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La sociolinguistica, un settore delle scienze del linguaggio che studia i rapporti tra lingua e società. Viene discusso il ruolo dei fattori sociali sulla lingua, la varietà di lingua e il concetto di socioletti. Inoltre, viene analizzata la situazione del tedesco in germania, austria e svizzera, con particolare attenzione alle varietà nazionali e ai tratti tipici di ciascuna regione.
Tipologia: Appunti
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Che cos’è la sociolinguistica? La SL è un settore delle scienze del linguaggio che si occupa dei rapporti tra lingua e società e studia le dimensioni sociali della lingua e del comportamento linguistico. La SL NON si configura attualmente come un aggregato di linguistica e sociologia, bensì come una prospettiva sul linguaggio nella società, una linguistica, cioè, che tiene conto di fatti sociali, insomma una sotto-disciplina della linguistica. Per Labov la sociolinguistica è uno spazio di confine tra linguistica e sociologia Differenze tra linguistica e sociolinguistica La linguistica descrive la lingua come sistema La SL descrive il rapporto tra lingua e società La linguistica si occupa della varietà standard di una lingua La SL si occupa delle varietà non-standard di una lingua Il termine «sociolinguistica» Fu usato per la prima volta (sociolinguistics) nel 1952 in un articolo di un letterato e filosofo americano H. C. Currie. Il settore di studio si è poi configurato come tale nel corso degli anni Sessanta, in connessione da un lato con gli studi sulla rilevanza del linguaggio nell’educazione del sociologo Basil Bernstein in Gran Bretagna e dall’altro lato, con le ricerche sui correlati sociali della variazione linguistica di William Labov in America.
Ogni individuo tende a creare egli stesso i modelli del proprio comportamento linguistico in modo da somigliare ai membri del gruppo col quale intende essere identificato e da diversificarsi da quelli dei gruppi che sente come distinti […]. (BERRUTO 2015)
Gli aggettivi usati nelle varie lingue per ‘italiano’, ‘francese’ e ‘inglese’ si assomigliano e derivano dalle medesime radici che rimandano a una tribù o a una lega di stirpi (Angli per ‘inglese’, Franchi per ‘francese, Itali per ‘italiano’). Gli aggettivi con il significato di ‘tedesco’ nelle diverse lingue non derivano tutti dalla stessa radice. ‘German’, ‘allemand’ e ‘saksan’ rimandano a denominazioni di popolazioni, cioè i Germani, gli Alemanni e i Sassoni, seguono quindi il modello di denominare la lingua in base al nome di una stirpe, come si è visto per l’italiano, il francese e l’inglese. Le altre denominazioni non derivano da indicazioni etniche, ma da connotazioni della lingua stessa: L’aggettivo russo nemeckij viene da una radice slava (nem-) che significa ‘muto’. Inizialmente il termine era riferito a tutti i non slavi, poi però fu ristretto a ‘tedesco’. ‘Tedesco’ e ‘Deutsch’ invece risalgono alla stessa radice germanica, presente nell’antico tedesco diot ‘popolo’. Inizialmente ‘theodiscus’ compare nei testi latini riferendosi a una qualsiasi lingua contrapposta al latino. Più tardi, nelle lingue volgari si ha un restringimento di significato: da ‘contrapposto a latino’ a ‘tedesco’ inteso come insieme dei dialetti germanici parlati nell’impero (a contatto a ovest con i gallo-romanzi, a est con le lingue slave). Il primo significato di questa parola (tedesco) era dunque legato alla lingua (o a un gruppo di lingue). Il tedesco come lingua pluricentrica Anche oggi ‘la lingua tedesca’ non è legata a un’unica entità geografica, anzi nel contesto europeo essa si articola in un numero abbastanza elevato di varietà nazionali. Esso infatti è: Unica lingua ufficiale (Amtsprache) in Germania, Austria, Liechtenstein; Lingua ufficiale paritaria (ko-offizielle Amtsprache) in Svizzera (assieme a francese, italiano e romancio), in Lussemburgo (accanto a francese e lussemburghese); Lingua ufficiale paritaria a livello regionale in Italia (Sudtirolo/Alto Adige) e in Belgio (parte orientale). Ci sono poi minoranze nei paesi confinanti (Danimarca, Francia, Polonia), nei territori dell’ex impero austro-ungarico (Ungheria, Romania) e in alcuni paesi extraeuropei (Stati Uniti, Australia, Israele, Argentina, ecc.) I numeri del tedesco
