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Sociolinguistica: La relazione tra lingua e società in Germania, Austria e Svizzera, Appunti di Sociolinguistica

La sociolinguistica, un settore delle scienze del linguaggio che studia i rapporti tra lingua e società. Viene discusso il ruolo dei fattori sociali sulla lingua, la varietà di lingua e il concetto di socioletti. Inoltre, viene analizzata la situazione del tedesco in germania, austria e svizzera, con particolare attenzione alle varietà nazionali e ai tratti tipici di ciascuna regione.

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 02/01/2024

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Che cos’è la sociolinguistica?
La SL è un settore delle scienze del linguaggio che si occupa dei rapporti tra lingua e
società e studia le dimensioni sociali della lingua e del comportamento linguistico. La
SL NON si configura attualmente come un aggregato di linguistica e sociologia,
bensì come una prospettiva sul linguaggio nella società, una linguistica, cioè, che
tiene conto di fatti sociali, insomma una sotto-disciplina della linguistica.
Per Labov la sociolinguistica è uno spazio di confine tra linguistica e sociologia
Differenze tra linguistica e sociolinguistica
La linguistica descrive la lingua come sistema
La SL descrive il rapporto tra lingua e società
La linguistica si occupa della varietà standard di una lingua
La SL si occupa delle varietà non-standard di una lingua
Il termine «sociolinguistica»
Fu usato per la prima volta (sociolinguistics) nel 1952 in un articolo di un letterato e
filosofo americano H. C. Currie. Il settore di studio si è poi configurato come tale nel
corso degli anni Sessanta, in connessione da un lato con gli studi sulla rilevanza del
linguaggio nell’educazione del sociologo Basil Bernstein in Gran Bretagna e
dall’altro lato, con le ricerche sui correlati sociali della variazione linguistica di
William Labov in America.
1. I fattori sociali, anche in senso lato, esercitano sulla lingua un’azione,
condizionando vari fenomeni linguistici;
2. La lingua contribuisce a costruire essa stessa realtà sociali.
La lingua come fenomeno sociale
Si rende quindi necessario, per una comprensione globale dei fenomeni linguistici,
tenere conto delle interrelazioni fra la lingua e l’ambiente sociale in cui questa è
impiegata.
L’identità
Ogni realizzazione del comportamento linguistico di un parlante, con le scelte
linguistiche che esso comporta, può essere considerata un “atto di identità” con il
quale il parlante si riconosce e definisce come appartenente a un determinato gruppo
e si colloca in una certa posizione nella scala dei rapporti di una società.
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Che cos’è la sociolinguistica? La SL è un settore delle scienze del linguaggio che si occupa dei rapporti tra lingua e società e studia le dimensioni sociali della lingua e del comportamento linguistico. La SL NON si configura attualmente come un aggregato di linguistica e sociologia, bensì come una prospettiva sul linguaggio nella società, una linguistica, cioè, che tiene conto di fatti sociali, insomma una sotto-disciplina della linguistica. Per Labov la sociolinguistica è uno spazio di confine tra linguistica e sociologia Differenze tra linguistica e sociolinguistica La linguistica descrive la lingua come sistema La SL descrive il rapporto tra lingua e società La linguistica si occupa della varietà standard di una lingua La SL si occupa delle varietà non-standard di una lingua Il termine «sociolinguistica» Fu usato per la prima volta (sociolinguistics) nel 1952 in un articolo di un letterato e filosofo americano H. C. Currie. Il settore di studio si è poi configurato come tale nel corso degli anni Sessanta, in connessione da un lato con gli studi sulla rilevanza del linguaggio nell’educazione del sociologo Basil Bernstein in Gran Bretagna e dall’altro lato, con le ricerche sui correlati sociali della variazione linguistica di William Labov in America.

  1. I fattori sociali, anche in senso lato, esercitano sulla lingua un’azione, condizionando vari fenomeni linguistici;
  2. La lingua contribuisce a costruire essa stessa realtà sociali. La lingua come fenomeno sociale Si rende quindi necessario, per una comprensione globale dei fenomeni linguistici, tenere conto delle interrelazioni fra la lingua e l’ambiente sociale in cui questa è impiegata. L’identità Ogni realizzazione del comportamento linguistico di un parlante, con le scelte linguistiche che esso comporta, può essere considerata un “atto di identità” con il quale il parlante si riconosce e definisce come appartenente a un determinato gruppo e si colloca in una certa posizione nella scala dei rapporti di una società.

