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Semiotica generale - Tullio DeMauro, Appunti di Semiotica

Appunti di semiotica generale delle videolezioni con Tullio De Mauro (Università Uninettuno) Scienze della comunicazione 14 videolezioni : 1) il parlare come interazione simbolica 2) i segni e una loro prima classificazione 3) il segno e la lingua 5) verso una concezione integrata della comunicazione 6) i segni e i codici 7) famiglie di codici 8) i linguaggi della certezza 10) la sinonimia 11) calcolare e parlare 12) che cosa una lingua non è 13) che cosa è una lingua 14) discorsi e testi

Tipologia: Appunti

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SEMIOTICA GENERALE
1. IL PARLARE COME INTERAZIONE SIMBOLICA
SEMIOTICA: scienza che si occupa di tutte le forme possibili di comunicazione e interazione
INTERAZIONE: azione, influenza reciproca tra due o più fenomeni, elementi, forze
Terminologia specifica fisica: processo per cui due o più campi, corpi, sistemi agiscono l’uno
sull’altro modificando reciprocamente il proprio stato
T. s chimica: azione reciproca tra due molecole o due gruppi chimici che dà luogo a nuovi
legami
T. s genetisti: cooperazione di geni in grado di far comparire un determinato carattere
T. s elettronica: modificazione di una radioonda da parte di un’altra di frequenza molto diversa
Parlare = Interazione
DIVERSI TIPI DI INTERAZIONE
Fisica: nell’universo, dal cosmo alle particelle atomiche, operano le INTERAZIONI
fondamentali, causali e deterministiche.
INTERAZIONI di tipo DETERMINISTICO: un corpo celeste non può esercitare la sua
forza di attrazione s un altro corpo
(esistono anche in campo biologico)
INTERAZIONI FINALISTICHE: intervengono nei processi causali volgendoli a un fine
(es. interazioni sociali)
INTERAZIONE SOCIALE: relazione tra due soggetti in cui ciascuno modifica i propri
comportamenti in rapporto a quelli dell’altro, anticipandoli o rispondendovi
(Parlare = interazione sociale)
- INTERAZIONE SIMBOLICA: aspetto del comportamento umano secondo cui
l’uomo si distingue per l’infinità di significati simbolici che è in grado di apprendere.
= nell’ambito delle interazioni sociali ci sono delle forme particolari di interazione
che passano attraverso l’uso di simboli o segni
INTERAZIONE attraverso SEGNI (SEGNICA): attribuiamo un valore al segno per
cui abbiamo un effetto, non c’è una forza che causa su di noi l’effetto
Le interazioni sociali sono piene di interazioni simboliche/segniche, o di parole, su
cui noi regoliamo il nostro comportamento, poiché vi attribuiamo un valore di
significato
COMUNICAZIONE: qualcuno produce simboli che vengono compresi da qualcun altro.
Es. Lezione: generica forma di interazione tra sogg. Sociali che si regolano a vicenda il
comportamento tramite azioni-reazioni + interazione sociale che si avvale di simboli/segni
per realizzarsi e in questo caso non per ottenere una modifica di comportamento ma una
modifica di conoscenza.
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SEMIOTICA GENERALE

1. IL PARLARE COME INTERAZIONE SIMBOLICA

SEMIOTICA: scienza che si occupa di tutte le forme possibili di comunicazione e interazione

INTERAZIONE: azione, influenza reciproca tra due o più fenomeni, elementi, forze

Terminologia specifica fisica: processo per cui due o più campi, corpi, sistemi agiscono l’uno

sull’altro modificando reciprocamente il proprio stato

T. s chimica: azione reciproca tra due molecole o due gruppi chimici che dà luogo a nuovi

legami

T. s genetisti: cooperazione di geni in grado di far comparire un determinato carattere

T. s elettronica: modificazione di una radioonda da parte di un’altra di frequenza molto diversa

Parlare = Interazione

DIVERSI TIPI DI INTERAZIONE

Fisica: nell’universo, dal cosmo alle particelle atomiche, operano le INTERAZIONI

fondamentali, causali e deterministiche.

