Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


sintassi lingua latina, Appunti di Lingua Latina

riassunto della sintassi latina

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 16/01/2021

edoardo-097
edoardo-097 🇮🇹

5

(2)

5 documenti

1 / 13

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
SINTASSI [casi]
1) DOPPIO NOMINATIVO (compl. Predicativo del soggetto)
In presenza dei verbi copulativi si costruisce il doppio nominativo, se è un sostantivo concorda solo
nel caso mentre se invece è un aggettivo concorda con il soggetto in genere, numero e caso.
Es. Dici beatus ante obitum nemo potest.
Nessuno può dirsi felice prima di morire.
Es. Pyrrhus Tarentinorum socius pugnabat.
Pirro combatteva come socio dei tarantini.
2) NOMINATIVO CON INFINITO
Quando il verbo copulativo non regge un predicativo del soggetto ma viene usato per introdurre una
proposizione secondaria presente una costruzione personale che è il nominativo + infinito, anche
con verbi che indicano un comando o un divieto [cogor, vetor, prohibeor...] si mantiene il costrutto
personale anche se in italiano sarebbe impersonale:
Es. Brutum et cassium laudavisse dicor [dicor è personale ma si traduce impersonale].
Si dice che io abbia lodato Bruto e Cassio.
3) VIDEOR [copulativo = sembrare]
Preferisce sempre la costruzione personale invece che quella impersonale italiana e quindi ad ogni
‘videor’ viene assegnato un soggetto:
- pronome, nome, aggettivo sostantivato:
Es. Tibi[a te] stultus esse[che io sia] videor[ha come soggetto ego].
Ti sembra che io sia stolto.
- infinito con costrutto perifrastico fore (futurum esse) ut+congiuntivo che esprime posteriorità:
Es. Arduum non videbatur ex scindere coloniam nullis monumentis saeptam.
Non sembrava difficile abbattere una colonia non protetta da alcune fortificazioni.
- un’intera proposizione infinitiva: se è presente un complemento predicativo, esso è espresso da un
aggettivo al genere neutro.
Es. Mihi videtur [hac] te paenitere.
Sembra a me che tu ti penta.
3) VOCATIVO
Preceduto talora da interiezioni quali: o, heu, pro e costituisce un enunciato autonomo ed è del tutto
sganciato da qualsiasi legame sintattico con gli altri termini della proposizione:
Es: Sequimur te, sancte deorum[partitivo], quisquis es[chiunque sei].
Seguiremo te, o santo fra gli dei, chiunque tu sia.
4) ACCUSATIVO [con verbi transitivi]
Alcuni verbi intransitivi possono essere usati transitivamente se sono accompagnati dall’accusativo
interno (chiamato cosi perche fa parte dello stesso campo etimologico o semantico) mentre altri veri
intransitivi accompagnati con preposizioni che reggono l’accusativo assumono funzione transitiva:
Es. Flumen transire coeperunt.
Iniziarono ad attraversare il fiume.
Es. Multos castra iuvant.
A molti piace la vita militare.
4a)ACCUSATIVO [con verbi impersonali]
- miseret, miseruit, -ere = provare compassione
- paenitet, paenituit, -ere = pentirsi
- piget, piguit, -ere = dispiacere
- pudet, puditum est, -ere = vergognarsi
- tarde, pertaesum est, -ere = annoiarsi
la persona che prova il sentimento è espressa con l’accusativo mentre la persona o la cosa verso la
quale si prova il suddetto sentimento è espressa con:
- genitivo = se si tratta di sostantivi e pronomi personali
Es. Me miseret tui… provo pena per te.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd

Anteprima parziale del testo

Scarica sintassi lingua latina e più Appunti in PDF di Lingua Latina solo su Docsity!

