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Manuale di Sintassi latina - Utile per il ripasso
Tipologia: Sintesi del corso
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Caricato il 29/11/2019
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IL PREDICATO VERBALE concorda con il soggetto in numero e persona (verbo di senso compiuto)
CONCORDANZA A SENSO: - se il sogg. è un nome collettivo
APPOSIZIONE concorda con il nome cui si riferisce solo nel caso // se è un nome mobile concorda in genere, numero e caso
ATTRIBUTO - concorda in genere, numero e caso, se è unito ad un solo sostantivo
LA PARTICELLA “SI” in latino, si rende con - il verbo impersonale ( Acriter pugnabatur )
CONCORDANZA CON PRONOME RELATIVO
a) concorda in genere e numero con il sostantivo cui si riferisce; il caso dipende dalla funzione logica che svolge b) riferito a più persone o cose va al plurale c) riferito ad un sostantivo geografico con nome proprio concorda con l’appellativo geografico d) si parla di attrazione del relativo quando esso non concorda con il termine precedente, ma con il proprio pred. nom.
E’ il caso del compl. oggetto e degli elementi che gli sono riferiti: attr., app., compl. pred. dell’oggetto
VERBI CHE REGGONO L’ACCUSATIVO :
VERBI ASSOLUTAMENTE IMPERSONALI
miseret , misèritum est (o misèruit), miserère = provar compassione paenitet , paenituit, paenitère = pentirsi piget , piguit , pigère = provar rincrescimento pudet , puduit (o pùditum est), pudère = vergognarsi taedet , pertaesum est, taedère = annoiarsi
Costruzione: Persona = in Accusativo Cosa = in Genitivo
Persona cosa es. Dominam paenitet errorum (La padrona si pente degli errori)
Eccezioni: // se la cosa è espressa con un pron. Neutro, la cosa va al Nominativo ( es. Amicos taedet hoc ) / se la cosa è espressa da un verbo: Acc. + Infinito ( es. Dixit se penituisse ) quod + Indic. (o Congiuntivo ) (es. Matrem pudet quod filia veritatem non dixit )
N.B. nella perifrastica passiva la persona che prova il sentimento va al Dativo es. Tibi pudendum est (Tu ti devi vergognare)
N.B. poiché questi verbi non possono essere coniugati all’imperativo, in sua vece si usa la 3 pers. sing. d/ Cong. pres. es. Pudeat te! (=Vergognati!)
N.B. Se detti verbi sono retti da verbi servili: si fa impersonale il verbo servile e la costruzione resta immutata es. Mariam solet taedere (Maria è solita annoiarsi)
N.B. Se detti verbi sono retti da verba voluntatis : volo, nolo, malo... si fanno personali, mentre i suddetti verbi impersonali vanno al Congiuntivo senza ut es. Volo te paeniteat (Voglio che tu ti penta)
VERBI RELATIVAMENTE IMPERSONALI : fallit, fugit, latet, decet, dedecet, delectat, iuvat
In latino alcuni verbi, pur essendo propriamente impersonali, tuttavia sono di norma usati:
IL DOPPIO ACCUSATIVO
A. IL DOPPIO ACC. CON IL COMPLEMENTO PREDICATIVO DELL’OGGETTO si ha con:
N.B. - La locuzione “ certiorem facere aliquem (de aliqua re o alicuius rei)” = informare qc. di q.c.
B. DOPPIO ACCUSATIVO DELLA PERSONA E DELLA COSA si ha con
N.B. - docere aliquem de aliqua re = informare qualcuno di qualcosa
C. I VERBA ROGANDI reggono o un solo Acc. o il Doppio Acc. (quello della cosa e quello della persona)
N.B. Britanni Caesarem orabant ut pacem sibi concederet. I Britanni chiedevano a Cesare di concedere loro la pace. Milites ducem de hostium adventu interrogabant. I soldati interrogavano il comandante sull’arrivo dei nemici. Philippus ex medico doloris causam quesivit. Filippo chiese al medico la causa del dolore. Parentes a filio veritatem sciscitabantur. I genitori cercavano di sapere dal figlio la verità.
