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riassunto della sintassi latina
Tipologia: Appunti
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Può essere:
. EFFETTO -> indica l’effetto procurato dall’azione verbale… Es. Ludibrio erant minae tribuni. Le minacce del tribuno erano motivo di scherno.
Sono sostantivi formati da radici verbali i quali reggono come il verbo il complemento oggetto e gli altri complementi. 1) INFINITO PRESENTE -> a) SOGGETTO (in dipendenza) – aggettivi neutri + sum
Nom = / Gen = in dipendenza da sostantivi e aggettivi Dat = con valore finale Acc = con la preposizione (ad) con valore finale 3) SUPINO -> a) in -um: è un antico accusativo direzionale che ha acquistato valore finale in dipendenza da verbi di moto. -> b) in -u: antico ablativo di limitazione dipende da aggettivi per lo più neutri.
. Potenziale = esprime eventualità generica (possibilità che una cosa accada o che sia accaduta), soggetto indeterminato. Ricorre al presente e perfetto se la possibilità è al presente/futuro, e all’imperfetto se la possibilità è nel passato. Es. O stultum hominem, dixerit (cong perfetto quindi possibilità nel passato)… . Dubitativo = esprime incertezza sul da farsi in forma interrogativa e sempre con il soggetto determinato: ricorre al presente[quid dicam? Cosa dovrei dire?] se il dubbio riguarda il presente/futuro e all’imperfetto[quid dicerem?] se il dubbio è al passato. Es. Hic quid ego agerem? Quod iter defensionis ingrederer? A questo punto cosa avrei dovuto fare? Quale via di difesa avrei dovuto imboccare? . Suppositivo =esprime supposizione che è sentita come realizzabile [presente] se interessa il presente/futuro, come irrealizzata [piucheperfetto] se interessa il passato: Es. Marium illo loco statuisses. [Supponiamo che tu] avessi posto in quel luogo (posizione) Mario… . Irreale = esprime azione che avverrebbe se si dessero o ci fossero date circostanze diverse da quelli reali: imperfetto se ci si riferisce al presente/futuro e piucheperfetto se si riferisce al passato. Es. Plura tibi de meis consiliis scriberem; sed breviorem me duae res faciunt. Ti scriverei più a lungo circa i miei progetti; ma due cose mi rendono alquanto breve. -> VOLITIVO . Esortativo = esprime al presente un’esortazione, un ordine e integra le persone mancanti dell’imperativo. Es. Pacem vult M. Antonius? Arma deponat, roget, deprecetur [deprecor]. Marco Antonio vuole la pace? Deponga le armi, la chieda, la implori. . Ottativo ( Desiderativo ) = esprime un desiderio: presente [presente/futuro]; perfetto [qualcosa che sia già accaduto];
-> Consecutio Temporum
. Indicativo Frase REGGENTE ANTERIORITA’ CONTEMPORANEITA ’
Presente Perfetto Me iuvant quae egisti (=mi piacciono le cose che hai fatto) Presente Me iuvant quae agis (=mi piacciono le cose che fai) Participio fut + sum Me iuvant quae acturus es [verbo sum al presente] (=mi piaccionole cose che farai/stai per fare) Imperfetto Perfetto Piucheperfetto Piucheperfetto Me iuvabant quae egeras (=mi piacevano le cose che avevi fatto) Imperfetto Me iuvabant quae agebas (=mi piacevano le cose che facevi) Participio fut + eram Me iuvabant quae acturus eras (=mi piacevano le cose che stavi per fare) Futuro Futuro Anteriore Me iuvabunt quae egeris (=mi piaceranno le cose che avrai fatto) Futuro Me iuvabunt quae ages (=mi piaceranno le cose che farai) Participio fut + ero Me iuvabunt quae acturus eris (=mi piaceranno le cose che avrai intenzione di fare) .Congiuntivo REGGENTE ANTERIORITA’ CONTEMPORANEITA ’
