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Seconda rivoluzione industriale, Appunti di Storia

appunti seconda rivoluzione industriale

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 11/10/2025

martina-calo-6
martina-calo-6 🇮🇹

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ACCIAIO, PETROLIO, ELETTRICITÀ, CHIMICA
UN MONDO PIU’ PICCOLO
La ferrovia e il piroscafo furono i protagonisti della rivoluzione dei trasporti. La ferrovia si ramificò anche nelle
periferie industriali (come la Russia o l’America latina) e nel mondo coloniale (India e Africa). Più rilevante fu lo
sviluppo della navigazione a vapore, che aveva mosso i suoi primi passi negli anni trenta del secolo, ma che
conobbe un balzo in avanti a partire dagli anni sessanta: il salto di qualità decisivo fu l’introduzione dell’elica al
posto delle pale laterali. Negli anni novanta il tonnellaggio del naviglio a vapore superò quello del naviglio a vela,
cui diede un contributo l’apertura del canale di Suez, che metteva in comunicazione l’Occidente e l’Oriente
evitando la circumnavigazione dell’Africa.
LA PRIMA GLOBALIZZAZIONE
Qualcosa di analogo avveniva anche nel campo delle comunicazioni, con la diffusione del telegrafo, che però
venne ben presto sostituito dal telefono. La rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni, abbattendo costi e
tempi del trasferimento di merci e delle persone e integrando i mercati regionali e nazionali con quelli
internazionali, dà vita ad una vera e propria mondializzazione delle produzioni, degli scambi e delle informazioni.
—> 1^ globalizzazione
TRA CRISI E INNOVAZIONE
1873-1896 —> grande depressione
In questo periodo c’è un’alternarsi di periodi di recessione con altri di ripresa. Questa brusca e improvvisa
alterazione del ciclo economico, dopo diversi decenni di crescita, venne chiamata Grande depressione. Questa
fase di crisi stimolò un intenso processo di espansione e di modernizzazione dell’economia, con trasformazioni
qualitative così rilevanti da indurre gli storici a parlare di una seconda rivoluzione industriale.
LA CRISI AGRARIA
La depressione si manifestò come prolungata tendenza alla diminuzione dei prezzi nel settore agricolo, a
causa della massiccia immissione sul mercato mondiale di cereali a basso prezzo provenienti dai nuovi granai
del mondo: Stati Uniti, Canada… Tutti questi paesi potevano produrre e vedere prezzi inferiori a quelli europei
perché disponevano di enormi estensioni di terreno coltivabile, di manodopera a basso costo o un’agricoltura
meccanizzata. Con lo sviluppo delle ferrovie e della navigazione transoceanica a vapore, questa barriera crollò.
Tonnellate di cereali invasero il mercato agricolo europeo, provocando un eccesso di offerta e quindi un ribasso
continuo dei prezzi.
PROTEZIONISMO E RICONVERSIONE PRODUTTIVA
I produttori europei reagirono a questa difficoltà chiedendo ai governi l’adozione di politiche protezionistiche,
compiendo investimenti per innalzare la produttività delle aziende agricole (meccaniche, impiego di nuovi
concimi chimici) e per specializzare l’attività in settori meno esposti alla concorrenza estera (latticini, carne,
uova). Solo le agricolture più attrezzate poterono compiere tale riconversione. La crisi agraria ebbe perciò due
conseguenze di lungo periodo: l’abbandono delle politiche liberoscambiste; l’aggravarsi della forbice tra le
agricolture europee più evolute e meno evolute, tra i piccoli produttori e grandi aziende capitalistiche.
L’INDUSTRIA: RISTRUTTURAZIONE E INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Anche in campo industriale si verificò una tendenza alla diminuzione dei prezzi, dovuta sia al progresso
tecnologico, sia alla concorrenza derivante dalla comparsa sul mercato di nuove potenze industriali. Anche in
campo industriale le difficoltà economiche provocarono un abbandono del libero scambio e un ritorno al
protezionismo. Il dato fondamentale di quest’età dell’industria fu il verificarsi di fenomeni di innovazione e
trasformazione —> ristrutturazione
L’innovazione tecnologica fu intensa e riguardò sia ambiti tradizionali, come il siderurgico e il meccanico, sia
nuovi settori produttivi e nuove fonti di energia. Il settore siderurgico conobbe la vera e propria rivoluzione
dell’acciaio.
UNA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA E CULTURALE
invenzioni del secolo: in ambito medico vi fu nel 1882 la vaccinazione contro il colera, il morbo più devastante
dopo la peste, pastorizzazione del latte, l'aspirina nel 1899 e il primo antibiotico nel 1909.
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ACCIAIO, PETROLIO, ELETTRICITÀ, CHIMICA