D. Il verbo PETO (chiedo per avere) si costruisce con - Acc. della Cosa
Il verbo QUERO ( chiedo per sapere) si costruisce con - Acc. della Cosa
Il Genitivo può svolgere varie funzioni: - soggettivo (Adventus militum= L’arrivo dei soldati)
Il Genitivo di tipo oggettivo è retto da alcuni aggettivi indicanti:
Il Genitivo può dipendere anche da participi come amans, cupiens, metuens, tolerans, sciens …
D. INTEREST (“interessa”) e REFERT (“importa”)
Persona = Genitivo // se la persona è un pronome personale si usano le forme ablativali Mea ( a me), tua ( a te), nostra ( a noi), vestra ( a voi) // per la 3 persona si adoperano i Genitivi eius , eorum , earum illius , illorum , illarum Cosa = Acc. + Infinito es. Caesaris intererat Romanos victores evadere. Interrogativa indiretta es. Nostra nihil interest utrum hic puer dives an pauper sit. Pronome neutro es. Consulis hoc refert. = Al console importa ciò. Ut +Congiuntivo ( negaz. ne) es. Mea interest ut amicos videam. = A me interessa vedere gli amici.
E’ il caso dei complementi di:
allontanamento - a, ab + Abl (se si tratta di persone)
origine e provenienza - a, ab + abl. (se l’origine è generica)
agente - a, ab + Abl. es. Aper terretur a cane = Il cinghiale è impaurito dal cane. causa efficiente - Abl. semplice es. Calor temperatur vento = Il calore è temperato dal vento
privazione - (a, ab) + Abl. es. Inops ego eram ab amicis = Ero privo di amici abbondanza - Abl. semplice es. Abundat pectus laetitia = Il cuore trabocca di gioia
argomento - de + Abl. es. De bello gallico = La guerra gallica
materia - e, ex, de + Abl (o aggettivo) es. Patera ex auro (aurea) = Una coppa d’oro
paragone - quam + il caso del 1° termine (se il 1° termine in Gen., Dat. Abl.)
distanza - Abl. semplice es. Caesar quinque dierum spatio aberat a Germanis.
mezzo o strumento - Abl semplice (per le cose) es. Puella pascebatur lacrimis = La fanciulla si nutriva di lacrime
causa - Abl. semplice ( causa interna) es. Carlo è svenuto per il dolore.
limitazione - Abl semplice es. Marcus Romanus natione , non moribus fuit. misura - Abl. semplice es. Solis magnitudine multis partibus terra superatur. compagnia e di unione - cum + Abl. es. Dux cum paucis advenit. modo - (cum) + Abl. es. Milites cum virtute pugnaverunt. qualità - Abl. semplice es. Publius Murena mediocri ingenio fuit.
Costruzione di DIGNUS e INDIGNUS
Esempi: Puer dignus laude (+ Abl.) Puer dignus qui laudetur (+ intera proposizione)
Costruzione di OPUS EST = “occorre, bisogna, è necessario”
Determinazioni di tempo
a) tempo determinato: ablativo semplice:
vere prato florent = in primavera i prati fioriscono;
- con nomi indicanti età dell'uomo e cariche pubbliche, con bellum, pugna, ecc. —> in + ablativo se il sostantivo è usato da solo, ablativo semplice se il sostantivo è accompagnato da un attributo;
in iuventute multa sperantur = in gioventù si sperano molte cose;
longinqua iuventute multa speravi = nella lontana gioventù sperai molte cose;
b) tempo continuato: accusativo preceduto o meno da per.