SINTASSI [casi]

  1. DOPPIO NOMINATIVO (compl. Predicativo del soggetto) In presenza dei verbi copulativi si costruisce il doppio nominativo, se è un sostantivo concorda solo nel caso mentre se invece è un aggettivo concorda con il soggetto in genere, numero e caso. Es. Dici beatus ante obitum nemo potest. Nessuno può dirsi felice prima di morire. Es. Pyrrhus Tarentinorum socius pugnabat. Pirro combatteva come socio dei tarantini.
  2. NOMINATIVO CON INFINITO Quando il verbo copulativo non regge un predicativo del soggetto ma viene usato per introdurre una proposizione secondaria presente una costruzione personale che è il nominativo + infinito, anche con verbi che indicano un comando o un divieto [cogor, vetor, prohibeor...] si mantiene il costrutto personale anche se in italiano sarebbe impersonale: Es. Brutum et cassium laudavisse dicor [dicor è personale ma si traduce impersonale]. Si dice che io abbia lodato Bruto e Cassio.
  3. VIDEOR [copulativo = sembrare] Preferisce sempre la costruzione personale invece che quella impersonale italiana e quindi ad ogni ‘videor’ viene assegnato un soggetto:
  • pronome, nome, aggettivo sostantivato: Es. Tibi[a te] stultus esse[che io sia] videor[ha come soggetto ego]. Ti sembra che io sia stolto.
  • infinito con costrutto perifrastico fore (futurum esse) ut+congiuntivo che esprime posteriorità: Es. Arduum non videbatur ex scindere coloniam nullis monumentis saeptam. Non sembrava difficile abbattere una colonia non protetta da alcune fortificazioni.
  • un’intera proposizione infinitiva: se è presente un complemento predicativo, esso è espresso da un aggettivo al genere neutro. Es. Mihi videtur [hac] te paenitere. Sembra a me che tu ti penta.
  1. VOCATIVO Preceduto talora da interiezioni quali: o, heu, pro e costituisce un enunciato autonomo ed è del tutto sganciato da qualsiasi legame sintattico con gli altri termini della proposizione: Es: Sequimur te, sancte deorum[partitivo], quisquis es[chiunque sei]. Seguiremo te, o santo fra gli dei, chiunque tu sia.
  2. ACCUSATIVO [con verbi transitivi] Alcuni verbi intransitivi possono essere usati transitivamente se sono accompagnati dall’accusativo interno (chiamato cosi perche fa parte dello stesso campo etimologico o semantico) mentre altri veri intransitivi accompagnati con preposizioni che reggono l’accusativo assumono funzione transitiva: Es. Flumen transire coeperunt. Iniziarono ad attraversare il fiume. Es. Multos castra iuvant. A molti piace la vita militare. 4a) ACCUSATIVO [con verbi impersonali]
    • miseret, miseruit, -ere = provare compassione
    • paenitet, paenituit, -ere = pentirsi
    • piget, piguit, -ere = dispiacere
    • pudet, puditum est, -ere = vergognarsi
    • tarde, pertaesum est, -ere = annoiarsi la persona che prova il sentimento è espressa con l’accusativo mentre la persona o la cosa verso la quale si prova il suddetto sentimento è espressa con:
  • genitivo = se si tratta di sostantivi e pronomi personali Es. Me miseret tui… provo pena per te.
  • infinito = se si tratta di verbi COMPLEMENTO PREDICATIVO DELL’OGGETTO Si rende in latino con il caso accusativo e funziona come il predicativo del soggetto quindi se è sostantivo si concorda solo in caso mentre se è un aggettivo si concorda in genere, numero e caso: Es. Graeci Delphos claram urbem putant. I greci ritengono Delfi una città famosa.

SINTASSI CASOxCASO

1) NOMINATIVO

Può essere:

  • soggetto
  • nome del predicato
  • predicativo del soggetto
  • frase nominale
  • esclamazioni varie [doppio nominativo, vero VIDEOR (vedi sopra)]
  1. GENITIVO È un caso usato per determinare appartenenza ad un determinato insieme e può essere tradotto in vari modi: 2a) epesegetico o dichiarativo È il vero e proprio complemento di specificazione. Esprime la specie di un genere e determina un oggetto/concetto generico… Es. Hoc nomen poetae. Questo nome di poeta. 2b) qualità Indica le qualità morali di qualcuno : di norma il genitivo si usa per una qualità psichica mentre si usa l’ablativo per una qualità fisica. Es. Marco Cato asperi animi. Marco Catone fu di carattere fiero. 2c) pertinenza [quando la persona a cui tocca il compito è un pronome si mette un possessivo] In dipendenza dal verbo sum, designa una persona a cui si addice un’azione e spetta un dovere: Es. Fortium est virorum… È proprio degli uomini… 2d) d’età Usato in dipendenza da nomi come puer, adulescens, senex. Es. Puer decem annorum. Un ragazzo di dieci anni. 2e) di misura 2f) partitivo Esprime la totalità di cui si considera una part e ricorre per lo più in dipendenza da sostantivi che indicano quantità o numero. Es. Haec sola sonam mentem gestat meorum familiarum. Questa sola tra i miei servi ha la mente sana. 2g) genitivo classico che esprime specificazione GENITIVO CON AGGETTIVI Si trova il genitivo di relazione dopo aggettivi che indicano:
  • desiderio, passione, interesse e avversione
  • abbondanza e mancanza
  • conoscenza, ignoranza ed esperienza
  • somiglianza, diversità

. EFFETTO -> indica l’effetto procurato dall’azione verbale… Es. Ludibrio erant minae tribuni. Le minacce del tribuno erano motivo di scherno.

  1. ACCUSATIVO 4a) relazione In dipendenza da aggettivi, participi e da verbi intransitivi indica in rapporto o a casa vale ciò che è enunciato dall’aggettivo: Es. Non ego illi obtempero quod loquitur. Io non ottempero a lui per ciò che dice. 4b) avverbiale Numerosi aggettivi e pronomi cristallizzati nella forma di accusativo neutro: summum, paulum, tantum, quantum: Es. Hodie postremum me vides. Oggi vedi me per l’ultima volta. 4c) esclamativo Con interiezioni come (o, heu, pro, en, ecce)… Es. Heu me miserum. O povero me.
  2. ABLATIVO 5a) allontanamento o separazione Ricorre ora in forma semplice o retto da preposizioni: [EX, AB, DE] Es. Abeatis ab ignavia. Allontanatevi dall’ozio. 5b) privazione Usato con verbi e aggettivi che esprimono mancanza, bisogno come [PRIVO, SPOLIO, VACUUS] Es. Urbe a defensoribus vacua facile patiti hostes sunt. I nemici si impadroniscono facilmente della città priva di difensori. 5c) origine e provenienza [EX, AB] Es. Archias Antiochiae natus est loco nobili. Archia nacque ad Antiochia da un’illustre famiglia. 5d) di paragone Esprime il secondo termine di paragone in concorrenza con la costruzione con quam 5e) d’agente
    • (a/ab), indica la persona da cui parte l’azione.
    • (ablativo semplice) se si tratta di una cosa. 5f) argomento Con preposizione (de) che indica il contenuto di un discorso o di un opera letteraria. 5g) materia Con le preposizioni (e, ex)…

FORME NOMINALI DEL VERBO

Sono sostantivi formati da radici verbali i quali reggono come il verbo il complemento oggetto e gli altri complementi. 1) INFINITO PRESENTE -> a) SOGGETTO (in dipendenza) – aggettivi neutri + sum

  • alcuni sostantivi + sum
  • verbi impersonali + sum
  • verbi passivi nell’impersonale -> b) OGGETTO – verbi servili
  • verbi di volontà
  • verbi che significano affrettarsi 2) GERUNDIO

Nom = / Gen = in dipendenza da sostantivi e aggettivi Dat = con valore finale Acc = con la preposizione (ad) con valore finale 3) SUPINO -> a) in -um: è un antico accusativo direzionale che ha acquistato valore finale in dipendenza da verbi di moto. -> b) in -u: antico ablativo di limitazione dipende da aggettivi per lo più neutri.

  1. ABLATIVO ASSOLUTO a) Costituito da participio presente e da un sostantivo posti entrambi in caso ablativo. b) Costituito da participio passato e da un sostantivo posti all’ablativo; solo con i verbi transitivi attivi il cui participio è passivo. c) Costituito da un nome d’azione. d) Costituito da un nome proprio e un sostantivo che indica una carica. e) Sostantivo + aggettivo. INDICATIVO INDIPENDENTE È il modo dell’oggettività, esprime cioè un’azione verbale puramente obiettiva, accertata o comunque constatata. Il latino usa l’indicativo per rendere il condizionale italiano con l’uso di verbi e locuzioni che indicano possibilità, convenienza, dovere. CONGIUNTIVO INDIPENDENTE <- È il modo della soggettività ed esprime un’azione verbale non oggettiva ma considerata nella sua eventualità [congiuntivo potenziale, dubitativo, suppositivo, irreale, con la negazione non] oppure come manifestazione di una volontà [congiuntivo esortativo, ottativo e concessivo, con negazione ne]. -> EVENTUALE

. Potenziale = esprime eventualità generica (possibilità che una cosa accada o che sia accaduta), soggetto indeterminato. Ricorre al presente e perfetto se la possibilità è al presente/futuro, e all’imperfetto se la possibilità è nel passato. Es. O stultum hominem, dixerit (cong perfetto quindi possibilità nel passato)… . Dubitativo = esprime incertezza sul da farsi in forma interrogativa e sempre con il soggetto determinato: ricorre al presente[quid dicam? Cosa dovrei dire?] se il dubbio riguarda il presente/futuro e all’imperfetto[quid dicerem?] se il dubbio è al passato. Es. Hic quid ego agerem? Quod iter defensionis ingrederer? A questo punto cosa avrei dovuto fare? Quale via di difesa avrei dovuto imboccare? . Suppositivo =esprime supposizione che è sentita come realizzabile [presente] se interessa il presente/futuro, come irrealizzata [piucheperfetto] se interessa il passato: Es. Marium illo loco statuisses. [Supponiamo che tu] avessi posto in quel luogo (posizione) Mario… . Irreale = esprime azione che avverrebbe se si dessero o ci fossero date circostanze diverse da quelli reali: imperfetto se ci si riferisce al presente/futuro e piucheperfetto se si riferisce al passato. Es. Plura tibi de meis consiliis scriberem; sed breviorem me duae res faciunt. Ti scriverei più a lungo circa i miei progetti; ma due cose mi rendono alquanto breve. -> VOLITIVO . Esortativo = esprime al presente un’esortazione, un ordine e integra le persone mancanti dell’imperativo. Es. Pacem vult M. Antonius? Arma deponat, roget, deprecetur [deprecor]. Marco Antonio vuole la pace? Deponga le armi, la chieda, la implori. . Ottativo ( Desiderativo ) = esprime un desiderio: presente [presente/futuro]; perfetto [qualcosa che sia già accaduto];

-> Consecutio Temporum

. Indicativo Frase REGGENTE ANTERIORITA’ CONTEMPORANEITA

POSTERIORITA’

Presente Perfetto Me iuvant quae egisti (=mi piacciono le cose che hai fatto) Presente Me iuvant quae agis (=mi piacciono le cose che fai) Participio fut + sum Me iuvant quae acturus es [verbo sum al presente] (=mi piaccionole cose che farai/stai per fare) Imperfetto Perfetto Piucheperfetto Piucheperfetto Me iuvabant quae egeras (=mi piacevano le cose che avevi fatto) Imperfetto Me iuvabant quae agebas (=mi piacevano le cose che facevi) Participio fut + eram Me iuvabant quae acturus eras (=mi piacevano le cose che stavi per fare) Futuro Futuro Anteriore Me iuvabunt quae egeris (=mi piaceranno le cose che avrai fatto) Futuro Me iuvabunt quae ages (=mi piaceranno le cose che farai) Participio fut + ero Me iuvabunt quae acturus eris (=mi piaceranno le cose che avrai intenzione di fare) .Congiuntivo REGGENTE ANTERIORITA’ CONTEMPORANEITA ’

POSTERIORITA’

Tempo principale Perfetto Ex te quaero quid egeris (=ti chiedo una cosa che tu abbia fatto) Presente Ex te quaero quid agas (=ti chiedo una cosa che tu faccia) Participio fut + sim Ex te quaero quid acturus sis (=ti chiedo una cosa che farai) Tempo storico Piucheperfetto Ex te quaerebam quid egisses (=ti chiedevo una cosa che tu avessi fatto) Imperfetto Ex te quaerebam quid ageres (=ti chiedevo una cosa che tu facessi) Participio fut + essem Ex te quaerebam quid acturus esses (=ti chiedevo una cosa che avresti fatto) ATTRAZIONE MODALE Quando una subordinata che per sua natura dovrebbe essere al modo indicativo dipende da una principale che ha invece il modo congiuntivo viene attratta e avrà tutti i tempi verbali al modo congiuntivo. PROPOSIZIONI a) SOSTANTIVE o COMPLETIVE