Ogni individuo tende a creare egli stesso i modelli del proprio comportamento linguistico in modo da somigliare ai membri del gruppo col quale intende essere identificato e da diversificarsi da quelli dei gruppi che sente come distinti […]. (BERRUTO 2015)

  1. La SL in senso stretto tende a lavorare a livello micro-sociolinguistico, osserva, cioè, le realizzazioni dei parlanti e dei gruppi di parlanti nei loro dettagli, con un elevato grado di attenzione alla descrizione minuta dei fatti linguistici.
  2. La sociologia del linguaggio tende a lavorare a livello macro-sociolinguistico, osserva cioè le varietà delle lingue nel loro complesso e nel loro impiego e distribuzione nella società. Assiomi della sociolinguistica
    1. Ogni individuo impara e mette in opera la lingua nelle interazioni con gli altri individui della comunità di cui fa parte sfruttando un potenziale mentale individuale, e quindi la lingua è proprietà sia individuale che collettiva.
    2. Ogni lingua, al suo interno, è varia, conosce differenziazioni, è diversificata negli usi dei parlanti e si articola quindi in tante varietà di lingua.
    3. Ogni parlante normale è capace di usare, e usa, più di una varietà di lingua.
    4. Ogni persona parla in un modo un po' diverso da tutte le altre persone; la SL deve presupporre come 'parlante ideale' un parlante che conosce e padroneggia più o meno bene più varietà di lingua in una comunità parlante eterogenea.
    5. Le diverse varietà di lingua hanno differente status e differente prestigio, non sono socialmente equipollenti. Variabili sociali
  3. Strato sociale
  4. Gruppo sociale
  5. Età (variabile demografica) Strato sociale: Lo strato sociale ha un'importanza 'storica' in SL: è la prima variabile sociale di cui siano state studiate le correlazioni con differenze sistematiche nel comportamento linguistico, grazie ai famosi lavori di B. Bernstein nei primi anni Sessanta; e ha anche un'importanza per così dire fattuale, essendo la prima variabile che venga in mente a chi guardi ai rapporti fra linguaggio e società. Gruppo sociale: può costituire un’entità stabile ma anche transeunte, che dura per il periodo in cui insiemi di individui si trovano a condividere un certo insieme, anche settoriale, di attività ed esperienze, per es. in certi domini (come lavoro, vita militare, scuola, ecc.). In SL le varietà di lingua che sono espressione dell’appartenenza a un determinato gruppo sociale sono dette «socioletti» (Soziolekt)

Gli aggettivi usati nelle varie lingue per ‘italiano’, ‘francese’ e ‘inglese’ si assomigliano e derivano dalle medesime radici che rimandano a una tribù o a una lega di stirpi (Angli per ‘inglese’, Franchi per ‘francese, Itali per ‘italiano’). Gli aggettivi con il significato di ‘tedesco’ nelle diverse lingue non derivano tutti dalla stessa radice. ‘German’, ‘allemand’ e ‘saksan’ rimandano a denominazioni di popolazioni, cioè i Germani, gli Alemanni e i Sassoni, seguono quindi il modello di denominare la lingua in base al nome di una stirpe, come si è visto per l’italiano, il francese e l’inglese. Le altre denominazioni non derivano da indicazioni etniche, ma da connotazioni della lingua stessa: L’aggettivo russo nemeckij viene da una radice slava (nem-) che significa ‘muto’. Inizialmente il termine era riferito a tutti i non slavi, poi però fu ristretto a ‘tedesco’. ‘Tedesco’ e ‘Deutsch’ invece risalgono alla stessa radice germanica, presente nell’antico tedesco diot ‘popolo’. Inizialmente ‘theodiscus’ compare nei testi latini riferendosi a una qualsiasi lingua contrapposta al latino. Più tardi, nelle lingue volgari si ha un restringimento di significato: da ‘contrapposto a latino’ a ‘tedesco’ inteso come insieme dei dialetti germanici parlati nell’impero (a contatto a ovest con i gallo-romanzi, a est con le lingue slave). Il primo significato di questa parola (tedesco) era dunque legato alla lingua (o a un gruppo di lingue). Il tedesco come lingua pluricentrica Anche oggi ‘la lingua tedesca’ non è legata a un’unica entità geografica, anzi nel contesto europeo essa si articola in un numero abbastanza elevato di varietà nazionali. Esso infatti è:  Unica lingua ufficiale (Amtsprache) in Germania, Austria, Liechtenstein;  Lingua ufficiale paritaria (ko-offizielle Amtsprache) in Svizzera (assieme a francese, italiano e romancio), in Lussemburgo (accanto a francese e lussemburghese);  Lingua ufficiale paritaria a livello regionale in Italia (Sudtirolo/Alto Adige) e in Belgio (parte orientale). Ci sono poi minoranze nei paesi confinanti (Danimarca, Francia, Polonia), nei territori dell’ex impero austro-ungarico (Ungheria, Romania) e in alcuni paesi extraeuropei (Stati Uniti, Australia, Israele, Argentina, ecc.) I numeri del tedesco

Il tedesco conta intorno ai 100 milioni di parlanti nativi (forza numerica), di questi solo 78 milioni risiedono in Germania (Ethnologue 2000). All’interno dell’UE il tedesco è la lingua con il maggior numero di parlanti madrelingua (24% della popolazione), seguita da inglese, francese e italiano. Esso è lingua ufficiale nell’UE (assieme alle lingue degli altri Stati membri), lingua di lavoro (accanto a italiano, portoghese, russo, spagnolo e turco) nel Consiglio d’Europa. Quando si parla di ‘diffusione di una lingua’ si prendono in considerazione:  Forza numerica (numero di parlanti nativi; status della lingua nelle istituzioni internazionali)  Forza scientifica (numero di pubblicazioni in lingua)  Forza economica (calcolo del PIL dei parlanti madrelingua, rilevanza del mercato tedescofono nel panorama mondiale). Ulteriore dato da considerare è l’utilizzo del tedesco come Korrespondenzsprache (lingua di lavoro nei contatti commerciali, ad esempio tra imprenditori tedeschi e olandesi e tedeschi e ungheresi). E la posizione del tedesco in internet? Il tedesco gioca un ruolo significativo nella comunicazione mondiale, anche nell’ambito dei nuovi media; si piazza infatti al secondo posto dopo l’inglese, con un netto distacco dalle altre lingue. Il tedesco in Europa Il tedesco in Europa è concentrato in Germania, Austria, Svizzera, Liechtenstein. Ci sono varie presenze di tedesco anche in Lussemburgo, Danimarca, Belgio, Francia, Italia. In ognuna di queste aree la sua diffusione è eterogenea e dipende dallo status che il tedesco riveste. Esso è unica lingua ufficiale ( Amtsprache ) in Germania, Austria e Liechtenstein, e lingua ufficiale paritaria insieme ad altre lingue in Svizzera e Lussemburgo ( ko offizielle Amtsprache ). È lingua ufficiale paritaria a livello regionale in Belgio e Sudtirolo-Alto Adige. Le varietà nazionali di tedesco: Germania Austria Svizzera Liechtenstein

sowie in Liechtenstein, Luxemburg, Ostbelgien und Südtirol», dove sono documentati i lemmi delle varietà nazionali e subnazionali con le rispettive aree di uso con il rinvio alle corrispondenti parole in uso nelle altre aree. ASIMMETRIE TRA I DIVERSI CENTRI NAZIONALI La varietà standard di Germania è spesso considerata lingua standard tedesca per eccellenza perché:

  • La Germania è più estesa di Austria e Svizzera;
  • Conta un più elevato numero di parlanti (ca. 82 milioni contro gli 8.1 milioni in Austria e 7.3 milioni in Svizzera);
  • Detiene un forte potere politico-economico. Sono motivo di asimmetria anche: 1) la presenza di dizionari specifici per le varietà di Austria e Svizzera (che mancano per il tedesco di Germania) 2) Il prestigio di cui gode il tedesco standard di Germania presso gli stessi parlanti delle altre varietà nazionali 3) Il fatto che in Austria e Svizzera le varianti nazionali tedesche siano più conosciute e comprensibili che non gli austriacismi e elvetismi in Germania. Particolarità della varietà standard di Germania
  1. Ortografia. Le poche peculiarità riguardano la grafia dei prestiti dal francese (D: -s Resümee / A, CH: Resümé; D: -s Kabarett / A, CH: Cabaret)
  2. Pronuncia. Le differenze tra varietà standard sono soprattutto nella realizzazione dei prestiti. In Montage, Garage, Blamage la –e del suffisso –age è resa in Germania con il suono schwa [ə], mentre le varianti austriaca e svizzera presentano l’elisione della vocale finale e la desonorizzazione della fricativa palatale
  3. Formazione delle parole. Il tedesco di Germania presenta più composti senza morfema di raccordo –s (Schweinebraten, Fabrikarebeiter, A, CH: Schwein s braten, Fabrik s arbeiter, ecc.)
  4. Morfosintassi. Nella formazione del Perfekt i verbi di stato ‘sitzen’, ‘liegen’, ‘hängen’, ‘stehen’ hanno come ausiliare ‘haben’ (ich habe gesessen, ecc.), nelle varietà di Austria e Svizzera invece ‘sein’ (ich bin gesessen, ecc.) IL TEDESCO IN AUSTRIA «Was uns am meisten von unseren deutschen Nachbarn trennt, ist die gemeinsame Sprache» (Karl Kraus)

A tutela della lingua tedesca in Austria ci sono:

  • il Verein Muttersprache (1949), conservativo e contrario a qualsiasi forma di innovazione,
  • la österreichische gesellschaft für sprache und schreibung (1955) , a favore della scrittura minuscola e dello studio delle particolarità della lingua in Austria
  • Un ramo austriaco della Gesellschaft für deutsche Sprache (1971) Nel 1995 l’Austria è entrata nell’Unione Europea Parte integrante del Trattato di adesione è il Protocollo n. 10 , Über die Verwendung spezifisch österrichischer Ausdrücke der deutschen Sprache im Rahmen der Europäischen Union : un elenco di 23 austriacismi della sfera gastronomico- alimentare. I lessemi indicati hanno stesso status dei corrispettivi in uso in Germania. Nella versione in tedesco dei testi ufficiali dell’Unione deve essere inserita sempre anche la variante austriaca. La maggior parte degli austriacismi è legata al dialetto bavarese , ma anche alle lingue dei paesi confinanti un tempo parte dell’Impero Austroungarico ( italiano, ungherese, ceco , ecc.). ( Erdäpfel dal dialetto bavarese, Karfiol e Melanzani dall’italiano, Gulyas dall’ungherese, ecc.) Sono frequenti i prestiti dall’ inglese (A: Tram , D: Straßenbahn ; A: Zipp(verschluss ), D: Reißverschluss ), soprattutto legati al linguaggio del calcio (A: Goal , D: Tor ; A: Out , D: Aus ), e dal francese , dove è mantenuta la grafia originaria (A: Resümé , D: Resümee ; A: Affaire , D: Affäre ) Particolarità del tedesco standard in Austria
  1. Ortografia. La grafia unita di alcune locuzioni (A: garnicht / D, CH: gar nicht ; A: zuhause / D, CH: zu Hause ) o al contrario la grafia staccata di alcuni verbi (A: bereit stellen / D, CH: bereistellen ‘mettere a disposizione’; A: Maß halten / D, CH: maßhalten ‘moderarsi’)
  2. Fonetica e fonologia. I tratti tipici somigliano alle varietà non-standard del tedesco della Germania meridionale. In particolare:  consonantismo : a) pronuncia desonorizzata della s- iniziale ( [s]agen e non [z]agen). b) pronuncia [ɪk] del suffisso –ig c) pronuncia [k] di iniziale davanti a vocale in prestiti
  • vocalismo: a) pronuncia di come [ɪ] ( System, Ägypten , ecc.) b) caduta dello schwa finale in prestiti dal francese ( Chance, Branche )
  1. La varietà standard , il cosiddetto Schweizerhochdeutsch , anche detto Schriftdeutsch ‘tedesco scritto’.
  2. Lo Schweizerdeutsch , detto anche Schwyzertütsch , usato nel parlato, una forma elaborata, con un lessico anche molto differenziato dallo standard: La situazione linguistica della Svizzera è dunque una situazione di diglossia mediale (due varietà diverse in due diversi domini d’uso, a seconda del medium di comunicazione). *La diglossia è stata definita da Ferguson per la prima volta nel 1959, ed è intesa come compresenza di due o più varietà di una stessa lingua ben socio- funzionalmente differenziate, cioè usate dalla comunità parlante con diverse funzioni e in diversi domini. Particolarità del tedesco standard in Svizzera 1. Ortografia. A) Assenza del grafema <ß>, sostituito da (Strasse). B) Grafia non integrata di una serie di prestiti dal francese (-s Début, D, A: -s Debüt; -e Pédicure, D, A: -e Pediküre) C) Grafia unita quando il modificatore è dato da un’indicazione geografica (Schweizergrenze; Zürcherdialekt; D, A: Schweizer Grenze, Zürcher Dialekt) 2. Morfologia. A) Plurale più spesso formato con la metafonia della vocale radicale (Bögen, Krägen, Pärke, ecc.). B) Formazione del diminutivo mediante suffisso –li (D: -chen/-lein; A: -lein, -e(r)l; D: Hähnchen ‘pollo’, A: Henderl, CH: Güggeli; CH: Nüsslisalat ‘valeriana’, D: Feldsalat, A: Vogerlsalat; CH: Rippli ‘costolette’, D, A: Rippchen). Le forme del diminutivo sono molto più frequenti. C) le preposizioni trotz, während, dank sono usate col dativo (D, A: + gen.) La maggior parte degli elvetismi proviene dal dialetto (alemanno) e dalle lingue di contatto (soprattutto il francese ). Diversi elvetismi provengono poi dal latino , soprattutto in ambito amministrativo ( Aktuar ‘segretario’, Traktandum ‘punto all’ordine del giorno’) Il rapporto con la lingua standard In Svizzera NON esiste un continuum fra dialetto e varietà standard ( Dialekt- Standard-Kontinuum ), ma una netta separazione tra le due varietà. Si parla di code- switching. Lo Schweizerhochdeutsch è appreso solo in età scolare, ma la maggior parte degli svizzeri ha un rapporto distaccato verso questa varietà, lo Schwyzertütsch è percepito come vera lingua madre:

L’uso orale della varietà standard è limitato a circostanze ufficiali o pubbliche come: 1) in parlamento; 2) in tribunale; 3) in chiesa, anche se un numero sempre maggiore di sacerdoti sceglie il dialetto per l’omelia; 4) in televisione e alla radio, soprattutto nei notiziari sovraregionali e ne comunicati ufficiali; 5) a scuola solo l’insegnamento del tedesco è in Schweizerhochdeutsch ; le materie musica, sport, religione, disegno sono insegnate in Schwyzertütsch, le altre sia in tedesco standard sia in dialetto; 6) all’università, dove le lezioni sono tenute in tedesco standard, mentre i seminari possono essere sia in standard che in dialetto. Germania - Il tedesco della DDR Anche nella DDR esisteva una codificazione linguistica: il Wörterbuch der deutschen Gegenwartssprache, 1980-1982; il Großes Wörterbuch der deutschen Aussprache,

Tra il 1960 e il 1970 il progetto “Ost-West-Wortschatz Vergleiche: maschinell gestützte Untersuchungen zum Vokabular von Zeitungstexten aus der BRD und der DDR“ confrontò il lessico del tedesco orientale con quello occidentale in base all’analisi computazionale di testi giornalistici («Die Welt» e «Neues Deutschland»), frutto della ricerca è stato un dizionario in 3 volumi del lessico della DDR (1992). Dal 1949 al 1990 si può parlare di due centri linguistici distinti, caratterizzati prima da un rapporto di

  1. Divergenz: allontanamento linguistico dopo la divisione
  2. Konvergenz: livellamento linguistico dopo la riunificazione (3 ottobre 1990) fino ad oggi Le differenze sostanziali erano a livello lessicale: due diversi sistemi politici e economici implicavano diversi modi di vedere il mondo La ‘Wende’, la caduta del Muro, significò per i cittadini della DDR anche un nuovo orientamento linguistico Alcune parole e combinazioni di parole sono tipiche di una comunità linguistica e non trovano corrispettivi nell’altra:

Secondo un sondaggio (1997) soltanto un’esigua minoranza di persone (16.4%) dell’ex-BRD e -DDR vede molte differenze linguistiche e un numero ancora minore crede che la comprensione sia molto ostacolata Molti tratti sono tipici di determinate varietà non-standard spesso non limitate al territorio della ex-DDR, dunque indipendenti dalla divisione della Germania.