Troiani (per) decem annos pugnaverunt = i Troiani combatterono per dieci anni;
c) altre determinazioni di tempo determinato:
1) entro quanto tempo? — > ablativo semplice o intra (o inter) + accusativo:
paucis diebus (opp., intra paucos dies) vincemus = vinceremo in pochi giorni;
2) ogni quanto tempo? — > ablativo semplice, con l'ordinale aumentato di 1 e l'ablativo di quisque:
quarto quoque anno redibo = ritornerò ogni tre anni;
3) quante volte in un dato tempo? —> in + ablativo, con un avv. numerale:
semel in anno licet insanire = una volta all'anno è lecito fare pazzie;
4) quanto tempo prima? quanto tempo dopo? —> ante o post + ablativo oppure ante o post + accusativo secondo le seguenti modalità: trìbus annis ante (post); tribus ante (post) annis; ante (post) tres annos; tres ante (post) annos;
N.B. decem annis post cladem = dieci anni dopo la sconfitta;
d) altre determinazioni di tempo continuato:
1) quanto tempo fa? — > azione del tutto passata: abhinc + accusativo;
hoc abhinc duos annos dixi = dissi questo due anni fa;
2) da quanto tempo? —> azione che dura o durava: iam + accusativo (il numerale si rende con
l'ordinale +1):
iam quartum annum Romae sum = sono a Roma da tre anni;
3) da quando? — > momento da cui si parte senza fare il computo: ex o ab + ablativo:
ab hora tertia pugnatum est = si combattè dall'ora terza;
4) per quando? —> in + accusativo:
te invito in posterum diem = ti invito per il giorno successivo;
5) fino a quando?— > in o (usque) ad+ accusativo:
ita erit usque ad consummationem temporum = sarà così fino alla fine dei tempi;
6) da qui a quanto tempo? — > ad o post + accusativo:
te invitabo post paucos dies = ti inviterò tra pochi giorni.
a) Il concreto al posto dell’astratto Il latino predilige le forme concrete con: - i nomi indicati una funzione politica: consulatus
b) Il singolare al posto del plurale e viceversa Il latino, soprattutto nei testi poetici, usa il singolare al posto del plurale con:
a) Aggettivi neutri plurali sostantivati in casi indiretti : es. Prudentia est rerum divinarum atque humanarum scientia Il senno è la consapevolezza delle cose divine e umane
b) Participi perfetti passivi neutri con valore di sostantivi es. Clarum factum = Un famoso evento
c) L’aggettivo non si accompagna direttamente al nome proprio : es. Appius, vir mitis ; Jiulia, mulier optima , Neapolis, pulcherrima urbs.
d) Comparativo assoluto o intensivo es. Cleopatra pulchrior fuit = Cleopatra fu piuttosto bella
e) Comparativo e superlativo relativo es. Marcus est maior = Marco è il più grande (fra due persone) Marcus est maximus = Marco è il più grande (fra più persone)
f) Comparativo fra due aggettivi o avverbi es. Frater tuus callidus est magis quam bonus = Tuo fratello è più astuto che buono Locutus est diligentius quam ap ertius = Ha parlato più diligentemente che apertamente
g) La comparatio compendiaria Es. Bonorum sermones meliores sunt quam malorum. I discorsi degli onesti sono migliori di quelli dei malvagi
Nulla est calliditas, quae possit cum vu lpe contendere. Non c’è astuzia che possa contendere con quella della volpe.
e) Come si rafforza il superlativo latino : con - longe = di gran lunga, di molto
Condizionale presente = indicativo presente nei seguenti casi: Condizionale passato = indicativo imperfetto, perfetto, piuccheperfetto
a) con possum , debeo , licet , necesse est (e perifrastica passiva ) es. Volumnia debuit officiosior esse (= Volumnia avrebbe dovuto essere più cortese) Dicendum est amicos tuos stultos esse (= Si dovrebbe dire che i tuoi amici sono stolti)
b) con verbo esse + aggettivo neutro es. iustum est (=sarebbe giusto); utile est (sarebbe utile); aequius erat (sarebbe stato più giusto)
c) con puto , credo e simili in espressioni negative riferite al passato es. Putabamus te venisse = (Avremmo pensato che tu saresti venuto)
d) spesso con volo , nolo , malo es. Non venire malueram (= Avrei preferito non venire)
e) con paene e prope + indicativo perfetto (qualsiasi modo ci sia in italiano)
f) con il verbo sum + genitivo di pertinenza es. Stulti erat proelium committere = Sarebbe stato da stolto attaccare battaglia
a) con pronomi o avverbi raddoppiati come quisquis (chiunque), quotquot (quanti) es. Quisquis ades , lingua, vir mulierque, fave = Chiunque tu sia presente, uomo o donna, fa’ silenzio
b) con pronomi o avverbi uscenti in –cumque come quicumque (chiunque), ubicumque ( dovunque ) es. Quicumque amisit dignitatem pristinam, ignavis etiam iocus est. Chiunque abbia perduto la sua antica dignità, anche per gli ignavi diventa motivo di scherno.
