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La varietà del repertorio linguistico italiano: scrittto e parlato - Prof. Ghezzi, Slide di Linguistica

Le diverse variabili che influiscono sulla lingua italiana contemporanea, tra cui il tempo, il luogo, l'identità sociale, la situazione e il contesto comunicativo, l'argomento e il canale di comunicazione. Esplora la differenza tra parlato e scritto, e il continuum tra di essi, con riferimento a diversi studi e autori. Tratto dalla lezione di chiarra ghezzi del corso di linguistica digitale 2022/2023.

Tipologia: Slide

2022/2023

Caricato il 14/01/2024

Claudia.Losa
Claudia.Losa 🇮🇹

4.5

(4)

45 documenti

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2. IL REPERTORIO LINGUISTICO
ITALIANO 2.1 Le varietà del repertorio
LINGUISTICA DIGITALE 2022/2023 - CHIARA GHEZZI 1
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Anteprima parziale del testo

Scarica La varietà del repertorio linguistico italiano: scrittto e parlato - Prof. Ghezzi e più Slide in PDF di Linguistica solo su Docsity!

2. IL REPERTORIO LINGUISTICO

ITALIANO

2.1 Le varietà del repertorio

2.1. VARIABILITÀ LINGUISTICA E ARCHITETTURA

DELL’ITALIANO CONTEMPORANEO

Gli assi di variazione:

  • il passaggio del tempo (variazione diacronica)
  • il luogo geografico da cui il parlante proviene (variazione diatopica: italiano regionale)
  • l’identità sociale del parlante (variazione diastratica)
  • la situazione e il contesto comunicativo in cui ci si trova ad interagire (variazone diafasica: registro)
  • l’argomento di cui si parla (variazione diafasica: sottocodice, linguaggio settoriale, lingua speciale)
  • il canale che si utilizza (variazione diamesica: scritto, orale, mediato)

2.1. DIVERSITÀ DI STRATEGIE TRA SCRITTO E PARLATO Bernardelli-Pellerey 1999, pp. 53- 62 PARLATO (PROTOTIPICO) SCRITTO (PROTOTIPICO) Canale uditivo (fonico-acustico)

  • incidenza di prosodia e mezzi paralinguistici Canale visivo (grafico)
    • segni di interpunzione, sintassi Temporaneo
  • pianificazione in tempo reale, diversa pianificazione sintattica e testuale
  • ridondanza Permanente
    • possibilità di pianificazione anticipata (e in corso di stesura), maggior possibilità di controllo e articolazione dell’informazione > correggibilità senza limiti
    • Soggetto a criteri di valutazione sociale → + formalità Contesto condiviso /compresenza destinatari
  • implicitezza (ad es. ellissi)
  • forte deitticità (qui ed ora)
  • fatismi, segnali discorsivi Comunicazione differita
      • esplicitezza e chiarezza nell’organizzazione del discorso
      • accuratezza e formalità Lessico
    • verbi
    • parole grammaticali

Dispersione di contenuto - + varietà di vocaboli (più precisi e ristretti) - termini astratti - Forme nominali - + parole lessicali che grammaticali > Densità informativa, > concentrazione di contenuti Morfosintassi

  • frammentarietà, - strutturazione (frasi incomplete, ripetizioni, paratassi, + dislocazioni)
    • connessione
    • uso di pronomi, passivi, T/M verbali
      • sintassi più elaborata (frasi + lunghe, subordinazione, concordanze, - dislocazioni)
        • connessione Testualità
  • discontinuità tematica • continuità tematica, + coerenza logica

2.1. IL CONTINUUM SCRITTO-PARLATO

All'intersezione tra scritto e parlato si collocano

tutta una serie di varietà intermedie (ibride) , che

formano un continuum ininterrotto disposto tra i

due poli dello scritto-scritto e del parlato-parlato.

2.1 IL CONTINUUM SCRITTO-PARLATO (III)

lingua trasmessa (Sabatini 1982) : insieme coerente di varietà ibride, specifico delle moderne forme di comunicazione linguistica a distanza (radio, televisione, cinema, ma anche telefonia, fissa e mobile, PC).  il parlato radiofonico (Atzori 2003 e Maraschio 2011) e televisivo (Diadori 1994, Losi 2007),  il parlato cinematografico o filmico (Diadori 2012),  il linguaggio usato durante le conversazioni telefoniche  Italiano digitato (Pistolesi 2004 e Crystal 2005) e scritture brevi (Chiusaroli 2012)

2.2. IL REPERTORIO LINGUISTICO

ITALIANO

2.2 Lingua, canale e modalità di trasmissione

2.2. AMBITI DI STUDIO

Diversi ambiti si intrecciano: semiologico , testuale , sociologico.

Grado di rilevanza e pertinenza delle proprietà del canale di

trasmissione può variare a seconda che si consideri

(a) il livello generale della comunicazione (o, meglio, della

significazione),

(b) quello del singolo messaggio o testo,

(c) il ruolo che le diverse modalità di trasmissione svolgono nei

rapporti sociali e culturali di una comunità.

2.2. ALCUNE DOMANDE ‘GUIDA’

  1. Punto di vista semiologico: l’uso di canali di trasmissione diversi comporta necessariamente costruzione di segni di tipo diverso? Significazioni diverse? 2. Punto di vista linguistico: quanto della grammatica dei codici linguistici dipende dall’uso unico e/o prevalente di uno specifico canale? 3. Punto di vista testuale: quanto della struttura di uno testo dipende dall’uso di uno specifico canale? Altrimenti detto, l’uso di canali di trasmissione diversi comporta necessariamente testi strutturati in modi diversi?
  2. Punto di vista sociologico: quanto del ruolo sociale e culturale di una forma di comunicazione dipende dal canale e dalla modalità di trasmissione?

2.2 LA COMUNICAZIONE MULTICANALE (2)

La capacità simbolica degli esseri umani non è legata all’uso di uno specifico canale (nella storia si sono usati segni gestuali, fonici, grafici, ecc.). Gli esseri umani, sia nello sviluppo filogenetico sia ontogenetico, sanno naturalmente produrre e interpretare significati attraverso materialità diverse senza insegnamento formale. L’evoluzione semiologica non potrebbe essere compresa senza prendere in considerazione come la specie ha (ri)funzionalizzato alla trasmissione di significati (a) il proprio corpo e (b) l’ambiente circostante (Deacon 1997 ). Il linguaggio umano può essere descritto come “a new machine made out of old parts” (Bates, 1976 )

2.2. FACCIAMO QUALCHE ESEMPIO

Rifuzionalizzazione a trasmissione di significati:

il corpo

2.2. LE VARIABILI DEL SISTEMA ALLOCUTIVO Avere potere significa stare ‘in alto’ Non avere potere significa stare ‘in basso’ Intimo è ‘vicino’ Estraneo è ‘distante’

Pérez-Hernández (1999: 221)

A (^) B A (^) B

2.2. FACCIAMO QUALCHE ESEMPIO

Rifuzionalizzazione a trasmissione di significati:

l’ambiente circostante

2.2. RIFUNZIONALIZZAZIONE: AMBIENTE CIRCOSTANTE E PRODUZIONE DI SEGNI GRAFICI

2.2. RIFUNZIONALIZZAZIONE: AMBIENTE CIRCOSTANTE E PRODUZIONE DI SEGNI GRAFICI (2) Disco di Festo, Creta, 1700 a.C. Italia, 2021 d.C.