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Il Federalismo: Un'analisi comparativa tra Svizzera, Germania e Austria, Appunti di Diritto Pubblico Comparato

Il concetto di federalismo, analizzando le sue diverse forme di attuazione in svizzera, germania e austria. Si focalizza sulle strutture istituzionali, i poteri dei diversi livelli di governo e i meccanismi di controllo reciproco. Una panoramica comparativa dei sistemi federali, evidenziando le differenze e le similitudini tra i tre paesi.

Tipologia: Appunti

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INTRODUZIONE ALLE FORME DI GOVERNO
Per forme di governo i costituzionalisti intendono i rapporti che collegano tra loro gli organi
governanti, questa è una definizione media, poiché per forme di governo possiamo intendere sia i
Rapporti tra organi costituzionali (Presidente, Parlamento, Governo), sia in forma più formale che
sostanziale i Rapporti tra organi di potere (Partiti politici, organi di pressione)
Da molto tempo, dall’inizio della storia della cultura occidentale le classificazioni delle forme di
governo si sono succedute:
1) Secondo il numero di governanti (cfr. Aristotele)
• Monarchia (governo di uno solo)
• Aristocrazia (governo di più persone)
• Democrazia (governo di tutti)
2) In base alla modalità attraverso la quale i titolari degli organi governanti sono investiti del
potere (Macchiavelli)
• Monarchia (capo dello Stato si autolegittima)
• Repubblica (il titolare del potere riceve la legittimazione da investitura diretta o indiretta del popolo)
3) In base ai modi con cui i governanti esercitano il potere
• Stato assoluto (forma pura): potere accentrato in un solo organismo
• Stato costituzionale (forma mista): potere distribuito in una pluralità di organi
La materia delle forme di governo risulta essere interdisciplinare che implica lo studio da parte di varie
materie come la Filosofia politica che ne trae interesse per trovare quale sia la forma di governo
migliore, le Scienze politiche per stabilire chi partecipa alla decisione politica, il Diritto
costituzionale che ne trae giovamento per stabilire quali siano le norme che organizzano le forme di
governo.
Sulla materia convergono anche metodologie differenti, infatti sia le scienze politiche che il diritto
costituzionale possono affrontare lo studio da un punto di vista storico oppure utilizzare un approccio
comparato, che consiste nel mettere in paragone le forme di governo esistenti fra di loro.
LA MONARCHIA PARLAMENTARE E LA REPUBBLICA PRESIDENZIALE
La forma di governo per eccellenza nasce in Inghilterra intorno alla fine del 1600, l’evento storico è
offerto dalla Glorious Revolution, che da l’imput per dare una forma di governo che segnerà la storia
del governo inglese e anche della dottrina delle successive forme di governo.
All’interno della monarchia parlamentare inglese si fronteggiano due organi: il Re, con potere di
nomina del governo con nomina e revoca dei ministri ed il Parlamento, come organo di
rappresentanza popolare, a limitare il potere della corona ma anche fonte di legittimazione della corna,
sono infatti gli atti del Parlamento a stabilire chi regna. In questa forma genetica di governo manca il
Governo, rappresentato ancora dai fiduciari del Re il quele rimane incarica indipendentemente dalla
fiducia del parlamento il quale comunque non viene influenzato nel sua agire dal governo, rimanendo
indipendente. Le leggi che vengono emanate richiedono l’assenso del Re (cd. Sanzione regia) ed il
Governo è responsabile solo nei suoi confronti.
Nel 1700 venne introdotto “l’impeachment” quale strumento di responsabilità penale inizialmente
utilizzato, da parte del parlamento, per mettere sotto stato di accusa i funzionari del Re che avevano
commesso un reato, con il tempo si viene a trasformate in una strumento di delegittimazione politica
dei ministri sgraditi al Parlamento limitando sempre più il potere del Re, il quale finirà per nominare
solo ministri graditi al Parlamento.
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INTRODUZIONE ALLE FORME DI GOVERNO

Per forme di governo i costituzionalisti intendono i rapporti che collegano tra loro gli organi governanti, questa è una definizione media, poiché per forme di governo possiamo intendere sia i Rapporti tra organi costituzionali (Presidente, Parlamento, Governo), sia in forma più formale che sostanziale i Rapporti tra organi di potere (Partiti politici, organi di pressione) Da molto tempo, dall’inizio della storia della cultura occidentale le classificazioni delle forme di governo si sono succedute: 1) Secondo il numero di governanti (cfr. Aristotele)

  • Monarchia (governo di uno solo)
  • Aristocrazia (governo di più persone)
  • Democrazia (governo di tutti) 2) In base alla modalità attraverso la quale i titolari degli organi governanti sono investiti del potere (Macchiavelli)
  • Monarchia (capo dello Stato si autolegittima)
  • Repubblica (il titolare del potere riceve la legittimazione da investitura diretta o indiretta del popolo) 3) In base ai modi con cui i governanti esercitano il potere
  • Stato assoluto (forma pura): potere accentrato in un solo organismo
  • Stato costituzionale (forma mista): potere distribuito in una pluralità di organi La materia delle forme di governo risulta essere interdisciplinare che implica lo studio da parte di varie materie come la Filosofia politica che ne trae interesse per trovare quale sia la forma di governo migliore, le Scienze politiche per stabilire chi partecipa alla decisione politica, il Diritto costituzionale che ne trae giovamento per stabilire quali siano le norme che organizzano le forme di governo. Sulla materia convergono anche metodologie differenti, infatti sia le scienze politiche che il diritto costituzionale possono affrontare lo studio da un punto di vista storico oppure utilizzare un approccio comparato, che consiste nel mettere in paragone le forme di governo esistenti fra di loro.

LA MONARCHIA PARLAMENTARE E LA REPUBBLICA PRESIDENZIALE

La forma di governo per eccellenza nasce in Inghilterra intorno alla fine del 1600, l’evento storico è offerto dalla Glorious Revolution, che da l’imput per dare una forma di governo che segnerà la storia del governo inglese e anche della dottrina delle successive forme di governo. All’interno della monarchia parlamentare inglese si fronteggiano due organi: il Re , con potere di nomina del governo con nomina e revoca dei ministri ed il Parlamento, come organo di rappresentanza popolare, a limitare il potere della corona ma anche fonte di legittimazione della corna, sono infatti gli atti del Parlamento a stabilire chi regna. In questa forma genetica di governo manca il Governo , rappresentato ancora dai fiduciari del Re il quele rimane incarica indipendentemente dalla fiducia del parlamento il quale comunque non viene influenzato nel sua agire dal governo, rimanendo indipendente. Le leggi che vengono emanate richiedono l’assenso del Re (cd. Sanzione regia) ed il Governo è responsabile solo nei suoi confronti. Nel 1700 venne introdotto “l’impeachment” quale strumento di responsabilità penale inizialmente utilizzato, da parte del parlamento, per mettere sotto stato di accusa i funzionari del Re che avevano commesso un reato, con il tempo si viene a trasformate in una strumento di delegittimazione politica dei ministri sgraditi al Parlamento limitando sempre più il potere del Re, il quale finirà per nominare solo ministri graditi al Parlamento.

