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SINTASSI LATINA - SINTESI, Sintesi del corso di Lingua Latina

Manuale di Sintassi latina - Utile per il ripasso

Tipologia: Sintesi del corso

2018/2019
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Caricato il 29/11/2019

Salvatore56.dipierro
Salvatore56.dipierro 🇮🇹

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SALVATORE DI PIERRO
(A cura di)
SINTASSI LATINA
Manuale
facile da memorizzare - utile per il ripasso.
Per il Triennio
dei Licei
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SALVATORE DI PIERRO

(A cura di)

SINTASSI LATINA

Manuale

facile da memorizzare - utile per il ripasso.

Per il Triennio

dei Licei

SALVATORE DI PIERRO

(A cura di)

SINTASSI LATINA

Manuale

facile da memorizzare - utile per il ripasso.

Per il Triennio

dei Licei

SINTASSI DEI CASI

CONCORDANZE

  • sostantivo
  • aggettivo IL SOGGETTO può essere: - pronome
  • infinito
  • infinitiva

IL PREDICATO VERBALE concorda con il soggetto in numero e persona (verbo di senso compiuto)

  • solo nel caso: se il pred. nom. è un sostantivo IL PREDICATO NOMINALE concorda: (agg. o sost. unito a copula) - in genere, numero e caso: se è un aggettivo

IL PREDICATO NOMINALE CON PIU’ SOGGETTI

  • segue il genere dei soggetti se si tratta di esseri animati dello stesso genere
  • prevale masch. su femm. se si tratta di esseri animati di più generi
  • prevale femm. su neutro se si tratta di esseri animati di più generi
  • Neutro se si tratta di esseri inanimati di genere diverso
  • Maschile se si tratta di esseri inanimati maschili
  • Femm. o neutro se si tratta di esseri inanimati femminili

CONCORDANZA A SENSO: - se il sogg. è un nome collettivo

  • se il sogg. è milia , capita , mancipia
  • se il sogg. è un pronome che ha in sé la pluralità
  • se il sogg. Singolare è unito ad un compl. di compagnia

APPOSIZIONE concorda con il nome cui si riferisce solo nel caso // se è un nome mobile concorda in genere, numero e caso

ATTRIBUTO - concorda in genere, numero e caso, se è unito ad un solo sostantivo

  • concorda con il più vicino, o viene ripetuto per ciascuno, se riferito a più sostantivi

LA PARTICELLA “SI” in latino, si rende con - il verbo impersonale ( Acriter pugnabatur )

  • pronome indefinito ( aliquis dicet = si dirà)
  • verbo alla 1° persona pl. ( Volumus pace frui )
  • verbo alla 2° persona del congiuntivo
  • il sostantivo res (in espressioni generiche)

CONCORDANZA CON PRONOME RELATIVO

a) concorda in genere e numero con il sostantivo cui si riferisce; il caso dipende dalla funzione logica che svolge b) riferito a più persone o cose va al plurale c) riferito ad un sostantivo geografico con nome proprio concorda con l’appellativo geografico d) si parla di attrazione del relativo quando esso non concorda con il termine precedente, ma con il proprio pred. nom.

L’ACCUSATIVO

E’ il caso del compl. oggetto e degli elementi che gli sono riferiti: attr., app., compl. pred. dell’oggetto

VERBI CHE REGGONO L’ACCUSATIVO :

  1. verba affectuum (esprimono un sentimeno: es. doleo , fleo , rideo , miror , ecc.)
  2. verbi che indicano una sensazione fisica (es. oleo , sapio , sitio , ecc.)
  3. verbi con l’accusativo dell’ oggetto interno (es. cenare cenam , pugnare pugnam , vivere vitam , ecc.)
  4. verbi di movimento e/o composti con preposizione che reggono l’acc. ( circumeo , ineo , ingredior )
  5. verbi transitivi in latino (ma in-transitivi in italiano) e quindi reggono l’ Acc. i seguenti verbi: abdico = rinunziare a… (abdico consulatum) deficio = mancare a… delecto = piaccio a… despero = dispero di… fugio = sfuggo a… iuvo = giovo a… ulciscor = mi vendico di, contro… sequor = tengo dietro a…

VERBI ASSOLUTAMENTE IMPERSONALI

miseret , misèritum est (o misèruit), miserère = provar compassione paenitet , paenituit, paenitère = pentirsi piget , piguit , pigère = provar rincrescimento pudet , puduit (o pùditum est), pudère = vergognarsi taedet , pertaesum est, taedère = annoiarsi