  1. La pronuncia ik di ich è propriamente bassotedesca, diffusa nell’intera area tedesca settentrionale, anche a Ovest
  2. Il modo di dire l’ora non corrisponde al confine politico Est-Ovest, ma è diffuso anche nel Baden-Würtenberg e nell’Austria orientale.
  3. Il saluto ‘Grüß Gott’ è diffuso nella Germania meridionale e in Austria, assolutamente non diffuso al Nord. Sono da ascrivere invece propriamente alla separazione delle due Germanie i fenomeni specificamente lessicali:
  4. Elevato numero di anglicismi a Ovest (cool, Kids, ok, Team, ecc.)
  5. Parole legate all’economia socialista a Est (Kollektiv, ecc.) Die nationalen Halbzentren – I semicentri nazionali LIECHTENSTEIN Il Liechtenstein è un Principato (Fürstentum Liechtenstein) dove il tedesco è unica lingua nazionale (einzige Amtsprache). Fino al 1918 era economicamente legato all’Austria (con il Land Vorarlberg costituiva un unico territorio doganale e fiscale). Dopo la dissoluzione dell’Impero Austroungarico si rivolse alla Svizzera, con la quale strinse accordi economici e monetari (1922). Nel 1990 è entrato a far parte delle Nazioni Unite e nel 1995 dello Spazio economico europeo (a differenza della Svizzera). Con una popolazione di circa 29.000 abitanti, il Liechtenstein manca di un codifica specifica della propria lingua e fa riferimento ai volumi Duden (Germania). Fino al 1995 le trasmissioni radiofoniche e televisive erano quelle dei tre Vollzentren nazionali del tedesco (Germania, Austria, Svizzera) La situazione linguistica è caratterizzata da una diglossia tra varietà standard e dialetto (manca un Dialekt-Standard-Kontinuum). Al dialetto però non è associato lo stesso valore socioaffettivo che ha lo Schwiezertütsch in Svizzera: il principe ad esempio usa l’Hochdeutsch anche nella comunicazione familiare. in chiesa, nelle scuole è preferito lo standard, e a differenza della Svizzera non esiste una traduzione della Bibbia in dialetto.

Caratteristiche della varietà standard del Liechtenstein Dal punto di vista della pronuncia la varietà del Liechtenstein appare più come una combinazione di tratti tipici dell’Austria e della Svizzera. La varietà del L. somiglia però di più allo Schweizerhochdeutsch: gli insegnanti si formano per la maggior parte in Svizzera, e gli studenti del L. vanno a studiare perlopiù in Svizzera. Oltretutto il L. si trova nell’area dialettale alemanna che ricopre anche la Svizzera e solo in minima parte l’Austria (nel Land Vorarlberg) Dall’analisi incrociata dei quotidiani «Liechtensteiner Vaterland» e «Liechtensteiner Volksland» (Ammon, 2011) è emersa una lista di vocaboli e tratti tipici che sono in molti casi elvetismi (Helvetismen). A! Non sempre però: ‘bicicletta’ è ‘Rad’ e non ‘Velo’.

  1. Ortografia. Il grafema <ß> è sostituito da .
  2. Morfologia. A) Tendenza alla formazione di composti con il trattino: Vertrag- Unterzeichnung ‘Vertragsunterzeichnung’; Zollvertrag-Diskussion ‘Diskussion des Zollvertrags’. B) trotz + Dat. (= schweiz./österr.; dt. trotz + Gen.)
  3. Lessico. der Billettautomat (= schweiz.), dt. ‘Fahrkartenautomat’ (biglietteria automatica); das Cheminée (= schweiz.), dt. ‘Kamin’; die Attika-Wohnung (= schweiz.), dt. ‘Penthauswohnung’; der Hauswart (= schweiz./österr.), dr. ‘Hausmeister’; köpfeln (mit dem Ball) (= schweiz./österr.), dt. ‘köpfen’; die Occasion (= schweiz.), dt. ‘Gebrauchtware’ (merce di seconda mano); der Ref (Fußball) (= schweiz.), dt. ‘Schiedsrichter’ (arbitro) der Schulwart (= österr.), dt. ‘Hausmeister in einer Schule’ der (Gemeinde)Vorsteher, dt. ‘Bürgermeister’ büssen (seitens der Polizei) (= schweiz.), dt. ‘strafen’

Die Television, dt. ‘Fernsehen’ Die Taxe, dt. ‘-e Gebühr’ Der Theatercoup, dt. ‘-e Überraschung’ Das Total (= schweiz.), dt. ‘Summe’ Der/die Tram (= österr. / schweiz. ‘das Tram’), dt. ‘-e Straßenbahn’ Die Tranche, dt. ‘-r Abschnitt’ votieren, dt. ‘stimmen für / genehmigen’ REGIONALE HALBZENTRUM: IL BELGIO Dal 1963 il Belgio si divide in 4 aree linguistiche : una nederlandese (fiamminga), una tedesca, una francese (vallone) e quella bilingue franco-nederlandese di Bruxelles. La regione in cui il tedesco è lingua ufficiale comprende una parte del Neubelgien (un’area che fino al 1918 era sotto la giurisdizione prussiana): 9 comuni con centri principali Eupen e St. Vith. Fa parte della Vallonia francofona, ma possiede autonomia linguistica e di governo. Parlanti di lingua tedesca si trovano anche nell’area del Neubelgien Malmèdy e nell’ Altbelgien****.

