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Letteratura Italiana Contemporanea: La Storia di Amalia e Emilio - Prof. Savettieri, Slide di Letteratura Contemporanea

Questo testo appartiene alla letteratura italiana contemporanea e tratta della storia d'amore tra amalia e emilio. La signorina amalia, descritta come una donna lunga, secca e incolore, ascolta con sorpresa e interesse le parole d'amore di emilio. La loro relazione si sviluppa e amalia si rende conto di essere passiva ascoltatrice, ma il proprio destino si riviva intensamente. Coppie antitetiche maschile/femminile e analizza il desiderio e l'amicizia maschile. Il lettore potrà trovare domande interessanti sui personaggi, la dinamica della loro relazione e il tema del desiderio.

Tipologia: Slide

2021/2022

Caricato il 31/01/2024

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LETTERATURA ITALIANA
CONTEMPORANEA (303LL)
Prof. C. Savettieri
lezione 7
15 marzo 2023
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Anteprima parziale del testo

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LETTERATURA ITALIANA

CONTEMPORANEA (303LL)

Prof. C. Savettieri lezione 7 15 marzo 2023

AMALIA

CAP. I

La signorina Amalia non era stata mai bella; lunga, secca, incolore – il Balli diceva che era nata grigia – di fanciulla non le erano rimaste che le mani bianche, sottili, tornite meravigliosamente, alle quali ella dedicava tutte le sue cure. Era la prima volta ch’egli le parlava di una donna, e Amalia stette ad ascoltare sorpresa e con la cera subito mutata, quelle parole ch’egli credeva oneste, caste, ma che in bocca sua erano pregne di desiderio e di amore. Egli non aveva raccontato nulla, ed ella, già spaventata, aveva mormorata l’ammonizione del Balli: - Bada di non fare delle sciocchezze.

COPPIE ANTITETICHE

MASCHILE/FEMMINILE

  • (^) Emilio
  • (^) Stefano
  • (^) Amalia
  • (^) Angiolina

COPPIE ANTITETICHE

MASCHILE/FEMMINILE

  • (^) Stefano
    • (^) Amalia
  • (^) Angiolina
  • (^) Emilio?

COPPIE ANTITETICHE

VITALE/NON VITALE

  • (^) Stefano
  • (^) Angiolina
  • (^) Emilio
  • (^) Amalia

COPPIE ANTITETICHE

DESIDERANTI/DESIDERATI

  • (^) Emilio
  • (^) Amalia
  • (^) Angiolina
  • (^) Stefano

Emili

o

Stefa

no

Amali

a

Angiolina

AMICIZIA

MASCHILE

CAP. IV

  • Come bontà è lui il primo e io il quinto. È il solo maschio col quale io abbia saputo andar d’accordo. È il mio alter ego , il mio altro io, pensa come me, e… è sempre del mio parere quando io subito non so essere del suo -. All’ultima frase aveva dimenticato il proposito col quale aveva cominciato a parlare e, di buon umore, schiacciava Emilio sotto il peso della sua superiorità. Quest’ultimo seppe far altro che comporre la bocca ad un sorriso.

UN LEGAME

SIMBIOTICO

CAP. II

  • Chi lei? - chiese egli subito ridendo. Poi si confessò perché aveva bisogno di parlare. Oh, era stata una serata indimenticabile. Aveva amato nella luce lunare, nell'aria tiepida, dinanzi a un paesaggio sconfinato, sorridente, creato per essi, per il loro amore. Ma egli non sapeva spiegarsi. Come poteva dare un'idea di quella serata alla sorella non parlandole dei baci d'Angiolina? Ma mentre egli ripeteva: - Quale luce, quale aria! - ella indovinava sulle sue labbra le tracce dei baci ai quali egli pensava. Odiava quella donna che non conosceva e che le aveva rubata la sua compagnia e il suo conforto. Ora ch'ella lo vedeva amare come tutti gli altri, le mancava l'unico esempio di volontaria rassegnazione allo stesso proprio triste destino. Tanto triste! Si mise a piangere, da prima con delle lagrime silenziose che cercava di celare sul lavoro, poi, quando egli di quelle lagrime s'accorse, con singhiozzi impetuosi che invano tentò

