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Una panoramica completa delle rappresentazioni grafiche utilizzate in statistica descrittiva. Esplora vari tipi di grafici, come diagrammi a barre, aerogrammi, grafici a raggi e istogrammi, spiegando come ciascuno sia adatto a diversi tipi di variabili (nominali, ordinali, quantitative). Il testo include esempi pratici e schemi riassuntivi per facilitare la comprensione e l'applicazione dei concetti. Approfondisce anche le rappresentazioni per distribuzioni doppie di frequenze, fornendo una guida utile per l'analisi dei dati statistici. Ideale per studenti e professionisti che desiderano visualizzare e interpretare dati in modo efficace.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Elementi per la costruzione di un grafico
In un grafico devono essere sempre riportati:
Grafici adatti a rappresentare variabili su scala nominale
Diagrammi a barre o a nastri Modalità sull’asse orizzontale Frequenze sull’asse verticale
I rettangoli hanno tutti stessa base e altezze proporzionali alle frequenze.
Se le barre sono orizzontali si parla di diagramma a nastri
Condizione Lavorativa
Frequenze Assolute Operaio 389 Impiegato^215 Dirigente^98 Libero prof. 172 Disoccupato 89 Altro^37 TOTALE^1000
Condizione Lavorativa
0
50
100
150
200
250
300
350
400
450
Operaio Impiegato Dirigente (^) ProfessionistaLibero Disoccupato Altro
Le barre sono tutte separate e poste alla stessa distanza
crescente o decrescente). Questo è possibile solo per le variabili nominali.
Questo migliora la lettura del grafico, perché si percepisce immediatamente qual è la modalità più frequente e, in ordine decrescente, le successive.
Condizione Lavorativa
0
50
100
150
200
250
300
350
400
450
Operaio Impiegato Libero Professionista
Dirigente Disoccupato Altro
Se il diagramma a barre non viene accompagnato dalla relativa distribuzione di frequenze, è buona norma rappresentare in corrispondenza di ogni barra la frequenza ad essa associata. In tal modo si hanno maggiori dettagli per la lettura del grafico e per la sua interpretazione.
Grafici a colonne appaiate e grafici a nastri appaiati.
Distribuzione del colore degli occhi
22 15 7 2
(^5 )
25
10 11 5 1 1 0
5
10
15
20
25
30
Neri Marroni Castani Verdi Grigi Azzurri
Collettivo A Collettivo B
Distribuzione del colore degli occhi
22
15
7
2
5
3
25
10
11
5
1
1
0 5 10 15 20 25 30
Neri
Marroni
Castani
Verdi
Grigi
Azzurri (^) Collettivo B Collettivo A
Un tipo particolare di aerogramma è il diagramma a settori circolari , noto anche come diagramma a torta.
Fonte: ISTAT, indagine multiscopo i cittadini e il tempo libero, anno 2000
Si può usare sempre ma è opportuno solo quando abbiamo poche modalità.
Frequenza della pratica sportiva
24.70%
22.00% 53.30%
Una o più volte a settimana Una o più volte al mese Più raramente
9.83 (^) 15.
3.63^ 7.1312.424.
Spesa media mensile per alcuni prodotti alimentari Anno 2007 Biscotti Pasta Carne Pesce Latte Uova Frutta Zucchero Gelati Vino Birra 0 20 40 60 80 100 120
Biscotti
Pasta
Carne
Pesce
Latte
Uova
Frutta
Zucchero
Gelati
Vino
Birra
Spesa media mensile per alcuni prodotti alimentari Anno 2007
Poco leggibile
Meglio questo
Molto utile per le variabili nominali è il pictogramma (detto anche ideogramma o diagramma simbolico ) È composto da simboli che ricordano l’oggetto cui la variabile si riferisce.
Ripartizione geografica
Numero di bovini
Nord 4. 271. 609 Centro 561. 493 Mezzogiorno 1. 531. 253 ITALIA 6. 364. 355
Nord Centro Mezzogiorno ITALIA = 1000 000 di capi
Altro possibile grafico è il grafico a raggi Come nel grafico a torta non c’è una modalità iniziale e una finale. Inoltre si mantiene l’ordine delle modalità. Quindi molto adatto a variabili cicliche.
Giorni della settimana
Num. di matrimoni Lunedì 25 Martedì 20 Mercoledì 18 Giovedì 32 Venerdì 40 Sabato 58 Domenica 51 Totale 244
Grafico a Raggi con estremi collegati A volte può essere utile unire gli estremi dei raggi con una spezzata. Attenzione: la spezzata che collega due raggi non ha nessun significato statistico Se avessimo una variabile quantitativa ciclica allora quei segmenti assumerebbero un significato statistico.
0
10
20
30
40
50
60 Lunedì Martedì
Mercoledì
Venerdì Giovedì
Sabato
Domenica
Distribuzione del numero di matrimoni
Esempio: Distribuzione del numero di componenti di 100 famiglie Diagramma a punti Diagramma cartesiano ad aste
In questo caso i punti si possono collegare con dei segmenti, dando vita ad una spezzata.
0
5
10
15
20
25
30
35
0 1 2 3 4 5 6 7 8
Numero di famiglie
Numero di componenti
Distribuzione del numero di componenti
0
5
10
15
20
25
30
35
1 2 3 4 5 6 7 8
Numero di famiglie
Numero di componenti
La sequenza di^ Distribuzione del numero di componenti punti/aste non si può collegare con segmenti. Perché i valori intermedi non hanno significato.
Istogramma
Un caso particolare si ha quando la variabile è quantitativa continua e le modalità sono infinite oppure troppo numerose. In questo caso le modalità devono essere raggruppate in classi.
Esempio: Età N° individui 0 ⊣ 10 9 10 ⊣ 20 12 20 ⊣ 30 18 30 ⊣ 40 11 40 ⊣ 50 13 Totale 63
La rappresentazione grafica che si usa in questi casi è l’ istogramma.
Grafico costituito da rettangoli adiacenti , con basi uguali o diverse, dove ogni rettangolo ha un’ area proporzionale alla frequenza.
Densità di frequenza
Età
n° individui
Ampiezza delle classi
Densità di frequenza 𝒙𝒊 𝒏𝒊 𝒃𝒊 𝒉𝒊 0 ⊣ 10 9 10 0. 10 ⊣ 20 12 10 1. 20 ⊣ 30 18 10 1. 30 ⊣ 40 11 10 1. 40 ⊣ 50 13 10 1. Totale 63 Istogramma con classi di eguale ampiezza
0
1
2
0-10 10-20 20-30 30-40 40-
Densità di frequenza
Classi di età
Istogramma
Quando le ampiezze delle classi sono diverse
Si segue sempre la stessa tecnica. Ma nella rappresentazione grafica bisogna fare molta attenzione a costruire rettangoli con basi diverse.
Età
n° individui
Ampiezza delle classi
Densità di frequenza 𝒙𝒊 𝒏𝒊 𝒃𝒊 𝒉𝒊 0 ⊣ 30 9 30 0. 30 ⊣ 40 12 10 1. 40 ⊣ 50 18 10 1. 50 ⊣ 70 11 20 0. 70 ⊣ 90 13 20 0. Totale 63