Tempo principale Perfetto Ex te quaero quid egeris (=ti chiedo una cosa che tu abbia fatto) Presente Ex te quaero quid agas (=ti chiedo una cosa che tu faccia) Participio fut + sim Ex te quaero quid acturus sis (=ti chiedo una cosa che farai) Tempo storico Piucheperfetto Ex te quaerebam quid egisses (=ti chiedevo una cosa che tu avessi fatto) Imperfetto Ex te quaerebam quid ageres (=ti chiedevo una cosa che tu facessi) Participio fut + essem Ex te quaerebam quid acturus esses (=ti chiedevo una cosa che avresti fatto) ATTRAZIONE MODALE Quando una subordinata che per sua natura dovrebbe essere al modo indicativo dipende da una principale che ha invece il modo congiuntivo viene attratta e avrà tutti i tempi verbali al modo congiuntivo. PROPOSIZIONI a) SOSTANTIVE o COMPLETIVE
. Infinitive = proposizioni con il predicato all’infinito e con il soggetto e i termini ad esso riferiti in accusativo… queste proposizioni possono fungere da soggetto di verbi impersonali (apparentemente) come piget, putet, miseret ecc…[infinitive soggettive]; oppure da oggetto di verbi che esprimono generico significato di “dire” con verbi che manifestano sentimenti e percezioni intellettive come gaudeo, doleo, miror, animadverto [infinitive oggettive]; in altri casi più particolari esplicitano un pronome neutro, un sostantivo citato nella reggente che ne anticipa genericamente il contenuto [infinitiva epesegetica]. Es. Pati (verbo all’inifnito) necesse est multa mortalem (soggetto all’accusativo) mala. È necessario che il mortale (l’uomo) patisca molto mali. [infinitiva soggettiva] Es. In Britannia nihil (qui c’è l’accusativo: niente di oro ecc…) esse audio neque auri neque argenti. Sento che in Britannia non ci sia ne oro ne argento. .Interrogative Indirette = hanno il predicato al congiuntivo secondo la consecutio temporum. Semplici – introdotte da pronomi, aggettivi, avverbi interrogativi, e con le particelle num , ne che esprime incertezza e nonne (in dipendenza da quaero) per suggerire una risposta affermativa. Es. Scire velim num censum impediant tribuni. Velim scire num tribuni impediant censum. Vorrei sapere se i tribuni impediscono il censimento. Disgiuntive – si costruiscono secondo lo stesso schema delle interrogative dirette: il primo termine può presentarsi senza alcuna particella ad introdurlo mentre il secondo talvolta si presenta con -ne. Es. Datames experi voluit (perfetto) verum falsumne esset relatum (piucheperfetto). Datames voluit experiri esset relatum verum falsum ne. Datame volle sperimentare se gli fosse stato riferito il vero o il falso. L’interrogativa non ha valore disgiuntivo quando dipende da verbi e locuzioni che esprimono dubbio quali [ nescio, haud, scio, dubito …]; (an) attenua l’affermazione mentre (an non) attenua una negazione. Es. Haud sciam an ne opus sit quidem nihil umquam omnino deesse amicis. Haud sciamo an ne opus sit quidem amicis deesse nihil umquam omnino. Non saprei se sia “opera” che agli amici non manchi proprio mai nulla. .Dichiarative (completive con quod)= (il fatto che…) = in dipendenza da pronomi neutri, avverbi e sostantivi, da diverse espressioni verbali tra le quali ( bene, recte, male , ecc…). Se posto all’inizio del periodo, quod dichiarativo è impiegato a introdurre una nuova osservazione e si può rendere con “quanto al fatto che…”; il modo di norma è l’indicativo ma nel caso in cui ci si riferisca al punto di vista altrui o del soggetto della reggente si incontra il congiuntivo obliquo. Es. Tibi ago gratias quod me omni molestia liberasti. Ago gratis tibi quod me liberasti omni molestia. Ti ringrazio per avermi liberato da ogni fastidio. .Completive con ut / ut non = completive di tipo dichiarativo fattuale che completano con funzione di soggetto l’azione della reggente determinandola con una circostanza obiettiva: il modo è il congiuntivo e i verbi sono in consecutio. Es. Tempus est ut eamus ad forum (moto a luogo). È l’ora di andare al foro. .Completive con ut / ne = sono di tipo volitivo in quanto servono a completare il significato di verbi in cui è implicito un atto di volontà da parte del soggetto che può esprimersi nell’idea di ( consigliare, persuadere, esortare ); il modo è il congiuntivo e i tempi sono in consecutio sempre in rapporto di contemporaneità. Es. Decemviri, cum summa iniuria plebis, ne conubium patribus cum plebe esset statuerunt. I decemviri, con grande ingiuria alla plebe, decretarono che non fossero legali i matrimoni tra
