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settima novella Decameron, Sintesi del corso di Letteratura

Riassunto della settima novella della seconda giornata del Decameron di Boccaccio

Tipologia: Sintesi del corso

2020/2021

Caricato il 07/11/2021

Irisdici
Irisdici 🇮🇹

4.5

(6)

33 documenti

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SETTIMA NOVELLA (PANFILO)
Il sultano di Babilonia Beminedab, per ringraziare il re del Garbo di averlo soccorso durante una
battaglia, decise di dargli in sposa la sua bellissima figlia Alatiel. Per questo, la imbarcò insieme ad
altre damigelle su una nave che partiva da Alessandria. Erano quasi giunte a termine del loro
viaggio, quando dei forti venti spinsero la nave fuori rotta tanto da farla arenare vicino Maiorca.
Alatiel, la mattina seguente fu fortunatamente aiutata da Pericon da Visalgo che, subito s’innamorò
della bella fanciulla e la portò nel suo palazzo dove la fece ubriacare. E così trascorse con la giovine
una felice nottata. Anche il fratello di Pericon, Marato, s’innamorò della ragazza. Essendo
approdata sull’isola una nave di due fratelli genovesi, si accordò con loro per rapirla, uccidere il
fratello e poi fuggire con la ragazza. Così accadde. Anche i due fratelli però s’innamorarono di
Alatiel e, gettato Marato in mare, cominciarono a litigare violentemente e così combatterono fino
alla morte di uno dei due. Alatiel e il genovese sopravissuto giunsero così a Chiarenza dove presto
si sparse la notizia della bellezza della ragazza, tanto che il principe dell’Acaia la rapì e la portò nel
suo palazzo. Anche il duca d’Atene volle vederla e se ne innamorò. Il principe però, non disposto a
lasciare al duca la ragazza, si accordò con un certo Cuiriaci per uccidere il principe e rapire Alatiel.
Soltanto due giorni dopo la fuga del duca e della ragazza ad Atene, fu ritrovato il corpo del principe
insieme a quello di Cuiriaci. Fu così che il fratello del principe organizzò un piccolo esercito e
dichiarò guerra al duca. Allora quest’ultimo chiese aiuto all’Imperatore di Costantinopoli, che inviò
oltre al suo esercito i suoi figli: Costanzio e Manovello. Anche Costanzio si innamorò di Alatiel e,
lasciato il campo di battaglia, fuggì con la ragazza su una piccola nave a Chios dove rimasero
fintantoché la ragazza si innamorò di Costanzio. Ma Osbech, re dei Turchi, rapì Alatiel per sposarla.
Saputo questo, l’Imperatore di Costantinopoli chiese aiuto al re della Cappadocia che uccise Osbech
in battaglia. Alora Antioco, essendo stato raccomandato dall’amico Osbech, di proteggere Alatiel,
fuggì con questa e un suo amico a Rodi. Lì però Antioco si ammalò e in punto di morte chiese al
giovane di proteggere la sua donna. Trasferitisi a Cipro, Alatiel riconobbe Antigono di Famagosta,
servo del sultano di Babilonia suo padre. Si accordò con questo per tornare in patria da suo padre al
quale disse che dopo il naufragio in Provenza, era stata soccorsa da quattro cavalieri che l’avevano
portata in un monastero di benedettine dove era rimasta per molto tempo fingendo di esser figlia di
un mercante di Cipro per paura di essere cacciata a causa della sua religione. Alla fine però era
riuscita ad aggregarsi ad un gruppo di pellegrini diretti a Gerusalemme e avendo fatto scalo a Baffa
aveva incontrato Antigono e con lui era ritornata a Babilonia. Il sultano, udite queste parole, accolse
felicemente la figlia e la fece sposare con il principe del Garbo come d’accordo inizialmente; la
prima notte di nozze , Alatiel gli fece credere di essere ancora vergine.

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SETTIMA NOVELLA (PANFILO)

Il sultano di Babilonia Beminedab, per ringraziare il re del Garbo di averlo soccorso durante una battaglia, decise di dargli in sposa la sua bellissima figlia Alatiel. Per questo, la imbarcò insieme ad altre damigelle su una nave che partiva da Alessandria. Erano quasi giunte a termine del loro viaggio, quando dei forti venti spinsero la nave fuori rotta tanto da farla arenare vicino Maiorca. Alatiel, la mattina seguente fu fortunatamente aiutata da Pericon da Visalgo che, subito s’innamorò della bella fanciulla e la portò nel suo palazzo dove la fece ubriacare. E così trascorse con la giovine una felice nottata. Anche il fratello di Pericon, Marato, s’innamorò della ragazza. Essendo approdata sull’isola una nave di due fratelli genovesi, si accordò con loro per rapirla, uccidere il fratello e poi fuggire con la ragazza. Così accadde. Anche i due fratelli però s’innamorarono di Alatiel e, gettato Marato in mare, cominciarono a litigare violentemente e così combatterono fino alla morte di uno dei due. Alatiel e il genovese sopravissuto giunsero così a Chiarenza dove presto si sparse la notizia della bellezza della ragazza, tanto che il principe dell’Acaia la rapì e la portò nel suo palazzo. Anche il duca d’Atene volle vederla e se ne innamorò. Il principe però, non disposto a lasciare al duca la ragazza, si accordò con un certo Cuiriaci per uccidere il principe e rapire Alatiel. Soltanto due giorni dopo la fuga del duca e della ragazza ad Atene, fu ritrovato il corpo del principe insieme a quello di Cuiriaci. Fu così che il fratello del principe organizzò un piccolo esercito e dichiarò guerra al duca. Allora quest’ultimo chiese aiuto all’Imperatore di Costantinopoli, che inviò oltre al suo esercito i suoi figli: Costanzio e Manovello. Anche Costanzio si innamorò di Alatiel e, lasciato il campo di battaglia, fuggì con la ragazza su una piccola nave a Chios dove rimasero fintantoché la ragazza si innamorò di Costanzio. Ma Osbech, re dei Turchi, rapì Alatiel per sposarla. Saputo questo, l’Imperatore di Costantinopoli chiese aiuto al re della Cappadocia che uccise Osbech in battaglia. Alora Antioco, essendo stato raccomandato dall’amico Osbech, di proteggere Alatiel, fuggì con questa e un suo amico a Rodi. Lì però Antioco si ammalò e in punto di morte chiese al giovane di proteggere la sua donna. Trasferitisi a Cipro, Alatiel riconobbe Antigono di Famagosta, servo del sultano di Babilonia suo padre. Si accordò con questo per tornare in patria da suo padre al quale disse che dopo il naufragio in Provenza, era stata soccorsa da quattro cavalieri che l’avevano portata in un monastero di benedettine dove era rimasta per molto tempo fingendo di esser figlia di un mercante di Cipro per paura di essere cacciata a causa della sua religione. Alla fine però era riuscita ad aggregarsi ad un gruppo di pellegrini diretti a Gerusalemme e avendo fatto scalo a Baffa aveva incontrato Antigono e con lui era ritornata a Babilonia. Il sultano, udite queste parole, accolse felicemente la figlia e la fece sposare con il principe del Garbo come d’accordo inizialmente; la prima notte di nozze , Alatiel gli fece credere di essere ancora vergine.