Altro evento che fa’ evolvere la forma di governo inglese nel corso del ‘700 è rappresentato dall’ascesa al potere della dinastia tedesca, con Sofia Hannover, che creò un ulteriore distacco tra Consiglio dei Ministri e il Re, il quale rinuncia di presiedere le riunioni nominando un Ministro che faccia le sue veci al governo, il cd. Lord Tesoriere, nasce così la figura del Primo Ministro , figura che andrà a rafforzarsi grazie alle qualità delle personalità che si sono susseguite, che contribuiranno a staccare il governo dal Re. Infine nel 1800 il Parlamento i cd. comuni si dividono in due parti: i sostenitori del Re, così detti Tories o conservatori, e gli oppositori così detti Whigs o liberali. La Repubblica presidenziale nasce negli Stati Uniti agli inizi del 1900, i coloni dovevano pagare i tributi al governo inglese ma non potevano eleggere i propri rappresentanti al parlamento inglese, ecco perché la rivoluzione costituzionale statunitense è contrassegnata dal principio “no taxation without rappresentation”. Il contrasto porta nel 1776 alla “dichiarazione di Indipendenza”, alla firma del Patto confederale e alla successiva convenzione di Philadelfia del 1787 al fine di riformare il sistema sulla falsa riga del sistema inglese, i coloni non vogliono un Re ma rifuggono da forme collegiali di governo, non sono democratici ma temono la tirannide della maggioranza, scelgono così di darsi un Capo dello Stato eletto da grandi elettori, il potere esecutivo è interamente nelle mani del Presidente , e creano un potere legislativo separato dalla forma di governo l’unico collegamento tra i due poteri è lo strumento dell’impeachment. Al presidente vengono concessi i poteri del monarca inglese, in materia legislativa gli attribuiscono un veto sospensivo superabile con una maggioranza qualificata del parlamento. Viene poi distribuita la sovranità nel territorio riunendola centralmente nel Senato che ha la funzione di controllo del potere esecutivo. Venne introdotta la Corte Suprema quale strumento di controllo della Costituzione, la quale darà una lettura della stessa significativa, attraverso il giudice Marschall, interpretandola come una Costituzione divenne rigida, ossia modificabile solo con procedimento aggravato.

DALLA MONARCHIA ALLA REPUBBLICA

A seguito della Rivoluzione la Francia sentì la necessità di nuove forme di governo. Nel 1814 in Francia nasce la così detta Monarchia costituzionale caratterizzata da una Costituzione Ottriata, composta da un Parlamento bicamerale, con membri eletti in parte dal Re ed in parte a suffragio ristretto, il Re rimane titolare del potere di iniziativa legislativa ed è titolare pure della cd. Sanzione Regia, ovvero di sospendere l’iter legislativo. Il potere esecutivo, in mano al Re, passa solo formalmente nelle mani dei Ministri che rispondono verso il Parlamento soltanto in caso di concussione o di tradimento, e mai per una responsabilità politica. Nel 1830 in Francia si instaura una Monarchia Orleanista (da Filippo D’Orleans), a seguito della rivolta della borghesia per ottenere il diritto di voto, la costituzione non è più ottriata (ovvero concessa) ma si fonda sul principio sovranità nazionale, che segnerà la storia del costituzionalismo francese, è caratterizzata dall’allargamento del suffragio e limitazione dei poteri del Re, poiché il Governo risponde sia verso il Re, sia verso le Camere. Si affermano quindi tre organi: il Re, il Governo ed il Parlamento, instaurando una monarchia Parlamentarista. Nel 1848 si introduce la prima Costituzione su modello americano caratterizzata da: a) Suffragio universale maschile b) Una Camera e del Presidente eletti a suffragio diretto c) Un Presidente con poteri limitati poiché non può sciogliere l’assemblea, né essere rieletto. Le elezioni vedono vittorioso Luigi Napoleone, nell’assemblea si affermò una maggioranza monarchica divisa tra Borboni e Orleanisti, sviluppandosi un contrasto tra il Presidente e l’Assemblea,

La Struttura organizzativa era così delineata: Presidente Viene eletto direttamente dal popolo il quale va a sostituire la figura del Kaiser, con un mandato di sette anni , senza limitazioni per una sua rielezione. Da un lato doveva rappresentare una figura neutra poiché eletto dal popolo ma eletto a maggioranza relativa , senza possibilità di ballottaggio, quindi per tale realtà abbisognava dell’appoggio di un partito politico, anche perché può essere deposto a seguito di una richiesta della prima camera , il Reichstag, con maggioranza dei 2/3 con successiva votazione popolare. Se la votazione popolare è favorevole al Presidente questi si intende rieletto, in caso contrario la prima Camera si scioglie automaticamente. Il Presidente può sottoporre a referendum popolare ogni proposta della Camera, entro un mese dalla sua emanazione; pùò sciogliere le Camere (anche se una sola volta per lo stesso motivo - art 25); può licenziare i membri del Governo (potere di eliminare i membri ostili – art. 53) con appoggio del Cancelliere; pùò sospendere diritti fondamentali in caso di necessità (art. 48). Governo Il Cancelliere (art 56), nominato direttamente dal Presidente, determina direttamente la politica generale assumendone la responsabilità di fronte al Reichstag, in particolare può proporre la revoca e la nomina dei Ministri, che verranno nominati dal Presidente. Sia i Ministri che il Cancelliere hanno bisogno della fiducia della Camera e possono essere sollevati da questa (art 53), ma a questo si contrappone il potere del Presidente di licenziare i componenti del Governo. Il Parlamento È composto da due camere il Reichstag (detto anche dieta) ed il Reichsrat (Rappresentanti degli Stati membri) in netta subordinazione della prima camera. Il Reichstag è eletto con sistema proporzionale e suo è il potere legislativo mentre il Reichsrat ha solo potere sospensivo delle Leggi approvate dalla prima camera. Importante è lo status della opposizione garantita poiché 1/5 dei componenti della Dieta può chiedere la costituzione di una commissione d’inchiesta ed 1/3 può chiedere la sospensione per due mesi della pubblicazione di una legge. Da un punto di vista generale Weimer è forma di governo parlamentare che ha in se tutte le sottospecie di forme di questo governo potrebbe essere visto come: una forma di governo assembleare , poiché la prima Camera ha potere di controllo sugli atti del governo, ha potere di accusa nei confronti del Presidente, Cancelliere e singoli Ministri; una forma di governo a Primo Ministro, vista la preminenza del Cancelliere rispetto agli altri Ministri; una forma di governo di gabinetto, nei governi di coalizione il Consiglio di Ministri può essere in grado di predeterminare l’azione del Cancelliere; una forma di governo presidenziale, visto che questo è eletto dal popolo, il quale ha potere di intervento a mezzo di referendum popolare. Cerchiamo ora di capire come funzionò la Per pubblica di Weimar, ricordando che la struttura sociale del popolo tedesco dell’epoca era molto frastagliata, in particolar modo composta da ali estreme sia a destra che sinistra, i tre partiti più importanti erano:

1. Socialdemocratici , ispirati al socialismo lassalliano, contrapposto al socialismo bolscevico, la loro base era data dai proletari;

2. Centro, partito cattolico con una base forte nell’alta nobiltà, in alcuni ceti industriali e i proletari della Baviera; 3. Democratici sono i repubblicani, la cui base è composta dall’alta Finanza, ma anche dalla piccola e media borghesia industriale e commerciale, al cui interno vi è una componente israelita. Alla destra si collocano un partito tedesco nazionale a forte connotazione razzista ed i populisti , mentre a sinistra si costituisce un’ ala moderata da cui sorgerà successivamente la Repubblica di Weimar. Con questa base sociale partitica l’unica possibilità di formazione di un Governo è rappresentato dalla coalizione , ed in questi governi si presenta la opportunità di un Presidente spinto a far valere la propria posizione. La preminenza del potere del Presidente si giustifica con la strumentazione giuridica data a questo in particolare si spiega con la prassi sulla fiducia , la costituzione non prevedeva infatti che il Governo si dovesse presentare alla Prima Camera per averne la fiducia, da questa carenza ne scaturisce che la fiducia viene data tacitamente ove la Prima Camera non esprima una mozione di sfiducia, rendendo possibile la costituzione di governi di minoranza. Anche quando la Camera esprimerà un voto di sfiducia questo esprimerà un significato negativo non propositivo, non esprime cioè la volontà positiva di una maggioranza decisa a formare un nuovo Governo, con la risultante che la il voto negativo alla mozione di sfiducia della Camera non vincola comunque il Presidente , che rimarrà libero se formare un Governo di minoranza o sciogliere la Camera, la Conclusione è che il potere di scioglimento è del Presidente. Per reazione, la Costituzione di Bonn (1949 e attualmente ancora in vigore) prevede solo la sfiducia costruttiva , ossia la Camera può sfiduciare il Governo, ma deve contestualmente proporre il nome del nuovo Cancelliere e dei membri del Governo. Solo nei primi anni lo scioglimento funzionerà nel senso parlamentare, nel 1939 Hindenburg scioglie la Dieta per imporre il suo volere in quanto questa si era opposta ai suoi progetti di legge, da quel momento il potere di scioglimento verrà sempre più utilizzato dal presidente, ed il Parlamento diviene sempre più inerte e sempre più impotente rispetto alla decisione di deporre il Presidente, incapace a deporre il presidente poiché sia per la necessità dei 2/3 del parlamento che la volontà popolare che si metteva dalla parte del singolo Presidente. Il primo periodo di vita al Governo vede la cd. coalizione di Weimar al governo (Socialdemocratici, Centro, Democratici), ma nel 1920 si forma una nuova coalizione formata dai populisti e contemporaneamente si assiste all’uscita dei socialdemocratici che rientreranno solo nel 1928. Nel 1930 subentra il Governo Hindenburg da incarico al Centro vietando al contempo qualsiasi forma di coalizione facendo nascere così dei Gabinetti presidenziali fondati sulla fiducia del Presidente potenziando pian piano, utilizzando e abusando l’uso dell’art. 48, il suo potere. Con l’ascesa di Von Papen si afferma anche il potere del Governo come entità totalmente avversa alla Camera, arrivando al suo scioglimento, con elezioni che porteranno al progresso delle ali politiche estreme, sia destra che sinistra (Nazionalsocialisti e Comunisti), il Governo Von Papen nel tentativo di dare una maggioranza impossibile cade. Iniziano gli accordi segreti tra Hindenburg e Hitler che chiese ed ottenne lo scioglimento della Dieta. Con la Legge del 1 agosto 1934 la figura del Cancelliere e del Presidente vennero a coincidere nella persona di Hitler.

IL GOVERNO PRESIDENZIALE

La caratteristica fondamentale della forma di Governo presidenziale è che il popolo elegge direttamente: l’Assemblea legislativa e il Capo dello Stato.

procedimento che comprende una distinzione tra l’elezione dei candidati alla presidenza e la successiva effettiva elezione del Presidente. Per il procedimento di elezioni dei candidati alla Presidenza la Costituzione non si pronuncia direttamente ed il tutto è lasciato all’opera delle convenzioni dei partiti che sono diverse da Stato a Stato, in alcuni i delegati alle convenzioni sono eletti senza nessun vincolo sulla scelta del Presidente, in altri viene seguito il sistema cd. Presidential Preference Primaries, cioè il candidato alla convenzione indica il candidato alla presidenziali che voterà, altri la designazioni alle convenzioni avviene attraverso comitati locali, altri seguono forme miste. I partiti nei diversi Stati si riuniscono votando poi il proprio candidato che concorrerà alla Presidenza nelle elezioni Presidenziali regolamentate dalla Costituzione. Ciascuno Stato poi tramite elezione popolare designa gli elettori presidenziali cd. Grandi Elettori, in numero pari al numero dei rappresentanti del Senato e della Camera, contemperando la esigenza federale e quella democratica, la designazione degli elettori mostrerà in anticipo chi verrà eletto in quanto essi saranno chiamati ad esprimere immediatamente il proprio voto. Il Presidente dura in carica 4 anni può essere rieletto una volta, ma non è poi possibile procedere a elezione di un nuovo Presidente se non alla fine del mandato, nasce così l’esigenza di nomina di un Vicepresidente , il quale deve essere associato al nome del Presidente da eleggere, poiché questi subentra se:  il Presidente denuncia la sua incapacità ai presidenti delle due camere,  i Segretari di Stato e il Congresso constatano l’incapacità del Presidente, con provvedimento ricorribile da parte del Presidente con conflitto deciso dal Congresso con delibera dei 2/3 dei membri dei ogni Camera,  a seguito della morte del Presidente. In tali casi il Vicepresidente subentra al Presidente, ma esercita le funzioni del Presidente del Sento ovvero non ha diritto di voto se non in caso di parità Il Presidente è a capo dell’esecutivo e dell’amministrazione , le relative funzioni sono esercitate attraverso il suo ordine diretto o indiretto, esistono quindi uffici direttamente dipendenti dal Presidente o altri dipendenti in subordine i cd. departments (dipartimenti). Nel primo gruppo si distingue il Gabinetto con membri scelti dal Presidente e nominati con assenso formale del Senato , ed è formato da: il Segretario di Stato, a capo dello State Departement (Miinistero degli Esteri), ed altri Ministri , con carica incompatibile di membro del Congresso, e comunque sono cariche da lui revocabili. Il Presidente può revocare discrezionalmente i Funzionari di Stato senza essere vincolato da nessun altro organo. Il Presidente in materia di politica estera ha il potere di stipulare Trattati Internazionali ; ha la possibilità di concludere “executive agreements” , attraverso i quali svolge attività legislativa poiché la Corte Suprema ha stabilito che nella materia esclusiva del Presidente il suo potere non incontra limiti rispetto alla competenza legislativa del Congresso potendo incidere sul riparto delle competenza tra federazione e Stati, la Corte ha stabilito che le clausole degli “executive agreements” valgono come Legge dello Stato , andando a prevalere anche su le precedenti Leggi del Congresso e soprattutto su quelle dei singoli Stati ; come Capo dell’esercito ha il potere di decidere interventi bellici anche senza l’approvazione del Senato ; ha il potere di concedere grazia e di condonare pene , ad esclusione di pene a seguito di Impeachment e reati federali.

Vediamo ora i poteri del Presidente nei confronti del Congresso, non ha un potere di iniziativa legislativa diretta, ma può presentare Leggi attraverso Parlamentari di sua fiducia , può indirizzare Messaggi al Congresso per promuovere alcune Leggi, può conferire incarichi parlamentari a soggetti da lui scelti ottenendone successivamente i favori, inoltre dispone il potere di veto sospensivo nei confronti delle leggi approvate dal Congresso (diritto di astenersi dalla controfirma) e il potere di controllo del rispetto delle leggi. Il Congresso altresì ha poteri nei confronti del Presidente , oltre al potere di investigazione, ha la competenza di controllo della spesa pubblica e delle imposte , andando ad incidere anche nei confronti dei provvedimenti del Presidente, limitandone le spese. La Corte Suprema ha 2 tipi funzioni: giudice di 2° e 3° grado, che si esplica quando una Corte d’Appello Federale ha sindacato una Legge Statale oppure quando una Corte Suprema di uno Stato membro ha sindacato la validità di una Legge Federale, seconda funzione è di esercitare il diritto di informazione sugli atti del Tribunale quando la Corte Suprema su richiesta della parte interessata obbliga un Tribunale inferiore di consegnare gli atti del procedimento in esame. La Corte è composta da un Presidente a vita ed otto consiglieri eletti dal Presidente a seguito del consenso del Senato. In conclusione sul Presidenzialismo Statunitense si nota come vi sia una separazione dei poteri tra Presidente e Congresso, ma il potere del primo risulta nettamente superiore, anche se questo senza la maggioranza del Congresso non riesce a perseguire il suo indirizzo politico che necessita dell’apporto legislativo del Congresso. In America centrale e del sud si è sviluppata una forma di presidenzialismo dove il potere accentratore del Presidente è più evidente. La forma di governo Presidenziale presenta sia dei vantaggi che svantaggi, risulta vantaggiosa poiché vi è più stabilità e continuità del governo , derivante dalla investitura popolare dell’esecutivo, vi è una individuazione della responsabilità politica , derivante da una monocraticità del vertice, e poi vi è una assenza di ambiguità di potere, dato che il popolo sa chi comanda visto che il vertice dello Stato corrisponde al Governo. È innegabile che questa forma di Governo abbia degli svantaggi derivanti dalla forma di condizionamento di chi detiene il potere sulla formazione delle opinioni, inoltre se il presidente sia inidoneo al suo compito il popolo deve subire per tutto il mandato, infine dalla separazione dei poteri discende anche una possibile mancanza di collaborazione tra Presidente e Parlamento , che può paralizzare l’attività del Governo, se non trovando un compromesso che può annullare i vantaggi del Presidenzialismo.

FORMA DI GOVERNO INGLESE

Dal punto di vista storico, la prima forma concreta di modello di governo parlamentare è data dall’Inghilterra. Alla fine del secondo conflitto mondiale molti paesi come Francia, Italia e Germania si danno nuove forme di governo. La Francia passa dalla Costituzione del 1946 (che aveva dato vita alla IV Repubblica) ad una Costituzione che nel 1958 dà vita alla V Repubblica (tutt’oggi esistente) e che presenta una novità: il presenzialismo. Negli anni ’70 si assiste ad un’altra ondata di costituzionalismo. Si va da esperienze dittatoriali ad esperienze democratiche. Protagonisti tre grandi paesi:

governo radicalmente contrapposta a quella del precedente. Questo principio è garantito dalla regola del mandato : il Governo si impegna a realizzare solo ciò che ha promesso nella campagna elettorale. L’esistenza di una regola convenzionale fa sì che le riforme del governo non pregiudichino gli interessi delle minoranze. Il concetto di regola convenzionale, cd. Convenzioni Costituzionali (Costitutional Convention), sono regole non giuridiche ma che vincolano politicamente gli organi e le parti in gioco, non sono giuridiche perché non sono giustiziabili, non sono conoscibili da un giudice quindi non sanzionabili, ma anche se ritenute regole non giuridiche, reggono gran parte della struttura del governo inglese. L’alternanza, inoltre, è garantita dal gran senso di tolleranza diffuso nella società inglese. Ed, ancora, favorisce il sistema elettorale basato sullo scrutinio uninominale maggioritario a turno unico che porta all’elezione del candidato più votato. Il sistema si basa su due fattori fondamentali : la disciplina dell’elettorato tesa a non disperdere i suoi voti e l’efficienza organizzativa dei partiti che propongono i loro candidati. Collegio per collegio vince il candidato che ha preso più voti. Questo sistema fa sì che a volte si dia la vittoria al partito meno votato giacché vengono attribuiti al partito un numero di seggi superiore alla percentuale dei voti riportati: per cui, il partito maggioritario del paese, in quanto abbia riportato un numero di voti maggiori , potrebbe ritrovarsi in Parlamento con un numero minori di seggi. Ciò è accaduto ad esempio nel 1951 (i conservatori vinsero sull’altro partito che godeva dell’1% in più dei voti). Il sistema elettorale inglese, pur indicando quale sia il partito vincitore, è improntato su una forte dose di ingiustizia: il partito più votato a livello nazionale, se perde nei singoli collegi, rischia di non divenire partito di governo. Si può ben dire, quindi, che motore della democrazia del Paese siano i partiti , essi condizionano la formazione del governo e la stessa funzione degli organi di governo. La scelta, da parte del Sovrano , del Premier è vincolata alla volontà degli elettori. Il Sovrano, infatti, deve nominare il leader del partito vincente. Tutto è accentrato nelle mani del leader : l’azione di governo, il potere della direzione politica, è il Premier che sceglie i Ministri ed è egli stesso il responsabile dell’azione governativa. Il carattere collegiale del Governo è molto attenuato, esso si scompone, infatti, in una serie di collegi minori detti Comitati ministeriali. I partiti condizionano, tra l’altro, anche i rapporti tra Governo e Parlamento, il Governo non è più comitato esecutivo del Parlamento ma comitato direttivo , poiché assolve, al tempo stesso, la funzione esecutiva e la funzione legislativa , il Parlamento si limita solo ad approvare i disegni di legge presentati e già studiati dal Governo. Il Parlamento inglese è, almeno formalmente, di tipo bicamerale. Accanto alla Camera dei Comuni (la Camera bassa) è presente la Camera dei Lord (Camera alta). La Camera dei Lord è andata sempre più perdendo potere anche grazie al suffragio universale introdotto in Gran Bretagna nel 1918 che fece sentire subito il suo riflesso sulla Camera dei “pari”. Già nel 1911, in realtà, con il Parlament act , voluto da Lloyd George, fu abolito il potere di veto che la Camera dei Lord aveva sui c.d. money bills, cioè sui progetti di legge finanziaria, successivamente questo potere di veto si è progressivamente attenuato anche sugli altri pubblic bills. Il numero dei componenti della Camera dei Lord prima non era fisso , il potere di nomina spettava al Sovrano , successivamente è passato alla Camera dei Comuni che ha utilizzato tale potere per spostare la maggioranza della Camera alta in modo conforme agli interessi del partito di maggioranza. Formalmente solo nel 1999 , con l’House Lords A ct, si attua la riforma della Camera alta , con cui viene eliminata la componente ereditaria , rimangono solo i “pari” di nomina reale e, quindi, di fatto di nomina del Primo Ministro, ed i ventisei Lord religiosi, dai 1148 membri si è così passati ai 679 (nel 2003), essa, comunque, rimane la più alta giurisdizione del Paese in materia sia penale che civile.

Per lo scarso rilievo che è dato alla Camera alta si può dire che oggi il Parlamento inglese è un unicameratismo temperato. La legislatura della Camera bassa cioè dei Comuni dura 5 anni , salvo lo scioglimento anticipato. Il controllo della vita parlamentare di ciascun partito è assicurato da un’organizzazione simile a quella degli U.S.A., vi è un’organizzazione oligarchica in seno all’assemblea che controlla i singoli Parlamentari con importanti funzioni. È la Camera dei Comuni a fornire i membri al Governo, i Lord partecipano al governo con funzioni minori, poiché il Governo ha bisogno di loro per accedere alla Camera dei pari, qui, difatti, accedono solo i membri della Camera medesima. Nei membri della Camera dei Comuni vige una rigida gerarchia: ci sono Deputati semplici , privi di funzioni, i c.d. whips , che letteralmente significa frustratori, i quali curano il rispetto delle direttive da parte dei deputati. Poi vi sono chief-whips , capi frustatori, designati dal leader del partito. Vista la struttura del sistema, l’iniziativa del singolo parlamentare è quasi inesistente e, in materia finanziaria, gli è praticamente preclusa ogni iniziativa legislativa, addirittura la discussione dei disegni di iniziativa parlamentare hanno spazio per una sola ora al venerdì. La stessa sfiducia parlamentare è vista come strumento eccezionale , di estrema ratio, usata quasi esclusivamente per la scissione del partito di maggioranza, si preferisce rimettere la parola al corpo elettorale. Il Governo , in quanto comitato direttivo, ha un ruolo decisivo per ciò che riguarda la fissazione dell’ordine del giorno dei lavori parlamentari, cosa che di solito è di competenza della Camera come, ad esempio, in Italia, la sua posizione dominante dipende ancora una volta dalla struttura accentrata dei partiti e dal meccanismo elettorale. Il Governo è composto da soggetti posti al vertice del partito di maggioranza, il Capo del governo e Capo del partito coincidono , poiché l’investitura popolare (le elezioni) riguarda i partiti ed il voto popolare va a formare il Governo più che il Parlamento, motivo per cui si è sostenuto che in Gran Bretagna si è passati da un governo classico ad un governo maggioritario dove l’indirizzo politico appartiene al partito di maggioranza. Muta anche la funzione dell’istituto dello scioglimento anticipato , che cessa di essere strumento per ottenere la fedeltà da parte di una maggioranza parlamentare indisciplinata, poiché, tale fedeltà è assicurata dalla disciplina del partito e così diviene strumento di governo per ottenere la pronuncia popolare su nuove ed importanti questioni, o ancora, strumento per anticipare le elezioni in un dato periodo allorché il partito risenta meno dell’opinione sfavorevole degli elettori per l’esercizio del potere. E’ prassi che il Premier sciolga le Camere prima della fine della legislatura, poiché se aspetta il passaggio dei cinque anni corre il rischio di far insinuare il dubbio, in seno all’elettorato, di debolezza. Vista la preminenza del Governo alcuni sostengono che il Parlamento perda di significato, esso diventa l’organo di controllo democratico sul Governo , l’opposizione ha assoluta libertà di critica e usa molto lo strumento dell’inchiesta parlamentare. La figura del Monarca può, o meno, intervenire nella determinazione dell’indirizzo politico? Bisogna considerare i poteri tipici di nomina e revoca dei Ministri e di scioglimento della Camera bassa. Tranne casi eccezionali (ad esempio la morte del Premier) il Sovrano non ha poteri discrezionali. Non ha la capacità di influenzare la politica. Il Sovrano non potrebbe revocare i membri di un Governo che hanno la fiducia della Camera, perché ciò porterebbe ad un Governo di minoranza che sarebbe costretto allo scioglimento con il rischio di un voto popolare in contrasto con la scelta del Re. Lo stesso nel caso in cui il Re costringa il Governo a dare il suo assenso per sciogliere la Camera dei Comuni nonostante questa esprima una maggioranza omogenea. Il Re non può rifiutare il proprio assenso per gli atti che spettano al Governo. Il Sovrano è

comandante in capo delle potenze occidentali , vista la perdita della seconda guerra, e dalle diete dei singoli Länder. Il testo prende il nome di Grundgesetz , Legge fondamentale, poiché doveva essere provvisorio in attesa di una redazione di una costituzione che dovesse seguire la riunificazione della Nazione, riunificazione che non avvenne se non negli anni novanta. La Repubblica Federale Tedesca rappresenta uno degli Stati federali più risalenti, andando ad incidere per ovvie ragioni sulla sua struttura politica e governativa Il Parlamento tedesco è composto da due Camere: 1) Bundesrat ovvero il Consiglio Federale, che rappresenta gli Stati membri e vi siedono i rappresentanti degli esecutivi dei governi dei Länder ; 2) Bundestag : ovvero la Camera Federale, Dieta o assemblea legislativa, composta di membri eletti dal popolo tramite suffragio universale e diretto, con legislatura di quattro anni Il Consiglio federale , si trova in una posizione inferiore rispetto alla Dieta , collaborando con questa, ma ad es. non può eleggere il Cancelliere o votarne la sfiducia, può opporre un veto sospensivo nei confronti delle leggi approvate dalla Dieta, ha potere di iniziativa legislativa che spetta all’organo nella sua totalità e non al singolo elemento, ed inoltre deve essere presentato con la collaborazione del Governo Federale che deve presentare un parere, partecipa in modo paritario alla Dieta nella attività legislativa solo nelle c.d. materie federali; ha gli stessi poteri della Dieta nel procedimento di revisione costituzionale (art. 69 cost.); in caso di contrasto tra legislativo ed esecutivo , dà il necessario assenso alla dichiarazione dello stato di urgenza. Il Governo tedesco è composto da i Ministri ed il Cancelliere, il quale risulta il Primo dei Ministri in posizione di preminenza rispetto agli altri, poiché propone al Presidente la nomina e revoca dei Ministri , emette direttive politiche , dirige l’attività del governo ed è il diretto destinatario delle mozioni di fiducia e sfiducia. Il cancelliere è eletto senza dibattito dai membri della Dieta a maggioranza assoluta su proposta del Presidente Federale , a dimostrazione che la Dieta deve confermare esclusivamente la decisione del corpo elettorale, in caso di mancata elezione del proposto, il Bundestag può eleggere un suo Cancelliere a maggioranza assoluta entro i 14 giorni successivi alla votazione, in ulteriore mancanza, elezione di un candidato a maggioranza relativa , in questo caso l’elezione non vale come nomina, che spetta al Presidente Federale, il quale può assumere la posizione di sciogliere il Bundestag, e tornare alle consultazioni elettorali. È un meccanismo atto a garantire una stabilità governativa, stabilità che è ancor più chiara nell’istituto della Sfiducia costruttiva , infatti nel caso in cui vi sia una sfiducia proveniente dalla Dieta, vi deve essere una sfiducia costruttiva in cui il Cancelliere può essere destituito dall'incarico con un voto di sfiducia del Parlamento solo previa designazione del suo successore e obbligo del Bundestag di eleggere a maggioranza un nuovo. il Cancelliere può chiedere ai deputati di esprimergli un voto di fiducia, ed è possibile lo scioglimento delle camere da parte del Presidente su proposta del Cancelliere in caso di consensi inferiori alla metà più uno dei componenti del Bundestag. Il sistema politico tedesco è strutturato intorno a due grandi partiti, i Cristiano-democratico (CDU) ed i Social-democratico (SPD) e si registra la presenza anche di partiti minoritari quali partito liberale e partito dei verdi, l’istituto della sfiducia è stato usato di rado un esempio significativo è rappresentato dall’elezione del Cancelliere Kohl. Per comprendere il rapporto tra Dieta e Governo Federale è utile fare riferimento all’istituto dello Stato di urgenza legislativa, che si ha in tutti quei casi in cui a seguito di richiesta di fiducia da parte

del Cancelliere e di diniego della Dieta, il Presidente federale può rifiutare lo scioglimento delle Camere, in questo caso con atto del Presidente su proposta del Cancelliere e l’ assenso del Consiglio federale viene dichiarato lo stato di urgenza legislativa per un periodo non superiore a 6 mesi , durante i quali è possibile promulgare leggi dichiarate urgenti dal Governo con il solo assenso del Consiglio Federale, anche senza assenso della Dieta o quando si rifiuti di approvarla entro il termine di quattro settimane, escludendo dal novero le leggi costituzionali. Il Presidente federale è eletto dalla Assemblea federale composta dai membri della Dieta e un ugual numero di membri eletti a scrutinio proporzionale dalle Assemblee dei singoli Länder , ha un mandato di 5 anni e non è rieleggibile, può essere messo in accusa su iniziativa della Dieta o del Consiglio federale ed è giudicato dal Tribunale costituzionale. La sua posizione è di neutralità con limitati poteri tra i quali la promulgazione delle leggi, la nomina del Cancelliere ed il potere di costringere lo stesso a rimanere in carica fino all’effettiva nomina di un suo successore. Altro organo rilevante è rappresentato dal Tribunale costituzionale federale , composto da 16 membri di estrazione parlamentare, metà dalla Dieta e metà dal Consiglio Federale, in carica per 12 anni e non rieleggibili , la quale funzioni sono quelli di controllo di costituzionalità delle leggi, dirimere i conflitti tra i poteri dello Stato , inoltre molto rilevante è il potere di sindacare la costituzionalità dei partiti politici sotto il profilo della democraticità esterna e ne sancisce in caso negativo lo scioglimento , infine giudica sui ricorsi costituzionali individuali , a differenza della Corte costituzionale italiana. Gli Scopi della forma di governo tedesca è la creazione di un regime parlamentare equilibrato con una massima stabilità ed efficienza del Governo, lontana dalla forma di governo di Weimar. Significativa è elezione del Cancelliere in assenza di dibattito preventivo da parte della Dieta, importante per evitare una presa di posizione troppo netta, ed il possibile scioglimento della Dieta che respinge una questione di fiducia e l’ utilizzo dello Stato di emergenza legislativa, tutto ciò reso possibile da una bipartitismo omogeneo e sostanziale.

ALTRE FORME DI GOVERNO PARLAMENTARE

La Spagna è una Monarchia parlamentare con Costituzione emanata nel 1978 , emanata alla fine del regime franchista, con una forte analogia al modello tedesco essendo presente un forte regionalismo , una posizione di preminenza del Premier sia politica che giuridicani confronti dei Ministri e del Governo, può propone la questione di fiducia , può chiedere lo scioglimento del Parlamento al Re ed inoltre nomina e revoca i Ministri. La sfiducia è costruttiva ed è vota a maggioranza assoluta con la nomina del nuovo Premier, il quale non è meramente eletto ma deve sottoporre al Parlamento il programma del Governo, vi è inoltre una rilevanza della figura del Capo di Stato, rappresentata dal Re, il quale è titolare di una serie di poteri tra cui la nomina il Premier, pensato come sostegno del sistema politico. La forma di Governo Spagnola è a prevalenza del Premier razionalizzata di partito prevalentemente maggioritaria con elementi di dualismo per la presenza del Re e del Premier La Svezia è una Monarchia parlamentare con Costituzione emanata nel 1974 , aggiornando il testo del 1809, con il Monarca che occupa un ruolo solo onorifico. Il Governo è formato da il Primo Ministro il quale nome viene proposto all’assemblea dal Presidente del Parlamento monocamerale , a seguito di alcune consultazioni tra i gruppi parlamentari, e la proposta si ritiene approvata se non

