, si torna alla situazione di partenza. Il termine dei 60 giorni per l’impugnazione di fronte al giudice tributario ricomincia a decorrere. Il contribuente potrebbe decidere di impugnare l’avviso. Se si perviene ad una definizione concordata, l’accertamento con adesione produce i seguenti effetti:
per la riscossione. In ogni caso, il mancato avvio del contraddittorio comporta l’invalidità dell’avviso di accertamento solo se, a seguito dell’impugnazione, il contribuente dimostri in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere se il contraddittorio fosse stato attivato. Lezione 16 L’abuso del diritto in materia tributaria In materia di abuso del diritto, l’evoluzione normativa è stata molto tormentata, il che evidenzia bene tutte le difficoltà che sussistono ogni volta che si cerca di intervenire in modo organico nell’ordinamento tributario. Come si vedrà, in questo settore dell’ordinamento, il condizionamento comunitario e l’incidenza dei principi generali del diritto dell’Unione Europea sono stati fondamentali. Per inquadrare il problema, ricordiamo che per molto tempo l’elusione fiscale (o, altrimenti detto, l’abuso del diritto in materia tributaria) non è stata disciplinata in via generale ed astratta, ma solo attraverso disposizioni specifiche e di dettaglio. Cosa si intende per Elusione / Abuso del Diritto Tributario? ATTENZIONE alle differenze con il Risparmio Legittimo di Imposta e con l’Evasione Fiscale. Il risparmio legittimo di imposta Si ha risparmio legittimo (o lecito) di imposta, quando il contribuente ottiene un trattamento fiscale di favore avvalendosi di agevolazioni, o di altre opzioni concesse dall’ordinamento tributario. Gli esempi:
Con una serie di sentenze (a partire dal leading case Cadbury Schweppes) della Corte di Giustizia UE è stato stabilito un divieto generale dell’abuso del diritto nelle imposte armonizzate, come l’IVA. In seguito, la nostra Corte di Cassazione ha esteso il principio a tutti i tributi, comprese le imposte dirette. Questo orientamento emerge nel 2008 con una serie di sentenze omogenee e si consolida negli anni successivi. Per la Corte di Cassazione, il principio enucleato a livello europeo deve considerarsi esteso al sistema tributario nel suo complesso, come espressione del principio di capacità contributiva. A questo punto, il sistema si rompe definitivamente. L’approccio casistico seguito fino ad allora non è più sufficiente e occorre prevedere una clausola generale anti-abuso. Lezione 17 L’art. 10-bis dello Statuto e la clausola generale anti-abuso L’art. 10-bis dello Statuto ha finalmente codificato il principio generale del divieto di abuso del diritto in maniera tributaria. La nuova formulazione è stata introdotta dal d.lgs. n. 128/2015. La definizione è ora più completa e precisa di quella che risultava dall’art. 37- bis del DPR n. 600/1973.
ABUSO DEL DIRITTO. “ Una o più operazioni prive di sostanza economica che, pur nel rispetto formale delle norme fiscali, realizzano essenzialmente vantaggi fiscali indebiti ”. Gli elementi fondamentali della definizione sono tre:
ATTENZIONE: L’onere della prova grava sul contribuente, che dovrà illustrare al Fisco le eventuali ragioni extra-fiscali che giustifichino l’operazione (cioè un contraddittorio). ATTENZIONE: È possibile l’irrogazione delle sole sanzioni amministrative (NON di quelle penali!). ATTENZIONE: è possibile presentare istanza di interpello (se ne sussistono le condizioni). Lezione 18 La riscossione Modalità di riscossione dei tributi Le funzioni relative alla riscossione sono attribuite all’Agenzia delle Entrate, che le esercita attraverso una struttura specifica: Agenzia delle Entrate - Riscossione (in precedenza, Equitalia). La riscossione dei tributi può avvenire in varie forme, in modalità spontanea (fisiologica) oppure in via coattiva (in seguito ad atti emessi, necessari, dall’Amministrazione finanziaria). Esistono 4 modalità principali di riscossione. Questa può essere effettuata tramite:
La riscossione è la fase terminale del rapporto obbligatorio di imposta, una fase che si risolve nel versamento o nella riscossione coattiva del tributo. La ritenuta diretta La riscossione avviene tramite ritenuta diretta in tutti i casi in cui i proventi da tassare sono corrisposti da una Pubblica Amministrazione, Su tali proventi, la Pubblica Amministrazione applica una ritenuta, esattamente come avviene nelle ipotesi in cui il reddito è tassato attraverso un soggetto privato che interviene nella riscossione come sostituto di imposta. Nel caso della ritenuta diretta, però, vi è una particolarità: la ritenuta è applicata direttamente dall’ente pubblico e viene quindi acquisita dallo Stato (nei casi di tassazione attraverso un sostituto di imposta privato, qdeve prima applicare la ritenuta e poi versarla allo Stato). Gli esempi più comuni riguardano gli stipendi dei pubblici dipendenti e le pensioni erogate dagli enti pubblici, tassati alla fonte dall’ente pubblico che li corrisponde. Il versamento diretto Il versamento diretto dei tributi viene effettuato dal contribuente e dal sostituto di imposta. Per le imposte periodiche, come l’Irpef, l’Ires, l’Irap e l’Iva, si prevede un obbligo di versare acconti nel corso dell’anno in cui sta maturando il presupposto di imposta. Gli acconti precedono la completa realizzazione del presupposto e sono dovuti in anticipo rispetto alla presentazione della dichiarazione. Il parametro a cui si fa ricorso per determinare l’ammontare degli acconti è l’imposta versata nell’anno precedente. L’acconto complessivo per l’anno in corso è 100% dell’imposta versata nell’anno precedente e va versato in due rate: entro il 30 giugno, il 40%, entro il 30 novembre il restante 60%. (Questi termini possono variare, anche sensibilmente, di anno in anno: il termine per la prima rata era fissato tradizionalmente al 16 giungo, ,a negli ultimi anni è stato spesso oggetto di proroga, al 30 giugno, al 31 luglio, ecc.). Il versamento del saldo, è invece previsto entro il mese di giugno dell’anno successivo a quello in cui il presupposto è stato realizzato. Il termine coincide con il versamento della prima rata di acconto.
L’avviso di accertamento è titolo esecutivo in quanto contiene l’intimazione ad adempiere quando è decorsi il termine per la proposizione del ricorso. L’avviso, dunque, è seguito dall’iscrizione a ruolo (cosa che avveniva in passato), ma è già esso stesso titolo esecutivo. In questo caso, la riscossione non avviene in via spontanea e fisiologica, ma come effetto di un atto del’Amministrazione finanziaria, espressione di imporre e riscuotere i tributi. Decorsi 30 giorni senza che il contribuente abbia effettuato il versamento, la riscossione delle somme richieste viene affidata all’agente della riscossione, porrà in essere la procedura di esecuzione forzata. Anche gli avvisi di accertamento in materia doganale hanno efficacia esecutiva e, dal 1 gennaio 2020, anche quelli relativi ai tributi locali.
Lezione 19 La riscossione mediante ruolo Una ulteriore modalità di riscossione dei tributi avviene attraverso l’iscrizione a ruolo. La riscossione mediante ruolo può avvenire in due casi principali:
direttamente in busta paga, nelle mensilità successive alla presentazione della dichiarazione. I VERSAMENTI INDEBITI. L’INDEBITO OGGETTIVO I casi di indebito oggettivo si riferiscono a versamenti effettuati dal contribuente che, per diverse ragioni, si devono considerare con dovuti sin dall’inizio (ex tunc). Le ipotesi principali sono le seguenti:
I crediti di imposta possono essere previsti a favore del contribuente come forma specifica di agevolazione (es. credito di imposta per le nuove attività produttive, per gli investimenti innovativi nelle imprese, per la digitalizzazione dell’attività, per il sostegno alle iniziative imprenditoriali giovanili, ecc.) Il credito di imposta ( foreign tax credit ) è inoltre uno dei principali metodi previsti per l’eliminazione o la riduzione della doppia imposizione internazionale. Il foreign tax credit può essere previsto dalle Convenzioni contro le doppie imposizioni o, in mancanza di Convenzione, anche in via unilaterale dallo Stato Italiano, cioè si cerca di evitare una doppia tassazione sia da parte dello stato in cui l’attività è presente che da quella di cui è originaria, stessa cosa vale per gli aiuti in quanto riceverle da due stati differenti sarebbe troppo agevolativo. Lezione 21 Le sanzioni amministrative in materia tributaria La violazione delle norme tributarie comporta l’irrogazione di sanzioni. ATTENZIONE alla differenza concettuale tra Imposta e Sanzione. L’imposta è diretta conseguenza della realizzazione di un presupposto, espressivo di capacità contributiva. La sanzione è diretta conseguenza della violazione di una norma tributaria. Il sistema sanzionatorio si fonda su una distinzione fondamentale tra Sanzioni Amministrative e Penali:
Il sistema introdotto nel 1997 è modellato su un carattere afflittivo-punitivo delle sanzioni, in una logica di prevenzione e deterrenza rispetto alla commissione degli illeciti tributari. Così, si spiegano: