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Management Sanitario e Innovazione - Master Manager 4.0 in Sanità, Prove d'esame di Strategia E Innovazione

12/08/2023 Set Domande Management sanitario e innovazione MASTER Manager 4.0 in sanità 2023/24 INDICE  Sistemi di certificazione e accreditamento delle aziende sanitarie (Prof.ssa Menegotto Grazia)  Risk management e clinical governance (Prof.ssa Vaiani Renata)  Case management (Prof.ssa Menegotto Grazia) La cartella informatizzata (Prof. Novelli Sergio)  Management sanitario dell'innovazione (Prof.ssa Vaiani Renata)  Sistemi complessi e management (Prof.ssa Vaiani Renata)  Teorie e tecniche nella gestione delle risorse umane per il miglioramento delle performance in sanità (Prof.ssa Bene Nikla)

Tipologia: Prove d'esame

2023/2024

In vendita dal 14/07/2024

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Data creazione 12/08/2023
Set Domande
Management sanitario e innovazione
MASTER
Manager 4.0 in sanità 2023/24
INDICE
Sistemi di certificazione e accreditamento delle aziende sanitarie (Prof.ssa
Menegotto Grazia)
Risk management e clinical governance (Prof.ssa Vaiani Renata)
Case management (Prof.ssa Menegotto Grazia)
La cartella informatizzata (Prof. Novelli Sergio)
Management sanitario dell'innovazione (Prof.ssa Vaiani Renata)
Sistemi complessi e management (Prof.ssa Vaiani Renata)
Teorie e tecniche nella gestione delle risorse umane per il miglioramento
delle performance in sanità (Prof.ssa Bene Nikla)
Sistemi di certificazione e accreditamento delle aziende sanitarie
Prof.ssa Menegotto Grazia
01. Considerando i vari tipi di approccio alla qualità nell’evoluzione sociale, quali
tra questi introduce il concetto di “Equità”?
approccio democratico
02. Nell’approccio scientifico-razionalista, il concetto di qualità prevede:
la partecipazione di pochi (studiosi, esperti, professionisti) nella definizione
della qualità di un servizio
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Data creazione 12/08/ Set Domande Management sanitario e innovazione MASTER Manager 4.0 in sanità 2023/ INDICESistemi di certificazione e accreditamento delle aziende sanitarie (Prof.ssa Menegotto Grazia)Risk management e clinical governance (Prof.ssa Vaiani Renata)Case management (Prof.ssa Menegotto Grazia)La cartella informatizzata (Prof. Novelli Sergio)Management sanitario dell'innovazione (Prof.ssa Vaiani Renata)Sistemi complessi e management (Prof.ssa Vaiani Renata)Teorie e tecniche nella gestione delle risorse umane per il miglioramento delle performance in sanità (Prof.ssa Bene Nikla)

Sistemi di certificazione e accreditamento delle aziende sanitarie Prof.ssa Menegotto Grazia

01. Considerando i vari tipi di approccio alla qualità nell’evoluzione sociale, quali tra questi introduce il concetto di “Equità”?

 approccio democratico

02. Nell’approccio scientifico-razionalista, il concetto di qualità prevede:

 la partecipazione di pochi (studiosi, esperti, professionisti) nella definizione della qualità di un servizio

03. L’introduzione dei “sistemi qualità” in sanità è avvenuta con lo scopo di:

 gestire i costi (risorse limitate)

04. La verifica è un metodo sistematico e scientifico dotato di:

 documentazione, descrizione, misurazione e valutazione delle azioni di miglioramento

**05. Donabedian in «Evaluating the Quality of Medical Care”. (Milbank Quarterly

  1. prevede la misurazione della qualità dell’assistenza sulla base di 3 dimensioni. Quali?**

 organizzativa, professionale e percepita

06. Uno degli strumenti e metodi per la valutazione della qualità gestionale è :

 il controllo di gestione

07. In che modo è valutata la qualità professionale?

 la valutazione è data dalla capacità di garantire una risposta efficace ai bisogni di salute

08. Chi è il teorico della Learning Organization?

 Chris Argyris

09. KAORU ISHIKAWA è noto anche per aver ideato:

 il diagramma a lisca di pesce (o diagramma causa-effetto)

10. I termini “Plan – Do – Check -Act “ a quale delle seguenti metodologie sono associale:

 ciclo di gestione della qualità

11. L’ideatore del metodo PDCA è

 Deming

12. Il concetto “fare le cose bene sin dalla prima volta” nasce con:

 TQM

22. La certificazione di sistema è una forma di assicurazione:

 indiretta

23. l'ACCREDITAMENTO SECONDO LA Norma UNI EN ISO è una forma di accreditamento:

 volontario

24. La "gestione per la qualità mirata a stabilire gli obiettivi per la qualità e a specificare i processi operativi e le relative risorse necessari per conseguire tali obiettivi" è denominata?

 pianificazione

25. Cos’è un PROCESSO?

 È la sequenza di attività correlate e ripetitive finalizzate a uno specifico risultato finale.

26. Quale è il significato della sigla SGQ?

 Sisema di Gestione Qualità

27. Cos'è una AZIONE CORRETTIVA?

 Una correzione della NON CONFORMITA’, dopo aver identificato la causa, al fine di rimuoverla

28. Una verifica di parte II è:

 Una Verifica ispettiva verso enti/aziende fornitori dell’azienda

29. Diversi sistemi di accreditamento possono coesistere in una realtà organizzativa?

 si

30. l'ACCREDITAMENTO Joint Commission International (JCI) è una forma di accreditamento:

 volontario

31. La modalità di verifica JCI prevede interviste?

 si, a operatori e pazienti

32. Il "processo di autovalutazione e di revisione esterna tra pari, usato dalle organizzazioni sanitarie per valutare accuratamente il proprio livello di performance relativamente a standard prestabiliti e per attivare modalità di miglioramento continuo del sistema sanitario", è definito:

 accreditamento professionale

33. La seguente definizione : "applicare una tecnica di valutazione standardizzata" a quale termine è associabile?

 verifica

34. Gli indicatori sono misure dirette della qualità?

 no

35. La Tecnica/metodo Delphi può essere applicata per stimare l'impatto e le conseguenze di specifiche decisioni?

 si

36. Utilizzare "carte di controllo" significa:

 rappresentare il trend delle performance con immediatezza

37. Nei modelli di servizio esistenti il servizio inteso come “processo comportamentale dell'essere umano” è riconducibile a:

 Rosander , Parasuraman

38. Nell’impostazione di uno strumento di indagine, la possibilità che il test in oggetto possieda una correlazione con altre misure della stessa caratteristica è definita:

 Validità convergente

04. perché i percorsi diagnostico terapeutici devono essere integrati?

 Riducono la variabilità clinica Integrano le evidenze disponibili Migliorano la qualità della documentazione Migliorano l’efficienza Migliorano la trasparenza nei confronti degli utenti Permettono di costruire una équipe di professionisti che lavori in rete, coordinandosi

05. Cosa si intende per Case Manager?

 E’ il referente del caso clinico che garantisce coordinamento e continuità tra i servizi

06. Cosa si intende per Care Giver?

 la persona di fiducia del paziente che si relaziona strettamente con il case manager

07. perché l'infermiere è la figura ideale per essere case manager?

 Per la capacità di “comprendere e prendere in carico” il paziente, per il carattere negoziale proprio dell’assistenza infermieristica per il necessario consenso che sempre lega il pensiero e l’azione dell’infermiere e del paziente, carattere negoziale e ricerca del consenso che si esprime anche nei rapporti con gli altri professionisti.

08. cosa si intende per case management per Pari?

 è un sistema di erogazione di prestazioni ambulatoriali ad un utente in cui un infermiere, nel ruolo di case manager, agisce come sostegno psicologica del paziente nel percorso di cura

09. i valori del PDT sono

 Responsabilità integrazione multidisciplinarietà valorizzazione dell'équipe professionalità complessità e qualità

10. Perché nel PDT sono necessari nuovi giochi di ruolo?

 per recuperare la dimensione etica e politica inscindibile dalle professioni sanitarie

11. l'analisi sistematica della situazione del paziente comprende:

 descrizione del problema etiologia e causa scatenante del problema mappatura delle relazioni familiari e sociali valutazione delle risorse esistenti (salute, famiglia, lavoro, economiche ..)biografia e anamnesi (medica, infermieristica, socile e psicologica) stato energetico del paziente ( motivazionale, cooperazionale, emozionale)

12. Audit clinico

 comprende tutti gli aspetti delle cure, comprese quelle infermieristiche e non mediche

13. la prima definizione di audit clinico

 Analisi critica e sistematica della qualità della assistenza medica (o sanitaria) che include: le procedure utilizzate per la diagnosi e il trattamento, l’uso delle risorse, gli outcome risultanti e la qualità di vita per i pazienti”.

14. il metodo per condurre l'audit clinico è:

 la verifica retrospettiva interna la verifica retrospettiva esterna

15. in una buona progettazione di audit devono esserci

 lo scopo il risultato atteso gli obiettivi l'oggetto lo standard di riferimento

06. Individuare, tra quelle proposte, la risposta errata sulla valutazione cognitiva

 La valutazione cognitiva non è rilevante se il paziente vive solo

07. Tra gli aspetti da considerare nella pianificazione del percorso di cura sono compresi:

 tutte le altre risposte sono corrette

08. A chi compete l’educazione rivolta al paziente sull’adozione di comportamenti e stili di vita corretti?

 A tutti i professionisti dell’équipe sanitaria

09. I risultati ottenuti dall' applicazione di routine di un intervento, sono definiti:

 efficacia pratica

La cartella informatizzata Prof. Novelli Sergio

01. Quale delle seguenti caratteristiche non è fondamentale per la cartella clinica?

 Leggibilità

02. Per quanto deve essere conservata la cartella clinica?

 Illimitatamente anche dopo la morte del soggetto

03. la vigilanza sull'archivio delle cartelle cliniche di una struttura spetta:

 Alla direzione sanitaria

04. lo strumento nazionale nel quale vengono registrati i dati sanitari e socio- sanitari dei cittadini è:

 Il fascicolo sanitario elettronico

05. La differenza tra cartella informatizzata e cartella elettronica è principalmente:

 Nel tipo di firma apposta sui dati

06. Quale delle seguenti non è un tipo di firma elettronica forte?

 Autenticazione tramite username e password personali

07. In caso di contenzioso, in caso di firma forte, l'onere della prova di validità della stessa spetta:

 Alla controparte che chiama in causa la struttura

08. Un errore non intenzionale è:

 Una svista

09. Quale dei seguenti non è uno dei 3 obiettivi della sanità 4.0?

 Aumento della sicurezza dei dati sanitari

10. Secondo la ricerca FHI quale sarebbe la preoccupazione più grande degli operatori socio-sanitari italiani relativa all'introduzione della CCE?

 Le ripercussioni negative sul carico di lavoro

Management sanitario dell'innovazione Prof.ssa Vaiani Renata

01. sistema significa

 pluralità di elementi coordinati tra loro, in modo da formare un complesso organico soggetto a “date” regole.

02. nel complicato

 gli elementi sono aggregati tra loro, senza alcuna interrelazione, per cui possono essere compresi in maniera completa anche visti unitariamente.

03. Complicato è

 un sistema difficile, intricato ma che, s-piegato, suddiviso nelle parti che lo compongono, cioè nei suoi elementi costitutivi, può essere compreso perché reso semplice.

11. l'eccellenza operativa si ottiene

 applicando il 3°principio della complessità: il tutto è più dell'insieme delle parti

12. la Network Organization (dal 5° principio:potere delle connessioni) prevede:

 passare dal castello alla rete: non più isolamento, ma comunicazione, non più rigida gerarchia, ma scambio di idee e intelligenza di sciame, non più taylorismo perdente, ma leadership diffusa.

13. che cos'è il network?

 un sistema aperto, accesso libero eteroriferito informazione diffusa obiettivo solidarietà generoso e reciproco democratico è importante ciò che è significativo è basato su un sistema di feedback continuo

14. il circolo virtuoso del network è

 generosità, reciprocità,fiducia, reputazione

15. pensare win-win è

 la capacità di trovare soluzioni nelle quali ogni partecipante al gioco trae vantaggio

16. Il metodo della learning organization si basa

 sull’ apprendimento organizzativo fondato sull’ incentivazione dell’azione, ma soprattutto sulla creazione di una visione collettiva per rafforzare il senso di appartenenza al gruppo, per sviluppare competenze superiori rispetto ai singoli talenti, ricordando che nelle organizzazioni vi è interdipendenza

17. learning in organizing significa

 che viene superata la dicotomia tra conoscenza e azione

18. per struttura formale di un'organizzazione si intende:

 un insieme di regole e regolamenti, stabiliti a tavolino che definiscono le relazioni tra persone e mansioni e determinano la distribuzione del potere

19. che cos'è l'innovazione?

 è creare costantemente un punto di “rottura” con il passato, costringendo tutti a rivedere il modo di lavorare. guidare nel futuro, un futuro già iniziato, con una mentalità nuova

20. il trend comporta

 movimenti irreversibili e destinati a crescita costante e l'innesco di un circolo virtuoso (tutti vincenti)

21. quale di questi principi non è compreso nei 10 principi dell'innovazione

 solo il leader può proporre idee alla direzione

22. cosa significa saper far quadrare il cerchio?

 valorizzare la rete, il piccolo mondo con le sue relazioni anche conflittuali dirigendo i conflitti verso la costruttività, innescando circoli virtuosi, mantenendoli con la generosità “del noi” rispetto “all’io” e con la creazione di fiducia.

23. che cos'è la creatività?

 Possiamo considerarla come l’abilità di individuare nuove soluzioni, in contesti tradizionali, o di adattare soluzioni nuove a contesti noti o anche di vedere cose che altri non vedono e realizzarle

24. le fasi del processo creativo sono:

 preparazione incubazione illuminazione verifica

Sistemi complessi e management Prof.ssa Vaiani Renata

01. I frattali sono:

 il mix traautoorganizzazione e principio ologrammatico

02. i principi della complessità sono

 7

03. per effetto farfalla si intende:

 la possibilità che piccolissime modifiche possono causare grandi cambiamenti,

04. l’effetto di piccole pertubazioni provoca modifiche prevedibili

 l’effetto di piccole perturbazioni viene amplificato, cioè elevato a potenza e genera distruzione del vecchio e creazione del nuovo

05. fonti di vantaggio competitivo per le organizzazioni complesse sono:

 investimenti congiunti per garantire apertura, riorientamento ed equilibrio dinamico tra continuità e discontinuità

06. Un sistema complicato è:

 sistema dinamico, composto da molte parti elementari interreagenti tra loro in maniera non lineare che, al variare del tempo, mostra un comportamento emergente non previsto dalle interazioni delle singole componenti. Inoltre ha una sua struttura gerarchica interna che viene generalmente distrutta da modifiche del sistema stesso

07. i sistema complessi sono:

 sono totalità integrate le cui proprietà non possono essere ricondotte a quelle delle singole parti.Le loro proprietà essenziali, o sistemiche, sono proprietà del tutto che nessuna delle parti possiede.

08. La scienza classica:

 definisce univocamente la realtà in tutti i suoi aspetti attraverso leggi universali in cui le eccezioni sono bandite oppure riassorbite entro le regole( “L’eccezione conferma la regola”)

09. il paradigma della complessità impone:

 di rimettersi in discussione, di negoziare le regole, niente è già appurato o dato per scontato.

10. La visione riduzionista cartesiana:

 si scontra spesso con la realtà, nella quale esistono sistemi complessi, composti da un numero di parti molto elevato, interconnesse tra loro, in modo non lineare, per i quali è impossibile analizzare separatamente ciascuna parte.

11. Nel “complicato” gli elementi

 sono aggregati tra loro, senza alcuna interrelazione, per cui possono essere compresi, in maniera completa, anche visti unitariamente.