INTERAZIONI di tipo DETERMINISTICO: un corpo celeste non può esercitare la sua

forza di attrazione s un altro corpo

(esistono anche in campo biologico )

INTERAZIONI FINALISTICHE: intervengono nei processi causali volgendoli a un fine

(es. interazioni sociali)

INTERAZIONE SOCIALE: relazione tra due soggetti in cui ciascuno modifica i propri

comportamenti in rapporto a quelli dell’altro, anticipandoli o rispondendovi

(Parlare = interazione sociale)

  • INTERAZIONE SIMBOLICA: aspetto del comportamento umano secondo cui

l’uomo si distingue per l’infinità di significati simbolici che è in grado di apprendere.

= nell’ambito delle interazioni sociali ci sono delle forme particolari di interazione

che passano attraverso l’uso di simboli o segni

INTERAZIONE attraverso SEGNI (SEGNICA): attribuiamo un valore al segno per

cui abbiamo un effetto, non c’è una forza che causa su di noi l’effetto

Le interazioni sociali sono piene di interazioni simboliche/segniche, o di parole, su

cui noi regoliamo il nostro comportamento, poiché vi attribuiamo un valore di

significato

COMUNICAZIONE: qualcuno produce simboli che vengono compresi da qualcun altro.

Es. Lezione: generica forma di interazione tra sogg. Sociali che si regolano a vicenda il

comportamento tramite azioni-reazioni + interazione sociale che si avvale di simboli/segni

per realizzarsi e in questo caso non per ottenere una modifica di comportamento ma una

modifica di conoscenza.

2. I SEGNI E UNA LORO PRIMA CLASSIFICAZIONE

SIMBOLO: deriva dal greco Simbolon ed erano dei cocci necessari per votare (Ostraca),

dunque qualcosa che si connette ad un’altra, connessione sfruttata nelle interazioni sociali e

comunicative, sono dunque parole che adoperiamo e che hanno un significato che gli

attribuiamo

Aristotele pone come sinonimo Semeion  parola che i latini trasformeranno in Signum =

SEGNO: indicatore generale che segna un qualcosa (es. confine), ma viene anche usato per

indicare generalmente le PAROLE (segni/segnali)

SEMIOTICA: deriva da Semeion , i medici (Ippocrate) lo utilizzavano per indicare i sintomi

di una malattia (segni).

Dunque la semiotica in medicina ancora oggi indica il settore he si occupa di sintomi per

elaborare diagnosi

SEMIOLOGIA (=semiotica): indica la scienza che si occupa in generale dei segni di ogni

tipo e delle forme di comunicazione

IL SEGNO SECONDO PEIRCE (Charles Peirce 1850 dc)

“Definisco un segno come qualcosa che da un lato è determinato da un oggetto e dall’altro

determina un’idea nella mente di una persona”

= qualcosa funziona come segno se indica un oggetto: contenuto del segno, il fine per il

quale il segno viene prodotto, dunque di cosa si vuole parlare, l’obiettivo per cui noi

produciamo un segno

  • l’idea che il segno ha nella mente di una persona (dunque il segno è legato sia a chi parla

sia a chi ascolta)

“quest’ultima determinazione che io chiamo l’interpretante del segno, è con ciò stesso

mediamente determinata da quell’oggetto”

INTERPRETANTE: è l’idea che il segno suscita nella mente ed è determinato dall’oggetto

Contenuto – segno – interpretante

Segni  vivono in una molteplicità di legami con gli oggetti, con i contenuti che vogliono

trasmettere, con le persone e le idee suscitate

CLASSIFICAZIONE DEI SEGNI (secondo Peirce)