Costruzione: Persona = in Accusativo Cosa = in Genitivo

Persona cosa es. Dominam paenitet errorum (La padrona si pente degli errori)

Eccezioni: // se la cosa è espressa con un pron. Neutro, la cosa va al Nominativo ( es. Amicos taedet hoc ) / se la cosa è espressa da un verbo: Acc. + Infinito ( es. Dixit se penituisse ) quod + Indic. (o Congiuntivo ) (es. Matrem pudet quod filia veritatem non dixit )

N.B. nella perifrastica passiva la persona che prova il sentimento va al Dativo es. Tibi pudendum est (Tu ti devi vergognare)

N.B. poiché questi verbi non possono essere coniugati all’imperativo, in sua vece si usa la 3 pers. sing. d/ Cong. pres. es. Pudeat te! (=Vergognati!)

N.B. Se detti verbi sono retti da verbi servili: si fa impersonale il verbo servile e la costruzione resta immutata es. Mariam solet taedere (Maria è solita annoiarsi)

N.B. Se detti verbi sono retti da verba voluntatis : volo, nolo, malo... si fanno personali, mentre i suddetti verbi impersonali vanno al Congiuntivo senza ut es. Volo te paeniteat (Voglio che tu ti penta)

VERBI RELATIVAMENTE IMPERSONALI : fallit, fugit, latet, decet, dedecet, delectat, iuvat

In latino alcuni verbi, pur essendo propriamente impersonali, tuttavia sono di norma usati:

  • sia nella 3a persona singolare (es. Puellas pudor decet = Alle fanciulle si addice il pudore)
  • sia nella 3a persona plurale ( es. Te haec verba iuvant = A te piacciono queste parole)

IL DOPPIO ACCUSATIVO

A. IL DOPPIO ACC. CON IL COMPLEMENTO PREDICATIVO DELL’OGGETTO si ha con:

  1. I verbi appellativi di forma attiva (appello, voco, nomino, dico ) ( Romani Pompeium appellant Magnum)
  2. i verbi elettivi in forma attiva (eligo, creo, facio, nomino) (Romani Caesarem eligunt dictatorem)
  3. i verbi estimativi di forma attiva ( aestimo, puto, habeo, iudico) (Nos Caium aestimamus diligentem)

N.B. - La locuzione “ certiorem facere aliquem (de aliqua re o alicuius rei)” = informare qc. di q.c.

  • La locuzione “ aliquam uxorem ducere” significa “prendere una in moglie”

B. DOPPIO ACCUSATIVO DELLA PERSONA E DELLA COSA si ha con

  1. il verbo doceo (es. Magister pueros docebat grammaticam = Il maestro insegnava la grammatica ai fanciulli)
  2. il verbo celo (es. Vos celavi sermonem patris = Vi ho nascosto il discorso di mio padre)
  3. i verbi posco (chiedo) (es. Vestem meam vos posco = Vi chiedo la mia veste) reposco (reclamo) (es. Aulam auri te reposco = Ti chiedo la pentola dell’oro) flagito (chiedo insistemente) (es. Te flagito meam vestem = Ti chiedo con ins. la mia veste)

N.B. - docere aliquem de aliqua re = informare qualcuno di qualcosa

  • celare aliquem de aliqua re = tenere all’oscuro qualcuno su qualcosa

C. I VERBA ROGANDI reggono o un solo Acc. o il Doppio Acc. (quello della cosa e quello della persona)

  1. Il verbo ORO (prego) (es. Britanni pacem orabant = I Britanni chiedevano la pace)
  2. Il verbo ROGO (chiedo con preghiera) (es. Britanni aurum rogabant =I Britanni chiedevano l’oro)
  3. Il verbo INTERROGO (interrogo) (es. Britanni Caium interogabant= I B. interrogavano Caio. )

N.B. Britanni Caesarem orabant ut pacem sibi concederet. I Britanni chiedevano a Cesare di concedere loro la pace. Milites ducem de hostium adventu interrogabant. I soldati interrogavano il comandante sull’arrivo dei nemici. Philippus ex medico doloris causam quesivit. Filippo chiese al medico la causa del dolore. Parentes a filio veritatem sciscitabantur. I genitori cercavano di sapere dal figlio la verità.