Il tedesco conta intorno ai 100 milioni di parlanti nativi (forza numerica), di questi solo 78 milioni risiedono in Germania (Ethnologue 2000). All’interno dell’UE il tedesco è la lingua con il maggior numero di parlanti madrelingua (24% della popolazione), seguita da inglese, francese e italiano. Esso è lingua ufficiale nell’UE (assieme alle lingue degli altri Stati membri), lingua di lavoro (accanto a italiano, portoghese, russo, spagnolo e turco) nel Consiglio d’Europa. Quando si parla di ‘diffusione di una lingua’ si prendono in considerazione: Forza numerica (numero di parlanti nativi; status della lingua nelle istituzioni internazionali) Forza scientifica (numero di pubblicazioni in lingua) Forza economica (calcolo del PIL dei parlanti madrelingua, rilevanza del mercato tedescofono nel panorama mondiale). Ulteriore dato da considerare è l’utilizzo del tedesco come Korrespondenzsprache (lingua di lavoro nei contatti commerciali, ad esempio tra imprenditori tedeschi e olandesi e tedeschi e ungheresi). E la posizione del tedesco in internet? Il tedesco gioca un ruolo significativo nella comunicazione mondiale, anche nell’ambito dei nuovi media; si piazza infatti al secondo posto dopo l’inglese, con un netto distacco dalle altre lingue. Il tedesco in Europa Il tedesco in Europa è concentrato in Germania, Austria, Svizzera, Liechtenstein. Ci sono varie presenze di tedesco anche in Lussemburgo, Danimarca, Belgio, Francia, Italia. In ognuna di queste aree la sua diffusione è eterogenea e dipende dallo status che il tedesco riveste. Esso è unica lingua ufficiale ( Amtsprache ) in Germania, Austria e Liechtenstein, e lingua ufficiale paritaria insieme ad altre lingue in Svizzera e Lussemburgo ( ko offizielle Amtsprache ). È lingua ufficiale paritaria a livello regionale in Belgio e Sudtirolo-Alto Adige. Le varietà nazionali di tedesco: Germania Austria Svizzera Liechtenstein
sowie in Liechtenstein, Luxemburg, Ostbelgien und Südtirol», dove sono documentati i lemmi delle varietà nazionali e subnazionali con le rispettive aree di uso con il rinvio alle corrispondenti parole in uso nelle altre aree. ASIMMETRIE TRA I DIVERSI CENTRI NAZIONALI La varietà standard di Germania è spesso considerata lingua standard tedesca per eccellenza perché:
A tutela della lingua tedesca in Austria ci sono:
L’uso orale della varietà standard è limitato a circostanze ufficiali o pubbliche come: 1) in parlamento; 2) in tribunale; 3) in chiesa, anche se un numero sempre maggiore di sacerdoti sceglie il dialetto per l’omelia; 4) in televisione e alla radio, soprattutto nei notiziari sovraregionali e ne comunicati ufficiali; 5) a scuola solo l’insegnamento del tedesco è in Schweizerhochdeutsch ; le materie musica, sport, religione, disegno sono insegnate in Schwyzertütsch, le altre sia in tedesco standard sia in dialetto; 6) all’università, dove le lezioni sono tenute in tedesco standard, mentre i seminari possono essere sia in standard che in dialetto. Germania - Il tedesco della DDR Anche nella DDR esisteva una codificazione linguistica: il Wörterbuch der deutschen Gegenwartssprache, 1980-1982; il Großes Wörterbuch der deutschen Aussprache,
Tra il 1960 e il 1970 il progetto “Ost-West-Wortschatz Vergleiche: maschinell gestützte Untersuchungen zum Vokabular von Zeitungstexten aus der BRD und der DDR“ confrontò il lessico del tedesco orientale con quello occidentale in base all’analisi computazionale di testi giornalistici («Die Welt» e «Neues Deutschland»), frutto della ricerca è stato un dizionario in 3 volumi del lessico della DDR (1992). Dal 1949 al 1990 si può parlare di due centri linguistici distinti, caratterizzati prima da un rapporto di
Secondo un sondaggio (1997) soltanto un’esigua minoranza di persone (16.4%) dell’ex-BRD e -DDR vede molte differenze linguistiche e un numero ancora minore crede che la comprensione sia molto ostacolata Molti tratti sono tipici di determinate varietà non-standard spesso non limitate al territorio della ex-DDR, dunque indipendenti dalla divisione della Germania.