UN MONDO PIU’ PICCOLO

La ferrovia e il piroscafo furono i protagonisti della rivoluzione dei trasporti. La ferrovia si ramificò anche nelle periferie industriali (come la Russia o l’America latina) e nel mondo coloniale (India e Africa). Più rilevante fu lo sviluppo della navigazione a vapore, che aveva mosso i suoi primi passi negli anni trenta del secolo, ma che conobbe un balzo in avanti a partire dagli anni sessanta: il salto di qualità decisivo fu l’introduzione dell’elica al posto delle pale laterali. Negli anni novanta il tonnellaggio del naviglio a vapore superò quello del naviglio a vela, cui diede un contributo l’apertura del canale di Suez, che metteva in comunicazione l’Occidente e l’Oriente evitando la circumnavigazione dell’Africa. LA PRIMA GLOBALIZZAZIONE Qualcosa di analogo avveniva anche nel campo delle comunicazioni, con la diffusione del telegrafo, che però venne ben presto sostituito dal telefono. La rivoluzione dei trasporti e delle comunicazioni, abbattendo costi e tempi del trasferimento di merci e delle persone e integrando i mercati regionali e nazionali con quelli internazionali, dà vita ad una vera e propria mondializzazione delle produzioni, degli scambi e delle informazioni. —> 1^ globalizzazione TRA CRISI E INNOVAZIONE 1873-1896 —> grande depressione In questo periodo c’è un’alternarsi di periodi di recessione con altri di ripresa. Questa brusca e improvvisa alterazione del ciclo economico, dopo diversi decenni di crescita, venne chiamata Grande depressione. Questa fase di crisi stimolò un intenso processo di espansione e di modernizzazione dell’economia, con trasformazioni qualitative così rilevanti da indurre gli storici a parlare di una seconda rivoluzione industriale. LA CRISI AGRARIA La depressione si manifestò come prolungata tendenza alla diminuzione dei prezzi nel settore agricolo, a causa della massiccia immissione sul mercato mondiale di cereali a basso prezzo provenienti dai nuovi granai del mondo: Stati Uniti, Canada… Tutti questi paesi potevano produrre e vedere prezzi inferiori a quelli europei perché disponevano di enormi estensioni di terreno coltivabile, di manodopera a basso costo o un’agricoltura meccanizzata. Con lo sviluppo delle ferrovie e della navigazione transoceanica a vapore, questa barriera crollò. Tonnellate di cereali invasero il mercato agricolo europeo, provocando un eccesso di offerta e quindi un ribasso continuo dei prezzi. PROTEZIONISMO E RICONVERSIONE PRODUTTIVA I produttori europei reagirono a questa difficoltà chiedendo ai governi l’adozione di politiche protezionistiche , compiendo investimenti per innalzare la produttività delle aziende agricole (meccaniche, impiego di nuovi concimi chimici) e per specializzare l’attività in settori meno esposti alla concorrenza estera (latticini, carne, uova). Solo le agricolture più attrezzate poterono compiere tale riconversione. La crisi agraria ebbe perciò due conseguenze di lungo periodo: l’abbandono delle politiche liberoscambiste ; l’aggravarsi della forbice tra le agricolture europee più evolute e meno evolute, tra i piccoli produttori e grandi aziende capitalistiche. L’INDUSTRIA: RISTRUTTURAZIONE E INNOVAZIONE TECNOLOGICA Anche in campo industriale si verificò una tendenza alla diminuzione dei prezzi, dovuta sia al progresso tecnologico, sia alla concorrenza derivante dalla comparsa sul mercato di nuove potenze industriali. Anche in campo industriale le difficoltà economiche provocarono un abbandono del libero scambio e un ritorno al protezionismo. Il dato fondamentale di quest’età dell’industria fu il verificarsi di fenomeni di innovazione e trasformazione —> ristrutturazione L’innovazione tecnologica fu intensa e riguardò sia ambiti tradizionali, come il siderurgico e il meccanico, sia nuovi settori produttivi e nuove fonti di energia. Il settore siderurgico conobbe la vera e propria rivoluzione dell’acciaio. UNA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA E CULTURALE invenzioni del secolo: in ambito medico vi fu nel 1882 la vaccinazione contro il colera, il morbo più devastante dopo la peste, pastorizzazione del latte, l'aspirina nel 1899 e il primo antibiotico nel 1909.