- INDICE: segno che si trova in un rapporto di connessione naturale, non

convenzionale e di contiguità fisica con il proprio oggetto

Es. orme sulla neve  per noi le impronte sono segno del passaggio di una persona

= segni che hanno un rapporto stretto di continuità fisica con il significato che noi

attribuiamo al segno (es. semeia = sintomi medicina)

  • ICONA: segno che, pur senza un rapporto naturale di contiguità con ciò che deisgna,

ha un rapporto di somiglianza con la realtà denotata

Somiglianza  ciò che cogliamo come somigliante può variare molto da un’icona

all’altra (es. toro Picasso da realistico a stilizzato)

Saussure  quando parliamo (ling. verbale) non ripetiamo mai esattamente la stessa parola

(varietà di pronuncia, intenzione, …), ma vengono comunque ricondotte all’immagine

acustica, uno schema astratto con significato astratto

es. gatto

Schema Saussure: dal concreto all’astratto

La materialità fisica e psicologica del parlare e dell’udire non contano da sole e di per sé ma

come realizzazioni di classi astratte depositate nel nostro cervello.

Teoria delle classi (B. Russell ‘800)

Classe: raggruppamento di entità con qualche caratteristica comune. Una classe esiste

perché ne esiste una complementare (es. classe capelli biondi perché esiste classe capelli

mori)

Nb. Sfuggiamo alla visione paradossale di Cratilo se ci rendiamo conto della presenza nella

nostra mente di schemi regolativi del comportamento e delle percezioni di natura astratta

che permettono di associare e identificare tra loro cose che nella loro materialità possono

essere anche molto diverse.

Saussure  la lingua è l’insieme delle classi astratte che permettono di riconoscere e

produrre le parole che diciamo e capiamo esprimendoci.

Introduce i termini: significante, significato, segno.

Non parla più di concetto e immagine acustica poiché gli paiono troppo legate alla

materialità che ci circonda.

Segno: unione di un significato e di un significante (dunque l’unione di due classi astratte)

Significato: classe dei sensi che nell’esprimersi concreto sono espressi dalla realizzazione di

un segno (un segno di una classe astratta quando noi lo realizziamo e diamo un particolare

senso concreto al significato)

Significante: classe dei suoni o grafie che nell’esprimersi concreto realizzano un segno

I segni linguistici sono solo una categoria del più vasto mondo dei segni, sono

smaterializzati dal loro rapporto con voce e udito.

Il linguaggio è soltanto una delle forme possibili di comunicazione segnica

Dunque la “Linguistica” è, seppur il più importante, solo un capitolo della semiotica,

pubblicato nel 1916 dopo la morte di Saussure (1913); si pensava che egli volesse svalutare

la linguistica, in realtà per lui il linguaggio umano si capisce soltanto costruendo una teoria

semiotica generale, se avviene si può capire la specificità del linguaggio umano, del parlare,

e capiamo perché il linguaggio verbale è la forma più importante per noi.

5. VERSO UNA CONCEZIONE INTEGRATA DELLA COMUNICAZIONE

IL CIRCUITO DELLA COMUNICAZIONE DOPO SAUSSURE

Saussure fornisce 2 schemi della comunicazione linguistica:

  1. Concreto: IL CIRCUITO DELLA PAROLE

La realizzazione di un segno linguistico nella parole, dunque nell’esprimersi concreto,

va dalla mente di A alla sua bocca, poi all’orecchio del destinatario e poi alla sua mente.

  1. Astratto: DAL CONCRETO ALL’ASTRATTO

Le forme astratte della lingua regolano la produzione di un segnale e regolano la sua

ricezione e comprensione

LE FUNZIONI DEL LINGUAGGIO SECONDO KARL BUHLER

1934 “Teoria Linguistica”  Buhler si fa conoscere grazie alle riflessioni che fa su questo libro

Buhler è uno psicologo che è attratto dall’importanza del linguaggio, si rende conto della centralità

dell’apporto di Saussure alla teoria generale del linguaggio e della comunicazione, vuole indagare le

funzioni del linguaggio

Funzioni del Linguaggio:

ESPRESSIVA: con ogni segno il soggetto che parla rivela se stesso, si segnala. Il nostro

parlare rivela la nostra posizione e soggettività

Comunicare: atto di presenza che ci rivela

Dunque è il concentrarsi della forma astratta del segno

Si integra con:

 DI APPELLO: con ogni segno il soggetto che parla ne interpella altri

800: filosofo tedesco insiste sulla natura dialogica del nostro parlare

 DI RAPPRESENTAZIONE: con ogni segno il soggetto che parla rappresenta un contenuto,

una conoscenza, un’esperienza, un’idea

È la più antica delle funzioni e regge le altre  Aristotele parla di semeion e coglie la

semantica come funzione di indicare un contenuto che viene trasmesso con il segno

USA, 1935  studiosi che cercano di creare una enciclopedia della scienza unificata, una sezione

viene affidata a Charles Morris (studioso di logica e semiotica, seguace di Peirce): LA TEORIA

DEI SEGNI

Funzioni dei Segni:

 SEMANTICA: un segno indica qualcosa (contenuto significativo)

= funzione di rappresentazione di Buhler

6. I SEGNI E I CODICI

“Dal concreto all’astratto”  Saussure spiega che la concretezza da sola non funziona

poiché affinché possa funzionare è necessario un passaggio astratto (“concetto – immagine

acustica”  che poi diventa “significante – significato” secondo Shennon e Weaver)

Dunque il segnale non vive da solo ma vive poiché è alternativo ad altri segnali

SEGNALE: un segnale è tale se si riconduce a una classe di segnali di stesso significato

es. tanti modi di scrivere il numero 3 e anche di indicarlo (con le mani, 3 palline, …)

Perciò sia significante che significato hanno diverse realizzazioni

Dunque un segno coesiste con almeno un altro segno

(Classe complemento  la classe che non contiene ciò che stiamo considerando)

CODICE: insieme di segni che regolano il funzionamento di segnali e sensi con cui

interagiamo e ci permettono di comunicare tra noi

I segni diversi, nel senso che possono apparire in alternativa , vengono chiamati nell’insieme

codice.

Le dimensioni del segno

Un segno si qualifica perché possiede caratteristiche collocabili su diverse dimensioni

SEGNO: classe generale astratta fatta da significante e significato, i quali possono

realizzarsi in modi diversi entro una comunità di utenti

Per descriverlo possiamo fare riferimento alle diverse dimensioni in cui si colloca:

 REALIZZAZIONI: diverse pronunce di parola (es. gatto  diletti), diversi tipi di

scritture (maiuscolo, corsivo, alfabeto gotico, ...)

Tutti questi modi, tutte queste realizzazioni si riconducono al significante della

parola astratta e dunque del segno

 UTENTI: chi adopera la parola e con quale finalità, dunque si ha una dimensione che

lega i segni ai suoi utenti

Dalle dimensioni del segno alle dimensioni del codice

Le dimensioni del segno si connettono alle possibili dimensioni del codice:

 Dimensione SEMANTICA: è il campo di ciò che i segni del codice significano

es. Semantica semaforo stradale = insieme di sensi che ci trasmette (i 3 colori con

significati)

Semantica: studio dell’insieme di sensi che i segni di un codice possono trasmettere

Sensi Altri segni

Segno

Utenti Realizzazioni

 Dimensione ESPRESSIVA: è l’insieme delle realizzazioni e delle variazioni dei

segni di un codice

 Dimensione PRAGMATICA: è l’insieme delle finalità interattive cui i segni di un

codice sono destinati

es. pragmatica semplice  semaforo stradale: serve solo a una cosa, a limitare il

passaggio e farlo scorrere

es. pragmatica complessa (variabile)  lingua

 Dimensione SINTATTICA: la sintassi è l’insieme delle connessioni tra un segno e

gli altri dello stesso codice

es. codici con sintassi semplicissima  spia auto che segna mancanza benzina e

segno complementare è la spia che non si accende

riflessioni:

Lingue storico-naturali: relazioni tra una lingua e il mondo sociale-culturale di chi lo adopera

Cosa significa che due codici sono simili (o no)?

in termini semiotici ed analitici  numerazione romana e numerazione araba: hanno una

segnaletica simile (quantità numeriche) dunque sono codici simili e affini MA sul piano

dell’espressività risultano diverse, sintassi diversa strutturalmente

7. FAMIGLIE DI CODICI

La tipologia dei codici: le classificazioni materiali

(in uso nello studio delle specie animali e nell’ingegneria e comunicazione)

Guardano alla materialità dei segnali con cui si realizzano i segni

  • I segnali di uno stesso codice possono viaggiare su canali materialmente diversi e su

uno stesso canale viaggiano segni di codici assai diversi

es. i messaggi della lingua dell’uomo viaggiano su canali diversi (di persona, online,

  • Classificazione utile ma rischia di oscurare completamente la funzionalità che

bisogna riconoscere ai diversi tipi di codice

(avviene anche nelle classificazioni pragmatiche  destinazione)

CLASSIFICAZIONI PRAGMATICHE

Appartengono a tipi diversi di linguaggi, anche se la pragmatica è omogene (es.

segnaletica stradale)

CLASSIFICAZIONI SEMANTICHE?

CLASSIFICAZIONI SEMANTICO – SINTATTICHE

Uniscono la dimensione semantica e quelle sintattica di un codice

es. sistemi di cifrazione numerica

Similarità semantica  una qualsiasi cifra romana equivale ad una qualsiasi cifra araba

Segni e codici meno economici: la ridondanza

I codici con segno zero sono altamente economici (si investe meno energia poiché serve a

produrre solo un segno dato che l’altro non viene prodotto)

diverso

I codici meno economici caratterizzati dalla ridondanza  dal punto di vista di chi riceve

può essere utile affidare anche l’altro segno del codice a un’espressione materialmente

percepibile che vìola lo stato di inerzia del codice

es. luci di posizione (aerei)  dx. luce verde sx. luce rossa

RIDONDANZA SEMIOTICA: è la sovrabbondanza dei significanti rispetto alle necessità

minime di distinzione dei significati previsti, è funzionale alla ricezione e comprensione dei

destinatari dei segni

assume forme diverse a seconda dei codici

Una forma elementare è una ridondanza materiale  alzare la voce per farmi capire meglio

(ma inutilmente)

Ridondanza formale  investe non la realizzazione del codice ma la sua struttura (sintattica,

semantica) es. gli antichi romani erano bellicosi (si rimarca la pluralità ad ogni parola)

La potenza semantica di un codice

è data dal numero di significanti che esso permette di distinguere con i suoi segni

 Importante la struttura sintattica e composizionale dai segni del codice

 Un modo per accrescere la potenza semantica di un codice è mettere in serie un certo

numero di segni: CODICI SERIALI (es. segni zodiacali)

Caratteristiche linguaggi della certezza:

  • numero limitato di segni
  • potenza semantica rigorosamente delimitata
  • rapporto di esclusione tra significati (no sinonimi)
  • corrispondenza biunivoca dei significanti e dei significati
  • uso agevole in produzione e in ricezione (pragmatica invariabile)

10. LA SINONIMIA

SIGNIFICATO: entità più astratta di un codice (valore generale)

SENSO: realizzazione concreta del significato (valore nel particolare)

Segni con significati in rapporto di esclusione o di comunanza

es. 10 cifre  ognuna ha un valore differente

es. segni zodiacali  ciascun segno indica un solo specifico periodo dell’anno

es. ideogramma cinese  ogni simbolo si riferisce a una parola

Codici i cui segni hanno significati diversi senza sovrapposizioni di significato e ogni

significato ha tanti sensi diversi che appartengono solo a quel significato

= segni con significati in rapporto di esclusione  nessun senso incluso nel significato di un

segno può essere incluso nel significato di un altro segno

Segni con significati in rapporto di comunanza: sovrapposizione di sensi

es. linguaggio gestuale  segni sinonimi (es. “ok” o pollice in su)