CONGIUNTIVO nelle PROPOSIZIONI PRINCIPALI può avere i seguenti valori:
a) esortativo = esprime un’esortazione, un consiglio; la forma negativa si esprime con ne+cong. pres. b) desiderativo= esprime un desiderio o un augurio (Voglia il cielo che…. Fosse vero che….) (negazione ne ) utinam + cong. pres. o pf = desiderio realizzabile nel presente e nel passato utinam + cong. imp. e ppf = desiderio irrealizzabile nel presente e nel passato Al posto di utinam si possono usare velim , nolim , malim (per il desiderio realizzabile) vellem , nollem , mallem (per il desiderio irrealizzabile) velim , ecc. + cong. pres. = realizz. nel pres. velim , ecc. + cong. perf. = realizz. nel pass. velim , ecc. + cong. impf. = irrealizz. nel pres. velim , ecc. + cong. ppf. = irrealizz. nel pass.
c) concessivo = (negazione ne ) esprime una concessione, un’ammissione, ed è introdotto in italiano da espressioni come “ ammettiamo pure che …”, “ sia pure che …” talora seguite dal futuro a) congiuntivo presente = riferito al presente b) congiuntivo perfetto = riferito al passato
d) potenziale = (negazione non ) esprime la possibilità o l’eventualità che una cosa avvenga; è espresso in italiano con l’espressioni: qualcuno dirà ; chi potrebbe dire? a) congiuntivo pres. o perf. = potenzialità nel presente b) congiuntivo imperfetto = potenzialità nel passato (frequente l’uso della 2a pers. sing. per un soggetto indeterminato)
e) dubitativo = (negazione non ) esprime dubbio, incertezza, ed è talora espresso in italiano con il condizionale di verbi fraselogici: Che cosa dovrei fare? Che fare? a) congiuntivo presente = dubbio nel presente b) congiuntivo imperf. = dubbio nel passato
f) irreale = (negazione non ) esprime un’azione che, per verificarsi, avrebbe bisogno di alcune circostanze, in mancanza delle quali l’azione stessa non giunge a compimento. a) congiuntivo imperfetto = azione impossibile a realizzarsi nel presente b) congiuntivo piucchepf. = azione impossibile a realizzarsi nel passato
g) suppositivo = (negazione non ) esprime una supposizione, un’ ipotesi ritenuta realizzabile o non realizzata , è introdotta dall’ espressione: “ supponiamo che …” a) congiuntivo presente = ipotesi realizzabile nel presente o nel futuro b) congiuntivo ppf. o imp. = ipotesi non realizzata nel passato
a) affermativo - Imperativo Presente : solo la 2° pers. sing. e pl.; per le altre pers si usa il cong. esortativo. Il comando si addolcisce con espressioni come “quaeso”, “oro te”
b) negativo (o proibitivo) può essere espresso in latino con: a) ne (pron. o avv. neg) + congiuntivo pres. ( valore esort.) es. Ne hoc faciant .= Non facciano ciò congiuntivo pf ( nelle 2 pers. sing. e pl. ) es. Ne hoc feceris .= Non fare ciò b) ne + le forme dell’ imperativo affermativo ( di uso arcaico) es. Ne lege= Non leggere c) noli, nolìte + infinito es. Hoc noli dìcere = Questo non dirlo d) fac (fàcite) ne + congiuntivo presente es. Fàcite ne erretis = Non sbagliate e) vide (vidète) ne + congiuntivo presente es. Vide ne amicitiam neglegas f) cave (cavète) + congiuntivo pres. o pf. es. Cave venias = Non venire