D. Il verbo PETO (chiedo per avere) si costruisce con - Acc. della Cosa

  • a/ab + abl. della Persona N.B. petere locum = dirigersi verso un luogo petere aliquem = assalire qualcuno petere consulatum = aspirare al consolato

Il verbo QUERO ( chiedo per sapere) si costruisce con - Acc. della Cosa

  • e/ex + abl. della Persona

IL GENITIVO

A. IL GENITIVO IN DIPENDENZA DA SOSTANTIVI

Il Genitivo può svolgere varie funzioni: - soggettivo (Adventus militum= L’arrivo dei soldati)

  • oggettivo ( Memoria temporis acti = Il ricordo del tempo passato)
  • di possesso ( Domus Neronis = La casa di Nerone)
  • dichiarativo ( Arbor mali = L’albero di melo )
  • di pertinenza ( Est magistratum iuste iudicare=E’ dovere dei magistrati …)
  • partitivo (Magna militum pars mortui sunt=Gran parte di soldati morirono)
  • di qualità morali (in Gen.) e fisiche (in Abl.)

B. IL GENITIVO IN DIPENDENZA DA AGGETTIVI E DA PARTICIPI

Il Genitivo di tipo oggettivo è retto da alcuni aggettivi indicanti:

  1. desiderio, cura, avversione come cupiditas, avarus, fastidiosus, providus, studiosus…
  2. conoscenza, ignoranza come consius, inscius, memor, insuetus, peritus, prudens
  3. partecipazione, proprietà come particeps, compos, expers, concors, socius, proprius…
  4. abbondanza,difetto,pienezza come plensus, refertus, inops
  5. accusa, innocenza, colpevolezza come reus, insons, manifestus…
  6. somiglianza , dissomiglianza come similis, dissimilis, par, dispar, aequalis…

Il Genitivo può dipendere anche da participi come amans, cupiens, metuens, tolerans, sciens

C. IL DATIVO IN DIPENDENZA DA VERBI

  • Genitivo (se la stima è indeterminata)
  1. complemento di STIMA si esprime in - Ablativo (se la stima è determinata)
  2. complemento di PREZZO si esprime in Ablativo, ma in Gen. con tanti , quanti , pluris
  3. complemento di COLPA si esprime in Genitivo
  4. complemento di PENA si esprime in - Genitivo (se la pena è indeterminata)
  • Ablativo (se la pena è determinata)

D. INTEREST (“interessa”) e REFERT (“importa”)

Persona = Genitivo // se la persona è un pronome personale si usano le forme ablativali Mea ( a me), tua ( a te), nostra ( a noi), vestra ( a voi) // per la 3 persona si adoperano i Genitivi eius , eorum , earum illius , illorum , illarum Cosa = Acc. + Infinito es. Caesaris intererat Romanos victores evadere. Interrogativa indiretta es. Nostra nihil interest utrum hic puer dives an pauper sit. Pronome neutro es. Consulis hoc refert. = Al console importa ciò. Ut +Congiuntivo ( negaz. ne) es. Mea interest ut amicos videam. = A me interessa vedere gli amici.

L’ ABLATIVO

E’ il caso dei complementi di:

allontanamento - a, ab + Abl (se si tratta di persone)

  • Abl. semplice (se si tratta di cose)

origine e provenienza - a, ab + abl. (se l’origine è generica)

  • Abl. semplice (se è particolare o con i nomi dei genitori)
  • a/ab, e/ex + Abl ( se si tratta di origine figurata, remota o in presenza di pronomi)

agente - a, ab + Abl. es. Aper terretur a cane = Il cinghiale è impaurito dal cane. causa efficiente - Abl. semplice es. Calor temperatur vento = Il calore è temperato dal vento

privazione - (a, ab) + Abl. es. Inops ego eram ab amicis = Ero privo di amici abbondanza - Abl. semplice es. Abundat pectus laetitia = Il cuore trabocca di gioia

argomento - de + Abl. es. De bello gallico = La guerra gallica

materia - e, ex, de + Abl (o aggettivo) es. Patera ex auro (aurea) = Una coppa d’oro

paragone - quam + il caso del 1° termine (se il 1° termine in Gen., Dat. Abl.)