GOVERNO DIRETTORIALE E SEMIPRESIDENZIALE

Il Sistema direttoriale è una forma di governo recessiva, poiché esiste solo in Svizzera , il Direttorio , che svolge nello stesso tempo funzioni di governo e di Capo dello Stato , è eletto dal Parlamento ma non può essere sfiduciato nè il Governo può sciogliere il Parlamento. Il vertice del Governo non è monocratico ma collegiale , e non è eletto dal popolo. Le Origini della forma di governo direttoriale è il 1793 anno di nascita con la Costituzione Montagnarda francese , che vede nel 1795 la formazione del primo Direttorio composto da 5 membri , eletti dal Parlamento a nome della nazione con una durata quinquennale della carica, con singola sostituzione a cadenza annuale , la Presidenza del direttorio aveva turnazione trimestrale. Il Parlamento divenne l’organo che definiva l’indirizzo politico di cui il Direttorio si faceva interprete, non governando direttamente, esercitando le funzioni di governo attraverso i Ministri, avendone i poteri di nomina e revoca. L’esperienzan on fu delle migliori perché si evolse nel Consolato decennale e nel Governo napoleonico. La Svizzer a è una confederazione di Stati che si fonda sul patto federale del 1815 (consacrazione della Confederazione Elvetica composta da 22 Stati sovrani), vivendo una sanguinosa guerra civile tra Cantoni cattolici e protestanti (1843-47), arrivando alla prima Costituzione nel 1848 , emendata nel 1974, nel 2001 è entrata in vigore una nuova Costituzione che ha sostanzialmente modificato in parte la precedente. In questa situazione di instabilità etnica e culturale, la necessità era quella di assicurare la massima stabilità e la massima garanzia ad ogni singolo cantone. La Assemblea Federale bicamerale è un organo che unisce le due camere dello Stato, ovvero la Camera Bassa, il Consiglio Nazionale , Camera rappresentativa della Nazione ed il Consiglio degli Stati , Camera rappresentativa dei Cantoni, la quale elegge il Consiglio Federale. Il Consiglio Federale è un organo collegiale, con poteri esecutivi, formato da rappresentanti dei diversi Cantoni , eletto appunto dall’Assemblea Federale bicamerale che non può poi sfiduciarlo né scioglierlo , rappresenta il vertice del Governo e dell’intero Stato , la quale elezione costituisce un compromesso , partitico per la presenza proporzionale dei diversi partiti politici, linguistico in quanto rappresentativo di tutte le diverse componenti etnico-linguistiche e religioso poiché rappresentativo sia della maggioranza protestante che della minoranza cattolica. Il Semipresidenzialismo è una forma di governo in cui un capo di Stato con rilevanti attribuzioni convive con un governo dallo stesso distinto e legato al Parlamento da un rapporto di fiducia. In genere il capo di Stato è eletto dal popolo. Molti giuristi contestano l’autonomia del semipresidenzialismo rispetto al governo Parlamentare, infatti molti parlano di un governo parlamentare a tendenza presidenziale, altri lo designano come semiparlamentare, questi orientamenti si spiegano in funzione della reale discendenza del semipresidenzialismo dalla forma parlamentarista dualistica ottocentesca, la differenza sta che il Presidente è una figura eletta, mentre nel modello ottocentesco era rappresentata dalla carica ereditaria del Monarca. Il Semipresidenzialismo quindi è speciale forma di razionalizzazione del parlamentarismo o se si vuole un temperamento del presidenzialismo. Si possono individuare tre diversi tipi di semipresidenzialismo :

  • a preminenza del Primo Ministro : Austria, Irlanda;
  • a diarchia effettiva : Portogallo, Finlandia;
  • a preminenza del Capo dello Stato : Francia, Russia, Corea del Sud.

Semipresidenzialismo a preminenza del Capo dello Stato L’esempio principale è rappresentato dalla Francia , ove la forma di governo è stata introdotta nel 1958 ( V Repubblica ) ed ancora vigente, nata a seguito del cattivo funzionamento del Parlamentarismo della IV Repubblica (1956/1958), nell’occasione della guerra in Algeria , per scongiurare un pericolo di golpe l’ultimo Presidente della IV Repubblica René Cotie affido il Governo a Charles De Grulle , di li a poco il Parlamento fu costretto sostanzialmente a conferire la fiducia al Governo De Gaulle con una ampia attribuzione di poteri di emergenza e delega alla riforma della Costituzione. In tre mesi fu elaborata una nuova Costituzione, sottoposta poi alla votazione plebiscitaria di un referendum che promosse il nuovo testo a larga maggioranza da i 2\3 degli elettori. Il Corpo elettorale , disciplinato dall’art. 58 Costituzione in contraddittorietà con l’art. 3 Costituzione, poiché da un lato ne si attribuisce la sovranità , ma dall’altro l’esercizio di questa può essere s olo tramite referendum , indetto dal Presidente della Repubblica su proposta del Governo o dalle Camere e solo su determinate materie. Inoltre si riconoscono esplicitamente l’esistenza dei Partiti ma la loro è limitata alla espressione del voto, e vi è una mancata attribuzione al corpo elettorale dell’ iniziativa legislativa popolare. Il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale e la Costituzione riserva a questo rilevanti poteri autonomi , poiché non sottoposti a controfirma , nomina Ministri e Primo Ministro , ne presiede il Consiglio , invia messaggi alle Camere non sottoponibili a discussione (art. 18 Cost.), pone il veto sulle leggi votate dal Parlamento, negozia i Trattati internazionali (art. 52 Cost.), decide il procedimento di revisione costituzionale (art. 89 Cost.), nomina alcuni membri del CSM e del Consiglio Costituzionale. Inoltre ha potere di scioglimento delle Camere , la sua sottrazione alla controfirma indica chiaramente una creazione di una struttura dualistica, ma con una preminenza del Presidente sul Parlamento maggiore rispetto alla Costituzione di Weimar la quale prevedeva la contrapposizione del Parlamento alla richiesta di scioglimento del Presidente con la richiesta di deposizione di questo. Nel caso Francese l’unico limite ai poteri di scioglimento sono il parere dei Presidenti delle camere o del Primo Ministro, facilmente superabile poiché di nomina presidenziale, e di non sciogliere le Camere durante l’anno che segue le elezioni delle Assemblee. Di rilievo il potere di indire referendum , le camere ne possono fare proposta, ma l’istituto viene generalmente utilizzato per fare pressione sul lavoro delle camere. L’art. 16 della Costituzione garantisce al PDR di adottare misure richieste in circostanze straordinarie , poteri che ricordano l’art. 48 di Weimar, dando più poteri al PDR francese visto che non è sottoposto a controfirma e che non incontra sostanziali limiti essendo l’art. 16 molto vago nella sua enunciazione, l’esercizio è subordinato alla consultazione del Primo Ministro e dei Presidenti delle Assemblee e del Presidente del Consiglio Costituzionale. L’ art. 5 della Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica due funzioni , la garanzia del rispetto della Costituzione (poco si addice ad un organo con tanti poteri) e assicurare, tramite il proprio arbitrato, il regolare funzionamento dei poteri pubblici e della continuità dello Stato , spettandogli un arbitrato positivo in caso di contrasto tra organi costituzionali attivi relativamente all’indirizzo politico. Per quanto concerne il Governo la posizione del Primo Ministro non è accentuata rispetto agli altri Ministri è prevista la fiducia ma non vi è di obbligo di presentazione alle Camere , l’art. 49 prevede solo la presentazione del programma di governo e della politica generale dinanzi all’Assemblea con obbligo di dimissioni in caso di sfiducia o di respingimento del programma di governo , vi è obbligo di dimissioni in riferimento all’art. 49, 3°comma, Costituzione, quando il Governo impegna la propria responsabilità su un testo di Legge questo si intende approvato se non è approvata una mozione

