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Data creazione 14/11/
Set Domande
G3 - MANAGER 4.0 IN SANITA'
MASTER
MANAGER 4.0 IN SANITA'
INDICE
1. SISTEMI COMPLESSI E MANAGEMENT ................................................... 2
2.SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI .......................................................... 13
3. BIG DATA ...................................................................................................... 39
4. INTELLIGENZA ARTIFICIALE .................................................................... 43
5. TELEMEDICINA ............................................................................................ 47
1. SISTEMI COMPLESSI E MANAGEMENT
PROF.SSA VAIANI RENATA
01. I frattali sono:
□ il mix tra autoorganizzazione e principio ologrammatico , principio del caos e causalità circolare
□ il mix tra autoorganizzazione e principio ologrammatico e principio del caos
□ nessuna delle risposte indicate
□ il mix traautoorganizzazione e principio ologrammatico
02. i principi della complessità sono
03. per effetto farfalla si intende:
□ nessuna delle altre risposte
□ la possibilità che piccolissime modifiche possono causare grandi cambiamenti,
□ tutte le risposte indicate
□ solo grandi modifiche possono causare grandi cambiamenti
04. l’effetto di piccole pertubazioni provoca modifiche prevedibili
□ l’effetto di piccole pertubazioniprovoca modifiche prevedibili
□ l’effetto di piccole perturbazioni viene amplificato, cioè elevato a potenza e genera distruzione del vecchio e creazione del nuovo
□ nessuna delle risposte indicate
□ tutte le risposte indicate
05. fonti di vantaggio competitivo per le organizzazioni complesse sono:
□ investimenti congiunti per garantire apertura, riorientamento
□ tutte le risposte indicate
□ investimenti congiunti per garantire apertura, riorientamento ed equilibrio dinamico tra continuità e discontinuità
□ investimenti basati sul momento attuale del mercato
06. Un sistema complicato è:
□ un sistema difficile, intricato ma che, suddiviso nelle parti che lo compongono,
cioè nei suoi elementi costitutivi, può essere compreso perché reso semplice
□ sistema dinamico, composto da molte parti elementari interreagenti tra loro in maniera non lineare che, al variare del tempo, mostra un
comportamento emergente non previsto dalle interazioni delle singole componenti. Inoltre ha una sua struttura gerarchica interna che viene generalmente distrutta da modifiche del sistema stesso
□ nessuna delle risposte date
□ sistema dinamico, composto da molte parti elementari interreagenti tra loro in maniera lineare che, al variare del tempo, mostra un
comportamento auto- emergente non previsto dalle interazioni delle singole componenti.
11. Nel “complicato” gli elementi
□ sono aggregati tra loro, senza alcuna interrelazione,
per cui possono essere compresi, in maniera completa, anche visti unitariamente.
□ gli elementinon sono intrecciati tra loro
ma possono essere compresi, solo se visti nell’insieme e non unitariamente.
□ gli elementi sono così intrecciati tra loro
che possono essere compresi, in maniera completa, solo se visti nell’insieme e non unitariamente.
□ nessuna delle risposte date
Un sistema complesso è un sistema
□ in cui gli elementi sono aggregati tra loro, senza alcuna interrelazione, per cui non è possibile,
o è molto difficile, prevedere uno stato aggregato futuro.
□ in cui gli elementi sono aggregati tra loro, senza alcuna interrelazione,
per cui possono essere compresi, in maniera completa, anche visti unitariamente.
□ nessuna delle risposte date
□ in cui gli elementi subiscono continue modifiche,
singolarmente prevedibili, ma di cui non è possibile, o è molto difficile, prevedere uno stato aggregato futuro.
13. Un sistema complesso è
□ un sistema statico, ordinato che non ha relazione con l'ambiente esterno, che è lineare e che evolve in maniera prevedibile
□ un sistema statico, strutturato a rete, che non “coevolve” con l’ambiente esterno, che è costituito da molti elementi, non correlati tra
loro,che non presenta feedback positivi, negativi o esplosivi (manifestazione dell’effetto farfalla), chenon tende all’autorganizzazione che non è capace di “emergenza”
□ nessuna delle risposte date
□ un sistema dinamico, strutturato a rete, che “coevolve” con l’ambiente esterno, che è costituito da molti elementi, tutti correlati tra loro,
non in maniera lineare (causa della aleatorietà del sistema stesso), che presenta feedback positivi, negativi o esplosivi (manifestazione dell’effetto farfalla), che tende all’autorganizzazione a livelli gerarchici superiori (inscatolamento progressivo o bottom – up), che è capace di “emergenza” (il tutto è più della somma delle parti).
14.. Il pensiero moderno, da Cartesio al positivismo di Comte, si caratterizza per:
□ la fiducia nella scienza e nelle possibilità di conoscenza e controllo di tutti i fenomeni
la fiducia nelle possibilità di miglioramento dell’uomo, di progresso, di evoluzione l’idea di poggiarsi su principi stabili, universali ed immutabili l’idea di fondare l’identità su valori certi e predeterminati.
□ la fiducia nella scienza e nelle possibilità di conoscenza e controllo di tutti i fenomeni
la fiducia nelle possibilità di miglioramento dell’uomo, di progresso, di evoluzione
□ nessuna delle risposte date
□ l’idea di poggiarsi su principi stabili, universali ed immutabili
l’idea di fondare l’identità su valori certi e predeterminati.
15. I sostenitori della teoria della complessità
□ non negano il ruolo della ragione, dell’ordine, dell’organizzazione, ma sostengono che la vita, l’evoluzione, il cambiamento non convivono
col disordine, col caos, e non vi è l’instabilità, l’irriducibilità delle variabili.
□ negano il ruolo della ragione, dell’ordine, dell’organizzazione, sostengono che la vita, l’evoluzione, il cambiamento non possono
convivere col disordine, col caos, l’instabilità, l’irriducibilità delle variabili.
□ nessuna delle risposte date
□ non negano il ruolo della ragione, dell’ordine, dell’organizzazione, ma sostengono che la vita, l’evoluzione, il cambiamento convivono col
disordine, col caos, l’instabilità, l’irriducibilità delle variabili.
16. il pensiero riduzionista sostiene che
□ il tutto non è uguale alla somma delle parti
□ il tutto è simile alla somma delle parti
□ nessuna delle risposte date
□ il tutto è uguale alla somma delle parti
17. L'olismo è definito come:
□ l'opposto del riduzionismo
□ l'equivalente del riduzionismo
□ né l'opposto né l'equivalente del riduzionismo
□ nessuna delle risposte date
18. il pensiero circolare passa
□ dal principio teleologico a quello riduzionista
□ nessuna delle risposte date
□ dal principio teleologico a quello della causalità
□ dal principio di causalità a quello teleologico
23. Il nostro modo di pensare deve accettare l’orlo del caos che, secondo il filosofo Morin (1990), significa:
□ nessuna delle risposte
□ Accettare il disordine, non come accezione negativa, ma come fenomeno necessario all’evoluzione e all’innovazione
Accettare la contraddizione: nella complessità convivono gli opposti, come ordine e disordine, reversibilità ed irreversibilità, equilibrio e non equilibrio, determinismo e caso. Dobbiamo essere in grado di accettare questa contraddizione, di accettare la presenza di concetti che, influenzati dalla scienza classica, ci appaiono come opposti e inconciliabili.
□ Accettare il disordine, non come accezione negativa, ma come fenomeno necessario all’evoluzione e all’innovazione
□ Accettare la contraddizione: nella complessità convivono gli opposti, come ordine e disordine, reversibilità ed irreversibilità, equilibrio e
non equilibrio, determinismo e caso. Dobbiamo essere in grado di accettare questa contraddizione, di accettare la presenza di concetti che, influenzati dalla scienza classica, ci appaiono come opposti e inconciliabili.
24. il gioco degli opposti nella scienza classica è
□ nessuna delle risposte
□ un gioco a somma zero
□ un gioco non a somma nulla
□ un gioco in cui coesiste vincere e perdere
**25. I sistemi si suddividono in:
- Semplici
- Complicati
- Complessi Questa suddivisione è basata sulla presenza di:**
□ N° di variabili: solo poche
N° di relazioni: , molte, moltissime caratteristiche delle relazioni:solo non lineari. Questi primi tre punti definiscono la scala dei problemi e l’approccio di studio: analitico o sistemico presenza di livello di criticità e feedback
□ N° di variabili: poche o molte
N° di relazioni: poche, molte, moltissime caratteristiche delle relazioni: lineari e non lineari. Questi primi tre punti definiscono la scala dei problemi e l’approccio di studio: analitico o sistemico presenza di livello di criticità e feedback
□ nessuna delle risposte
□ N° di variabili: molte
N° di relazioni: moltissime caratteristiche delle relazioni: non lineari. Questi primi tre punti definiscono la scala dei problemi e l’approccio di studio:solo sistemico e presenza di feedback
26. I sistemi complessi , in base alle relazioni con l'esterno, si suddividono in
□ nessuna delle risposte
□ sistemi aperti che scambiano sia materia che energia con l’ambiente esterno
- sistemi chiusi che scambiano energia e non materia con l’esterno, questi non esistono in natura e sono costruiti in laboratorio per studiare la complessità e per stressare (applicazione di stimoli estremi) i sistemi studiati
□ sistemi chiusi che scambiano energia e non materia con l’esterno, questi non esistono in natura e sono costruiti in laboratorio per
studiare la complessità e per stressare (applicazione di stimoli estremi) i sistemi studiati
□ - sistemi aperti che scambiano sia materia che energia con l’ambiente esterno
- sistemi chiusi che scambiano energia e non materia con l’esterno, questi non esistono in natura e sono costruiti in laboratorio per studiare la complessità e per stressare (applicazione di stimoli estremi) i sistemi studiati
- sistemi isolati che non scambiano né materia, né energia con l’esterno, tendono ad un equilibrio termodinamico che si raggiunge quando tutta l’energia è stata utilizzata e degradata e non può più fornire lavoro. 27. i principi della complessità sono:
□ autorganizzazione
orlo del caos principio ologrammatico impossibilità di previsione potere delle connessionicausalità circolare apprendimento try and learning
□ autorganizzazione
orlo del caos principio ologrammatico impossibilità di previsione causalità circolare apprendimento try and learning ordine
□ autorganizzazione
orlo del caos principio ologrammatico impossibilità di previsione potere delle connessioni causalità circolare apprendimento try and learning ordine
□ autorganizzazione
orlo del caos principio ologrammatico potere delle connessioni apprendimento try and learning ordine
32. I sistemi complessi sono caratterizzati da:
□ a) Ordine e disordine (Prigogine, 1981)
b) Effetto farfalla, (Prigogine, 1981) c) Legge dell’elevamento a potenza d) Evoluzione o emergenza (Waldrop, 1987)
□ a) Ordine e disordine (Prigogine, 1981)
b) Effetto farfalla, (Prigogine, 1981) c) Legge dell’elevamento a potenza d) Evoluzione o emergenza (Waldrop, 1987) e) Legge dell'entropia (waldrop 1989)
□ a) Ordine e disordine (Prigogine, 1981)
b) Effetto farfalla, (Prigogine, 1981) c) Legge dell’elevamento a potenza d) Evoluzione o emergenza (Waldrop, 1987) e) Legge dell'entropia (waldrop 1989) f^ legge della sincronizzazione (weiss 1991)
□ nessuna delle risposte date
33. il principo ologrammatico indica:
□ nessuna delle risposte date
□ la tendenza alla desincronizzazione la tendenza all' individualità.
□ la tendenza alla sincronizzazione e alla collettivizzazione.
□ Interazione stretta tra sistema e ambiente
La parte è nel tutto e Il tutto è nella parte
34. la biforcazione catastrofica è:
□ Interazione stretta tra sistema e ambiente che porta all'entropia
□ uguale all'effetto farfalla
□ la soglia critica oltre la quale il sistema non riesce più a mantenere l'omeostasi e precipita in uno stato di caos
□ nessuna delle risposte date
35. il caos dura finchè
□ una delle perturbazioni caotiche non prevale sulle altre ed attrae il sistema verso di sé.
□ non si instaura l'ordine, dopo un tempo prevedibile di caos
□ nessuna delle risposte date
□ le perturbazioni caotiche non cessano
36. l’attrattore strano di Lorenz è
□ un modulo fondamentale che si ripropone ricorsivamente e di cui minime variazioni portano a nuove evoluzioni del sistema
□ un modulo fondamentale che si propone in un tempo prevedibile e porta al caos
□ nessuna delle risposte date
□ un modulo fondamentale che si ripropone dopo un tempo prevedibile e che riporta l'ordine
37. un attrattore “strano” è
□ un attrattore dotato di struttura frattale, cioè a dimensione non intera,con dinamica, sull'attrattore stesso, caotica: vi sono infatti infinite
possibili “traiettorie” sempre però legate all’attrattore stesso, punto, linea o ciclo che sia.
□ un attrattore non dotato di struttura frattale, a dimensione intera,con dinamica, sull'attrattore stesso, caotica: vi sono infatti infinite
possibili “traiettorie” sempre però legate all’attrattore stesso, punto, linea o ciclo che sia.
□ nessuna delle risposte date
□ un attrattore a dimensione intera,con dinamica, sull'attrattore stesso, ordinata: vi sono infatti solo poche possibili “traiettorie” sempre
però legate all’attrattore stesso, punto, linea o ciclo che sia.
38. un grafo è:
□ insieme di punti
□ insieme di linee di sistema
□ insieme di nodi connessi da link
□ nessuna delle risposte date
39. la rete piccolo mondo o grafo piccolo mondo è
□ grafo ordinato in cui tutti i nodi sono collegati tra loro in modo da formare una rete regolare, con legami forti: forte aggregazione
□ grafo casuale o caotico con connessioni tra i nodi distribuite senza nessuna regolazione le coppie di nodi, con scarsa aggregazione
□ grafo regolare cui si aggiungono connessioni casuali detti ponti e che si trova a metà dei due estremi, in bilico tra ordine e caos, e i cui
elementi hanno forte aggregazione
□ nessuna delle risposte date
40. l'hub è
□ un nodo più ricco di connessioni di altri, che è penalizzato dal punto di vista dell’accesso e dello scambio di informazioni, è cioè a “
collegamento non totalmente preferenziale”.
□ un nodo più ricco di connessioni di altri, che è privilegiato dal punto di vista dell’accesso e dello scambio di informazioni, è cioè a “
collegamento preferenziale”.
□ nessuna delle risposte date
□ un nodo meno ricco di connessioni di altri, che è penalizzato dal punto di vista dell’accesso e dello scambio di informazioni, è cioè a “
collegamento non preferenziale”.
41. definizione della variabile fitness
□ nessuna delle risposte date
□ La fitness ηi,è la scarsa capacità empatica, l’ scarsa attrattività, la scarsa prestanza di un nodo
□ La fitness ηi,è la capacità empatica, l’ attrattività, la prestanza di un nodo
□ La fitness ηi,è solo, la prestanza di un nodo grande ma anche di un nodo con scarsa empatia
2.SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI
PROF. FABBRIZIO ANTONIO
01. In quanti sottoinsiemi può essere “idealmente” distinto un Sistema Informativo aziendale?
□ In due sottoinsiemi: Sistema Informativo primario e Sistema Informativo secondario
□ Nessuna delle risposte
□ In due sottoinsiemi: Sistema Informativo di primo livello e Sistema Informativo di secondo livello
□ In due sottoinsiemi: Sistema Informativo non contabile e Sistema Informativo contabile
02. Il Sistema Informativo è costituito da più elementi
□ persone, procedure, mezzi tra cui avvengono salutariamente interazioni
□ Nessuna delle risposte
□ persone, procedure, mezzi tra cui non avvengono interazioni
□ persone, procedure, mezzi tra cui avvengono interazioni
03. Una delle varie classificazioni prevede che il sistema informativo venga suddiviso in tre sotto categorie
□ Electronic Data Processing; Management Information System; Decision Support System
□ Electronic Data Processing; Management Information System; Decision Support Processing
□ Nessuna delle risposte
□ Electronic Data System; Management Information System; Decision Support System
0 4. Perché i sistemi informativi siano efficaci ed efficienti è necessario
□ che venga posta molta attenzione ai processi informativi
□ che venga posta molta attenzione ai risultati che grazie ad essi si ottengono in azienda
□ Nessuna delle risposte
□ che venga posta molta attenzione ai dati
05. Cosa sono gli strumenti di On Line Analytical Processing (OLAP) e di Data mining?
□ Nessuna delle risposte
□ Strumenti volti all'analisi, spesso interattivi, che operano su banche dati, dette Data Warehouse, e orientati al knowledge discovery
□ Strumenti volti all'analisi, spesso interattivi, che operano su banche dati, dette Data Warehouse, e non orientati al knowledge discovery
□ Strumenti volti all'analisi, non interattivi, che operano su banche dati, dette Data Warehouse, e orientati al knowledge discovery
06. L’applicazione software Best of Breed (“BoB”) è caratterizzata
□ Nessuna delle risposte
□ da un alto grado di specializzazione, ma anche di rigidità verso l' integrazione del sistema stesso nel più vasto ambito del sistema
informativo aziendale
□ da un alto grado di specializzazione
□ rigidità verso l' integrazione del sistema stesso nel più vasto ambito del sistema informativo aziendale
07. Un Data Warehouse è
□ Nessuna delle risposte
□ la base dei dati informazionale, che raccoglie in vari "magazzini" tutti i dati di interesse dell'azienda
□ la base dei dati informazionale, che raccoglie in un unico "magazzino" tutti i dati di interesse dell'azienda
□ la base dei dati informazionale, che raccoglie in un unico sistema tutti i dati di interesse dell'azienda
08. Data warehousing è
□ è l'insieme di attività che porta alla definizione,costruzione e mantenimento del Data warehousing
□ Nessuna delle risposte
□ è l'insieme di attività che porta alla definizione,costruzione e mantenimento del DW
□ il risultato delle attività che porta alla definizione,costruzione e mantenimento del DW
09. Decision Support System(DSS)
□ Nessuna delle risposte
□ sono sistemi di supporto alle decisioni e consistono in strumenti informatici che servono all'estrazione di informazioni per il processo
decisionale
□ sono sistemi di supporto alle decisioni e consistono in strumenti iinformativi che servono all'estrazione di informazioni per il processo
decisionale
□ sono sistemi di supporto alle decisioni e consistono in strumenti informatici che servono all'estrazione di informazioni
10. Data mining
□ è l'insieme di strumenti e tecniche utilizzate per estrarre informazioni nascoste
□ è l'insieme di tecnologie utilizzate per estrarre informazioni nascoste
□ è l'insieme di strumenti e tecnicnologie utilizzate per estrarre informazioni nascoste
□ Nessuna delle risposte
11. Cosa sono i Decision Support System (DSS)?
□ Sistemi di supporto alle decisioni e consistono in strumenti informatici che servono all'estrazione di informazioni per il processo
decisionale
□ Nessuna delle risposte
□ Sistemi di supporto alle decisioni e consistono in servizi informatici che servono all'estrazione di informazioni per il processo decisionale
□ Sistemi di supporto alle decisioni e consistono in strumenti informatici che servono all'estrazione di informazioni per il processo
computazionale
18. I sistemi operazionali non servono solo per eseguire operazioni ma anche
□ per programmare; tracciare delle operazioni; programmare rispetto a ciò che è stato fatto come cambiare lo stato del sistema aziendale.
□ Nessuna delle risposte
□ per programmare; tracciare rispetto a ciò che è stato fatto come cambia lo stato del sistema aziendale.
□ per programmare; tracciare delle operazioni; consultare rispetto a ciò che è stato fatto come cambia lo stato del sistema aziendale.
19. Quali sono le cinque forze competitive identificate da Porter?
□ Concorrenti diretti; minaccia di entrata; potere contrattuale dei venditori; potere contrattuale dei fornitori; prodotti sostitutivi
□ Concorrenti diretti; minaccia di entrata; potere contrattuale degli acquirenti; potere contrattuale dei fornitori; prodotti sostitutivi
□ Concorrenti diretti e indiretti; minaccia di entrata; potere contrattuale degli acquirenti; potere contrattuale dei fornitori; prodotti
sostitutivi
□ Nessuna delle risposte
20. Il compito degli strumenti ETL è
□ Nessuna delle risposte
□ alimentare una sorgente dati singola, esauriente, dettagliata e di alta qualità che però non alimenta il DW
□ alimentare una sorgente dati singola, esauriente, non dettagliata che alimenta a sua volta il DW
□ alimentare una sorgente dati singola, esauriente, dettagliata e di alta qualità che alimenta a sua volta il DW
21. I processi decisionali non sono standardizzabili né riconducibili a procedure automatizzate perché
□ Nessuna delle risposte
□ influenzati dalle metodologie che le persone utilizzano per effettuare le scelte
□ influenzati dalle metodologie che le persone utilizzano per effettuare le scelte
□ influenzati dalle procedure che le persone utilizzano per evietare di effettuare le scelte
22. Alcuni componenti fondamentali dei sistemi informazionali sono
□ data warehouse; strumenti di analisi; procedure di sviluppo
□ data warehouse; strumenti di analisi; procedure si alimentazione
□ data warehouse; strumenti di sviluppo; procedure di alimentazione
□ Nessuna delle risposte
23. I sistemi informazionali adottano il modello multidimensionale perché
□ è intuitivo, facilmente interpretabile dall’utente, particolarmente efficiente nelle operazioni di aggregazione e disaggregazione dei dati
□ è intuitivo, non interpretabile dall’utente, particolarmente efficiente nelle operazioni di aggregazione e disaggregazione dei dati
□ Nessuna delle risposte
□ è intuitivo, facilmente interpretabile dall’utente, particolarmente efficace
24. Quali sono le funzioni di base di uno strumento OLAP?
□ Slicing; Dicing; Drill-down; Drill-across
□ Slicing; Dicing; Drill-down; Drill-through
□ Slicing; Dicing; Drill-down; Drill-across; Drill-through
□ Nessuna delle risposte
25. I primissimi Sistemi Informativi aziendali vengono chiamati
□ Nessuna delle risposte
□ Electronic Data Process System
□ Electronic Data Processing System
□ Electric Data Processing System
26. Il termine Decision Support System rappresenta
□ l’insieme di tutti i sistemi per il supporto decisionale
□ l’insieme di alcuni dei sistemi per il supporto decisionale
□ Nessuna delle risposte
□ il sistema per il supporto decisionale
27. I modelli decisionali sono tipicamente di tre diverse tipologie
□ predittivi; di simulazione; di ottimizzazione
□ predittivi; di simulazione; di sviluppo
□ Nessuna delle risposte
□ predittivi; di sviluppo; di ottimizzazione
28. I sistemi ERP
□ non sono focalizzati su aspetti di pianificazione né sulle risorse
□ sono focalizzati su aspetti di pianificazione né sulle risorse
□ Nessuna delle risposte
□ sono focalizzati su aspetti di pianificazione
29. Gli ERP sono
□ pacchetti software standard,integrati e modulari, i cui programmi immagazzinano, organizzano,elaborano e trasmettono le informazioni
attinenti alla globalità dei flussi di processo della catena del valore aziendale
□ pacchetti software standard,integrati e modulari, i cui programmi non immagazzinanoed organizzano,ma elaborano e trasmettono le
informazioni attinenti alla globalità dei flussi di processo della catena del valore aziendale
□ programmi che immagazzinano, organizzano,elaborano e trasmettono le informazioni attinenti alla globalità dei flussi di processo della
catena del valore aziendale
□ Nessuna delle risposte
36. I sistemi ERP offrono un’interoperabilità
□ esterna al sistema
□ sia interna al sistema (tra i vari moduli) sia esterna
□ interna al sistema (tra i vari moduli)
□ Nessuna delle risposte
37. I sistemi ERP sono classificati in livelli in base
□ Nessuna delle risposte
□ alle dimensioni e alla complessità delle imprese per cui sono progettati
□ alle complessità delle imprese per cui sono progettati
□ alle dimensioni delle imprese per cui sono progettati
38. Cosa è un Enterprise Resource Planning?
□ Nessuna delle risposte
□ Un sistema di gestione che integra tutti i processi rilevanti per l'azienda, un programma in grado di automatizzare ed informatizzare i
processi di gestione aziendale in tutte le sue sfaccettature
□ Un sistema di gestione che integra tutti i processi di business rilevanti per l'azienda, un programma in grado
di automatizzare ed informatizzare i processi di gestione aziendale in tutte le sue sfaccettature
□ Un sistema che integra tutti i processi di gestione rilevanti per l'azienda, un programma in grado di automatizzare ed informatizzare i
processi di gestione aziendale in tutte le sue sfaccettature
39. In letteratura sono menzionati due principali approcci all’implementazione di un sistema ERP
□ “Big Bang” - “Incrementante”
□ “Big Bang” - “Incrementale”
□ Nessuna delle risposte
□ “Big Bang” - “Incrementazionale”
40. La serializzazione per processo
□ ha l’obiettivo di implementare il sistema ERP a partire dai processi chiave per estendere, sulla base di un insieme diverso di funzionalità
di base, il supporto del sistema anche agli altri processi in momenti simultanei
□ ha l’obiettivo di implementare il sistema ERP a partire dai processi chiave per estendere, sulla base dello stesso insieme di funzionalità
di base, il supporto del sistema anche agli altri processi in momenti successivi
□ Nessuna delle risposte
□ ha l’obiettivo di implementare il sistema ERP a partire dai processi chiave per estendere, sulla base di un insieme diverso di funzionalità
di base, il supporto del sistema anche agli altri processi in momenti successivi
41. L'approccio denominato “Vanilla”
□ suggerisce in particolare di minimizzare le personalizzazioni del sistema ERP per ottenere il massimo beneficio dalle best practice
incorporate nei sistemi ERP verticalizzati o preconfigurati
□ Nessuna delle risposte
□ suggerisce in particolare di incrementare le personalizzazioni del sistema ERP per ottenere il massimo beneficio dalle best practice non
incorporate nei sistemi ERP verticalizzati o preconfigurati
□ suggerisce in particolare di incrementare le personalizzazioni del sistema ERP per ottenere il massimo beneficio dalle best practice
incorporate nei sistemi ERP verticalizzati o preconfigurati
42. I sistemi ERP sono parte integrante dello Smart Manufacturing perché
□ vanno a generare una piattaforma integrata di servizi digitali che abilitano scenari innovativi
□ vanno a generare una piattaforma integrata di servizi digitali
□ vanno a generare una serie di piattaforme integrate di servizi digitali
□ Nessuna delle risposte
43. L'"i-ERP" combina
□ ERP per gestire i processi con Intelligenza Artificiale e funzionalità di business
□ Nessuna delle risposte
□ ERP per gestire i dati con Intelligenza Artificiale e funzionalità di sviluppo
□ ERP per gestire i dati con IoT e funzionalità di business
44. Nel machine learning senza supervisione
□ il sistema apprende processi automatizzati senza bisogno di persone
□ il sistema apprende e crea processi automatizzati senza bisogno di persone
□ il sistema apprende e crea processi automatizzati grazie all'intervento di persone
□ Nessuna delle risposte
45. Un "i-ERP" è
□ un software di gestione aziendale che si basa su applicazioni analitiche e tecnologiche che fornisce dati per un'analisi aziendale più
accurata e in tempo reale
□ Nessuna delle risposte
□ un software di gestione aziendale che si basa su applicazioni non analtiche che fornisce dati per un'analisi aziendale più accurata e in
tempo reale
□ un software di gestione aziendale che si basa su applicazioni digitali che fornisce dati per un'analisi aziendale più accurata e in tempo
reale