Caratteristiche della varietà standard del Liechtenstein Dal punto di vista della pronuncia la varietà del Liechtenstein appare più come una combinazione di tratti tipici dell’Austria e della Svizzera. La varietà del L. somiglia però di più allo Schweizerhochdeutsch: gli insegnanti si formano per la maggior parte in Svizzera, e gli studenti del L. vanno a studiare perlopiù in Svizzera. Oltretutto il L. si trova nell’area dialettale alemanna che ricopre anche la Svizzera e solo in minima parte l’Austria (nel Land Vorarlberg) Dall’analisi incrociata dei quotidiani «Liechtensteiner Vaterland» e «Liechtensteiner Volksland» (Ammon, 2011) è emersa una lista di vocaboli e tratti tipici che sono in molti casi elvetismi (Helvetismen). A! Non sempre però: ‘bicicletta’ è ‘Rad’ e non ‘Velo’.
Die Television, dt. ‘Fernsehen’ Die Taxe, dt. ‘-e Gebühr’ Der Theatercoup, dt. ‘-e Überraschung’ Das Total (= schweiz.), dt. ‘Summe’ Der/die Tram (= österr. / schweiz. ‘das Tram’), dt. ‘-e Straßenbahn’ Die Tranche, dt. ‘-r Abschnitt’ votieren, dt. ‘stimmen für / genehmigen’ REGIONALE HALBZENTRUM: IL BELGIO Dal 1963 il Belgio si divide in 4 aree linguistiche : una nederlandese (fiamminga), una tedesca, una francese (vallone) e quella bilingue franco-nederlandese di Bruxelles. La regione in cui il tedesco è lingua ufficiale comprende una parte del Neubelgien (un’area che fino al 1918 era sotto la giurisdizione prussiana): 9 comuni con centri principali Eupen e St. Vith. Fa parte della Vallonia francofona, ma possiede autonomia linguistica e di governo. Parlanti di lingua tedesca si trovano anche nell’area del Neubelgien Malmèdy e nell’ Altbelgien****.
il tedesco parlato nella regione tedescofona del Belgio è fortemente influenzato dal francese, che rimane la lingua delle comunicazioni con gli organi della Provincia di Liegi e della regione Vallonia ed è insegnato anche a scuola. Le (poche) differenze del tedesco standard del Belgio con l’Hochdeutsch riguardano sempre il piano del lessico. Die Farde , dt. ‘-r Ordner ’ (raccoglitore) Der Garagist , dt. ‘- r Autohändler ’ (rivenditore di auto) Das Hospital , dt. ‘- s Krankenhaus ’ Relax , dt. ‘ entspannt ’ Die Telefonkabine , dt. ‘- e Telefonzelle ’ Das Trottoir , dt. ‘- r Bürgersteig ’ sich vergönnen , dt. ‘ sich wohlfühlen ’ IL SÜDTIROL-ALTO ADIGE In Südtirol il tedesco è lingua ufficiale paritaria ( ko-offizielle Amtsprache ) a livello regionale , insieme all’italiano e al ladino: presenza di 3 comunità linguistiche ( Sprachgemeinschaften ) Concetti sociolinguistici rilevanti: 1) il contatto linguistico tra tedesco e italiano, 2) situazione di bilinguismo in uno stato monolingue 3) la formazione di una varietà di mediazione ( Ausgleichsvarietät ), 4) il mutamento del paesaggio linguistico della regione in seguito a eventi politici. Fino al 1919 il Südtirol-Alto Adige era una regione di lingua tedesca all’interno dell’Impero Austroungarico Durante l’epoca fascista ( 1922-1943 ) politica di italianizzazione forzata; con il Patto d’Acciaio con la Germania nazista (1939) i sudtirolesi tedescofoni furono costretti a lasciare il Südtirol o integrarsi definitivamente nella cultura italiana. Nel 1946 l’ Accordo di Parigi (Accordo De Gasperi-Gruber) riconobbe pari dignità alla lingua tedesca e italiana nella regione e ripristinò l’uso e l’insegnamento del tedesco. Nel 1972 il secondo Statuto di Autonomia ha conferito alla provincia di Bolzano (e a quella di Trento) ampie competenze di autonomia amministrativa e ha riconosciuto il diritto al mantenimento e alla tutela dell’identità linguistica e culturale ai gruppi linguistici tedesco, e ladino nelle valli ladine:
tedesca lo usa anche in situazioni pubbliche. Nelle valli è l’unica varietà usata (i bambini apprendono il tedesco standard e l’italiano solo a scuola). Oggi si può parlare di sviluppo di un Regiolekt (lingua standard regionale) dove confluiscono elementi di tutte le varietà presenti sul territorio. Caratteristiche del tedesco standard in Südtirol Fonetica: diversi casi di interferenza con l’italiano, ad esempio 1) la combinazione fonetica tedesca [kv] è resa [ku] (in parole come ‘ quer’, ‘Qual’, ecc.); 2) il nesso [gn] è pronunciato [η] (ad es. nei termini ‘ Signal ’ e ‘ Ignorant’ ). 3) Il fonema /g/ intervocalico in termini stranieri è pronunciato come [ds] (‘ Regime ’, ‘ agieren ’, ma anche ‘ Journalist ’). Ortografia: 1) Influenza dell’italiano anche nella grafia di alcuni termini, ad esempio: ‘ koherent ’ (dt. kohärent ), ‘ Iniziative ’ (dt. Initiative ), ‘ Stazion ’ (dt. Station ), Pazient (dt. Patient ). 2) Casi di adattamento di parole italiane all’ortografia tedesca, ad es. ‘ Provediktorat ’ (da ‘provveditorato’ che sostituisce il termine dell’Hochdeutsch ‘ Amtsdirektion ’) Morfologia: 1) uso riflessivo di alcuni verbi che in Hochdeutsch non prevedono la forma riflessiva, ad esempio: ‘ sich drogieren ’, dall’italiano ‘drogarsi’ (dt. Drogen nehmen ), e ‘ sich kontrollieren ’ (dt. ‘ sich beherrschen ’). 2) Casi di uso di un ausiliare diverso rispetto all’ Hochdeutsch , ad esempio il verbo ‘ anfangen ’ in tedesco sudtirolese prevede l’ausiliare sein e non haben (‘ Die Sitzung ist angefangen ’ e non ‘ Die Sitzung hat angefangen ’). 3) L’utilizzo in alcuni casi del modale müssen in luogo di dürfen. 4) Genere diverso di alcuni sostantivi rispetto all’ Hochdeutsch : der Chaos (dt. -s Chaos), die Dynamo (dt. –r Dynamo) Lessico: Negli ultimi anni si è affermata la consapevolezza dell’esistenza di forme linguistiche tipiche del territorio, percepite non come dialettali ma come standard a tutti gli effetti, sudtirolesismi ( Südtirolismen ). Si tratta di forme comunque assenti dai dizionari (il Südtirol rimane un Halbzentrum della lingua tedesca). In genere sono parole derivanti dal contatto con l’italiano: prestiti ( Entlehnungen ) o calchi semantici ( Lehnübersetzungen ), perlopiù nell’ambito dell’amministrazione, della politica e in quello gastronomico-culinario: Das/die Aranciata , dt. – s Orangeat (arancia candita) Die Autoschule , dt. – e Fahrschule (autoscuola)
Die Bar , dt. –s Cafè Der/die Barist/in , dt. der/die Büffetkellner/in (barista) Der Campo , dt. – r Sportplatz Der Funktionär , dt. höherer Beamter Der Hydrauliker , dt. –r Klempner (idraulico) Die Identitätskarte (=schweiz.), dt. –r Personalausweis (carta d’identità) Die Karosserie , dt. – e Autoschlosserei (carrozzeria) Der Kontrollor (=österr. Kontrolleur ), dt. –r Schaffner (controllore) das Kondominium , dt. – s Mehrfamilienhaus (condomionio) Die Kondomiuniumsspesen , dt. Nebenkosten (der Miete) (spese accessorie) Die Konkursprüfung , dt. Prüfung (bei jeder Art von Wettbewerb) (concorso) Der Lehrsthul , dt. Planstelle als Lehrer (posto da insegnante) Das Patent , dt. – s Führerschein (patente) Der Professionist , dt. – r Freiberufler (libero professionista) Der Prüfungskommissär , dt. –s Mitglied einer Prüfungskommission (commissario di commissione) Der Pullmann/Autopullmann , dt. - r Bus (autobus) etwas sequestrieren , dt. beschlagnahmen (porre sotto sequestro) Die Spuma , dt. – r Apfelsaft (desueto) (succo di mela) Die Straßenpolizei , dt. – e Verkehrspolizei (polizia stradale) studieren , dt. eine höhere Schule besuchen (frequentare la scuola superiore) Der Student , dt. – r Schüler (studente) Die Superalkoholika , dt. Schnäpse (superalcolici) Der Supplent , dt. Referendar (im Lehramt) (insegnante tirocinante) Bilinguismo e ‘patentino’