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Dal miracolo economico alla crisi della prima repubblica in Italia (1958-1987), Appunti di Storia Contemporanea

Questo documento ripercorre la storia economica e politica dell'Italia dal miracolo economico degli anni '50 e '60 alla crisi della prima repubblica alla fine degli anni '70 e '80. Vengono analizzati i fattori che hanno contribuito alla crescita economica, l'ascesa del centro-sinistra, la ricerca di uno stabile collegamento con il proletariato, la crisi del centro-sinistra, il terrorismo e la solidarietà nazionale, e le difficoltà del sistema politico. Vengono inoltre evidenziati i mutamenti nel panorama politico, con l'ascesa di nuovi gruppi e la crisi dei partiti tradizionali.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 07/02/2020

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16. L'Italia dal miracolo economico alla crisi della prima repubblica
1958-1963: anni miracolo economico in Italia, si ridusse il divario che separava il paese da quelli più
industrializzati.
Lo sviluppo interessò soprattutto l'industria manifatturiera che nel 61 giunse a triplicare la sua
produzione rispetto al periodo prebellico.
L'aspetto più evidente del peso assunto dall'economia italiana era rappresentato dallo sviluppo delle
esportazioni di prodotti industriali, soprattutto nei settori degli elettrodomestici e dell'abbigliamento.
La diffusione dei prodotti italiani, la solidità della lira, la stabilità dei prezzi ma anche alcuni interventi
extraeconomici contribuivano a rafforzare l’immagine di un'Italia avviata verso prospettive di benessere.
Molti fattori avevano promosso il miracolo:
1) La congiuntura internazionale favorevole
2) La politica di libero scambio avviata negli anni 50 e sancita dall’adesione alla CEE
3) La modesta entità del prelievo fiscale
4) Lo scarto tra aumento della produttività e basso livello dei salari
La compressione salariale degli anni 50 era dovuta alla disponibilità di manodopera a basso costo, dovuta
a sua volta alla disoccupazione e dalla migrazione dalle zone depresse a quelle più progredite.
Molto limitata fu invece la modernizzazione delle attività agricole, la quale non riuscì a rispondere
positivamente all’accresciuta domanda e alla diffusione di nuove abitudini alimentari. La crescita dei
consumi fu resa possibile dall’aumento delle retribuzioni. Questi aumenti misero in moto un processo
inflazionistico.
1963-1964: lo sviluppo subisce una brusca frenata.
Dal 1966: riprende lo sviluppo
Le trasformazioni sociali
Il fenomeno più importante degli anni del miracolo economico fu il massiccio esodo dal Sud verso il Nord
e dalle campagne in città. La crescita delle città si accompagnò ad un incremento di occupazione nei
settori del commercio e dell'edilizia.
Le migrazioni e la rapida urbanizzazione furono segnate da pesanti costi umani e sociali. L'espansione
delle città avvenne spesso in forme caotiche, l’inserimento degli immigrati mise inizialmente in evidenza
il divario tra nord e sud. Tuttavia le differenze nei comportamenti sociali cominciarono ad attenuarsi e
iniziò un processo di integrazione favorito dalla scolarizzazione e dalla diffusione dei consumi di massa.
Televisione e automobile furono i simboli di questo cambiamento. La televisione era un veicolo attraverso
cui passavano una lingua comune e nuovi modelli culturali di massa. L'auto fu invece espressione
principale di una parificazione economica e sociale, simbolo di indipendenza e libertà. L'espansione
dell'industria automobilistica nazionale fu incoraggiata anche con la costruzione di una grande rete
autostradale completata a metà anni 70.
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16. L'Italia dal miracolo economico alla crisi della prima repubblica 1958-1963 : anni miracolo economico in Italia, si ridusse il divario che separava il paese da quelli più industrializzati. Lo sviluppo interessò soprattutto l'industria manifatturiera che nel 61 giunse a triplicare la sua produzione rispetto al periodo prebellico. L'aspetto più evidente del peso assunto dall'economia italiana era rappresentato dallo sviluppo delle esportazioni di prodotti industriali, soprattutto nei settori degli elettrodomestici e dell'abbigliamento. La diffusione dei prodotti italiani, la solidità della lira, la stabilità dei prezzi ma anche alcuni interventi extraeconomici contribuivano a rafforzare l’immagine di un'Italia avviata verso prospettive di benessere. Molti fattori avevano promosso il miracolo:

  1. La congiuntura internazionale favorevole
  2. La politica di libero scambio avviata negli anni 50 e sancita dall’adesione alla CEE
  3. La modesta entità del prelievo fiscale
  4. Lo scarto tra aumento della produttività e basso livello dei salari La compressione salariale degli anni 50 era dovuta alla disponibilità di manodopera a basso costo, dovuta a sua volta alla disoccupazione e dalla migrazione dalle zone depresse a quelle più progredite. Molto limitata fu invece la modernizzazione delle attività agricole, la quale non riuscì a rispondere positivamente all’accresciuta domanda e alla diffusione di nuove abitudini alimentari. La crescita dei consumi fu resa possibile dall’aumento delle retribuzioni. Questi aumenti misero in moto un processo inflazionistico. 1963-1964: lo sviluppo subisce una brusca frenata. Dal 1966 : riprende lo sviluppo Le trasformazioni sociali Il fenomeno più importante degli anni del miracolo economico fu il massiccio esodo dal Sud verso il Nord e dalle campagne in città. La crescita delle città si accompagnò ad un incremento di occupazione nei settori del commercio e dell'edilizia. Le migrazioni e la rapida urbanizzazione furono segnate da pesanti costi umani e sociali. L'espansione delle città avvenne spesso in forme caotiche, l’inserimento degli immigrati mise inizialmente in evidenza il divario tra nord e sud. Tuttavia le differenze nei comportamenti sociali cominciarono ad attenuarsi e iniziò un processo di integrazione favorito dalla scolarizzazione e dalla diffusione dei consumi di massa. Televisione e automobile furono i simboli di questo cambiamento. La televisione era un veicolo attraverso cui passavano una lingua comune e nuovi modelli culturali di massa. L'auto fu invece espressione principale di una parificazione economica e sociale, simbolo di indipendenza e libertà. L'espansione dell'industria automobilistica nazionale fu incoraggiata anche con la costruzione di una grande rete autostradale completata a metà anni 70.

Il centro sinistra I mutamenti economici si accompagnarono all’allargamento delle basi del sistema politico con l'ingresso dei socialisti nell'area di governo -> primo grande mutamento negli equilibri politici italiani dopo la rottura con la coalizione tripartita e la vittoria dei democristiani Non fu un mutamento traumatico ma suscitò comunque speranze di rinnovamento e anche timori. Primavera 1960 : Tambroni (democristiano) forma un governo “monocolore" con l'appoggio dei voti del Movimento sociale -> proteste dei partiti laici e della sinistra Dc. La tensione esplose a fine giugno quando il governo autorizzò il Msi a tenere il suo congresso nazionale a Genova -> rivolta popolare ( 30 giugno-2 luglio 1960 ). Operai e militanti antifascisti si scontrarono con la polizia che cercava di garantire lo svolgimento del congresso missino. Alla fine il congresso fu rinviato. Tambroni fu costretto a dimettersi. Con lui cadde ogni ipotesi di governo appoggiato dall’estrema destra. Per superare la crisi si creò un governo monocolore presieduto da Fanfani che aprì la stagione del centro- sinistra ( ’60 ). La nuova alleanza fu sancita dal congresso della Dc ( gennaio 62 ) grazie ad Aldo Moro. Un nuovo governo Fanfani, formato a marzo 62 e composto da Dc, Pri e Psdi, si presentò con un programma concordato con il Psi, che si impegnava a dare il suo appoggio a singoli progetti legislativi. Il programma di governo prevedeva la realizzazione della scuola media unificata, l’attuazione dell’ordinamento regionale previsto dalla Costituzione, l’imposizione fiscale nominativa sui titoli azionari e la nazionalizzazione dell’industria elettrica. Queste due ultime riforme volevano avviare una programmazione economica. La nazionalizzazione dell’industria elettrica fu portata a compimento nel novembre 62 con la creazione dell'Enel. Dicembre 62: approvata legge di riforma che istituiva la scuola media unica abolendo gli istituti di avviamento professionale. L'attuazione delle regioni fu rinviata. La politica di programmazione rimase solo il simbolo di un'utopia riformatrice del primo centro-sinistra. Aprile 63 : elezioni -> successo dei liberali e rafforzamento dei comunisti accentuarono le resistenze moderate in seno alla Dc e inasprirono le divisioni interne del Psi. Dicembre 63 : formazione governo organico di centro-sinistra con presidente Aldo Moro. Basi più moderate. Dal 63 il processo riformatore fu bloccato (crisi economica) + si fa sentire il peso delle forze ostili al centro-sinistra. Gli ostacoli più seri arrivavano dall’interno della coalizione governativa. Nell’atteggiamento della Dc agivano quei comportamenti tipici della cultura cattolica (visione solidaristica e rifiuto delle scelte radicali). Così riuscì a mantenere la sua unità al contrario del Psi. Gennaio 64 : nasce il Partito socialista di unità proletaria (Psiup).