  • Abl. semplice (se il 1° caso è al Nom. o all’Acc.)

distanza - Abl. semplice es. Caesar quinque dierum spatio aberat a Germanis.

mezzo o strumento - Abl semplice (per le cose) es. Puella pascebatur lacrimis = La fanciulla si nutriva di lacrime

  • per + Acc. (per le persone) es. Dux per esploratores certior factus est.

causa - Abl. semplice ( causa interna) es. Carlo è svenuto per il dolore.

  • ob, propter + Acc ( causa esterna ) es. Il vetro si è rotto per il vento.
  • prae + Abl. (c. impediente) es. Per la pioggia non siamo usciti.

limitazione - Abl semplice es. Marcus Romanus natione , non moribus fuit. misura - Abl. semplice es. Solis magnitudine multis partibus terra superatur. compagnia e di unione - cum + Abl. es. Dux cum paucis advenit. modo - (cum) + Abl. es. Milites cum virtute pugnaverunt. qualità - Abl. semplice es. Publius Murena mediocri ingenio fuit.

Costruzione di DIGNUS e INDIGNUS

Esempi: Puer dignus laude (+ Abl.) Puer dignus qui laudetur (+ intera proposizione)

Costruzione di OPUS EST = “occorre, bisogna, è necessario”

  • impersonale - Persona = Dat. es. Quid homini opus est vita?
    • Cosa = Abl Che bisogna ha l’uomo della vita?
  • personale - Persona = Dat. es. Nobis exempla opus sunt.
    • Cosa = Nom Noi abbiamo bisogno degli esempi.

Determinazioni di tempo

a) tempo determinato: ablativo semplice:

vere prato florent = in primavera i prati fioriscono;

- con nomi indicanti età dell'uomo e cariche pubbliche, con bellum, pugna, ecc. —> in + ablativo se il sostantivo è usato da solo, ablativo semplice se il sostantivo è accompagnato da un attributo;

in iuventute multa sperantur = in gioventù si sperano molte cose;

longinqua iuventute multa speravi = nella lontana gioventù sperai molte cose;

b) tempo continuato: accusativo preceduto o meno da per.

Troiani (per) decem annos pugnaverunt = i Troiani combatterono per dieci anni;

c) altre determinazioni di tempo determinato:

1) entro quanto tempo? — > ablativo semplice o intra (o inter) + accusativo:

paucis diebus (opp., intra paucos dies) vincemus = vinceremo in pochi giorni;

2) ogni quanto tempo? — > ablativo semplice, con l'ordinale aumentato di 1 e l'ablativo di quisque:

quarto quoque anno redibo = ritornerò ogni tre anni;

3) quante volte in un dato tempo? —> in + ablativo, con un avv. numerale:

semel in anno licet insanire = una volta all'anno è lecito fare pazzie;

4) quanto tempo prima? quanto tempo dopo? —> ante o post + ablativo oppure ante o post + accusativo secondo le seguenti modalità: trìbus annis ante (post); tribus ante (post) annis; ante (post) tres annos; tres ante (post) annos;

N.B. decem annis post cladem = dieci anni dopo la sconfitta;

d) altre determinazioni di tempo continuato:

1) quanto tempo fa? — > azione del tutto passata: abhinc + accusativo;

hoc abhinc duos annos dixi = dissi questo due anni fa;

2) da quanto tempo? —> azione che dura o durava: iam + accusativo (il numerale si rende con

l'ordinale +1):

iam quartum annum Romae sum = sono a Roma da tre anni;

3) da quando? — > momento da cui si parte senza fare il computo: ex o ab + ablativo:

ab hora tertia pugnatum est = si combattè dall'ora terza;

4) per quando? —> in + accusativo:

te invito in posterum diem = ti invito per il giorno successivo;

5) fino a quando?— > in o (usque) ad+ accusativo:

ita erit usque ad consummationem temporum = sarà così fino alla fine dei tempi;

6) da qui a quanto tempo? — > ad o post + accusativo:

te invitabo post paucos dies = ti inviterò tra pochi giorni.