Due segni possono essere sinonimi se possono avere qualche senso in comune (in base al

contesto)

Esempi sinonimia  segnaletica stradale: segni con valori completamente diversi ma con un

senso in comune

Codici con sinonimia: quelli cui i segni, tutti o in parte, possono essere tra loro sinonimi

Sinonimia: comunanza di sensi di segni diversi

Segni sinonimi: segno con sensi in comune

Segni: eguale, diverso, approssimativamente eguale (modo di rendere esplicite le

sinonimie)

Codici con sinonimia

Implicita  segnaletiche

Esplicita  aritmetica e lingue (simboli nello stesso codice con segni diversi ma sinonimi),

codici che dispongono di unità che indicano la presenza o assenza di sinonimia

La riformulabilità dei segni

Riformulabilità dei segni entro lo stesso codice

3x8=3x2alla3=24=23+1  possiamo tramite l’eguale (=) formulare la presenza di uno

stesso senso

Dunque possiamo riformulare un senso con altri segni

Calcoli e lingue  codici a segni articolati, con strutture profonde, segni sinonimici, con

sinonimia esplicitamente affermabile o negabile

Logoso  sia parola che calcoli (es. conto = raccontare / contare)

11. CALCOLARE E PARLARE

Il contenuto del calcolo: operazioni su quantità

Il contenuto del calcolo (ciò che significa) è dato da operazioni su quantità e per

rappresentarle deve rispondere a dei requisiti (7):

 Chiusura delle unità di base significative di quantità (o vocabolo lessicale): il calcolo

(es. aritmetico) può avere numeri, segni, ma solo le unità su cui si basa (perciò se

trovi una stella il calcolo si blocca perché non è un’unità riconosciuta che costituisce

le stringhe del calcolo  unità a numero finito)

Nb. Infinità dei numeri e la loro riduzione alle unità di base (cioè se i numeri sono

infiniti ma si formano sempre con i numeri decimali di base sono a numero finito)

 Chiusura delle unità di base significative di operazioni sulle quantità o operatori (o

vocabolario sintattico): i segni dell’aritmetica elementare sono + - x : = ecc e sono

gli operatori (indicatori delle operazioni che il calcolo ci richiede)

Simboli chiusi  simili alle parole (numeri)

Serie chiusa di simboli operatori (segni)

Questa doppia chiusura porta al requisito n.

 Rapporto biunivoco tra significanti e significati delle unità: cioè una quantità

numerica può essere indicata da una sola cifra  es. tre elementi: 3 , somma: +

Dunque la chiusura crea le condizioni affinché ci sia un rapporto 1 a 1 reciproco tra

la serie di significati possibili e la serie di significanti

 Indifferenza dei significati di unità e stringhe rispetto ai loro possibili sensi: es. 12 

dodici entità ma i sensi possono essere diversi (mele, cappelli, pianeti, …)

Calcolabile e non calcolabile nelle lingue

Aristotele coglie questo aspetto e spiega che “non bisogna crede che nelle lingue ci

siano solo elementi apodittici (dichiarativi) MA ci sono anche frasi che non

dichiarano o descrivono qualcosa ma esprimono un sentimento

Dunque ci possono essere in una lingua frasi più calcolabili ed espressioni piene di

significato non riducibili alla razionalità del calcolo

12. CHE COSA UNA LINGUA NON È

Similarità tra lingue e altri linguaggi

Tra i diversi tipi di interazione sociale parlare è una forma di INTERAZIONE

SIMBOLICA (o SEGNICA): si adoperano diversi tipi di segni

  • Tracce prodotte dall’evento: indizi (emozioni, stato d’animo) mentre pronunciamo

delle parole, dunque quando parliamo lasciamo una traccia indiziaria dell’animo con

cui parliamo

  • Icone (distaccano la forma del segno dalla realtà che significa  es + cristianesimo):

ci sono anche segni con un’iconicità, hanno un rapporto tra la forma della parola e il

senso (evocano ciò a cui si riferiscono)