La Russia è una Repubblica federale con una Costituzione adottata per referendum nel dicembre 1993 su proposta del Presidente Eltsin e rappresenta una razionalizzazione del semipresidenzialismo in versione iperpresidenziale con attribuzione di forti poteri al Presidente della Repubblica, il quale viene eletto dal popolo , dura in carica 4 anni , possibilità di una sola rielezione (art. 81 cost.), nomina il Primo Ministro , presiede il Governo e può revocarlo , comanda le forze armate , indice i referendum , dirige la politica estera , inoltre proclama lo stato di emergenza ed e mana ordini speciali valevoli per l’intera Federazione. Il Parlamento russo, l’Assemblea Federale, prima Camera,detta Duma si esprime entro 7 giorni sulla proposta di nomina del Primo Ministro fatta dal PDR, può rifiutare la proposta per non più di 2 volte , in ulteriore mancanza di nomina viene sciolta e si procede alle elezioni. Può sfiduciare il Governo, a maggioranza assoluta, ma può essere sciolta in caso di dissenso del PDR sulla sfiducia data, unico limite di scioglimento durante il primo anno di legislatura , ma non nel caso in cui la Duma rifiuta la nomina da parte del PDR del Primo Ministro. Il Governo, risponde prima al Presidente della Repubblica, poi alla Duma, può essere da questa sfiduciato ma titolato a dare seguito alle dimissioni dell’esecutivo a seguito della sfiducia è il Presidente della Repubblica, il quale può dissentire, ed in caso di dissenso da parte del PDR, la Duma può rinunciare alla sfiducia o passare a nuova votazione, in caso di ulteriore sfiducia, il PDR deve acconsentire alle dimissioni del Primo Ministro o sciogliere la Duma. L’ Austria è una Repubblica federale , la sua Costituzione è stata emanata nel 1920 , la quale configurava la nazione come un parlamentarismo monista con funzione simbolica del PDR, riformata nel 1929 , sull’esempio di Weimar, attribuisce al PDR poteri tali da contrapporsi ai partiti politici, viene eletto dal popolo e rimosso mediante referendum popolare, e detiene un vasto potere tale da promulgare le leggi, nominare e revocare il Governo, sciogliere le Camere, stipulare i trattati internazionali, comandare le forze armate, ha inoltre poteri di grazia e di emergenza. Gran parte di questi poteri a differenza della Francia sono sottoposti a controfirma. Come c onsiderazioni conclusive sul Semipresidenzialismo, possiamo dire che come indubbi vantaggi ci sono l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, che rappresenta un punto di stabilità, facilitando il bipolarismo; la diarchia facilitazione delle intese politiche, impedendo l’eccessiva concentrazione dei poteri. Ma la stessa diarchia, provoca uno svantaggio nel rischio di coabitazione, il corretto funzionamento sussiste solo in caso di omogeneità tra Presidente e Governo, ma crea grossi problemi nel caso opposto.

FORME DI STATO

IL FEDERALISMO

Tratteremo come forme di stato la distribuzione territoriale del potere, e poi il rapporto tra governanti e governati. Il federalismo è Principio di ordine sociale, una stabile unione tra gruppi autonomi e responsabili per scopi comuni, è quindi un fenomeno sociale, un modello di decentramento statale, tipico dei governi costituzional-liberali. Molto spesso si va ad affiancare al concetto di federalismo quello di Stato Federale che è una concretizzazione statale del Federalismo, che rappresenta un fenomeno storico e sociale, è una forma di organizzazione politica ove i poteri sono ripartiti con un sistema di divisione che permette agli Stati membri di conservare una parte della propria sovranità. Il concetto di Federalismo non è solo giuridico ma interdisciplinare che abbraccia, infatti, elementi di sociologia, economia, politica, che nasce da un’ idea di partecipazione delle parti più piccole a quelle più grandi (2° Camera parlamentare come espressione degli Stati membri), di sussidiarietà , di pluralismo , l’idea della coordinazione , l’idea del patto. Il Federalismo non garantisce automaticamente la democrazia e non ne costituisce il rafforzamento, tuttavia, se ben funzionante, avvicina il cittadino alle istituzioni rendendolo più partecipe alla formazione dei livelli di governo. Il Federalismo crea una separazione dei poteri in senso verticale , affrontando meglio anche il rapporto di separazione dei poteri e Stato dei partiti. Taluni ritengono che il federalismo sia diretta conseguenza della sussidiarità , laddove questa costituisce criterio di distribuzione delle competenze tra diverse unità, ma è da ritenere che il federalismo sia più un coordinamento delle competenze tra diverse unità Federalismo e efficienza economica , alcuni storici li ritengono incompatibili argomentando che il Federalismo comporta alti costi e maggiori spese, in realtà non sembrerebbero in contrasto, è infatti da notare che gli Stati economicamente più forti sono Stati federali. Occorre prestare attenzione alla terminologia, soprattutto nell’ambito del diritto comparato (vedasi ad esempio il diverso significato del termine Devolution nei diversi ordinamenti europei) I termini utilizzati nel corso avranno i seguenti significati: Federalismo : principio di ordine sociale in cui lo Stato federale la rappresentazione della concretizzazione storica del principio federale, l’ordinamento giuridico federale nel suo complesso, comprensivo di Stato centrale e Stati membri; Federazione : Stato centrale Stati membri (o soltanto Membri) : componenti dello Stato federale. IL FEDERALISMO IN GERMANIA L’inizio della storia della Germania moderna (e del Federalismo) può essere fissato alla pace di Westfalia (1648) , alla fine della guerra dei Trent’anni, con il riassetto territoriale che ne seguì, l’autorità imperiale andò sempre più indebolendosi e, di pari passo, i vari Stati rinvigorirono la loro autonomia. L’alba del XIX secolo trovò il Sacro Romano Impero ormai ridotto a centinaia di piccoli Stati, pronti a soccombere inevitabilmente alla spallata di Napoleone. Già con la rottura dell’Impero nascono le prime teorie sullo Stato federale , ( Bunderstade ) tra i primi teorici figura Hugo che, grande difensore delle autonomie locali, nel 1661 auspicò la ripartizione del