UN LEGAME

SIMBIOTICO

CAP. II

Allora al dolore d'Amalia s'aggiunse

l'ira che egli così leggermente si

lasciasse ingannare sulla causa

delle sue lagrime; quella era la

prova della più completa

indifferenza. Non ebbe più ritegno, e

gli disse che lasciasse stare il

dottore perché per quella vita

ch'ella faceva non valeva la pena di

curarsi. Per chi viveva e perché?

Visto ch'egli non voleva ancora

comprendere e la guardava

estatico, ella disse tutto il proprio

dolore: — Neppur tu hai più bisogno

di me.

Egli, certo, non capì, perché invece

di commuoversi s’adirò.

CONTROLL ARE IL

DESIDERIO

CAP. II

Soltanto allora egli arrivò a

comunicarle gl'insegnamenti che

dovevano esserle tanto utili. La

trovava troppo disinteressata e la

compianse. Una ragazza della sua

condizione doveva badare al proprio

interesse. Che cosa era l'onestà a

questo mondo? L'interesse! Le

donne oneste erano quelle che

sapevano trovare l'acquirente al

prezzo più alto, erano quelle che

non consentivano all'amore che

quando ci trovavano il loro

tornaconto. Dicendo queste parole

egli si sentì l'uomo immorale

superiore che vede e vuole le cose

come sono. La potente macchina da

pensiero ch'egli si riteneva, era

uscita dalla sua inerzia. Un'onda

d'orgoglio gli gonfiò il petto.

COSTRUIRE IL

DESIDERIO

CAP. II

Per una sentimentalità da letterato il

nome d’Angiolina non gli piaceva. La

chiamò Lina; poi, non bastandogli

questo vezzeggiativo, le appioppò il

nome francese, Angèle e molto

spesso lo ingentilì e lo abbreviò in

Ange. Le insegnò a dirgli in francese

che lo amava. Saputo il senso di

quelle parole, ella non volle ridirle,

ma al prossimo appuntamento le

disse senz’essere invitata: Sce tèm

bocù.

AMORE CIECO?

CAP. II

La luce lunare non ne mutava il colore. Gli oggetti dai contorni più precisi non s'illuminavano, si velavano di luce. Vi si stendeva un candore immoto, ma di sotto, il colore dormiva intorpidito, fosco, e persino nel mare che ora lasciava intravvedere il suo eterno movimento, baloccandosi con l'argento alla sua superficie, il colore taceva, dormiva. Il verde dei colli, i colori tutti delle case rimanevano abbrunati e la luce di fuori, inaccolta, distinta, un effluvio che saturava l'aria, era bianca, incorruttibile, perché nulla in lei si fondeva. Nella vicina faccia della fanciulla, la luce lunare s'incarnava, sostituiva quel colore di bambino roseo senz'attenuare il giallo diffuso ch'Emilio credeva di percepire con le labbra; tutta la faccia diveniva austera e, baciandola, Emilio si sentiva più corruttore che mai. Baciava la bianca, casta luce.

DESIDERIO?

CAP. III

Egli aveva una soddisfazione

completa dal possesso

incompleto di quella donna, e

tentò di procedere oltre solo per

diffidenza, per timore di venir

deriso da tutti quegli uomini che

lo guardavano. Ella si difese

energicamente: i suoi fratelli

l'avrebbero ammazzata. Pianse

una volta in cui egli fu più

aggressivo. Non le voleva bene

se voleva renderla infelice.

Allora egli rinunziò a quelle

aggressioni, racchetato, lieto.

Ella non era appartenuta a

nessuno ed egli poteva essere

certo di non venir deriso.