. Infinitive = proposizioni con il predicato all’infinito e con il soggetto e i termini ad esso riferiti in accusativo… queste proposizioni possono fungere da soggetto di verbi impersonali (apparentemente) come piget, putet, miseret ecc…[infinitive soggettive]; oppure da oggetto di verbi che esprimono generico significato di “dire” con verbi che manifestano sentimenti e percezioni intellettive come gaudeo, doleo, miror, animadverto [infinitive oggettive]; in altri casi più particolari esplicitano un pronome neutro, un sostantivo citato nella reggente che ne anticipa genericamente il contenuto [infinitiva epesegetica]. Es. Pati (verbo all’inifnito) necesse est multa mortalem (soggetto all’accusativo) mala. È necessario che il mortale (l’uomo) patisca molto mali. [infinitiva soggettiva] Es. In Britannia nihil (qui c’è l’accusativo: niente di oro ecc…) esse audio neque auri neque argenti. Sento che in Britannia non ci sia ne oro ne argento. .Interrogative Indirette = hanno il predicato al congiuntivo secondo la consecutio temporum. Semplici – introdotte da pronomi, aggettivi, avverbi interrogativi, e con le particelle num , ne che esprime incertezza e nonne (in dipendenza da quaero) per suggerire una risposta affermativa. Es. Scire velim num censum impediant tribuni. Velim scire num tribuni impediant censum. Vorrei sapere se i tribuni impediscono il censimento. Disgiuntive – si costruiscono secondo lo stesso schema delle interrogative dirette: il primo termine può presentarsi senza alcuna particella ad introdurlo mentre il secondo talvolta si presenta con -ne. Es. Datames experi voluit (perfetto) verum falsumne esset relatum (piucheperfetto). Datames voluit experiri esset relatum verum falsum ne. Datame volle sperimentare se gli fosse stato riferito il vero o il falso. L’interrogativa non ha valore disgiuntivo quando dipende da verbi e locuzioni che esprimono dubbio quali [ nescio, haud, scio, dubito …]; (an) attenua l’affermazione mentre (an non) attenua una negazione. Es. Haud sciam an ne opus sit quidem nihil umquam omnino deesse amicis. Haud sciamo an ne opus sit quidem amicis deesse nihil umquam omnino. Non saprei se sia “opera” che agli amici non manchi proprio mai nulla. .Dichiarative (completive con quod)= (il fatto che…) = in dipendenza da pronomi neutri, avverbi e sostantivi, da diverse espressioni verbali tra le quali ( bene, recte, male , ecc…). Se posto all’inizio del periodo, quod dichiarativo è impiegato a introdurre una nuova osservazione e si può rendere con “quanto al fatto che…”; il modo di norma è l’indicativo ma nel caso in cui ci si riferisca al punto di vista altrui o del soggetto della reggente si incontra il congiuntivo obliquo. Es. Tibi ago gratias quod me omni molestia liberasti. Ago gratis tibi quod me liberasti omni molestia. Ti ringrazio per avermi liberato da ogni fastidio. .Completive con ut / ut non = completive di tipo dichiarativo fattuale che completano con funzione di soggetto l’azione della reggente determinandola con una circostanza obiettiva: il modo è il congiuntivo e i verbi sono in consecutio. Es. Tempus est ut eamus ad forum (moto a luogo). È l’ora di andare al foro. .Completive con ut / ne = sono di tipo volitivo in quanto servono a completare il significato di verbi in cui è implicito un atto di volontà da parte del soggetto che può esprimersi nell’idea di ( consigliare, persuadere, esortare ); il modo è il congiuntivo e i tempi sono in consecutio sempre in rapporto di contemporaneità. Es. Decemviri, cum summa iniuria plebis, ne conubium patribus cum plebe esset statuerunt. I decemviri, con grande ingiuria alla plebe, decretarono che non fossero legali i matrimoni tra