  • Legisegni (Peirce) sono segni legati da un rapporto convenzionale che vale in una

determinata società: le parole sono fondamentalmente legisegni, cioè segni in cui

forma e senso hanno un rapporto convenzionale, “legale”, con il loro contenuto (no

necessità fisica che il “cane” si chiami cane/dog/… ) il significante è indipendente

dal senso

Fondamentalmente le parole sono SEGNI (= unione di significato e significante  no

realtà concrete ma realtà astratte)

SIGNIFICATO: classe dei sensi che nell’esprimersi concreto sono espressi dalla

realizzazione di un segno. È il generale che si concretizza nel particolare es. gatto 

“guarda questo gatto” = il senso generale ne acquista uno specifico concreto

SIGNIFICANTE: classe dei suoni o grafie che nell’esprimersi concreto realizzano un

segno

Dunque la materialità fisica e fisiologica del parlare e dell’udire non contano da sole e di

per sé ma come realizzazioni di classi astratte depositate nel nostro cervello, cioè il

nostro cervello comanda la produzione di particolari suoni e in base a classe astratte

generali del suono concreto ci regoliamo

Analogie di funzioni tra frasi e altri segni

I segni hanno diverse funzioni:

 ESPRESSIVA: (segnali di territorio) con ogni segno il soggetto che parla rivela

se stesso, si segnala, rivela la sua condizione, il suo io. Qualsiasi nostro

enunciato è portatore del nostro modo di esprimerci. (“dimmi come parli e ti dirò

chi sei”)

 APPELLO o PRAGMATICA: con ogni segno il soggetto che parla interpella

altri. (Interazione  individuata da Buhler) la realizzazione di un segno è un

modo strumentale di agire tra le persone di una comunità operando un certo

codice

 RAPPRESENTAZIONE SEMANTICA: con ogni segno il soggetto che

parla(trasmette) rappresenta un contenuto, una conoscenza, un’esperienza,

un’idea

 SINTATTICA: necessario rapporto che un segno ha con altri segni del codice

(almeno uno)

Linguaggio: famiglia di codici omogenei dal punto di vista semantico – sintattico

il linguaggio per eccellenza è il linguaggio verbale: linguaggio che adopera le parole

(verba) delle lingue storico – naturali

Parlare  uno dei tanti modi di comunicare, interazione simbolica nel quadro vasto

delle interazioni sociali

Differenze salienti tra lingue e altri codici

Linguaggi della certezza  linguaggi relativamente semplici con un numero finito di

segni (es. minicodice 10 cifre numeri).

Caratteristiche: semplicità, automaticità

nb. Una lingua NON è un linguaggio della certezza a numero finito di segni a causa

del numero oscillante di vocaboli e della potenziale infinità delle frasi (dunque è

aperto poiché ha un numero illimitato di parole)

ANALOGIE

  • Aritmetica elementare e lingue sono: codici semiotici articolati combinatori che

prevedono stringhe di numero potenzialmente infinito

  • Nelle frasi di una lingua, come nella numerazione araba o nel calcolo aritmetico, la

lettura di significanti che in superficie sono gli stessi differisce a seconda delle

strutture profonde (sogg., complemento oggetto …  numeratore, denominatore …)