PARTICOLARITA’ SINTATTICHE

1. L’USO DEI SOSTANTIVI

a) Il concreto al posto dell’astratto Il latino predilige le forme concrete con: - i nomi indicati una funzione politica: consulatus

  • i nomi di regioni al posto dei suoi abitanti
  • i nomi indicanti un periodo della vita: adulescentia

b) Il singolare al posto del plurale e viceversa Il latino, soprattutto nei testi poetici, usa il singolare al posto del plurale con:

  • i nomi indicanti popoli, piante, animali A volte, il latino usa il plurale in luogo del singolare con:
  • i nomi propri di persona
  • i nomi astratti riferiti a più soggetti
  • i nomi concreti per più proprietari 2. L’USO DEGLI AGGETTIVI

a) Aggettivi neutri plurali sostantivati in casi indiretti : es. Prudentia est rerum divinarum atque humanarum scientia Il senno è la consapevolezza delle cose divine e umane

b) Participi perfetti passivi neutri con valore di sostantivi es. Clarum factum = Un famoso evento

c) L’aggettivo non si accompagna direttamente al nome proprio : es. Appius, vir mitis ; Jiulia, mulier optima , Neapolis, pulcherrima urbs.

d) Comparativo assoluto o intensivo es. Cleopatra pulchrior fuit = Cleopatra fu piuttosto bella

e) Comparativo e superlativo relativo es. Marcus est maior = Marco è il più grande (fra due persone) Marcus est maximus = Marco è il più grande (fra più persone)

f) Comparativo fra due aggettivi o avverbi es. Frater tuus callidus est magis quam bonus = Tuo fratello è più astuto che buono Locutus est diligentius quam ap ertius = Ha parlato più diligentemente che apertamente

g) La comparatio compendiaria Es. Bonorum sermones meliores sunt quam malorum. I discorsi degli onesti sono migliori di quelli dei malvagi

Nulla est calliditas, quae possit cum vu lpe contendere. Non c’è astuzia che possa contendere con quella della volpe.

e) Come si rafforza il superlativo latino : con - longe = di gran lunga, di molto

  • facile = senza dubbio, senz’altro, senza confronto
  • vel = anche, perfino
  • quam = quanto più è possibile, quanto più posso
  • quam qui maxime =quant’altri mai

SINTASSI DEL VERBO

IL VERBO

CARATTERI GENERALI

Il latino possiede 4 coniugazioni : in -are, -ère, -ere, -ire

Il verbo ha 3 forme (o diàtesi ): attiva , passiva e deponente (=forma passiva ma significato attivo)

Anche in latino, come in italiano, i modi del verbo si suddividono in:

- modi finiti : indicativo, congiuntivo e imperativo

- modi indefiniti : infinito, participio, gerundio, gerundivo e supino

I tempi sono 6: presente, imperfetto, futuro, perfetto, piuccheperfetto, futuro anteriore

I TEMI PRINCIPALI

I temi principali da cui derivano tutte le forme del verbo latino sono 3:

- tema del presente : da cui si ricavano tutti i presenti, l’imperfetto e il futuro

- tema del perfetto : da cui derivano tutti i perfetti, i piuccheperfetti e fut. ant.

- tema del supino : da cui si ricava l’infinito fut., i participi perf. e futuro

Es. laud-o, as, laud-avi, laudat-um, laudare

LAUD- LAUDAV- LAUDAT-

(tema del presente) (tema del perfetto) (tema del supino)

  • presente - perfetto - infinito futuro
  • imperfetto - piuccheperfetto - participio futuro
  • futuro - futuro anteriore - participio perfetto

LE DESINENZE PERSONALI

Per la forma attiva sono: -o (- m ), - s , - t , - mus , - tis , - nt

Per la forma passiva: -or (- r ), - ris , - tur , - mur , - mini , - ntur

L’USO DEI MODI NELLE PROPOSIZIONI PRINCIPALI

INDICATIVO LATINO AL POSTO DEL CONDIZIONALE ITALIANO

Condizionale presente = indicativo presente nei seguenti casi: Condizionale passato = indicativo imperfetto, perfetto, piuccheperfetto

a) con possum , debeo , licet , necesse est (e perifrastica passiva ) es. Volumnia debuit officiosior esse (= Volumnia avrebbe dovuto essere più cortese) Dicendum est amicos tuos stultos esse (= Si dovrebbe dire che i tuoi amici sono stolti)

b) con verbo esse + aggettivo neutro es. iustum est (=sarebbe giusto); utile est (sarebbe utile); aequius erat (sarebbe stato più giusto)

c) con puto , credo e simili in espressioni negative riferite al passato es. Putabamus te venisse = (Avremmo pensato che tu saresti venuto)

d) spesso con volo , nolo , malo es. Non venire malueram (= Avrei preferito non venire)

e) con paene e prope + indicativo perfetto (qualsiasi modo ci sia in italiano)

f) con il verbo sum + genitivo di pertinenza es. Stulti erat proelium committere = Sarebbe stato da stolto attaccare battaglia