La conferma dei pericoli corsi dalle istituzioni venne, estate 70 , dalla rivolta di Reggio Calabria che vide una serie di violente dimostrazioni culminate in una vera e propria rivolta. L'impotenza dimostrata dai poteri pubblici portava a divisioni all’interno dello schieramento di governo. Ampi settori della Dc e del Psdi: interpreti di un’opinione pubblica moderata Psi: equilibri più avanzati, coinvolgimento del Pci nelle responsabilità di governo. Le elezioni politiche anticipate, il governo di Andreotti o di Rumor non portarono mutamenti politici di rilievo. Alla fine del 73 le difficoltà economiche furono aggravate dalla guerra arabo-isrealiana; l'aumento del prezzo del petrolio provocò l'inflazione. A ciò si aggiungeva un disagio morale crescente. Aprile 74 : legge sul finanziamento pubblico dei partiti -> non sanò la frattura tra società politica e civile 1974 : referendum abrogativo per il divorzio. Il successo dei divorzisti mostrava il cambiamento dell’Italia, che trovò riscontro anche in altre leggi approvate nel 75 : riforma del diritto di famiglia (parità giuridica dei due coniugi) e abbassamento della maggiore età (18 anni) Giugno 1978: approvata legge interruzione volontaria della gravidanza Pci: cambiamento strategico nel 73. Il segretario Berlinguer sostenne la necessità di arrivare ad un compromesso storico, ossia un accordo tra comunisti, socialisti e cattolici per scongiurare soluzioni autoritarie. Poi stabilì contatti con comunisti spagnoli e francesi per avviare una politica comune in Europa occidentale (eurocomunismo). I successi elettorali del Pci incrinarono però i rapporti con Dc e Psi. Dicembre 1975 : socialisti abbandonano il governo e finisce l'esperienza del governo di centro sinistra. Giugno 76 : elezioni anticipate. Pci tocca il suo massimo storico (34,4%), il Psi registrò una sostanziale sconfitta che portò alla crisi del vecchio gruppo dirigente e all’ascesa alla segreteria di Craxi, leader della corrente autonomista. Il terrorismo e la solidarietà nazionale Agosto 76: costituzione di un governo monocolore democristiano guidato da Andreotti -> risposta unitaria ad una situazione resa sempre più preoccupante dalla crisi economica e dal fenomeno terrorista (di destra e anche sinistra) I due terrorismi avevano due distinti modus operandi:

  1. Destra: azioni clamorose in luoghi pubblici; obiettivo di favorire una svolta autoritaria (strage di piazza fontana, piazza della loggia e stazione di bologna). Quasi mai le autorità giudiziarie giungono alla conclusione delle indagini, la responsabilità di non aver saputo prendere provvedimenti spetta al potere politico.
  2. Sinistra: molto diverso da quello di destra perché portato avanti da gruppi di clandestini che compiono singoli attacchi contro figure simbolo dello stato che si vuole combattere (sequestri di dirigenti industriali e magistrati, fatti dalle Brigate Rosse affiancati dai Nuclei armati proletari e Prima linea ).