DIFFERENZE

  • cifrazione araba  le infinite cifre sono ricondotte alle 10 di base + numero

ristretto di simboli

  • Lingue  NO chiusura vocabolario e operatori sintattici
  • Lingue  NO rapporto biunivoco tra significanti e significati
  • Lingue  i sensi di una frase sono sensibili al variare delle situazioni
  • Calcolo aritmetico  parla solo di quantità numeriche e operazioni (es. chimica:

parla solo di atomi e molecole) diverso dalla Lingua  non unicità del piano di

contenuto

Lingua  uso di frasi non ben formate

Lingua  usi epilinguistici e metalinguistici riflessivi (commenti, spiegazioni che

riprendono ciò che diciamo) diverso dal Calcolo  dal 900 è esclusa ogni forma di

metalinguismo riflessivo poiché insensato

13. CHE COSA È UNA LINGUA

La lingua: codice semiotico con segni articolati potenzialmente infiniti

Regola il valore di segni con cui realizziamo le interazioni

 Presenza dell’EPILINGUISTICITÁ (= metalinguisticità riflessiva): può assumere le sue

stesse parole come oggetto di riflessione, dunque commentare e spiegare determinate parole

 Collegamento che la realizzazione di ogni frase ha con il CONTESTO in cui viene

realizzata: aiuta a comprenderne il determinato valore, tramite es. pronomi dimostrativi

 GRAMMATICALIT

Á

: apparato complesso di strumenti concesso dalle lingue che

facilitano l’ancoraggio di una frase al suo contenuto. es. ogni cane abbaia  “ogni” ci fa

capire che ci riferiamo generalmente alla classe dei cani, dunque ne determina la circostanza

14. DISCORSI E TESTI – UNA TIPOLOGIA

Il parlato corrente e la scrittura ordinaria

Nell’uso parlato corrente dominano le esigenze dell’immediata interazione comunicativa 

si usano le risorse per arrivare al concetto della questione.

Nella scrittura anche corrente affiorano esigenze di distacco dell’immediatezza

comunicativa  per assicurarci che avvenga la comprensione

Discorsi formali e testi scritti formali

Obbligo di staccarsi dall’immediatezza della comunicazione e procedere sulla via di una

maggiore cura formale in funzione di esigenze di comprensione e apprezzamento del

contenuto che trasmettiamo

 Discorsi e testi formali sono quelli che si distaccano dall’immediatezza e massimizzano

le risorse sintattiche

Prevale la funzione SINTATTICA  un enunciato è connesso necessariamente al

patrimonio di regole sintattiche e forme grammaticali proprie di una lingua

(nb. Funzione pragmatica o di appello: rapporto tra chi produce l’enunciato e

l’interlocutore.

Funzione di rappresentazione: qualunque enunciato trasmette un contenuto

Funzione espressiva: qualunque cosa diciamo ci esponiamo)

Nei testi formali si accentua l’importanza del modo cui ricorriamo al patrimonio linguistico, dunque

massimizziamo le risorse sintattiche del sistema linguistico

Si delineano diversi tipi di discorsi formali e testi formali:

 TESTI INFORMATIVI E ARGOMENTATIVI: volti a dare informazioni e

argomentare (connettere l’informazione ad altri argomenti). Sono testi formali in cui

dominano le funzioni sintattica e semantica. (= cosa vogliamo dire e come farci

comprendere, anche a distanza di tempo/classe sociale, …)

 TESTI D’ISTRUZIONE E NORMATIVI: es. avvisi. Sono testi formali che ci danno

info (quindi con la loro semantica e sintassi) ma intendono orientare il nostro

comportamento, domina la funzione pragmatica

(testi legislativi  non vogliono solo descrivere una situazione o argomentare ma

vogliono orientare i nostri comportamenti e la produzione di altro es. costituzione)

 TESTI LETTERARI: (testo per tutti destinato a durare nel tempo  es. manoscritto

nella bottiglia) sono testi formali in cui domina la funzione espressiva, si sta attenti

sia alla semantica che alla sintassi ma soprattutto alla modalità espressiva (ritmo,

suono parole, potere associazioni evocative), no pragmatica. Non conta solo

l’intreccio e il contenuto di una storia ma conta anche il modo in cui viene

raccontata, trovare un modo appropriato e diverso sta nell’arte e nell’espressione

poetica (anche in prosa)