Epaminondas coram [davanti a] frequentissimo legationum conventu sic [a tal punto] Lacedaemoniorum tyrannidem coarguit ut non minus illa oratione opes [forze, opere] eorum concusserit quam Leutrica pugna. Epaminondas coram frequentissimo conventu legationum sic coarguit tyrannidem Lacedaemoniorum ut illa oratione concusserit eorum opes non minus quam Lutrica pugna. Epaminonda davanti a un grandissimo convento di legati accusò a tal punto la tirannia degli spartani che con quel discorso indebolì le loro forze non meno che con la battaglia di Leuttra. .Causali = esprimono la causa dell’azione espressa nella reggente, suddetta causa è riportata in forma obiettiva o può essere riportata come opinione personale. Avremo il modo indicativo per la causali oggettive mentre il congiuntivo per le causali soggettive. Ad introduzione di queste proposizioni troviamo congiunzioni come: [quod, quia, quoniam] queste reggono sempre il modo indicativo. Es. Natura utrumque me facere voluit, et agere et contemplationi vacare (dedicare): utrumque facio, quoniam ne contemplatio quidem [possibile] sine actione est. Natura voluit me facere utrumque, [me] vacare et agere et contemplationi: utrumque facio, quoniam ne contemplatio est quidem sine actione. La natura ha voluto che io facessi l’una e l’altra cosa, che mi dedicassi sia alla vita attiva che alla contemplazione, perché neppure la contemplazione è possibile senza l’azione. .Temporali = esprimono la circostanza temporale in relazione alla quale si svolge, si è svolta o si svolgerà l’azione della reggente.
Esprime esatta coincidenza tra l’azione della temporale e quella della reggente con il presente indicativo (si mantiene sempre). Es. Aliquis dum navigat studii causa naufragium fecit. Un tale, mentre navigava per ragioni di studio, fece naufragio.
Si odia chi si teme; ciascuno desidera la morte di colui che odia. .Relative apparenti (nessi relativi) = consiste nell’uso in principio di periodo di un pronome o avverbio relativo non per introdurre un rapporto di subordinazione ma per sottolineare la coordinazione istituita con un elemento del periodo precedente: il relativo sostituisce un pronome dimostrativo accompagnato da una congiunzione coordinante ricavabile dal contesto. Es. Haec habui de senectute quae dicerem. Questo avevo da dire sulla vecchiaia: e voglia il cielo che possiate arrivarvi. .Relative improprie (avverbiali) = sono tutte rese al congiuntivo e hanno funzione e valore di proposizioni finali, causali, consecutive, ipotetiche, concessive ecc. IL DISCORSO INDIRETTO [ oratio obliqua ] Costituito da uno o più periodi in sequenza introdotti da un verbum dicendi o sentiendi spesso sottinteso ma facilmente ricavabile dal contesto. DISCORSO DIRETTO DISCORSO INDIRETTO Enunciative Volitive Interrogative reali [indicativo o congiuntivo dubitativo o potenziale] Interrogative retoriche enunciative Interrogative retoriche volitive Esclamative Proposizioni all’indicativo Proposizioni al congiuntivo Proposizioni all’infinito Accusativo + infinito Congiuntivo senza ut Congiuntivo Accusativo + infinito Congiuntivo Accusativo + infinito Congiuntivo obliquo Congiuntivo Accusativo + infinito Il congiuntivo obliquo non è altro che una forma di congiuntivo che presenta in sé una forma soggettiva della subordinata. CONIUGAZIONE PERIFRASTICA