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Letteratura Italiana Contemporanea: Verga e la Rappresentazione del Desiderio - Prof. Save, Slide di Letteratura Contemporanea

Le note di una lezione universitaria tenuta dal prof. Savettieri sul tema della letteratura italiana contemporanea, con un focus particolare sui temi del desiderio e della rappresentazione di verga. Il documento include discussioni su opere di verga come 'la lupa' e 'senilità', oltre a un'analisi di un personaggio ostile nel romanzo 'una vita' di italo svevo. Anche un'analisi di un narratore ostile e un discorso su tre livelli.

Tipologia: Slide

2021/2022

Caricato il 31/01/2024

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LETTERATURA ITALIANA
CONTEMPORANEA (303LL)
Prof. C. Savettieri
lezione 6
14 marzo 2023
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LETTERATURA ITALIANA

CONTEMPORANEA (303LL)

Prof. C. Savettieri lezione 6 14 marzo 2023

VERGA E L A RAPPRESENTAZIONE DEL

DESIDERIO

  • (^) desiderio come forza ex-lege e anti-sociale ( La lupa ;

L’amante di Gramigna )

  • (^) stigmatizzazione del femminile ( La lupa ; L’amante

di Gramigna ; Tentazione! )

  • (^) legame tra desiderio e violenza ( La lupa ;

Tentazione! )

  • (^) sovvertimento dei ruoli di genere ( La lupa )

UN NARRATORE

OSTILE?

Subito, con le prime parole che le

rivolse, volle avvisarla che non

intendeva compromettersi in una

relazione troppo seria. Parlò cioè a

un dipresso così: - T’amo molto e

per il tuo bene desidero ci si metta

d’accordo di andare molto cauti –.

La parola era tanto prudente ch’era

difficile di crederla detta per amore

altrui, e un po’ più franca avrebbe

dovuto suonare così: - Mi piaci

molto, ma nella mia vita non potrai

essere giammai più importante di

un giocattolo. Ho altri doveri io, la

mia carriera, la mia famiglia.

UN NARRATORE

OSTILE?

La sua famiglia? Una sola sorella non ingombrante né fisicamente né moralmente, piccola e pallida, di qualche anno più giovane di lui, ma più vecchia per carattere o forse per destino. Dei due, era lui l’egoista, il giovane; ella viveva per lui come una madre dimentica di se stessa, ma ciò non impediva a lui di parlarne come di un altro destino importante legato al suo e che pesava sul suo, e così, sentendosi le spalle gravate di tanta responsabilità, egli traversava la vita cauto, lasciando da parte tutti i pericoli ma anche il godimento, la felicità. A trentacinque anni si ritrovava nell’anima la brama insoddisfatta di piaceri e di amore, e già l’amarezza di non averne goduto, e nel cervello una grande paura di se stesso e della debolezza del proprio carattere, invero piuttosto sospettata che saputa per esperienza.

UN PERSONAGGIO

VELLEITARIO

La carriera di Emilio Brentani era piú complicata perché intanto si componeva di due occupazioni e due scopi ben distinti. Da un impieguccio di poca importanza presso una società di assicurazioni, egli traeva giusto il denaro di cui la famigliuola abbisognava. L'altra carriera era letteraria e, all'infuori di una riputazioncella, — soddisfazione di vanità piú che d'ambizione — non gli rendeva nulla, ma lo affaticava ancora meno. Da molti anni, dopo di aver pubblicato un romanzo lodatissimo dalla stampa cittadina, egli non aveva fatto nulla, per inerzia non per sfiducia. Il romanzo, stampato su carta cattiva, era ingiallito nei magazzini del libraio, ma mentre alla sua pubblicazione Emilio era stato detto soltanto una grande speranza per l'avvenire, ora veniva considerato come una specie di rispettabilità letteraria che contava nel piccolo bilancio artistico della città. […] Per la chiarissima coscienza ch’egli aveva della nullità della propria opera, egli non si gloriava del passato, però, come nella vita così anche nell’arte, egli credeva di trovarsi ancora sempre nel periodo di preparazione, riguardandosi nel suo più segreto interno come una potente macchina geniale in costruzione, non ancora in attività. Viveva sempre in un’aspettativa, non paziente, di qualche cosa che doveva venirgli dal cervello, l’arte, di qualche cosa che doveva venirgli dal di fuori, la fortuna, il successo, come se l’età delle belle energie per lui non fosse tramontata.

A N G I O L I N A C O M E I M M AG I N E Angiolina, una bionda dagli occhi azzurri grandi, alta e forte, ma snella e flessuosa, il volto illuminato dalla vita, un color giallo di ambra soffuso di rosa da una bella salute, camminava accanto a lui, la testa china da un lato come piegata dal peso del tanto oro che la fasciava, guardando il suolo ch’ella ad ogni passo toccava con l’elegante ombrellino come se avesse voluto farne scaturire un commento alle parole che udiva. […] Fatte quelle premesse, l’altro si sentì tranquillo e ripigliò un tono più adatto alla circostanza. Fece piovere sulla bionda testa le dichiarazioni liriche che nei lunghi anni il suo desiderio aveva maturate e affinate, ma, facendole, egli stesso le sentiva rinnovellare e ringiovanire come se fossero nate in quell’istante, al calore dell’occhio azzurro di Angiolina. Ebbe il sentimento che da tanti anni non aveva provato, di comporre, di trarre dal proprio intimo idee e parole: un sollievo che dava a quel momento della sua vita non lieta, un aspetto strano, indimenticabile, di pausa, di

DESIDERIO

MIMETICO

  • Io in pericolo, alla mia età e con la mia esperienza? – Il Brentani parlava spesso della sua esperienza. Ciò ch’egli credeva di poter chiamare così era qualche cosa ch’egli aveva succhiato dai libri, una grande diffidenza e un grande disprezzo dei propri simili.

DESIDERIO MIMETICO

Menzogna romantica e

verità romanzesca (1961)

UN MODELLO

MASCHILE

Per amore dell’artista le donne amavano anche l’arte sua che pure era tanto poco femminea. Così, avendo profondissima la convinzione della propria genialità, e sentendosi ammirato e amato, egli conservava con tutta la naturalezza il suo contegno di persona superiore. In arte aveva dei giudizi aspri e imprudenti, in società un contegno poco riguardoso. Gli uomini lo amavano poco ed egli non avvicinava che coloro cui aveva saputo imporsi.

AMICIZIA

MASCHILE

La loro relazione ebbe l’impronta dal Balli.

Divenne più intima di quanto Emilio per

prudenza avrebbe desiderato, intima

come tutte le poche relazioni dello

scultore, e i loro rapporti intellettuali

restarono ristretti alle arti rappresentative

nelle quali andavano perfettamente

d’accordo perché in quelle arti esisteva

una sola idea, quella cui s’era votato il

Balli, la riconquista della semplicità o

ingenuità che i cosiddetti classici ci

avevano rubate. Accordo facile; il Balli

insegnava, l’altro non sapeva neppure

apprendere. Fra di loro non si parlava mai

delle teorie letterarie complesse di Emilio,

poiché il Balli detestava tutto ciò che

ignorava, ed Emilio subì l’influenza

dell’amico persino nel modo di

camminare, parlare, gestire. Uomo nel

vero senso della parola, il Balli non

riceveva e quando si trovava accanto il

Brentani, poteva avere la sensazione

d’essere accompagnato da una delle tante

femmine a lui soggette.