NUOVI SETTORI PRODUTTIVI

La chimica permise la fabbricazione di nuovi materiali come l’alluminio, la soda,i concimi. L’elettricità introdusse una rivoluzione della vita quotidiana e anche nelle fabbriche, perché permise di separare le macchine della fonte di energia che ne alimentava il motore. Anche petrolio e automobile. SCIENZA, TECNICA, INDUSTRIA Lo straordinario progresso tecnologico ebbe alla base due fattori decisivi: l’intervento del potere pubblico, con finanziamenti e strutture, in favore della ricerca scientifica; l’intreccio più stretto fra scienza e tecnica. Scienza, stato e industria divennero i 3 grandi poli del progresso economico e del benessere. Nessun paese, a partire da quel momento, ha più potuto pensare di svilupparsi senza grandi investimenti nella ricerca scientifica e tecnica. L’ETA’ DEI MONOPOLI Si passò dal capitalismo concorrenziale, uno scenario caratterizzato dalla presenza di molti piccoli e medi imprenditori operanti in regime di concorrenza, ad una situazione dominata dalla presenza di monopoli e oligopoli, imprese in grado di controllare il mercato di un determinato prodotto dettando le regole (prezzi, quantità, qualità). Questo capitalismo monopolistico si affermò nei settori strategici (siderurgico, chimico, petrolifero, elettrico). Esso fu caratterizzato dalla concentrazione del capitale industriale e finanziario, cioè dal fatto che la proprietà delle grandi imprese industriali era concentrata nelle mani di pochi imprenditori e che il capitale bancario era controllato da pochi istituti di credito. La concentrazione avvenne attraverso la fusione tra società (trust) o mediante accordi tra le imprese per controllare maggiori quote di mercato e stabilire il livello dei prezzi (cartelli). Ogni società perde la propria individualità e va ad assorbire le altre aziende —> trust I cartelli possono essere orizzontali, si mettono d’accordo aziende similari, o verticali, si mettono d’accordo aziende complementari. Con i cartelli le aziende vendo tutti allo stesso prezzo. Qualche esempio: nel 1880 la Standard Oil controllava il 90% della raffinazione del petrolio americano, mentre la Us Steel produceva il 75% dell’acciaio negli Stati Uniti. In Germania due sole imprese (Siemens e Aeg) dominavano il settore elettronico-meccanico e tre ( Bayer) la produzione chimica. LA CONCENTRAZIONE INDUSTRIALE Fu l’intensificarsi della concorrenza e dell’innovazione tecnologica a determinare questa evoluzione. I nuovi settori produttivi erano ad alta intensità di capitale: ciò comportava ingenti finanziamenti da parte delle imprese stesse. Moltissime aziende, non più in grado di competere sul mercato, vennero assorbite dalle imprese più forti. Altre si accorparono per reggere la concorrenza. La conseguenza fu la crescita della dimensione delle imprese POTERE ECONOMICO E POTERE POLITICO L’affermarsi della grande industria e del capitalismo monopolistico determinò un intreccio sempre più stretto tra potere economico e politico. Accanto ai grandi potenti agrari, nacquero altri di origine industriale e finanziaria: gruppi di potere capaci di condizionare le scelte dei rispettivi governi; essi richiedono e attendendo provvedimenti protezionistici, aiuti finanziari e commesse pubbliche, sia nel settore civile sia in quello militare; oppure sollecitano una politica estera espansiva, orientata alla conquista di nuovi mercati e all’affermazione della potenza commerciale, politica e militare della nazione. IMPERIALISMO → costruzione da parte delle potenze europee di imperi coloniali estesi per il mondo 1870-1914 (inizio prima guerra mondiale) —> imperialismo 2^ colonizzazione —> riguarda africa e Asia. I protagonisti sono gli Stati europei (Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Germania, Italia). Avviene in tempi brevi, nel giro di 10 anni l’intero continente africano diventa proprietà degli stati europei. Il carattere fu una conquista militare politica e il fino è quello di arrivare a dominare intere regioni senza tenere conto se i territori avessero un interesse economico o no, motivi politici e di prestigio. 1^ colonizzazione → di colpo è finita. Riguarda l'America. Dura un paio di secoli. I protagonisti sono i conquistadores. Aveva un interesse commerciale ed economico Il primo stato che si decolonizza sono gli Stati Uniti. 1810-1820 → tutti i reali spagnoli e portoghesi si decolonizzano e diventano degli stati autonomi 1898 → Cuba si decolonizza grazie all’aiuto degli Stati Uniti. L'Africa e l’Asia si sono decolonizzate dopo la Seconda Guerra Mondiale (1945), uno dei primi è l’India che voleva l’indipendenza dalla Gran Bretagna, che aveva dato 2 milioni di morti durante la guerra. Non esistono più colonie, esistono basi militari. Alcuni stati si sono decolonizzati in modo pacifico, ad esempio la Gran Bretagna che fece entrare le sue colonie nel Commonwealth.