12. Un sistema complesso è un sistema

 in cui gli elementi subiscono continue modifiche, singolarmente prevedibili, ma di cui non è possibile, o è molto difficile, prevedere uno stato aggregato futuro.

13. Un sistema complesso è

 un sistema dinamico, strutturato a rete, che “coevolve” con l’ambiente esterno, che è costituito da molti elementi, tutti correlati tra loro, non in maniera lineare (causa della aleatorietà del sistema stesso), che presenta feedback positivi, negativi o esplosivi (manifestazione dell’effetto farfalla), che tende all’autorganizzazione a livelli gerarchici superiori (inscatolamento progressivo o bottom – up), che è capace di “emergenza” (il tutto è più della somma delle parti).

21. la situazione intermedia tra ordine e caos è tipico dei sistemi:

 complessi

22. un sistema complesso è

 una zona di compromesso, in bilico tra ordine e caos, dove il sistema riesce a sfruttare i vantaggi di entrambi gli stati: la stabilità di quello ordinato e la flessibilità di quello caotico È un sistema capace di evolvere, di adattarsi e di variare È un sistema in cui le isole di disordine, monadiche nel sistema ordinato, si mettono in relazione tra loro, creando vitalità.

23. Il nostro modo di pensare deve accettare l’orlo del caos che, secondo il filosofo Morin (1990), significa:

 Accettare il disordine, non come accezione negativa, ma come fenomeno necessario all’evoluzione e all’innovazione Accettare la contraddizione: nella complessità convivono gli opposti, come ordine e disordine, reversibilità ed irreversibilità, equilibrio e non equilibrio, determinismo e caso. Dobbiamo essere in grado di accettare questa contraddizione, di accettare la presenza di concetti che, influenzati dalla scienza classica, ci appaiono come opposti e inconciliabili.

24. il gioco degli opposti nella scienza classica è

 un gioco a somma zero

25. I sistemi si suddividono in: • Semplici • Complicati • Complessi Questa suddivisione è basata sulla presenza di:

 N° di variabili: poche o molte N° di relazioni: poche, molte, moltissime caratteristiche delle relazioni: lineari e non lineari. Questi primi tre punti definiscono la scala dei problemi e l’approccio di studio: analitico o sistemico presenza di livello di criticità e feedback

26. I sistemi complessi , in base alle relazioni con l'esterno, si suddividono in

 sistemi aperti che scambiano sia materia che energia con l’ambiente esterno - sistemi chiusi che scambiano energia e non materia con l’esterno, questi non esistono in natura e sono costruiti in laboratorio per studiare la complessità e per stressare (applicazione di stimoli estremi) i sistemi studiati - sistemi isolati

secondo la scienza classica il gioco degli opposti è un gioco a sooma nulla. La somma degli opposti è sempre zero

che non scambiano né materia, né energia con l’esterno, tendono ad un equilibrio termodinamico che si raggiunge quando tutta l’energia è stata utilizzata e degradata e non può più fornire lavoro.

27. i principi della complessità sono:

 autorganizzazione orlo del caos principio ologrammatico impossibilità di previsione potere delle connessioni causalità circolare apprendimento try and learning ordine

28. la neghentropia è

 tendenza intrinseca e vitale all’organizzazione.

29. Con l’autoorganizzazione emerge

 la tendenza alla sincronizzazione e alla collettivizzazione.

30. L’autoorganizzazione neghentropica è:

 l’emergenza spontanea di un comportamento coordinato, cooperativo e collettivo (swarm intelligence) in una sistema complesso che ha raggiunto una soglia critica di complessità.

31. il sistema di livello gerarchico superiore

 pur essendo un sistema più complesso, si semplifica dal punto di vista comportamentale, poiché passa da comportamenti individuali scoordinati ad un comportamento armonico e collettivo.

32. I sistemi complessi sono caratterizzati da:

 Ordine e disordine (Prigogine, 1981) b) Effetto farfalla, (Prigogine, 1981) c) Legge dell’elevamento a potenza d) Evoluzione o emergenza (Waldrop, 1987)