Epaminondas coram [davanti a] frequentissimo legationum conventu sic [a tal punto] Lacedaemoniorum tyrannidem coarguit ut non minus illa oratione opes [forze, opere] eorum concusserit quam Leutrica pugna. Epaminondas coram frequentissimo conventu legationum sic coarguit tyrannidem Lacedaemoniorum ut illa oratione concusserit eorum opes non minus quam Lutrica pugna. Epaminonda davanti a un grandissimo convento di legati accusò a tal punto la tirannia degli spartani che con quel discorso indebolì le loro forze non meno che con la battaglia di Leuttra. .Causali = esprimono la causa dell’azione espressa nella reggente, suddetta causa è riportata in forma obiettiva o può essere riportata come opinione personale. Avremo il modo indicativo per la causali oggettive mentre il congiuntivo per le causali soggettive. Ad introduzione di queste proposizioni troviamo congiunzioni come: [quod, quia, quoniam] queste reggono sempre il modo indicativo. Es. Natura utrumque me facere voluit, et agere et contemplationi vacare (dedicare): utrumque facio, quoniam ne contemplatio quidem [possibile] sine actione est. Natura voluit me facere utrumque, [me] vacare et agere et contemplationi: utrumque facio, quoniam ne contemplatio est quidem sine actione. La natura ha voluto che io facessi l’una e l’altra cosa, che mi dedicassi sia alla vita attiva che alla contemplazione, perché neppure la contemplazione è possibile senza l’azione. .Temporali = esprimono la circostanza temporale in relazione alla quale si svolge, si è svolta o si svolgerà l’azione della reggente.

  • Cum Con l’ indicativo significa (quando) ma può anche assumere valore iterativo. Quando segue la reggente ha un valore rafforzativo (quand’ecco). Es. Cum patriam amisi, tunc me perisse putato. Quando ho perso la patria, allora, sappilo, sono morto. Invece con il congiuntivo è usato nelle narrazioni di avvenimenti storici con valore tra temporale e causale [cum narrativo].
  • Ut, ubi, ut primum, ubi primum, cum primum, statim ut, simul ac Esprimono precedenza immediata rispetto all’azione della proposizione reggente con il valore di non (non appena); il modo è l’ indicativo. Es. Ubi primum L. Aemilius Paulus in hostium finibus castra posuit… Non appena Emilio Paolo pose gli accampamenti nel territorio nemico…
  • Postquam (dopo che) È seguito dall’indicativo perfetto o dal presente se la successione tra l’azione della temporale e quella della reggente nel passato è immediata; se invece la circostanza perdura sarà seguito dal piucheperfetto dell’anteriorità. Es. Hamilcar postquam mare transiit in Hispaniamque venit, magnas res secunda gessit fortuna. [ successione immediata ] Amilcare dopo che attraversò il mare e giunse in Spagna, compì grandi imprese con lo aiuto della fortuna.
  • Antequam e Priusquam (spesso separati ante…quam ) In relazione a un presente o a un futuro di norma il presente indicativo o congiuntivo ; in relazione ad un tempo passato hanno il perfetto indicativo (indicare successione temporale); imperfetto per sottolineare intenzione, eventualità e aspettativa. Es. Prius respondes quam rogo. Tu rispondi prima che io ti domandi.
  • Dum

Esprime esatta coincidenza tra l’azione della temporale e quella della reggente con il presente indicativo (si mantiene sempre). Es. Aliquis dum navigat studii causa naufragium fecit. Un tale, mentre navigava per ragioni di studio, fece naufragio.