INDICATIVO LATINO AL POSTO DEL CONGIUNTIVO ITALIANO

a) con pronomi o avverbi raddoppiati come quisquis (chiunque), quotquot (quanti) es. Quisquis ades , lingua, vir mulierque, fave = Chiunque tu sia presente, uomo o donna, fa’ silenzio

b) con pronomi o avverbi uscenti in –cumque come quicumque (chiunque), ubicumque ( dovunque ) es. Quicumque amisit dignitatem pristinam, ignavis etiam iocus est. Chiunque abbia perduto la sua antica dignità, anche per gli ignavi diventa motivo di scherno.

CONGIUNTIVO nelle PROPOSIZIONI PRINCIPALI può avere i seguenti valori:

a) esortativo = esprime un’esortazione, un consiglio; la forma negativa si esprime con ne+cong. pres. b) desiderativo= esprime un desiderio o un augurio (Voglia il cielo che…. Fosse vero che….) (negazione ne ) utinam + cong. pres. o pf = desiderio realizzabile nel presente e nel passato utinam + cong. imp. e ppf = desiderio irrealizzabile nel presente e nel passato Al posto di utinam si possono usare velim , nolim , malim (per il desiderio realizzabile) vellem , nollem , mallem (per il desiderio irrealizzabile) velim , ecc. + cong. pres. = realizz. nel pres. velim , ecc. + cong. perf. = realizz. nel pass. velim , ecc. + cong. impf. = irrealizz. nel pres. velim , ecc. + cong. ppf. = irrealizz. nel pass.

c) concessivo = (negazione ne ) esprime una concessione, un’ammissione, ed è introdotto in italiano da espressioni come “ ammettiamo pure che …”, “ sia pure che …” talora seguite dal futuro a) congiuntivo presente = riferito al presente b) congiuntivo perfetto = riferito al passato

d) potenziale = (negazione non ) esprime la possibilità o l’eventualità che una cosa avvenga; è espresso in italiano con l’espressioni: qualcuno dirà ; chi potrebbe dire? a) congiuntivo pres. o perf. = potenzialità nel presente b) congiuntivo imperfetto = potenzialità nel passato (frequente l’uso della 2a pers. sing. per un soggetto indeterminato)

e) dubitativo = (negazione non ) esprime dubbio, incertezza, ed è talora espresso in italiano con il condizionale di verbi fraselogici: Che cosa dovrei fare? Che fare? a) congiuntivo presente = dubbio nel presente b) congiuntivo imperf. = dubbio nel passato

f) irreale = (negazione non ) esprime un’azione che, per verificarsi, avrebbe bisogno di alcune circostanze, in mancanza delle quali l’azione stessa non giunge a compimento. a) congiuntivo imperfetto = azione impossibile a realizzarsi nel presente b) congiuntivo piucchepf. = azione impossibile a realizzarsi nel passato

g) suppositivo = (negazione non ) esprime una supposizione, un’ ipotesi ritenuta realizzabile o non realizzata , è introdotta dall’ espressione: “ supponiamo che …” a) congiuntivo presente = ipotesi realizzabile nel presente o nel futuro b) congiuntivo ppf. o imp. = ipotesi non realizzata nel passato

IMPERATIVO

a) affermativo - Imperativo Presente : solo la 2° pers. sing. e pl.; per le altre pers si usa il cong. esortativo. Il comando si addolcisce con espressioni come “quaeso”, “oro te”

  • Imperativo Futuro : nelle leggi, nei trattati, nei testamenti, nelle massime, nei proverbi

b) negativo (o proibitivo) può essere espresso in latino con: a) ne (pron. o avv. neg) + congiuntivo pres. ( valore esort.) es. Ne hoc faciant .= Non facciano ciò congiuntivo pf ( nelle 2 pers. sing. e pl. ) es. Ne hoc feceris .= Non fare ciò b) ne + le forme dell’ imperativo affermativo ( di uso arcaico) es. Ne lege= Non leggere c) noli, nolìte + infinito es. Hoc noli dìcere = Questo non dirlo d) fac (fàcite) ne + congiuntivo presente es. Fàcite ne erretis = Non sbagliate e) vide (vidète) ne + congiuntivo presente es. Vide ne amicitiam neglegas f) cave (cavète) + congiuntivo pres. o pf. es. Cave venias = Non venire