IL CASO ITALIANO

DECOLLO INDUSTRIALE ITALIANO

Anche l’Italia tra 800 e 900 iniziò il suo periodo di modernizzazione economica e sociale. Le condizioni che lo permettono sono il protezionismo , tariffa doganale che permette all’Italia di lavorare sul mercato interno, e l’i ntervento dello stato , attraverso le commesse pubbliche sia a livello civile sia a livello militare. Porta allo sviluppo in ambito tessile, siderurgico, meccanico, elettrico. Nasce l’industria idroelettrica. (2000 e soddisfano il 15% del fabbisogno elettrico) —> carbone bianco, e si ha l’impressione che possa sostituire il carbone nero che è da importare, ma questo porta all’uscita di pagamenti. COME FU FINANZIATA Fu decisivo il rinnovamento del sistema bancario. Soldi che escono per il ferro e il carbone Per riequilibrare la bilancia dei pagamenti è importante che soldi esteri entrino in Italia, si continua a emigrare all'estero dal meridione e dal veneto e questi rimandano i soldi in Italia (rimesse degli emigranti ) e l’altra entrata è il turismo estero. Nel 1893 Nasce la banca d’italia che controlla l’emissione di moneta. Nascono nuovi istituti di credito sul modello della banca mista. LA FORBICE DELLO SVILUPPO Lo sviluppo italiano fu gravato da uno squilibrio territoriale, o dualismo economico, tra nord e sud. Il take off si ha soprattutto al nord, più sviluppato in ogni settore. Si forma il triangolo industriale (Milano, Genova, Torino). In 30 anni 13 milioni di italiani emigrano perché non trovano lavoro —> migrante economico Nasce e si sviluppa l’effetto di agglomerazione in base al quale le nuove iniziative industriali tendono a collocarsi là dove esiste una realtà produttiva organizzata: esse possono avvantaggiarsi dei servizi già predisposti e utilizzati da altre fabbriche oppure delle competenze tecniche operanti sul posto, dalle strutture per la commercializzazione dei prodotti… Ciò che già esiste incoraggia e richiama nuove attività e imprese. Al contrario, là dove tale ambiente produttivo manca o è debole e disorganizzato, come nel Mezzogiorno d’Italia, quell’effetto di agglomerazione produce il risultato opposto: esso crea una sorta di dissuasione invisibile dall’intraprendere iniziative in campi di attività nei quali l’industria del Nord era ormai in grado di primeggiare. L’imprenditore che iniziava doveva dotarsi di una struttura tecnologica all’avanguardia, capace di produrre beni a prezzi di concorrenza. E l’ambiente meridionale era fatto per scoraggiare i singoli imprenditori da investire in macchinari costosi, per la cui messa in opera e manutenzione mancavano spesso i tecnici specializzati. 1906 -> nasce la Cgil (confederazione generale del lavoro) d’ ispirazione socialista. ANARCHICI E SOCIALISTI Nel 1892, nacque a Genova il Partito socialista italiano, come unione di diversi gruppi di orientamento socialista che si differenziavano dagli anarchici proponendo metodi legali di lotta sindacale e politica. Nel nuovo partito, al cui capo c’è Filippo Turati, prevalse l’orientamento del socialismo riformista, secondo il modello della socialdemocrazia tedesca (SPD): partecipazione alle elezioni e lotta per le riforme sociali e politiche nella prospettiva della costruzione graduale, senza rotture rivoluzionarie, della società socialista. La nascita del partito fu importante per la vita politica e sociale italiana. Esso è il primo partito moderno di massa, dotato di un’organizzazione, sedi, strutture, organi di stampa come il quotidiano “Avanti!”, fondato nel 1896 e chiuso nel 1993. Il movimento dei lavoratori entrava così a pieno titolo nella lotta politica e parlamentare. Si radicò prevalentemente presso la classe operaia