  • Dum e Quoad (esprimono invece successione, quando l’azione della temporale segna la fine dell’azione della reggente, si rende con l’ indicativo e il congiuntivo è usato per indicare intenzionalità). .Condizionali = esprimono una condizione con una sfumatura avversativa o restrittiva e sono introdotte da [dum, dummodo, modo] (la negazione è il ne), si rende con il congiuntivo rispettando la consecutio. Es. Quidvis cupio, dum ne ab hoc me falli comperiar. Vorrei qualunque cosa, pur di non venire a sapere che costui mi inganna. .Concessive = esprimono un’ammissione che, sebbene in contrasto reale (concessiva oggettiva) o un contrasto supposto (concessiva soggettiva) con l’enunciato della reggente:
  • oggettive = la concessione è presentata come obiettiva e sono introdotte da [ quamquam, etsi, tamenetsi + indicativo ] e [ cum + congiuntivo ]: Es. …quamquam tibi et unde minime decuit vita erepta est… …quamquam vita tibi erepta est et unde minime decuit… …sebbene la vita ti sia stata prematuramente strappata e da chi meno dove farlo…
  • soggettive = la concessione è presentata come punto di vista soggettivo [ etiamsi, quamsivi, licet, ut + congiuntivo ] la negazione è non. Es. Quamvis honestus error Fabii esset, vehementer a consilibus abiugartus est. Error Fabii, quamvis esset honestus, abiugartus est vehementer a consilibus. L’errore di Fabio, per quando fosse in buona fede, fu severamente criticato dai consoli. .Avversative = esprimono una circostanza in opposizione a quella espressa nella reggente le proposizioni avversative introdotte da [cum + congiuntivo]: Es. Cum ceteris in coloniis duumviri appellentur, hic se praetores appellari volunt. Cum in ceteris coloniis appellentur duumviri, hic volunt se appellari praetores. Benchè nelle altre colonie siano chiamati duumviri, qui vogliono essere chiamati pretori. .Comparative
  • maggioranza o minoranza Introdotte da [quam + indicativo/congiuntivo] e sono correlate con aggettivi, avverbi e verbi di senso comparativo (malo, praestant…). Es. Alcibiades timebatur non minus quam diligebantur. Alciabiade era temuto non meno che amato.
  • uguaglianza In presenza di numerose locuzioni correlative [ ita, sic…ut, quomodo, talis…qualis, tantum… quantum, ecc… ] e con avverbi e verbi e aggettivi che esprimono somiglianza o diversità e sono introdotte da [atque o ac]. Es. Eo crassior est aer quo terris propior. Aer est crassior quo propior terris [est]. L’aria è tanto più densa quanto più è vicina alla terra.
  • ipotetiche Equivalenti alla protasi di un periodo ipotetico, sono introdotte da [tamquam, quasi, velut + congiuntivo in consecutio]. Es. Tamquam si claudus sim est ambulandum.

Si odia chi si teme; ciascuno desidera la morte di colui che odia. .Relative apparenti (nessi relativi) = consiste nell’uso in principio di periodo di un pronome o avverbio relativo non per introdurre un rapporto di subordinazione ma per sottolineare la coordinazione istituita con un elemento del periodo precedente: il relativo sostituisce un pronome dimostrativo accompagnato da una congiunzione coordinante ricavabile dal contesto. Es. Haec habui de senectute quae dicerem. Questo avevo da dire sulla vecchiaia: e voglia il cielo che possiate arrivarvi. .Relative improprie (avverbiali) = sono tutte rese al congiuntivo e hanno funzione e valore di proposizioni finali, causali, consecutive, ipotetiche, concessive ecc. IL DISCORSO INDIRETTO [ oratio obliqua ] Costituito da uno o più periodi in sequenza introdotti da un verbum dicendi o sentiendi spesso sottinteso ma facilmente ricavabile dal contesto. DISCORSO DIRETTO DISCORSO INDIRETTO Enunciative Volitive Interrogative reali [indicativo o congiuntivo dubitativo o potenziale] Interrogative retoriche enunciative Interrogative retoriche volitive Esclamative Proposizioni all’indicativo Proposizioni al congiuntivo Proposizioni all’infinito Accusativo + infinito Congiuntivo senza ut Congiuntivo Accusativo + infinito Congiuntivo Accusativo + infinito Congiuntivo obliquo Congiuntivo Accusativo + infinito Il congiuntivo obliquo non è altro che una forma di congiuntivo che presenta in sé una forma soggettiva della subordinata. CONIUGAZIONE PERIFRASTICA

  • Attiva = esprime imminenza, intenzionalità o la destinazione di un’azione. È formata dal participio futuro attivo +sum. Es. Discipuli lecturi sunt librum. Gli allievi sono sul punto di leggere un libro.
  • Passiva = esprime il dovere o la necessità di compiere un’azione ed è costruito con il gerundivo + sum coniugato al tempo e modo giusto: . forma personale = C.O. italiano corrisponde al soggetto latino mentre il soggetto italiano corrisponde al caso dativo (dativo d’agente): Es. Pugna vincenda fuit militi. Pugna [sogg latino è co italiano] vincenda fuit militi [sogg italiano al caso dativo]. Il soldato deve vincere la battaglia. .forma impersonale in caso in cui verbo sia transitivo (senza CO espresso) o in caso in cui l verbo sia intransitivo [gerundivo al neutro singolare]. Es. Militi vincendum est. Il soldato deve vincere. COMPLEMENTI