  1. Il Belgio tedescofono presenta una situazione di di- o triglossia sulla base di un plurilinguismo nazionale.
  2. Nella regione dove il tedesco è lingua ufficiale nella comunicazione orale sono molto diffusi i dialetti (basso francone, francone ripuario e francone mosellano), mentre il tedesco standard è riservato principalmente alla lingua scritta. È diffuso anche l’uso del francese.
  3. Nel Neubelgien Melmèdy è diffuso il tedesco standard e i dialetti valloni. Nell’ Altbelgien il tedesco è diffuso solo nelle varietà dialettali. Qui la situazione attuale del tedesco standard appare critica.
  4. Nel Neubelgien Eupen e St. Vith il tedesco è la lingua principale della scuola primaria e secondaria, ma non esistono università di lingua tedesca.
  5. Nel Neubelgien Malmèdy l’insegnamento del tedesco come lingua straniera è obbligatorio nella scuola primaria, nell’ Altbelgien è opzionale.
  6. La diffusione del tedesco standard avviene tramite un quotidiano («Grenz- Echo») e diverse pubblicazioni diffuse limitatamente al Neubelgien. Alcune radio private trasmettono in tedesco standard ma non esistono trasmissioni televisive in lingua tedesca.

il tedesco parlato nella regione tedescofona del Belgio è fortemente influenzato dal francese, che rimane la lingua delle comunicazioni con gli organi della Provincia di Liegi e della regione Vallonia ed è insegnato anche a scuola. Le (poche) differenze del tedesco standard del Belgio con l’Hochdeutsch riguardano sempre il piano del lessico. Die Farde , dt. ‘-r Ordner ’ (raccoglitore) Der Garagist , dt. ‘- r Autohändler ’ (rivenditore di auto) Das Hospital , dt. ‘- s KrankenhausRelax , dt. ‘ entspanntDie Telefonkabine , dt. ‘- e TelefonzelleDas Trottoir , dt. ‘- r Bürgersteigsich vergönnen , dt. ‘ sich wohlfühlenIL SÜDTIROL-ALTO ADIGE In Südtirol il tedesco è lingua ufficiale paritaria ( ko-offizielle Amtsprache ) a livello regionale , insieme all’italiano e al ladino: presenza di 3 comunità linguistiche ( Sprachgemeinschaften ) Concetti sociolinguistici rilevanti: 1) il contatto linguistico tra tedesco e italiano, 2) situazione di bilinguismo in uno stato monolingue 3) la formazione di una varietà di mediazione ( Ausgleichsvarietät ), 4) il mutamento del paesaggio linguistico della regione in seguito a eventi politici. Fino al 1919 il Südtirol-Alto Adige era una regione di lingua tedesca all’interno dell’Impero Austroungarico  Durante l’epoca fascista ( 1922-1943 ) politica di italianizzazione forzata; con il Patto d’Acciaio con la Germania nazista (1939) i sudtirolesi tedescofoni furono costretti a lasciare il Südtirol o integrarsi definitivamente nella cultura italiana.  Nel 1946 l’ Accordo di Parigi (Accordo De Gasperi-Gruber) riconobbe pari dignità alla lingua tedesca e italiana nella regione e ripristinò l’uso e l’insegnamento del tedesco.  Nel 1972 il secondo Statuto di Autonomia ha conferito alla provincia di Bolzano (e a quella di Trento) ampie competenze di autonomia amministrativa e ha riconosciuto il diritto al mantenimento e alla tutela dell’identità linguistica e culturale ai gruppi linguistici tedesco, e ladino nelle valli ladine:

tedesca lo usa anche in situazioni pubbliche. Nelle valli è l’unica varietà usata (i bambini apprendono il tedesco standard e l’italiano solo a scuola). Oggi si può parlare di sviluppo di un Regiolekt (lingua standard regionale) dove confluiscono elementi di tutte le varietà presenti sul territorio. Caratteristiche del tedesco standard in Südtirol Fonetica: diversi casi di interferenza con l’italiano, ad esempio 1) la combinazione fonetica tedesca [kv] è resa [ku] (in parole come ‘ quer’, ‘Qual’, ecc.); 2) il nesso [gn] è pronunciato [η] (ad es. nei termini ‘ Signal ’ e ‘ Ignorant’ ). 3) Il fonema /g/ intervocalico in termini stranieri è pronunciato come [ds] (‘ Regime ’, ‘ agieren ’, ma anche ‘ Journalist ’). Ortografia: 1) Influenza dell’italiano anche nella grafia di alcuni termini, ad esempio: ‘ koherent ’ (dt. kohärent ), ‘ Iniziative ’ (dt. Initiative ), ‘ Stazion ’ (dt. Station ), Pazient (dt. Patient ). 2) Casi di adattamento di parole italiane all’ortografia tedesca, ad es. ‘ Provediktorat ’ (da ‘provveditorato’ che sostituisce il termine dell’Hochdeutsch ‘ Amtsdirektion ’) Morfologia: 1) uso riflessivo di alcuni verbi che in Hochdeutsch non prevedono la forma riflessiva, ad esempio: ‘ sich drogieren ’, dall’italiano ‘drogarsi’ (dt. Drogen nehmen ), e ‘ sich kontrollieren ’ (dt. ‘ sich beherrschen ’). 2) Casi di uso di un ausiliare diverso rispetto all’ Hochdeutsch , ad esempio il verbo ‘ anfangen ’ in tedesco sudtirolese prevede l’ausiliare sein e non haben (‘ Die Sitzung ist angefangen ’ e non ‘ Die Sitzung hat angefangen ’). 3) L’utilizzo in alcuni casi del modale müssen in luogo di dürfen. 4) Genere diverso di alcuni sostantivi rispetto all’ Hochdeutsch : der Chaos (dt. -s Chaos), die Dynamo (dt. –r Dynamo) Lessico: Negli ultimi anni si è affermata la consapevolezza dell’esistenza di forme linguistiche tipiche del territorio, percepite non come dialettali ma come standard a tutti gli effetti, sudtirolesismi ( Südtirolismen ). Si tratta di forme comunque assenti dai dizionari (il Südtirol rimane un Halbzentrum della lingua tedesca). In genere sono parole derivanti dal contatto con l’italiano: prestiti ( Entlehnungen ) o calchi semantici ( Lehnübersetzungen ), perlopiù nell’ambito dell’amministrazione, della politica e in quello gastronomico-culinario: Das/die Aranciata , dt. – s Orangeat (arancia candita) Die Autoschule , dt. – e Fahrschule (autoscuola)

Die Bar , dt. –s Cafè Der/die Barist/in , dt. der/die Büffetkellner/in (barista) Der Campo , dt. – r Sportplatz Der Funktionär , dt. höherer Beamter Der Hydrauliker , dt. –r Klempner (idraulico) Die Identitätskarte (=schweiz.), dt. –r Personalausweis (carta d’identità) Die Karosserie , dt. – e Autoschlosserei (carrozzeria) Der Kontrollor (=österr. Kontrolleur ), dt. –r Schaffner (controllore) das Kondominium , dt. – s Mehrfamilienhaus (condomionio) Die Kondomiuniumsspesen , dt. Nebenkosten (der Miete) (spese accessorie) Die Konkursprüfung , dt. Prüfung (bei jeder Art von Wettbewerb) (concorso) Der Lehrsthul , dt. Planstelle als Lehrer (posto da insegnante) Das Patent , dt. – s Führerschein (patente) Der Professionist , dt. – r Freiberufler (libero professionista) Der Prüfungskommissär , dt. –s Mitglied einer Prüfungskommission (commissario di commissione) Der Pullmann/Autopullmann , dt. - r Bus (autobus) etwas sequestrieren , dt. beschlagnahmen (porre sotto sequestro) Die Spuma , dt. – r Apfelsaft (desueto) (succo di mela) Die Straßenpolizei , dt. – e Verkehrspolizei (polizia stradale) studieren , dt. eine höhere Schule besuchen (frequentare la scuola superiore) Der Student , dt. – r Schüler (studente) Die Superalkoholika , dt. Schnäpse (superalcolici) Der Supplent , dt. Referendar (im Lehramt) (insegnante tirocinante) Bilinguismo e ‘patentino’