Negli stessi anni il governo dovette confrontarsi con la crisi economica, l'inflazione e soprattutto la disoccupazione. Lo sviluppo della scolarizzazione accresceva le aspirazioni dei giovani, deluse dalla mancanza di occupazioni consone al loro titolo di studio. Il malessere giovanile si espresse nel movimento del ’ (occupazioni università e scontri di piazza, uso di armi da fuoco da parte del dimostranti) Da qui aumentò il terrorismo di sinistra. 16 marzo 1978 : le Brigate rosse rapirono Aldo Moro uccidendo 5 uomini della sua scorta. Seguirono 55 giorni di attesa e polemiche dovute al rifiuto di contrattazione con i terroristi. 9 maggio : uccisione di Aldo Moro Nel 78 l’inflazione scese di qualche punto, la situazione finanziaria iniziò a migliorare. Risultati discutibili si ebbero sul fronte delle riforme

  1. Legge del 78 sull'equo canone: risultati disastrosi
  2. Riforma sanitaria: fonte di inefficienza e sprechi In questi anni si rafforzò la pratica della lottizzazione (spartizione cariche pubbliche in base a criteri di appartenenza partitica). Gennaio 79 : Pci abbandonò la maggioranza. Ne segue una crisi che portò a nuove elezioni anticipate. Politica, economia e società negli anni ‘ Giugno 79 : elezioni -> Pci registra una secca perdita di consensi, scendendo al 30% circa dei voti 1983 : elezioni -> Dc viene sconfitta, progresso di partiti laici minori. Psi= risultati deludenti L’unica strada praticabile fu il ritorno alla coalizione di centro-sinistra, a cui si unì anche il partito liberale. La novità più importante non fu tanto la nuova forma di governo, il pentapartito , ma il fatto che la Dc lasciò il governo a Spadolini e poi a Craxi. Presidenza che mirava ad affermare la presenza italiana in politica internazionale. Febbraio 84 : nuovo concordato con la Santa Sede, che ritoccava gli accordi del ’29 lasciandone cadere le clausole più anacronistiche. Per la Dc la perdita della presidenza fu lo sbocco di una fase di debolezza e disorientamento seguita all’uccisione di Moro, ma anche l’inizio di un tentativo di rinnovamento interno legato alla segreteria di Ciriaco de Mita. Egli cercò di cancellare l’immagine di una Dc logorata dagli scandali. Anche per il Pci i primi anni 80 furono segnati da gravi problemi. Ciononostante il carisma di Berlinguer conservarono al partito una larga base elettorale. Autunno 80 : i sindacati subiscono la loro prima grave sconfitta dopo l’autunno caldo, nella vertenza apertasi con la fiat sul problema della riduzione della manodopera. L’azienda riuscì ad imporre le proprie scelte di razionalizzazione produttiva, nonostante l’opposizione operaia.

Dopo le elezioni la maggioranza di pentapartito si ricostituì grazie ad un accordo sul programma. Due successivi governi a guida democristiana:

  1. Goria (luglio 87-marzo 88)
  2. De Mita Essi non raggiunsero però i risultati sperati. Febbraio 89 : De Mita sostituito in segreteria da Forlani , leader dello schieramento moderato. A maggio, De Mita fu costretto a lasciare anche il governo. La crisi che aveva seguito le dimissioni di De Mita si risanò con la formazione di un’alleanza a cinque e la formazione di un nuovo governo democristiano affidato ad Andreotti. Nemmeno esso riuscì a riportare la compattezza nella maggioranza, che affrontò una nuova crisi nella primavera 91 perdendo il partito repubblicano. Si accentuavano frattanto nell’opinione pubblica la critica alle disfunzioni del sistema politico e l’attesa delle riforme istituzionali.