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Leopardi Il suo pensiero si forma sullo studio dei classici, testi del settecento e illuminismo, grazie al padre, un conservatore. Nel 1809 iniziano i suoi sette anni di studio matto e disperatissimo, alla fine dei quali passa dall’erudizione al bello e comincia a gustare la letteratura, scoprendone la bellezza. Conosce Pietro Giordani, che diventa il suo punto di riferimento fuori Recanati. Nel 1817 comincia a scrivere lo zibaldone e Nel 1819 prova a scappare di casa, in questi anni coincide la conversione dal “bello al vero”, che corrisponde ad una forma di realismo e le illusioni che ha raccolto nella sua vita vengono accantonate e comincia a riflettere in maniera disincantata sulla sua tristezza e malinconia alla quale sembra destinato. A 21 anni scrive l'infinito e nel 1822 riesce ad uscire per la prima volta da Recanati, andando a Roma per un periodo. Lo zibaldone Esso può essere considerato un diario intellettuale dell'autore, argomenti vari e non sistematici. L'opera ha una datazione dal 1817 al 1832 orientativamente e anche il titolo indica una mescolanza varia. Il Pensiero di Leopardi:Pessimismo Storico Parte del suo pensiero è considerata come pessimismo storico(infelicità come un frutto del progresso)e l'altra come pessimismo cosmico, che indicano un'evoluzione del suo pensiero. Dalla formazione del suo pensiero sugli autori del settecento, assimila i concetti di materialismo e sensismo quindi ciò gli permette di formare un pensiero:l'uomo si trova in una condizione di felicità quando è in una situazione in cui ha un piacere materiale, palpabile. Tuttavia gli uomini per essere appagati interamente aspirano ad un piacere costante ed infinito, quindi secondo lui l'uomo si trova in un senso di insoddisfazione perenne(come Schopenhauer, la vita è un pendolo che oscilla tra dolore e noia)perché sa che ogni felicità che prova è effimera e non gli permette di superare la sua condizione iniziale, ciò gli lascia pensare che l'uomo sia costituzionalmente infelice. Tuttavia, egli si pone un quesito e si chiede se sia possibile un riscatto da questa condizione:nonostante l’uomo sia infelice, la natura ha dato all'uomo la possibilità di riscatto attraverso immaginazione e le illusioni e i ricordi, che il poeta sfoga nella poesia. Proprio a causa della modernità, che permette agli uomini di conoscere la causa delle cose, afferma che i popoli antichi erano più illusi(quindi più “felici”) dei contemporanei, perché vivevano più vicino allo stato di natura e la loro ignoranza li precludeva all’amarezza della realtà e alimentavano le loro credenze con immaginazione e illusioni. Così lo stesso lo sono i bambini. Quindi perché pessimismo storico? Sembra che sia stato quasi il progresso storico a porre gli uomini in una condizione lontana dalla felicità, mettendoli dal verso dell’infelicità. Ciò porta a sviluppi nella poesia:partendo sempre dal presupposto che il piacere infinito è irraggiungibile e che l’uomo può illudersi con l'immaginazione, egli si chiede cosa potesse stimolare quest’ultima e trova una risposta nel vago e indefinito. Tutti gli aspetti che sono indefiniti o lontani possiedono una forza suggestiva:esiste la teoria della visione, è bello ammirare un paesaggio, ma non si vede ciò che c'è dietro e l'immaginazione può produrre quello che l'uomo non riesce a vedere, che lo sguardo esclude. Tutto ciò è poetico, perché il prodotto dell'immaginazione è poesia, ciò vale anche per il suono(tutto ciò che viene da un'origine non chiara è poetico perché non sappiamo da dove viene ed essa piacevole perché è la traduzione dell’immaginazione). Altra cosa vaga e che stimola la nostra immaginazione è il ricordo, perché ci può riportare a tempi passati magari in cui eravamo bambini e sopperiamo con l'immaginazione a ciò che non ricordiamo, tutto ciò è poetico. | canti Sono poesie che l’autore si impegna ad ordinare. Vengono pubblicate 3 edizioni:1831;1835 e 1845(pubblicata a cura del suo amico Ranieri). Esse hanno un carattere lirico e ci si riferisce come canzoni, che hanno un carattere prettamente personale. Per esigenze didattiche, le poesie vengono divise in 3 gruppi:idilli, canzoni(Leopardi tradizionalista, con impianto petrarchesco con la trattazione di temi d'attualità e la comparsa del pessimismo storico. Le canzoni più importanti sono bruto minore e Ultimo canto di Saffo, il cui tema principale è il suicidio considerato da Leopardi come il gesto estremo della manifestazione della propria libertà. Esse sono caratterizzate da Endecasillabi e settenari sciolti, non hanno rima) e grandi idilli. Negli idilli(l'infinito, la sera del dì di festa, alla luna)si parte da uno spunto concreto, come un'immagine naturale, per sviluppare riflessioni incentrate sull'io. In questi si avrà la messa in pratica della teoria del vago e indefinito. Sono brevi, non c'è uno schema e si utilizza un Scanned with CamScanner